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Archivio per novembre 3, 2020

Preghiera romana per la festa dei morti



Qui sotto le invocazioni che gli antichi romani elevavano ai propri antenati, protettori della famiglia e, più estesamente, del clan cui la famiglia apparteneva. Ciò introduce il senso tribale che si protrasse a lungo nella società romana, immagino fino a quando l’impero non divenne così esteso, così ecumenico e mondiale da annacquare quel senso di tribalità antico. Concentriamoci, ed evochiamoli, con quello spirito antico assai più prossimo allo sciamanesimo del nostro.

Salve Lari Familiari
Salve Dei Penati
Salve Geni. Padri della Familia
Salve Vesta Madre
Vi offro con cuore puro il pane di farro
e voi tutti date alla mia casa
e alla nostra familia valore
e felicità nel nostro operare.

O Mani, o Lari, o Penati noi vi invochiamo o numi potenti!
Voi che siete i protettori della famiglia e del focolare,
Voi che vegliate sulla nostra Gens,
Voi che garantite noi salute e prosperità,
Voi che tenete salde le nostre domus
Accettate le nostre offerte con benevolenza
e non distogliete lo sguardo da noi.

Storia del giallo italiano | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione a Storia del giallo italiano, corposo saggio a cura di Luca Crovi: 500 pagine che analizzano e raccontano il giallo italiano dai suoi albori, sino alle ultime tendenze editoriali. Un estratto della rece:

Si tratta di un libro destinato a diventare un punto di riferimenti imprescindibile per tutti coloro che si vogliono avvicinare a questo genere letterario. Un’opera che segna uno spartiacque nella valorizzazione e nella comprensione dell’importanza di quei romanzi e di quelle opere che tante volte hanno fatto storcere il naso alla cd. letteratura alta, ma che in realtà dimostrano giorno dopo giorno, di non essere seconde a nessuno.

Various Artists – Next City Sounds: Interfaces | Neural


[Letto su Neural]

Nell’ambito della ventesima edizione del Kamuna, evento musicale oramai ricorrente nella programmazione del Karlsruhe Museum, il 4 agosto 2018 si sono svolte tre differenti in-situ performances. Le sedi scelte sono state la sala progetti ßpace, lo spazio Halo ARS e la zona pedonale Kaiserstraße, connessa allo Zentrum für Kunst und Medientechnologie (ZKM ) tramite un flusso di dati audio in uscita. Il primo di questi spazi è stato affidato al sound artist Lasse-Marc Rieek, che ha presentato in tempo reale field recording piuttosto naturalistiche, assieme a suoni registrati, in un mix abbastanza ipervivido e per niente quietista. L’altra sala, gestita direttamente dagli artisti, nella zona est di Karlsruhe, è stata utilizzata per il live di Lintu + Røyk, un duo che si è esibito con sintetizzatori modulari proponendo una musica elettronica piuttosto cruda e sperimentale. Nella zona pedonale di Kaiserstraße hanno operato invece quelli di KITeratur, con una esibizione partecipativa, “SYNONiMUS”, mentre il No Input Ensemble si è esibito nel sottospazio dello ZKM sotto il cubo blu. Tutti questi vari imput sonori sono stati convogliati allo ZKM, rielaborati e utilizzati come in un mosaico in una installazione sonora di Yannick Hofmann, Marco Kempf, Ben Miller, Sebastian Schottke e Dan Wilcox. Il concetto a monte non è certo nuovo in campo sperimentale se pensiamo alle anticipazioni della postavanguardia teatrale italiana di fine anni settanta, alle teorizzazioni su La Cirrà del Teatro e alle performance trasmesse via fm radio da diversi spazi romani luogo d’interventi artistici e poi diffuse al Beat 72. La città in se stessa è un grande palcoscenico e lo è soprattutto nel caso dei suoi suoni, che non sono letteralmente solo quello che ascoltiamo per strada, ma anche i suoi immaginari, le maniere degli artisti che queste città abitano. Tutta questa complessa progettualità arriva adesso a noi nella forma di un cd audio della Gruenrekorder, a testimonianza di un’azione sostenuta da un programma di finanziamento dell’UE, Europa creativa. Una unica traccia di sessanta minuti, dove confluisce tutto questo audio-sperimentalismo può essere ardua per molti ma al contrario – per chi è avvezzo a queste scene – è la scelta giusta per testimoniare d’un simile conglomerato d’esperienze, in una maniera anche fuzzy e disincagliata da precisi sottogeneri di ricerca, restituendo le molte sfaccettature e l’attitudine ricombinatoria di certe esperienze.

CJ CATALIZER & ZYMOSIS – I’ll be there (extended live tribal drums rmx) – YouTube


Le ondate acide di matematica aliena e siderale ci parlano…

Il pugno dell’uomo, nelle edicole il vincitore del Premio Urania 2019 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la presentazione del Premio Urania 2019: Il pugno dell’uomo, scritto da Davide Del Popolo Riolo. Vi lascio alla sinossi, in attesa fremente di leggerlo.

La storia ha inizio con la morte di Donna Ginevra, “la Spaventosa”, che è stata sindaca della “Città” per 50 lunghissimi anni. La salma dell’ottuagenaria – che durante il suo mandato ha seppellito due mariti e una moglie – viene portata in processione coperta da una maschera d’oro, tra stuoli di cittadini d’alto e basso rango. Nessuno immagina che stia per scatenarsi l‘inferno.

Ben presto la Città, quasi un organismo vivente dal sapore steampunk-vittoriano, con le sue antiche abitudini stratificatesi nei secoli, i suoi treni sopraelevati, le sue torri patrizie e la sua umanità variegata, sarà costretta ad affrontare i suoi incubi peggiori. Una ricca galleria di voci narranti, ognuna in modo unico, ci illustra le vicissitudini di un mondo in cui, oltre agli esseri umani, abitano anche razze di inumani come i pallidi, i grigi e gli uomini-pesce detti ittici: Alex, la nipote prediletta di Donna Ginevra, alle prese con gli intrighi della Famiglia e la lotta per essere eletta al posto della zia. Il giovane Oleander, unico “pallido” in un liceo gestito dal Culto Antichista. L’artista incompreso Anton. Deirdre, giornalista patrizia col sogno di scrivere un libro sulla vita dei bassifondi.

Nessuno di loro immagina ancora cosa li aspetti.

Il misterioso e inquietante uomo dagli occhi di colore diverso che si aggira per la città, la corruzione e la lotta per il potere, i cruenti omicidi… sono solo alcune delle loro preoccupazioni, mentre nel contempo comincia a diffondersi e dilagare un morbo sconosciuto, silenzioso e letale. Partita in sordina nelle Fosse, la zona più degradata della Città, la piaga senza nome sta allungando i propri tentacoli anche nei quartieri bene. Gli infetti trascorrono due giorni a letto, preda di febbre alta, e il giorno dopo, quando sembrano migliorare, muoiono tutti.

Ma la Città è la Città, e rimarrà sempre la Città… o forse no?

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