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Dal 12 novembre in libreria i tre volumi di Titan EYMERICH, il ciclo completo e annotato dell’inquisitore – Eymerich.com


Da oggi sono disponibili in libreria i volumi che raccolgono i romanzi sull’inquisitore Eymerich, saga scritta dal magister Valerio Evangelisti; l’editore è ovviamente Mondadori! Dal sito di Evangelisti copio e incollo:

In tre lussuosi volumi l’intero ciclo di Eymerich, composto da tredici romanzi (vi è stato aggiunto Metallo urlante, per il racconto Venom), a cura di Alberto Sebastiani. Questa la presentazione dell’editore:

Nicolas Eymerich, l’inquisitore generale d’Aragona creato dalla penna di Valerio Evangelisti e protagonista di un ciclo di romanzi che fondono fantascienza, poliziesco, thriller, romanzo storico, gotico e horror, è un integralista determinato a reprimere quanto si oppone all’unico ordine che ritiene concepibile, quello della Chiesa. Lo fa con ogni mezzo, ed è pronto a distruggere tutto ciò che non si omologa alla sua visione del mondo. Non vuole sconfiggere i suoi avversari – si tratti di creature mostruose fantastiche, come zombie, golem o lupi mannari, oppure di ribelli all’ideologia, gli eretici. Vuole annientarli. E con loro eliminare il ricordo, ogni traccia della loro esistenza, cancellare i loro simboli, bruciare i loro libri. Eymerich conosce bene il dettato del Grande Fratello orwelliano secondo cui «chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato». E anch’egli vuole imporre il proprio immaginario, la propria visione del mondo su ogni pensiero divergente. La Storia sembra dargli ragione. Eppure la disobbedienza persiste.

Con l’occasione, Mondadori ripubblica a sé anche Metallo urlante, un caposaldo della letteratura fantastica italiana.

Ecco disponibile “Il cacciatore di sirene”, di Domenico Mortellaro, Premio Kipple 2019 | Kippleblog


[Letto su KippleBlog]

Il cacciatore di sirene, il romanzo di Domenico Mortellaro vincitore del Premio Kipple 2019, è da oggi disponibile su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo. La copertina è a cura di Ksenja Laginja

Nell’Italia buia del Ventennio, un caso provinciale di follia vede protagonisti un direttore del manicomio, un ispettore di Polizia inviato direttamente da Mussolini, e Carl Gustav Jung. L’autore tratteggia con la maestria del romanzo non di genere i profili dei personaggi, facendo risaltare prepotentemente i sussulti weird dell’assurdo che s’insinua sotto la soglia del reale. Un’interpretazione magistrale da parte di Mortellaro che pone l’autore nell’olimpo dei nuovi narratori del Fantastico e del mainstream.

Sinossi

Un romanzo che va oltre il racconto di genere. Domenico Mortellaro vince il Premio Kipple 2019 con una storia che fa del Fantastico la sua bandiera, mentre racconta fatti verosimili e derive immaginifiche di un’Italia fascista, nella Provincia più profonda dove in un manicomio criminale si fronteggiano il direttore della clinica, un ispettore capzioso e al contempo brutale – inviato da Mussolini in persona – e Carl Gustav Jung, impegnato in un ruolo di cesura che ben si attaglia con le intuizioni della Sincronicità.
Il cacciatore di sirene è un teatro dell’assurdo e del weird che esplora i fantasmi del nostro presente, mai sopiti e soprattutto, mai morti.

