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Sherlock Holmes Society 3 | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di un fumetto steampunk che ha come soggetto Sherlock Holmes: Sherlock Holmes Society, vol. 3. La quarta:

1935, l’Impero Britannico tiranneggia sul mondo conosciuto e solo pochi temerari osano sfidare l’ordine costituito. Uno di questi è il terrorista Liam Holmes, figlio di Sherlock che minaccia Londra con le sue bombe! Per questo motivo Giorgio V decide di inviare il suo miglior soldato nel passato per uccidere suo padre. Liam si ritrova costretto a inseguirlo.

Recensione a Lo sfasciacarrozze di Alessandro Pedretta, di Luca Falorni | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Riceviamo il parere di Luca Falorni sul romanzo Lo sfasciacarrozze di Alessandro Pedretta. Falorni è un videomaker livornese che ha documentato l’underground dei ’90 di Milano e Livorno; i suoi progetti ruotano intorno alla casa di produzione Ant Perk Produzioni; questa è la sua interpretazione del romanzo:

Premetto a questa breve recensione Il fatto che non sono un lettore di questo particolare genere di fantascienza, e in generale lo sono poco della SF contemporanea italiana, quindi devo confessare di non saperne darne una definizione precisa; mi sono però imbattuto in questo smilzo libretto, in questa narrazione ai confini tra il racconto lungo e il romanzo breve che è difficile, per un testo di una settantina scarsa di pagine, mettere con certezza nell’uno o l’altro contenitore di genere.

Mi sono trovato subito in una comunanza di atmosfere riconoscibili con quelle di James Ballard, quell’enorme scrittore mai troppo lodato ieri e oggi ancor di più, dotato di preveggenza nei confronti di un mondo che somiglia sempre di più ai suoi romanzi più angoscianti, tanto più dopo questa pandemia che potrebbe essere il quinto capitolo di un possibile prolungamento della sua tetralogia degli elementi. L’ispirazione ballardiana è netta nella storia di presenze aliene mutanti nelle periferie di una grande città italiana (abbastanza chiaramente quella dove agisce l’autore stesso, cioè Milano), dove un presente distorto e sconvolto s’incontra con variopinti elementi di un futuro oramai assolutamente prossimo, se non già d’immediata attualità; l’immaginario ballardiano è così sfruttato da poter correre facilmente il rischio di dare il senso dell’abusato, ma questo rischio viene gagliardamente evitato nella maggiore delle occasioni dall’autore grazie a quello che, secondo me, è il pregio maggiore della storia narrata – storia di cui non anticiperò nulla all’eventuale lettore ancora ignorante del testo per non guastargli la meritata sorpresa – cioè la ricostruzione, realista e lisergica insieme, della realtà di un territorio delle nostre grandi città, rispetto alla quale di solito nella narrazione mainstream (sia letteraria che televisiva o cinematografica) finisce per prevalere con una serie di dimensioni stereotipate, soprattutto riguardo ai personaggi e alla archetipica scenografia dei luoghi.

Cosa che invece non accade in questo testo, perché quella periferia che è già viva nella nostra vita reale quotidiana, già quindi un elemento di futuro nel presente, viene descritta con ricchezza di particolari e stralunata attenzione soprattutto nei confronti della fauna multicolore che la popola. Una fauna multirazziale prevalentemente, ma non solo, emarginata e deviante, in cui però l’accento non viene posto soltanto sull’essere tale (emarginata socialmente), ma sulla costruzione di una dimensione assolutamente altra del vivere quotidiano, che parte da un presente diverso per giungere, con breve tratto, a un futuro drammaticamente vicino, ma terribilmente irraggiungibile e incomprensibile per l’uomo che siamo stati appena ieri.

Il futuro inizia, come in un romanzo appunto di Ballard, da piccoli inquietanti particolari che finiscono per mutare noi stessi che lo attraversiamo e tutto lo scenario in cui ci muoviamo; ma quando ce ne accorgiamo, quando il protagonista sperduto nel futuro di un mondo per lui lontano e vicinissimo insieme se ne accorge, è oramai troppo tardi e c’è qualcosa che cova e sta per schiudere il guscio che lo nasconde, così come covano le uova e le fattrici dello Sfasciacarrozze di Alessandro Kresta Pedretta.

