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Archivio per marzo, 2022

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Lasciatemi festeggiare brevemente con voi il post numero 20.000. Questo blog ha quasi undici anni di attività, e si appresta a tagliare traguardi niente male come consecutività di pubblicazione, ma di questo ne parleremo in un altro momento; per ora, lasciatemi ringraziare ancora una volta tutti voi lettori, e commentatori, con un inchino…

Il nuovo disordine mondiale / 10: il biglietto che è esploso – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una lunga riflessione di Sandro Moiso sul momento storico che stiamo attraversando, in bilico tra una guerra forse mondiale, una pandemia non ancora sopita, difficoltà economiche da crollo sistemico e isterie generate da propagande feroce come mai si è visto da mezzo secolo a questa parte. Un estratto:

Se il capitalismo, come si è già ribadito in infiniti altri interventi, è il regno delle possibilità e delle opportunità da afferrare, in cui la prontezza di riflessi è più importante di qualsiasi tentativo di programmazione e in cui la forza e la capacità di appropriarsi, in qualsiasi frangente, di ciò che il caso o la necessità mettono a disposizione del predatore più rapido, risultano determinanti per il successo sia nelle iniziative economiche che politiche, la situazione creatasi dopo l’inizio delle ostilità in Ucraina ha visto i maggiori paesi europei perdere terreno rispetto alle iniziative diplomatiche, militari ed economiche non soltanto degli Stati Uniti, ma anche di paesi come l’India, la Turchia, Israele e vari altri diversamente collocati sullo scacchiere mondiale1.

Come interpretare la svolta politico-diplomatica e militare sottesa alla visita e al discorso di “Sleepy Joe” Biden in Polonia? Parliamo di un discorso di un presidente anziano che riflette simbolicamente, nella sua persona, la stanchezza e le difficoltà di una grande potenza in declino che può ancora minacciare, ma non più affascinare o convincere. Svolta che si potrebbe definire storica se non fosse per l’attenzione che i media embedded hanno rivolto più agli insulti di Biden al presidente russo che non ai fatti che quel discorso e quella comparsata rappresentavano di fatto, ovvero il radicale riposizionamento militare americano nell’Europa dell’Est. Gli osservatori più attenti da tempo segnalavano che l’ingresso nella Nato dei paesi dell’Europa Orientale un tempo appartenenti al Patto di Varsavia e il loro progressivo inserimento dell’Unione Europea rappresentavano per la politica di Washington non soltanto la costruzione di un muro ostile nei confronti di qualsiasi manovra russa verso occidente, ma anche, e forse soprattutto, un modo per imbrogliare le carte dei giochi di un’Unione più strettamente federata, sotto l’egida tedesca e forse anche francese, per impedirle di assurgere a ruolo di potenza autonoma sul piano internazionale.

Già nel settembre del 2015, chi scrive aveva affermato, proprio su «Carmilla», a proposito delle diatribe sull’accoglienza e sulle quote dei migranti da distribuire tra i differenti paesi europei:

“…quello a cui stiamo assistendo, con buona pace delle anime pie, non è un risveglio della “coscienza” europea ed europeista, ma soltanto un altro passo verso quel III conflitto mondiale di cui da tempo vado scrivendo.
La gestione del problema migratorio di centinaia di migliaia di profughi, esattamente come quello del possibile default o meno della Grecia, non risponde infatti a categorie di ordine morale o umanitario e, tanto meno, a quelle di carattere sociale o del pubblico bene. Risponde però, nel precipitare di una crisi economica, geopolitica e militare sempre più vasta a livello mondiale, alla domanda su chi debba comandare in Europa ovvero in una delle aree del globo con la più alta concentrazione di ricchezza accumulata e su come tale ricchezza accumulata debba essere investita e ricollocata all’interno della competizione inter-imperialista mondiale.
Al centro di questa domanda, e delle risposte che ne conseguiranno, non vi è l’interesse dei “popoli”, ma lo scontro tra due modelli diversi di sviluppo capitalistico: da un lato quello anglo-americano e dall’altro quello germanico. Modello quest’ultimo che già ha guidato due volte la Germania, nel coso del XX secolo a cercare di istituire un vasto territorio “vitale” per i propri interessi economici ed industriali che si estendeva e si estende, idealmente, dall’Atlantico al Volga e dal Mare del Nord al Mediterraneo. Un autentico lebensraum che, se nel corso del secolo passato ha assunto la forma dell’occupazione militare vera e propria, oggi cerca di manifestarsi principalmente attraverso il disciplinamento di ogni attività economica, finanziaria ed amministrativa, così come della forza lavoro, europea.
[…] l’attuale costruzione di muri e la susseguente chiusura delle frontiere, così come il braccio di ferro sulle quote, non possono preludere che ad altre guerre per ridefinire il comando capitalistico su economie, territori ed esseri umani, migranti e non. Anche qui, nel cuore dell’Europa. E il gran rifiuto opposto a Bruxelles dallo schieramento dei paesi dell’Europa dell’Est alle proposte di Jean Claude Juncker non costituisce soltanto un episodio di calcolo politico elettoralistico ispirato dal populismo e dal razzismo, ma un ulteriore passo in quella direzione (qui )”.

