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Archivio per ottobre 22, 2021

Alphaxone – Experience


In attesa del turno siderale.

Pink Floyd, “A Momentary Lapse of Reason”: la storia del disco #2.


Su OndaMusicale la seconda puntata – qui la prima – di ciò che ci fu dietro al ritorno dei Floyd senza Roger Waters. Scene da CdA e da azionisti, momenti risibili se non si stesse parlando di una band di artisti (che in quel momento diventano umani). Un estratto:

I sospetti più oscuri di Roger trovarono infine conferma durante un consiglio di amministrazione autunnale della Pink Floyd Music Ltd (la holding che dal 1973 si occupava di tutte le transazioni finanziarie legate ai Floyd, con Waters, Gilmour, Mason, Wright e O’Rourke in veste di soci e codirettori). Nel corso della riunione, apprese dell’apertura di un nuovo conto in banca per dare e avere denaro in connessione con “il nuovo progetto Pink Floyd”. Alla notizia, Roger esplose letteralmente, sparando il primo colpo della guerra floydiana. La sera di Ognissanti del 1986, Roger diede inizio a una causa in Alta Corte di Giustizia per dissolvere la società – e così eliminare il gruppo – una volta per tutte. Con queste azioni, Waters aveva attuato una svolta di 180 gradi rispetto all’offerta precedente di lasciare il nome a Gilmour e Mason. Quattro mesi dopo, inoltre, dovette subire una citazione di Steve O’Rourke contro di lui, per 25000 sterline di arretrati non pagati. Il 10 novembre 1986, la EMI diede alle stampe il suo comunicato: “I Pink Floyd sono vivi e vegeti, e stanno incidendo in terra inglese”.

La sede che fu scelta per le prime fasi di registrazione fu l’Astoria, lo studio-casa galleggiante di David Gilmour ormeggiato sul Tamigi vicino a Hampton Court. La registrazione ebbe inizio utilizzando una macchina analogica a 24 piste con possibilità di sovraincisioni su un registratore digitale Mitsubishi a 32 piste. Fu la prima esperienza di registrazione digitale su nastro per i Pink Floyd.
Phil Taylor – l’angelo custode delle chitarre del padrone di barca – ricorderà poi che durante le registrazioni, David risalì il fiume, rimase a bordo per un weekend e registrò tutta Sorrow, comprese le parti di chitarra, la parte vocale e la batteria elettronica, cosicché quando il lunedì si riunirono di nuovo i musicisti, erano rimaste da fare solo le rifiniture.
Una minaccia sopraggiunse quando il livello del fiume si mise a salire così in fretta che l’intera imbarcazione cominciò a inclinarsi, sospinta dall’acqua contro uno dei pontili a cui era legata. Il fedele barcaiolo e custode Langley Iddins era lì, pronto a mollare la staffa minacciosa. Fradici ma riconoscenti, Nick e Dave in seguito gli offrirono di comparire in un ruolo da protagonista (come rematore) in uno dei filmati che proiettarono durante il tour. Quel mattacchione di Nick scrisse poi che “siccome Langley vive a bordo dell’imbarcazione e rema tutti i giorni, è il più vicino equivalente che io abbia mai incontrato al topo Ratty del libro di Kenneth Grahame, Il vento nei salici”. Meno male che c’era Nick a riempire d’ironia quel vuoto di ragione!

A posteriori, Nick si disse colpito da un paio di cose dell’album finito. Anzitutto, avrebbe dovuto dare maggiore fiducia a sé stesso e suonare tutte le parti di batteria. E, nel complesso, con David avrebbe dovuto osare di più. Col risultato che ne era venuto fuori un album “guardingo”, con pochi rischi. E le due sensazioni, messe insieme facevano sì che si sentiva lievemente distaccato da Momentary Lapse; sentiva che non avesse il sound Pink Floyd.
Durante le prima fasi di lavorazione, nessuno era sicuro che il progetto potesse restare a galla. Gilmour continuò a sostenere pubblicamente che i pezzi si sarebbero uniti in un album solista, oppure sarebbero stati l’inizio d’un gruppo nuovo di zecca. Ma le case discografiche volevano un nuovo album dei Pink Floyd, avrebbero investito su quello, e rimasero tutt’altro che impressionate da quello che sentirono all’inizio. Dave ricevette l’intimazione nel corso d’un pranzo in riva al Tamigi con Ezrin e Stephen Ralbosky della CBS, che senza difficoltà esplose: “Questa musica non assomiglia per un cazzo ai Pink Floyd!”.

Lankenauta | Canti d’Amnios


Su Lankenauta una recensione di Giovanni Agnoloni a Canti d’Amnios, silloge di Ettore Fobo immersa nel flusso delle “specchiature cosmiche, aperte tanto sull’universo quanto sul momento e il luogo presenti”. Un estratto delle percezioni del recensore:

È una forma di gloria, io credo,
la luccicanza dell’abbandono in tenebroso serpente,
in fantasioso stordimento di forme,
laggiù, spazzate via…

(da “Vertigine”, pag. 7)

Dialoga, quasi flirta con i limiti dell’esistenza umana e con la stessa idea della morte, che nel turbinio della riflessione poetica si ricollega all’esterna ciclicità del tutto. In questo senso, mi viene da visualizzarla come una poesia filosofica, forse perfino “kundalinica”, come i rimandi al simbolo del serpente lasciano immaginare.

Questo ricordo di fiamme nel sangue,
quando l’alchimia del verbo evaporava
rugiada su uno stelo di preghiera,
e la mente era un alterco
fra la mia caricatura sediziosa
e il fantasma di me stesso,
tacendo il limite di morte
spesse volte in estasi truccate.
Vidi natività di serpe nel fogliame
farsi auspicio di sapienza,
nei bassifondi stregata
dell’eterno mutamento;
e una candela rischiarava
fogli pieni di illeggibile
scrittura in cerca di visione.
E poi ricordo che c’era una ragazza,
che chiamava il mare goccia
d’infinito, e poi rideva.

(“Adolescenza”, pag. 8)

I versi di Fobo sono carichi di disincanto, ma anche di un’intensità di pathos nostalgico dall’impronta romantica e vagamente simbolistica. Ci sento echeggiare La terra desolata di T. S. Eliot, ma anche la visione del mondo e del tempo di Giacomo Leopardi, insieme a una remota ascendenza dantesca. È in questo cocktail di mood descrittivi che si sostanzia il rimando a una dimensione estetico-percettiva “amniotica”, contenuto nel titolo della silloge.

Le tue distopie


Nelle distopie dei tuoi pensieri trovi istanze di ricordi non strutturati, non realizzati.

FiPiLi Horror Festival: la X edizione vi aspetta il 29, 30 e 31 ottobre | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione della nuova edizione del FiPiLi Horror Festival, che si svolgerà a Livorno dal 29 al 31 ottobre. Ormai si è alla edizione X!

Unico nel suo genere, il festival è una manifestazione culturale che affronta la “paura” in tutte le sue sfumature: attraverso proiezioni di film in anteprima, grandi classici e di cortometraggi in concorso di genere horror, thriller, fantastico e di fantascienza; nella letteratura con presentazioni e reading di libri e graphic novel, incontri e tavole rotonde; nell’arte con mostre e performance teatrali.
Nutrito è il programma delle pellicole che verranno proiettate, palinsesto che potrete scorrere sulla segnalazione.

Mareducata

Chi volete che io sia?

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

Tesla Afterburner and the Infinite Sadness

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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