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Archivio per giugno 21, 2020

Premio Italia 2020, tutti i vincitori | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la lista dei vincitori del Premio Italia 2020. Spicca, per quanto riguarda il compound connettivista, il nome di Giovanni De Matteo, vincitore nella categoria Racconto non professionale con Red dust e finalista nella categoria Articolo su pubblicazione amatoriale: a lui i miei complimenti, sono davvero felice che ce l’abbia fatta; complimenti che vanno ovviamente a tutti i vincitori e finalisti. E ora al lavoro per il nuovo anno!

DAL GOTICO INGLESE ALL’ITALIANO CARLO H. DE’ MEDICI


Su GiornalePop una bella disamina di Tea C. Blanc sul genere gotico, nella declinazione inglese e italiana. Un estratto:

Quando si entra per la prima volta in un vasto universo narrativo, una delle vie per fornire una mappa orientativa è un piccolo elenco di autori o libri. A chi ne ha già varcato la porta, invece, ogni singolo titolo risveglia il ricordo di mondi diversi che, seppure esistono all’interno di una stessa galassia, si differenziano per stile, obiettivi, sfumature, argomenti, evoluzione e tutto ciò che va a confluire nella creazione di un romanzo.

Per letteratura gotica si intende una corrente narrativa nata tra il 1760 e il 1820, che ha poi visto uno sviluppo e un cambiamento continuativi fino ai nostri giorni. Fu rivoluzionaria, nel senso che si contrappose al pensiero del suo tempo, cioè quello illuminista e razionalista, rivendicando il caos, il barbarico, la violenza, l’arcaico, l’emozione, il pagano, a fronte del coesistente periodo classico ordinato, civilizzato e luminoso che vedeva nel progresso scientifico e nella ragione gli unici portatori della vera conoscenza.

Romantico e orrore sono gli elementi fondamentali di cui è composta, perlomeno all’origine, e trova ambientazione in un’atmosfera arcaica o d’ispirazione medioevale (secondo la prospettiva data nel Settecento al termine “medievale”), come castelli infestati da fantasmi o vecchie magioni abbandonate, dove si aggirano protagonisti stereotipati in una crescente suspense determinata da un notevole uso del soprannaturale. Allo stesso tempo, attingendo al mito e alla tradizione e arrivando a sfociare nel sublime, dove per sublime si intende quel terrore che sfocia in stupore, astonishment, uno stato emotivo di apice in cui ogni altra emozione è stata spazzata via.

Per intenderci, alcuni dei primi grandi scrittori di questo periodo sono il precursore Horace Walpole con Il castello di Otranto, Clara Reeve e Il vecchio barone inglese, Ann Radcliffe e il suo I misteri di Udolpho, Matthew Lewis con Il monaco.

Te stesso e altro


Estendi la tua parola in un credito di poche mosse, affinché tu sia soltanto il te stesso che vuole essere altro.

Sex and the Magic: la Grande Bestia colpisce ancora (II) (Victoriana 28/5) – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine Franco Pezzini, prendendo le mosse dal romanzo Tutto quel nero di Cristiana Astori, traccia le coordinate dei rapporti tra Fernando Pessoa e Aleister Crowley che si conobbero in Portogallo nel 1930 e diedero vita a dei rapporti al limite della truffa mediatica e della creatività, dei veri cantori in anticipo sui tempi. Un estratto:

Non abbiamo una descrizione dell’incontro, ma possiamo immaginare Crowley tracimante che occupa tutto lo spazio possibile, Pessoa piccolo piccolo e un po’ interdetto, la bella Hanni – grande bellezza, fascino tormentato – che lo colpisce. Sul tavolo non c’è solo l’esoterismo: nei giorni successivi, grazie al poeta, Crowley conta di incontrare alcuni scacchisti portoghesi per qualche partita. Curiosissima è una lettera scritta direttamente da Hanni alla fine della settimana dopo (cioè domenica 14 settembre) lamentando che Pessoa non sia più venuto di persona e annunciando il loro arrivo a Lisbona per il giorno dopo: intendono incontrarlo. Perché è Hanni (Anu nella firma) a scrivere? Ovviamente funge da collaboratrice della Bestia, ma a Crowley non sfugge il maggiore appeal di una missiva dalla bella diciannovenne. Tanto più che tra l’incontro del 4 settembre e quello del 15 dev’essercene stato almeno un altro…

