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Archivio per Cyberpunk

Nessuna differenza


Distinzioni operative restano appese oltre le apparenze, eppure proprio quelle si profilano oltre le emanazioni vitali.

Cyberpunk?


Sostentati dalla continua ricezione di info, neoneuroni in selvaggia parata si predispongono all’attitudine punk del modello cibernetico

(edited by) Geoff Cox, Tatiana Bazzichelli – Disrupting Business: art and activism in times of financial crisis (DATA browser 05) | Neural


[Letto su Neural.it]

Come reazione provocatoria ma sistemica ai vincoli della crisi economica, gli attivisti culturali hanno ideato una serie di proprie contro-azioni, che si sono concretizzati in teorie, opere d’arte, interventi e produzioni. Un approccio radicale è stato sempre presente nella serie del browser DATA (questo è il 5° libro), che ha iniziato nel 2004 con un focus specifico editoriale: pubblicare antologie di testi “all’incrocio tra cultura e tecnologia”. Questo ultimo volume si sposa perfettamente con le passate edizioni e contiene una notevole collezione di testi di differenti collaboratori – venti ricercatori in totale – per lo più artisti e filosofi che hanno familiarità con l’enclave della new media art. Le dinamiche capitaliste vengono affrontate attraverso l’elemento chiave del linguaggio, inteso sia come un potente strumento di propaganda della finanza, ma anche come arma potenzialmente letale contro di essa. Gli attivisti culturali coinvolti assumono il ruolo di agenti attivi, mentre gli artisti possono essere facilmente riconosciuti come innovatori sovversivi, essendo relativamente liberi d’agire all’interno dello stesso sistema. Le loro piattaforme e le azioni stanno minando i valori di imprese già costituite, forgiando molteplici valori e sfidando anche le interfacce più popolari con la potenziale “mercificazione di ogni cosa”, come, ad esempio il crowdsourcing – uno dei suoi esempi più influenti. Uno degli obiettivi del libro, quello di elaborare forme di linguaggio che potrebbe minare il semiocapitale, sembra essere stato compiuto: questo è un manuale funzionale a un’innovazione dirompente.

Kipple Officina Libraria | Citazioni Kipple/connettiviste su Delos 168


[Letto su KippleBlog]

Le produzioni editoriali di Kipple Officina Libraria sono state citate, con nostro S*ommo onore, ben due volte nel numero 168 di Delos, la webzine della Delos uscita oggi qui.

La prima è nell’articolo The Origins: alle origini del Connettivismo, dove tra le varie pubblicazioni viene citata la nostra recente The origins, un compendio di racconti degli iniziatori del Connettivismo prima che esso divenisse tale.

Cosa c’era prima del Connettivismo? Allacciate le cinture e preparatevi a scoprirlo con l’ebook The Origins pubblicato dalla Kipple Officina Libraria. È un viaggio nel mondo della fantascienza attraverso l’arco del fantastico, che apre una panoramica sugli approcci e le tematiche di Sandro “zoon” Battisti, Giovanni “X” De Matteo, Marco “pykmil” Milani e Lukha B. Kremo, prima che l’unione di intenti e forze creative generasse l’avventura connettivista. Diciassette racconti — in una selezione di testi editi e inediti — tracciano una traiettoria verso l’oltre e i territori non ancora cartografati del fantastico. Una rassegna di diciassette racconti, alcuni ancora inediti, a cura di Marco Milani e introdotta da un testo di Lukha B. Kremo. Disponibile su tutti gli store online e in tutti i formati. Da leggere assolutamente.

La seconda e più occulta segnalazione che riguarda sempre il Connettivismo è nell’articolo Alan Turing nella fantascienza e nella narrazione, dove si cita Il canto oscuro, di Alessio “Galessio “Brugnoli, vincitore del Premio Kipple 2011:

Un omaggio alla figura di Turing è contenuto nel recente romanzo italiano Il Canto Oscuro di Alessio Brugnoli, edito da Edizioni Kipple nel 2012. La storia è una sorta di giallo ambientato in una Roma fuori dal tempo, in un mondo a cavallo tra l’800 e il ‘900, nel quale i computatori a vapore sono una realtà. Potenti macchine da calcolo che hanno reso il mondo grigio di fuliggine.Se i più saranno divertiti dalle varie figure storiche inserite nel romanzo, una per tutte Guglielmo Marconi, a chi conosce la vita di Alan Turing non potrà che saltare all’occhio la figura della vittima, il matematico inglese omosessuale Alan Stuart, finito nel mezzo di una storia più grande di lui.Molti sono i paralleli tra la figura reale e il suo alter-ego nel libro, che diventa un protagonista, mediante il racconto di chi lo ha conosciuto, anche se è morto dalla prima pagina. Lode al coraggio di rendere protagonista di un romanzo una figura così controversa, pur se di acclarato valore nella storia della scienza.

