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Messaggi mirati


I messaggi mirati mi raggiungono prima che inizi l’apocalisse cerebrale. Sento di scivolare via, in un rivolo d’inconsistenza cognitiva.

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William Gibson nominato Grand Master della SFWA | Holonomikon


Il blog di Giovanni De Matteo è sempre una fucina di idee, info e speculazioni del e sul mondo della SF, e non solo. La notizia, quindi, di William Gibson nominato GrandMaster della SFWA, il massimo organismo mondiale per quanto riguarda la SF.

William Gibson ha coniato la parola cyberspazio nel suo racconto La notte che bruciammo Chrome, sviluppando quel concetto due anni dopo nel romanzo Neuromante. Ha forgiato un corpo di opere che hanno giocato un ruolo di spicco nella definizione del movimento cyberpunk, esercitando un’influenza su decine di autori di cinema, letteratura, giochi, e su creativi di ogni tipo. Non contento di essere uno degli scrittori più autorevoli in un solo sottogenere, ha poi aiutato a definire il genere steampunk con Bruce Sterling nel loro lavoro a quattro mani La macchina della realtà. Gibson continua a produrre opere tese ed evocative che riflettono l’angoscia e le speranze del XXI secolo. Essere un Grand Master della SFWA significa essere un autore di speculative fiction che ha plasmato il genere rendendolo ciò che è oggi. Gibson ricopre abbondantemente questo ruolo.

Non sono un fan strapreparato su Gibson, certo è che il suo contributo innovativo e visionario è innegabile, la sua produzione è sempre incentrata – anche dove non si nota molto – al futuro, alle pieghe di una società che fa continuamente i conti con la tecnologia e con i nuovi modi di vita derivanti. Questa notizia è una festa non solo per la SF mondiale, ma per tutta l’umanità e la cultura che ne deriva.

L’orizzonte postumano della civilizzazione interstellare | Holonomikon


Su Holonomikon, Giovanni De Matteo fa un’analisi approfondita delle possibili dinamiche siderali che potrebbero coinvolgere l’umanità del futuro (o postumanità), considerando vari parametri che si risolvono in una frammentazione piuttosto che in un ecumene di carattere imperiale. Al netto, ovviamente, di qualche artificio che permetta la distruzione del limite fisico della velocità della luce. Qui sotto, infatti, la chiosa condivisibile; lascio a voi le considerazioni che Giovanni analizza precedentemente nel suo post:

A meno di qualche scoperta o invenzione che ci permetta di infrangere la barriera della luce e contrarre così le distanze tra i diversi avamposti della postumanità, la colonizzazione interstellare condurrà a una crescente frammentazione che potrebbe semplicemente rappresentare la naturale evoluzione della situazione già disgregata di partenza, in uno scenario che richiama l’organizzazione in città-stato a cui si riferisce Cirkovic. In una sorta di gioco frattale di autosomiglianza di scala, le differenze potrebbero ripetersi a livello planetario, stellare e interstellare.

Un e-book per i 10 anni di Asino Rosso | estense.com Ferrara


Come segnala Estense.com, Roberto Guerra ha messo online un ebook che storicizza un po’ la storia dell’AsinoRosso, il Giornale Libero on line di/da Ferrara. Questo eBook Asino Rosso X raccoglie e antologicizza i circa 30 autori degli eBook inseriti, una selection cronologica dai loro lavori on line pubblicati, uno per autore, tra un capitolo saggistico, un racconto, un’intervista.

Posso solo aggiungere che ci sono anche io, in ottima compagnia, e quindi ringrazio Roberto e diffondo la notizia.

La dea Astarte a Sant’Antioco | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’installazione a Realtà Aumentata assai interessante, sorella di un altro panel tecnologico che vide protagonista Kremo a StraniMondi, un paio di anni fa.

Astarte è la nuova installazione di Realtà Aumentata (AR) di Komplex realizzata nell’ambito del “Festival Passaggi D’Autore: Intrecci Mediterranei” che si tiene da 14 anni nell’isola di Sant’Antioco.

L’esperienza in Realtà Aumentata immagina una realtà parallela dove Ishtar, Baal e Molek appaiono come giganteschi Golem nel cielo azzurro dell’isola, lo spazio sonoro riporta l’ode alla Dea come intonata da una voce femminile robotica: sono 23 epifanie lisergiche nel solco di quelle realizzate per Stranimondi 2017 dove Il Presidente Kremo appariva su Viale Monza.

Nell’era Fenicia l’intero Mediterraneo era completamente controllato dal Mito Lunare di Astarte (Ishtar) che con Molek e Baal erano una sorta di trimurti magica diffusa in tutto il mediterraneo e potentissima. L’Installazione è permanente e visibile solo nel Comune di Sant’Antioco nelle piazze storiche e sul lungo mare. Komplex consiglia di fruire l’esperienza di notte e con le cuffie. “Komplex, Astarte” ha lo scopo di rivelare ed amplificare i miti ancestrali in una chiave contemporanea e superando i limiti della rappresentazione museale ma non sostituendosi ad essa.