La quarta

Al concetto di postumano è associato un senso di concreto, di ipertecnologico; e se invece fosse il fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali?
L’alieno che sbuca da una dimensione inaspettata porta all’estremo il paradosso di una società che plasma la materia e la rende vivente: trova le differenze col nostro attuale mondo…

L’autore

Alessandro Pedretta nasce nel 1975 e cresce nella periferia milanese. Operaio, poeta e narratore. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e del cyberpunk, dei grandi scrittori russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.
Tra le sue ultime pubblicazioni: il romanzo Golgota souvenir – apostrofi dal caos (Golena Edizioni, 2014), la silloge poetica Dio del cemento (Edizioni Leucotea, 2016), il romanzo breve illustrato È solo controllo (Augh! Edizioni, 2017).
Nell’ottobre del 2018 fonda con altri soggetti poco raccomandabili la rivista web di cultura estrema “La nuova carne” e viene pubblicato il libro Carnaio – antologia di narrativa novocarnista, un’antologia con il meglio della rivista.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Alessandro Pedretta | Lo sfasciacarrozze
Copertina di 3quarks

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 148 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-17-0

Link

Roland Kayn – Scanning | Neural


[Letto su Neural]

Sono più di dieci ore d’inviluppi sonori quelli contenuti in Scanning di Roland Kayn e presentati in un elegante cofanetto comprensivo di 10 CD, rimasterizzzati da Jim O’Rourke, che del maestro di Reutlingen, seminale musicista e compositore elettronico, è da sempre un autentico estimatore. Le registrazioni sono relative agli anni 1982 e 1983, periodo quindi di gran lunga successivo alle sue residenze in Italia, prima a Roma e poi a Venezia, quando Kayn prese parte attivamente al Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza. Quella di Kayn è una storia davvero singolare nel novero della musica elettronica, parliamo d’un artista che solo dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2011, anzi a dire il vero ben sei anni dopo, ha iniziato ad essere conosciuto ed apprezzato per la sua anticonvenzionale produzione. È del 2017, infatti, la pubblicazione per Frozen Reeds di A Little Electronic Milky Way Of Sound, 14 ore di registrazioni divise in 16 CD, edizione alla quale ha fatto seguito poi nel 2018 la ristampa di Simultan per Die Schachtel. Le ragioni che a suo tempo non hanno fatto di Kayn un compositore d’avanguardia fra quelli più conosciuti ed apprezzati sono probabilmente le stesse che lo rendono oggi particolarmente appetibile e sdoganabile per il pubblico post-digital. Kayn già in anni non sospetti parlava di cybernetic music, sminuendo lo stesso ruolo autorale, interessandosi più di processi generativi di composizione attraverso la programmazione, producendo in solitudine una mole sterminata di lavori, creando forme sonore attivate solo da un sistema di segnali e comandi. C’è da perdersi all’ascolto, una sorta di viaggio interstellare, anche psichedelico, ma come raggelato nelle sue sequenze, che mantengono tuttavia quasi sempre una sorta di respiro corale, una tensione viva, una sensuale partecipazione e percezione. “La musica è suono, che è di per sé sufficiente” diceva Kayn. Il fine di una scansione è quello di vedere dentro, esplorando a fondo i confini tra chiarezza e vaghezza. Kayn lo fa in maniera estremamente colta e variegata, visionaria e propositiva. Meritorio allora è il lavoro di far luce adesso negli sterminati archivi sonori del compositore, impresa che la figlia Ilse porta avanti con l’etichetta di famiglia, la Reiger Records Reeks con la quale questo lavoro è pubblicato.

Il vincitore del Premio Kipple 2020 è… Eleonora Zaupa! | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Dopo un’attenta e febbrile lettura dei romanzi pervenuti al concorso – cogliamo qui l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti – siamo orgogliosi di comunicarvi che Eleonora Zaupa vince il Premio Kipple 2020 con il romanzo Giallo come il cielo. I nostri complimenti all’autrice per l’originalità e la freschezza dell’opera.

