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Archivio per novembre 2, 2020

Esce la silloge poetica “Il sentiero dello sciamano”, di Sandro Battisti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La collana Versiguasti festeggia il traguardo del 20° volume con la pubblicazione del libro IL SENTIERO DELLO SCIAMANO di Sandro Battisti, con introduzione di Alex Tonelli e postfazione di Ksenja Laginja, autrice anche del rinnovamento grafico di collana. Il volume è disponibile in edizione digitale e cartacea su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie.

Dalla postfazione: « Il sentiero dello sciamano ci accompagna all’ingresso di una caverna esperienziale, dove tutto vibra e parla, diviene prezioso tramite fra la materia naturale e i segni impressi da qualcuno prima noi. La vibrazione quantica non arretra mai, cede il passo alla percezione psichica, apre le porte esistenti e ne crea di nuove. Parla una lingua che conosco, che mi ha sempre toccato e affascinato come solo i misteri cosmici possono fare, e mi auguro che possa parlare anche voi. »

DALL’INTRODUZIONE
« Immergersi nelle poesie dell’autore, in questo suo “Il sentiero dello sciamano”, è entrare in una circolarità perfetta in cui ogni poesia è punto di partenza e arrivo. Non vi è una direzione da seguire, un verso che schiude una trama, qui è negato il meccanismo narrativo dell’incipit-climax-excipit. Si tratta di seguire il viaggiatore, di percorrere il sentiero dello sciamano lungo un gorgo che si apre continuamente e ci avvolge in cerchi di conoscenza senza fine. Non vi è un punto di arrivo, non una morale finale, un’entelechia, un approdo, ma la perfetta circolarità di un cammino senza fine in una progressiva, e mai esaurita, catabasi alla conoscenza.
Questo viaggio lo si compie, ci dice il poeta, morendo incessantemente, continuamente, ripetutamente e poi rinascendo infinite volte per rifare il percorso e scendere, sempre più, nell’alveo di una sapienza segreta.
La morte e la rinascita sono così presenti nei versi di Sandro Battisti che appaiono come la condizione necessaria per essere\divenire sciamano ma anche, e forse soprattutto, per essere\divenire poeta. Serve morire e porre fine, serve rinascere ed evolvere, senza soluzione di continuità.
Per essere poeti è necessario prima di tutto uccidere il corpo, abbandonarlo e muovere verso ciò che ne viene dopo, qualunque cosa sia. Lo sciamano lascia il corpo a terra, come un vestito stretto e mal sopportato e si schiude agli spazi mistici; ma così anche il poeta abbandona il corpo e lascia che la parola vibri oltre ogni comune e quotidiano significato. La parola poetica di Sandro Battisti è parola arcana ma al tempo stesso futura, è parola lontana dal presente del lettore e, per questo, è spesso ermetica, difficile, talvolta persino incomprensibile. Poeta e sciamano, non ha nulla più da spartire con chi è rimasto ancorato nel corpo a questo solo, unico, tempo della nostra quotidianità di lettori. »

Alex Tonelli

LA QUARTA
Lo scrittore ci svela l’inganno della parte e del tutto, però cosa è parte e cosa è tutto non lo riusciamo a comprendere: l’unità perde senso, il punto di accesso alla silloge diventa indifferente. Come un vortice che trascina, si mischia in se stesso e si confonde nelle sue varie parti; così i testi che compongono questa raccolta diventano un caleidoscopio che non va compreso, non va scomposto perché ogni frammento ha in sé un universale che rimanda ad altro e viceversa, continuamente.

L’AUTORE
Sandro Battisti è uno dei fondatori del movimento letterario Connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, con il fumetto “Florian”, successivamente nei romanzi “PtaxGhu6” (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e “Olonomico” (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con “L’Impero restaurato”; è curatore dell’antologia di strano weird “La prima frontiera” (2019). Scrive quotidianamente sul blog https://hyperhouse.wordpress.com.

LA COLLANA
VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Sandro Battisti, Il sentiero dello sciamano
Introduzione: Alex Tonelli
Postfazione e copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Formato ePub e Mobi – Pag. 99 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-41-5
Formato cartaceo – Pag. 98 – 10.00€ – ISBN 978-88-32179-42-2

Link:

Nella gabbia di Skinner: social media, pessimismo e falso Sé – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un post molto interessante che indaga le semantiche di un Capitalismo sfrenato che non esita, per sopravvivere, a utilizzare la stessa umanità che l’ha coltivato. Interessante l’idea di fondo: la tecnologia ha permesso al Capitale di rendere l’umanità un terreno da sfruttamento.
Naturalmente, dissento un po’ da questa visione: la tecnologia è neutra, tutto dipende dall’uso che se ne fa, ma è certo innegabile che gli ultimi 50-60 anni hanno permesso al sistema economico più rapace della Storia di prendere il sopravvento sui suoi curatori. Ciò è terrificante, e inumano.

