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Archivio per Postumanismo

Recensione a La matrice spezzata | Il filo a piombo delle scienze


Marco Moretti recensisce in modo superbo il celebre romanzo La matrice spezzata, di Bruce Sterling. Un estratto:

La specie umana si è diffusa nell’intero sistema solare, dando origine a un grandissimo numero di colonie, in pratica micromondi simili ad isole, allignanti anche negli ambienti più estremi. Una colonia può essere una base situata su un pianeta o su un asteroide, ma anche un habitat artificiale in orbita intorno al Sole. L’insieme di tutti questi mondi-isola è conosciuto con il nome di Matrice spezzata. Una denominazione assai singolare, che si spiega in questo modo: “Matrice” perché è l’estensione del genere umano nel Cosmo, “spezzata” perché discontinua, costituita da un insieme di ambienti non direttamente comunicanti. La locuzione Matrice spezzata è una traduzione immaginifica dell’originale Schismatrix, una parola-macedonia formata a partire da schism “divisione” e da matrix “matrice”. La Matrice Spezzata non si trova in condizioni di pace. Ovunque la scena politica è dominata dalla contrapposizione di due potentissime congreghe settarie: i Meccanisti (Mechanists) e i Plasmatori (Shapers). I Meccanisti hanno trovato il modo di prolungare la vita umana tramite protesi, innesti e altri ritrovati tecnologici, in pratica trasformando gli esseri umani in cyborg. Per contro, i Plasmatori hanno ottenuto lo stesso scopo manipolando il genoma e creando esseri transumani dotati di proprietà sorprendenti. Se si volesse disegnare una mappa politica della Matrice spezzata con i centri di irradiazione, gli avamposti e le zone d’influenza delle due parti contrapposte, si otterrebbe un mosaico di grande complessità. Sia i Meccanisti che i Plasmatori hanno loro basi nelle colonie della cintura asteroidale. Il protagonista del romanzo, la cui trama è troppo complessa per essere condensata in poche righe, è Abelard Lindsay, cittadino della Repubblica Corporativa Circumlunare del Mare Serenitatis. Partigiano dei Plasmatori, Lindsay tenta di opporsi ai cartelli dei Meccanisti, che hanno un’influenza sempre maggiore sull’aristocrazia della Repubblica. Assieme a Philip Constantine e a Vera Kelland, Lindsay porta avanti una dura battaglia antimeccanista. A un certo punto, Abelard Lindsay e Vera Kelland decidono di suicidarsi in una forma estrema di protesta. La donna riuscirà nel suo intento, mentre l’uomo fallirà, venendo così etichettato da Philip Constantine come traditore. Viene accusato di aver ucciso il proprio zio, il cui assassinio è in realtà opera di Constantine. Bandito dalla sua nazione, Lindsay è costretto a trovare riparo nello Zaibatsu Circumlunare del Popolo del Mare Tranquillitatis, abitato dai Cani solari, un’accozzaglia di feccia criminale composta da esuli e reietti provenienti da ogni parte della Matrice spezzata. Questo è soltanto l’inizio di una vorticosa serie di avventure, fughe e di colpi di scena. A un certo punto fa la sua irruzione nel sistema solare una specie di alieni avidi di beni materiali e avarissimi, simili a giganteschi tirannosauri rachitici con la pelle di polli spennati. Sono gli Investitori, in pratica dei Paperoni cosmici. La loro comparsa placa il conflitto tra Meccanisti e Plasmatori, che iniziano a praticare scambi economici. La pace dura poco: il perfido Constantine riesce a impadronisti del potere nell’influente Consiglio dell’Anello. Si arriverà al titanico scontro mentale tra Lindsay e Constantine. Il primo uscirà vincitore e si riconcilierà con lo sconfitto, prima che questi si suicidi. Contattato da un’enigmatica intelligenza siderale, il protagonista deciderà di seguirla, vincendo la biologia e diventando un essere incorporeo simile a vento, destinato a viaggiare in eterno negli abissi cosmici. Un destino invidiabile!

Recensione:

Un capolavoro ricchissimo di spunti di riflessione, che ci mostra molte meraviglie difficilmente concepibili da mente umana. Molte meraviglie e molti orrori. Immergersi nella sua lettura è un’esperienza quasi mistica, che di certo non si dimentica. Il romanzo è ambientato nel futuribile universo denominato Mechanist/Shaper, plasmato dalla fantasia di Sterling in un ciclo di cinque racconti pubblicati nel biennio 1982-1984. Questi sono i titoli:

1) Swarm
2) Spider Rose
3) La Regina Cicala (Cicada Queen)
4) Giardini sommersi (Sunken gardens)
5) Venti evocazioni (Life in the Mechanist/Shaper Era: Twenty Evocations)

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Possibilità, potenza e potere, secondo Bifo | L’indiscreto


Su L’indiscreto una bella intervista a Bifo, da parte di Francesco D’Isa. Un estratto:

La “tempesta di merda” con cui si apre il libro non è una novità; già in passato le tecnologie dell’informazione hanno innescato degli eventi per via della semplice interazione con la psicologia individuale e di gruppo. Per fare un esempio, la caccia alle streghe è stata probabilmente un effetto collaterale della diffusione della stampa e delle incisioni popolari. In ambito economico, l’importanza delle informazioni negli scambi commerciali è ben documentata già dal 1300 e a cambiare, più della struttura del sistema, è la velocità con cui si attua. In questo caso credi che una differenza quantitativa porti inevitabilmente a una differenza qualitativa?

