HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Empatia

Dahlia’s Tear – Forlorn Whispers on a Moonlit Path


Ti guardo nel profondo del tuo abisso siderale, e provo lo spleen universale della nostalgia del disincarnato.

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Nuova tappa del SensoriumTour, a Ostia il 19 ottobre (second seal)


Riparte il SensoriumTour con una tappa alla libreria Orto dei Libri, che Giorgio Galli ha recentemente riaperto a Ostia in via Diego Simonetti 70; venerdì 19, alle ore 17.30, con Ksenja Laginja come illustratrice e con Sonia Caporossi come moderatrice presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Suspiria: il poster svela la data di uscita del film | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la data di uscita del remake di Suspiria, a opera di Luca Guadagnino (Gennaio 2019), e un secondo terrificante teaser psichico della pellicola. L’hype cresce…

Sinossi: In questo scioccante horror psicologico, l’ambiziosa danzatrice americana Susie Bannion arriva a Berlino negli anni ’70 con la speranza di entrare nella rinomata Compagnia di Danza Helena Markos. Già dalla prima prova, Susie, col suo talento, sbalordisce la famosa coreografa Madame Blanc, guadagnandosi il ruolo da prima. Olga ha un crollo emotivo e accusa le “Madri” che dirigono la compagnia, di essere delle streghe. Prima che possa fuggir via, però, viene catturata e torturata da una forza misteriosa, legata in qualche modo alla danza di Susie. Durante le prove per l’esibizione finale “Volk”, Susie e Madame Blanc si avvicinano sempre di più, rivelando come l’interesse di Susie per la compagnia vada oltre la danza. Nel frattempo un anziano psicoterapeuta, il dottor Klemperer, cerca di svelare i segreti più oscuri della compagnia con l’aiuto di Sara, un’altra ballerina, che esplorerà i sotterranei della scuola dove l’attenderanno atroci scoperte.

Othello Aubern – Two-Way Switch | Neural


[Letto su Neural]

Othello Aubern, classe 1987, vanta origini italiane per parte di madre ed elvetiche in linea paterna, seppure adesso viva ad Omsk, città della Russia situata nell’area siberiana sudoccidentale e capoluogo della regione omonima. Sarà forse proprio il cielo di quelle notti stellate, spesso illuminato improvvisamente da meteoriti o da anomali fenomeni atmosferici, ad aver sobillato le giovanili ossessioni dell’autore per lo scambio di segnali Terra-Luna-Terra, malie che contemplavano anche molte fantasie sulle emissioni sonore interconnesse a tali immateriali relazioni. Gli esperimenti scaturiti da questa passione sono stati in seguito accuratamente registrati e raccolti, assemblati allo scopo di dar vita a precise creazioni di figure musicali. Two-Way Switch risulta subito assai intrigante, grazie a un’elettronica sperimentale e personalissima, dalle venature glitch e space, con ritmiche decisamente fratturate e pulsanti, innestate da oblique melodie a far capolino fra i solchi, agitando suggestioni un po’ aliene e paesaggi inabitati. L’uscita, che va a infarcire gli scaffali della serie Colors di Cabanon Records, è comprensiva di cinque differenti tracce, per un totale di oltre ventisei minuti. È quindi a tutti gli effetti un EP, anche se nelle intenzioni di Othello Aubern il respiro è quello d’un opera ben ponderata, densa e intimamente coinvolgente, una specie di manifesto poetico insomma, forte di costruzioni piuttosto lavorate e atmosferiche, astratte e stilizzate, che ci rimandano in “Eme” a Luke Slater e a quella wave di matrice syntethic funk, oppure a più rarefatte e sinuose elaborazioni puntiniste, ad esempio in “Zootrope”. “Samaritan Metric” parte invece con una lunga e quasi silente introduzione, ma pure sposa poi rotte metriche così come “Triple Double”, che ci riserva tuttavia un costrutto più aspro e sottilmente vibrante, unito ad armonie appena accennate e tinte di trasalimenti cinematici. Si chiude con “Buffer Zone” e l’organizzazione dei suoni si fa più orchestrale, l’andamento diradato ma complice, suadente, ispirato a una bellezza diafana e algida al tempo stesso, dalla quale non è possibile prendere le distanze. Othello Aubern alla sua prima prova coglie nel segno e l’augurio è che possa – anche allontanandosi da fascinazioni così forti per la sua formazione – presto tornare a raccontarci di nuove futuribili avventure.

Wendigo di Algernon Blackwood | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della riedizione di Wendigo, il romanzo weird breve di Algernon Blackwood che tanto impressiona per la sua carica di mondo selvaggio, incontaminato, in cui tutti gli dei e le energie di un tempo continuano a esistere.

Nelle regioni selvagge dell’Ontario nordoccidentale, il giovane studente di teologia Simpson e lo zio, il dottor Cathcart, sono impegnati in una battuta di caccia all’alce in compagnia di Hank e del franco-canadese Joseph Défago, loro guide. La spedizione si divide in due gruppi: Cathcart procede al fianco di Hank, mentre Défago conduce Simpson a bordo di una canoa nell’esplorazione di un vasto territorio inviolato.

