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Archivio per novembre 15, 2021

Esce “Undisclosed Desires”, di Fabio Aloisio, Premio Short Kipple 2021 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Undisclosed desires di Fabio Aloisio è il vincitore del Premio Short Kipple 2021, il concorso dedicato ai migliori racconti fantastici. La pubblicazione esce oggi in digitale per la collana Capsule di Kipple Officina Libraria. Una storia di limiti e postumanismi, di effetti quantici e di sentimenti avvolti in un senso di frontiera che poco ha a che fare con l’umano.
Il racconto è disponibile sul sito www.kipple.it e sui principali store online.

ESTRATTO

Iridea smise di annotare i risultati dei test nel portatile, sospirò e si domandò da quanto tempo fosse rinchiusa nel laboratorio.
Troppo, ormai.
I dati che scorrevano sullo schermo le davano la nausea.
Una doccia!
Occhieggiò il boccaporto d’uscita alle sue spalle.
O un po’ d’aria?
Si sfilò da quella cappa di pensieri quando Asmita la richiamò tamburellando sulla vetrata. Iridea distolse lo sguardo dal monitor e si concentrò sulla lastra rinforzata che delimitava la camera di contenimento; la sala a base circolare era posizionata proprio nel mezzo del laboratorio, gli altri uffici si affacciavano direttamente su di essa con pareti finestrate.
Asmita se ne stava appoggiato con un guanto sulla lastra e la guardava con l’insistenza famelica di una tigre. Le schioccò un bacio languido da dietro la visiera dell’autorespiratore.
Iridea accantonò gli appunti e, con un sorriso sornione e tenendo le braccia incrociate sotto i seni, sgambettò fino a stargli di fronte. Per un gioco di riflessi le loro figure sembrarono abbracciarsi.
Avrebbe voluto che le scostasse i capelli e le accarezzasse il collo. All’idea sentì un tepore lezioso solleticarle la pancia.
– Tra poco mollo. Stiamo assieme? – Il sussurro di Asmita le giunse negli auricolari.
Lei picchiettò sul vetro, ci alitò sopra e dopo aver lasciato una patina di condensa tracciò con le dita un caustico No.
– Ho voglia – gongolò lui.
– Ricordatevi di me – si aggiunse la voce ammiccante di Videsh. Il terzo membro del progetto era nell’ufficio opposto a quello di Iridea; si era ritirato a studiare le scansioni del reperto. Era la prima volta che si faceva vivo dalla mattina e aveva un insolito tono gioviale.
– Mi piacerebbe che stessimo tutti assieme – ammise Asmita, con voce arrochita. Lo sguardo opacizzato dalla visiera era trincerato dietro occhiaie da insonnia.
Lei alzò le spalle ostentando sufficienza: – Sarebbe anche ora. – Poi in tono spiccio: – Hai finito per oggi? – Indicò l’oggetto al centro della camera di contenimento; il CuBit era in stato letargico e fluttuava in aria, roteando mollemente come se fosse sospinto da una corrente marina.
Il reperto, grande come un pugno, era qualcosa che sfidava la loro comprensione. Asmita aveva scherzato sulla sua natura: un cubo che non sa di avere spigoli diversi. Aveva poi dimostrato la sua paradossalità: lo aveva infilato in una scatola cubica che aveva dimensioni minori di quelle del CuBit stesso, ma non era la cosa più sorprendente perché ogni volta che lo studiavano si animava: gli spigoli diventavano incandescenti e le facce si separavano aprendone il contenuto, mentre una luce li abbagliava, li catturava e allo stesso tempo gli nascondeva l’intima essenza del CuBit.

LA QUARTA

Non importa quanto forte possano essere i sentimenti che coinvolgono gli esseri umani, la volontà scaverà un solco profondo su cui tutto si muoverà e le azioni intraprese dagli attori di tutte le microstorie saranno solo lapislazzuli di energia surreale, da comprendere solo se si è pronti ad assorbirli. Un piccolo grande gioiello posto sulla frontiera dell’umanità. Vincitore del Premio Short Kipple 2021.

L’AUTORE

Fabio Aloisio, classe ’84, è nato a Trieste dove lavora come ingegnere. Ha partecipato ad antologie pubblicate da Kipple Officina Libraria (FantaTrieste), Delos Books (Atteraggio in Italia, Pianeti dimenticati, 2050, Oltre il reale), Millemondi Urania (Temponauti) e Lethal Books (Penisolatomica). È presente coi suoi racconti su Urania, Robot, Futuro Presente, Writers Magazine, Delos Science Fiction e Minuti Contati. È stato finalista al Premio Robot 2018 e 2021, e nel 2017 al Premio Urania Short. Si è aggiudicato il Premio Urania Short 2019, è arrivato terzo al Premio Gianfranco Viviani 2020.

