HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Cyberpunk

Perfetto stile iperliberista


La sublimazione dell’ordine deriva da impianti cranici poco performanti, basso costo per una penetrazione carnale poco sicura, poco affidabile, per niente duratura – in perfetto stile iperliberista.

Presentazione del Premio Urania 2015 – Pulphagus®- con Lukha B. Kremo a Reggio Emilia, il 3 dicembre


Sabato 3 dicembre alle ore 17.00, presso la libreria Miskatonic University di Reggio Emilia, Via Squadroni, 10, Maico Morellini (già vincitore del Premio Urania) presenterà Lukha B. Kremo, l’editore di KippleOfficinaLibraria nonché vincitore del Premio Urania 2015, per una chiacchierata proprio sul romanzo vincitore Pulphagus®.

Si prospetta una serata imperdibile, chi può vada!

Tra umano e androide c’è di mezzo il cyborg. | L’indiscreto


Su L’indiscreto un’ampia discettazione sul tema umano/androide/cyborg.

Una storia del cyborg e di come si possa (forse) coniugare tecnologia e umanità senza perdere né l’una né l’altra. Il cyborg, così comune nel panorama della fantascienza, ha in realtà una storia profondamente radicata nella ricerca scientifica. Scienza e fantascienza si influenzano a vicenda durante il Novecento: talvolta alcune suggestioni della fiction sembrano anticipare il progresso delle tecnoscienze, in altri casi è la ricerca scientifica a fornire alla fantascienza nuovi spunti da esplorare con l’immaginazione. In un certo senso, questo accade con il termine cyborg, coniato in ambito scientifico e preso poi “in prestito” dalla fantascienza, in un momento storico in cui i progressi tecnologici, in campo soprattutto militare, minacciano di dispiegare nella realtà gli scenari apocalittici della fantascienza classica.

È il 1960, e gli equilibri di potere della Guerra Fredda trovano nella corsa allo spazio una delle principali arene. La ricerca scientifica vive perciò una stagione di profondo dinamismo: negli Stati Uniti la NASA è stata fondata da meno di due anni, l’Unione Sovietica ha, da quasi tre, lanciato in orbita lo Sputnik, ed è pronta a portare nello spazio Yuri Gagarin, il primo cosmonauta, mentre Kennedy si appresta ad annunciare le intenzioni degli Stati Uniti di mandare l’uomo sulla Luna. Ma questa è anche l’era psichedelica di Timothy Leary, dell’LSD e dell’alterazione biochimica delle percezioni e della sensorialità umana grazie a sostanze psicoattive. Tecnologie spaziali e biochimica segnano dunque il panorama scientifico del tempo, all’interno del quale si dibatte, e a livello mondiale, sull’esplorazione e colonizzazione umana dello spazio, e sui modi in cui l’uomo possa sopportare a lungo termine le condizioni presenti in ambienti alieni. È perciò la prima volta che la comunità scientifica volge il suo sguardo ai limiti del corpo umano, in vista dell’oltrepassamento dei confini del pianeta Terra; è la prima volta che si tenta, in maniera sistematica, di affrontare problemi e proporre soluzioni per fare dell’uomo un esploratore dello spazio.

I miei giochi di ruolo | ilcantooscuro


Sul blog di Alessio “Galessio” Brugnoli una bella notizia, che attesta la qualità della sua produzione: il suo romanzo Il canto oscuro, che è stato (ed è) Premio Kipple 2011, si appresta a diventare un GdR, un gioco di ruolo. Nel frattempo che la cosa diventi definitiva, vi allego un estratto elle sue considerazioni:

Negli anni Novanta, cominciai a giocare a Cyberpunk 2020: il che ha contribuito sia al mio amore per la fantascienza, visto che proprio per interpretare meglio il mio personaggio cominciai a leggere i romanzi di Sterling e Gibson, cosa che mi portò a scoprire La Macchina della Realtà e poi lo steampunk, e a molti dei miei futuri interessi professionali.

E continuo a pensare che quasi raggiunta quella data, il mondo descritto in quel GDR, in un modo eccentrico, si è realizzato: certo, all’Esquilino mancano i grattacieli, ma il melting pot di Blade Runner è una realtà concreta. Corriamo su e giù per il cyberspazio, anche se costituito da social media, e siamo sempre connessi alla realtà virtuale, non con un’interfaccia neurale, ma con un banale telefonino. E le lame di ceramica, invece che per la mortale katana del mio personaggio, sono usati nei coltelli che uso ogni sera per tagliare le verdure…

Dopo Cyberpunk_2020, passai, come molti a Vampire: The Masquerade, travolto, credo che questo sia il termine giusto in una fluviale avventura ambientata all’Esquilino, cominciata nel periodo etrusco, quando il mio gangrel ebbe qualche problema con un paio di gemelli troppo intraprendenti e terminato con il Gehenna, in cui scappava inseguito da un paio di antidiluviani, cercando di salvare le penne al suo compagno di stanza, un malkavian convinto di non essere un vampiro, ma un kriptoniano…

E in parallelo mi dedicai, per il mio amore per Lovecraft, al buon vecchio Call of Cthulhu e sotto certi aspetti, il mio Lithica non è che una avventura sottoposto a una cura di steroidi…

Offline Eye / Wi-Fi Organs, Out of Body Experience | Neural


[Letto su Neural.it]

