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Carrie Fisher in Episodio IX: la Lucasfilm ci tiene a precisare | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un affondo semantico su cosa voglia dire oggi essere attori di un film, di una saga, di una qualsiasi operazione artistica con le enormi possibilità offerte dalla tecnologia attuale. Il casus belli è dato dalla morte di Carrie Fisher, la principessa Leia di StarWars; ebbene, la LucasFilms fa sapere che non potrà mai rimpiazzare nei prossimi films – eppure lo potrebbe fare – la Principessa con un avatar digitale; però lo aveva appena fatto con Peter Cushing, e tutto ciò mi riporta alla mente meravigliosi racconti cyberpunk in cui il tema era proprio questo: attori digitali che interpretavano parti a prescindere se fossero ancora vivi o morti. Allora erano solo racconti, ma era così evidente che si sarebbe arrivati alla realtà, abbastanza presto…

Qui la disquisizione intrigante di SilvioSosio.

Penny Steampunk II | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di uno degli esperimenti più interessanti dell’editoria Fantasticva italiana: PennySteampunk. Vi lascio alle note dell’articolo:

Per tutti gli appassionati di steampunk è arrivata la seconda edizione di Penny Steampunk, antologia di genere pubblicata da VaporosaMente a cura di Roberto Cera e Anna Pullia. Questa nuova edizione, che potrete acquistare in formato cartaceo, ha, però, una particolarità: grazie a Francesca D’Amato potrete trovare sul sito Gnomi.org tredici racconti che vi daranno la possibilità di intervenire direttamente sulla storia, modificandola o accorciandola a seconda dei vostri gusti personali. Per ogni racconto vi saranno date delle alternative tra cui scegliere, come per esempio la possibilità di saltare alcune parti senza perdere il filo logico della trama.

Che cosa vi trovate tra le mani? Forse la più interessante e originale antologia italiana di racconti steampunk in circolazione. Questa seconda edizione dei Penny Steampunk raccoglie racconti di autori di genere, da Bruce Sterling ad Alain Voudì, passando per Augusto Chiarle, Luca Tarenzi, Emanuela Valentini, Alessandro Forlani, Paolo Di Orazio e molti altri.

Macchine impossibili, vapori mortali, mostri improbabili e ironia surreale vi accompagneranno lungo 40 racconti all’insegna dello steampunk. I proventi saranno devoluti, al netto delle spese di stampa, al Progetto A.P.P.A.® (www.progettoappa.it), progetto di cooperazione sanitaria internazionale della onlus Aid Progress Pharmacist Agreement per l’apertura di laboratori galenici in Paesi in via di sviluppo. I dodici autori delle storie variabili hanno composto i loro racconti nell’estate del 2016, durante una edizione di Minuti Contati, il contest letterario più veloce del web.

Hi-Tech Italy | Il futuro della comunicazione potrebbe essere la telepatia secondo Facebook


Elementi di cybergoth nel prossimo basso futuro. Un fascino perverso e strano in tutto ciò…Da Hi-TechItaly.

Uno dei progetti sul quale Facebook potrebbe essere al lavoro, in particolare, potrebbe contribuire a rivoluzionare per sempre il modo in cui le persone comunicano, permettendo loro di sfruttare la telepatia per restare in contatto con gli altri.

Sembra a tutti gli effetti una ipotesi alquanto fantascientifica che già il co-fondatore e CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, aveva lasciato intendere qualche tempo fa. Era il 2015 quando, in risposta alla domanda di una persona, Zuckerberg dichiarò che la nuova frontiera della tecnologia sarà la comunicazione telepatica che consentirà di scambiare i propri pensieri con altre persone sfruttando dispositivi tecnologici. Allora, come adesso, questa sembra solo una possibilità degna di un film dall’ambientazione futuristica, ma la realtà potrebbe
essere ben diversa e nuovi indizi al riguardo sembrano ipotizzare che Facebook stia effettivamente iniziando a lavorare a qualcosa di simile.

Gli indizi si riferiscono alla ricerca che Facebook sta facendo di nuove figure professionali specializzate in reti neurali e neural imaging, settori che comprendono ad esempio il collegamento del cervello ad un computer e che riescano a tradurre in immagini ciò che si verifica all’interno di un cervello umano. L’obiettivo sarebbe quello di sviluppare una piattaforma di comunicazione del futuro, senza alcun riferimento specifico alla possibilità di realizzare una piattaforma che sfrutti la “telepatia” per comunicare.

Hyperface, contro il riconoscimento facciale: ecco il tessuto che manda in tilt i social – Repubblica.it


Su Repubblica.it la segnalazione di un software che fa della contraffazione del volto la sua bandiera. La creazione di Adam Harvey mira ad accecare i sistemi automatici digitali che ci riconoscono nella folla, in una foto, ovunque noi siamo, per motivi di catalogazione e controllo. Maggiori dettagli sull’articolo.

