HyperHouse

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Archivio per Cyberpunk

La razza robot creata con cellule di ratto | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Frutto della ricerca nell’ambito dell’ingegneria genetica all’Università di Harvard, la prima razza semi-organica è capace non solo di sopravvivere per diversi giorni (anche se solo in condizioni di laboratorio) ma anche di essere comandata a distanza, seguendo gli impulsi luminosi. Il robo-stingray creato dal team del bioingegnere Kit Parker è composto da quattro strati. Il primo strato è in silicone, prodotto grazie a una stampante 3D. Il secondo, uno scheletro d’oro, permette alle pinne pettorali di tornare alla posizione originale. Al terzo layer, anche questo in silicone, segue infine il quarto, forse il più interessante, quello organico prodotto dalle cellule viventi estratte dal muscolo cardiaco di un ratto. Segue il video che mostra la razza in movimento, grazie agli impulsi luminosi.

The Zero Theorem di Terry Gilliam arriva al cinema | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’uscita in Italia, dopo ben tre anni, del film di Terry Gilliam, The Zero Theorem. Un misto di cyberpunk, distopia e introspezione che affascina. Credo sia da non perdere…

In un mondo futuristico e orwelliano in cui l’umanità è controllata dal potere delle corporazioni e da “uomini videocamera” che rispondono alla losca figura nota solo con il nome di Management, il genio informatico Qohen Leth (Christoph Waltz) vive recluso all’interno di una ex cappella distrutta dalle fiamme. Eccentrico, solitario e afflitto da angoscia esistenziale, Qohen da tempo lavora su un misterioso progetto – il Teorema Zero – volto a scoprire lo scopo della vita, qualora ne esista uno. Il suo lavoro e il suo isolamento sono a volte interrotti dalle visite della sensuale e vistosa Bainsley (Mélanie Thierry) e dell’adolescente prodigio Bob (Lucas Hedges). Sarà grazie a una delle invenzioni di quest’ultimo che Qohen affronterà un viaggio all’interno delle dimensioni nascoste della sua anima, dove si nascondono le risposte che sia lui che Management stanno ricercando per provare o confutare il Teorema Zero.

The Obsolescence Project, The Visual Quality of being Old | Neural


[Letto su Neural.it]

Mentre l’industria sta costruendo “l’Internet delle cose”, con microchip incorporati e piccoli dispositivi negli oggetti di varie forme e dimensioni, altri oggetti industriali vengono prodotti, acquisiti e ­– nel frattempo – diventano obsoleti. La percezione di obsolescenza è relativamente personale, ma dopo un certo periodo di tempo diventa obiettiva, soggetta ad estetiche e funzionalità. The Obsolescence Project di Deanne Achong è un blog fotografico progettato per mostrare l’obsolescenza dei singoli oggetti, fotografati in isolamento o in condizioni similari. I post del blog forniscono il contesto, ma è anche possibile sperimentare la collezione come una galleria di immagini. In questo formato si dimostra come sono stati inclusi i molti oggetti meccanici e tecnologici, implicitamente commentando i media rappresentati e il loro inevitabile destino.

Athina Karatzogianni – Firebrand Waves of Digital Activism 1994-2014: The Rise and Spread of Hacktivism and Cyberconflict | Neural


[Letto su Neural.it]

L’attivismo digitale ha esordito in contemporanea con la commercializzazione di Internet, annettendo il desiderio di estendere e materializzare la promessa di un mezzo orizzontale e democratico. Da allora si è evoluto in una direzione diversa. Athina Karatzogianni cerca di ricostruire questa evoluzione, gli eventi e le principali forze che lo hanno influenzato. L’autrice definisce quattro “onde” di escalation, analizzando gli eventi che hanno cambiato in maniera significativa le condizioni sociali e politiche, con ripercussioni dirette sull’operato degli attivisti, soprattutto nell’arena globale digitale. La prima ondata di attivismo digitale (1994-2001) è definita dai primi esperimenti di Internet a 9/11, che trasforma radicalmente l’atteggiamento di dissenso on-line. La seconda ondata (2001-2007) comprende la guerra in Iraq e la terza ondata (2007-2010) include Obama come nuovo presidente degli Stati Uniti. Il capitolo più lungo, tuttavia, è circa la quarta ondata (2010-2014), che segna un cambiamento paradigmatico discutibile, soprattutto dopo Wikileaks, la primavera araba e Occupy. Tra i suoi argomenti più sensibili vi è quello che fra i governi e le organizzazioni non-governative più maistream e cooptate ci sia probabilmente un’alleanza nel normalizzare le attività politiche in una strategia come al solito di regime. La conseguenza fatale di questo sarebbe che il conflitto si sposterà a un attacco delle infrastrutture d’informazione, dove la “mobilitazione” in rete non avrebbe più prodotto alcun risultato tangibile. Questo scenario cupo ma possibile dà l’idea di potersi realizzare se forme politiche alternative – alfine – non prevarranno.

Da Siri a “Samantha”: il futuro dell’intelligenza artificiale e come cambierà la nostra vita | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos182, un interessante articolo di Roberto Paura che traccia il presente e il futuro della IA, intelligenze artificiali. Con tutti i rischi enormi connessi alla situazione: attenzione, abbiamo la possibilità di creare il nostro annichilitore.

