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Archivio per Concerti

Pink Floyd – Vienna 1977 8mm Film (Part 1-2)


Ancora stralci – stavolta di bassa qualità – del passato delirante dei Floyd, quello distopico e malato: Vienna, 1977, tour di Animals.

PINK FLOYD: LIVE @ RIVERFRONT COLISEUM, IN THE FLESH TOUR 1977 – ESTRATTO VIDEO


Questo è lo spezzone rielaborato – restaurato, mi verrebbe da dire – di un concerto che i Floyd fecero nel ’77 negli USA per il tour di Animals. Non c’è molto altro da dire, se non ascoltare, e guardare, e rabbrividire per la complessità multimediale raggiunta già allora dalla band. Su PinkFloydItalia.

Il 23 Giugno 1977, i Pink Floyd si esibirono in uno spettacolo al Riverfront Coliseum, a Cincinnati, Ohio, durante la seconda parte del tour “In The Flesh” in Nord America. Questo filmato è stato scoperto durante la primavera del 2020, ma il trasferimento digitale era stato molto scarso e abbastanza inguardabile. Ora il nuovo trasferimento è stato completato e include una sincronizzazione audio

Fields of the Nephilim – The Watchman


Alla complessa ricerca dell’occulto strisciante.

PINK FLOYD: SPECIALE 1967 – TOUR INGLESE CON JIMI HENDRIX | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia un resoconto del tour inglese del 1967 di Jimi Hendrix cui parteciparono regolarmente anche i Pink Floyd, a quel tempo appena usciti col loro primo lavoro. Un estratto:

14 Novembre – 5 Dicembre 1967. Package Tour di Jimi Hendrix: in questo periodo di tempo, è andato in scena una tournée passata alla storia. La Jimi Hendrix Experience ha girato l’Inghilterra insieme ai The Move, Pink Floyd, Amen Corner, The Nice, Outer Limit And Eire Apparent. 31 show in 16 città. I Floyd parteciparono a ogni evento con due esibizioni, per una durata di 15, 20 minuti l’una, dopo gli Amen Corner e prima degli Auter Limits. A questo link il tour book.

I Pink Floyd avevano appena pubblicato il loro Lp d’esordio “The Piper at the Gates of Down”, ma i problemi sul fronte live di Syd Barrett erano già cominciati, tanto che in qualche occasione (per esempio il primo concerto del 3 Dicembre ’67 a Nottingham) venne sostituito da Davy O’List (chitarrista dei Nice) e probabilmente in un concerto (il 2 Dicembre ’67 al Dome di Brighton) da David Gilmour che esordì sul palco con i Pink Floyd. La tournée non iniziò nel migliore di modi, infatti già durante le prove della prima data alla Royal Albert Hall, i Pink Floyd minacciarono di andarsene perché non potevano usare il loro impianto di illuminazione e lo schermo per le diapositive e continuò con gli imprevedibili comportamenti di Syd, il quale capitava speso di trovarlo seduto sul pullman o camminare per la città quando invece avrebbe dovuto essere sul palco.

Davy O’List: “I Pink Floyd erano ispirati perché, a differenza dei Nice, la loro musica era minimale ma molto efficace e spaziosa. Li osservavo ogni sera. Una di quelle sere in particolare, Syd era uscito per una passeggiata da qualche parte. Così dissero: ‘Puoi suonare? Abbiamo intenzione di fare un numero, una lunga versione di Interstellar Overdrive’. È stato fantastico“.

Nick Mason: “Il tour era in effetti la nostra prima comparsa nel mondo del Rock n’ Roll come l’avevamo sempre immaginato: pop star con pantaloni aderenti e una morale dissoluta, accompagnate da ragazze urlanti con vestiti aderenti e una morale ancora più dissoluta. Era una delle rare occasioni – non vi so dire quanto rare – in cui eravamo inseguiti per strada da ragazze sovreccitate“.

Andy Fairweather Low (cantante degli Amen Corner): “Tutti viaggiavamo sul bus durante il tour tranne i Floyd e la band di Jimi ed era fantastico. Ho la sensazione che i Floyd viaggiassero persino separatamente tra loro. Non c’erano legami, strette di mano, con i Pink Floyd. L’unica volta in cui ho avuto uno scambio con loro fu quando Roger Waters disse al nostro tastierista Blue Weaver di spostare l’amplificatore Leslie. Il nostro manager, Ron King, […] lo sentì e disse, ‘Parla con il mio ragazzo in quel modo e ti spezzo le gambe’“.