Appena accampatisi, Défago è allarmato da uno strano e spaventoso odore portato dal vento e, nel pieno della notte, i suoi lamenti svegliano Simpson: la guida è rannicchiata tra le coperte in preda all’angosciante terrore di una presenza in agguato nella foresta. Défago fugge nelle tenebre, costringendo Simpson a un inseguimento tra oscuri alberi e sentieri impervi. Seguendo le tracce sulla neve per miglia, il giovane nota che altre orme si sono aggiunte a quelle di Défago: più grandi, inquietanti, e non sembrano appartenere a un essere umano… In quelle foreste glaciali una blasfema creatura ha dato inizio a una caccia spietata.

Edizione con testo originale a fronte di una delle opere più affascinanti di Algernon Blackwood, capace di cristallizzare l’orrore evocato dalle forze sovrannaturali che infestano le oscure foreste del Canada e che sono qui incarnate nel leggendario Wendigo.

Dallo sciamano al raver: la musica elettronica tra primitivismo ed estasi – A X I S m u n d i


Un lungo excursus sulle manifestazioni sciamaniche e psichedeliche dell’attuale musica elettronica d’avanguardia e danzereccia, nonché introspettiva. Su AxisMundi.

Al netto di mitizzazioni verso ciò che è per lo più distruzione psichica e fisica e di ragionamenti pregiudiziali legati a gusti e stili di vita, possiamo definire la musica techno — e, più in generale, elettronica — e il fenomeno dei rave (letteralmente “andare in delirio”) uno dei movimenti sub-culturali, musicali e giovanili più interessanti degli ultimi 30 anni. Escludiamo da questa analisi le premesse della Dance e dell’House e anche la parabola notevolmente discendente nella quale questo movimento versa, ed escludiamo molti dei generi e degli stili che risultano poco interessanti per il nostro tipo di correlazioni.

In particolare per cogliere dei lati nascosti o “metafisici” dovremmo dedicarci a tutto quel quadro definito “acid”, che nasce sulla base del movimento House, a Chicago nella seconda metà degli anni ’80 e si sviluppa successivamente in Inghilterra. Questa scena prende piede con il movimento Acid House, e con la diffusione della sostanza psicotropa detta Ecstasy, ovvero una famiglia di sostanze sorelle tra cui la più importante è l’MDMA (metilenediossimetanfetamina), una metamfetamina che presenta analogie sia con l’amfetamina che con la mescalina. Essa fu sintetizzata per la prima volta dai laboratori Merck nel 1912 ed ebbe il suo primo impiego per scopi bellici nella prima guerra mondiale, e negli anni ’70 per attività di tipo psicanalitico. Questa correlazione con una sostanza stimolante (amfetamina) ed una psichedelica (mescalina) – alla quale si aggiunge l’aumento delle capacità introspettive e di contatto con il mondo esterno, tipico delle sostanze entactogene o empatogene – favorisce il reverbero dal punto di vista psichico della ritmica continua ed estatica della musica House, e più in generale della Techno.

Infatti da un lato abbiamo l’effetto stimolante che tiene svegli fisicamente per ore e ore in modo tale da affrontare il ballo, dall’altro abbiamo la parte psichedelica utile a favorire l’espansione sensoriale della mente. A completare il tutto il lato empatogeno, che fa sentire interiormente “connessi a un tutto” in una specie di amore “universale” e “verso il prossimo”. Secondo alcune ricostruzioni medico neurologiche effettuate su cervelli sotto effetto di sostanza, a differenza di una metamfetamina tipo Speed, l’Ecstasy segue un tracciato circolare anziché lineare, nel movimento dei neurotrasmettitori cerebrali. La cosa realizza, dunque, una precisa corrispondenza tra la ritmica continua della cassa dritta, cioè la gran cassa di batteria elettronica utilizzata nelle parti ritmiche di questo genere di musica, e il movimento continuo del ballo e delle connessioni cerebrali. Queste, muovendosi in maniera circolare, appunto, favoriscono l’assorbimento del loop, ovvero della parte musicale che si ripete in continuazione nella musica House come nei diversi tipi di musica Techno ed elettronica.

Da qui potremmo trovare un appiglio di apertura verso l’estatico e per certi versi, per il tribalistico, o lo sciamanico, come ad esempio nel caso del genere Tribe e per tutta l’esperienza dei Free Party e dei Teknival, ovvero del rave party dallo spirito libero, di tipo illegale – clandestino –, talvolta gratuiti e che durano per più giorni. Il genere Tribe nasce con la parabola degli Spiral Tribe, e dei Tekinval appunto. A partire dagli anni ’90 alcuni produttori e dj musicali inglesi danno vita alla prima Tribe, gli Spiral, cioè un collettivo di musicisti e affini che girano per il Regno Unito, e successivamente per Europa e resto del mondo, attrezzando in luoghi isolati, senza autorizzazioni legali, e in chiave autogestita, il proprio Sound System, ovvero l’impianto audio e i macchinari per produrre e riprodurre musica (piatti, drum machine, sintetizzatori, strumenti virtuali, ecc.).

Pink Floyd – Recording Interstellar Overdrive and Nick’s Boogie (London, 1967)


Le jam session dei primissimi Floyd, imperscrutabili territori dove non si sapeva mai quale sarebbe stato il mood di approdo. Immagini incredibili…

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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