Peccato che in un messaggio successivo (17 settembre) Crowley spieghi – stavolta di persona – di essersi dovuto trasferire all’Hotel Miramar. “Ieri notte la signorina Jaeger ha avuto un violento attacco isterico, dando disturbo a tutto l’hotel”. La Bestia tende sempre a scaricare le motivazioni degli screzi sui furori delle partner (di volta in volta accusate di alcolismo, isterismo eccetera), ma sappiamo quanto sappia essere irritante: insomma non appare così strano che la passionale Hanni sia stata abbastanza accesa da ribaltare tutto. “È andata a Lisbona stamani, lasciando qui tutte le sue cose insieme a una nota in cui dice ‘torno presto’. / Ma se non tornasse presto, immagino che si dovrebbe chiedere alle autorità di fare delle ricerche”: e Crowley chiede a Pessoa di contattarlo, evidentemente si vedono. Però questa lettera è sincera o fa già parte del gioco sul presunto suicidio della Bestia abbandonata dall’amante, coi compari Aleister & Fernando che hanno preimpostato tutto nei giorni precedenti, compresa sfuriata di Hanni (simulata)? O il poeta viene incastrato solo ora nel gioco concordato da Aleister con Hanni? In realtà sembra che almeno il litigio sia stato autentico, Hanni furiosa ha chiesto l’aiuto del console americano per ripartire; poi con Aleister si sono rappacificati (il diario di lui tradisce in più punti un effettivo innamoramento), ma ormai la partenza della ragazza è decisa e concordano per raggiungersi in Germania. Proprio la non prevista sfuriata sembra insomma innescare il piano che Crowley concorda ora con Pessoa, avviando una delle beffe più celebri di tutta la storia moderna. Perché darsi tanta pena?

Il fatto è che Crowley ha bisogno di nuova visibilità, di pubblicità per rilanciare la sua immagine. Sa di non essere più l’uomo degli anni d’oro, si confronta con acciacchi e debitori incalzanti: la piccola Mandrake Press ha investito su di lui, ma non basta, e la beffa potrebbe riportarlo sulle pagine dei giornali con un prezioso ritorno di attenzioni sulla sua produzione editoriale. E anche pittorica, perché il mago ora sta puntando parecchio su quella vocazione scoperta da non troppi anni, e l’importante galleria di Karl Niederdorf di Berlino si prepara a un’esposizione dei suoi lavori. Poi certo la beffa soddisfa insieme il suo carattere birichino e la provocazione di paradosso e ironia insita nel suo magistero. E Pessoa? Offre volentieri una mano a un frater e l’idea della finzione, dello sberleffo è più che congeniale all’uomo che vive e gioca attraverso eteronimi: se poi è dubbio che i riflettori della stampa gli interessino in quanto tali – il suo ruolo in fondo resta marginale, da fiancheggiatore – la situazione potrebbe vedere anche per lui sviluppi editoriali interessanti.

Infatti è iniziata nel frattempo una buffa “commedia degli equivoci”. In seguito ai dialoghi con la Bestia, Pessoa ha inviato alla Mandrake Press (12 settembre) una serie di proposte. Suggerendo testi portoghesi “insoliti e sconosciuti” da editare in inglese; caldeggiando di istituire una succursale dell’editore in Portogallo dove alcune lavorazioni sarebbero più economiche, e in cui plausibilmente si vede già coinvolto; ed evidenziando che si potrebbe sviluppare anche un catalogo in lingua lusitana. Per Pessoa è insomma implicito che i soldi dovrebbe metterceli la Mandrake. Ma è a questo punto che arriva (18 settembre) l’educata risposta del presidente della casa editrice, tale R. Thynne. Prendendo tempo sui titoli suggeriti, l’editore fraintende – o gioca a fraintendere – l’idea sulla succursale, prospettando allo (squattrinatissimo) poeta di assumere in loco il ruolo di rappresentante azionista come è Karl Germer in Germania, e grazie al quale la Mandrake può pubblicare in Inghilterra Alfred Adler e Alraune di Ewers. Per loro è implicito che a mettere i soldi sia Pessoa.

ROGER WATERS: “TWO SUNS IN THE SUNSET” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia la segnalazione di una nuova cover di se stesso di Roger Waters, che reinterpreta Two suns in the sunset, ovvero l’ultima song che ha suonato nei Pink Floyd – un titolo che ora sa d’incredibile preveggenza.

“Ho avuto l’idea di realizzare un album di tutte le canzoni che abbiamo fatto come bis durante il tour di “Us & Them”. Abbiamo fatto prima “Mother”. Ho dovuto farlo da ‘remoto’ a causa di Covid 19. “Two Suns in The Sunset” è la seconda. Spero vi piaccia. Io la adoro. Che band meravigliosa sono.

Con Amore
R.

PS. Il fatto che permettiamo alle armi nucleari di esistere in un mondo controllato da sociopatici squilibrati è, di per sé, una disposizione squilibrata. Siamo in tanti, sono in pochi. Potremmo semplicemente dire di no a tutta la follia MAD (mutuamente assicurata distruzione). Ha senso zero ed è potenzialmente omicidio“.

Dreams of Dark Angels

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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