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Archivio per maggio 8, 2021

Estratto da “Il sigillo imperiale”, di Sandro Battisti (InnsMouth, Delos Digital)


L’incipit della mia recente pubblicazione Il sigillo imperiale, racconto weird/SF ambientato nell’Impero Connettivo e uscito per la collana InnsMouth diretta da Luigi Pachì, per i tipi DelosDigital.

Emerse dall’intricato del bosco e si affacciò su una piccola altura; un lago irregolare grigio e placido si estendeva sotto di lui e amplificava il bigio crepuscolare sopra di lui. Intorno altre balze, il terreno sassoso tra i suoi piedi sembrava franare da un momento all’altro verso lo specchio d’acqua ma, in realtà, non faceva altro che amplificare il senso di cinereo dell’intero paesaggio. Il verde degli alberi era spento, ma vivo di quelle tonalità virili che narrano dell’autunno inoltrato; Andronico provò un brivido intenso e un senso di freddo lo prese allo stomaco, gli si allungò fin nelle viscere: era in piedi ad ammirare fintamente il paesaggio, ma il suo mondo interiore era in fermento, viveva un disagio che affondava dicotomico nella sua psiche e nel bosco alle sue spalle.
– Dove siamo? – chiese Xendra, uscendo pure lei sulla radura; il respiro delle fronde le era ancora addosso.
– Dove non dovremmo – rispose asciutto lui, lo sguardo aggrottato di un preoccupato che sezionava l’orizzonte.

Quello che non potevano più sentire, sul limitare della selva, era un basso respiro inerziale del mondo vegetale. Quella vibrazione li aveva accompagnati fino alla pietraia sul lago, cullandoli di messaggi a basso livello, mostrando loro un lato del reale che gli tormentava inconsapevolmente i pensieri con disturbi esatti, trigonometrie di continuum adiacenti lasciate sedimentare, crescere, svilupparsi secondo percorsi sbagliati, alcune volte orrendi, altre sconosciuti, altre ancora falsamente banali da risultare ingannevoli: un Cavallo di Troia gettato subdolamente nella loro psiche per farli abboccare a dinamiche aberranti, che quando te ne accorgi è davvero troppo tardi…
Nel bosco, i lecci si erano disposti e ordinati secondo logiche apparentemente vegetali, interpretando leggi della Natura che non avrebbero convinto nemmeno un pagano: geometrie scalene risaltavano del loro abominio strisciante e rilucevano di nero corticale sui fusti più vecchi, si agitavano al vento più insidioso e nuovi arbusti crescevano sui crinali di creta che, d’estate, crepavano al calore della canicola e d’autunno, e d’inverno si gonfiavano di marcescenti punti di vista animistici; genius loci imponevano il loro culto alle energie più prossime, ed erano le divinità di un pantheon talmente arcaico che provenivano dai tempi dei Neanderthal.

IT PINK TURNS BLUE – There Must Be So Much More


Aspettando che lo spleen salga fino alle lacrime.

Il senso del reale


Nei confronti delle parole adotti significati differenti, diversificazioni delle olografie associate ai sensi e alle cognizioni, affinché tu possa avere un vasto sensorio del reale.

Hapax – Silvery Track


Sulle ali di un’oscurità fatiscente e fascino di essa…

Il potere di seduzione delle poesie di Lenore Kandel (1932-2009). Appunti e improvvisazioni – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la segnalazione di una poetessa che non conoscevo, Lenore Kandel, e di alcune sue poesie che non conoscevo. Ne incollo una, esemplificativa, diretta come un maglio e che racconta di passione, erotismo, espressione di un periodo che era l’alba e contemporaneamente la fine di un’epoca di speranza: la seconda meta ’60.

Di origini rumene e russe Lenore Kandel visse tra New York e Los Angeles prima di trasferirsi definitivamente a S. Francisco nel 1960. Qui divenne un’attivista del gruppo anarchico dei Diggers che offriva cibo, vestiti e cure mediche gratuite a chiunque ne avesse bisogno. Oltre alla poesie si dedicò ai più vari mestieri come ad esempio danzatrice, cantante, guidatrice di autobus. Partecipò al raduno hippy al Golden Gate Park del 1967; era il suo trentacinquesimo compleanno. Quando, unica donna sul palco, prese la parola, 25000 persone le cantarono insieme ‘Happy Birthday’. A detta di chi all’epoca la conosceva era di una bellezza carismatica, aveva forme rotonde e sensuali, attirava l’attenzione di chiunque la incontrasse per il suo aspetto dominante e allo stesso tempo sereno.
Nel 1966 il suo libro di poesie “ The love book”, era stato condannato per oscenità. In questo piccolo libro di appena 8 pagine e 825 parole Lenore affronta poeticamente il tema dell’amore sessuale tra un uomo e una donna. Il linguaggio è esplicito, ogni parte del corpo maschile e femminile che riguarda l’atto sessuale viene nominata in maniera diretta e non eufemistica. “Everyone who makes love is religious”, disse Lenore Kandel in sua difesa alla giuria durante il processo per questo suo libretto. E aggiunse “Io credo che quando gli esseri umani sono così vicini tra loro possano diventare una sola carne e spirito, essi trascendono l’umano nel divino”.
Il processo a The love book si svolse nella S. Francisco degli hippies nel 1966. Le persone che in due librerie avevano venduto il libro furono condannate. La giuria concluse che il libro era osceno e non aveva alcun valore sociale. Nel 1971 il verdetto fu capovolto.

Sono nuda contro di te
e metto la mia bocca su di te lentamente
vorrei tanto baciarti
e la mia lingua ti adora
sei bellissimo
il tuo corpo si muove verso di me
carne a carne
la pelle scivola sulla pelle dorata
come la mia verso la tua
la mia bocca la mia lingua le mie mani
il mio ventre e le mie gambe
contro la tua bocca il tuo amore
scivola…scivola…
i nostri corpi si muovono si uniscono
insopportabilmente
il tuo viso su di me
è il viso di tutti gli dei
e demoni bellissimi
i tuoi occhi…
amore tocca amore
il tempio e il dio
sono uno
copulare con amore-
conoscere il tremito della tua carne dentro la mia-
sentire spesse dolci linfe scatenarsi
corpi sudati stretti e lingua a lingua
sono tutte quelle donne dell’antichità innamorate del sole
la mia f… è un favo siamo coperti di venire e miele
siamo coperti l’un con l’altro la mia pelle è il tuo sapore
copulare-copulazione d’amore-copulare il sì intero-
l’amore fa fiorire l’universo intero-io/te
riflessi nello specchio dorato siamo l’avatar di Krishna e Rada
puro amore-brama della divinità bellezza insopportabile
carnale incarnato
sono il dio-animale, la dea f…spensierata il dio animale maschio
mi copre mi penetra siamo diventati un angelo totale
uniti nel fuoco uniti nel seme e sudore uniti nell’urlo d’amore
sacri i nostri atti e le nostre azioni
sacre le nostre parti e le nostre persone

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Jakob Iobiz

Scrittore

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Enjoyable Information. Focused or Not.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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