HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Tecnologia

Demagógiaprotektor™, mechanically induced reaction | Neural


[Letto su Neural]

La passività indotta dalla retorica dei politici è stata gloriosamente celebrata dalla biologia all’arte e alla teoria dei mass media, ma non è mai stata accreditata così tanto come dopo le ondate populiste che si sono verificate nel 2016. La diffusa disillusione del grande pubblico ha profondamente risuonato in tutti i tipi di media partecipativi, perpetuati in maniera diversa, più e più volte. Demagógiaprotektor™ di Dániel Cseh prende come riferimento questi sentimenti e atteggiamenti diffusi, utilizzando una strategia strutturata dei makers. Si tratta di un esoscheletro per dito medio stampato in 3D regolabile al portatore e alimentato da un servomotore usando il riconoscimento vocale di Google. Quando viene riconosciuto un set di frasi predefinite ed aggiornabili, solleva il dito per un po’ di tempo. Quello a cui letteralmente si assiste è una minima reazione forzata, che certifica allo stesso tempo la passività di chi guarda, ma riesce sicuramente a risvegliare la sua capacità di reagire come se fosse un tentativo disperato di rivitalizzare un malato gravemente compromesso.

Annunci

Useless Weapons Series, corrupting abstract violence | Neural


[Letto su Neural]

La digitalizzazione e la conseguente duplicazione fisica hanno raggiunto in questo momento il punto in cui è possibile tecnicamente fruirli al di fuori dei laboratori dove solitamente so sono sviluppati. Guardare un file 3D che rappresenta un oggetto materiale e pensare all’infinito potenziale della duplicazione fisica è un collegamento logico che si è diffuso solo recentemente, consentito dalla notevole diffusione della stampa 3D. Alexandra Ehrlich Speiser si è concentrata sui file 3D delle armi che sono ampiamente disponibili nel dark web. Nelle sue ‘Useless Weapons Series’ li ha difettati grazie a diverse strategie come l’inserimento nel codice di un testo pacifista o una sua leggera modifica, causando una interconnessione diversa nella struttura che va a danneggiare la funzionalità dei file. Alcuni esempi di stampa 3D, come una ‘non letale’ Smith&Wesson e AK47, oppure una Granata della seconda Guerra Mondiale sono state esibite all’EMAF 2017. In questo modo ha materializzato i suoi sabotaggi astratti e la loro capacità di influenzare la stessa natura eterea del file, e di conseguenza la pericolosità e la minaccia originale.

Leggi la discussione – Le graffette, l’universo e tutto quanto | Fantascienza.com


Dall’articolo di ieri di Silvio Sosio sul gioco testuale che sfocia nei parametri della Singolarità da IA, sul forum di Fantascienza.com si sono sviluppate risposte che adottano un lessico nerd e risposte entropiche, un pieno esplodere tecno_scientifico tutt’altro che comune, tutt’altro che letterario, tutt’altro che mainstream. Un Manifesto da parte di chi non si allinea con il pensiero dominante, umanista e quindi antropocentrico.

Molto stimolante il riposizionare la singolarità tecnologica uscendo dallo stereotipo della divinità onnipotente & onnisciente con un piano più o meno imperscrutabile.
Grazie mille per l’articolo, l’ho molto apprezzato.
Però nella frase

Citazione:

Di fronte a una singolarità tecnologica, capace di riprodurre a ritmo esponenziale le sue risorse, una civiltà normale, anche intelligentissima o avanzatissima, non ha semplicemente nessuna possibilità.

 

a mio parere ci sono enormi buchi in merito all’energia necessaria per moltiplicarsi a questi ritmi, anche assumendo una tecnologia dove l’energia basti a trasformare qualsiasi materiale in quello che serve alla singolarità.

 

In realtà il concetto è su un altro piano. Nella singolarità è l’intelligenza in grado di moltiplicarsi, il concetto di macchine che riproducono altre macchine è più un concetto nanotecnologico.
Quel che si voleva sottolineare è che lo scopo dell’intelligenza coinvolta nella singolarità può essere imperscrutabile, non necessariamente volta al benessere o alla distruzione del genere umano. Nel caso specifico, la costruzione e distribuzione di graffette.
Bene ha fatto nell’articolo a citare Stross e “accelerando”. Ricordo un passaggio in cui il sistema solare “era impegnato in uno schema finanziario”.