Non abbiamo certo bisogno di far risorgere McLuhan per notare interi eserciti di protesi tecnologiche che ci circondano quotidianamente. Se restiamo a livello simbolico ce ne sono innumerevoli, ma anche se limitiamo la nostra ricerca a livello corporeo ce sono ancora moltissime. Con un’estetica che fin troppo facilmente può essere attribuita all’immaginario “cyberpunk”, l’opera Offline Eye / Wi-Fi Organs di Wu Juehui consiste in un paio di occhiali video modificati . Questi sono equipaggiati con una 3D printed spherical camera che trasmette via Wi-Fi agli occhiali video. La telecamera sferica è programmata per “cadere ogni 30 secondi”. L’artista sta tecnicamente cercando di rispondere alla domanda: “che cosa succede se il nostro occhio ha potuto lasciare il nostro corpo, ma continuare a trasmettere informazioni”? La risposta non è chiara, ma l’artista suggerisce alcune possibili soggetti di ricerca, come portare la macchina fotografica in una mano o gettandola nell’acqua, o dal tetto di un grattacielo, producendo una intensa esperienza “fuori dal corpo”. Dovunque si vada, chi indossa questi occhiali sente una presenza dislocata, non confermata dal resto del corpo. Questa creazione di una protesi visiva vicina ma libera di muoversi è totalmente nuova. Concettualmente potrebbe essere definita come il reverse engineering di un drone. L’utente ha il controllo relativo sopra l’occhio, ma la lente va giù, mai sopra, fornendo una “caduta” o visioni “profonde”, che in ultima analisi tendono ad essere sempre più vicine e dettagliate, invece di aeree e panoramiche. Questo tipo di visione spazialmente estesa non è necessariamente “potenziata” per l’individuo, sebbene essa amplifichi certamente il suo campo visivo – e a sua volta la sua percezione della realtà. Offline Eye è una delle implementazioni dell’Organs Project di Juehui, ricerca che comprende altri dispositivi che si estendono i nostri sensi, allo stesso tempo come li limitano attraverso i vincoli della propria tecnologia “pesante” e in una maniera che allude alle ultime limitazioni della nostra volontà di tecnologicamente estendere i nostri sensi.

Cromo | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a Cromo, romanzo di Andrea Biscaro che

racconta una storia dell’orrore particolarmente originale, presentando un eco-horror suggestivo ed intrigante. Cimentandosi con questo genere, l’autore dimostra una coscienziosa attenzione per le tematiche ambientali, Biscaro narra la mostruosità post-industriale nascosta nel rudere dismesso della ditta chimica Luigi Stoppani di Cogoleto, un piccolo paese della Liguria. L’azienda, produttrice appunto di cromo, è stata davvero al centro di molti scandali per aver deturpato la zona con gli scarti di produzione. Definitivamente dismessa solo 2003, questa ditta non è immaginazione, ma un vero orrore che va a fondersi con i misteri dell’impossibile e diventa teatro della fantasia nera e tagliente di Biscaro.

Anche questa volta protagonista della storia è il suo riuscitissimo personaggio Antonio Brando (Illune, Sangue d’Ansonaco, Nero d’Ansonaco), scrittore in passato di gran successo, tormentato dall’incapacità di scrivere di nuovo. Un uomo affascinante e pieno di vizi, pensieroso e profondo, che risulta sempre carismatico e convincente. Spronato a partire alla volta di Cogoleto, dalla sua fedelissima editrice Valentina, per raccogliere materiale per una nuova collana noir di eco-mafia, Brando si ritroverà nella tipica situazione surreale alla Biscaro: ogni logica cessa e un vortice di mondi e tempi diversi cominciano a mischiarsi tra loro.

Appena arrivato in Liguria si ritroverà in un ambiente carico di tensione ed enigmi: Brando smette i panni dello scrittore e inizia a indagare. Poche risposte e sguardi sfuggenti ad accogliere il curioso forestiero che fa domante sulla Stoppani. E più si avvicinerà alla verità e più l’orrore diventerà totale. Cosa succede nella fabbrica di notte? C’è veramente qualcuno che lavora tra le macerie dello stabilimento? Con una scrittura ancora più affilata  e netta del solito, Biscaro frantuma la realtà e ci affonda totalmente in un’avventura grottesca piena d’imprevisti. Impossibile interrompere la lettura. Ogni cosa, ogni situazione non è mai quella che appare. La curiosità è accresciuta anche da strani e bizzarri personaggi che Brando incontra nel tentativo di far chiarezza sulla vicenda.

Il nero denso della vicenda si alterna all’umorismo del protagonista, alle sue mangiate così ben descritte da far venire l’acquolina in bocca, al suo fascino da uomo vissuto che al solito lo porterà tra le braccia di una donna mozzafiato, Simona.

Mi trovo invischiato in un amalgama di nero industriale, che fa ribrezzo per le sue implicazioni degradate. Da avere!

Delos 185


È uscito il numero 185 di Delos. Grande iterazione, un ritorno al passato per splendore e completezza di argomenti. Tra i tanti articoli che mi sembrano degni di attenzione, segnalo:

Complimenti a Carmine Treanni per aver organizzato questo spettacolare numero, che ringrazio profondamente. To be continued

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

Foglie da collezione, cm 12 x 12 x 3 - By Mayoor

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

My Alethεiα

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

mondo dolce

Food Lover.

poesiaspontanea

improvvisazioni di poesia

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

Archeocake

Torte del passato riviste in chiave moderna

VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

il tempo dell'archeologia. il tempo di guardare, vedere, scoprire, conoscere, viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso il tempo dell'archeologia

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

Michele Valente |Blog

Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di politica ed economia, europea e internazionale, attraverso un'ottica globale dei fenomeni della società

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La musica è una pratica occulta dell'aritmetica, dove l'anima non sa di calcolare - Leibniz

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