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Lankenauta | Mostri mitologici


Su Lankenauta la recensione al saggio digitale di Sergio Fontana, Mostri mitologici. È, alla fine, un’app per smartphone tablet che traccia i profili mitologici di una manciata di figure Classiche, come il Minotauro, Cerbero, Chirone, Ecate…

Anche i mostri soffrono, sono stati bambini, si sono innamorati, hanno doti che non conoscevamo. Scopriamo così il fiume Acheloo, il cui corno, una volta spezzato, divenne la cornucopia o corno dell’abbondanza; l’arte della tessitura di Aracne; la cultura del centauro Chirone, che fu maestro di Achille e che scambiò la sua immortalità con Prometeo, preferendo trasformarsi nella costellazione del Sagittario per non soffrire più.

E poi il cane infernale Cerbero, veramente orrendo, che protegge i vivi dalle incursioni dei morti, ma diventa mansueto nell’ascoltare la musica. Direttamente collegata al mondo degli inferi è Ecate, una divinità psicopompa, che può portare ai morti i messaggi dei vivi.

Troviamo un altro personaggio femminile: Medusa, sorella delle Gorgoni, ragazza troppo carina, che suscita le attenzioni di Poseidone e le invidie di Atena…e così finisce male, mostruosa e condannata a pietrificare con lo sguardo. Per di più, rimane mortale. Vivrà un’esistenza solitaria ed emarginata, finché Perseo non la uccide.

Onda frattale


Rivetti matematici sulla cresta dell’onda che si rivela Fantasticamente infinita.

Edited by Anselm Franke, Stephanie Hankey, Marek Tuszynski – Nervous Systems | Neural


[Letto su Neural]

I co-curatori Stephanie Hankey, Marek Tuszynski e Anselm Franke, in questo catalogo della mostra “Nervous Systems”, alla Haus der Kulturen der Welt, a Berlino, indagano e in qualche modo contrastano l’enorme quantità di dati disponibili. Gli “innumerevoli sensori” che sempre più abbiamo intorno a noi hanno ispirato il titolo della pubblicazione (in quanto origine nella formazione di un sistema nervoso primario) e anche sono in forte relazione con il sottotitolo che è stato scelto: “vita quantificata e questione sociale”. Essi introducono il concetto principale: il monitoraggio costante che, come cittadini subiamo e sta portando a nuove forme di misurazione e di previsione, con – come affermano i curatori – la conseguenza che la necessità di “anticipare e prevenire diventa la logica culturale guida”. Essere nel mezzo di questa logica sociale e abusivo potere può essere conflittuale, attingendo a strategie che coinvolgono contemporaneamente sia il “molto privato” che le sfere del “molto pubblico”. Se “la soggettività stessa si materializza in un ambiente di elaborazione dati”, poi la richiesta di “nervosismo” – come una resistenza proattiva per le quantificazioni ed elaborazioni del sé – può essere un modo efficace e socialmente rilevante di contrastare la propaganda di una sterilizzata e indotta digitalmente “dimensione intelligente “. Infine, i testi selezionati sono chiaramente rafforzativi sia del concetto della mostra che dell’analisi, ma in un modo che è influente piuttosto che semplicemente solidale. Essi offrono ulteriori decostruzioni dell’elaborazione statistica, in favore d’una resistenza più strutturata e dinamica.

Navicelle spaziali a confronto: il video YouTube | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Starships size comparison è un video realizzato dal canale YouTube MetaBallStudios che mostra moltissime – tutte sarebbe impossibile – navicelle spaziali della fantascienza, messe a confronto l’una con l’altra, con tanto di misurazioni in metri. Impariamo così che l’Enterprise NC 1701 di Star Trek, ad esempio, era lunga 289 metri, mentre la navicella spaziale The Ark del videogame Halo con i suoi 127530 chilometri fa apparire piccolo anche il pianeta Terra.

Simon Whetham – Against Nature | Neural


[Letto su Neural]