Estratto

Le lenzuola bruciano. Il materasso è un catino che ribolle. Spingo via tutto. Anche i pantaloni da notte. Li sfilo fin quasi a strapparli. Scalcio. Non vogliono sapere di venire via. Mi libero e mi volto pancia sotto. Sprofondo la testa nel cuscino.
Non voglio vedere, non voglio vedere, non voglio vedere.
Davanti agli occhi ho ancora quella faccia secca. Quel fil di ferro ritorto in due cerchi sgangherati, a fare da montatura a fondi di bottiglia buoni per le talpe. Ce l’ho sotto gli occhi, non vuole andare via, non vuol saperne di sparire. Sprofondo ancora di più il viso. E quando tutto attorno davvero sembra buio abbastanza, acchiappo i lati del cuscino con le mani e me li premo sulle orecchie.
Non parla, ma lo sento.
Sento i rumori. Sento le gocce di sangue che colano dalle sue dita sul pavimento, picchiettando il marmo, gocciolando nella pozza. Sento il respiro catarrale di quell’uomo, i suoi ansimi. Muto. Non dice una parola. Resta lì, fermo, proprio come qualche sera fa, quando me lo sono visto alle spalle, nell’ombra. Immobile. Storto come un tronco rachitico.
Premo più forte e non c’è verso di scacciare quel respiro. Trattengo il fiato per fugare ogni dubbio: quel che sento non è il mio. Passi. Passi che rimbombano. Nella testa. Nel petto. Sempre più forti. Sempre più decisi. Ritmati, in cadenza. Rombano. E schioccano così forte da far ballare anche il materasso. Sbalzarlo in su e risucchiarselo dietro un rintocco dopo.
Mi entra nelle orecchie, quel suono. Mi sfonda i timpani e corre alle tempie. Pulsa. Schiaccio la faccia nella stoffa, affogando i respiri nella palude delle piume d’oca. E quei tonfi ritmati mi arrivano in gola, a spingere giù il respiro. È il mio cuore, questo; ne sono certo. E non posso fermarlo. Non posso chiedergli di smettere. Mollo la presa, per non soffocare. Alzo il viso e nella penombra le volute di ferro battuto della spalliera del letto, lì di fronte, di colpo si trasformano in quegli occhiali che sembrano vortici di filo spinato.
Crollo di nuovo faccia in giù. Grido forte, schiacciando di più la bocca per provare a non sentirlo nemmeno io, quell’urlo disperato.
Premo fuori tutto. Spingo. Spingo e provo a sbattere tutto fuori, in preda alla furia. Finché la gola non mi scoppia, non si rivolta fuori graffiandosi. Finché non ho più fiato e i polmoni sono due palloncini sgonfi, avvizziti. E di colpo sento freddo.

La quarta

Nell’Italia buia del Ventennio, un caso provinciale di follia vede protagonisti un direttore del manicomio, un ispettore di Polizia inviato direttamente da Mussolini, e Carl Gustav Jung. Il cacciatore di sirene è un teatro dell’assurdo e del weird che esplora i fantasmi del nostro presente, mai sopiti e soprattutto, mai morti.

L’autore

Domenico Mortellaro, barese, classe 1979, criminologo e sociologo.
Ha tirato di boxe, ama i gin tonic fatti bene, i caffè veri e l’Internazionale Football Club. Scrive di Male e altre barbarie; poco importa se siano saggi sulle mafie italiane o profili criminali. Oppure romanzi e racconti che i lettori battezzano noir, weird, splatter o cyberpunk.
I suoi primi racconti compaiono attorno al 2003 negli eBook di latelanera.com con lo pseudonimo di Aleks Kuntz. O nelle antologie Giallo Scacchi, Limite acque sicure o Tutto il nero d’Italia. È il 2016 quando pubblica Controllo remoto e Clotilde Secret Files #1 per il ciclo di Archology e il romanzo horror storico Quelle povere criature. L’anno dopo è tra gli autori che per primi rispondono alla chiamata di Forlani e Davia e nell’antologia Thanatolia partecipa con tre racconti. Nel luglio del 2019, per la collana “Futuro Presente” di Delos Digital sforna Carne o ferro, un romanzo breve di fantascienza sociale. Se c’è una cosa che detesta, però, è dover accettare che nella narrativa esista una “questione di genere” che obbliga a disegnare steccati e rinchiuderci dentro le storie.
Fuori dal mondo della narrativa di evasione, ormai dal lontano 2006, ha pubblicato saggi sul profiling, sulle biografie criminali e sulle mafie pugliesi. Oltre a scrivere per quotidiani e settimanali di cronaca nera e periferie. Nel poco tempo che famiglia, professione e narrativa d’evasione gli lasciano libero, educa piantine a diventare bonsai, visioni a diventare fotografie e bpm a diventare musica. In effetti, chi lo conosce bene dice che 24 ore gli sembran poche.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Domenico Mortellaro | Il cacciatore di sirene
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 195 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-15-6
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 184 – € 15 — ISBN 978-88-32179-14-9

Link

L’orrore sovrannaturale di Montague Rhodes James – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo trattato sull’opera letteraria di Montague Rhodes James, weird e orrore cosmico in nuce che poi fu ampliato anche da Lovecraft. Un brano:

Tra i più validi esponenti del filone horror sovrannaturale all’interno dell’ecumene britannico della sua epoca, Lovecraft riconobbe l’importanza sopra tutti di quattro autori; di due di questi abbiamo già parlato sulle nostre pagine, e questi sono Arthur Machen e Algernon Blackwood. Gli altri due grandi maestri contemporanei erano a suo parere da rintracciarsi nell’irlandese Lord Dunsany, particolarmente importante per il Nostro per quanto riguarda il suo ciclo di racconti più onirici, e in uno scrittore «diametralmente opposto al genio» del primo, e altresì «dotato di un potere quasi diabolico nell’evocare l’orrore con tocchi delicati partendo dalla più prosaica realtà quotidiana» [Teoria dell’Orrore, p. 421]: l’erudito Montague Rhodes James, nato nel Kent nel 1862 e destinato a passare a miglior vita nel 1936, pochi mesi prima di Lovecraft, di cui tratteremo in questa sede. Secondo Lovecraft [Teoria dell’Orrore, p. 427]:

«Il dottor James, nonostante il suo tocco lieve, evoca terrore e repulsione nelle forme più sconvolgenti; e rimarrà certamente come uno dei pochi, veri maestri e creatori di questo tenebroso genere letterario».

