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Ricoprirsi di metallo per affrontare le intemperie dell’esistenza. So human

Le creazioni steampunk di Arturas Tamasauskas | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Arturas Tamasauskas è un artista lituano che crea macchine, animali e uccelli riciclando parti di metallo che sarebbero altrimenti destinate alla pattumiera. Fra le sue creazioni troviamo anche una radio steampunk funzionante, che potete ammirare nella gallery in coda al post. Quelli interessati alle sue creazioni possono seguirlo qui.

Non risulta nulla


Niente mi delinea sullo sfondo di matematica aliena, niente rimane impressionato dal mio profilo psichico, algoritmi di bassa incarnazione; dovrei essere una portentosa estensione del Nulla senziente, ma non risulta niente dai nanomacchinari che ho affogato nelle mie carni modificate.

(edited by) Phoebe Stubbs, Art and the Internet | Neural


[Letto su Neural.it]

Questo libro si propone come una celebrazione dei 25 anni nel rapporto tra arte e internet – anche se il 1989 non sembra essere un anno particolarmente indicativo per la disciplina – e la trattazione è presentata come una particolare “detective story”. L’editor ufficiale – Phoebe Stubbs, a giudicare dai vari negozi online e cataloghi – non è mai menzionato nel libro, nemmeno nel colophon o sul sito dell’editore. Questo tipo di misteriosa trama farebbe suonare campanelli d’allarme per gli specialisti di net.art come un falso classico su cui costruire una creazione artistica o una performance, questa volta sotto forma di un libro. Ma purtroppo non ci sono tracce di questo e dei criteri di redazione – di cui non vi è alcuna menzione a parte un breve testo anonimo all’inizio – che possano sicuramente definirlo come “originale”, con pochissimi pezzi classici e molte opere di artisti meno noti, che coprono l’intero periodo di tempo ma concentrandosi soprattutto su questi ultimi dieci anni. Si ritrovano nel testo saggi commissionati, interviste, bibliografie e tutto il necessario per comporre un’antologia storica ma la sottile linea rossa che passa attraverso il libro sembra mancare (o è ben nascosta). Possiamo anche vedere questo libro da una prospettiva diversa e come Florian Cramer ha dichiarato una volta, “un poco di net.art è stata conservata attraverso le immagini stampate in alcuni libri”. Così forse il piano segreto era quello di fare una “capsula del tempo” con una selezione di opere che sarebbero sicuramente sembrate esclusive se scoperte in futuro. Se questo è il caso, allora questo libro è unico.

Aposematic Jacket, cameras as improper weapons | Neural


[Letto su Neural.it]

La “sorveglianza inversa” o la registrazione di un’attività da parte di un partecipante, di solito con piccole e portatili-indossabili telecamere, implica non solo un cambiamento di prospettiva ma anche un diverso equilibrio di potere. Il collettivo Shinseungback Kimyonghun ha creato un autentico abito di contro-sorveglianza per la loro opera titolata “Aposematiche Jacket“. Si tratta di una giacca con molteplici piccole “telecamere” cucite (o lenti con schede Raspberry Pi, pronte a registrare e pubblicare on-line con la semplice pressione di un tasto). Definito come un dispositivo di auto-difesa anti-aggressione, la giacca è una versione “su misura” delle tante telecamere con le quali abbiamo iniziato ad avere dimestichezza (nella sorveglianza casalinga, con le GoPro, i Google Glass e le Dash Cams, ad esempio). Ma se le telecamere sono per l’auto-difesa, possono anche essere considerate alla stregua di spine d’un istrice – come suggerisce il collettivo – o armi improprie, che noi sfoggiamo come super-poteri surrogati (una visione supplementare, registrata in maniera sicura) al fine di proteggere noi stessi. Se è così, questo cambia il suo valore semantico che dovrà essere rapidamente reinterpretato e assorbito.

Momento appartenenza steampunk


Il momento steampunk si inebria di occhi meccanici e ghiere, modificando il continuum di appartenenza.

Cory Doctorow al Salone di Torino presenta la nuova edizione di Little Brother ∂ Fantascienza.com


Da Fantascienza.com la notizia che Cory Doctorow sarà al Salone di Torino per l’uscita del suo romanzo Little Brother. L’autore ha specificità sociali che s’innestano col tessuto tecnologico che viviamo oggi e nel basso futuro che ci attende.

Terrorismo, hacker e libertà civili. Ancora una volta la fiction anticipa la realtà o almeno riesce ad interpretare veramente bene come alcuni fattori sociali e la tecnologia possono interagire tra loro. Il vate questa volta è Cory Doctorow, autore nel 2008 di questa saga fantascientifica straordinaria, che ha per protagonista un adolescente (Marcus, meglio noto in rete come w1n5t0n, che si pronuncia Winston), con ottime capacità informatiche. Nel giro di poco tempo Marcus si ritrova a capo della resistenza per la tutela delle libertà individuali, nata per contrastare le attività tiranniche del Dipartimento di Pubblica Sicurezza di San Francisco.

Prima che Anonymous arrivasse alla ribalta delle cronache, prima che gli scandali rivelati da WikiLeaks facessero tremare le cancellerie di mezzo mondo, prima che i nerd fossero invitati a pranzo alla Casa Bianca, i romanzi come Little Brother hanno raccontano che gli hacker e i nerd possono essere un grande risorsa per il futuro.

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