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Crimes of the Future, fantascienza che apre la mente | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos238, due servizi che riguardano l’ultima fatica di David CronenbergCrimes of the Future – e la sua opera, la sua visione SF d’avanguardia. Gli articoli li trovate qui e qui, vi lascio comunque a un piccolo estratto, che è un’intervista:

A otto anni dal suo ultimo film, il Maestro David Cronenberg torna dietro la macchina da presa con il film Crimes of the Future, in cui riflette ancora una volta su un tema a lui caro: la mutazione del corpo umano e la reazione della società.
La pellicola è ambientata in un futuro imprecisato, in cui i disastrosi effetti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici hanno modificato il corpo degli esseri umani, adesso in grado di attuare continue mutazioni. L’ex chirurga Caprice (Léa Seydoux) sfrutta la capacità del suo compagno Saul Tenser (Viggo Mortensen) di sviluppare nuovi organi per realizzare delle performance artistiche di rimozione chirurgica, in cui la coppia mostra pubblicamente la metamorfosi interna dell’uomo. Questi spettacoli d’avanguardia attirano l’attenzione di Timlin (Kristen Stewart), investigatrice del Registro Nazionale degli Organi, ma anche di un sospetto gruppo sovversivo il cui scopo è portare l’umanità al prossimo stadio evolutivo.

“Nel 1966 – ha affermato il regista – ho visto un film danese intitolato Sult, che in danese significa fame, era diretto da Henning Carlsen ed era basato su un famoso romanzo danese di Knut Hamsun. In quel film Per Oscarsson interpreta un poeta in bolletta e sconosciuto, che vaga per le strade e fatica a farsi conoscere nell’ambito letterario. A un certo punto si trova su un ponte e sta scarabocchiando qualcosa su un blocco, viene inquadrato il blocco in primo piano, c’è scritto: Crimes Of The Future, e questo mi ha davvero colpito. Ho pensato: ‘Voglio leggere quella poesia’. Ovviamente non la scrive, ma poco dopo ho pensato, “beh, ora che sto iniziando a diventare un regista, penso che mi piacerebbe vedere un film intitolato Crimes of the Future”, e così nel 1970 ho fatto un film underground, a bassissimo budget, intitolato Crimes Of The Future. Quel titolo mi aveva davvero suscitato qualcosa; penso che quella specie di film underground del 1970 low budget non abbia mai veramente soddisfatto tutte le cose che pensavo potessero uscire da quella poesia che non è mai stata scritta, e quindi eccoci qui, tanti anni dopo, mezzo secolo forse, e ho fatto un altro film intitolato Crimes Of The Future, e l’unica cosa che i due film hanno in comune è che tecnicamente parlano di “crimini del futuro”. L’idea allora era che mentre la tecnologia cambia, mentre la società cambia, nascono delle cose che prima non esistevano e che poi vengono soppresse per vari motivi, in quanto pericolose per la società o perché sono una minaccia per qualsiasi struttura sociale esistente, da qui Crimes Of The Future”.

Come per molte opere del regista di La mosca, anche Crimes Of The Future ha come tema centrale la mutazione del corpo, quello umano e sociale. A tal proposito, il regista ha dichiarato: “Sto cominciando a riflettere sul corpo umano perché ho sempre pensato che sia ciò che siamo. La condizione umana è il corpo umano, quindi Crimes Of The Future doveva implicare dei crimini che emergono da ciò che sta accadendo al corpo umano, perché il corpo si sta evolvendo, sta cambiando, in modi a volte impercettibili, altre volte visibili. In parte a causa di quello che stiamo facendo al pianeta, in parte a causa di quello che stiamo facendo a noi stessi con la tecnologia, e tutto questo mi ha incuriosito. Ho pensato che avevo voglia di fare un film che avesse a che fare con il modo in cui la società avrebbe reagito ai cambiamenti nel corpo umano che riteneva pericolosi e quindi da reprimere. Mi è sembrato un argomento interessante da esplorare; perciò è di questo che parla il film, Crimes Of The Future”.

Per il regista di Crash, Crimes Of The Future ha anche un sostanziale aggancio con la realtà, in particolare con la moderna medicina. “Il famoso premio Nobel Gerald Edelmen ha affermato – ha spiegato il regista canadese – che il cervello umano non è affatto come un computer. È molto più simile a una foresta pluviale, dove c’è una lotta costante per il dominio tra i neuroni e i diversi elementi nel cervello, e questi rispondono continuamente all’ambiente. Il cervello, come superorgano dell’esistenza umana, è in continua evoluzione e mutazione e quindi non ci vuole un grande sforzo per immaginare di estendere questa cosa anche ad altre parti del corpo. Prendiamo per esempio il sistema digestivo: ora comprendiamo meglio il microbioma nelle viscere umane e nell’intestino, in realtà si tratta di molti organismi viventi che comunicano con il cervello umano, c’è una connessione costante tra di loro. Queste cose sarebbero state considerate fantascienza anni fa, mentre ora sono intese come parte della complessità del corpo umano. Quindi, quello che ho raccontato in questo film non è un’esagerazione, è solo una sorta di previsione del futuro”.

Cronenberg non crea i suoi film pensando al suo pubblico, ma tornando a proposito della fantascienza ha affermato: “è sempre emozionante vedere che persone che non sono fan della fantascienza in qualche modo si interessano al tuo film perché vedono in esso qualcosa al di là di un film di genere. Questi film hanno sempre il potenziale per essere qualcosa di più di semplici film di nicchia. La fantascienza e l’horror hanno sempre il potenziale per far breccia in un pubblico più ampio”.

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