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La gomma di domani? Avrà l’intelligenza artificiale – Repubblica.it /HdBlog


Un pneumatico dotato d’intelligenza artificiale, con una flessibilità intrinseca simile a quella della pelle umana. Hackerare quel pneumatico, capace d’interagire con social, Internet of Things, altri veicoli, infrastrutture varie iperconnesse, sarà un compito di altre IA, gerarchicamente superiori: e la postumanità, in tutto ciò? Starà dedicandosi all’otium, finché le sarà concesso: un ultimo barlume di vita prima dello schiavismo finale. Un’apocalisse che, al confronto, l’abisso sociale generato dal Liberismo sarà soltanto una pallida scaramuccia di quartiere. Su Repubblica.

Intanto Elon Musk, uno che di IA se ne intende, avverte dei rischi sempre più incipienti da SkyNet. Su HdBlog:

Evocare il demone. Elon Musk definisce così il lavoro di sviluppo delle intelligenze artificiali ed il motivo è presto detto: in futuro potrebbero rappresentare un serio pericolo per l’umanità (Skynet docet). Il numero uno di Tesla e SpaceX ha ribadito nel week-end appena trascorso la sua posizione in occasione dell’NGA (National Governors Association) 2017 Summer Meeting, passando a formulare un invito concreto rivolto ai Governi: è necessario iniziare a disciplinare le intelligenza artificiali da un punto di vista normativo. E naturalmente si tratta di un consiglio che proviene da una fonte a dir poco ben informata:

Sono a contatto con l’IA più avanzata e credo che la gente dovrebbe essere veramente preoccupata. Io continuo a lanciare l’allarme, ma fino a quanto la gente non vede robot in strada ad uccidere la gente, non sa come reagire, perché sembra così evanescente

Secondo Musk, per evitare gli scenari catastrofici di cui sopra, la strada non è che una: predisporre per tempo un sistema normativo espressamente dedicato all’IA:

L’IA è un raro caso in cui abbiamo bisogno di essere proattivi con la normativa piuttosto che reattivi. Perché ritengo che quando saremo reattivi sulla regolamentazione dell’IA, sarà troppo tardi.

Agire in ritardo, nel caso della tecnologia, sottolinea Musk potrebbe mettere a rischio l’esistenza dell’umanità. Musk non vuole criminalizzare quelle che, allo stato attuale, possono essere considerate le prime, rudimentali, manifestazioni dell’intelligenza artificiale – si pensi ai vari assistenti digitali più o meno ”smart”. Il riferimento va piuttosto a quella che Musk ritiene essere una verosimile evoluzione: la “super” intelligenza artificiale, che per il momento esiste solo nella cinematografia hollywoodiana.

I rischi connessi all’utilizzo a un’IA troppo evoluta e non controllata, prosegue Musk, sono molto maggiori rispetto a quelli derivanti dagli incidenti automobilistici ed aerei, dai farmaci contraffatti e dal cibo alterato:

Un’IA potrebbe iniziare una guerra pubblicando notizie false, con lo spoofing delle email e comunicati stampa falsi, e semplicemente manipolando l’informazione.

Decalcomania!, subversive beauty device | Neural


[Letto su Neural]

Dalla Russia è arrivato FindFace, uno dei software gratuiti più discussi del panorama recente: un’app di riconoscimento facciale che permette agli utenti di Vkontakte, il fratello russo di Facebook che vanta qualcosa come 210 milioni di iscritti, di scoprire l’identità di una persona a partire da una sua fotografia in meno di un secondo e con un’affidabilità del 70%. Impressionante? Certo. Preoccupante? Assolutamente sì. In buone mani? Purtroppo no. I due giovani fondatori della controversa applicazione, infatti, si sono più volte dichiarati aperti nei confronti dell’amministrazione locale di Mosca e dei servizi segreti russi, asserendo di essere disposti a metter loro a disposizione l’algoritmo che può funzionare per qualsiasi database fotografico, compreso quello generato dalle 150mila camere a circuito chiuso della città di Mosca. È così che un gioco da social network potrebbe facilmente trasformarsi in una pericolosa arma di controllo a danno della privacy di decine di migliaia di cittadini e turisti. La problematica, tutt’altro che nuova, mette in contrapposizione i sostenitori del riconoscimento facciale e delle tecnologie biometriche in generale, che teorizzano motivi legati ad una maggiore sicurezza, con coloro che invece ritengono incombere la minaccia del controllo globale. L’artista, programmatrice e designer Remina Greenfield ha voluto partecipare al serissimo dibattito con Decalcomania!, un’opera – solo apparentemente – leggera e colorata: un set per la decorazione delle unghie, del tutto simile ai kit molto di moda tra il pubblico femminile. Le decalcomanie raffigurano una serie di piccoli visi, tutti generati da un software per la manipolazione facciale, che applicati sulle unghie delle mani, permettono a chi li indossa di proteggere la propria identità all’interno delle tante fotografie alle quali quotidianamente ci prestiamo, consapevolmente o inconsapevolmente. Una “rivoluzione rosa” che strizza l’occhio, non senza ironia, al più antifemminista degli stereotipi di genere: la segretaria che si sistema le unghie.

Micro-ritmos, AI orchestrating bacteria | Neural


[Letto su Neural]

Se la cibernetica in origine era strettamente legata alle macchine autoregolanti, immaginate dai loro creatori alla pari di esseri biologici, successivamente tale disciplina si estese su scala ambientale, simulando il complesso collegamento di processi differenti all’interno di un intero ecosistema. Il collettivo artistico Interspecifics si colloca su questa scia. La loro opera “Micro-ritmos” è costituita da uno spazio sensoriale formato dall’interazione fra processi biologici, calcolo digitale e sensazioni umane. L’opera è animata da segnali elettrici generati da cellule di batteri presenti nel terreno raccolto sul posto. I deboli segnali generati dai batteri sono amplificati e usati per attivare una serie di luci lampeggianti. In “Micro-ritmos” le luci sono catturate da videocamere collegate ai computer che utilizzano algoritmi di apprendimento automatico per il riconoscimento di pattern. Una forma di intelligenza artificiale mappa la sequenza di luci generando un suono emesso da un sistema di speaker ad 8 canali. Gli spettatori possono provare a decodificare i pattern percepiti oppure possono rilassarsi e lasciarsi incantare dal risultato. La tecnologia utilizzata è open source e ben documentata sul sito degli artisti.

Lankenauta | Mostri mitologici


Su Lankenauta la recensione al saggio digitale di Sergio Fontana, Mostri mitologici. È, alla fine, un’app per smartphone tablet che traccia i profili mitologici di una manciata di figure Classiche, come il Minotauro, Cerbero, Chirone, Ecate…

Anche i mostri soffrono, sono stati bambini, si sono innamorati, hanno doti che non conoscevamo. Scopriamo così il fiume Acheloo, il cui corno, una volta spezzato, divenne la cornucopia o corno dell’abbondanza; l’arte della tessitura di Aracne; la cultura del centauro Chirone, che fu maestro di Achille e che scambiò la sua immortalità con Prometeo, preferendo trasformarsi nella costellazione del Sagittario per non soffrire più.

E poi il cane infernale Cerbero, veramente orrendo, che protegge i vivi dalle incursioni dei morti, ma diventa mansueto nell’ascoltare la musica. Direttamente collegata al mondo degli inferi è Ecate, una divinità psicopompa, che può portare ai morti i messaggi dei vivi.

Troviamo un altro personaggio femminile: Medusa, sorella delle Gorgoni, ragazza troppo carina, che suscita le attenzioni di Poseidone e le invidie di Atena…e così finisce male, mostruosa e condannata a pietrificare con lo sguardo. Per di più, rimane mortale. Vivrà un’esistenza solitaria ed emarginata, finché Perseo non la uccide.

Onda frattale


Rivetti matematici sulla cresta dell’onda che si rivela Fantasticamente infinita.

Edited by Anselm Franke, Stephanie Hankey, Marek Tuszynski – Nervous Systems | Neural


[Letto su Neural]

I co-curatori Stephanie Hankey, Marek Tuszynski e Anselm Franke, in questo catalogo della mostra “Nervous Systems”, alla Haus der Kulturen der Welt, a Berlino, indagano e in qualche modo contrastano l’enorme quantità di dati disponibili. Gli “innumerevoli sensori” che sempre più abbiamo intorno a noi hanno ispirato il titolo della pubblicazione (in quanto origine nella formazione di un sistema nervoso primario) e anche sono in forte relazione con il sottotitolo che è stato scelto: “vita quantificata e questione sociale”. Essi introducono il concetto principale: il monitoraggio costante che, come cittadini subiamo e sta portando a nuove forme di misurazione e di previsione, con – come affermano i curatori – la conseguenza che la necessità di “anticipare e prevenire diventa la logica culturale guida”. Essere nel mezzo di questa logica sociale e abusivo potere può essere conflittuale, attingendo a strategie che coinvolgono contemporaneamente sia il “molto privato” che le sfere del “molto pubblico”. Se “la soggettività stessa si materializza in un ambiente di elaborazione dati”, poi la richiesta di “nervosismo” – come una resistenza proattiva per le quantificazioni ed elaborazioni del sé – può essere un modo efficace e socialmente rilevante di contrastare la propaganda di una sterilizzata e indotta digitalmente “dimensione intelligente “. Infine, i testi selezionati sono chiaramente rafforzativi sia del concetto della mostra che dell’analisi, ma in un modo che è influente piuttosto che semplicemente solidale. Essi offrono ulteriori decostruzioni dell’elaborazione statistica, in favore d’una resistenza più strutturata e dinamica.

Navicelle spaziali a confronto: il video YouTube | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Starships size comparison è un video realizzato dal canale YouTube MetaBallStudios che mostra moltissime – tutte sarebbe impossibile – navicelle spaziali della fantascienza, messe a confronto l’una con l’altra, con tanto di misurazioni in metri. Impariamo così che l’Enterprise NC 1701 di Star Trek, ad esempio, era lunga 289 metri, mentre la navicella spaziale The Ark del videogame Halo con i suoi 127530 chilometri fa apparire piccolo anche il pianeta Terra.

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