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Decalcomania!, subversive beauty device | Neural


[Letto su Neural]

Dalla Russia è arrivato FindFace, uno dei software gratuiti più discussi del panorama recente: un’app di riconoscimento facciale che permette agli utenti di Vkontakte, il fratello russo di Facebook che vanta qualcosa come 210 milioni di iscritti, di scoprire l’identità di una persona a partire da una sua fotografia in meno di un secondo e con un’affidabilità del 70%. Impressionante? Certo. Preoccupante? Assolutamente sì. In buone mani? Purtroppo no. I due giovani fondatori della controversa applicazione, infatti, si sono più volte dichiarati aperti nei confronti dell’amministrazione locale di Mosca e dei servizi segreti russi, asserendo di essere disposti a metter loro a disposizione l’algoritmo che può funzionare per qualsiasi database fotografico, compreso quello generato dalle 150mila camere a circuito chiuso della città di Mosca. È così che un gioco da social network potrebbe facilmente trasformarsi in una pericolosa arma di controllo a danno della privacy di decine di migliaia di cittadini e turisti. La problematica, tutt’altro che nuova, mette in contrapposizione i sostenitori del riconoscimento facciale e delle tecnologie biometriche in generale, che teorizzano motivi legati ad una maggiore sicurezza, con coloro che invece ritengono incombere la minaccia del controllo globale. L’artista, programmatrice e designer Remina Greenfield ha voluto partecipare al serissimo dibattito con Decalcomania!, un’opera – solo apparentemente – leggera e colorata: un set per la decorazione delle unghie, del tutto simile ai kit molto di moda tra il pubblico femminile. Le decalcomanie raffigurano una serie di piccoli visi, tutti generati da un software per la manipolazione facciale, che applicati sulle unghie delle mani, permettono a chi li indossa di proteggere la propria identità all’interno delle tante fotografie alle quali quotidianamente ci prestiamo, consapevolmente o inconsapevolmente. Una “rivoluzione rosa” che strizza l’occhio, non senza ironia, al più antifemminista degli stereotipi di genere: la segretaria che si sistema le unghie.

Benjamin H. Bratton – The Stack, On Software and Sovereignty | Neural


[Letto su Neural]

Nel libro The Stack, On Software and Sovereignty, Benjamin Bratton (professore di arti visive e direttore del Centro di Design e Geopolitica dell’Università della California di San Diego) elabora un programma stimolante e originale per rappresentare una vivace immagine del nostro mondo contemporaneo. Nel serio tentativo di rispondere a domande sollevate dalla realizzazione di infrastrutture computazionali di una portata tale che poche decine di anni fa non si poteva neppure immaginare, l’autore s’interroga sulle correlate dimensioni fisiche e digitali della nostra realtà. The Stack descrive in dettaglio i diversi moduli di una megastruttura accidentale che costituisce il nucleo della realtà in livelli materiali e virtuali; questo è importante perché la megastruttura citata prima è riplasmabile dalla geopolitica alla governabilità, dalla sovranità alla linguistica. La pubblicazione prende il suo nome dall’architettura hardware flessibile disposta come un cumulo su un’asse verticale, la pila. Queste unità parallele che operano simultaneamente vengono proposte come una potente metafora per sviluppare un progetto intricato del presente. Come la pila è descritta formata da sei livelli così il libro dedica un capitolo per delineare nel dettaglio ciascuno di esso. Bratton si focalizza partendo dalle più grandi formazioni, la Terra, e la Nuvola, ai concetti geografici più famigliari, la Città e l’Indirizzo, per concentrarsi alla fine su quelli che hanno bisogno di una maggiore analisi per essere descritti accuratamente, L’Interfaccia e l’Utente. Le questioni ontologiche e i problemi etici provenienti dalla teoria contemporanea in diversi campi sono accuratamente fusi insieme nel tentativo di trovare una spiegazione sul perché cambia quello che governano i governi e sul perché muta quello che gli scrittori scrivono. Ci sono quattro fronti su come il testo operi a un livello concettuale. Il libro può essere considerato come un Manifesto della Filosofia Politica perché studia in maniera approfondita la riconfigurazione socio-politica della nostra vita contemporanea. Potrebbe essere considerato come un libro sugli Studi dei Software per quanto esso si sforzi di capire le implicazioni del calcolo su scala planetaria. Può essere anche letto come un libro sulla Teoria dell’Architettura per quanto esso cominci chiedendo quale sia l’architettura per questo nuovo mondo; e la cosa più affascinante del libro riguarda il Design, in quanto il libro rinnova il ruolo del lettore, l’utente del libro in poche parole, illustrando le specifiche tecniche e invitando l’utente a proporre delle soluzioni possibili in tali scenari di progettazione. La complessa scrittura di Bratton, talvolta oscura, altre volte chiara, è generalmente creativa e provocante. È uno sforzo enorme di uno studioso che accetta la sfida di mettere ordine a vari discorsi intellettuali che articolano idee complesse e propongono i propri concetti. Il mio consiglio per il lettore: visto che molti di questi concetti nel libro possono essere nuovi, o perché sono neologismi o perché sono rivisitati nel loro significato tradizionale, iniziare la lettura dal capitolo del Glossario può essere una guida molto utile per navigare nel libro.