I suoni di Against Nature sono stati generati e registrati fra l’ottobre e il novembre 2013 durante una residenza con Agder Kunstsenter, a Kristiansand, Norvegia, da Simon Whetham, uno sperimentatore ben conosciuto per le sue uscite su Entr’acte, Helen Scarsdale, Line e Baskaru. Il field recordist – che è avvezzo nel calibrare appassionanti esplorazioni acustiche di spazi ed oggetti risonanti – ha poi affidato per essere masterizzate le sue catture audio a Miguel Carvalhais, una delle menti dietro la Crónica Electrónica e a sua volta un altro talentuoso esponente in questo ambito di sofisticate e concettuali ricerche sonore. La varietà dei metodi e delle tecniche utilizzate ottiene l’effetto d’un ascolto teso, mai prevedibile, a sua volta conseguente dalla scelta da parte di Whetham d’utilizzare anche dettagli inattesi, fomentati da malfunzionamenti e tumultuose iterazioni, in un crescendo di ronzii, crackerie e punteggiati vortici dronici. Sono cinque le tracce, tutte con lo stesso titolo dell’album seguito da un numero progressivo, quelle più lunghe (la prima, la terza e la quarta) con sequenze assai dilatate, voltate in guisa di droni estenuanti o di poliritmie pervase da innesti free form e pulsazioni penetranti, dalle evoluzioni avventurose, mentre quelle più brevi sono più emozionanti e hanno ganci immediati, la seconda con un riff ammaliante, la quinta con frequenze basse e potenti, accompagnate da un vibrare alquanto fisico e coinvolgente. Una siffatta e dinamica interpretazione della “natura” diventa qui il pretesto per ulteriormente domandarci quale sia l’essenza specifica della musica, concettualizzazione che vede oggi contrapposte tradizione e contemporaneità, accademie e nuove tendenze di nicchia. Se per musica s’intende l’arte di organizzare suoni e rumori, nel tempo e nello spazio e soprattutto questa ha qualità acustiche – di percezione uditiva – e se l’esperienza emotiva cercata dall’artista rimane centrale nel lavoro, come non dovremmo sottolineare ancora una volta che queste sperimentazioni sono composizioni ben realizzate e fondanti una nuova estetica. “Il contemporaneo è il moderno di domani” sottolineava Oskar Schlemmer e per questa uscita ci sembra una appropriata citazione da ricordare.

Deep Web | Carola Frediani | Stampa Alternativa


Da BooksBlog la segnalazione di un libro che tratta l’argomento DeepWeb a cura di Carola Frediani. Parliamo di un argomento parecchio oscuro, nicchie di internet in cui può avvenire di tutto, all’ombra della grande Rete ufficiale. Per i tipi di StampaAlternativa; un estratto:

 

Deep Web. La rete oltre Google di Carola Frediani è l’antidoto alle semplificazioni comuni nelle battaglie all’ultimo click che si combattono in Rete. Frutto di un lungo lavoro immersivo nel mondo del Dark Web o darknet che dir si voglia, questo saggio edito da Stampa Alternativa è un reportage nella parte sommersa di internet, nella zona d’ombra non raggiunta dai motori di ricerca.

Spesso descritto come un “inferno dantesco” e come il “regno di spacciatori, pedofili, terroristi, hacker disposti a tutto”, il Deep Web è anche uno spazio di attivismo e di resistenza, il luogo nel quale, per esempio, si rifugia la dissidenza nei Paesi che vivono sotto regimi dittatoriali. Di questo ecosistema digitale sommerso fanno parteanche intranet aziendali, vari database, siti protetti da password e altri ambiti non pubblici”.

Frediani espone i fatti, non elargisce opinioni, né esprime giudizi. L’aspetto che valorizza il saggio di Stampa Alternativa è proprio l’obiettività, la capacità di approfondire lasciando al lettore l’eventuale giudizio sui protagonisti delle vicende raccontate.

Perché quello del Deep Web è un contesto paradossale in cui i più limpidi e sinceri attivisti dei diritti umani e i più incalliti cybercriminali non possono che condividere lo stesso spazio”.

Quattro i capitoli in cui si articola il libro. Nel primo viene raccontata la parabola di Silk Road, la piattaforma di vendita sulla quale per due anni e mezzo si sono svolte compravendite di droga, armi, pornografia (non con contenuti pedofili) e oggetti più o meno legali. Nel secondo Frediani esplora i molteplici aspetti dell’hacking e delle truffe online. Il terzo capitolo è dedicato all’attivismo, alle lotte di Anonymus, dalle battaglie politiche alla lotta a terrorismo e pedofilia. Il quarto e ultimo capitolo spiega che cos’è Tor, il sistema di comunicazione anonima finalizzato a proteggere la privacy degli utenti, la loro libertà e la possibilità di condurre delle comunicazioni confidenziali senza che queste vengano monitorate.

Technologies of Care, Online Worker Stories | Neural


[Letto su Neural]

Technologies of Care”, un progetto dell’artista Elisa Giardina Papa, è parte della serie “The Download” e come tale è completamente downloadabile da Rhizome , che ha commissionato il pezzo. L’opera è costituita da ritratti di diversi tipi di lavoratori on-line, sei dei quali sono identificati come donne, più un possibile bot. Questi ritratti sono strutturati in forma d’interviste effettuate a coloro che praticano quello che l’artista definisce “lavoro affettivo network-based”. L’artista è una ricercatrice che – cosa molto importante – assume i rispettivi lavoratori, siano essi reali o bot. Una volta lanciata, ogni intervista interagisce con il browser dello spettatore attraverso uno script che può solo essere guardato e ascoltato con una lenta rotazione delle forme 3D ricavate dagli stessi ambienti domestici nei quali sono situati gli operatori. La precarietà, la negoziazione delle identità e degli ambienti di lavoro personali sono alcuni degli elementi chiave che emergono dal rapporto on-line tra il commissionante e il lavoratore. Le storie narrate diventano poi i vividi e astratti esseri umani che rimangono infine quando l’interfaccia viene rimossa.

sabbiature

Culture seriali

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, tradizione, antropologia del sacro, storia delle religioni, esoterismo. A cura di Marco Maculotti.

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

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PAROLE LORO

"L'attualità tra virgolette"

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

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E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

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