Non sono d’accordo con l’inizio della domanda. Insisto che la tempesta di merda è una novità. È vero come tu dici che le innovazioni tecnologiche della comunicazione hanno sempre prodotto dei mutamenti nelle modalità del pensiero, e particolarmente dell’opinione pubblica. Il caso delle tecnologie di stampa lo dimostra: la diffusione del testo scritto rese possibile una diffusione della critica come facoltà cognitiva di massa. Ma in quel caso si verifica il contrario di una tempesta: dalla diffusione della scrittura a stampa, dalla riproduzione tipografica della parola discese nei secoli moderni un ordinamento logico del pensiero collettivo.

È anche vero che questo ha reso possibile la formazione di flussi irrazionali nel pensiero, come mostra il rapporto tra immagini demoniache popolarizzate e caccia alle streghe. Ma l’effetto complessivo della scrittura e della diffusione a stampa della scrittura è quello di un ordinamento del mondo, di una uniformazione delle attese. Il contrario accade per effetto della moltiplicazione elettronica dell’informazione. E penso senz’altro che una trasformazione quantitativa della velocità, dell’intensità e della pervasività della produzione semiotica produce effetti di sovraccarico mentale che ridefiniscono le modalità cognitive di ricezione. Il sovraccarico blocca la critica, oltre un certo livello di intensità. È questa la tempesta di merda.

La tempesta di merda è il passaggio verso un’altra velocità della mente umana? Può darsi, ma per il momento è una condizione di azzeramento della capacità di ordinamento della mente collettiva.

Anteprima del nuovo numero di NeXT-Station


Tornano gli interventi su NeXT-Station. Un lauto antipasto del numero nuovo che presumibilmente uscirà a settembre, con una splendida sorpresa, ma solo per chi non la conosceva già: un magnifico racconto sul concetto di memoria scritto da Linda De Santi; poi il mio contributo per la rubrica Pulse, che racconta dei concerti del passato (quindi anche qui si va sul filo della memoria). Infine, un grandioso contributo di Roberto Paura che racconta di Nils Aall Barricelli e dei suoi modelli di machine learning.

Buona lettura, e vacanze, da parte di NeXT-Station, dai suoi curatori Giovanni De Matteo e Salvatore Proietti.

Transumanisti e Futurologi oggi (in Italia) di Roberto Guerra


Post al fulmicotone di Roberto Guerra su AsinoRosso, l’anima profondamente ribelle, anarchica e contestatrice di Roberto prende di mira il mondo transumano, quello neofuturista e tutto il dibattito (mancante, per i sentimenti di Guerra) che movimenta tali ambienti estremi, posti sul limes della consapevolezza umana e prime pietre della Singolarità che potrebbe avvenire in qualsiasi momento. Voi, quali opinioni avete a proposito di questi argomenti evidenziati da Roberto?

Più in generale è l’intera futurologia italiana che pare anche sul piano meta politico proprio evanescente e latitante nel dibattito almeno meta politico italiano: e ci sono alcune motivazioni anche presentiste; certo accademicismo legge ancora un certo Nietzsche come la vulgata storico paramarxista o paleo umanista culturali italiane di certo Novecento; e a maggior ragione certo nuovo futurismo che pure è diventato futuribile eccome in questo duemila, dimostrando che anche la futurologia, piaccia o meno, almeno in Italia è nata almeno a livello estetico conoscitivo proprio con Marinetti e i futuristi storici.
Poco aggiornati o per mere questioni tattiche nel panorama della comunità scientifica italiana, sempre incline a non pronunciarsi su questioni politiche, i futurologi italiani, transumanisti inclusi, nonostante proprio per anni fosse Riccardo Campa, assolutamente progressista, il fondatore del trans umanesimo organizzato in Italia e almeno per alcuni anni proprio l’AIT in sinergia diretta con i nuovi futuristi (ovvero oltre a chi scrive anche accademici stessi quali il critico d’arte e scrittore Vitaldo Conte e il ricercatore digitale Antonio Saccoccio…).
Orbene: poco importa se anche il discorso neofuturista come Rete, raggiunti ragguardevoli risultati, sembra oggi statico o esaurito, oltre a quello dell’AIT, dopo certa fuga di Campa stesso, dello stesso Vatinno, dell’elitismo dello stesso Vaj, mentre invero il Network + (altro gruppo transumanista italiano) al di là delle sue altrettanto debolezze conoscitive sul pensiero complesso e “progressista” psicologico di Nietzsche, è sempre stato a suo modo di nicchia ma consapevolmente e sobrio senza proclami, lentamente continua però in certo percorso molto onesto e propulsivo (una nuova rivista on line, presenze in eventi off line periodici importanti..)
Resta il fatto che preziosità accademiche indubbie, il discorso globale futurologico in Italia, nonostante propulsioni indubbie, eventi e convegni (un gruppo è in forte progress Space Renaissance di Adriano Autino ecc., ma qua parliamo di un focus specifico nel settore aerospaziale) resta di nicchia, elitario, debole storicamente negando le sue matrici futuriste almeno ante litteram: soprattutto lo stile resta troppo moderato e poco radicale rivoluzionario, mentre il mondo, la tecnoscienza invece sono sempre in progress esponenziale. Cosi in Italia non si cavalca la nuova rivoluzione industriale/elettronica, ma soprattutto la si subisce, si resta spettatori allo stato attuale.

