HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Connettivismo

Maree emozionali


Mentre le visioni di un vasto piazzale empatico si svuotano dentro le tue emozioni, non puoi fare altro che vestirti di un abisso temporale che viene spazzato via dalla loro marea emozionale.

Tutto inutile


Impressioni di un giorno evanescente che torna nel suo angolo d’inconsistenza elaborata.

Enormi oceani


Compressioni di un momento torcente lasciato andare sulle rive del cosmo, che è come un enorme oceano psichico, come un infinito bacino cui attingere.

Drogaggio


Una scheggia di codice è conficcata nei memi imperscrutabile della tua personalità.

Midnight in Winter // Dark Ambient Polar Soundscapes


Selezioni musicali siderali a cura di Onasander.

FRONTIER GUARDS for Fïx8:Sëd8 – “eNIGMa” (Freemasonry cover) feat. Mia Bohemia


Gratti la periferia dei tuoi sensi, con lime acide prestanti…

Roger Waters attacca i poteri forti – Tiscali Cultura


Su TiscaliCultura la notizia del supporto di Roger Waters a C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando, film di Federico Greco e Mirko Melchiorre che sta girando l’Italia con una serie di proiezioni evento. Il film non fiction ha al centro la cronaca dell’occupazione, partita a fine 2020, in piena pandemia, con la Calabria in emergenza per la mancanza di posti letto, dell’ospedale di Cariati (Cosenza), non attivo dal 2010, quando in piena spending review furono chiusi in Italia circa 200 ospedali e 18 solo in Calabria.

“Dobbiamo reagire combattendo i poteri forti, e lo si fa anche con un bel film come questo. Dobbiamo impedirgli di distruggere tutto il pianeta, di sacrificarci sull’altare dei loro cavilli e di una mentalità commerciale. “L’establishment va combattuto per impedirgli che ci uccida tutti” – ha sottolineato Waters, che ha anche permesso ai cineasti di utilizzare gratuitamente la canzone dei Pink Floyd Money.
“I poteri oscuri tentano di bloccare film come questo o anche le mie canzoni, come sta accadendo in Germania, dove stanno pensando di annullare i miei concerti accusandomi (per le sue posizioni su Israele, ndr) di essere un antisemita. Dobbiamo battere la propaganda e il cinema è una parte molto importante per farlo. Vi faccio i miei complimenti, il film mi ha commosso. La mia scena preferita è quella della danza (con gli occupanti che in una sequenza simbolica citano il finale di Allonsanfan dei Fratelli Taviani, ndr) perché mi riporta a quando avevamo un senso maggiore di comunità; riaprire l’ospedale in Calabria riguarda proprio questo, amo il film e tutte queste persone”.

Ad arricchire il film le riflessioni, oltre che di Waters (che ha fatto conoscere a tutto il mondo il caso, quando ha fatto un appello sui social a sostegno dell’occupazione), fra gli altri di Gino Strada (in una delle sue ultime partecipazioni in video, ndr); il sociologo Jean Ziegler; Ken Loach; Michael Marmot, fondatore dell’epidemiologia sociale; l’esperta di salute globale Nicoletta Dentico; il medico e attivista Vittorio Agnoletto; l’esperta di economia dei sistemi sanitari Maria Elisa Sartor; il filosofo della medicina e sociologo, Ivan Cavicchi; gli economisti Warren Mosler e Randall Wray.

Palude, l’orrore ancestrale di Uduvicio Atanagi – Horror Italia 24


Su HorrorItalia24 la segnalazione di Palude, la nuova pubblicazione di Uduvicio Atanagi – autore che amo alla follia. Ecco di cosa parla il romanzo:

Dopo aver pubblicato Lucenti (2018), un piccolo cult di nicchia, Eris presenta Palude, nuovo romanzo dalle atmosfere orrorifiche, in cui l’autore dimostra ancora una volta la sua capacità di abbracciare il genere e portarlo all’estremo per andare oltre il puro intrattenimento affrontando tematiche esistenziali e nichiliste.
Palude è una storia nera e violenta, una favola cupa e asfissiante, un racconto ancestrale di presagi e carne. Palude è un luogo che inghiotte ogni cosa. Palude è un destino già compiuto che continua a ripetersi sempre uguale e da cui i personaggi non possono sottrarsi. Palude è il Male, il potere perpetuo che annienta, l’orrore inevitabile.

A Palude tutto sprofonda nella terra, nel fango, le case, le persone, i loro pensieri. L’acqua, gli stagni, il muschio, penetrano ovunque. I colori della natura hanno una violenza che ferisce: qualcosa di indicibile vibra nel folto degli alberi dei boschi. Il passato è destino e chiama tutti gli abitanti, li trascina a fondo, perché quello che è già accaduto deve continuare a ripetersi all’infinito. Chiama anche Teresio, che ha il potere di succhiare via il dolore dallo sterno delle persone, e i suoi amici che sono ragazzini come lui. Ancora inconsapevoli, iniziano a percepire il richiamo del loro fato ineluttabile.

Tutto intorno a loro e a Palude c’è il potere, in tutta la sua arroganza, il potere di fare male, di schiacciare e annientare, di sfruttare, gli abusi, gli stupri, il male per il male, il potere di uccidere e di essere al di sopra di tutto, il potere di continuare a perpetuare il potere e contaminare tutto, un male che si diffonde come un fluido velenoso in ogni anfratto, in ogni luogo, nel profondo di una terra dove luce e ombra si confondono e si fondono, all’infinito.

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Estratto da “A sort of homecoming” @ L’orlo dell’Impero, Delos Digital


Un estratto dall’ultimo mio racconto edito nella collana imperial L’orlo dell’Impero di DelosDigital,  A sort of homecoming, scaricabile dal DelosStore e dagli altri store online a 1,99€. Copertina di Ksenja Laginja.

– Mio cesare… – gracchio l’olovisore da parete. A grandezza naturale comparve nella carlinga, vicino alla nicchia da decelerazione dov’era accucciato prima, la silhouette sinuosa di una donna che Sillax non riconobbe.
– Chi sei? – sibilò l’imperiale. La sua voce era terribile, avrebbe terrificato perfino un dio minore del pantheon romano. L’ologramma femminile, però, rimase impassibile alla minaccia di Sillax, anzi sembrò accentuare le mosse feline dei fianchi. Un senso di seduzione strisciante e irresistibile, subdolo, sembrò trasudare dalla fredda esistenza ologrammatica della donna, si espanse fin negli iati interstiziali dell’ecosistema dell’Apostata; i peli sulle braccia dell’intero equipaggio subirono modifiche temporanee, un’epidemia di eccitazione sensoriale si diffuse anche nell’immateriale e, per un attimo, tutto l’equipaggio sembrò non prestare più attenzione alla bufera di vento e sassi che tempestava il veicolo in cui erano rinchiusi.
– Sono Lady Lauren Septimonia – rispose laconica. Le tonalità della voce erano assolutamente in linea con il fascino delle sue gambe, fruscianti in un riverbero che sapeva di setoso biologico. Tra le sue dita affusolate, Sillax notò che girava una strana statuina, metallo antico o più probabilmente un’efficace imitazione di esso: le forme del manufatto somigliavano a un angioletto, a una fata o a una ninfa; a qualcosa di vagamento mistico o elfico.
Il plenipotenziario rimase spiazzato per un’eternità postumana. Nel volgere di pochi millesimi di secondo standard il suo archivio cerebrale e le memorie ausiliare furono scandagliate alla ricerca di corrispondenze di quel nome. Non ne trovò.
– Ci siamo già conosciuti? – si risolse a dire con un accento neutro, ma si morse subito le labbra capendo che aveva già tradito la sua difficoltà psicologica.
– Non direttamente – aggiunse lei con una nota così civettuola che, se fosse stata udita dal resto dell’equipaggio dell’Apostata, avrebbe provocato più di un risolino imbarazzato. Sillax divenne furibondo a quella consapevolezza.
– La sua è una trasmissione pirata, ne desumo, visto che non ci conosciamo e lei è entrata direttamente nei canali comunicativi militari dell’Impero. Ciò significa che…
– Non si agiti, Potente – lo interruppe mielosa lei. – Non la facevo così poco scrupoloso nel controllare ogni archivio a sua disposizione. Non mi dica che ha già setacciato tutte le risorse dell’enormità quantica a sua disposizione… – Strizzò l’occhio. Ondate di profumo delicato ma stordente cominciavano a circolare intorno a lui: la seduzione era diventata sinestetica.
Lady Lauren Septimonia era stata intestataria e, probabilmente, l’animatrice di un luogo di appuntamenti fuori mano nel suburbio imperiale, un’ipercasa di un passato intangibile dove elementi della gerarchia connettiva passavano del tempo con ginoidi e anche postumane originali in offerte assai costose. La Lady risultava essere stata eliminata, nel cronotopo standard, da una missione interdimensionale ordinata da Totka_II stesso, che doveva essersi accorto di un qualche pericolo mortale che stavano correndo le gerarchie a lui più prossime. “Cosa ci fa, allora, in questo contesto sommariano?”, si domandò Sillax. “Da dove trasmette?”, fu la domanda successiva che si pose febbrilmente, ma immaginò che tutto quel suo flusso logico interiore fosse già noto alla Lauren. Decise di essere cauto.
– La sua interferenza, immagino, ha a che fare con lo scopo della mia presenza su Turiya. – Il plenipotenziario cercò di sparigliare le carte, giocando di anticipo.
– Adorabile cesare – lo blandì lei – non le si può nascondere proprio nulla. – Sorrise amabilmente, come solo una donna astuta e ricca di risorse può fare.
– Il titolo di “cesare” non è ciò che mi descrive meglio – interloquì lui. Voleva disorientare Lady Lauren, spianarle il terreno alle spalle e toglierle ogni riferimento che potesse aiutarla a vincere quel confronto dialettico.
– Sciocchezze, Potente, ogni titolo può ben descrivere la sua autorità, seconda solo a quella dell’alieno. – Nello scandire l’epiteto, sulle labbra di Lady Septimonia era comparsa una contrazione nervosa di profondo disappunto. Subito dopo, però, operò l’affondo.
– Plenipotenziario Sillax, pensava davvero che nell’ecumene imperiale e oltre, nell’epoca dell’informazione assurta a unica merce di scambio, la notizia che lei sarebbe venuto qui per un ringiovanimento quantico potesse rimanere confinata nelle maglie del Technoclero? Non sia sciocco, su, non me l’aspetto da lei… – L’occhiolino finale suggellò un montante grafico da knock-out diretto al mento di Sillax, una fantasmagoria vettoriale parecchio grossolana, che però non dissimulava la profonda difficoltà che l’anziano funzionario stava vivendo. “Cosa sa quest’infame cortigiana del mio prossimo ringiovanimento quantico?” pensò, spiazzato ma non ancora vinto. “Deve averlo fatto anche lei, altrimenti non potrebbe stare qui a parlare e a raccontare di me con tanta sicurezza”.
Allargò un sorriso a trentadue denti modificati geneticamente in direzione di Lady Lauren, sorridendo di una simpatia gioviale… come farebbe una iena.

***

La quarta: In un indeterminato momento dell’Impero Connettivo, in antitesi a qualsiasi incoerenza temporale, il plenipotenziario postumano Sillax si reca sul pianeta Turiya e atterra nello sconfinato deserto di Sommaria. Lo scopo del viaggio è medico, ma la successione degli eventi diviene caotica e il processo medico cui si sottoporrà il postumano sarà istoriato di volti e azioni propri del caos quantico; la lady che tempesta le sue visioni renderà migliore il suo ringiovanimento quantico?

Poème Électronique – reading e sonorizzazione musicale | Facebook


Un evento FaceBook annuncia l’ennesima puntata di Poème Électronique, la rassegna di poesia e musica elettronica ideata e realizzata da Ksenja Laginja e Stefano Bertoli; quindi, giovedì 9 febbraio, alla Cappella Orsini di via Grotta Pinta 21 in Roma, letture di Anna Maria Curci, Giorgio Ghiotti, Alessandro Mazzi, Alexandra Zambà.
Ci vediamo lì?

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Sobre Monstruos Reales y Humanos Invisibles

El rincón con mis relatos de ficción, humor y fantasía por Fer Alvarado

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boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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