RILEGGENDO IL RICHIAMO DI CTHULHU (OVVERO LA PAURA) | GiornalePOP


Su GiornalePOP un bell’articolo che spiega esaurientemente, se mai ce ne fosse bisogno, il pensiero di HPLovecraft. Incollo qualche passo:

«Ritengo che la cosa più̀ misericordiosa al mondo sia l’incapacità̀ della mente umana a mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell’infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte aprirà̀ visioni talmente terrificanti della realtà̀ e della nostra spaventosa posizione in essa che, o diventeremo pazzi per la rivelazione, o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo».

In questa frase, con cui si apre Il Richiamo di Cthulhu (The Call of Cthulhu, 1928), è contenuta l’anima che ha caratterizzato tutta l’opera di Howard Phillips Lovecraft (20 agosto 1890 – 13 marzo 1937). La sua concezione pessimistica e la paura (terrore) dell’uomo verso l’ignoto sono racchiuse in queste parole.

In Il Richiamo di Cthulhu lo scrittore di Providence (città del Rhode Island, in Usa) inserisce i suoi temi preferiti. Ci sono un’indagine basata su presunti fatti reali e viaggi per mare, arcane profezie e la scoperta di macabri culti che fanno capo a orribili idoli dediti alla morte. Follia e morte si succedono una dopo l’altra tra le sue pagine.

Lovecraft ha una spiccata predilezione per quella paura “inenarrabile”, così grande da prevaricare e travolgere ogni cosa e persona. Per lui l’uomo è solo qualcosa di passeggero, destinato a svanire dall’universo senza che questi ne sia consapevole, come un errore di poca importanza che verrà automaticamente corretto. L’essere umano ha mentito a se stesso autoconvincendosi di essere il centro dell’universo. Ma esistono poteri assai più grandi, esseri così spaventosi che il solo descriverli è causa di indicibile terrore, e che sono in grado di distruggerci con la loro semplice visione: gli Antichi.

Conosciuti anche come Elder Things o Elder Ones, nell’immaginario creato da Lovecraft, gli Antichi sono creature provenienti dallo spazio che dominarono sul nostro mondo, ancor prima che vi fosse traccia del genere umano.
Cthulhu è uno di questi esseri primordiali, il sacerdote dei Grandi Antichi che un marinaio, unico sopravvissuto dell’equipaggio di una nave che ha avuto la sfortuna di incontrarlo, così descrive: «la Cosa apparve con passo pesante e, a tentoni, infilò la sua immensità̀ verde e gelatinosa attraverso la buia soglia La Cosa è indescrivibile: non esiste una lingua per simili abissi di follia urlante e antichissima, per simili contraddizioni soprannaturali della materia, della forza e dell’ordine cosmico. Una montagna che camminava o barcollava. suoi flaccidi artigli la Cosa titanica e astrale sbavava e farfugliava L’orrenda testa di polipo, con i tentacoli che si contorcevano».
Il Grande Antico è una delle creature più famose, se non la più famosa, creata dalla mente di Lovecraft. Ha valicato i confini della propria opera letteraria di appartenenza, entrando in un immaginario collettivo consolidato nel tempo che lo ha portato a essere “protagonista” con i suoi miti sia in svariate opere apocrife che come “semplici” citazioni. 

Ne La città senza nome (The Nameless City, 1921), il poeta pazzo Abdul Alhazred, autore del Necronomicon, il libro maledetto, enunciò i suoi versi più famosi e inquietanti: «Non è morto ciò che può attendere in eterno, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire».
Qualche anno dopo, ne Il richiamo di Cthulhu, gli adoratori del Grande Antico durante i loro rituali cantano «Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn», che tradotto dalla lingua degli antichi significa (più o meno) «Nella sua dimora a R’lyeh il morto Cthulhu attende sognando», spesso abbreviato in Cthulhu fhtagn.
La morte stessa può avere un termine e morire, lasciando solo questi esseri provenienti dai meandri più oscuri e impossibili dello spazio e del tempo, morti eppure vivi, addormentati in attesa di essere richiamati, per tornare a dominare le creature dell’universo tra incubi indicibili e indescrivibili orrori. Questa idea è un paradosso inquietante che eleva l’orrore a un livello superiore e, contemporaneamente, annichilisce ogni speranza.