«Viviamo in un mondo in cui da un punto di vista finanziario un albero vale di più da morto che da vivo, in cui una balena vale di più da morta che da viva. Finché l’economia andrà in quella direzione, e le aziende continueranno a non essere regolate, continueremo a distruggere alberi e uccidere balene, scavare la terra, estrarre petrolio, anche se sappiamo che tutto questo sta condannando il pianeta e che lascerà un mondo peggiore alle prossime generazioni […]. Tutto questo sta capitando all’ambiente da molto tempo. Ciò che è spaventoso, ma che forse è anche il fondo del barile, ciò che potrebbe farci aprire gli occhi come civiltà su quanto sbagliata questa teoria sia stata fin dall’inizio, è che ora noi siamo l’albero, noi siamo la balena. La nostra attenzione è il terreno dell’attività estrattiva. Noi stessi siamo più redditizi per una corporation se passiamo il nostro tempo a fissare uno schermo, a fissare un annuncio pubblicitario, piuttosto che se viviamo la vita in una maniera ricca e significativa».

L’ora dei dannati: L’abisso | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo romanzo di Luca Tarenzi: L’ora dei dannati: L’abisso. È un’opera particolare, parte da riferimenti assai colti – Divina Commedia,  Lovecraft, Verne e altri ancora – poi sviluppati secondo le inclinazioni artistiche dell’autore. La sinossi:

Alcuni secoli dopo aver accompagnato Dante nel suo viaggio, Virgilio – per avere intravisto la luce divina sulla montagna del Purgatorio – non può tornare nel Limbo, ma poiché non è stato nemmeno condannato da Minosse a una pena qualsiasi nel resto dell’Inferno può muoversi dove crede, sempre alla mercé della violenza degli angeli caduti, gli Spezzati. Per questa sua peculiarità diventa un ingranaggio fondamentale nell’ambizioso piano di Pier delle Vigne: raccogliere nella selva dei suicidi un gruppo scelto di dannati e… fuggire dall’Inferno. A loro si uniscono il conte Ugolino, Filippo Argenti e Bertran de Born; dopo mille peripezie e avventure riusciranno, incredibilmente, nel loro intento – e uscendo dalla porta principale, nemmeno dalla «porta sul retro» come aveva fatto il poeta fiorentino.

Oltre che all’omaggio sincero di Tarenzi a Dante (la Divina Commedia, peraltro, è utilizzata in maniera molto puntuale e quasi filologica) L’ora dei dannati strizza l’occhio a una serie infinita di opere: è al tempo stesso racconto carcerario (l’Inferno è un’enorme prigione, dalla quale sembra impossibile evadere, finché qualcuno non ci riesce), storia di improbabili amicizie, storia di redenzione, e ricorda a volte anche certi western crepuscolari.

Cut-Up Publishing presenta “La ragazza con l’occhio di vetro” di Stefano Fantelli | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di La ragazza con l’occhio di vetro, nuova fatica di Stefano Fantelli in uscita per Cut-Up. Ecco la intrigante e mitologica quarta:

Molti miti femminili hanno, non per caso, una tripartizione: tre le Moire, le Parche, le Nornem germaniche, le Brigit in Irlanda, le Roznicy slave. Tre anche le Marie sotto la croce (e tre, di nuovo, le sorelle vampire di Stoker). Stefano Fantelli, da brujo qual è, rinnova le sue e le nostre paure ancestrali, con una straordinaria abilità di scrittura in grado di farci temere, e al tempo stesso desiderare, l’incontro con le sue incarnazioni delle antiche divinità femminili.

Simultanea “Adrenaline Pulses in the Cables of Reality”: A Brief Introduction to Italy’s Connettivisti Collective


Questo saggio consiste in una breve presentazione del collettivo fantascientifico italiano dei Connettivisti. Nato nei primi anni Duemila dall’incontro tra scrittori e artisti di interessi e background disparati, il gruppo dei Connettivisti rappresenta un’avanguardia internazionale. Al centro del pensiero connettivista si pone l’elaborazione artistica e speculativa intorno a una tematica articolata: scienza, tecnologia, futuro, finzione, filosofia, arte, politica sono esaminate secondo una prospettiva di comunanza, attraverso la riflessione e il riconoscimento di una rete di segnali e richiami tra realtà, percezione, produzione artistica e scientifica (e molto altro). Il senso di connessione di tutte le cose reali e irreali, immaginabili e inimmaginabili che domina la visione connettivista si rifà ad apporti creativi provenienti da una tradizione eterogenea, nonché a concezioni esoteriche del passato e del presente.

Così scrive Arielle Saiber su ItalianPopCulture, sintetizzando un saggio in lingua inglese che è possibile scaricare qui e che è frutto di una ricerca che dura da quasi un decennio. Arielle, infatti, forte della sua cattedra di Letteratura italiana a Yale, ci contattò in tempi non sospetti, quando il connettivismo era poco più che una curiosità nel mondo SF italiano. Parlò con noi, più e più volte, in molte occasioni comprese le convention fantascientifiche in cui ci trovava presenti nella quasi totalità.
Il lavoro è continuato anche negli ultimi mesi – e continua tuttora – con una fitta presenza in Rete, dove le sue domande hanno trovato una risposta corale e appassionata da tutti noi. Ed ecco quindi l’importanza della segnalazione, poiché all’interno del suo documento si trova il substrato culturale in cui il Movimento è prima cresciuto, poi espanso aumentando le sue capacità e conoscenze cognitive, artistiche, performative, ancora in divenire. Insomma, è l’autrice di un lavoro notevole di cui ci sentiamo protagonisti, e anche grati ad Arielle per la sua sensibilità e capacità di analisi, oltre che per la sua empatia.
Penso di ringraziarla anche a nome di tutto il collettivo, in attesa di rivederci presto live.

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