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Un mio racconto nell’antologia “Tenebre Future” uscita per i tipi della “Nuova carne”


In compagnia dei luminescenti angeli degli Adoratori della Nuova Carne, esce su Amazon un’antologia del tutto particolare in cui è presente un mio racconto. Ma, al di là della mia presenza o meno, vorrei segnalare che dentro ci sono tanti scrittori che adoro, in molti casi che conosco, che determinano un taglio sperimentale ed estremo dell’opera chiamata Tenebre Future.

La nuova carne edizioni presenta Tenebre Future, l’antologia distopica con i racconti degli autori italiani tra i più rappresentativi e riconosciuti del genere fantastico. Sedici autori per sedici racconti ambientati nella geografia liminale tra contro-utopia e disastro.

Insetti giganti, un’apocalisse neobiblica, sinistri studenti di un’avanguardia trasmutazionale, l’invasionedi antropodi ghiotti di tecnologia, strumenti tentacolari e musica strobotronica, onirismo spaziale, archeologismo del futuro e disaster-movie, un’aggressione fantasma in territori liminali, neo-nadsat eDrughi futuristici, un’ucronia fascista con deflagrazioni corporali, un androide che ha perso l’identità, un’ibernazione antartica e boxe virtuale, stupro e snuff-movie a discapito di una creatura mutante, unospettacolo di amputazioni che aspira alla ribellione, la disgregazione della personalità nella societàiperconnessa.
Il novocarnismo distopico è rappresentato in questo libro dalle seguenti devastanti mappature narratologiche, i racconti di un’apocalisse futura:

Lucio Besana, L’avanguardia artistica degli studenti del seminterrato
Stefano Spataro, Verrà un’orda straniera
Stefano “El Brujo” Fantelli, A metà di una notte di ottobre
Sandro Battisti, Skin
Giorgio Borronii, Indovina chi ho mangiato a cena
Alessandro Forlani, Fake Yous
Andrea Garagiola, Tumorabbia
Elia Gonella, Tenebricosae
Lukha B.Kremo, Barbara non è più
Alessandro Pedretta, Il Corpo Nudo
Andrea Manenti, Catamarani
Caleb Battiago, Il Funerale di Moog
Paolo Di Orazio, Monki Prox
Niccolò Ratto, Human Anthill
Alessio Bacci, Il fu Matricola P45C4L
Maico Morellini, Non sono io

Il volume è acquistabile qui: https://www.amazon.it/dp/B0BNTSX2G6.

Buona lettura!

Il fisico Melvin Vopson vuole dimostrare che viviamo in una realtà virtuale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un’interessante segnalazione riguardo al nostro ecosistema reale che alcuni ritengono sia invece una simulazione virtuale – tipo Matrix, insomma. Vi lascio ad alcuni passi significativi dell’articolo:

Il cinema e le serie tv/in streaming giocano da anni con l’idea che la nostra vita sia solo una realtà virtuale particolarmente evoluta, passando da Il tredicesimo piano (The Thirteenth Floor, 1999) a ovviamente la saga di Matrix ma anche al Sublime di Westworld, questi sono solo alcuni degli esempi di fiction in cui i protagonisti scoprono di vivere in una realtà virtuale (potremmo aggiungere Tron, ma lì ne sono consapevoli). Ma ci sono scienziati convinti che non si tratti solo di finzione e uno di loro è convinto di poterlo dimostrare.
Nel 1989 il matematico John Archibald Wheeler aveva postulato che l’universo fosse fondamentalmente matematico e che poteva essere un costrutto non di materia ma di informazioni, coniando il termine It From Bit. Nel 2003 il filosofo Nick Bostrom della Oxford University aveva formulato la sua ipotesi sulla simulazione, partendo dal concetto che una civiltà può aver raggiunto un tale livello di evoluzione per cui la tecnologia è diventata così sofisticata che la simulazione sarebbe indistinguibile dalla realtà e i partecipanti non sarebbero consapevoli di esserne parte. Il fisico dell’M.I.T. Seth Lloyd si è portato ancora oltre, ipotizzando che l’intero universo sia solo un gigantesco computer quantistico. Infine, come potete vedere qui sopra, nel 2016 Elon Musk si era detto convinto che viviamo in una simulazione. E se può servirvi, anche Scott Adams, creato del geniale fumetto Dilbert ne è assolutamente convinto. Ma c’è chi di recente si è spinto ancora più in là: il fisico Melvin Vopson della Portsmouth University ha dichiarato di poter dimostrare che viviamo in una simulazione. Partendo dal principio di massa-energia-informazione che potete scoprire qui (ma è parecchio tecnica) Vopson ha dichiarato in un saggio per The Conversation che una realtà simulata contiene una grande quantità di Information Bits ovunque e che questi bit rappresentano il codice, “Quindi rilevare questi bit proverà la teoria della simulazione”.
Vopson ritiene che i bit abbiano una piccola massa che, se rilevata, dimostrerà la loro esistenza. Come? Per il fisico l’informazione rappresenta la quinta forma di materia nell’universo e il suo esperimento per provare la sua teoria è il seguente: cancellare le informazioni all’interno delle particelle elementari e delle relative anti-particelle e annientarle con un flash di energia, il che le farebbe esplodere e e rilasciare fotoni rivelatori. Per farlo ha anche lanciato una pagina di crowdfunding su Indiegogo per realizzare una sistema di annientamento positroni-elettroni contente una tecnologia creata appositamente per rilevare contemporaneamente fotoni gamma e infrarossi.

Cover reveal di Argyroprateia @Impero Connettivo, “Nèfolm e dintorni


Questa è la cover di Ksenja Laginja per la prossima uscita della collana L’orlo dell’Impero, DelosDigital editore: Argyroprateia, seconda puntata della serie “Nèfolm e dintorni”, dedicata alla capitale dell’Impero Connettivo, in cui vengono esplorati alcuni luoghi della metropoli che hanno lo stesso nome dei quartieri di Costantinopoli. L’ebook uscirà nei prossimi giorni, KeepTalking

SILICIO #4 | la nuova carne


Silicio è una bella rivista. Arrivata al numero 4, contiene una quantità di argomenti, racconti, editoriali e tendenze che mi ricorda tanto NeXT – e se lo dico io… 🙂
Il magazine è in realtà una eZine, ed è la seconda volta che mi ospita con alcune mie piccole considerazioni; questa volta discetto dell’inumano, diffondendone il Manifesto – in realtà il mio è un contributo molto discorsivo, non ha i punti tipici di un Manifesto d’intenti, però lo è.

“Silicio” è acquistabile a 5€ cliccando qui; fatelo, davvero, ma non per il mio contributo bensì per tutta la rivista, che apre squarci di novità fresca e tremendamente novocarnista, e volge il Fantastico su nuove coordinate. Questi i contenuti:

Iconoclastia soft [editoriale], di Stefano Spataro

PROFONDITÀ
Manifesto programmatico dell’inumano, di Sandro Battisti
Surfing the New Wave – 1966, di Stefano Spataro
Philip Nixon e Tricky K. Dick: paranoia e impero tra pseudomondi e realtà storica, di Marco Tumiatti
Cinema del “diverso”. Non sempre l’alieno proviene da altri mondi, di Niccolò Ratto
Intervista a Salvatore Cuna, di Giorgio Borroni

MEDIA
[Libri] Ann e Jeff Vandermeer (eds.), Le visionarie – Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia, di Irene L. Visentin
[B-Movies] Yoshihiro Nishimura,Tokyo Gore Police, di Roberto Beccalli

TRAME
Sotto-Satellite, di Charles Cloukey [tr. di Marco Tumiatti]
Cosmoscuro, di Antonio Amodio
Di solito ne sa più di te, di Matt Briar
Memento Mori, di Marco Tumiatti
Prontuario dell’accoppiamento intergalattico [A-E], di Pee Gee Daniel
Il Senzatesta, di Alessandro Montoro
Cyberfreejazz [6, 7, 8], di Stefano Spataro

 

Incipit di “Perama” @ “L’orlo dell’Impero”, Delos Digital


Vi incollo qui sotto l’incipit di Perama, il racconto che apre una lunga serie di racconti ambientati su Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo; editore è Delos Digital, la label in cui esce è L’orlo dell’Impero. Il libro digitale (copertina di Ksenja Laginja) è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Eufrax, il capo di quello che era la perfezione organizzativa LogNCE – Logistic New Connective Empire – è fermo davanti a me e attende una mia risposta. – Axis, ho bisogno di quel dispaccio – mi sollecita; lui è il dirigente di ciò che rimane della struttura logistica della New Connective Empire, un organismo rimasto attivo anche dopo che la pars multidimensionale dell’Impero Connettivo di Sillax, il plenipotenziario dell’imperatore alieno Totka_II, e la pars più eterea dell’imperatore Totka_II, si erano riunite.
– Quale dispaccio? – chiedo allora sinceramente perplesso, scuotendomi dai miei pensieri, guardando l’ologramma della LogNCE che si agita sul mio petto, leggermente spostato da una boccola connettiva scapolare.
Raccontare la storia dello split imperiale sarebbe un atto di prolissità, ma quello che posso affermare è che l’imperatore, a un certo punto, era assurto a una trascendenza eterea più confacente al suo stato di alieno nephilim, mentre invece il plenipotenziario postumano Sillax teneva insieme l’NCE, la parte fisica dell’Impero. In un altro tempo successivo – perché l’Impero Connettivo è un’entità politica e imperiale che domina lo spazio, ma anche il tempo, rendendole illusioni – le due pars si sono ricongiunte, e io vivo proprio a valle di quella riunificazione, o se si preferisce “oltre la restaurazione”. Il concetto di valle o monte in relazione al tempo, me ne rendo conto, ha un senso davvero lasco nell’ambito dell’integrità referenziale imperiale, ma proprio per rendere le idee integre continuo a usare esempi deterministici, non relativi, con tutto quello che ne consegue se parliamo di un continuum che è indeterminato, governato dalla gravità quantistica, dalla somma delle innumerevoli slide di realtà quantiche che si solidificano in una sorta di tangibilità fisica, reale, come può essere il carapace di una tartaruga.
– Quello col glifo multidimensionale – mi risponde secco Eufrax. E da quella specifica si apre un mondo di visioni e connessioni che avevo accantonato con la recente dipartita di mio padre. Mi ci tuffo dentro, ho un brivido e rivedo il glifo di cui mi chiede conto.
È un sigillo, ma non imperiale, bensì sumero. L’energia accumulata da quel segno grafico ha attraversato l’illusione del tempo e si è presentato a noi della LogNCE come un maglio inalterato di potenza e lucida decisione; attraverso i suoi simboli cuneiformi v’intravedo i segni della vita, le dinamiche dei punti nodali da cui si dipana l’energia, le interconnessioni cognitive che hanno una loro multidimensionalità espressiva e rendono palese quanto l’uso delle parole umane sia una limitazione che rasenta il criminale, l’ignoranza più profonda data dalla mancanza di un metodo espressivo davvero complesso ed esaustivo comporta. Nessuno sembra rendersi conto di questa verità, solo chi conosce bene l’uso della parola capisce quanto sia limitante il suo uso.
Con il glifo la cosa è completamente diversa: non è un ologramma, che a sua volta è una sorta di tecnicismo interpretabile con artifici tecnologici, parliamo invece di un segno che ha radici nel magico e ha insiti nella sua semantica un vasto set di significati e istruzioni, filosofie intere che sanno di antico, di preumano, di inumano.
Eufrax mi guarda accigliato: – Allora? – sta esaurendo la pazienza.
– Lo lavoro subito, devo averlo iniziato e lasciato in qualche angolo operativo quando ho dovuto abbandonare l’operatività, perché mio padre…
Ricordo l’ultima volta che ho visto i tuoi occhi vivi. Li ho ancora dentro di me, come se si fossero appena chiusi; erano liquidi, stanchi, tu quasi non c’eri più: mi stavi salutando? O forse mi comunicavi che eri allo stremo, alla fine della corsa; che mi amavi, o che prendere il congedo non è mai semplice, né lineare, che l’enorme massa dei pensieri che si aggrovigliavano nella tua mente esausta e dolorante erano impossibili da raffinare, non potevano essere resi fluidi, e che la somma di tutte le tue azioni assumeva un enorme gusto amaro; il simbolo dell’epilogo era forse una matassa di emozioni che ti dilaniavano il cuore?

L’Impero restaurato | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos 239, l’incipit di L’Impero restaurato, romanzo Premio Urania 2014 uscito nuovamente quest’estate come numero 1 della collana L’orlo dell’Impero, per i tipi DelosDigital. Ve lo riporto qui sotto, ricordandovi che il romanzo è in vendita in ebook sul DelosStore e sugli altri store online al prezzo di 3,99€; copertina di Ksenja Laginja:

Quarta: L’Impero Connettivo è governato da una stirpe di principi semieterni ed estende il suo dominio sullo spazio e sul tempo, fino a intrecciarsi con un antico impero umano, quello di Costantinopoli. Romanzo Premio Urania 2014.
L’Impero attraversa una fase di particolare espansione: mentre cerca di colonizzare nuovi territori spaziotemporali, strane visioni di un tempo proveniente dall’Impero Romano d’Oriente di Giustiniano I si coagulano, trascendendo il piano stesso della realtà. Tra atti di fondazione di metropoli e tangibili comprensioni olistiche, quale sarà il divenire dell’Impero Connettivo? Cosa sperimenteranno l’imperatore nephilim Totka_II e il potente attendente postumano Sillax nello scontro col vorace impero romano?

Nuvole livide si addensavano sull’orizzonte, attaccandosi allo sguardo come colla. Lembi di nubi restavano avvinghiati ai crinali e si avvitavano al suolo in spire di foschia. La potenza del cielo aveva iniziato a scaricarsi sulla terra lungo il fronte in avvicinamento di una tempesta.
– È il momento giusto – disse lo sciamano, rivolto alla piccola folla che attendeva la sua prima mossa. Benché avesse oltrepassato la condizione umana dei suoi avi, indossava paramenti rituali che risalivano all’antichità.
Si diresse verso il recinto e prelevò una pecora scalciante. La sgozzò con sicurezza e indifferenza, mentre il turbine che spazzava la terra si gonfiava e si abbatteva sugli edifici, infrangendosi sulle pareti rinforzate da lastre di metavetro. Il sangue lasciato sul terreno dalla bestia e il suo lugubre lamento, uniti alla tempesta in arrivo, provocarono in lui un moto sinistro.
Il postumano attese gli ultimi spasmi dell’animale, sotto lo sguardo immobile dei presenti, pietrificati dall’orrore del sacrificio. I belati si fecero sempre più tenui. Quando cessarono, lo sciamano incise la carne della vittima immolata, affondando il coltello intarsiato da scene rituali nel fianco ancora caldo.
Dallo squarcio sotto le costole fu estratto il fegato, con cura e mosse sapienti, attente a non danneggiarlo. Le mani imbrattate di sangue lo depositarono su un tavolo di marmo. Un taglio longitudinale lo divise in due parti uguali.
Uno dei presenti si allontanò dal cerchio intorno all’officiante e vomitò. Il vento si stava abbassando, ora che la tempesta si era spostata altrove, verso la campagna, sempre più lontano dal centro abitato.
– Ora possiamo presagire il futuro – disse l’aruspice con voce rituale, lasciando che il silenzio che gravava tra loro li avvolgesse nella solenne colonna sonora del momento. Il catapano dell’Impero Connettivo Claudius, che era prossimo al tavolo, si lasciò andare alla mistica del momento e gli sembrò che ombre melliflue, viscose come ectoplasmi, si stringessero attorno a lui, comunicandogli qualcosa di urgente che non riuscì a interpretare.
– Vedete queste linee, queste cavità? – le parole stentoree dello sciamano si sovrapposero al calare del vento. – Sono precisi segni dell’oltremondo, indicano le volontà delle forze imperscrutabili riguardo al vostro progetto.
Così dicendo fissò Claudius, ancora assorto dalle simbologie arcane che vedeva concretizzarsi, scaturire dalle pozze di sangue sul terreno, quasi fredde. Si scosse dall’impasse e guardò fermo l’aruspice, ritrovando la loquela e scacciando il nugolo d’impressioni occulte che lo stordivano.
– Sei stato interpellato per essere preciso, i miei alti superiori vogliono da te indicazioni dettagliate sul futuro dei nostri atti, delle nostre fondazioni coloniche.
– Guardate il cardo e il decumano, la pars familiaris e la pars hostilis; osservate la pars àntica e quella postica e ponete la vostra attenzione su questa cicatrice…
– Indovino, non abbiamo bisogno di una lezione sull’arte collegata all’augurio. Noi vogliamo da te un responso preciso sui nostri progetti – lo interruppe Claudius, illuminato dalle direttive esplicite che aveva ricevuto dal plenipotenziario Sillax, emanazione postumana dell’imperatore connettivo Totka_II, incontrastato signore di stirpe nephilim dell’Impero Connettivo.

