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I frattali nella sabbia si confondono e interferiscono…

Embassytown | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un nuovo lavoro, Embassytown, di China Miéville.

In un futuro remoto, gli esseri umani si sono spinti ai confini dell’universo, colonizzando il pianeta Areka. Qui, i rapporti tra gli uomini e il misterioso popolo degli Arekei, custode di una lingua misteriosa e inaccessibile, sono possibili solo grazie ai pochi ambasciatori terrestri in grado di comprenderne il linguaggio. Avice Benner Cho, una colona umana, ha fatto ritorno sul pianeta, nella città di Embassytown, dopo anni di viaggio nello spazio più profondo. Non è in grado di parlare la lingua degli Arekei, eppure in qualche modo ne rappresenta una parte: lei, come altri esseri umani, è utilizzata dagli indigeni come una “similitudine vivente”, necessaria alla formulazione di concetti altrimenti inesprimibili. A causa di oscuri intrighi politici, sul pianeta è stato inviato un nuovo ambasciatore e il fragile equilibrio tra umani e alieni subisce una violenta scossa. Una catastrofe è all’orizzonte, mentre Avice si trova divisa tra un marito che non ama più, un sistema nel quale non ha più fiducia e una lingua che non può parlare ma che parla attraverso di lei, al di fuori della sua volontà.

In uscita per Fanucci, direi che come sempre è un libro da leggere, tenere, assimilare.

Dear Data, slow data postcards | Neural


[Letto su Neural.it]

Raccogliere e visualizzare dati implica quantificare e poi cercare di rappresentare il senso dei dati stessi. Con il progetto “Dear DataGiorgia Lupi e Stefanie Posavec, entrambe infodesigner, si sono avventurate in questo tipo di pratiche e l’hanno fatto tramite una corrispondenza di infografiche disegnate a mano su cartoline postali, inviate a cadenza settimanale tra New York e Londra. Una cartolina illustrata ogni sette giorni per 52 settimane è stata usata di volta in volta per rappresentare un tema o un’azione reiterata nelle rispettive vite, a partire da una rigorosa, continua e metodica raccolta dati. Il retro di ogni cartolina è dedicato alla “legenda”, al metodo e alle istruzioni su come leggere le (bellissime) illustrazioni, i colori e i segni. I temi dello scambio sono svariati: dalle parole offensive dette nei momenti in cui si prova invidia, dai suoni uditi durante le giornata alle ore dedicate alla fruizione dei media. Il format rituale utilizzato innesca curiosità e fidelizzazione, mentre la puntuale descrizione del processo di raccolta educa a cambiare prospettiva. Dopo aver letto le cartoline dell’intimo scambio camminando in città sarà infatti facile sorprendersi a contare i propri sorrisi, i suoni oltre le cuffie, gli sguardi incrociati, le news lette e su quali media. In forma disegnata, una raccolta di dati così strutturata mette a nudo l’utilità del conteggio, svelandoci nostre azioni inaspettate, abitudini nuove, bisogni non percepiti: contandole è più facile e tangibile comprendere l’entità delle nostre azioni e usarle per modulare di conseguenza le nostre scelte. Questa consapevolezza può, tuttavia, generare una successiva e più inquietante osservazione: raccogliere queste informazioni è prezioso per le nostre decisioni quotidiane. Come le raccogliamo, adesso, senza un corrispondente oltreoceano? A chi, realmente, affidiamo e confessiamo quotidianamente ogni nostra scelta, ora che tutto passa, quasi sempre, dall’utilizzo di dispositivi e servizi online che tracciano ogni nostro click?

Solo perché


Semplifichi i rimandi alla complessità demagogica del tuo carapace, poi ne lasci andare le direttive in codice ed esplodi la nenia incantata – solo perché sei incarnato.

