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Altered Carbon: lo spettacolare trailer in italiano della più costosa serie mai realizzata da Netflix | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Altered Carbon di cui vi abbiamo già parlato diverse volte in precedenza, mostrandovi anche un primo assaggio, ha adesso un full trailer che vi mostriamo in coda al post. La serie, presa da un soggetto di Richard K. Morgan, è ambientata 300 anni nel futuro in un mondo dove la coscienza può essere estratta e conservata in dispositivi digitali, per poi essere re-inserita in corpi organici e sarà composta da 10 episodi. Nel cast ci sarà anche Joel Kinnaman, diventato famoso soprattutto grazie alla serie TV The Killing.

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Spettri digitali: storie dal lato oscuro del web – Quaderni d’Altri Tempi


Su QuaderniAltriTempi una recensione di Giovanni De Matteo a La Vita Segreta, di Andrew O’Hagan. Un romanzo di profonda realtà che si nutre del fantastico insito nei luoghi virtuali che viviamo ogni giorno, fino alle profondità più recondite di esso.

Ci sarebbero quindi stati modi anche molto diversi per raccontare l’effetto di internet sulle nostre vite, ma O’Hagan ha scelto queste che, senza alcuna pretesa di universalità ma presentando delle caratteristiche comuni, alimentano una riflessione organica su temi come il potere, il controllo, la trasparenza e la manipolazione dell’identità e allo stesso tempo ritraggono persone (forse sarebbe più appropriato definirli, come fa l’autore a un certo punto, “digividui”) che sono al contempo padroni e vittime di internet. Tre storie di fantasmi dei nostri tempi, quindi. Niente di più lontano dai pirati della consolle in qualche modo mitizzati dalla letteratura cyberpunk ed entrati nel nostro immaginario: in un ribaltamento spietato degli stereotipi, le storie di Julian, Satoshi e Ronnie finiscono per annullare l’epopea degli eroi della frontiera di internet partoriti dall’immaginazione di William Gibson e soci. E sanciscono il superamento di un altro topos a cui la fantascienza ha dato molto, da Philip K. Dick a Ghost in the Shell, passando per Blade Runner (e Blade Runner 2049): ci siamo ormai addentrati in un’epoca in cui l’artificialità è prerogativa dell’essere umano.
Anche senza arrivare ai livelli patologici di un Assange o un Craig Wright, il presunto creatore della blockchain e dei bitcoin nascosto dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, la nostra presenza in rete è veicolata da creazioni fittizie, ri-costruzioni di noi stessi, in parte simulacri e in parte riflessi della nostra vera personalità, a seconda di una lunga serie di fattori derivati da predisposizione, circostanze, opportunità, intenzioni o, più banalmente, capricci.

edited by Barbara Cueto, Bas Hendrikx – Authenticity?: Observations and Artistic Strategies in the Post-Digital Age | Neural


[Letto su Neural]

“Authenticity?” è un’antologia di testi che mettono in discussione il concetto di “originale” tratto da alcuni discorsi attuali più coinvolgenti. Come osservano gli editori “[…] nel contesto post-digitale, […] l’autenticità diventa un processo”, per cui noi “rappresentiamo l’autenticità” molto più spesso di quanto pensiamo, e la sua nozione diventa una sorta di servizio on-demand una volta che si passa al digitale. Nonostante ciò le tecnologie più avanzate come la blockchain mantengono ancora una posizione di rilievo nella sfida tecnica per implementare l’autenticità negli ambienti digitali nel futuro, comprendendo quali tipi di dinamiche e meccanismi sociali sono incorporati. I testi selezionati affrontano un concetto già contestato come autentico nelle sue incarnazioni digitali. Rob Horning per esempio esplora la percezione del concetto e lo sfruttamento in diversi sistemi della nostra società, mentre Erica Balsom la inquadra nelle mostre contemporanee, articolando la sua analisi da dOCUMENTA (13) alle strategie di marketing professionali. McKenzie Wark invece discute l’importanza di come le copie “autentiche” di un altro medium (come la televisione) possano legittimare l’originale. Inoltre estende l’argomento alle qualità derivate delle simulazioni e di come esse influenzino anche il sistema dell’arte. Infine Franco Bifo Berardi delinea magistralmente il concetto effimero di identità, in relazione alle piattaforme digitali troppo veloci, con alcune delle conseguenze politiche più sorprendenti. È l’ultimo perfetto capitolo per completare il percorso teorico del libro, che svela aspetti fondamentali della contemporaneità.

Neurotransmitter 3000, machine kinetic symbiosis | Neural


[Letto su Neural]

La questione storica e di lunga data sull’interfaccia uomo/macchina non è più immobile sulla distanza linguistica tra i due elementi da quando i sensori e i software hanno iniziato ad essere largamente disponibili. Adesso l’obiettivo è quello di essere in sincronia, o anche in una sorta di simbiosi, con la macchina che può essere a portata di mano attraverso approcci diversi, anche se la natura reale della macchina sta determinando le conseguenze. “Neurotransmitter 3000” di Daniël de Bruin è un’installazione performativa che consente all’autore di stabilire un rapporto fisico con una macchina in movimento. La sua frequenza cardiaca, la temperatura corporea, l’orientamento/gravità e la tensione muscolare vengono misurati e passati alla macchina che traduce questi dati in movimento: in conseguenza ai movimenti e alle rotazioni di de Bruin. È un meccanismo di feedback, ma colpisce profondamente il corpo e la mente, creando un’intimità biologica astratta fra loro, dove si comprendono reciprocamente. Tuttavia, richiede all’uomo la rinuncia volontaria al controllo del suo potere, in gran parte concesso alla macchina.

