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Archivio per dicembre 18, 2020

Esce per la collana VersiGuasti, Canti dei Senzapadre, di Yanuk Lurjiame | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La nuova proposta della collana Versiguasti è Canti dei Senzapadre, di Yanuk Lurjiame, con un’introduzione di Alex Tonelli. Il volume è disponibile in edizione digitale su www.kipple.it e nei principali store online.

Dalla sinossi: I Senzapadre sono un gruppo di bambini internato presso l’Istituto Psichiatrico numero Cinque, chiamato Teremon, uno dei complessi costruiti dall’OIGE, Organizzazione Internazionale per la Garde des Enfants, sparsi per il territorio svizzero. In Teremon ho raccolto questi fanciulli particolari, cercandoli in tutto il mondo. In apparenza sembrano orfani come tanti altri, figli della strada e della Crisi. Ma a lungo andare, studiandoli, mi sono accorto che fanno parte di qualcosa di diverso dall’umanità. Vivono nascosti nelle viscere della maggior parte delle grandi città d’Europa, cercando di fuggire alla fame dei Mercanti di Carne, depravati che catturano i piccoli orfani nutrendo un mercato infernale. I bambini di cui seguo le tracce, perlustrando le metropoli della terra, sono in realtà spiriti incarnati di anime antiche, sono caduti nel nostro mondo combattendo un’entità cosmica che abita negli abissi al centro del nostro universo, che si è risvegliata durante gli anni della Crisi, generando spiriti perversi, i quali, incarnandosi nel ciclo delle nascite umane (e non umane) hanno sprofondato i mondi imprigionati, in una cupa esistenza simile a quella di una foresta in putrefazione.

DALL’APERTURA

Ho iniziato a pubblicare quei Canti dei Senzapadre ascoltati dalla bocca stessa del loro custode Ion Milkheev, un vecchio dagli occhi grigi, il cui sguardo fisso quali ne rivelava la completa cecità. I suoi canti erano un atto di puro ricordo. La sua voce fiaccata dalla vecchiaia stillava dalle sue labbra ed ebbi chiara l’impressione che in un Altrove sottile, un’isola di Memoria nello stesso luogo dove stavo assisa ad ascoltarlo, l’uomo stesse incontrando davvero i suoi antichi Fratelli scomparsi. Scoprii le sue storie e il luogo da cui veniva mentre cantava i poemi, seduto al centro del cortile in quell’afosa estate, poco dopo la discesa del sole negli inferi notturni. Eravamo pochi ad essere stati invitati ad ascoltarlo, non perché fossimo speciali, ma pochi erano rimasti gli orecchi dell’anima in grado di udire il richiamo dei Senzapadre, una voce sottile, una vibrazione dolce ma forte allo stesso tempo, che si muoveva aliena sui fili taglienti intrecciati dai ragni cosmici dell’Oltretomba, come un equilibrista bendato, capace di non ferirvisi e di non scuoterli, destando l’attenzione dei temibili artefici. Il Vecchio non era in fuga, era divenuto un pellegrino dopo che le cose presero una piega inquietante nel sistema di mondi in cui visse la sua carne. Le persecuzioni furono feroci e una volta disperse anche le più segrete comunità di Senzapadre, i Guardiani di Casmandund si gettarono alla caccia dei loro fratelli umani e di chiunque li avesse anche soltanto avvicinati. Milkheev riuscii a resistere alle purghe, aiutato dalle anime veglianti dei suoi Eterni, dagli spiriti dei Fratelli che gli rimasero vicini e dai pochi simpatizzanti ancora vivi, perché i Canti venissero trasmessi agli spiriti di buona volontà, effusi ai quattro angoli dell’universo e ancora sconosciuti ai Guardiani, affinché attraverso loro continuasse a vivere il Ricordo.

Yanuk Lurjiame

LA QUARTA

I Canti sono testimonianze vive di una realtà lontana o null’altro che componimenti poetici, l’inneggiare lirico dell’immaginazione? Potrebbe essere che crediate nell’una o nell’altra ipotesi, in perfetta alternanza. A volte potreste essere persino certi che entrambe siano vere, contemporaneamente, come se i Canti avessero creato i Senzapadre e la poetessa Yanuk Lurjiame; come se Yanuk Lurjiame avesse creato una realtà alienata popolata da creature fantastiche e da città inesistenti. Come se Ion Milkheev avesse creato i Senzapadre, la poetessa e forse persino queste note. Potreste non capire più dove inizia l’inganno e
dove finisce la verità.