Micro-ritmos, AI orchestrating bacteria | Neural


[Letto su Neural]

Se la cibernetica in origine era strettamente legata alle macchine autoregolanti, immaginate dai loro creatori alla pari di esseri biologici, successivamente tale disciplina si estese su scala ambientale, simulando il complesso collegamento di processi differenti all’interno di un intero ecosistema. Il collettivo artistico Interspecifics si colloca su questa scia. La loro opera “Micro-ritmos” è costituita da uno spazio sensoriale formato dall’interazione fra processi biologici, calcolo digitale e sensazioni umane. L’opera è animata da segnali elettrici generati da cellule di batteri presenti nel terreno raccolto sul posto. I deboli segnali generati dai batteri sono amplificati e usati per attivare una serie di luci lampeggianti. In “Micro-ritmos” le luci sono catturate da videocamere collegate ai computer che utilizzano algoritmi di apprendimento automatico per il riconoscimento di pattern. Una forma di intelligenza artificiale mappa la sequenza di luci generando un suono emesso da un sistema di speaker ad 8 canali. Gli spettatori possono provare a decodificare i pattern percepiti oppure possono rilassarsi e lasciarsi incantare dal risultato. La tecnologia utilizzata è open source e ben documentata sul sito degli artisti.

Syncness, speak to me human being | Neural


[Letto su Neural]

Una delle leggende su San Francesco è che egli fosse letteralmente capace di parlare con gli animali e venisse perfettamente compreso. La narrazione tramandatasi descrive un dialogo al di là della mera empatia e al di là di qualsiasi pretesa di riconoscere la causa e l’effetto dei gesti o del contatto visivo. Quella relazione – invece – a molti sembra attinente a quella comprensione reciproca che si realizza condividendo uno stesso linguaggio. “Syncness” di Saša Spačal e Slavko Glamočanin è un’opera che affronta scientificamente lo stesso argomento. Comprende una struttura in legno con altoparlanti integrati che ospitano grilli di casa (acheta domesticus). Un microfono davanti alla struttura consente all’uomo di filtrare le proprie frequenze vocali in modo da adattarsi al gracchiare del grillo basato sul tempo e sul ritmo. Quello che scaturisce da questo dialogo viene quindi riportato allo spazio esterno. “Syncness” critica la dominazione antropocentrica dei suoni umani – antropofonia – nella ricerca di vita al di fuori della terra ma mette anche in dubbio la costruzione artificiale delle lingue e l’infallibilità che attribuiamo alle macchine.

Daily Waverings II, accumulating and releasing time | Neural


[Letto su Neural]

Béchard Hudon menziona due concetti che ispirano la sua installazione Daily Waverings II: il tempo di Planck e il tempo zero. La prima è la più piccola unità temporale (10 elevato a meno 43 secondi), mentre il secondo è un riferimento convenzionale per osservare qualsivoglia modifica rispetto al tempo. A partire da questo, l’artista ha costruito un’installazione che assume la forma di un cono temporale, realizzato da canne da pesca, molle, una ruota da bicicletta, connettori colorati e legno. Questo congegno ruota lentamente su se stesso, accumulando tensione mentre le aste cominciano a mescolarsi, fino a che, a un certo punto, improvvisamente rilascia questa tensione con un botto. Microfoni a contatto e altoparlanti amplificano il processo cinetico scultoreo. Il suono prodotto è un chiaro segno della regolarità del tempo passato ma anche dell’aumento e del rilascio d’energia nella struttura. Nel loop costruito, gli spettatori sono osservatori, ma l’installazione li trasforma anche in entità rinnovabili, immaginate in sincronia con l’intera opera d’arte.

