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Archivio per Tecnologia

Syncness, speak to me human being | Neural


[Letto su Neural]

Una delle leggende su San Francesco è che egli fosse letteralmente capace di parlare con gli animali e venisse perfettamente compreso. La narrazione tramandatasi descrive un dialogo al di là della mera empatia e al di là di qualsiasi pretesa di riconoscere la causa e l’effetto dei gesti o del contatto visivo. Quella relazione – invece – a molti sembra attinente a quella comprensione reciproca che si realizza condividendo uno stesso linguaggio. “Syncness” di Saša Spačal e Slavko Glamočanin è un’opera che affronta scientificamente lo stesso argomento. Comprende una struttura in legno con altoparlanti integrati che ospitano grilli di casa (acheta domesticus). Un microfono davanti alla struttura consente all’uomo di filtrare le proprie frequenze vocali in modo da adattarsi al gracchiare del grillo basato sul tempo e sul ritmo. Quello che scaturisce da questo dialogo viene quindi riportato allo spazio esterno. “Syncness” critica la dominazione antropocentrica dei suoni umani – antropofonia – nella ricerca di vita al di fuori della terra ma mette anche in dubbio la costruzione artificiale delle lingue e l’infallibilità che attribuiamo alle macchine.

Daily Waverings II, accumulating and releasing time | Neural


[Letto su Neural]

Béchard Hudon menziona due concetti che ispirano la sua installazione Daily Waverings II: il tempo di Planck e il tempo zero. La prima è la più piccola unità temporale (10 elevato a meno 43 secondi), mentre il secondo è un riferimento convenzionale per osservare qualsivoglia modifica rispetto al tempo. A partire da questo, l’artista ha costruito un’installazione che assume la forma di un cono temporale, realizzato da canne da pesca, molle, una ruota da bicicletta, connettori colorati e legno. Questo congegno ruota lentamente su se stesso, accumulando tensione mentre le aste cominciano a mescolarsi, fino a che, a un certo punto, improvvisamente rilascia questa tensione con un botto. Microfoni a contatto e altoparlanti amplificano il processo cinetico scultoreo. Il suono prodotto è un chiaro segno della regolarità del tempo passato ma anche dell’aumento e del rilascio d’energia nella struttura. Nel loop costruito, gli spettatori sono osservatori, ma l’installazione li trasforma anche in entità rinnovabili, immaginate in sincronia con l’intera opera d’arte.

edited by Grant Wythoff – The Perversity Of Things: Hugo Gernsback On Media, Tinkering, And Scientifiction | Neural


[Letto su Neural]

The Perversity Of Things è un libro eclettico e con una selezione di testi di uno degli autori più prolifici ed interessati ai temi dell’innovazione e dei media. Hugo Gernsback, principalmente conosciuto per l’ omonimo premio letterario di fantascienza, è stato, tra le altre cose, un imprenditore con il suo Electro importing Company Store e redattore della seminale rivista Amazing Stories, pubblicazione che ha anticipato i tempi e le mode culturali letteralmente inventando il termine “scientifiction”. Questa curata selezione di alcuni suoi articoli è organizzata in modo da permettere più porti d’entrata, invece della più consueta struttura sequenziale. Ma c’è un elemento notevole che collega insieme la maggior parte di questi scritti controversi, che è l’immaginario aperto e senza limiti di Gernsback. Egli modifica, stimola, promuove e pubblica l’inesplicabile e dimenticato pensiero creativo, supportando l’imprenditorialità del “fai da te” che a sua volta ha generato la prima ondata di fantascienza popolare, fondativa per la moralmente guidata propaganda del “progresso”. Questa pubblicazione è una festa per gli occhi di ogni media archaeologist, una straordinaria collezione di idee che integrano immagini originali o addirittura riproduzioni di intere pagine. Le possibilità del wireless (radio), pervasive e infinite, sono probabilmente le più presenti, con l’entusiasmo dei fallimenti tipici dei tempi pionieristici e il libro copre i primi tre decenni del XX secolo, dando un’idea emozionante e fresca sui test sia tecnici che immaginari. Si apre – insomma – una moltitudine di finestre in un futuro passato che era abbastanza praticato oltre che immaginato.

Lankenauta | Mostri mitologici


Su Lankenauta la recensione al saggio digitale di Sergio Fontana, Mostri mitologici. È, alla fine, un’app per smartphone tablet che traccia i profili mitologici di una manciata di figure Classiche, come il Minotauro, Cerbero, Chirone, Ecate…

Anche i mostri soffrono, sono stati bambini, si sono innamorati, hanno doti che non conoscevamo. Scopriamo così il fiume Acheloo, il cui corno, una volta spezzato, divenne la cornucopia o corno dell’abbondanza; l’arte della tessitura di Aracne; la cultura del centauro Chirone, che fu maestro di Achille e che scambiò la sua immortalità con Prometeo, preferendo trasformarsi nella costellazione del Sagittario per non soffrire più.

E poi il cane infernale Cerbero, veramente orrendo, che protegge i vivi dalle incursioni dei morti, ma diventa mansueto nell’ascoltare la musica. Direttamente collegata al mondo degli inferi è Ecate, una divinità psicopompa, che può portare ai morti i messaggi dei vivi.

Troviamo un altro personaggio femminile: Medusa, sorella delle Gorgoni, ragazza troppo carina, che suscita le attenzioni di Poseidone e le invidie di Atena…e così finisce male, mostruosa e condannata a pietrificare con lo sguardo. Per di più, rimane mortale. Vivrà un’esistenza solitaria ed emarginata, finché Perseo non la uccide.

