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Archivio per settembre 9, 2022

Esclusione sociale e capitalismo globale. Per una discussione su lotte e organizzazione nel presente / 2 – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un lungo post di Emilio Quadrelli che analizza lo status attuale delle politiche liberiste e del loro impatto sulle popolazioni – non necessariamente di operai – e che vanno a modificare gli stili di vita, e il benessere, dell’intera umanità. Nulla di nuovo, certo, ma credo serva fissare dei punti:

Ricerca di sempre maggiore produttività e riduzione del costo del lavoro sono stati, accompagnati da cospicui provvedimenti di detassazione dei profitti, la linea di condotta del comando capitalistico internazionale. Nonostante le tensioni e gli squilibri che hanno attraversato e attraversano sempre più i diversi gruppi imperialisti4, smentendo con ciò i vari teorici di Empire5 che si sono ritrovati ben presto tra le mai un Impero persino più breve del III Reich, nei confronti della forza lavoro salariata questi blocchi si sono mossi in maniera assolutamente unitaria e compatta6. L’attacco alle condizioni di vita delle masse ha conosciuto picchi che, solo pochi anni addietro, neppure i più reazionari e destrorsi capitalisti avrebbero neppure ipotizzato. Un attacco che ha comportato non solo la “semplice” riduzione di salario, di garanzie, di diritti interni al luogo di lavoro e produzione, ma che si è dipanato su tutti gli ambiti sociali.
Il costo del lavoro, infatti, non si limita alla semplice questione salariale ma investe, o almeno ha investito specialmente nei Paesi dell’Europa occidentale, tutto quell’insieme di “diritti sociali” non direttamente collegati agli ambiti aziendali7. In questo senso il costo del lavoro associa alla voce salario propriamente detta una serie di aspetti complementari quali pensioni, sanità, scuola ecc. che costituiscono, o almeno hanno costituito, un insieme di capitoli di spesa legati a doppio filo al salario e alla forza operaia che questo incarnava. La lotta incessante, e tuttora in corso, contro la spesa sociale da parte di tutti i governi borghesi dell’ultimo trentennio raccontano esattamente il graduale e costante assedio a cui la forza–lavoro salariata dei Paesi occidentali è stata sottoposta e la sua sempre maggiore vicinanza a quella condizione lavorativa che, da tempo, l’imperialismo delle multinazionali aveva ampiamente sperimentato fuori dai confini del Primo mondo. È diventato persino banale tracciare le condizioni di vita oltre il paradossale e il grottesco a cui sono deputate quote di forza – lavoro non secondarie, con condizioni contrattuali che, in alcuni casi, si limitano alla singola giornata lavorativa, per non parlare di quella massa permanente di “occupati in nero” che solo dentro una condizione fuori legge trovano una qualche possibilità di sostentamento.
Infine, e non si tratta di un passaggio privo di ricadute, aumenta in maniera esponenziale il numero di coloro che vivono attraversando continuamente la soglia della legalità. Il dilatarsi dell’area penale, una costante che accomuna tutti i Paesi occidentali8, testimonia quanto, per corpose quote di popolazione subordinata il ricorso all’illegalità funziona esattamente come stato d’eccezione permanente. Il tutto, sia ben chiaro, senza alcun romanticismo o ribellismo di sorta. La massa di subalterni che attraversano le soglie della legalità hanno veramente ben poco del bandito e/o del masnadiero così come, nel loro agire, non vi è nulla di, almeno sotto il profilo “oggettivo”, antagonista o di poco convenzionale9, ma, ben più prosaicamente, vi è l’assunzione drammatica e realista al contempo di una condizione esistenziale che non lascia molte vie di fuga10. Per cospicue quote di forza–lavoro subordinata, il ricorso all’illegalità, non è altro che la “ banale” articolazione di una complessa giornata lavorativa nella quale, volta per volta e in base alle richieste del mercato, si svolgono diverse funzioni11. Del resto, e non è un caso, la stragrande maggioranza delle attività illegali sono legate a quell’insieme di servizi “illeciti” ampiamente richiesti dalla società legittima. All’interno di questa sorta di “terziario illegale”12 si consumano quote di giornate lavorative di quel “lavoro (e lavoratore) senza fissa dimora”13 di cui le nostre società sembrano essere sempre più voraci. Uno scenario talmente diffuso da non fare neppure più notizia.

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O’Psy Town in Komplexscope – Future Film Festival


Nell’ambito del FutureFilmFestival che ho referenziato qui, un evento continuo che si svolgerà in quell’ambito è O’Psy Town, un interessante approccio alla fruizione delle immagini che diventano interattive in un modo nuovo; estraggo dalla pagina del festival:

In sala cinematografica con il cellulare acceso? Si! Basta gattini e like e TikTok: lo smartphone diventa parte del magico luogo del cinema e dello schermo. Komplex, dal 2013 attivo nella creazione di ARventure negli spazi urbani, condivide con il Future Film Festival una rivoluzione. La sala diventa sorgente, attivatore di una esperienza VR interattiva per gli smartphone dei presenti. Quando? Scopritelo venendo in sala ogni giorno, a tutte le ore! Prima delle proiezioni apparirà un messaggio, un video che orienta il pubblico nella scoperta di un mondo parallelo, vicoli di una città invisibile popolata da presenze e segni, criptici ed enigmatici. È in parte un gioco dove lo spettatore guidato da un grande QRcode sullo schermo del cinema apre una porta di un mondo parallelo nel suo smartphone. E come in tutti gli adventure c’è un easter-egg che va scoperto. Credits Komplex e’ composto da Mariano Equizzi (storie e design), Paolo Bigazzi Alderigi (musica e sound design) e Luca Liggio (digital video). La voce che ascolterete nel video è di Paolo Maria Congi della celebre compagnia di teatro contemporaneo Versus di Roma – http://www.kompex.city