D Editore – Promozione fulminante per festeggiare i 5.000 like su FaceBook


D Editore fa una promozione eccezionale: su tutto il catalogo, fino al 30 giugno, sconto del 25% per festeggiare i 5.000 like su FacciaLibro. Approfittatene, Datacrazia è soltanto l’ultimo di una serie di titoli estremamente interessanti, che vanno dall’Architettura al Transumanesimo, fino a indagare appunto gli strali dell’attuale controllo sociale. Quelli della D Editore sono tipi molto, molto in gamba. E fighi…

La sconfitta fluisce nella Rete | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito del numero 198 di Delos, il mio contributo con la rubrica Pillole del basso futuro dove, tra l’altro, ricordo il compianto Sergio Altieri: La sconfitta fluisce nella Rete.

Dittatura dei big data: come sopravvivere – Quaderni d’Altri Tempi


Su Quaderni d’Altri Tempi una bella e dettagliata recensione, di Giovanni De Matteo, a Datacrazia, il saggio della D Editore che indaga la realtà dei Big Data, ovvero la capacità di immagazzinare dati personali operata da grandi (ma anche piccole) aziende operanti su Internet. Un estratto della recensione di Giovanni:

“Chi ha in mano i big data sa tutto di noi, della nostra situazione personale, della nostra vita privata, della ricchezza, delle scelte politiche e culturali, delle idee, dei consumi” (de Kerckhove, in Governato, 2017).

In un mondo in cui chiunque si ritrova a portata di mano una quantità di dati maggiore di quanto possa gestire (a meno di non essere una delle aziende che ha fatto dell’estrazione di valore dai dati la sua missione), un libro come questo curato da Daniele Gambetta, matematico e freelance, collaboratore al gruppo di ricerca indipendente HackMedia, può servire da bussola per ritrovare la rotta tra le correnti oceaniche di fake news, i venti di burrasca della post-verità e le insidie del Quadrilatero Digitale.

Il potere dei big data
Le strategie di profilazione adottate dai giganti dell’hi-tech attraverso le pressioni del marketing, specie nella sua emergente combinazione con le neuroscienze e la psicologia, il neuromarketing (si veda il contributo al volume di Giorgio Griziotti, Big emotional data), interagiscono con gli utenti e ne condizionano i comportamenti in maniera tanto diretta ed efficace da trascendere i sogni di qualsiasi governo.
In uno scenario in cui il fatturato combinato delle cosiddette Big Four (o GAFA – dalle loro iniziali: Google, Apple, Facebook, Amazon) ha eguagliato il PIL del Belgio, venticinquesimo paese per ricchezza al mondo secondo il ranking stilato dal Fondo Monetario Internazionale, si può facilmente intuire il pericolo che stiamo correndo legittimando quotidianamente la raccolta dei nostri dati.
Fin dalla sua introduzione, il curatore richiama l’attenzione sull’esposizione che questo comporta: da una parte nei confronti di piattaforme in corso di trasformazione verso “organismi sovranazionali diffusi”, con la loro applicazione di regole e politiche spesso in conflitto con le legislazioni nazionali e internazionali (si pensi all’attualità legata all’entrata in vigore del GDPR, ovvero il General Data Protection Regulation dell’Unione Europea); dall’altra nei confronti delle occasionali convergenze tra questo nuovo platform capitalism e l’ambito politico, come dimostra il ruolo giocato da Cambridge Analytica nelle campagne per l’elezione di Trump e il sostegno al Leave nel referendum sulla Brexit, incentrate su un uso massiccio della sentiment analysis grazie ai dati estratti da Facebook. Scrive Gambetta:

“Identità digitalizzate, geolocalizzazione e registrazione quasi costante di spostamenti, ma anche transazioni finanziare, dati relativi al nostro stato di salute e ai nostri gusti musicali. Mai come ora, nella storia dell’umanità, si è disposto di una quantità così grande di informazioni immagazzinate su fenomeni e comportamenti sociali”.

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