Diario di un editore: torniamo a guardare al futuro… | PEJA


Alcune note dal diario personale di Emmanuele “Peja” Pilia, riguardo le nuove uscite della sua casa editrice D-Editore. Copio e incollo:

Buttare giù due righe su questo mio diario virtuale ha sempre del catartico, e questo soprattutto se il motivo è l’uscita di un nuovo libro: La società degli automi, di Riccardo Campa, con una prefazione di Claudio Cominardi. Ora, ogni libro che noi pubblichiamo lo attendo con una certa enfasi: a volte perché è frutto di lavoro di molti mesi (come ad esempio Topie Impitoyable o L’Architettura del Continuo), tanti da farmi immergere fisicamente nei contenuti che il testo propone. A volte, perché quei contenuti sono per me talmente forti da diventare lentamente un credo (come La fine dell’invecchiamento o il libro in uscita Panarchia). Ecco, questo libro rappresenta un po’ entrambi le cose.

Non ho mai fatto mistero della mia fede transumanista: io sono un transumanista, credo in un futuro dove la tecnologia migliori drasticamente la vita di ogni individuo, credo in un futuro dove la scienza avrà messo fine ai peggiori mali del nostro tempo, credo in un futuro di abbondanza e privo di restrizioni economiche. Forse può apparire eccessivamente ingenuo, ma in cuor mio trovo questa mia personale e pragmatica fede particolarmente pragmatica: ogni giorno mi informo su cosa sta accadendo nei laboratori di tutto il mondo, di quali tecnologie sono sviluppate e distribuite in forma gratuita, di quali farmaci attualmente in uso potranno essere usati per rallentare altre malattie e via dicendo. Sì, sono ottimista, e lo sono nonostante tutto il resto del mondo sta crollando. Prendiamo ad esempio la crisi economica e la contingente crisi del lavoro: di fatto sembrerebbe preannunciare una dittatura tecnofascista in cui solo un’élite potrà godere dei frutti del lavoro dell’intera umanità, e questa è una preoccupazione che effettivamente vivo anche io. Ma se riuscissimo a diffondere il seme di queste idee, se riuscissimo a parlarne, a divulgare, a far entrare questi temi nelle istituzioni, forse potremmo cambiare il futuro.

Sono felice di aver pubblicato questo libro proprio perché in questo modo penso di aver contribuito, almeno un poco, a divulgare questi temi. Il libro parla del tema della fine del lavoro, argomentando la tesi secondo la quale probabilmente la disoccupazione tecnologica avanzerà con sempre più forza, e di come sarà possibile scongiurare la minaccia di conflitti sociali sempre più duri, tra chi verrà tagliato fuori e chi riuscirà a trovare una sua collocazione nel mondo del lavoro.

Adoro il lavoro di Emmanuele, è una di quelle persone con cui puoi anche non essere in accordo su tutto, eppure continuerai a seguirlo perché ha testa, perché sai che ti ci puoi scontrare, ragionare, riderne subito dopo, perché sai che con lui puoi fare squadra. Ecco perché amo le sue pubblicazioni e i colpi di piccone che continuamente dà a questo decrepito e insensato mondo, usando ragione e passione: cos’altro desiderare da un essere umano?

Novità dalla computazione quantistica


Due post quasi contemporanei sono apparsi oggi sulla piattaforma WordPress, a indicare i progressi fatti nel campo della computazione quantistica. Il primo segnala, su OggiScienza, un nuovo tipo di componente per i computer che può ovviare a problemi di realizzazione e affidabilità degli stessi: i cristalli liquidi quantistici tridimensionali. Il problema principale dei computer quantistici è, infatti, il mantenimento dell’informazione, che non deve collassare prima del dovuto; con questo nuovo componente sembra che la caratteristica ricercata venga trovata in modo soddisfacente (qui l’articolo intero, per chi ha sete e voglia di sapere).

Altro riferimento odierno è il buon Alessio “Galessio” Brugnoli, che sul suo blog opera una disamina sulle applicazioni commerciali dove tali elaboratori potranno trovare largo e soddisfacente impiego. Il futuro è davvero un’ipotesi… quantica, direi.

Asemic Languages, AI language vacuums | Neural


[Letto su Neural]

L’attuale dibattito sull’intelligenza artificiale e il suo futuro impatto sulla società e la cultura è spesso inquadrato più nei termini delle sue potenziali opportunità che non – al contrario – delle sue potenziali interferenze, una delle quali è di certo la nostra percezione dei contenuti ad arte prodotti seguendo modalità algoritmiche. In “Asemic Languages” gli artisti So Kanno e Takahiro Yamaguchi hanno costruito un sistema che produce una di queste idiosincrasie basate su software. Il duo ha raccolto dieci dichiarazioni di artisti internazionali scritte a mano e fra queste anche descrizioni di opere d’arte. Questi testi in forma manuale sono stati poi analizzati e “appresi” da un software di intelligenza artificiale. Il sistema ha ignorato qualsiasi tentativo di comprendere il significato dei testi e invece li ha interpretati formalmente utilizzando schemi e modelli. I risultati disegnati sono esteticamente un testo, dunque, seppure privo di significati. Il processo descrive perfettamente lo spazio invisibile e incerto dove l’intelligenza artificiale permea la nostra cultura pervasa da crude promesse eppure spesso carente della sensibilità, caratteristica essenziale tipica dei processi umani.

sabbiature

Culture seriali

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, tradizione, antropologia del sacro, storia delle religioni, esoterismo. A cura di Marco Maculotti.

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

PAROLE LORO

"L'attualità tra virgolette"

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

mondo dolce

Food Lover.

poesiaspontanea

improvvisazioni di poesia

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

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Chiacchiere sui libri e altre amenità

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Torte del passato riviste in chiave moderna

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protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

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