HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Connettivismo

Istanbul – Litfiba


Lasciamoci andare, per pochi istanti, in piccole essenze di gocce e ricordi, mentre quasi tutto intorno sfuma e odora…

La trappola


Ti regalano passaggi mnemonici di splendida estetica, ma di dubbia utilità e consistenza. Mentre la strada si assottiglia capisci troppo tardi di esserti avventurato sulla via del non ritorno, sulla prossima eliminazione.

Bisettrici


Catalessi psichica mentre le soluzioni si susseguono statiche, monumentali, bisettrici di un percorso euclideo.

Piccola recensione ad Altri Futuri, DelosDigital


Ho finito di leggere proprio ieri l’antologia Altri futuri, un best of della fantascienza italica per l’anno 2018 curata da Carmine Treanni e uscita per i tipi DelosDigital. Una perfezione di testi, una grande capacità di cogliere la professionalità che in questo scorcio storico anima gli autori di SF italiana, questo e molto altro è la pubblicazione in questione; ho amato praticamente tutti i racconti presenti, gli autori sono meravigliosi e tranne due o massimo tre casi, non ho trovato differenze ideologiche tra quest’operazione e quella, per esempio, che curava Gardner Dozois, con i suoi best of della SF mondiale angloamericana.

Mi viene di fare il parallelo con l’altra grande opera antologica della SF italiana del 2019, quel MilleMondi StraniMondi Urania curato da Franco Forte che ha fatto urlare il mondo del Fantastico, arrivando al tanto sospirato tutto esaurito. Ecco, Carmine e Franco sono i nuovi nocchieri della fantascienza nostrana, ne hanno carpito gli spiriti più potenti e continuano a soffiare nelle vele più poderose dell’ispirazione dei nostri scrittori; permettetemi di essere felice di essere su entrambe le pubblicazioni, mi sembra d’incarnare parte del nuovo flusso fantascientifico e fantastico italiano. Comprate questi due libri, leggeteli, beatevi della fantasia più sfrenata che c’è ora in giro.

Stephen Conford – Constant Linear Velocity | Neural


[Letto su Neural]

Costant Linear Velocity di Stephen Cornford è un progetto che è stato realizzato nel 2016 per il Colour Out of Space, un festival sperimentale di arte e sonorità non convenzionali che oramai da più di dieci anni viene tenuto a Brighton. Sono oltre cento i cabinet per computer – alcuni vuoti e altri dotati di unità DVD personalizzate, automatizzate e amplificate – che sono stati utilizzati per implementare l’opera. L’ installazione, che nei due anni successivi alla sua presentazione è stata esposta anche a Croydon, Oxford e Rennes, vanta la sua più intensa versione nel 2018 al Detritus Festival di Atene, nell’Onassis Cultural Centre, dove sono stati utilizzati vecchi computer provenienti da molteplici depositi della capitale greca. L’idea sottostante a questo tipo d’operatività sembra essere principalmente quella di creare nuova musica da media degradati, fondendo click e glitch, loop meccanici e ipnotici, sibili e ticchettii d’ogni sorta. Sembra paradossale che in tema di scarti e residui tutto quello che rimanga oggi dell’opera siano soltanto queste registrazioni. L’hardware da cui provenivano, a causa d’un fraintendimento nel trasporto tra Francia e Regno Unito è stato infatti sequestrato e da feticcio artistico è ritornato alla sua condizione originaria di rifiuto elettronico. L’edizione discografica, che adesso si deve a Consumer Waste, sembra a prima vista un 7” cartonato – simile alle confezioni delle uscite in vinile a 45 giri – ed è probabilmente anche questa una scelta che riecheggia di antichi formati oramai in disuso. L’artwork è completato inoltre da un libretto di 16 pagine stampato utilizzando un duplicatore digitale della Riso Kagaku Corporation, tecnologia all’avanguardia nella metà degli anni ottanta e di solito, per i suoi costi minori, riservata a cospicui volumi di stampa (mentre qui si tratta di sole 150 copie numerate). Le fotografie della “scultura” rendono la maestosità dell’operazione e i saggi di Danae Stefanou e Stephen Cornford elaborano ancor meglio il senso teorico e l’afflato estetico della ricerca. L’azione di apertura e chiusura di un alloggiamento per CD o DVD funge in qualche modo da crinale non agevole tra spazio fisico e digitale: questa obsolescenza meccanica è così amplificata ad arte e diventa quasi un ode alla fisicità perduta dei nostri formati multimediali, un promemoria della persistente presenza materiale di tecnologie spesso percepite in maniera decisamente più eterea.

Olonomico, romanzo di Sandro Battisti


Olonomico è il quarto romanzo che ho ambientato nel ciclo dell’Impero Connettivo. Uscito nel 2012 per CiEsse Edizioni, dal 2015 è disponibile per KippleOfficinaLibraria in formato digitale e cartaceo. Questa è la quarta:

L’imperatore Totka_II e il suo alto funzionario Sillax continuano a progettare espansioni territoriali e temporali. Le loro nuove mire si concentrano su un territorio dove i giovani Lycia e Storm interagiscono caoticamente con uno strano personaggio che si nasconde dietro movimenti apparentemente incomprensibili.

L’Impero, governato da una stirpe di alieni semieterni, causa prima dell’umanità e poi della postumanità, è davvero così florido? Che cosa accadrà, quando i percorsi di tutti i personaggi del romanzo s’incontreranno, e utilizzeranno tutti i continuum con cui verranno in comunicazione? Una splendida metropoli, asettica e algida li attende…

La copertina è di Ksenja Laginja; il romanzo digitale è in vendita al prezzo di 3.95€, in cartaceo a 15.00€.

Di solito, il flusso


Si assemblano note istantanee, novità estemporanee di dubbie esistenze e rapide differenze ingerenti col senso di reale; infine, rimangono da definire gli strali finali, ma sono dettagli che sovente non cambiano il flusso.

Roccioletti

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Flavio Torba non esiste, ma ciò non gli impedisce di descrivere l'orrore.

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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