Il Festival Passaggi D’Autore accoglie cortometraggi da tutto il Mediterraneo. Dal 4 al 9 dicembre scorso Komplex ha educato con successo al suo paradigma 9 studenti selezionati dal Festival, per illustrare le tecniche di amplificazione degli spazi urbani e le connessioni fra avanguardie storiche ed AR. Altre info su: www.komplex.city, www.passaggidautore.it

Da “Tomorrow Now” a “Shaping Things”: la futurologia di Bruce Sterling – FUTURI


Su FuturiMagazine un articolo che indaga la Futurologia vista dagli occhi di Bruce Sterling.  Un estratto assai significativo:

Nella società postindustriale la tecnica cessa di essere un semplice strumento, qualificandosi piuttosto come un complesso insieme di condizioni e di processi interagenti nel dispositivo sociale. Inoltre, con l’aumento quantitativo e qualitativo dei processi informazionali, di cui internet è massima espressione, il potere di mediazione e di relazione contribuisce a strutturare un nuovo ambiente vitale, che sovrappone biosfera e infosfera, reale e virtuale. Uno dei lati negativi di questo processo è rivelato dalla paradossale credenza di poter consumare all’estremo le risorse della biosfera, preservando però al contempo la libertà assoluta. L’ironia e il sarcasmo di Sterling, talvolta cupo e nichilista, invitano a ragionare su quanto la postumanità si stia avvicinando verso una soglia critica, nel tentativo di rincorrere un nuovo livello di benessere e prosperità, spesso in modo caotico e poco ragionato.

La premessa fondamentale di Tomorrow Now, in cui Sterling dichiara di essere prima di tutto uno scrittore di fantascienza e poi un futurologo, è di «armeggiare col futuro simultaneamente in sette modi diversi» (Sterling, 2004, p. 5). Questi sette modi rimandano a cinque declinazioni in sottogruppi d’interesse, suddivisi in futurologia delle multinazionali, governativa, militare, poliziesca, etica. Non manca una propensione metodologica: «La futurologia al suo meglio raccogliere indicazioni di tendenze, puntando a trarne i paradigmi. È un’arte della ri-percezione: riconosce che la vita muta, deve mutare ed è mutata, e suggerisce il come e il perché di questi cambiamenti, mostrando come vecchie percezioni abbiano perso il loro valore e altre nuove siano ora possibili» (Ivi, p. 10).

Ulteriore precisazione consiste nel distinguere tra i mezzi, le motivazioni e le opportunità. I primi rappresentano le forze vettrici del cambiamento, generalmente di tipo tecnologico e scientifico, secondo l’autore facilmente individuabili. Le seconde costituiscono i desideri profondi dell’umanità, sulla base dei quali si ergono i costrutti politico-economici, ma Sterling designa un posto di spicco anche per la cultura pop, per il suo ampio raggio di diffusione e condivisione, che esprime nella sua interezza il desiderio potenziale della mente collettiva. Infine, le opportunità sono come le nuove strade aperte dall’innovazione, che erode la resilienza delle strutture sociali tradizionali, fino a riconfigurarne le pratiche e i valori. Un passaggio molto significativo è il seguente: «Contraddizioni e ossimori spesso segnalano future opportunità. […] La parola “fantascienza” è un ossimoro. Segnala un cortocircuito tra scienza e letteratura, un’arena dove si scontrano opposte posizioni culturali sulla tecnologia. Allo stesso trucco ricorre la parola-macedonia “cyberpunk”, che coniuga a forza scienza informatica e ribellione bohèmienne» (Ivi, p.6).

Yoshio Machida + Constantin Papageorgiadis – Music from the SYNTHI 100 | Neural


[Letto su Neural]

Utilizzando il SYNTHI 100 dell’Institute for Psychoacoustics and Electronic Music dell’Università di Ghent, Yoshio Machida, uno sperimentatore piuttosto prolifico e ben conosciuto anche nelle enclave free form, presenta un interessante progetto con il belga Constantin Papageorgiadis, musicista ed ingegnere del suono pure appassionato di strumentazioni analogiche vintage. Il sintetizzatore fa parte di una serie ideata e realizzata negli Electronic Music Studios Ltd. (EMS) a partire dal 1974, una produzione di sole 30 unità, preziose console che in passato sono state impiegate anche da assoluti mostri sacri della composizione contemporanea, quali per esempio Karlheinz Stockhausen (in Sirius), Eduard Artemyev (che ne ha utilizzato uno per la colonna sonora di Stalker, film distopico e visionario di Andrej Tarkovskij), o per la BBC in svariate serie sci-fi (Doctor Who, Blake’s 7 e Guida galattica per autostoppisti), oltre che da technoheads postmoderne quali Aphex Twin e Jack Dangers dei Meat Beat Manifesto. Alle gioie e dolori di una imponente apparecchiatura di tal fatta – è di oltre due metri la lunghezza complessiva dei suoi moduli – si piegano adesso i due specialisti, realizzando un album senza nessuna aggiunta ulteriore né effettuando editing alcuno. Un SYNTHI 100, tuttavia, è uno strumento che permette infinite modulazioni, grazie ai suoi molti parametri, comprensivi di 12 oscillatori e 8 filtri, che utilizzati nelle forme piuttosto stringate e concettuali del duo, liberano appieno le potenzialità di trame decisamente sintetiche, space e generative. È come un ipnotico testing alieno quello che arriva a noi, soprattutto denso del fascino di un’applicazione scrupolosa e di siderali iterazioni, una prova comunque imbevuta da un’anima anche fortemente musicale, ricca di un’obliqua narrazione poetica, che prescinde dall’estrema manipolazione e dalla smodata ripetizione di loop. Le sequenze espresse non sembrano infatti funzionare secondo le logiche d’un audioabuso astratto, né assecondando i trend d’un esotismo retro-future. Qui il focus sembra essere quello d’un utilizzo quanto più completo e a sé stante, nel quale ogni traccia brilla di singoli elementi ed intuizioni, trasalimenti ed analisi, una sorta di scrittura scenica elettronica, frammentaria ed elusiva ma ricca di una sostanza che deve avere in sé e non in qualcos’altro il principio della sua stessa intelligibilità.

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