HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Digitalizzazioni

La società della sorveglianza e le profezie della scienze fiction | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com l’editoriale di Carmine Treanni per il nuovo numero di Delos; si parla di distopia, di controllo sociale attraverso l’uso massivo e perverso della tecnologia. Imperdibile…

Il Novecento è stato più volte definito come il secolo del trionfo delle immagini. La preponderanza delle immagini (in movimento e non) prodotte – a partire dalla fotografia, passando per il fumetto e il cinema, fino alla televisione – ha fatalmente marchiato il secolo scorso. Il nuovo millennio, però, si è aperto con un cambio di rotta decisivo e spiazzante: la produzione e, soprattutto, la diffusione a livello globale di immagini e video, non è più esclusivo appannaggio di fotografi, registi, disegnatori, distributori cinematografici, ma di ognuno di noi. Basta dotarsi delle giuste tecnologie, ormai a basso costo, e chiunque è in grado di produrre una foto o un video e di condividerlo, grazie a Internet, con chiunque sia dotato di un computer o di un telefono cellulare.

Questo proliferare d’immagini pone, ovviamente, enormi questioni in tema di privacy, di libertà individuali. Per un verso il diffondersi delle tecnologie legate alla sorveglianza e al controllo ha raggiunto un sviluppo inimmaginabile solo qualche anno fa; dall’altro verso, l’uso di tale tecnologia ha modificato sempre più lo stesso concetto di sorveglianza e di privacy.

Del resto, i moderni telefoni cellulari ormai hanno la possibilità sia di effettuare fotografie sia video. Ma non solo. Con la app giusta si possono montare dei video, così come modificare singole immagini, in altre parole manipolare. Quello che una volta era un gadget fantascientifico dell’agente segreto James Bond – una macchina fotografica nascosta nell’astuccio di un apparente portasigarette – è ormai un accessorio ad appannaggio di tutti. E poi, basta puntare e schiacciare.

La sorveglianza delle nostre città – guarda caso attuata proprio con l’occhio elettronico delle telecamere –, i reality show che impazzano per le televisioni di tutto l’Occidente, la voglia di voyeurismo che dilaga su Internet (vedi il fenomeno degli yotuber) sono tre fenomeni sociali, solo apparentemente dissimili, ma che in realtà sono profondamente legati e rappresentano le facce di una stessa realtà: stiamo – senza essere catastrofici o apocalittici – dirigendoci verso un’era da Grande Fratello di orwelliana memoria. Molti studiosi avvertono i pericoli di tale fenomeni. Scrive, ad esempio Stefano Rodotà (Tecnopolitica, Editori Laterza, Bari 2004):

Bisogna, quindi, definire le condizioni necessarie per evitare che la società della sorveglianza si risolva nel controllo autoritario, nella discriminazione, in vecchie e nuove stratificazioni sociali produttive di esclusione, nel dominio pieno di una logica di mercato che cerca una ulteriore legittimazione proprio nella tecnologia. Questo esige processi sociali, soluzioni istituzionali capaci di tener fermo il quadro della democrazia e dei diritti di libertà. È vano confidare nella sola autodifesa dei singoli: le speranze non possono essere affidate alle «strategie da bracconiere» che ciascuno di noi può cercar di praticare. L’impresa può apparire disperata. Non i catastrofisti, non gli apocalittici avversari delle tecnologie, ma i loro convinti apologeti hanno certificato, ben prima della svolta dell’11 settembre, la morte della privacy e, con essa, l’avvento di una società della sorveglianza in cui scompare la speranza del rispetto delle libertà e della dignità della persona.

Annunci

Orson Hentschel – Facades | Neural


[Letto su Neural]

Una sinuosa voce femminile racconta qualcosa in lingua koreana. L’incedere della narrazione è piuttosto teatralizzato, avvolgente, caldo e un po’ inquietante. L’elettronica in sottofondo è dipanata in maniera accurata e con atmosfere tese e incalzanti. Orson Hentschel è un artista multimediale che non disdegna certo strutture musicali accuratamente sceneggiate, dove gli elementi audio e testuali concorrono nel definire multiformi ambientazioni e caratteri. Il confine tra quello che definiremmo una composizione autenticamente sperimentale oppure una progettualità certo contemporanea, ma fondamentalmente cinematica, è sempre mantenuto incerto: nella prima delle due facades con connotazioni fascinose, cyber e metropolitane, da introspezione onirica e flusso di coscienza, nell’altra in maniera poi non dissimile ma con sottofondi prima silenti, che crescono in maniera molto ipnotica e iterata, come a successive ondate. Il setting è predisposto non lesinando su tutto il futuribile, evolvendo in maniera alquanto rituale e catartica, dando spazio a sonorità sintetiche, che non sono solo uno stanco accompagnamento dell’insensato dialogo in una lingua che comunque non comprenderemmo – considerando oltre che il testo non segue nemmeno un canovaccio o un qualche preciso significato. La parola assume qui il valore di qualsiasi altro elemento musicale, è solo una delle tante componenti che riflettono lo sviluppo della opera. L’idea per questa uscita a marchio Denovali è nata in un periodo in cui Hentschel stava attraversando un preoccupante stato di blocco creativo e scrivere di nulla è sembrato allora l’unico modo onesto per esprimersi, mantenendo un ritmo misurato e abbinando la sua elettronica alla performance parlata di Danhee Joe che ha anche tradotto il tutto. Il contrappunto fra testi e musica deve aver smosso importanti ingranaggi, fornendo il giusto supporto a una creatività principalmente audiovisiva e combinatoria. L’energia è comunque fisicamente palpabile ed elettrizza all’ascolto nelle sue forme melodiche maggiormente evidenti e negli interstizi nascosti, nelle pause del declamare e in quello che è detto ma non capito. Alla fine ci si rende conto che, seppur meno astratta di altre uscite del genere, sempre di lavoro su elementi formali e di linguaggio si tratta: qualcosa si trasforma in qualcos’altro, strati sonori elettronici ripetitivi e minimali sono sovrapposti e l’ascoltatore è tenuto in bilico costante in una suspense di illusioni e allusioni alla quale è difficile opporsi.