Prima tappa a Nèfolm con Perama | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della personale nuova uscita, nell’ambito della collana L’orlo dell’Impero per i tipi di DelosDigital: Perama, prima puntata del ciclo “Nèfolm e dintorni”, ovvero l’esplorazione di Nèfolm, capitale dell’Impero Connettivo, in cui i quartieri rispecchiano i nomi dei rioni di Costantinopoli. Copertina, come sempre, a cura di Ksenja Laginja.

Axis è un funzionario imperiale di stanza a Nèfolm, la sua casa è sita nel quartiere di Perama, il cui porto fluviale è animato da commerci di ogni tipo.
Eufrax, il superiore di Axis, esige da lui la redazione di un dispaccio assai importante per il riunito Impero Connettivo, il plenipotenziario Sillax pare stia spingendo molto per averlo. Ma Axis è ancora turbato dalla morte del padre e così le spire di un glifo sumero – il soggetto del dispaccio – sembrano avvolgerlo ovunque, facendo emergere in lui un senso di lutto in continua trasformazione.
Cos’è passato e cosa futuro, cos’è il reale che si vive a Perama?

Il libro digitale è scaricabile a 1,99€ cliccando sul DelosStore o sugli altri store online.

Sydney, Head On Photo Festival / The inner room | Daniele Cascone


Sul sito di Daniele Cascone la notizia di una sua ennesima Personale; stavolta all’estero:

La mia mostra personale “The inner room” sarà visitabile all’interno dell’Head On Photo Festival 2022, a Sydney, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura.

Daniele Cascone, “The inner room”
Dal 5 novembre al 5 dicembre 2022
Istituto Italiano di Cultura
Level 4, 125 York St, Sydney
Ingresso gratuito

 

Cover reveal di Perama, prossima uscita su “L’orlo dell’Impero” @ DelosDigital


Questa è l’anteprima della copertina di Perama, nuovo racconto in uscita nei prossimi giorni per i tipi di DelosDigital, nell’ambito della collana L’orlo dell’Impero; la cover è opera di Ksenja Laginja e introduce una serie narrativa (Nèfolm e dintorni) che ho ambientato a Nèfolm, la capitale dell’Impero Connettivo, urbanisticamente speculare a Costantinopoli e con i quartieri che hanno lo stesso nome e funzione. KeepTalking!

Kipple Officina Libraria (e il sottoscritto) a StraniMondi 2022


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria sarà presente anche quest’anno a StraniMondi, la manifestazione del Fantastico per autori, editori, operatori del settore e soprattutto lettori, amanti della cultura di genere, entusiasti sostenitori della necessità di una nicchia immaginifica sempre più vasta e feconda, che si svolgerà l’8 e il 9 ottobre a Milano.

La nostra casa editrice sarà protagonista del panel in programma per domenica 9 ottobre alle 14.30 dal titolo “I Premi Kipple, poesie lunari e Volontà trasgressive: i nuovi percorsi scifi & weird di Kipple Officina Libraria”, in cui saranno presenti l’editore Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Paolo Di Orazio, Marco Scarlatti e Andrea Cattaneo; passate a trovarci allo stand, saremo lì per tutto il weekend della manifestazione.

Ci vediamo lì, alla “Casa dei Giochi” in via Sant’Uguzzone 8, Milano?

PS – Sarò presente anche, sempre domenica 9 ma alle 11.20, al panel “Verba aliena” in compagnia di Nino Martino, Elena di Fazio, Franci Conforti, Giovanna Repetto e Mario Pesce (moderatore) dal seguente abstract:
Cosa accade quando l’alieno è veramente alieno? Quando confrontarsi con lui/esso/loro diventa un mettere in discussioni le basi stesse della nostra percezione del mondo? È possibile una comunicazione con l’alienità radicale, e quanto questo può insegnarci/trasformarci? La fantascienza può provare ad immaginarlo.

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