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Archivio per agosto 26, 2020

Stefano Bertoli: Eleven Faces And Forty Two Arms – Ver Sacrum


Su VerSacrum, Cesare Buttaboni recensisce il disco Eleven Faces And Forty Two Arms di Stefano Bertoli, che conosco ormai da molto tempo e che reputo uno dei migliori artisti della scena elettronica e rumoristica, in senso lato e futurista, senza contare gli aspetti olistici che spesso esprime. Vi lascio alle parole della recensione.

Stefano Bertoli (di cui ho parlato di recente a proposito del progetto Andromaca) è un musicista elettronico che fa della ricerca da oltre 20 anni. Ora la Industrial Ölocaust Recordings, un’etichetta di culto per chi segue il post industriale esoterico (ha in catalogo I Cordis Cincti Serpente) con una filosofia di fondo tesa verso il conseguimento di scopi magici abbastanza oscuri per il profano (la IHR è collegata all’A.E.U., organizzazione italiana consacrata in non meglio precisati studi mistici e magici), pubblica un disco a suo nome intitolato Eleven Faces And Forty Two Arms. A dispetto dell’immagine raffigurata in copertina che sembra legarsi indubbiamente con l’esterica magico-rituale dell’etichetta, la musica contenuta in questo disco si riallaccia in realtà alla sperimentazione elettronica dell’inizio degli anni ‘70. Le 2 lunghe tracce (di circa 20 minuti di durata) “Kan” e “Non” mi hanno riportato alla mente un disco senza tempo come Sonanze di Roberto Cacciapaglia, un capolavoro ispirato ai Corrieri Cosmici tedeschi ma che suonava unico e originale. Per l’occasione Bertoli suona strumenti elettronici desueti come il CiatLonbarde CocoquantusII, il Sidrax e il Folktek Resonant Garden oltre a nastri magnetici e microfoni a contatto. Le ambientazioni sono astratte e minimali ma non ascoltiamo mai un suono fuori posto. L’atmosfera è quieta e meditativa e ci culla dolcemente verso il Vuoto Cosmico Il risultato è ipnotico e catartico: a dispetto dell’apparente aseticcità e freddezza della musica questi suoni hanno un’anima e, soprattutto, non viene mai meno l’emozione, elemento per me fondamentale per poter apprezzare la musica. La musica contenuta in “Eleven Faces And Forty Two Arms” ha un senso e ha qualcosa da dire il che non è poco in un mercato inflazionato in cui capita spesso di sentire suoni sterili e messi a casaccio (come in alcune produzioni industrial) oppure dischi che suonano uguali a mille altri senza avere il sacro fuoco dell’ispirazione (è il caso di alcuni artisti ambient). Consigliato ai viaggiatori cosmici.

Tenet | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan, pluriannunciato fin da prima dello scoppio pandemico. Alcuni stralci della valutazione:

Dalle costruzioni sovietiche dell’Estonia alle insenature della Costiera Amalfitana, Nolan ha scelto di avvalersi di paesaggi di tale abbacinante presenza che questi non possono che travolgere lo spettatore sin dai primi attimi di proiezione, preparandolo inconsapevolmente a un’esperienza che risulta tutt’altro che lineare. Il carisma di tali paesaggi offre al pubblico preziosi punti di ancoraggio attraverso cui identificare i nodi nevralgici della narrazione, allo stesso tempo la costante alternanza del setting rievoca negli spettatori quel senso di spaesamento che affligge gli stessi protagonisti della pellicola.

Mimando parzialmente le alchimie del suo stesso Memento, Nolan ha creato una trama che pare a prima vista intricata – se non impenetrabile -, ma che si dipana progressivamente fino ad assumere organicamente delle tinte comprensibili e immediate, evidenziate da scelte cromatiche esplicite che vanno a marcare i tanto caotici bivi temporali.

Rispetto a Inception, pellicola a cui viene frequentemente comparato, Tenet propone una minor approfondimento della psiche dei personaggi e abbandona quasi completamente gli effetti speciali digitali. Risulta tecnicamente più elaborato, ma le sue qualità sono pregne di una raffinatezza discreta che, inutile negarlo, non riesce a garantire gli alti tassi di intrattenimento di risorse più grossolane quali esplosioni e arti marziali. Scene che su carta dovrebbero essere eclatanti non sono in grado di trasmettere quell’alto tasso di pornografia visiva che ormai ci si aspetta dai blockbuster odierni.

I “difetti” di Tenet si legano perlopiù a scelte stilistiche che saranno difficilmente digeribili dal vasto pubblico, mentre sul piano prettamente oggettivo non restano altro che incrinature che, a seconda dei gusti personali, possono calare in secondo piano. Il copione, per esempio, si concentra tanto sul voler evocare un senso di straniamento nel pubblico da far sembrare che la trama sia relegata allo sfondo, sostituita in maniera zoppa con ricorrenti esposizioni. Altrettanto ambivalente è la colonna sonora firmata da Ludwig Göransson: pur dimostrandosi di qualità, questa sembra voler mimare troppo da vicino le trionfali composizioni di Hans Zimmer, ovvero si adegua con acritico manierismo alle tipiche musiche delle pellicole di Nolan.

Segnalazione: Pandemonium: Neo Decameron, AA.VV. (Lethal Books) – HORROR CULTURA


Su HorrorCultura la segnalazione di una interessante antologia, con dentro autori molto, molto bravi: Pandemonium. Vi incollo alcune note:

Corigliano, Mardegan, Ferrero, Mala Spina, Lanzetta, Battiago, Hoffmann, Mortellaro, Silvestri, Di Orazio. Dieci autori. Dieci giornate di boccaccesca memoria, come in quella Firenze del 1348 assediata dalla peste. Dieci comandamenti, che verranno infranti o rispettati. Dieci stili completamente diversi: l’ironia pungente e blasfema, il goffo erotismo, l’onirica bellezza della disperazione, il pulp-western friuliano, esorcismi danteschi e visioni infernali vi aspettano in questo libro immondo. Dieci racconti dall’anima corrotta e nera. Un’ode alle tenebre in tutta la loro bellezza dannata. Abbiamo detto addio a ogni retorica e happy ending perché volevamo colpire con colpi bassi e metriche alte, in pieno stile Ignoranza Eroica. I racconti di Pandemonium sono lo specchio di tutte le anime che pian piano si anneriscono, l’apocalisse dentro la carne, l’unione dei demoni nello spirito di coloro che sopravvivono. Il Matrimonio del Cielo e dell’Inferno, come direbbe William Blake, dove ognuno di noi è risucchiato dal caos dell’infinita dannazione e anche i bei Cherubini marciscono tra le fiamme. Ma ci saranno anche momenti per ridere. Del resto, l’Inferno ha i personaggi più divertenti. A cura di Saccoccia, dopiNg letterario e postfazione by MazzaSensolini.

Alibi evanescenti


Delinei le figure su alibi di fumo, lasciando evanescenti alibi per la tua consapevolezza.

The Jesus And Mary Chain – Never Understand (Official Music Video)


Puro noise punk acido. Irripetibile stagione…

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