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Resilienza attiva


Dicendo fermati non hai ancora mostrato la tua resilienza agli eventi, nulla può essere conservato ma molto deve essere ricordato.

Killing Joke – I Am The Virus | Iridediluce


Sul blog di Fiorella Corbi alcuni passaggi ideologici che condivido e poi, la ciliegina sulla torta, questo brano dei KillingJoke che adoro per la sua carica virulenta di salutare anarchia.

La globalizzazione è sotto pressione e qualunque cosa accada, quasi sicuramente adeguerà la logica orientata al mercato globale che abbiamo visto fino ad oggi. Questa crisi ridisegnerà i confini tra lo stato e il mercato delle democrazie, spingendoci probabilmente verso un certo livello di trasferimento industriale per proteggere le filiere di approvvigionamento e di produzione e sottolineando le iniziative nazionali a scapito del coordinamento internazionale. Ma potrebbe al contrario spingerci verso una maggiore governance attraverso le istituzioni internazionali, di fronte agli evidenti rischi per l’umanità nel suo insieme?

PINK FLOYD – SPECIALE PITTSBURGH 1975, IL CONCERTO DELLA PIRAMIDE | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia una lunga recensione a un concerto dei Floyd di ben 45 anni fa, a Pittsburgh negli USA.
Devo ammettere che io stesso non ne sapevo molto poco di questo concerto che, in qualche modo, è indicativo dell’ennesima transizione floydiana, come un organismo vivo che si appresta sempre di più alla sua decadenza finale. Qualche estratto dall’articolo, il punto di vista di uno spettatore fan della prima ora:

“Ho partecipato a questo spettacolo con i miei amici. È stata una lunga giornata in auto da Cincinnati a Pittsburgh. Come la maggior parte della folla in questa afosa giornata estiva, eravamo caldi e impazienti per l’aria più fresca e per l’inizio dello spettacolo. Come noto più avanti, le condizioni all’interno dello stadio erano difficili per coloro che aspiravano a fotografare o registrare lo spettacolo.

Questo spettacolo segnò anche la prima volta che avevo visto “ballare” in uno spettacolo di Floyd. La composizione del pubblico era molto più orientata alla festa rispetto ai precedenti live dei Floyd del 1973, e proprio come David ha spesso osservato, la gente urlava “Money” in momenti inappropriati. (Come all’inizio di Dark Side). Con il 1975 che era spesso un periodo ‘disco’, più di alcune coppie stavano ballando, guardandosi e ridendo a vicenda, o ballando a testa bassa, come se questa fosse solo una altra band al pub. Dal punto di vista di un fan di vecchia data, ho sentito che queste persone erano fuori posto. Sembrava che fossero arrivati allo spettacolo sbagliato. L’ho persino detto ad alcuni di loro! Almeno per me, la performance è stata “affrettata” e semplicemente ‘funzionale’. In altre parole, una specie di ‘continuare attraverso i movimenti’. Ci sono stati notevoli punti difficili, come un finale su Raving and Drooling, canti stonati e parole mancate su You Gotta Be Crazy, e una insignificante prova generale di Dark Side, che secondo me suonava meglio nei tour precedenti. A quanto ho sentito, mi è sembrato che la band stesse lottando per connettersi con il pubblico e tra di loro e, a parte alcuni momenti di punta, è fallita in entrambi i casi.

Mi sono sempre chiesto se questa mancanza di chimica sul palco fosse il risultato della noia generale e della fatica tra i membri della band, o forse anche della leggendaria frustrazione con il pubblico. La tensione era certamente evidente nella voce di Roger mentre si sforzava di proiettare le sue canzoni sopra il rumore della folla. Senza sembrare troppo duro, si può vedere che anche in questi spettacoli del 1975, c’erano le prime ‘agitazioni’, culminate nel famigerato spettacolo finale del tour di Animals del 1977. E sappiamo tutti cosa alla fine ha portato!

Personalmente, ho provato molta confusione/impazienza con le nuove canzoni, che erano tutte nuove per me. Ovviamente tutte le distrazioni e l’agitazione non mi hanno aiutato a catturare la ‘febbre da concerto’, ma almeno ho provato ad ascoltare. Durante lo spettacolo, ho letto i testi del fumetto del programma ufficiale del tour e mi sono lamentato con i miei amici che non mi piaceva l’ossessione di Roger per la ‘follia’. E non ho trovato l’atmosfera di “darci dentro” nel primo set, per niente divertente. Ovviamente, la band stava cercando di adattare il loro songwriting a un nuovo ‘territorio’ e le vecchie atmosfere si stavano perdendo. Anche “Echoes” con voci di coro femminili e un assolo di sax che sostituisce il terzo solista di chitarra mi ha lasciato il segno. Sul lungo viaggio di ritorno a casa (con quattro autisti, abbiamo guidato fino alle sette del mattino dopo un’attesa di due ore in più nel parcheggio), mi sono lamentato ripetutamente: ‘Non capisco cosa stiano cercando fare.’ Tre mesi dopo, quando Wish You Were Here è uscito a metà settembre, ho finalmente iniziato a capire”.

Müldeponie – Souvenirs Effacés


Lo spleen siderale ti coglie mentre sei intrappolato tra spore umane.

SHORES OF PANGEA – A Greater Blackness


Entropie di un mood meditativo che si alza, trascende.

Come finiscono le pandemie – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un articolo che scava nella Storia le ondate di pandemia che si sono succedute, magari non sono tutte perché qualcosa ci è sicuramente sfuggito nell’abisso del tempo, però è sufficiente per dare un respiro storico a ciò che ci è capitato in questi ultimi mesi. Un estratto:

Quando tutto questo sarà finito è la frase che abbiamo detto o sentito dire più volte, da quando tutto questo è iniziato. Ma per l’esattezza, quando è che tutto questo sarà finito? La scienza è categorica: vaccino, o immunità di gregge. Il primo, un giorno sembra tutto sommato a portata di mano, quello dopo, una prospettiva utopica il cui orizzonte è da valutarsi in decenni. La seconda, beh, per arrivarci in tempi brevi, dovremmo passare prima per un’ecatombe.

In realtà altre possibilità esistono, meno drastiche: la mutazione del virus in senso meno aggressivo, per esempio, come nel caso della Spagnola; o la messa a punto di farmaci molto efficaci per curare, se prevenire resta impossibile, com’è successo per l’Hiv. Ma c’è anche qualcosa di completamente diverso. Per scoprirlo però, facciamo qualche passo indietro. Perché se questa è la prima pandemia del millennio, non è certo la prima della storia. Come sono finite, le altre?

Gli abissi possibili


Abiurando le empatie ti ornano indietro soltanto fatti, numeri, notizie di pura informazione; strumenti per alimentare l’entropia, nelle sovrapposizioni quantiche degli abissi possibili.

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

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Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

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