Pink Floyd Live at Pompeii: un grandioso elogio della bellezza


Su OndaMusicale un lungo articolo che dettaglia la storia, lo spirito e i contenuti di PinkFloyd at Pompeii, classicone girato nell’anfiteatro di Pompei al finire del ’71 in cui i Floyd danno, effettivamente, uno dei loro migliori di cui si sono resi protagonisti. Uno stralcio dell’articolo:

Quando la troupe arriva sul posto, i tecnici si rendono conto di non avere abbastanza disponibilità di corrente elettrica per alimentare tutti i macchinari. Il problema viene risolto col famoso cavo, fornito dal Comune stesso e alimentato dalla corrente del Municipio. I disguidi accorciano sensibilmente i tempi previsti per filmare il concerto, tanto che le riprese effettive si concentrano in soli quattro giorni, tra il 4 e il 7 ottobre del 1971. La breve finestra temporale fa sì che non ci sia il tempo di registrare tutte le canzoni previste, che erano più o meno quelle che facevano parte della scaletta live del periodo, con l’aggiunta di due parti della lunga suite di “Echoes”. Per risolvere la situazione si renderanno delle ulteriori giornate di riprese tra il 13 e il 20 dicembre, agli studi Europasonor di Parigi, dove la band suonerà altre canzoni illuminata solo da riflettori simili a quelli impiegati a Pompei; la sovrapposizione di alcune immagini girate tra gli scavi contribuiranno alla riuscita dell’innesto cinematografico, tanto che quasi non ci si rende conto della differente ambientazione. Inoltre, alcune bobine delle riprese vanno smarrite, evento a cui si deve il fatto che, durante l’esecuzione di “One of these days”, le inquadrature si concentrino quasi esclusivamente su Nick Mason, regalando un momento di gloria al membro più sfuggente del gruppo.

Il film è pronto per l’uscita nel 1972: il successo bacia da subito l’opera, sia nelle sale sia per la critica. Negli anni, poi, il live a Pompei diventa un vero e proprio cult per i fan. Non si deve dimenticare, inoltre, che all’epoca i Pink Floyd, pur essendosi già guadagnati lo status di band di culto, erano un po’ degli oggetti misteriosi a livello visivo. Non avevano un frontman di carisma e presenza scenica come i Led Zeppelin, i Deep Purple, gli Who o i Rolling Stones, e i loro live erano talmente imperniati su rivoluzionari effetti visivi e speciali da nascondere quasi i musicisti dagli sguardi del pubblico.

La performance di Pompei mostra finalmente i quattro giovani in piena luce, con la qualità eccezionale del prodotto cinematografico e nello splendore della loro giovinezza. Ma diamo un’occhiata più da vicino al film vero e proprio. La proiezione inizia con lo schermo completamente nero e la grancassa di Mason che riproduce il battito del cuore umano. Passa un minuto buono prima che si aggiungano altri strumenti e quasi due perché il nero si dissolva lasciando spazio alle immagini…

Fields of the Nephilim – Chord of Souls


Lasciamo che il solstizio ci saluti con la sua immane potenza buia.

Fields Of The Nephilim – 1986 concert – Croydon Underground Club


Un concerto dei primi giorni dei Nephilim, non primissimi ma certo antecedenti al successo di culto che hanno avuto poi. Impressiona la potenza, la chiarezza esecutiva, il buio che già sapevano perfettamente evocare, prima che uscisse il loro primo album…

CSI – Polvere


Un brano che non conoscevo, ma che mi ha avvinghiato nei suoi strali di bellezze sofisticate e ipnotiche.

Sisters Of Mercy – Royal Albert Hall


Un live quanto l’eterna notte solstiziale che si sta per abbattere su noi. I SistersOfMercy nel loro – forse – miglior concerto.

Pink Floyd – Jugband Blues (London Line Promo Video, 1967 London)


È uno dei brani più famosi del primo periodo dei Floyd, quello in cui Syd Barrett dà l’addio – a malincuore – alla sua band e, per certi versi, a se stesso. Parole profetiche nel testo, ma del resto anche il suo sguardo è indicativo del caos cognitivo in cui versava all’epoca, e da cui non si riprenderà mai più.

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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