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Torna l’Impero Connettivo con Punico, di Sandro Battisti


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita, per DelosDigital, del mio nuovo romanzo Punico, seguito del Premio Urania 2014 L’impero restaurato, storie tutte ambientate nell’oloverso dell’Impero Connettivo. Il libro esce in ebook per DelosDigital ed è acquistabile nel DelosStore e su Amazon a 3.99€. La splendida copertina è di Ksenja Laginja.

Dopo essersi separato dalla sua parte trascendentale, nel New Connective Empire guidato da Sillax la logica iperliberista regola le vite e i guadagni dei postumani che continuano a vivere su Nèfolm, la capitale che l’imperatore Totka_II aveva costruito poco prima di passare a un più alto livello di energia.
Qualcosa però va storto in questo disegno di perfezione: Sillax sente la pressione delle forze estremiste e la sua attitudine al comando si sfalda nel momento in cui non riesce più a interagire con l’imperatore. Contemporaneamente, emerge da un passato informe la figura di Annibale Barca, condottiero e Generale dell’esercito cartaginese che per lustri interi tenne in scacco Roma e la sua potenza militare, proprio sul suolo italico.
Anche Teodora, moglie dell’imperatore bizantino Giustiniano I e protagonista del precedente romanzo L’impero restaurato, è alla ricerca di una riscossa, dopo essere stata ripudiata da Totka_II e successivamente presa in sposa da Sillax, ma la sua ricerca di dignità e amore si scontra con i riverberi delle realtà e le interpretazioni che i due imperiali connettivi danno a esse.
Chi sarà in grado di dominare tra le aspre contrapposizioni di Annibale, che odia ogni forma d’impero, e l’Impero Connettivo guidato dai due condottieri? Quale risvolto energetico e strategico potrà avere una legione romana fantasma, persa nello spazio e nel tempo e in grado di orientare gli esiti dell’incipiente guerra psichica e quantica?
Cosa sarà degli abitanti di Nèfolm e di tutte le incarnazioni possibili, dell’Impero e di tutte le sue speranze di gloria e di espansione all’infinito nei continuum spaziotemporali? Totka_II saprà, con uno dei suoi abili colpi di coda, far tornare la situazione a suo vantaggio e a continuare la sua crescita indefinita?

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Us + Them tour finale | La commozione


La commozione di Roger Waters, alla fine del suo tour sudamericano. Contagiosa…

Amantra vs Submerged ‎– Lost Direction | Neural


[Letto su Neural]

Ripetizioni sintetiche e atmosfere rituali, un po’ cupe e chiesastiche, c’accolgono fin dai primi solchi, facendosi man mano più spaziali, vibranti e cosmiche. Un tremore continuo, come frutto d’una meditazione delirante ed euforica pervade gli spazi, riempiendo d’una presenza misterica tutta la prima traccia di oltre sedici minuti. Thierry Arnal e Ohm Resistance, che qui si presentano sotto i moniker di Amantra e Submerged, tengono a mantenere alta la tensione, disponendo di tentacolari ganci elettronici e sviluppando un apparato quasi sinfonico, ipnotico e potente, stemperato solo in alcune parti della seconda registrazione (di poco più d’un minuto lunga rispetto alla prima). La brutalità e crudezza delle sequenze viene rabbonita nel complesso da centellinati inserimenti eclettici che incorporano anche elementi melodici, industrial o folk, infondendo un’incertezza sulle fonti d’ispirazione, che evidentemente si preferiscono mantenere celate o comunque non esplicite, vergate soprattutto da un gusto personale e mai in linea con sottogeneri precisi. Alla Kvitnu, etichetta viennese che vanta molti estimatori nelle enclave elettroniche internazionali, un simile approccio multiforme immaginiamo sia assai gradito. Dmytro Fedorenko e Kateryna Zavoloka, ai quali si deve la direzione artistica della label, non fanno mistero, infatti, di amare sia le sperimentazioni più radicali e concettuali che le scene tecnoidi, essendo inclini a suggestioni esotiche e melodiche, ma certo non disprezzando concatenazioni ultra-futuribili e macchiniche, muovendosi quindi in zone liminari della ricerca musicale contemporanea. Non ci stupiremmo nemmeno se qualcuno parlasse in questo caso di post-rock o di distorsioni elettroniche che ricordano certi assoli della psichedelia anni ’60, o se altri tirassero in ballo fra le possibili assonanze i Mogwai e la loro carica visionaria, iterata ed epica. L’ampia varietà di suggestioni stilistiche tiene viva l’attenzione, nei procedimenti utilizzati e nella narrazione tentacolare, nelle intime e strane pieghe delle registrazioni, intense, oniriche e sensibilissime. L’assenza di ritmo non sembra essere un problema per gli autori, vista la matrice cinematica delle sequenze, che esprimono tutta la loro forza imponendo un ciclo temporale decisamente oscuro e immanente, orchestrale ed oppressivo. Oblique manipolazioni ambientali, sperimentalismi assortiti, sintetizzatori ed effetti, una potenza lenta e inarrestabile: è questo il costrutto a disposizione, lancinante e crescente, mentre i minuti passano coinvolgendo l’ascoltatore in maniera sempre più fisica, sorprendente e malsana.