A Quiet Desert Failure, be patient, the desert is coming | Neural


[Letto su Neural.it]

Sii paziente, il deserto sta arrivando. Ogni anno l’umanità perde circa sette milioni di ettari di terreno fertile grazie all’avanzamento delle aree desertiche del mondo, fenomeno noto come desertificazione. Le maggiori cause, oltre ai cambiamenti climatici, vanno sicuramente individuate nei comportamenti antropici quali pascoli eccessivi, tecniche agricole inadatte, disboscamento, inquinamento… Il Sahara, con i suoi oltre 9 milioni di chilometri quadrati di estensione, è il deserto caldo più grande del mondo e l’artista Guido Segni (ennesimo nome d’arte dell’italiano Clemente Pestelli) ha deciso di mapparlo tutto. Ovviamente non è lui a fare “il lavoro sporco”, ma un instancabile bot che ogni 30 minuti, oramai da qualche tempo, posta su una pagina Tumblr un’immagine del deserto proveniente dai database di Google Maps. La performance, che collezionerà un milione di campionature del deserto del Sahara, è incentrata sul meccanismo di produzione e riempimento dei luoghi di riferimento fisici di internet (i data center) con informazioni apparentemente inutili e avrà una durata di circa 50 anni, un tempo decisamente esteso per un’opera d’arte digitale. Nessuno può sapere se il server di Google, l’archivio Tumblr, la stessa rete Internet o gli spettatori vivranno abbastanza per vederne la fine. Si può sfruttare l’attesa notando un per nulla velato binomio “abuso della tecnologia”/“desertificazione” che suona come una forte, terribile, già risolta accusa. Un fallimento, appunto. Il deserto.

Modificato da


Rimangono sospese le raccomandazioni miscelate con il tuono metrico; e i ricordi sia affollano, così, in perfetto ordine esadecimale.

2016: oltre il transumanesimo italiano. Ripartiamo dal FUTURISMO


Post dettagliato sullo stato attuale del Transumanesimo, a opera di Roberto Guerra. Quando i sogni si infrangono? Mi piacerebbe coinvolgere i diretti interessati in un piccolo dibattito, verificare se il sogno della crescita antropologica può essere ravvivato o se è ancora in corsa; per quanto mi riguarda, la tensione verso l’aumento delle potenzialità umane sono sempre affascinati e in cima ai miei desideri.

Il Transumanesimo italiano, storicamente – ovvio – rilevante – ha fatto il suo tempo. La rivoluzione annunciata e sempre proclamata, quasi come Matteo Renzi, alla fine genera sempre topolini. Non ci è più possibile tacere lo stato delle cose attuale.  Attività offline come Rete praticamente inesistente o debole, sempre effimera. Restano iniziative personali di rilievo, conferenze, libri editoriali, manifesti laterali, certa divulgazione mediatica costante ma frutto non della Rete ma di singoli soggetti e  poi alla fine mai ottimizzata perché la Rete nei fatti non esiste quasi più. Ridotta al chattismo su Facebook, con anche migliaia di iscritti che spesso manco conoscono la pubblicistica finora prodotta e neppure la storia del cosiddetto Transumanesimo e i suoi anche promotori storici internazionali, anche grandi scienziati ecc.  Il discorso riguarda in Italia entrambe le associazioni ufficiali, sia l’AIT che il il Network + transumanisti. Di più, queste ultime continuano a non dialogare, appena minime sinergie una tantum, continuando nella guerra fredda in atto da alcuni anni, dovuta essenzialemente a visioni storico-culturali obsolete degli uni e a arroccamenti elitari degli altri. Ecco qua la chiave che in fondo spiega la fine del transumanesimo storico italiano: troppi credono il Transumanesimo una novità ex novo del/dal 2000 più o meno. Una tecnoballa, il Transumanesimo e anche all’estero sia ben chiaro è soltanto un sigla dell’attuale futurologia o futurismo (come l’intendono all’estero anche consapevoli della lunga matrice del futurismo italiano…) scientifico, ulteriormente quest’ultima una scienza sociale che ha una lunga  storia e che – come accennato – deriva anche storicamente da ulteriori matrici.

VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

News di archeologia

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

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L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

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Blogger e studente. Scrivo di attualità politica ed economica con particolare attenzione verso l'Europa, i global studies e le relazioni internazionali.

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La musica è una pratica occulta dell'aritmetica, dove l'anima non sa di calcolare - Leibniz

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"A questo mondo ci sono persone che odiano la realtà. Io vendo sogni a quelle persone"

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