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David Lynch tra arte e cinema | FantasyMagazine


David Lynch speaking in Washington D.C., Janua...

Su FantasyMagazine la segnalazione di una treserate dedicate a David Lynch, a Venezia, dal 16 al 18 marzo, al Teatrino di Palazzo Grassi. Imperdibile!

Concepito come un diario privato dedicato all’ultima nata della famiglia Lynch, un racconto da padre a figlia in cui il cineasta conduce lo spettatore nei complessi meandri della sua fantasia attraverso ricordi, immagini inedite di repertorio e spezzoni dei primi film. David Lynch, potente voce narrante dell’intero girato, è ritratto mentre dipinge nello studio sopra le colline di Hollywood da dove racconta aneddoti dell’infanzia e della sua adolescenza. La pellicola mette in luce l’importanza fondamentale della sua attività pittorica nella definizione del suo linguaggio visivo, la nascita della sua sensibilità musicale e le origini stesse della sua poetica. Ne emerge così un affresco visionario e misterioso dell’esperienza di Lynch come uomo e artista, quasi come se si trattasse dell’ennesima sceneggiatura affiorata dalla sua fantasia.

Call of Cthulhu: The Official Game, il videogioco PS4 ispirato all’universo di HP Lovecraft | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Call of Cthulhu: The Official Game, videogioco ispirato all’universo creato dall’autore horror H.P. Lovecraft, sarà presto disponibile per la Playstation 4. Il gioco, sviluppato da Cyanide Studio, segue le vicende di un investigatore, Edward Pierce, che proverà a risolvere un omicidio inspiegabile. Saranno proprio le sue investigazioni a fargli conoscere un universo terrificante. Non si conosce molto altro, per quanto riguarda la trama. Il gioco dovrebbe però essere rilasciato entro la fine del 2017.

Blatty / Pazuzu – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un bell’articolo di Danilo Arona dedicato a William Blatty, il creatore del romanzo L’esorcista. Danilo esplora il mondo di questo demone mesopotamico confrontando il romanzo con le pellicole da lì nate, accennando alle seminali suggestioni moderne che l’evocazione (è proprio il caso di dirlo) del demone sumero ha generato tramite Blatty.

Se mai ci fossero delle conclusioni da tirare (ammessa e non concessa la liceità dell’operazione) per quel che riguarda il senso filosofico dell’horror in senso stretto, la prima reciterebbe che il Mostro senza l’uomo semplicemente non esiste  o se c’è è ridicolo. È ovvio, il mostro si accuccia quasi sempre dentro l’uomo (come Mister Hyde, antesignano di Stevenson), oppure è l’uomo  stesso che lo crea, come il dottor Frankenstein. Alla fine persino il Diavolo sarebbe una produzione umana (nello stesso Esorcista la prima manifestazione del demone, Capitan Howdy  – Capitan Gaio nel doppiaggio italiano – metaforizza l’assente e lontano padre di Regan, Howard). Dracula non esisterebbe senza Van Helsing. Gli spettri di Quint e Miss Jessell non esisterebbero senza l’istitutrice. E potremmo andare avanti così ancora per molte righe.

Blatty però evita, da subito, il principio di causa/effetto, spesso precorritore di banalità concettuali. A tre pagine dall’inizio del libro, annunciato solo da un formicolio “appena percettibile” sulla nuca di Merrin, il Male entra in scena e non è affatto un prodotto dell’uomo, se non nella sua ingannevole forma iconica di manufatto da appendere al collo:

«Era una pietra verde, la testa del demone Pazuzu, simbolo del vento di sud-ovest. Suo dominio era la la malattia, qualsiasi condizione patologica. La testa era forata. Il proprietario dell’amuleto lo aveva portato al collo come uno scudo protettivo.»

Tanto celebre è questo passo che si poteva pure evitare di riportarlo. Ma ho scelto di farlo per rimandare da un lato la memoria di ciascuno al magistrale incipit archeologico iracheno del film e dall’altro per ricordare un un particolare non da poco: che nel film il demone Pazuzu mai è nominato – per quanto “visto” – , mentre nel libro lo è con una certa precisione come abbiamo appena riscontrato.

Una scelta rigorosa. Pazuzu è il Male, un Male antico quasi in senso lovecraftiano, un male che contamina e che fa ammalare, e  a suo modo L’esorcista è configurabile pure come un medical thriller. Alla stregua di un virus mutaforma, Pazuzu si nasconde e si modifica: da Capitan Howdy a Legione, da diavolo fornicatore a madre defunta di Karras. Una scelta che rimanda alla primaria ispirazione di Blatty.

In una fase particolare e stressante della sua vita, lo scrittore non era forse in grado di fronteggiare l’irruzione nel suo inconscio di contenuti archetipici. Vide una grande statua simile a un demone e ne restò colpito al punto da iniziare subito un’elaborazione mentale al suo riguardo. Quando scoprì la vera immagine di Pazuzu in un libro dei “Padri del Deserto”, considerò immediatamente di avere trovato il “contenuto” per quella “forma” psicoide, ed ecco così nascere il personaggio, niente affatto frutto di fantasia, che “Merrin ha già fronteggiato in un precedente esorcismo avvenuto in Africa”. Un demone sfuggente e irraggiungibile, con il quale ogni tentativo di dialogo è destinato a fallire. Perché alla fine si tratta di un’alterità disumana che opera un attacco incomprensibile all’umano raziocinio. Come abbiamo già scritto, il Male.

Dream Catcher


Afferrando le estensioni dell’ineffabile…

Estuary


Sul filo della solitudine siderale, incarnata.

Vecchio detto indiano


Potresti inventare una linea di emancipazione dal dolore, e potresti anche renderti un essere migliore se solo riuscissi a scrollarti di dosso ciò che credi di essere, ma per realizzare tutto ciò hai bisogno soprattutto di pensare con la leggerezza dell’aria e la rapidità del vento.

Devi crederci


Lo sfiato è previsto sulle ricerche isotrope dell’abisso, scandagli la materia con l’ottica del disincarnato e le verità che tu cerchi sono tutte a portate di mano, se solo riesci a crederci.

Ottobre

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