Come una malattia – Blatty e il demone (1) [Il Superstite 404] | | CorriereAl


Articoli sempre interessanti quelli che propone Danilo Arona, questa volta si parla di Pazuzu, l’Esorcista e William Peter Blatty. Parte 1…

Ho lavorato molto su Blatty durante il 2016, avendo presentato il libro L’esorcista in due workshop a esternarne il valore in quanto testo esemplare da tener presente come (inarrivabile) modello per i neofiti scrittori di horror. Dovendo scegliere una “monografia” non ho avuto dubbi di sorta: L’esorcista è un esempio sublime di struttura (prologo in un Altrove – Iraq – e crescendo emozionale e cronologico in un contesto quotidiano, per metà una camera da letto…), corroborato da un tessuto “fantastico per esitazione” in cui viene inserito anche, quasi per rafforzare la connotazione realistica, il personaggio chiave della letteratura poliziesca, l’ispettore di polizia. Quel William Kinderman che tornerà in Gemini Killer, testo di derivazione per L’esorcista III, in un ruolo centrale per una nuova indagine ai confini del reale. Per evitare la trappola di quella che Laura Grimaldi definisce “romanzo a cinepresa fissa”, Blatty arricchisce, dinamizza la trama con sostanziosi flashback (il senso di colpa di padre Karras nei confronti della madre morta in casa di riposo), storie parallele (l’amicizia cinefiliaca tra padre Dyer e Kinderman), suggestivi esterni di Georgetown e sottotracce mitologiche (il demone Pazuzu, l’antico nemico che attende l’arrivo di Merrin accucciato dentro il corpo e la mente di Regan). Raramente l’effetto fantastico / horror è stato così efficace, così “invadente” da bucare il reale quotidiano, costringendoci a ricordare che il primo, basilare, principio di un horror riuscito – di quegli e di questi anni – è la verosimiglianza, la credibilità nei confronti di un evento per quanto sia quest’ultimo razionalmente non credibile. Plausibilità rafforzata dall’aver Blatty lavorato per tutti gli anni Sessanta nel campo della commedia brillante, soprattutto con Blake Edwards, affinando l’arte discorsiva soprattutto nel demandare ai dialoghi, fitti e serrati, quasi modellati “alla Hawks”, motivazioni e situazioni di solito “raccontate” dal regista. È anche grazie a questa tecnica di affabulazione “trasversale”, trasferita all’horror, che L’esorcista vanta una forza di penetrazione che un critico americano, Roger Elbert, così sintetizzò: «Questo film è un assalto frontale.»

Suspiria: Il cult di Argento nel restauro definitivo di Tovoli | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del restauro del Suspiria originario, quello di Dario Argento. Ecco la news:

Suspiria di Dario Argento torna il 12 dicembre in HV con una nuova edizione numerata e limitata da 2.000 pezzi. ll cofanetto contiene il film nell’ultimo restauro dell’americana Synapse curato dal direttore della fotografia Luciano Tovoli.

Il lungo lavoro di restauro restituisce le immagini visionarie del film attraverso un colore materico e la pulizia accurata dei fotogrammi offre l’immagine così come era stata ideata e girata, senza alcun segno del tempo.

Realizzato in collaborazione con l’editore Artdigiland, che ha curato i contenuti editoriali, il digipack contiene: DVD, BD, Photogallery con  19 immagini inedite del film, un Extra esclusivo I colori sul volto di Jessica Harper e il Booklet inedito con l’intervista al direttore della fotografia sul restauro.

Synapscape – Helix (official video)


Entrando nei gangli psichici degli abissi chimici.

Libri, “Fantarock”: quando il rock incontra la fantascienza – Corriere dell’Umbria


Sul CorriereDellUmbria una bella presentazione e intervista relativa a MarioGazzola per quanto riguarda l’opera FantaRock. A voi il video di ciò che Mario dice; ah, prendetevi il libro…

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