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Archivio per Deliri

Un overflow disumano


Controlli di tipo sistemico si accavallano oltre le misure sovrane con cui ti rapporti quotidianamente.

Processi di ibridazione. La realtà (è) nella mente – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un’altra puntata dell’indagine su David Cronenberg e la sua opera. Un estratto (qui tutte le tre puntate).

Il regista ricorre allo spazio architettonico residenziale come a una metafora del corpo umano: «il residence dove è ambientato il film è in tutto e per tutto un corpo visto dall’interno, con le sue aperture (bocca, naso, orecchie), i corridoi (i vasi sanguigni), i sotterranei e il garage (le viscere)», ed è all’interno di queste pareti/epidermide umana che prolificano quei vermi che conducono alla mutazione. In questo caso l’agente di contagio determina la riattivazione di appetiti sessuali eliminando ogni freno inibitorio; è dunque un desiderio sfrenato a dilagare nelle viscere di quelle Starliner Towers che si volevano totalmente assoggettate alla razionalità architettonica, dunque dei corpi umani che, allo stesso modo, si volevano totalmente sottoposti al controllo della ragione.

Attraverso il verme che entra e penetra nelle tubature e nelle intercapedini, il palazzo sembra animarsi diventando il vero antagonista del film: dopo essere stato infetto, il residence “prende vita” condizionando gli abitanti che vivono al suo interno. Così che l’eleganza stilistica della scena, con ambienti puliti, sgombri, arredati con fare moderno, si sporca del germe che muta quegli appartamenti; a un tratto, come spettatori capiamo che non è tanto il parassita a rappresentare il pericolo del contagio, ma il fatto stesso di trovarsi all’interno di quelle mura. Siamo all’interno di un corpo malato, corrotto e irrecuperabile.

Una volta contagiato anche l’ultimo degli abitanti, questi abbandonano l’edificio per propagarsi all’interno delle arterie della città: l’orda selvaggia – che non manca di rinviare all’immaginario zombie romeriano – potenzialmente può estendere il contagio all’intera città e con essa al mondo intero. Ed è proprio nell’ambientazione metropolitana che nel film successivo, Rabid – Sete di sangue (Rabid, 1977), si diffonde l’orrore. Se in Shivers il parassita permette ancora agli esseri umani un’esteriorità “normale”, con Rabid, sostiene Altobelli, la mutazione pare compiere un passo ulteriore intaccando anche l’aspetto esterno.

Anche in questo caso non mancano anaologie con gli zombie romeriani ma, scrive Gianni Canova nella sua monogrfia dedicata al canadese (Editrice Il Castoro, 2007) che se in un film come La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead, 1968) di George Romero «si ha una struttura centripeta che conduce tutte le creature risorte dalla tomba a concentrarsi attorno alla casa isolata che diventa il simbolo dell’ultima resistenza degli umani, Rabid sete di sangue presenta invece una struttura centrifuga che porta i personaggi ad allontanarsi dalla clinica Keloid, lungo un percorso narrativo che si sfrangia e si ramifica nel territorio urbano, seguendo i rigagnoli capillari del propagarsi della malattia».

Anche in Rabid le ambientazioni assumono un valore simbolico: «la Keloid Clinic è il ventre che partorisce il mostro, dopo averlo tenuto in incubazione, esattamente come le Starliner Towers del film precedente; i viali della città di Montreal diventano flussi sanguigni dove si consuma la follia». L’esperimento scientifico – il trapianto di pelle necessario alla protagonista – diviene elemento mutante che, incontrollato e incontrollabile, dilaga in una città presentata come estensione del corpo della donna, ulteriore passo verso l’infezione dell’intero pianeta.

Shaam Larein – Lunar Crater [Official Live Video]


Affondando di psichedelia oscura, nell’abisso di una visione di male e surreealtà.

PINK FLOYD: SPECIALE “THE WALL LIVE 1980/81 – VIDEO”


Su PinkFloydItalia un lungo articolo su The Wall live, lo spettacolo che i Floyd portarono sui palchi nell’80 e ’81, per un totale di 31 iterazioni dello show che ha segnato l’ennesimo spartiacque della loro storia musicale. Sembra che esistano versioni video più che decenti di quelle date, e che per le liti eterne che intercorrono tra i membri rimasti della band, non si riesca a vederne la luce.

Pensiamoci bene: di The Wall, l’opera di Roger Waters, ne esistono diverse versioni audio, l’originale, il live, i demo, e le rappresentazioni soliste di Roger come il Live in Berlin e il suo The Wall Live Tour, mentre di materiale video esistono praticamente solo le versioni soliste di Roger Waters. Mentre la più ambita, quella dei Pink Floyd, non è mai uscita ufficialmente: nemmeno quando ce ne è stata l’occasione, nel 2012, con l’uscita della versione “Immersion” di The Wall, non si è sfruttata l’occasione, infatti in quel box, oltre al documentario ‘Behind The Wall’, è stato pubblicato solo un piccolo estratto video di ‘The Happiest Days of Our Lives’, girato professionalmente alla Earl’s Court di Londra nel 1981: questo video uscito allora fece gridare al miracolo, spazzando via tutti i dubbi sulla qualità delle riprese. Ma perché allora non fare uscire tutto il film?

Una altra ghiotta occasione i fan se la aspettavano nel 2019, per il quarantennale dell’album. Invece il nulla. Sembra che questo ambitissimo film non vedrà mai la luce. Se ce una cosa che mi fa imbestialire, è ascoltare il live ‘Is There Anybody Out There?-The Wall Live 1980-1981’, questo album (cui si aspetta ancora l’uscita in Vinile..) a mio avviso spazza via tutte le altre versioni, e non averne una controparte video è una mancanza che i fan non posso sopportare.

In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sul materiale video esistente del 1980 e 1981.

Not My God – First blood


La cacofonia della catastrofe psichica.

 

Pink Floyd – Pigs (Three Different Ones) – Live at Oakland


Una versione live di questo pezzo che surclassa ogni altra interpretazione successiva, pure quelle solo di Waters. Cosa abbiamo perso…

La coscienziosità


Sei cosciente di non essere altro che povera inconsistenza di fronte all’avanzare del Business?

Blakk Harbor – Sacrificium


Iterazioni continue di un malessere psichico.

Boy Harsher – Come Closer (Official Video)


Perfezioni estetiche di escoriazioni psicodevianti.

Psyclon Nine – Thy serpent tongue


Devastazioni interiori, fino ai neuroni.

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Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

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