L’AUTRICE

Yanuk Lurjiame nasce in una dimensione collocata secondo gli umani parametri su una linea spaziotemporale parallela a quella di Alessandra Biagini, la persona che in questo mondo scrive usando il suo nome. AB nasce a Roma, nel 1975, dopo la maturità classica intraprende qualche studio in forma privata di lingua ebraica, araba e si dedica a imparare la scrittura cinese. Manifesta interesse per le antiche religioni, per lo sciamanesimo, per gli antichi maestri gnostici. Si sposa, va a vivere in Lombardia. Approda alla Calligrafia, ma non ne segue le orme consuete, scegliendo di camminare su impervi sentieri che l’allontanano dal mondo dei suoi maestri. Il suo Scriptorium diviene l’antro di un vulcano segreto, un’officina ove si forgiano in parole e forme selvagge mondi ed esperienze interiori. Approda poi nella Tuscia e qui si trova oggi.

LA COLLANA

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Yanuk Lurjiame, Canti dei Senzapadre
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Formato ePub e Mobi – Pag. 58 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-44-6

Link:

La dominanza del buio


Appoggi il capo in basso e socchiudi gli occhi, l’energia ha vinto e tu sei in ascolto di cosa ha da dirti, di cosa ha da farti.

Cos’è l’afflato?


Simboli sconnessi raccontano caotici ricordi statici di ciò che il solstizio è stato. Ed è soltanto un cinema, tutto questo afflato…

Scelte tripolari


Nelle profondità interiori una scelta tripolare ha senso se si guardano alle ulteriori, infinite sfumature del reale.

Intervista a Luigi Pachì | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine è disponibile un’intervista a Luigi Pachì, direttore della nuova collana di DelosDigital dedicata al weird: Innsmouth. Eccone uno stralcio:

Innsmouth, come sai, è la cittadina immaginaria lovecraftiana descritta nella storia La maschera di Innsmouth, pubblicata nel 1936, e che offre il suo nome a questa nuova collana dal nome omonimo. Innsmouth, in un certo senso, può considerarsi la capitale del Weird, un genere certamente ad ampio raggio che propone storie che dalla normalità fanno confluire improvvisamente elementi estranianti non riconducibili alla realtà che ci circonda. Con questa nuova collana il lettore passa, da un momento all’altro, da una tranquilla “Comfort zone” a una “Weird zone” molto fosca e talvolta terrificante, o semplicemente straniante … Innsmouth  è sostanzialmente una collana di letteratura Weird, un genere che però è difficilmente catalogabile e che ha come capostipite il solitario di Providence, Howard Phillips Lovecraft. Le storie che Innsmouth propone hanno in sé un elemento soprannaturale, la cui sensazione da parte del lettore viene percepita mentre si inoltra nella narrazione. Racconti intrisi di ignoto, di oscuro, le cui radici lovecraftiane si sono espanse nel tempo grazie a opere di molti altri autori come Franz Kafka, Ray Bradbury, James Ballard, Fritz Leiber, Stephen King o, in chiave ancor più moderna, China Miéville. Ho già raccolto in queste settimane moltissimo materiale e ringrazio gli autori che si sono prodigati a proporre le loro storie Weird.

Sul tema del Weird vorrei provare a ribaltare il paradigma secondo cui, come diceva il buon Giuseppe Lippi, quando non è SF, non è fantasy e non è horror, allora è Weird. Io voglio cercare di vedere invece il weird come una macro area in grado di contenere più generi, tra cui anche i tre appena descritti (so che questa mia visione potrà turbare molti animi). L’importante è che all’interno di una narrazione in cui la normalità del quotidiano viene rappresentato all’interno di un preciso periodo storico o temporale (sia esso del passato, del presente o del futuro), ecco, in quel particolare quotidiano avviene qualcosa di straniante che sfalsa e sorprende non solo il lettore ma anche i personaggi che fanno parte del racconto immersi nella loro realtà. Non a caso se consideriamo storie weird quelle di serie tv cult come Ai confini della realtà, non ci si sorprende nel vedere episodi che possono tranquillamente essere considerati anche puramente fantascientifici.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

listen to the tales as we all rationalize

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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