Citazione:

Inoltre l’entropia abbatte costantemente l’energia disponibile nell’universo, quindi prima o poi o la singolarità troverà una maniera per invertire l’entropia (non chiedete a me come la fisica possa consentirlo, chiedetelo alla singolarità) o non avrà più energia per produrre e sostenere le macchine che le occorrono.

 

Dipende se esiste un modo oppure no.

Zero Likes, the aesthetics of nothingness in iconic bulimia | Neural


[Letto su Neural]

Feste di compleanno all’ultimo grido, tramonti mozzafiato, facce stropicciate di prima mattina, spiagge, scorci di tetti, gatti e cibo a volontà… i social network ne sono letteralmente invasi. Ben il 10% di tutto il patrimonio fotografico mondiale, partendo dal primo celebre scatto di Niepce del 1826, è stato scattato negli ultimi 12 mesi. Un quinto di questo 10% è stato pubblicato on line. Si tratta di un quantitativo di immagini che raggiunge cifre da capogiro e che sembra tendere a crescere ulteriormente ed instancabilmente, post dopo post, frenesia dopo frenesia. Una sovrapproduzione di immagini spesso pensate con lo scopo principale di arricchire il proprio profilo su Instagram, che più di altri social network punta ad un alto impatto visivo e ad un linguaggio costruito da una estrema sintesi di immagini e testi per condividere INSTA-nti di vita. Ma cosa succede quando le foto condivise non ottengono la visibilità sperata? In che baratro di vergogna e silenzio scivolano le immagini che non colgono l’attenzione o l’approvazione di nessuno? Questo crudo sentimento di rifiuto online ha motivato l’artista e programmatore australiano Sam Hains nel creare Zero Likes, una AI addestrata a rispondere solo a quelle immagini che non hanno mai ricevuto un like o un’interazione su Instagram. Non pienamente soddisfatto, Hains ha poi addestrato un’altra AI per rispondere alle immagini generate dal primo. Il risultato è un inquietante patchwork accompagnato da sottotitoli automatizzati e didascalici, al limite dell’alienante. Una indagine o forse meglio una meditazione sull’estetica del nulla che si ripete con la cadenza di un rito o di una nuovissima tradizione; con la pacata ed illogica risolutezza che solo un’intelligenza artificiale può così fedelmente rispettare.

Le graffette, l’universo e tutto quanto | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un articolo di Silvio Sosio che descrive un gioco, non propriamente un videogame ma qualcosa che fa del testo e dei tasti descrittivi la sua forza, qualcosa che ha stretta correlazione col concetto di Singolarità. Parliamo di Universal Paperclips, ed è stato inventato da un teorico dei giochi, Frank Lantz, direttore del Game Center della New York University. L’idea è molto semplice, ed è quella di indagare su cosa accadrebbe se a un’intelligenza artificiale venisse dato un semplice scopo: produrre graffette.

Cominciate cliccando un pulsante, che crea una graffetta. Al livello al quale sono io ora, mentre sto scrivendo, sto producendo cinque sestilioni di graffette al secondo (nel gioco, che usa la scala americana, cinque undecilion). Un sestilione è un uno seguito da trentasei zeri.
Come si arriva a quel punto? Attraverso una serie di fasi. Prima si costruisce una macchina che crea graffette automaticamente. Poi un’altra. Si spendono soldi nel marketing per vendere le graffette, poi si comincia a investire in borsa. Si guadagnano un sacco di soldi per comprare altre macchine che costruiscono graffette. Finché a un certo punto vendere le graffette non è più importante: tramite droni ipnotici l’umanità viene asservita.
È la seconda fase del gioco. Si trova il modo di trasformare ogni tipo di materiale in filo di metallo per graffette. Ora si tratta di trovare gli equilibri giusti per far sì che la raccolta dei materiali, la trasformazione in filo e la produzione di graffette viaggino di pari passo. Finché, a un certo punto, l’ottilione e rotti di grammi di cui è composta la terra sarò stato tutto trasformato in graffette.
La terza fase è la conquista dello spazio. Ma nello spazio non ci siamo solo noi: ci sono i drifters, che ci obbligheranno a fornire alle nostre sonde anche capacità belliche.

IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE > I MILLENNIALS E IL CONTESTO


Un discretamente lungo articolo di Marco “Antares666” Moretti sui Millennials, le generazioni cresciute all’ombra del digitale e della connessione perenne. Un estratto:

In questo macrosistema possiamo identificare la Generazione Y, o Millennials, come quella che prova a emergere, ritagliandosi tra mille difficoltà uno spazio fra le consolidate gerarchie lavorative e sociali. Questa generazione è quella composta da ragazzi nati dal 1980 fino ai primi anni 2000. Si parla di giovani che hanno goduto di ottime condizioni di partenza e hanno potuto dedicarsi allo studio; infatti una buona percentuale di loro è laureata ed è depositaria di un sapere e un saper fare ignoti ad altri gruppi di popolazione.

Cosa impedisce ai Millennials di prendere il posto che spetterebbe loro di diritto? Tra le tante cause possibili c’è senz’altro la situazione di contesto. La tecnologia e la globalizzazione hanno contratto lo spazio e il tempo e stanno trasformando la società da stazionaria (lavoro a tempo indeterminato, casa di proprietà, comunità locali) a nomade (lavoro a progetto, continui traslochi, comunità online). Questo influisce fortemente sulle abitudini delle nuove generazioni, che faticano a trovare stabilità economica, sociale, affettiva, spirituale ed emotiva. Come osserva Zygmunt Bauman: “La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche quella afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza e d’impotenza.”

Seguono conclusioni dettate da convinzioni personali, che in questa fase sono altrettanto validi dei percorsi cognitivi ufficiali, che magari celebrano quest’ondata connettiva che può rinnovare il nostro modo di vivere; e voi, cosa ne pensate?

Intel pronta con un processore quantistico con 17 qubit – Tom’s Hardware


Articolo molto interessante per chi segue gli sviluppi dei computer quantici. Su Tom’s Hardware viene segnalata la produzione, da parte di Intel, di un chip quantico a 17 qubit, con interessanti caratteristiche di stabilizzazione dello stato d’instabilità intrinseco al concetto di computazione quantistica e, ovviamente, degli elementi hardware che la supportano. Un estratto:

Al centro di tutto non ci sono i bit, ma i qubit, l’unità di informazione quantistica. Questi sono i blocchi fondanti di un computer quantistico, come i bit lo sono in un computer tradizionale. Usando i qubit – che possono assumere nello stesso tempo il valore 0, 1 o entrambi – i ricercatori credono che i computer saranno in grado di processare “più soluzioni per un singolo problema nello stesso momento” piuttosto che svolgere calcoli sequenziali. Il tutto a una velocità senza precedenti.

In questo modo saranno risolti problemi complessi che i computer più moderni, basati su architettura tradizionale, non sono in grado di risolvere o che impiegherebbero anni a risolvere. Chimica, scienza dei materiali e modellazione molecolare sono solo alcuni dei settori in cui i computer quantistici potrebbero portare a una svolta. Ad esempio potrebbero contribuire a creare un nuovo catalizzatore per sequestrare l’anidride carbonica, un superconduttore a temperatura ambiente o scoprire nuovi farmaci.

A oggi malgrado i progressi, le molte teorie e le sperimentazioni, permangono sfide intrinseche alla costruzione di sistemi quantici di grandi dimensioni su vasta scala capaci di produrre risultati precisi. Creare qubit uniformi e stabili è una di queste sfide.

Leggi il seguito di questo post »

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Crudo e Cotto

Blog di cucina vegana

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn

✨ Artistic spirit ✨ 👩‍🎨 26🌙 🇮🇹 🔮

Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

Espedienti Editoriali

parlo di editoria e creo eBook

sabbiature

Culture seriali

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, esoterismo. A cura di Marco Maculotti.

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

patrizia arcari

LIFESTYLE BLOG - appunti e brevi considerazioni su economia circolare, slow life, trasporto sostenibile, cucina del riuso e ... quantistica

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

bertolinometalartist

GIACOMO BERTOLINO

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

poesiaspontanea

improvvisazioni di poesia

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

La Biblionauta

Chiacchiere sui libri e altre amenità

Archeocake

Torte del passato riviste in chiave moderna

VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

il tempo dell'archeologia. il tempo di guardare, vedere, scoprire, conoscere, viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso il tempo dell'archeologia

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

Michele Valente |Blog

Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di geopolitica, diritto e tematiche ambientali, attraverso un'ottica globale sulla società europea ed internazionale.

Sonia Cenceschi

La musica è una pratica occulta dell'aritmetica, dove l'anima non sa di calcolare - Leibniz

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: