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Archivio per Disumano

1000° post: adunanza connettivista a Torriglia! | NAZIONE OSCURA CAOTICA


Come detto sul blog della NazioneOscura, nel prossimo weekend i connettivisti si ritroveranno a “Villa Kremo”, presso Torriglia in provincia di Genova, nella residenza presidenziale del Presidente della Nazione Oscura ed editore di Kipple Officina Libraria, Lukha B. Kremo.

Come in tutte le cose complicate e articolate, i contorni di una e dell’altra entità si mischiano, così i connettivisti sono in buona parte nell’organico della NazioneOscura mentre essa ha nella sua linea governativa elementi esterni al Movimento; la casa editrice, poi, è un coacervo degli uni e degli altri, ma osserva una linea editoriale autonoma e spesso non coincidente con nessuna delle altre due entità artistico_creative_politiche.

In tutto ciò, nel prossimo weekend ci si ritroverà a numero chiuso per una sorta di NeXT-Con privata, da cui

da questi tre giorni usciranno le nuove decisioni prese, che saranno presto diramate.

Le decisioni, ovviamente, riguarderanno la triade di entità che nemmeno gli schizofrenici potrebbero gestire con giusta integrità referenziale e mentale; e sì, sarà un delirio tale che Villa Diodati impallidirà al solo confronto. KeepTalking!

Death In June & Boyd Rice – Get Used To Saying No!


Dall’abisso dell’anima, le parole che seguono ogni percezione occulta.

Il più grande freakologo di tutti i tempi | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Erano cent’anni ieri che nasceva uno dei massimi campioni della critica letteraria americana: Leslie Fiedler.

Qui non lo ricorderemo per i suggestivi saggi ispirati alla letteratura nazionale, bensì per un secondo filone, non meno ricco di acume e di trovate esegetiche.

Nel 1978 Fiedler diede infatti alle stampe Freaks: un libro seminale quanto e forse più delle sue produzioni accademiche, ma dalle tematiche ovviamente inaspettate e per certi versi strabilianti, visto che il grande studioso presta qui tutta la sua capacità interpretativa alla conoscenza, all’approfondimento e alla piena comprensione del conturbante mondo dei mostri umani.

Una disamina diacronica e interdisciplinare che, attraverso documentazioni scritte, pubblicistica, arte, spunti di antropologia e psicologia, riesce a restituire il rapporto odiosamato, di orrore e di attrazione, di approccio e di respingimento che da sempre lega i normodotati ai malnati.

Vedete, nonostante l’argomento risulti per certi versi osceno (anzi, nel senso etimologico di obscaenus, ossia “da tenere fuori dalla scena, da nascondere” i freaks hanno rappresentato per lungo tempo l’oscenità par excellence), molte delle più chiare menti del pensiero occidentale ragionarono nel corso dei secoli sulle deformità umane (da Aristotele di Stagira a Michel de Montaigne): mai nessuno lo fece con l’occhio lucido, incantato e, al contempo, compassionevole del grande Leslie Aaron Fiedler.

È questo che fa di lui il più grande e completo studioso di storture (o bizzarrie) umane e che ce lo rende – a noi irriducibili appassionati di una materia tanto squinternata – come una sorta di grande padre putativo.

Una ventina di anni dopo farà il paio col saggio La tirannia del normale (pubblicato in Italia da Donzelli). È in questo secondo saggio che sviscererà appieno la sua inquieta, spregiudicata poetica (oppure – come si esprimerebbe un filosofo – il suo protrettico): «In tutta la mia carriera di critico sono stato ossessionato dalla figura dello Straniero, dell’Outsider, dell’Altro. Mi sono concentrato, per così dire, sui miti del Negro, dell’Ebreo e dell’Indiano. Più di recente però mi sono reso conto che per tutti noi che possiamo pensarci come “normali” esiste un Altro irriducibile. Si tratta, ovviamente, del Mostro. Quelle creature anomale sono state per tanto tempo messe in mostra nelle fiere e nei circhi, e hanno strappato brividi di disgusto o di piacere a un ampio pubblico, ben più ampio di quello che prova le stesse reazioni di fronte alla lettura di Moby Dick

Chi voglia perdersi in una lettura sinottica tra i testi fiedleriani e il romanzo Freakshow, giusto per rendersi conto di quanta influenza abbia subito quest’ultimo dai primi, non ha che da cliccare qui!

Distopie e Inframondi: gli universi narrativi di Lukha B. Kremo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com una bella intervista all’editore di KippleOfficinaLibraria, Lukha B. Kremo, fresco vincitore del Premio Urania 2015. Un estratto:

Sei stato più volte finalista al premio Urania e ora è arrivata la vittoria con Pulphagus® – Fango dei cieli (Urania n. 1536). L’idea forte del romanzo è che le parole sono a pagamento (nella storia sono rese con copyright, trademarks e hashtag), per cui si crea una differenza di classe tra chi è povero e deve accontentarsi di parole ormai fuori moda, ma gratis o economiche, e chi invece può permettersi di usare parole più precise e adatte al contesto in cui si trova, pagando le tasse. Come è nata quest’idea?

Ho quasi passato più tempo ad architettare il romanzo che alla stesura. Avevo bisogno di un’idea forte che mi permettesse sperimentazioni/giochi con le parole in un contesto distopico. La libertà di parola/espressione è una tra i fondamenti della libertà sociali: limitata dalla possidenza economica, diventa simbolo di oppressione e mi permette di sperimentare linguaggi nuovi, aulici, gergali e turpiloquiali.

L’altro elemento forte del romanzo è che l’asteroide Pulphagus® è usato come un’enorme pattumiera dei rifiuti della Terra. Giuseppe Lippi l’ha definita una sorta di Terra dei Fuochi. Cosa ti ha ispirato questa visione?

Più che i veleni italici, la cosa che mi ha ispirato l’immaginazione di un unico luogo schifoso dove raccogliere tutta la pattumiera del mondo, è stata l’esistenza d’immense discariche di tecnologia (cellulari, computer) nei cosiddetti Paesi del Terzo Mondo, o lo smaltimento di transatlantici fatto a mani nude in India. Montagne di cellulari, schermi di ogni tipo, cartucce di inchiostro e toner, cose che raggiungono l’obsolescenza in pochi anni, se non mesi. E il tutto nell’inquinamento ambientale più dissipato: e qui entra in causa anche la Terra dei Fuochi. Insomma mi sono ispirato alla realtà, quella che gli Occidentali spesso nascondono sotto il tappeto.

Seeker of Power


Se cerchi la potenza trascendente, abituati all’idea di trasformarti, di non essere più umano, di perdere la tua bellezza incarnata insita.

IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE > Nosferatu & Nosferatu


Recensione monstre di Marco “Antares666” Moretti che in due puntate successive recensisce due film capolavoro del Cinema fantastico, il primo è Nosferatu il vampiro, di Murnau, e poi il conseguente Nosferatu, il principe della notte, di Herzog.

Il secondo conseguenza quasi diretta – anche se a distanza di più di mezzo secolo – del primo, estetiche diverse e sfumature che Marco coglie in pieno, con grande merito e perizia – ma chi lo conosce sa quanto il suo essere arguto e sottile sia un’arte che impiega in ogni risvolto vitale. Buona lettura!

Pilastro portante del genere horror e massima manifestazione dell’espressionismo nel cinema, il Nosferatu di Murnau è stato definito da Mymovies.it “il solo film vampirico ammesso nelle discussioni colte dei critici”. La complessità di questa pellicola è tale che difficilmente può essere esaurita in un singolo intervento. Cercherò in ogni modo di iniziare un’analisi, seppur abbozzata.

Classificato come “remake” del Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau e senza dubbio da esso ispirato, in realtà vi apporta novità sostanziali, al punto che a parer mio si tratta di un’opera del tutto dissimile e non ben comparabile con l’originale. Sono convinto che per questo genere di film il bianco e nero sia insuperabile, eppure il capolavoro di Herzog riesce a rendere bene il disfacimento e la Tenebra nonostante sia un film a colori. È altrettanto vero che Herzog disponeva sul finire degli anni ’70 di una serie di mezzi che all’epoca di Weimar erano inconcepibili, come ad esempio il sonoro. Rispetto all’originale la trama ha una notevole complessità. Numerose sono le sequenze memorabili, squarci onirici sul Mondo dell’Abisso che restano impressi in modo indelebile fin che si vive.

Cindytalk in concerto a Roma, oggi 8 dicembre


Questa sera – anzi in definitiva tra poco, alle 22.00 – i Cindytalk suoneranno a Roma, al DalVerme, un gig per me assolutamente inaspettato: conosco la band dalla fine ’80, il mio stesso avatar è un particolare del loro primo disco e dire che li ho adorati oltre ogni misura, per la loro bestialità scatenata e rivolta al nero, all’interiore, alla colpa di essere incarnati, è dir troppo poco. Penso che non potrò fare altro che immergermi nel flusso delle loro proposte assolutamente antipop, e ricavarne quel nero a contatto che cerco continuamente. Ci vediamo lì?

Se avete passato i quarantacinque anni (e visto quanto il progetto sia datato, ci sta) cerchiate sul calendario con la penna la data. Se invece di anni ne avete un po’ meno, tirate fuori lo smartphone e piazzatevi un promemoria, perché la serata è di quelle grosse. Cindytalk è una delle personalità più borderline che ci siano. Nativa di Edimburgo, transgender, con un curriculum pieno di collaborazioni illustri (da This Mortal Coil a Cocteau Twins, passando per il recentissimo 12’’ condiviso con Ancient Methods sulla Diagonal di Powell), ha influenzato una pleteora di artisti. Musica che si muoveva nell’industrial più astratto negli anni 80, e che ha conosciuto nuova vita a partire dal 2009 con la sua rinascita su Editions Mego. Ambient, glitch, pulsioni sinistre. Un tranquillo giovedì sera di paura.

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

Parole Loro

"L'attualità tra virgolette"

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

“Non so niente della coscienza”, disse Suzuki. ” Io cerco solo d’insegnare ai miei studenti ad ascoltare il canto degli uccelli”.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

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Scrittore fantasma

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Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

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