Mortal Engines: il primo stupendo trailer della nuova saga distopica prodotta da Peter Jackson | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Mortal Engines, diretto da Christian Rivers, è il titolo della nuova saga distopica dietro alla quale si nasconde il nome di Peter Jackson. Dopo colossal come Il Signore degli Anelli e King Kong, Jackson questa volta sembra aver deciso di dedicarsi al genere distopico con un film che immagina un mondo dove le città si muovono su ruote gigantesche e quelle più grandi – come Londra nel trailer – danno la caccia a quelle più piccole. Basato sulla serie di libri di Philip Reeve, lo script di Mortal Engines è stato infatti scritto da un team d’eccezione che include, oltre appunto allo stesso Peter Jackson, anche Fran Walsh e Philippa Boyens che con Jackson avevano scritto Il Signore degli Anelli. Vi lasciamo al trailer. Buona visione!

PS – Ho dei deja vu di Redemption Ark, di Alastair Reynolds e, di conseguenza, di Preacher Men, dei Fields of the Nephilim.

edited by Ruth Catlow, Marc Garrett, Nathan Jones, and Sam Skinner – Artists Re:thinking the Blockchain | Neural


[Letto su Neural]

Per molti la tecnologia blockchain è oscura e inafferrabile, ma è anche quella più promettente ad avere un impatto assai rilevante sul mondo reale (di nuovo) ed è quella molto spesso messa in discussione. Blockchain, in poche parole, è una “piattaforma di fiducia distribuita”, la cui immutabilità ha un grande potenziale economico per contenuti digitali fragili o mutevoli, e non a caso è la tecnologia alla base dei database e degli scambi Bitcoin. Ma nonostante l’enorme interesse manifestato dall’industria finanziaria, blockchain possiede un’infrastruttura astratta che può potenzialmente avere un impatto decisivo sui settori sociali e ambientali. Il gruppo Furtherfield di Londra ha dedicato un impegno considerevole per lo studio dei vari aspetti culturali del blockchain attraverso la produzione di una mostra (New World Order), un film di Pete Gomez (“The Blockchain: Change Everything Forever”) e questo grande libro collettivo. Ogni numero ha un elenco diversificato di scrittori ed è diviso in tre sezioni: Documenti, Fiction e Teorie, che contengono rispettivamente testi esplicativi, narrativi e speculativi. Tra questi ultimi collaboratori, Hito Steyerl elabora l’arte come se fosse essa stessa una valuta alternativa, mentre Rachel O’Dwyer delinea un’analisi sistematica degli imminenti sistemi strutturali basati sul blockchain, e Rob Myers sottolinea l’importanza strategica e quindi l’uso della fiducia e del “consenso in rete”. Oltre a loro è stato coinvolto un gran numero di collaboratori e insieme hanno prodotto un lavoro degno di nota.

Con Inverso William Gibson torna alla fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo di William Gibson; il ritorno del cyberpunker…

America, futuro prossimo. Flynne Fisher vive in una zona rurale dove il lavoro è scarso per chi sceglie di non dedicarsi alla produzione di droghe sintetiche, l’unica attività remunerativa. Dopo un periodo in cui è stata ingaggiata per combattere in un gioco online, Flynne ora cerca di mantenersi facendo l’assemblatrice in un negozio locale di stampa 3D. Ma arrivare a fine mese è difficile. Suo fratello Burton, ex Marine, non è in una condizione migliore, e come unica forma di sostentamento ha il denaro che gli viene passato dall’esercito in quanto veterano di guerra con gravi lesioni neurologiche riportate sul campo. Inghilterra, settant’anni dopo. Wilf Netherton vive a Londra. È un professionista affermato e un uomo potente all’interno di una società in cui i ricchi sono la maggior parte e i poveri sono stati eliminati quasi interamente. Una realtà in cui tornare indietro nel tempo è solo un hobby come tanti. America, futuro prossimo. Flynne e Burton accettano un lavoro come parte della sicurezza occulta nel prototipo di un nuovo gioco online ambientato in una Londra simile a quella che conoscono, ma con alcune distorsioni. In questa piattaforma non si spara, ma i crimini a cui Flynne assiste sono molto peggiori. Flynne e Wilf sono destinati a conoscersi in una terra di mezzo. Un incontro che cambierà per sempre il modo di vedere il presente e il futuro di ciascuno di loro.

Imperdibile, per tanti motivi.

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Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di geopolitica, diritto e tematiche ambientali, attraverso un'ottica globale sulla società europea ed internazionale.

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