Lankenauta | Pipistrelli


Su Lankenauta una nota di lettura – più che una recensione – a Pipistrelli, la raccolta di una certa produzione di Gustav Meyrink che TreEditori ha dedicato all’autore austriaco del secolo scorso; è interessante la nota di lettura perché mette in evidenza il solco tra chi mastica o è attratto dalle materie insondabili (esoterismo, occultismo, magia, religioni etc.) e tra chi considera l’esistenza come un puro evento meccanicistico e magari positivista: l’inumano è sempre in agguato, o meglio incombe continuamente il fattore che si fa beffe dell’umano e delle sue ridicole esigenze fisiche, mentre sullo sfondo si muovono forze e logiche che nulla hanno a che vedere col nostro mondo.
Un estratto:

Avvicinarsi al mondo letterario e quindi anche spirituale di Meyrink richiede una conoscenza di cui, sinceramente, mi sento sprovvista. Esoterismo, iniziazione, amore per il mistero (in tutte le declinazioni, dalla kabbalah ebraica alla teosofia, dallo spiritismo al buddismo) certamente hanno un’eco non limitata solo al Nostro nella Mitteleuropa a cavallo tra Otto e Novecento. È come se l’uomo di quest’epoca cercasse nuove certezze, nuove strade, che riescano a superare una difficoltà del vivere per nulla lenita o aiutata dalle religioni tradizionali, vuoi per la rigidità schematica dei riti, vuoi per un messaggio (penso soprattutto a quello cristiano) percepito come anacronistico e imperfetto. Ci deve essere altro, si dicono gli spiriti meno felici, e lo cercano oltre il velo del tangibile. Il soprannaturale qui però non si fa misticismo celeste mediato da angeliche creature, piuttosto invece proviene dalle profondità della terra e dell’inconscio da cui sono generati i demoni che tormentano l’esistenza.
È un’epoca di sommovimenti, anche di pensiero. Si studia l’anima e le chiavi per una volta non sono in mano unicamente alle religioni. La psicoanalisi rivela l’esistenza di una dimensione intangibile che tuttavia muove da fatti e accadimenti e ne dispone conseguenze fisiche. Ci sono cure che non passano – forse per la prima volta – dall’ambito meramente spirituale: occorre dare un nome all’ombra che abita l’uomo, spesso inscindibilmente legata alla luce che lo attraversa, occorre entrare in un contatto ravvicinato con se stessi, e accettare di scoprire ciò che si cela dietro l’apparenza di comportamenti e pensieri.

Leggere Meyrink diventa faticoso in più di un’occasione. La realtà non è quasi mai felice, neppure l’impressione di aver finalmente raggiunto l’agognata meta salva i suoi personaggi da una fine spesso tragica. Non conoscere il simbolismo sotteso a tanti particolari, priva in effetti di una chiave importante per comprendere le ossessioni e la ricerca dell’autore: a questo rimediano – ma solo in parte – l’ottima introduzione di Anna M. Baiocco e le necessarie note a piè di pagina.

Semplici desideri


Ho un filamento di energia suppletiva allo standard interiore che si arrovella, oltre il carapace e che subissa le capacità personali di gestione: è possibile vomitare materiale frattale altrove?

C’era una volta il futuro: presentato il 22esimo Future Film Festival | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine un lungo articolo che illustra l’edizione del Future Film Festival di quest’anno, che si articolerà tra Bologna (21-25 settembre) e Modena (30 settembre-2 ottobre). Chi può vada.

La 22esima edizione del Future Film Festival è stata presentata in anteprima in Terrazza Biennale al Lido, proprio di fronte al Palazzo del Casinò. Il primo festival italiano dedicato ai film d’animazione, VFX e alle media arts, punta i riflettori verso il retrofuturo, ovvero il futuro che ci siamo lasciati alle spalle: la corrente artistica contemporanea che si ispira al modo in cui, nei decenni scorsi, è stata immaginata, l’evoluzione della società, della tecnologia e dell’umanità.
Il Future Film Festival 2022 è più che mai un mosaico di iniziative, fermenti e innovazioni estremamente vario per linguaggi, ispirazioni, prospettive geografiche e temporali. A fianco del concorso principale, dedicato a pellicole provenienti da ogni parte del mondo, troviamo due retrospettive cinematografiche – una dedicata a Cronenberg, realizzata dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Festival, l’altra al “retrofuturo” – e Insert Coin, un programma di talk con docenti, esperti e creativi. Inoltre la rassegna si arricchisce di tanti contributi: dalle mostre a tema “nerd” al gemellaggio con il Linoleum Festival di Kiev, dalla call che intende promuovere nuovi progetti produttivi di animazione mettendoli in contatto con alcune delle principali realtà produttive presenti in Italia – il Future Pitch – alle anteprime e ai laboratori for kids, e integra una rassegna dedicata a Mario Lodi, indimenticato maestro e amico del FFF.

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Philosophy for today

° BLOG ° Gabriele Romano

The flight of tomorrow

Sobre Monstruos Reales y Humanos Invisibles

El rincón con mis relatos de ficción, humor y fantasía por Fer Alvarado

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This blog is a part of my inner world. Be careful to walk inside it.

Gerarchia di un’ombra

La Poesia è tutto ciò che ti muore dentro e che tu, non sai dove seppellire. ( Isabel De Santis)

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Time to write a new Story

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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