Il fascino degli scritti di Lovecraft si collega alle nostre paure più ancestrali. Dal nome della bestia che non può essere pronunciato da nessuno, al suo potere al di là di ogni nostra conoscenza, Lovecraft “affida” all’orrore cosmico gran parte del suo lavoro. Il terrore generato dall’autore va oltre la nostra mente e riguarda qualcosa di terribilmente enorme e smisurato, ma che possiamo appena intuire. A questo si aggiungono le congregazioni segrete e le sette, dedite a culti misteriosi e orribili rituali. Non ci si può fidare di nessuno, perché chiunque potrebbe esserne un membro o un seguace. La diffidenza, l’alienazione, l’ottenebramento che portano a una follia di cui Lovecraft è capace narratore, fa sì che questi culti possano perpetuarsi con la loro presenza soffusa ma costante, come la forza di un rituale nefasto, che accompagna la vittima al suo destino di orrore, follia e morte

S.O.S. – antologia curata da Mario Gazzola – e FantaRock al TS+FF


Il 1 novembre al Trieste Science+Fiction Festival sarà di scena l’antologia Soniche Oblique Strategie, curata da Mario Gazzola, che ne illustrerà le peculiarità assieme all’altro suo saggio FantaRock, al Ridottino Miela, alle ore 11.00. Dall’evento FB prendo quest’abstract:

Venerdì 1 novembre al Trieste Science+Fiction Festival 2 appuntamenti succulenti per fedeli bowiani: alle 11 al Ridottino Miela l’umile sottoscritto presenta il saggio FantaRock (in cui David è l’unico musicista ad avere un capitolo dedicato ai multiformi rapporti con la scifi) e l’antologia Soniche Oblique Strategie, ispirata ai giochi di ruolo di Brian Eno durante le session di Outside.
“Un viaggio spaziale nella storia della musica rock, tracciando la rotta lungo i punti di contatto con l’immaginario fantastico, da Asimov e Bradbury, a Dick e Ballard, fino al cyberpunk e alle contaminazioni postmoderne.

Alle 22, lo stesso Teatro Miela ospita la proiezione di Moon di Duncan Jones sonorizzato live da Luca M. Baldini, “una vera e propria performance visiva e sonora”.

Chi può vada, occasione imperdibile per guastarsi una delle più belle antologie di questi ultimi tempi.

Sensorium Tour 2019 – 29/10 – Trieste / LastSeal


Riprende il SensoriumTour. Questa volta saremo a Trieste, questa sera 29 ottobre presso il Knulp Bar, in Via Madonna del Mare 7/a, alle 21.00; introdurrà Alex Tonelli. Per maggiori dettagli social potete cliccare qui l’evento FaceBook.

Il SensoriumTour è il tour promozionale di Sensorium, antologia di miei racconti di sesso quantico editi da DelosDigital e illustrati da Ksenja Laginja. Alcune date sono già state presentate, siamo partiti da Genova per approdare poi due volte a Roma e dintorni, infine a Reggio Emilia; vi aspettiamo per questo quinto appuntamento in un luogo di frontiera, così come lo è l’argomento del sesso quantico, posto a cavallo tra le dimensioni psichiche e fisiche.

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum. Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

L’ebook è acquistabili su Kobo, su Amazon e sul DelosStore. È disponibile anche la versione cartacea, contattatemi alla mail cybergoth@domist.net per maggiori info.

Sensorium Tour 2019 – 29/10 – Trieste / SecondSeal


Riprende il SensoriumTour. Questa volta saremo a Trieste, il 29 ottobre presso il Knulp Bar, in Via Madonna del Mare 7/a, alle 21.00; introdurrà Alex Tonelli. Per maggiori dettagli social potete cliccare qui l’evento FaceBook.

Il SensoriumTour è il tour promozionale di Sensorium, antologia di miei racconti di sesso quantico editi da DelosDigital e illustrati da Ksenja Laginja. Alcune date sono già state presentate, siamo partiti da Genova per approdare poi due volte a Roma e dintorni, infine a Reggio Emilia; vi aspettiamo per questo quinto appuntamento in un luogo di frontiera, così come lo è l’argomento del sesso quantico, posto a cavallo tra le dimensioni psichiche e fisiche.

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum. Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

L’ebook è acquistabili su Kobo, su Amazon e sul DelosStore. È disponibile anche la versione cartacea, contattatemi alla mail cybergoth@domist.net per maggiori info.

Alessandro Rolfini

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