The Void* – Values | Neural


[Letto su Neural]

Il nome The Void* (si pronuncia “The Void Pointers”) è un omaggio al C ++, linguaggio di programmazione la cui semantica è relativamente minimalista ma che è anche versatile, potente e ricorsivo. Similarmente composito, questo trio – che è formato da Roald van Dillewijn, Tijs Ham ed Eric Magnée – è forte d’un muro di suoni fatto di strumenti ed elettronica modificati ma anche di eleganti strati, tagli e sequenze melodiche, iterate e dissonanti. L’impostazione di fondo è principalmente post-rock ma l’atipico combo recupera anche attitudine free form, soundscapes e suggestioni della musica seriale e classica. Il contrasto è quello d’un suono organico ed anche astratto, estetizzato ma ricco di momenti dilatati e ipnotizzanti. Anche l’artwork dell’uscita in vinile segue questa ispirazione ed è molto prezioso, con un cartonato opaco trafitto in circolari e geometriche aperture di varie dimensioni che lasciano intravedere una texture colorata sottostante. Infine, è da sottolineare come questo album dei The Void* sia collegato contemporaneamente a ben tre etichette: la Lomechanik, la Esc.rec e la Shipwrec, tutte “made in Netherlands”, così come la band è anche coinvolta nel modding di alcuni strumenti (chitarre e flauti modificati per la creazione di un insieme di sei elementi per archi ed elettronica) al fine di dar vita a sonorità non convenzionali. L’uscita è composta da sei tracce, la prima molto ambientale e insistente, plasmata da un drone di chitarra e radio frequenze, spuri elementi ed effetti, poi nella successiva è il pianoforte ad essere in evidenza, in maniera molto melanconica e rarefatta, sospesa e profonda, mentre la terza esibisce sperimentali orchestrazioni, un puntinismo sonico poi deviato in congiunzioni meditative e influenze di musica da camera. “Abstract” è più elettronica, marziale e inquietante – successivamente – e “E AB EF B” è ancora una stilizzata composizione pianistica appena solcata da altri strati di risucchi e hum. Con “Dereference” – che parte quasi silente – i The Void* ricalibrano l’attenzione per l’infinitesimale, chiudendo l’album splendidamente e lasciandoci nelle malie suscitate da cotante multiformi espressioni.

edited by Linda Kronman, Andreas Zingerle – Behind the Smart World | Neural


[Letto su Neural]

Le attuali traiettorie di dati digitali sono adeguatamente riassunte nell’introduzione degli editori: “noi abbiamo semplicemente perso il controllo dei nostri dati digitali”. Behind the Smart World – un libro tutt’altro che fuori delle regole – è articolato in tre sezioni (saving, deleting e resurfacing). Ognuno di questi capitoli inizia con un testo teorico e continua con gli artisti che presentano le loro rispettive opere, spaziando da un’indagine sui data centers (Veermäe), a una sulle data funeral performances (Samson). L’aspetto specifico di questa collezione è l’equilibrio informativo tra teoria speculativa e intervento artistico. Pur mantenendo una prospettiva radicale in riferimento all’argomento, nel testo si definiscono i processi in termini assai chiari, come ad esempio quando Marloes de Valk suggerisce che “i nostri corpi di dati sono patologicamente obesi”. Questo punto di vista è cristallizzato nella suggestione ricorrente dell’enorme quantità di dati contenuta nella moltitudine di dispositivi di memorizzazione, scartati, prima o poi malfunzionanti, in grado di “risorgere” solo se adeguatamente gestiti e con conseguenze imprevedibili. Invece di semplicemente spingere il raccapricciante argomento privacy o l’apocalittica prospettiva e-waste, gli autori riescono a definire una consistente e unificante traiettoria centrata sulla produzione personale di dati digitali. Da lì parte la lunga lista di conseguenze abilitate da questo semplice gesto. Lo scenario risultante non è oscuro, quanto piuttosto accuratamente assemblato attraverso le lenti della teoria e dell’arte. Esso definisce accuratamente la temporalità ambigua dei dati e la sua singolare dualità come sia effimero che onnipresente.

Perfetto stile iperliberista


La sublimazione dell’ordine deriva da impianti cranici poco performanti, basso costo per una penetrazione carnale poco sicura, poco affidabile, per niente duratura – in perfetto stile iperliberista.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

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Un diario non è altro che un registro di viaggio.

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Foglie da collezione, cm 12 x 12 x 3 - By Mayoor

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Come un angelo da collezione.

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E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

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