HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per ottobre 19, 2022

Sfiori con i sensi


Nel retrogrado sistema di valori che utilizzi il senso del richiamo estremo è rappresentato da un totem, e come nell’onironautica potrai disporti su più piani ma obbedire soltanto a un comando, uno solo: ne sarai così estasiato nel momento in cui ne capirai il senso da sfiorare le manifestazioni esoteriche degli elementi.

Sorry… – All That Died Was My Innocence


Il senso del buio si mischia al Male e nasce la frontiera.

Who is me?


Mi sento compresso in una deriva creativa, qualcosa mi racconta di fatti che non conosco e io li scrivo come se qualcun altro lo stesse facendo in me. Forse è che non sono più io da lungo tempo, ormai?

Videorecensione di Fabio Troisi a “Il diario elettrico”, di Paolo Di Orazio | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Flavio Troisi videorecensisce Il diario elettrico, romanzo SF – ma non solo, come spiega bene Flavio – di Paolo Di Orazio, uscito da pochi giorni per Kipple Officina Libraria nella collana “k_noir”. Vi lasciamo alle bellissime e fluenti parole utilizzate per dare un’idea della complessità e della libertà che si respira nel libro – “libertà” intesa in senso creativo, “originale” – e, infine, la redazione Kipple vuole ringraziare Troisi per le belle parole spese per la casa editrice e la sua crew, apprezzate davvero tanto.

Buon ascolto!

L’ansia della comunicazione @ Nino Martino


Nino Martino è stato a StraniMondi di quest’anno uno dei relatori del panel “Verba Aliena”:

Cosa accade quando l’alieno è veramente alieno? Quando confrontarsi con lui/esso/loro diventa un mettere in discussioni le basi stesse della nostra percezione del mondo? È possibile una comunicazione con l’alienità radicale, e quanto questo può insegnarci/trasformarci? La fantascienza può provare a immaginarlo.

Quello che segue è parte del suo intervento, che Nino ha riportato su carta elettronica; vi lascio alle suggestioni che suscita, invitandovi a un profondo ripensamento di ciò che è umano, e quindi ritenuto superiore, con ciò che viene ritenuto di più basso grado, perché potreste sbagliarvi.

Io sono un umano e ho l’ansia della comunicazione. Non c’è niente da ridere. Noi umani abbiamo un vantaggio enorme sulle altre specie di vita terrestri: sappiamo comunicare fra noi, ci tramandiamo esperienze, sappiamo tradurre in simboli i versi che facciamo con la bocca, abbiamo elaborato teorie simboliche sulla realtà come la matematica e la fisica e scriviamo formule e altri leggono, imparano, costruiscono questa bellissima società pensante.
Come dite? Anche le altre specie di vita sanno comunicare? Beh, sì, un pochettino, mica tanto. Ho visto aironi maschi corteggiare aironi femmine con un rituale che equivale a comunicarle che è lei che piace proprio a lui e che quindi se volesse… Ma è poca roba. Non sanno parlare, non sanno scrivere, non sanno leggere. Noi invece sì.
E mi viene l’ansia della comunicazione. Se vi incontro e vi conosco emetto suoni, gesticolo, comunico. E mi viene l’ansia. Parlare, dire, comunicare. Anche voi comunicate con me. Poi se ci vediamo al bar facciamo chiasso, tanta è la comunicazione verbale.
Entriamo in un biblioteca e ci sono file e file di volumi che contengono informazioni su ogni cosa. Io leggo di tutto, mi informo di tutto. C’è un flusso costante di informazione tra me e voi. Dalla finestra guardo in strada e vedo scorrere macchine e ogni automobile ha persone a bordo, che a volte parlano tra di loro, a volte siedono rigide senza dire niente. Ma anche questa corrente continua di auto che porta persone da un posto all’altro di fatto porta informazione, ciascuno di loro si sposta per parlare, per fare, per collegarsi a un ufficio dove comunicare i propri bisogni e dove un addetto comunicherà che se la devono scordare quella cosa che chiedono. Oppure fornisce fogli su fogli, che vanno riempiti di simboli, di comunicazione, di informazioni.
Una vera e propria ossessione, lo so. La specie umana tutta ha l’ansia della comunicazione. E quando ci guardiamo intorno e vediamo animali, cani, gatti, subito cerchiamo di comunicare con loro. Il cane scodinzola. Noi gli parliamo, gli diciamo a cuccia, seduto, dammi la zampa. Lui lo fa! Ecco, abbiamo comunicato, lui è felice e noi siamo felici. Con il gatto è un po’ più difficile, se lui non vuole, ma questa è un’altra storia.
Le vere rivoluzioni, come ebbe modo di dire Franci Conforti, sono i salti nei mezzi di comunicazione. Dallo scalpello faticosissimo sulla pietra agli ssd, a internet, a…
Ok, mi fermo. Anzi no.
Quando abbiamo incominciato a capire quanto sarebbe strano che solo in un minuscolo e insignificante pianeta di un piccole sole giallo-verde di una media galassia di una supergalassia di una rete di galassie si fosse sviluppata la vita, ci è venuta subito l’ansia. Se c’è altra vita fuori della nostra terrestre bisogna subito comunicare. Abbiamo subito messo in piedi un’organizzazione il METI (Messaging ExtraTerrestrial Intelligence), la controparte “attiva” del SETI, che si occupa di comunicare con forme di intelligenza aliena. Abbiamo persino lanciato un messaggio verso la stella GJ273 perché pare che abbia un pianeta abitabile (abitabile?! E che vuol dire? Abitabile da chi?). Un nostro vicino: solo 12,4 anni-luce (la luce per andare da noi a lì impiega solo una quindicina d’anni, insomma è dietro l’angolo).
Il messaggio è scritto in linguaggio matematico, considerato universale. Se c’è una specie intelligente sicuramente la matematica la sa. Sapere la matematica, scrivere di formule matematiche, esaltarsi davanti alla bellezza del Π è sintomo di intelligenza. Come? Non sapete molta matematica? Be’, sì ci sono diversi gradi di intelligenza, lo so… Ma se sono alieni e sono in grado di recepire il nostro segnale sono intelligenti e capiranno che da un’altra parte dell’universo esistono degli intelligenti come loro e che come loro hanno l’ansia del comunicare.

 

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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