Dallo sciamano al raver: la musica elettronica tra primitivismo ed estasi – A X I S m u n d i


Un lungo excursus sulle manifestazioni sciamaniche e psichedeliche dell’attuale musica elettronica d’avanguardia e danzereccia, nonché introspettiva. Su AxisMundi.

Al netto di mitizzazioni verso ciò che è per lo più distruzione psichica e fisica e di ragionamenti pregiudiziali legati a gusti e stili di vita, possiamo definire la musica techno — e, più in generale, elettronica — e il fenomeno dei rave (letteralmente “andare in delirio”) uno dei movimenti sub-culturali, musicali e giovanili più interessanti degli ultimi 30 anni. Escludiamo da questa analisi le premesse della Dance e dell’House e anche la parabola notevolmente discendente nella quale questo movimento versa, ed escludiamo molti dei generi e degli stili che risultano poco interessanti per il nostro tipo di correlazioni.

In particolare per cogliere dei lati nascosti o “metafisici” dovremmo dedicarci a tutto quel quadro definito “acid”, che nasce sulla base del movimento House, a Chicago nella seconda metà degli anni ’80 e si sviluppa successivamente in Inghilterra. Questa scena prende piede con il movimento Acid House, e con la diffusione della sostanza psicotropa detta Ecstasy, ovvero una famiglia di sostanze sorelle tra cui la più importante è l’MDMA (metilenediossimetanfetamina), una metamfetamina che presenta analogie sia con l’amfetamina che con la mescalina. Essa fu sintetizzata per la prima volta dai laboratori Merck nel 1912 ed ebbe il suo primo impiego per scopi bellici nella prima guerra mondiale, e negli anni ’70 per attività di tipo psicanalitico. Questa correlazione con una sostanza stimolante (amfetamina) ed una psichedelica (mescalina) – alla quale si aggiunge l’aumento delle capacità introspettive e di contatto con il mondo esterno, tipico delle sostanze entactogene o empatogene – favorisce il reverbero dal punto di vista psichico della ritmica continua ed estatica della musica House, e più in generale della Techno.

Infatti da un lato abbiamo l’effetto stimolante che tiene svegli fisicamente per ore e ore in modo tale da affrontare il ballo, dall’altro abbiamo la parte psichedelica utile a favorire l’espansione sensoriale della mente. A completare il tutto il lato empatogeno, che fa sentire interiormente “connessi a un tutto” in una specie di amore “universale” e “verso il prossimo”. Secondo alcune ricostruzioni medico neurologiche effettuate su cervelli sotto effetto di sostanza, a differenza di una metamfetamina tipo Speed, l’Ecstasy segue un tracciato circolare anziché lineare, nel movimento dei neurotrasmettitori cerebrali. La cosa realizza, dunque, una precisa corrispondenza tra la ritmica continua della cassa dritta, cioè la gran cassa di batteria elettronica utilizzata nelle parti ritmiche di questo genere di musica, e il movimento continuo del ballo e delle connessioni cerebrali. Queste, muovendosi in maniera circolare, appunto, favoriscono l’assorbimento del loop, ovvero della parte musicale che si ripete in continuazione nella musica House come nei diversi tipi di musica Techno ed elettronica.

Da qui potremmo trovare un appiglio di apertura verso l’estatico e per certi versi, per il tribalistico, o lo sciamanico, come ad esempio nel caso del genere Tribe e per tutta l’esperienza dei Free Party e dei Teknival, ovvero del rave party dallo spirito libero, di tipo illegale – clandestino –, talvolta gratuiti e che durano per più giorni. Il genere Tribe nasce con la parabola degli Spiral Tribe, e dei Tekinval appunto. A partire dagli anni ’90 alcuni produttori e dj musicali inglesi danno vita alla prima Tribe, gli Spiral, cioè un collettivo di musicisti e affini che girano per il Regno Unito, e successivamente per Europa e resto del mondo, attrezzando in luoghi isolati, senza autorizzazioni legali, e in chiave autogestita, il proprio Sound System, ovvero l’impianto audio e i macchinari per produrre e riprodurre musica (piatti, drum machine, sintetizzatori, strumenti virtuali, ecc.).

Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social | False percezioni


Luigi Milani, sul suo blog, recensisce questa pubblicazione: Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social, di Jaron Lanier. Come non dargli torto? A-Social è la mia bandiera…

Il provvedimento più saggio da adottare sarebbe cancellare i nostri account social. Subito, senza rimpianti né esitazioni. È quanto raccomanda anche Jaron Lanier, un personaggio eccentrico ma geniale, pioniere della realtà virtuale e autentico guru delle complesse problematiche legate all’abuso delle moderne tecnologie.

Il suo ultimo libro è un pamphlet prezioso, da leggere – anzi, se possibile studiare – attentamente. Il titolo dice tutto: Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social. Ne parlo più diffusamente qui.

Leggere eBook con Android | False percezioni


Pochi giorni fa Luigi Milani proponeva una guida ai lettori ebook per le varie piattaforme tecnologiche; ora, si specializza sul mondo Android: ecco la carrellata dei lettori che girano su questo universo così diffuso.

La piattaforma mobile oggi dominante pare essere Android, ho realizzato un’analoga – anzi, perfino più corposa – disanima delle app per leggere eBook sulla piattaforma del robottino verde, da sempre mascotte del sistema operativo prodotto da Google. Il link alla guida è questo.

Chris Drange – Relics | Neural


[Letto su Neural]

Instagram come fenomeno visivo e sociale, con i suoi settecento milioni di utenti in tutto il mondo, dovrebbe essere uno degli argomenti e degli spazi virtuali preferiti per le tesi di laurea. E a quanto pare lo è se uno di questi studenti ha suscitato l’interesse di un importante editore d’arte (Hatje Cantz) per pubblicare la sua tesi. Il lavoro di Drange è semplice ed efficace. Egli ha accoppiato i post di Instagram di una donna celebre con il commento di un’altra donna. Sono stampati su pagine nere, ne esaltano il formato e il colore e spesso si presentano come un dialogo reale, assurdo, ovviamente inesistente. Nella sua breve introduzione, scrive di una “nuova forma di culto” in cui gli smartphone diventano “shrine device”, e il contenuto selezionato non fa che rafforzare questo concetto. Le celebrità sono le più seguite su Instagram: Miley Cyrus, Selena Gomez, Ariana Grande, Gigi Hadid, Kendall Jenner, Kylie Jenner e Kim Kardashian. L’illusione di un rapporto diretto con loro è il santo Graal per ogni fan serio. L’ambiente lo permette formalmente, con milioni di canali di comunicazione diretta aperti tra le celebrità e i fan. Il registro formale visivo utilizzato da Drange è impressionante, con un confronto schietto fianco a fianco, pagina dopo pagina, tra l’eccitato culto del fan e la star ufficiale in una posa iconica. Infine, possiamo considerare Relics non troppo distante da un classico libro d’artista, che campiona cinicamente la cultura pop digitale e induce il gusto inquieto della modernità.

Quantified Self Portrait (One Year Performance), intimate flows | Neural


[Letto su Neural]

Nella media art c’è un intero filo conduttore nel definire un ritratto non come un volto, ma solo tramite dati intimi collegati in modo univoco alla persona. Poiché la nostra identità burocratica è fatta esclusivamente di dati digitali, come la maggior parte della nostra socialità mediata, questa pratica riflette progressivamente la nostra natura quotidiana. Michael Mandiberg è sempre stato attento ai cambiamenti nelle nostre strutture quotidiane, sviluppando opere d’arte con una cura quasi ossessiva. Nel suo “Quantified Self Portrait (One Year Performance)” mostra un video a 3 canali, fatto di fotografie davanti allo schermo e screenshot prodotti ogni quindici minuti da software personalizzati, per una performance di un anno, e alcune riflessioni testuali chiave. Il risultato è un’identificazione con la prospettiva del laptop e il carico di lavoro, mentre le riflessioni più lente interrompono il flusso dei coinvolgimenti con lo schermo, fornendo una delle possibili strategie di fuga individuali.

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

PostScripts

Il Blog di Francesca Sabatini

Rosa Frullo

Rosa Frullo poeta "Noir, tra verità e surrealismo"

BREAKFAST COMICS

Il fumetto quotidiano di Michele Nuzzi

Il Caos dentro

...che genera una stella danzante

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

il mio mondo diverso

VOCI DAI BORGHI

PERDERSI TRA LE EMOZIONI DEI BORGHI ITALIANI

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

Flavio Torba

Scrittore horror.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Crudo e Cotto

Blog di cucina vegana

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn

👩‍🎨 Drawing artist 🇮🇹 27 y/o ♍️ 📨 evelynartworks@virgilio.it 🌛🌓🌜 Facebook / Twitter / Instagram: @EvelynArtworks

Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

patrizia arcari

LIFESTYLE BLOG - appunti e brevi considerazioni su economia circolare, slow life, trasporto sostenibile, cucina del riuso e ... quantistica

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Ottobre

Giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

bertolinometalartist

GIACOMO BERTOLINO

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Abitiamo docili animali.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: