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Archivio per Deliri

Nuova tappa del SensoriumTour, a Ostia il 19 ottobre (second seal)


Riparte il SensoriumTour con una tappa alla libreria Orto dei Libri, che Giorgio Galli ha recentemente riaperto a Ostia in via Diego Simonetti 70; venerdì 19, alle ore 17.30, con Ksenja Laginja come illustratrice e con Sonia Caporossi come moderatrice presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

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Dallo sciamano al raver: la musica elettronica tra primitivismo ed estasi – A X I S m u n d i


Un lungo excursus sulle manifestazioni sciamaniche e psichedeliche dell’attuale musica elettronica d’avanguardia e danzereccia, nonché introspettiva. Su AxisMundi.

Al netto di mitizzazioni verso ciò che è per lo più distruzione psichica e fisica e di ragionamenti pregiudiziali legati a gusti e stili di vita, possiamo definire la musica techno — e, più in generale, elettronica — e il fenomeno dei rave (letteralmente “andare in delirio”) uno dei movimenti sub-culturali, musicali e giovanili più interessanti degli ultimi 30 anni. Escludiamo da questa analisi le premesse della Dance e dell’House e anche la parabola notevolmente discendente nella quale questo movimento versa, ed escludiamo molti dei generi e degli stili che risultano poco interessanti per il nostro tipo di correlazioni.

In particolare per cogliere dei lati nascosti o “metafisici” dovremmo dedicarci a tutto quel quadro definito “acid”, che nasce sulla base del movimento House, a Chicago nella seconda metà degli anni ’80 e si sviluppa successivamente in Inghilterra. Questa scena prende piede con il movimento Acid House, e con la diffusione della sostanza psicotropa detta Ecstasy, ovvero una famiglia di sostanze sorelle tra cui la più importante è l’MDMA (metilenediossimetanfetamina), una metamfetamina che presenta analogie sia con l’amfetamina che con la mescalina. Essa fu sintetizzata per la prima volta dai laboratori Merck nel 1912 ed ebbe il suo primo impiego per scopi bellici nella prima guerra mondiale, e negli anni ’70 per attività di tipo psicanalitico. Questa correlazione con una sostanza stimolante (amfetamina) ed una psichedelica (mescalina) – alla quale si aggiunge l’aumento delle capacità introspettive e di contatto con il mondo esterno, tipico delle sostanze entactogene o empatogene – favorisce il reverbero dal punto di vista psichico della ritmica continua ed estatica della musica House, e più in generale della Techno.

Infatti da un lato abbiamo l’effetto stimolante che tiene svegli fisicamente per ore e ore in modo tale da affrontare il ballo, dall’altro abbiamo la parte psichedelica utile a favorire l’espansione sensoriale della mente. A completare il tutto il lato empatogeno, che fa sentire interiormente “connessi a un tutto” in una specie di amore “universale” e “verso il prossimo”. Secondo alcune ricostruzioni medico neurologiche effettuate su cervelli sotto effetto di sostanza, a differenza di una metamfetamina tipo Speed, l’Ecstasy segue un tracciato circolare anziché lineare, nel movimento dei neurotrasmettitori cerebrali. La cosa realizza, dunque, una precisa corrispondenza tra la ritmica continua della cassa dritta, cioè la gran cassa di batteria elettronica utilizzata nelle parti ritmiche di questo genere di musica, e il movimento continuo del ballo e delle connessioni cerebrali. Queste, muovendosi in maniera circolare, appunto, favoriscono l’assorbimento del loop, ovvero della parte musicale che si ripete in continuazione nella musica House come nei diversi tipi di musica Techno ed elettronica.

Da qui potremmo trovare un appiglio di apertura verso l’estatico e per certi versi, per il tribalistico, o lo sciamanico, come ad esempio nel caso del genere Tribe e per tutta l’esperienza dei Free Party e dei Teknival, ovvero del rave party dallo spirito libero, di tipo illegale – clandestino –, talvolta gratuiti e che durano per più giorni. Il genere Tribe nasce con la parabola degli Spiral Tribe, e dei Tekinval appunto. A partire dagli anni ’90 alcuni produttori e dj musicali inglesi danno vita alla prima Tribe, gli Spiral, cioè un collettivo di musicisti e affini che girano per il Regno Unito, e successivamente per Europa e resto del mondo, attrezzando in luoghi isolati, senza autorizzazioni legali, e in chiave autogestita, il proprio Sound System, ovvero l’impianto audio e i macchinari per produrre e riprodurre musica (piatti, drum machine, sintetizzatori, strumenti virtuali, ecc.).

Pink Floyd – Recording Interstellar Overdrive and Nick’s Boogie (London, 1967)


Le jam session dei primissimi Floyd, imperscrutabili territori dove non si sapeva mai quale sarebbe stato il mood di approdo. Immagini incredibili…

Nuova tappa del SensoriumTour, a Ostia il 19 ottobre


Riparte il SensoriumTour con una tappa alla libreria Orto dei Libri, che Giorgio Galli ha recentemente riaperto a Ostia in via Diego Simonetti 70; venerdì 19, alle ore 17.30, con Ksenja Laginja come illustratrice e con Sonia Caporossi come moderatrice presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Paleowolf – Wolf-Shaman (official version)


Alla radice di uno sciamano siderale, mentre s’incarna negli abissi terrestri umani.

Pet Sematary: il primo trailer del remake | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine il trailer del remake di Pet Sematary, nato da una storia terrificante del Re, Stephen King.

Basato sul romanzo horror di Stephen KingPet Sematary segue il Dr. Louis Creed che, dopo essersi trasferito con la moglie Rachel e i loro due bambini da Boston nel Maine, scopre un misterioso terreno di sepoltura nascosto nel profondo del bosco vicino alla nuova casa di famiglia. Quando la tragedia li colpisce, Louis si rivolge al suo strano vicino, scatenando una pericolosa reazione a catena che porta a terribili conseguenze.

Luz & Climax: nessuno uscirà esorcizzato di qui | PostHuman


Su PostHuman la recensione  a due film, Luz e Climax, che della possessione demoniaco fanno la loro cifra stilistica ma, soprattutto, fanno dell’innovazione la loro bandiera. Perché parliamo sì di umani invasati, ma con nuove dinamiche. Vi lascio alle parole di Mario Gazzola:

La trama di Luz è semplice, anche se l’interpretazione assai meno: Luz (l’intensa, sorprendente Luana Velis, sopra a sinistra) è una giovane tassista di origine cilena in un’imprecisata città di lingua tedesca. Entra da sola e visibilmente contusa in una stazione di polizia, deve essere interrogata dall’ispettrice Bertillon (Nadja Stübiger, foto sotto a sinistra), assistita dal traduttore Olarte (Johannes Benecke), isolato in cabina dietro un vetro con le cuffie, e dallo psicanalista Rossini (Jan Bluthardt). Quest’ultimo però è stato prima avvicinato in un gelido bar (unico altro ambiente del film) da un’avvenente bionda, Nora (Julia Riedler, ambedue nelle foto ai lati), che lo seduce, lo ubriaca e sembra impossessarsi di lui (immagine a destra).

L’obiettivo è ricostruire cosa ha fatto Luz nelle ultime 24 ore in quel taxi, per arrivare in quello stato al commissariato. Non sarà facile. Lo psicanalista si serve dell’ipnosi regressiva per ricostruire il passato della ragazza: ribelle in un collegio femminile cattolico cileno, sembra aver effettuato rituali sciamanici su una compagna di scuola. Tilman Singer procede per flash, abbagli – sia visivi che narrativi – senza regalarci spiegazioni: come però dice lui stesso in un’intervista su Dread Central, “c’è un’entità demoniaca che desidera quella ragazza” e, beffandosi dell’ipnosi, risalirà dal corpo dell’amica e compagna di scuola Nora ad occupare quello dello psicanalista (foto a destra), che finirà per spogliarsi e rivestirsi da donna, per poi accostarsi a Luz in un bacio saffico per interposto corpo. Il ritmo è sempre più frenetico, la stanza si riempie di nebbia come se Luz fosse in grado di materializzare l’ambiente esterno nella sala dell’interrogatorio, rivive l’incidente, i due poliziotti sono sconvolti, Bertillon spara nella nebbia. Ma a chi?

Niente preti, nessun esorcismo, niente rigurgiti verdastri né teste che ruotano sul collo a 360°. Ma neanche alcuna catarsi finale a sciogliere la tensione. Alla fine, Luz esce dal commissariato da sola, esattamente come vi era entrata, seguita dalle frasi che l’hanno accompagnata a più riprese per tutto il breve film (70’): una parafrasi blasfema del padre Nostro e la domanda “è proprio questo che vuoi? Come puoi continuare a vivere in questo modo?”. Ma chi veramente sta uscendo da quel luogo?

Potremmo poi fin cedere alla tentazione di un vago parallelo con lo straniamento psichedelico del Climax di Gaspar Noé: un vero saggio sulla techno come nuova psichedelia, a sua volta visto al MFF e – per quanto diversissimo – chiuso in un bozzolo di pari ellissi narrativa (in cui il regista ci guida mostrandoci le sue vhs di Possession – guarda un po’ – Suspiria, Un chien andalou, Querelle e Inauguration of the Pleasure Dome di Kenneth Anger, secondo me il riferimento più diretto del suo film). Nessun demone se non quello della droga nel film del provocatore francese sulla festa dei ballerini ma, come dice Gomarasca nella sua recensione per Nocturno, “un’affascinante quanto ripugnante messa dionisiaca dove le peggiori atrocità accadono di fronte a una platea incapace di dare un valore morale alle azioni compiute”.
E, se pensiamo che fra i cartelli posti a stacco fra le scene verso la fine si staglia quello che dice “la morte è un’esperienza fantastica”, non sembra poi così fuori luogo collegare questo “rave di morte” col suo precedente Enter the Void sulla trasmigrazione delle anime e, per proprietà transitiva, coll’ermetico debutto di Singer.
Volo pindarico? Se seguite i movimenti di macchina ubriachi del Noé, cosa non lo è?!

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