L’evoluzione tecnologica mette oggi a disposizione della comunità scientifica capacità di calcolo e di elaborazione dell’informazione impensabili fino a pochi anni fa. Avendo ormai quasi raggiunto i “limiti fisici” della celebre legge di Moore, che prevede il raddoppio delle capacità di calcolo di un processore ogni 18 mesi, i colossi dell’informatica sono da tempo al lavoro su soluzioni rivoluzionarie, come quella di IBM, che punta all’utilizzo dei fotoni invece degli elettroni – che generano calore limitando il numero di operazioni al secondo – all’interno di particolari chip nei quali dispositivi elettronici sono integrati con dispositivi di tipo ottico. In tal modo diventa possibile accelerare significativamente il numero di operazioni al secondo, raggiungendo il livello dell’exaflop, pari a un trilione di operazioni al secondo: circa cento volte più veloce della capacità di elaborazione del cervello umano.

La velocità, naturalmente, non è tutto. Per riuscire a simulare artificialmente un cervello umano bisognerebbe avere degli algoritmi in grado di imitare i processi di apprendimento. L’approccio più utilizzato al momento è quello delle reti neurali artificiali, che connettono tra loro chip al posto di neuroni e utilizzano tecniche di “apprendimento per rinforzo”: inizialmente, il software utilizza metodi del tutto casuali per risolvere un problema, ma quando riesce a portare a termine con successo un compito i circuiti che hanno condotto a quel risultato vengono rinforzati, mentre quelli che hanno portato a vicoli ciechi vengono indeboliti, esattamente come avviene nel nostro cervello, dove le sinapsi responsabili di azioni o riflessioni considerate efficaci sono gradualmente rinforzate. In tal modo diventerebbe possibile imitare la plasticità cerebrale che è alla base della capacità di un essere umano di apprendere partendo da zero. Mettendo a disposizione di una rete neurale particolarmente efficace la mole enorme di informazioni estraibili da Internet, potrebbe essere possibile riuscire a ottenere un’IA forte, un’AGI.

Non tutti sono a proprio agio con l’idea di realizzare un’AGI. È noto che personalità influenti come Stephen Hawking, Bill Gates o Elon Musk abbiano di recente messo in guardia l’umanità dai potenziali rischi di “superintelligenze” artificiali. Libri come Our Final Invention: Artificial Intelligence and the End of the Human Era di James Barrat (2013) o Superintelligence: Paths, Dangers, Strategies di Nick Bostrom (2014) trattano nel dettaglio i rischi collegati a un simile scenario. Bostrom, in particolare, ha analizzato diversi casi in cui un’intelligenza artificiale potrebbe trasformarsi in una “minaccia esistenziale” per l’intera umanità. Non si tratta solo di scenari “alla Terminator” o “alla Matrix”, dove le IA riducono la nostra specie in schiavitù, ma anche più banali casi di errori di programmazione. Nello “scenario paperclip”, un’IA che ha per obiettivo ottimizzare e massimizzare la produzione di graffette (paperclip) all’interno di una fabbrica potrebbe finire per sfruttare tutta la materia del pianeta a questo scopo, impedendoci di fermarla grazie alla sua superiore intelligenza. Secondo Bostrom, una volta realizzata un’IA con un livello di intelligenza pari a quello umano, il passo per raggiungere la “superintelligenza”, superando quindi significativamente i nostri livelli cognitivi, sarebbe brevissimo. A quel punto le IA diventerebbero inevitabilmente incontrollabili, quali che possano essere i loro obiettivi, perché non riusciremmo in nessun modo a prevederli e a comprenderli.

Per un femminismo postumano – Prismo


Su segnalazione di Giovanni “X” De Matteo, questo interessante post apparso su Prismomag che analizza il rapporto tra Femminisimo e cibernetica sociale propria prima del cyberpunk, e ora della stessa nostra società. Da bere tutta d’un fiato.

Sono femminista, nerd, e bulimica in continua lotta con il mio corpo (e con il concetto di corpo in genere), e ho passato la maggior parte degli ultimi sette anni a tentare di conciliare tutte queste cose. Non ci sono ancora riuscita e probabilmente non ci riuscirò mai, d’accordo. Ma date le premesse, sono arrivata alla conclusione che la liberazione che passa per la tecnologia digitale –  l’essere cyborg anziché dea, direbbe Donna Haraway – non libera nulla se spogliata da una critica al sistema che queste premesse le ha rese possibili. E l’ho fatto saltando abbastanza a caso dal Manifesto Cyborg a Ex Machina, da Barbie a Ghost in the Shell, da Deleuze a Luther Blissett, dalla Samantha di Her al Manifesto Accelerazionista. Andiamo per gradi, quindi. O quantomeno, proviamoci.

Il Grande Avvilente: Penny Steampunk – un’antologia Steampunk a cura di Roberto Cera


Alessandro Forlani segnala sul suo blog l’uscita editoriale di un’antologia, Penny Steampunk, una silloge di vapore, ingranaggi e segreti a cura di Roberto Cera in occasione di VaporosaMente 2016.

Il volume comprende racconti di Aaron Mattews, Alessio “Galessio” Brugnoli, Andrea Frasconi, Andrea Wise, Anna Pullia, Augusto Chiarle, Cristina Barone, Daniele Cutali, Dario Tonani, Duilio Chiarle, Davide Del Popolo Riolo, Emanuela Valentini, Federica Soprani, Vittoria Corella, Filippo Abrami, Marta Mautino, Jonathan Davies, Maurizio Matassi, Barbara Martini, Paola Pozzo, Paula Capilla Mirales, Valerio Amadei e Forlani stesso.
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Blogger, studente e pubblicista. Scrivo di attualità politica ed economica, con particolare interesse rivolto ai temi riguardanti le politiche europee, le relazioni internazionali e i global studies.

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VersoErcole | il blog di Stefano Paparozzi

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Siamo i Custodi della Percezione, i Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo, Lupi Siderali. Un gruppo di liberi pensatori indipendenti. Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere.

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