Ringraziamo Delos per le bellissime parole dette, un riconoscimento che, concedetecelo per un momento, ci fa star bene e ci inorgoglisce.

Gli animali steampunk di Igor Verniy | Kipple Officina Libraria


In odor di steampunk il post di KippleBlog, dedicato alle opere di Igor Verniy. Un estratto:

Igor Verniy è un artista russo che ha avuto un’idea tanto semplice quanto efficace. Ovvero creare delle creature steampunk riciclando parti di vecchie automobili, orologi ed elettrodomestici.

E-book backup, successfully storing digital books | Neural


[Letto su Neural.it]

La stampa ha qualità intrinseche di archiviazione, essendo, come con gli altri media statici, un ritratto di contenuti congelati nello spazio e nel tempo. L’e-publishing è esattamente il contrario: la sua struttura digitale effimera (che deve essere interpretata ed eseguita da una macchina ogni volta) lascia molto spazio per l’incertezza. Il lavoro di Jesse EnglandE-book backup” è un libro d’artista che contiene il testo intero di “1984″ di George Orwell, di cui ogni pagina ospita anche una immagine fotocopiata della stessa pagina visualizzata su un Amazon Kindle, esplicito riferimento al controverso incidente del 2009, quando “gli utenti Kindle notarono che le loro copie di 1984 e di Animal Farm erano state rimosse dai loro Kindle, senza alcun preavviso e senza il loro consenso”. L’editore non aveva i diritti e Amazon successivamente reintegrò le copie promettendo di non ripetere in futuro un evento del genere. Se un “backup” può essere assimilato in maniera esitante a una contemporaneità di “archivio”, questo lavoro utilizza un senso comune ma diretto nell’affrontare la debolezza del supporto testuale nel dominio digitale.

IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE | Recensione dei romanzi di De Matteo


Sul blog di Marco “Antares666″ Moretti le recensioni anomale, nel senso che mettono in luce alcune costituenti sociali, fantastiche e tecnospaziali dei due romanzi usciti per Urania, di Giovanni “X” De Matteo, Sezione Π2 e Corpi Spenti. Due estratti:

Una domanda risuona senza sosta, mettendo il lettore davanti alla consapevolezza della propria finitudine: “Qualcosa sopravvive alla morte?” Non viene data una risposta concreta, ma si capisce bene che le memorie estratte dai cervelli dei morti sono soltanto spettri di flussi sinaptici estinti e non costituiscono la sopravvivenza del loro essere. Tutto ciò aggiunge ancor più inquietudine, come se si aprissero le porte di un mondo di tenebre e di mistero.

Concetto portante dell’opera è la Singolarità Tecnologica, intesa come punto oltre il quale Alice entra nello specchio e viene meno la capacità umana di comprendere gli sviluppi della tecnologia e del progresso scientifico in accrescimento esponenziale. Quando tale Singolarità si instaura, ogni cosa diventa irriconoscibile, non può più essere colta nella sua interezza dalle menti di chi la subisce.

* * *

L’ambientazione è quella di una civiltà terminale, sempre più vicina al collasso ecofagico. Ogni cosa si disfa e tende alla rovina. L’entropia dilagante non può essere combattuta, ogni tentativo di riorganizzare il vecchio ordine ormai decaduto minaccia di risolversi in un disastro. Rispetto all’epoca dei fatti narrati in Sezione Π2, la situazione politica e sociale si è notevolmente degradata. L’autore sa comunicare molto bene questo senso di autolisi, che trasuda da ogni pagina.

Corpi Spenti è in tutto e per tutto un romanzo profetico. È stato detto che gli orrori di cui tratta sono una denuncia dei crimini che con orrendo neologismo i mass media chiamano “femminicidi”. In realtà questo è il futuro che avanza, portando con sé sviluppi raccapriccianti come ad esempio la produzione su vasta scala degli atroci filmati di torture conosciuti come “snuff”. A mio avviso non è affatto necessario pensare che il romanzo intenda fornire una semplice lezione morale facendosi lineare interprete del presente e criptandolo in qualche modo tra le sue righe. Siamo invece di fronte a purissima fantascienza distopica, all’applicazione di un algoritmo ipercomplesso che proietta il presente nel futuro facendo evolvere i dati di input.

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