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Archivio per gennaio 29, 2022

Il QR Code dentro “La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera”


Il personale sigillo creativo all’antologia La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera, in cui ho curato undici autori e uscita recentemente per Kipple Officina Libraria, è un esperimento di Realtà Aumentata che è raggiungibile sulla piattaforma Hubs della Mozilla Foundation cliccando su https://bit.ly/3IORsWs, o inquadrano coi vostri cellulari il QR Code sottostante:È un po’ il mio sigillo a quest’antologia, dove oltrepasso la frontiera in un altro modo, così da esplorare nuove forme di olosensorialità. Il mio ringraziamento per questa sperimentazione VR va a Mariano Equizzi e a Krell, per aver gentilmente fornito il brano Anubi, perfetta colonna sonora di questa Seconda Frontiera.

Undici racconti esplorano gli universi delle interazioni che rendono vive, ai nostri occhi, istanze inumane e invisibili, o impossibili.
Ridefinire il weird attraverso l’uso della SF e del fantastico in senso lato è ciò che rende quest’antologia un ponte tra l’umano e l’inumano, una descrizione di sintassi e grammatiche ancora sconosciute.

“Le caratteristiche di un oggetto sono il modo in cui esse interagiscono su altri oggetti. L’oggetto stesso non è che un insieme di interazioni su altri oggetti. La realtà è questa rete di interazioni, al di fuori delle quali non si capisce neppure di cosa staremmo parlando. Invece di vedere il mondo fisico come un insieme di oggetti con proprietà definite, la teoria dei quanti ci invita a vedere il mondo fisico come una rete di relazioni in cui gli oggetti sono i nodi.
Equivale a dire che è necessario pensare che ogni cosa sia solamente il modo in cui agisce su qualcos’altro. Quando l’elettrone non interagisce con alcunché, non ha proprietà fisiche. Non ha posizione, non ha velocità.

Il mondo dei quanti è quindi più tenue di quello immaginato dalla vecchia fisica, è fatto solo di interazioni, accadimenti, eventi discontinui, senza permanenza. È un mondo con una trama rada, come un merletto di Burano. Ogni interazione è un evento, e sono questi gli eventi lievi ed effimeri che costituiscono la realtà, non i pesanti oggetti carichi di proprietà assolute che la nostra filosofia poneva a supporto di questi eventi”.

Carlo RovelliHelgoland

L’antologia è disponibile in cartaceo e digitale sullo store Kipple, al costo rispettivamente di 15.00 e 3.95€.

(Non-)Human, AI Reproducing Absence | Neural


[Letto su Neural]

Le relazioni umane si basano sulla presenza, sullo scambio, sulla fisicità. Eppure il vuoto di un’assenza può farsi carico di un valore simbolico e talvolta di una potenza tale da riuscire ad impressionare più della presenza stessa. Forse in modo analogo le intelligenze artificiali, sebbene nel loro complesso ben lontane dal ricalcare fedelmente atteggiamenti umani, generano sempre molta empatia quando imitano comportamenti che tendiamo ad attribuire alla nostra specie come se una qualsiasi piccola traccia umana possa acquisire, attraverso la sua stessa riproduzione, un nuovo valore, acquisendo un’importanza esponenziale. L’installazione cinetica di intelligenza artificiale “(Non-) Human” dell’artista e tecnologo Yuguang Zhang, indaga non solo l’assenza, ma una possibile e più profonda connessione tra l’uomo e gli oggetti che fanno parte della nostra quotidianità. Ispirandosi all’opera d’arte “Kotoba” di Kimura Koichiro nella quale l’artista giapponese ha scattato una serie di fotografie della sua famiglia nel proprio letto colti durante il sonno, foto nelle quali sebbene lui non sia fisicamente presente, lo è la sua figura, attraverso l’impronta lasciata sulle lenzuola sgualcite. Allo stesso modo Zhang, utilizzando un set di immagini delle proprie posizioni adottate durante il sonno, ha addestrato una rete neurale a generare dei movimenti che a loro volta sono in grado di animare le lenzuola vuote. Il “proprio” letto, come spaccato di un’intimità quotidiana, diventa opera esposta che racconta di un essere della nostra specie senza la sua presenza. Tracce di umanità disseminate nel territorio del semi-umano e del semi-oggetto che raccontano di esseri umani in forme non umane.

Loci Inferni – Psalm 3


Attraverso le distanze istantanee, accedi agli interi universi.

Cut Worms – Breath Mule | Neural


[Letto su Neural]

Richard van Kruysdijk, aka Cut Worms, torna sui passi delle sue due precedenti uscite sempre su Opa Loka – Cable Mounds e Lumbar Fist – ribadendo in Breath Mule una distintiva e ibridata estetica che si può situare nelle relazioni non proprio immediatamente evidenti fra rumore, dissonanze e melodie. L’artista olandese non utilizza in alcun modo ritmi o loop prefabbricati e ogni sua composizione scaturisce in maniera abbastanza intuitiva e avventurosa dalle manipolazioni di semplici sorgenti elettroniche, principalmente generate da un synth monofonico (Moog Werkstat) e da uno o più autoharp (Suzuki Omnichord), strumenti per mezzo dei quali non gli è difficile imprimere una particolare impronta sonora, allo stesso tempo classica e futuristica. Cut Worms mantiene le sequenze abbastanza minimali e ripetitive, in questo apparentandosi alle prime sperimentazioni ambient di matrice “non colta”, tipiche del periodo a cavallo fra fine anni settanta e primi ottanta. L’infatuazione per quelle scene sembra evidente anche nel caso di una citazione illuminante di un aforisma di Peter Christopherson dei Throbbing Gristle: “puoi fare una canzone con due accordi, ma perché usarne così tanti?” Evidentemente prevale un certo senso d’atmosfera e il carattere discreet degli inviluppi riporta ancora alle teorizzazioni di Brian Eno e compagni, musicisti che hanno popolarizzato a loro volta le intuizioni seminali di Terry Riley e Philip Glass, o quelle addirittura ancor più pregresse e geniali di Erik Satie. Solo “Slashed Hostage”, l’ultima e più estesa composizione di quasi dodici minuti, si allontana un pochino dal canovaccio prima dipanato, risultando particolarmente umbratile e industrialeggiante, sorprendendo anche per i testi, quelli tradotti in inglese di una poesia di Giacinto Scelsi, a sua volta raffinato e controverso compositore, primo seguace della dodecafonia in Italia, nonché sincero precursore di alcune forme di minimalismo. Si completa quindi una sorta d’ascendenza stilistica, sempre rifuggendo tentazioni decisamente decorative o cinematiche, non adagiandosi in contrapposizioni strutturali insistite, lasciando a ciascuna composizione il tempo e lo spazio per sedimentare i toni e le trame, principalmente tenuti nel registro delle frequenze più basse. È nel complesso un suono denso e coinvolgente ed è un peccato che questo sia annunciato come l’ultimo album di van Kruysdijk sotto il moniker Cut Worms, anche se non è certo escluso che altre sperimentazioni vedranno nei prossimi anni protagonista questo specialista di ambienti sonori.

Astrazioni Tecnologiche Tav.1


Paranoie architettoniche di un gusto quasi surreale.

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

Fantastici Stonati

Ci vuole molta fantasia per essere all'altezza della realtà

Decades

by Jo & Ju.

The Paltry Sum

Detroit Richards

chandrasekhar

Ovvero come superare l'ombra, la curva della luna, il limite delle stelle (again)

AUACOLLAGE

Augusta Bariona: Blog Collages...Colori.

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"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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