Motivazione: il romanzo di Zaupa è un profondo addentrarsi nella giungla di tecnologia interconnessa di una Terra ormai compromessa, geograficamente sconvolta da una serie di disastri, dove Evelyn Nakata, un’Explorer militare, si trova costretta a un’incursione in un mondo ostile, scoprendo metamondi causati da un’anomalia spaziotemporale. Pazientate ancora per poco tempo, a settembre si va in stampa e potrete leggere questa nuova avventura targata Kipple!

Killing Joke – I Am The Virus | Iridediluce


Sul blog di Fiorella Corbi alcuni passaggi ideologici che condivido e poi, la ciliegina sulla torta, questo brano dei KillingJoke che adoro per la sua carica virulenta di salutare anarchia.

La globalizzazione è sotto pressione e qualunque cosa accada, quasi sicuramente adeguerà la logica orientata al mercato globale che abbiamo visto fino ad oggi. Questa crisi ridisegnerà i confini tra lo stato e il mercato delle democrazie, spingendoci probabilmente verso un certo livello di trasferimento industriale per proteggere le filiere di approvvigionamento e di produzione e sottolineando le iniziative nazionali a scapito del coordinamento internazionale. Ma potrebbe al contrario spingerci verso una maggiore governance attraverso le istituzioni internazionali, di fronte agli evidenti rischi per l’umanità nel suo insieme?

NewCoin Corporation, l’Italia del futuro fuori dall’Euro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di NewCoin Corporation, novelette di Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio, uscita per DelosDigital. La quarta:

Dopo l’ennesima crisi economica, l’Italia mette l’euro alla porta. Dopotutto, a che serve una moneta unica, quando c’è la moneta virtuale? La NewCoin Corporation garantisce una nuova epoca di sicurezza, prosperità e stabilità grazie alla nuova moneta digitale spinta dai ministri e osannata dall’elettorato. Ma qualcuno non la pensa così, qualcuno che ha i mezzi per crackare il sistema e gettare la società nel caos, sperando in una nuova presa di coscienza. Nel frattempo, una ragazza usata come testimonial del nuovo corso si dibatte in una gabbia invisibile, ma decisamente stretta…

Non è una storia intrigante? Magari anche attuale…

Prepostumani


Mi appresto a redigere i miei ricordi in formato esadecimale, approssimati in contatori postfissi di caratteristiche prepostumane.

Vana progressione


Schegge di un universo piatto si conficcano nel disturbo generazionale di postumani, rendendo vana la progressione.

AB. 79


Estetiche steampunk siedono sui tuoi istinti.

Nuove Eterotopie, l’antologia definitiva del Connettivismo – a cura di Giovanni De Matteo e Sandro Battisti


Una della antologie che nel tempo ho cocurato è Nuove Eterotopie, uscita poco più di due anni fa nella collana Odissea per DelosDigital. Con Giovanni De Matteo abbiamo voluto racchiudere in volume la selezione finale di ciò che il Movimento ha espresso finora nella narrativa breve; a completare la raccolta c’è Bruce Sterling, autore americano cofondatore del Cyberpunk e ora italianizzato, che ha dedicato a tutti i connettivisti un magnifico romanzo breve inedito, tradotto da Marco Crosa, vera ciliegina sulla torta di un’operazione completata, infine, dalla dotta postfazione di Salvatore Proietti. La copertina è di Ksenja Laginja.

Le eterotopie sono luoghi dischiusi su altri luoghi, spazi “connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi designano, riflettono o rispecchiano” (Michel Foucault). Le utopie sono consolatorie, le eterotopie inquietanti: “minano segretamente il linguaggio”, “spezzano e aggrovigliano i luoghi comuni”. Come i racconti qui racchiusi, che dissolvono i confini tra i generi in una miscela esplosiva di speculazione scientifica, anticipazione tecnologica, sperimentazione linguistica e proiezione sociologica. Sedici nuove eterotopie, dunque. Più una: un inedito di Bruce Sterling, scritto espressamente per quest’antologia. Postfazione di Salvatore Proietti.

Nuove Eterotopie, Odissea Fantascienza 70, pagg. 336, Euro 18.00, ebook Euro 4,99.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Nerxes.com

– writings around life, mankind, reality, nature & existence.

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

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Arte altra e altrove.

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Protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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Almeno un film al giorno, come il caffè.

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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