LA COLLANA

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Fabio Aloisio, Undisclosed Desires
Kipple Officina Libraria – Collana Capsule – Pag. 33 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-57- 6

Link:

Delos Digital presenta “Con la coda dell’occhio” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Con la coda dell’occhio, racconto di Andrea Toni uscito per la collana weird InnsMouth di Delos Digital, diretta da Luigi Pachì. La quarta:

Massimo è un uomo che ha perso tutto, dedito all’alcool, ormai giunto al capolinea della propria tormentata esistenza. Da sempre accompagnato da visioni inquietanti, è seguito da uno psicologo che prende a cuore il suo caso, e decide di avvalersi della collaborazione di un collega esperto di ipnosi per aiutarlo. Mentre la vita del protagonista continua a percorrere il declivio per la rovina, l’uso di una nuova tecnica terapeutica, la vasca di deprivazione sensoriale, innesca un cambiamento che avrà conseguenze drammatiche.

Quando la fantascienza incontra la paura: Dark Skies – Oscure presenze | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com – nell’ambito di Delos230 – un’interessante recensione di Giuseppe Vatinno sul film di qualche anno fa Dark Skies – Oscure presenze, che miscela le suggestioni horror con tematiche SF, tipo casa infestata ma, questa volta, dagli alieni. Un estratto:

In questo articolo ci vogliamo occupare di un ottimo film di fantascienza/horror, spesso i generi sono contaminati, che ha l’angoscia come protagonista: Dark Skies – Oscure presenze, diretto da Scott Stewart, prodotto negli Usa nel 2013 e della durata di 97’. La trama sembra quella del classico film sulle case infestate ed infatti il produttore è lo stesso di Paranormal activity e il gran numero di telecamere utilizzate sta lì a ricordarlo. Ma veniamo alla trama.

Una tipica famiglia americana è composta dai genitori Daniel (Josh Hamilton) e Lacy Barrett (Keri Russell), padre e madre di Jesse (Dakota Goyo) e Sammy (Kadan Rockett), il maggiore e il minore dei figli. Le atmosfere solari e ventose, ma di una luce troppo vivida che inquieta e turba e non promette nulla di buono, sono alternate a notti lunari, prodighe di eventi numinosi.
In questo clima si inserisce la vicenda della una crisi lavorativa di Daniel che viene licenziato e non riesce a trovare un nuovo lavoro e questo stato di ansia si propaga a tutti i membri della famiglia. Dopo questo evento nella casa in cui abitano si verificano due “poltergeist” notturni consecutivi. Nel primo viene svaligiato il frigo e si pensa ad un animale selvatico entrato in casa e non gli si dà troppa importanza, mentre nel secondo c’è del metodo: in cucina viene allestita una specie di “scultura” impilata, fatta con barattoli e utensili disposti in un equilibrio improbabile. Una composizione che inquieta molto Lacy e di cui sono sospettati i figli.
Il più piccolo, Sammy, pare al centro delle azioni di infestazione. Riferisce infatti di ricevere di notte le visite di un “omino del sonno” che gli parla. La madre è spaventata e pensa che il figlio stia male e per questo si attivano anche controlli medici.

Il film è molto ben congeniato nella trama con il soggetto e le sceneggiatura firmata sempre dal regista. Inizialmente lo spettatore è portato a credere che si tratti di un classico film horror con una dinamica prevedibile e cioè un caso di infestazione spiritica di una vecchia abitazione americana, un genere ben noto e collaudato. Ma con lo scorrere del tempo e dell’avanzare della trama ci si rende conto, si è quasi trascinati per mano a farlo, che il film tratta d’altro e cioè di alieni, extraterrestri della specie più conosciuta e cioè i famosi “grigi”.
Lo spettatore è condotto per gradi a rendersene conto. In una avvincente epifania. I “poltergeist” non sono veri fenomeni spiritici quanto invece manifestazioni aliene (i protagonisti notano delle cicatrici dietro le orecchie che nascondono dei chips) che sembrano vertere intorno al piccolo Sammy. Ma in realtà quasi tutti i membri della famiglia cadono in una sorta di trance che procura loro anche guai fisici, come lividi, che insospettiscono le autorità. Daniel sistema diverse telecamere di videosorveglianza che alla fine riescono a catturare in un fotogramma una “presenza”. Si tratta di un alieno grigio.
La svolta della storia si avrà solo quando la moglie Lacy incontrerà in una chat un esperto di abduction che spiegherà a loro (e a noi) che sono vittime di un tentativo di rapimento da parte dei grigi. Daniel si procura allora un fucile a pompa e si barrica in casa, ma appena giunta la notte la famiglia viene aggredita dagli alieni che risultano appunto “grigi” di aspetto molto alto rispetto alla norma, che alla fine di sequenze di vera paura rapiscono il figlio maggiore, Jesse. Si scopre così che Jesse è stato attenzionato da piccolo dagli extraterrestri, lo scopre la madre tramite dei disegni che ha fatto nell’infanzia e che lo ritraggono insieme a tre alieni e che solo adesso riesce a vedere. Durante le drammatiche scene finali Jesse viene rapito.

Via d’uscita


Dimentica il suono della voce, cancella i ricordi delle necessità, azzera l’astrazione verso i simboli che non comprendi, estrapola le tue epifanie del non sentire più nulla.

Cryo Depth – Forgotten Typewriter In The Old Attic [2021]


La desolazione industriale di un abisso interiore sul siderale.

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