Così, mentre nuove folle di migranti e profughi si accalcano alle frontiere d’Europa e gli amministratori dell’esistente si appellano, come Mario Draghi, al buon cuore dei propri cittadini per far dimenticare loro che in un prossimo futuro si potrebbero trovare in una situazione simile o peggiore, spostando l’attenzione mediatica da ciò che è essenziale a ciò che più facilmente colpisce le coscienze individuali, tutto quello che all’epoca si poteva già intuire, oggi si è trasformato in tragica realtà quotidiana.

Realtà contigue


Un piccolo morso dato al ciglio dimensionale, e trovi che il sapore sulla tua lingua cambia e diviene frizzante, salti quantici di stati moribondi la cui onda si perpetua attraverso realtà contigue…

Isterie in crescita


Quando le isterie divengono un argomento di massa, ogni riflusso ideologico viene a mancare e restano le macerie di un’idea, di un’impressione, delle ragadi che crescono furiose ovunque.

Restyling


Ristilizzare le linee della tua condotta affinché il cristallino diventi estensione e l’allargamento si trasformi in inclusione.

ODRZ presentano il brano che rappresenterà la NOC all’Eurofestival – NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto sul blog NazioneOscura]

La band brianzola ODRZ ha presentato ieri alla Nazione Oscura Caotica il brano che rappresenterà la NOC all’Eurovision Song Contest di Torino, che si terrà dal 10 al 14 maggio 2022. Il brano non può essere pubblicato prima dell’inizio del festival, pena la squalifica.
Dopo l’annuncio ufficiale della loro proposta (vedi), la stampa era rimasta in sospeso dibattendosi in un animato toto-titolo, finalmente oggi svelato: “ODRZ76“.
Il 10 maggio il brano verrà reso pubblico, insieme alla cover, e dal 15 sarà venduto in copia unica tramite NFT.

Su Plutone c’è qualcosa che non esiste in nessun altro luogo del Sistema Solare | EveryEye


Notizie dettagliate da Plutone, che rimane il mio più ambito rifugio dalle antropizzazioni in senso lato. Da EveryEye vi incollo uno stralcio:

Sostanzialmente sembra che Plutone sia ricco di vulcani, ma non di quelli tipici che abbiamo anche qui sulla Terra, ma del tipo opposto: si tratta di una lunga schiera di criovulcani. Vulcani di ghiaccio che si vedono rarissimamente nel sistema solare, e questi di Plutone sono ancor più unici.
Sembra che questi criovulcani siano alti fino a 7000 mila metri ed eruttino non lava (ovviamente), ma una sorta di fanghiglia acquosa, composta per lo più da ammoniaca e metano. Questa “lava”, appena raggiunge i primi strati di superficie di Plutone, si congela all’istante generando montagne sempre più ripide.

“Caratteristiche simili non esistono da nessun’altra parte nel sistema solare”, scrive il team di ricercatori guidati dallo scienziato planetario Kelsi Singer, del Southwest Research Institute. “L’esistenza di queste caratteristiche suggerisce che la struttura interna e l’evoluzione di Plutone consentono una maggiore ritenzione di calore al suo interno, molto più di quanto immaginassimo”.

Questa nuova scoperta suggerisce che, sebbene sia totalmente congelato, Plutone potrebbe essere tutt’altro che morto e inerte. E in effetti il minuscolo e distante pianeta nano ha ancora molto da insegnarci sul criovulcanismo.

La considerazione che ho di te


Il posto che relego ai tuoi strali è laggiù, in fondo alle direttive psichiatriche del tuo mondo.

Disgregatore


Dovresti scivolare via su idee liquide, ma viscose, eppure lucenti; invece sei qui, a contemplare il nulla divenuto nocivo, molesto, disgregatore.

Il ritorno di Dagon | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione, per la collana weird di Delos Digital diretta da Luigi Pachì, di Il ritorno di Dagon, scritto da Daniele Pisani. La quarta:

Il nuovo direttore del manicomio di Chimney Hill è entusiasta e carico di buone intenzioni. Presto, però, qualcosa di spaventoso sembra gravare sull’edificio, come una punizione oscura e malevola. L’uomo viene afflitto da dolori fisici di natura ignota e attanagliato da una strana angoscia.
Per lui diventa difficile distinguere tra incubo e realtà, e una visione abissale e mostruosa si spalanca all’improvviso, rivelando il segreto di un potere ancestrale.

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AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

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CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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