Jos Smolders – Nowhere | Exercises In Modular Synthesis And Field Recording | Neural


[Letto su Neural]

Secondo Sengai (1750-1837), monaco buddhista giapponese particolarmente noto per i suoi scritti e insegnamenti controversi, il metodo del calligrafo zen rivelava quanto nella pittura – e nella calligrafia – vi fossero sì delle leggi, ma “la suprema legge della legge” sia, in realtà, che non esiste alcuna legge. A voler considerare tale principio – parliamo di verità e insegnamenti riferiti ad una legge universale – verrebbero in mente certe massime di William Seward Burroughs, di Aleister Crowley o anche di certi filosofi relativisti. Rifacendosi anch’egli allo zen, Jos Smolders tiene a puntualizzare come negli ultimi dieci anni abbia abbandonato l’idea di una composizione preconcetta, progettata nei minimi dettagli e abbia abbracciato invece un’operatività più indefinita, fuzzy, curando in maniera particolare il processo – anche spirituale – d’avvicinamento all’opera e alimentando stati di concentrazione profonda, convergenti in una realizzazione di pochi e rapidi tratti. Anche molti pittori delle stagioni action painting e pop utilizzavano un simile approccio. Si pensi ad esempio a Jackson Pollock o a Mario Schifano. Insomma, una grande cura nella preparazione e velocità d’azione sono per Smolders elementi imprescindibili, anche quando applicati alle sue sessioni con sintetizzatori modulari e field recording, oltre che nei suoi stessi dipinti zen (come quello, ad esempio, che fa bella mostra sull’artwork dell’uscita). Ogni sessione ha le sue patches e così come il calligrafo prepara la sua carta, i suoi pennelli e l’inchiostro, che pure vanno “calibrati” prima dell’azione, alla stessa maniera vengono impostati molti dei parametri in gioco nell’album, lasciando poi fluire il tutto, con i suoni originari mantenuti nella loro semplicità, cercando di limitare le sovraincisioni e l’editing, secondo il postulato free form che nel “qui ed ora” stabilisce uno dei suoi punti di forza. Eppure le sequenze di Nowhere appaiono anche assai astratte, dilatate e puntiformi, zeppe di hum e scariche statiche, iperboli cosmiche e crackle, feedback e distorsioni. Forse questa sarà anche un’uscita insolita per la Crónica, ma la label portoghese ha avuto fiuto nel lasciarsi sedurre da cotanta stilizzata passione, forte negli intenti e pure nella resa finale, che rende merito di processi operativi inappuntabili.

Novità dalla computazione quantistica


Due post quasi contemporanei sono apparsi oggi sulla piattaforma WordPress, a indicare i progressi fatti nel campo della computazione quantistica. Il primo segnala, su OggiScienza, un nuovo tipo di componente per i computer che può ovviare a problemi di realizzazione e affidabilità degli stessi: i cristalli liquidi quantistici tridimensionali. Il problema principale dei computer quantistici è, infatti, il mantenimento dell’informazione, che non deve collassare prima del dovuto; con questo nuovo componente sembra che la caratteristica ricercata venga trovata in modo soddisfacente (qui l’articolo intero, per chi ha sete e voglia di sapere).

Altro riferimento odierno è il buon Alessio “Galessio” Brugnoli, che sul suo blog opera una disamina sulle applicazioni commerciali dove tali elaboratori potranno trovare largo e soddisfacente impiego. Il futuro è davvero un’ipotesi… quantica, direi.

sabbiature

Culture seriali

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, tradizione, antropologia del sacro, storia delle religioni, esoterismo. A cura di Marco Maculotti.

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

bertolinometalartist

GIACOMO BERTOLINO

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

poesiaspontanea

improvvisazioni di poesia

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

La Biblionauta

Chiacchiere sui libri e altre amenità

Archeocake

Torte del passato riviste in chiave moderna

VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

il tempo dell'archeologia. il tempo di guardare, vedere, scoprire, conoscere, viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso il tempo dell'archeologia

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

Michele Valente |Blog

Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di politica ed economia, europea e internazionale, attraverso un'ottica globale dei fenomeni della società.

Sonia Cenceschi

La musica è una pratica occulta dell'aritmetica, dove l'anima non sa di calcolare - Leibniz

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Se muori te lo diciamo noi.

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Perversamente Tua

Come stelo mi piego e ti raggiungo, angelo nel tuo inferno, demone di un perverso paradiso.

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Il primo blog italiano sui Pink Floyd, news e non solo. Fatto da un fan... per i fans!

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L'AlTrO (lato)

" Per sentire e sognare in pace, bisogna spegner la luce della ragione... almeno per un po'. "

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