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Intervista a Lukha B. Kremo – podcast | Tra il dire e il fare


Lukha B. Kremo è stato lungamente intervistato in un podcast – ascoltabile qui – nell’ambito della trasmissione “Tra il dire il Fare”. Temi trattati la SF, l’autorialità e l’editoria di genere ma anche la situazione storica e tecnologica attuale, in un mix unico che fa di Kremo un artista molto, molto singolare.

Sandro Battisti, Si dissolve – Poesia Ultracontemporanea


Sonia Caporossi segnala sul blog PoesiaUltraContemporanea un estratto dalla mia silloge poetica Il sentiero dello sciamano, uscito per KippleOfficinaLibraria nella collana Versi Guasti diretta da Alex Tonelli. Ringrazio…

Si dissolve
nel continuo accrescersi di potenza
sublime rivelazione di oltremondi,
morire ogni volta
per rinascere in altre forme
trasfigurare bestialmente.

La danza è una visione nel silenzio dei gesti
i simboli si muovono in te
e ne sei manifestazione:
operare col bene etereo
inciso sulla pelle.

Tornerai,
a dirmi qualcosa?
Porta con te
i nostri spiriti superiori.

Mimesis editore presenta “Carcosa svelata” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Carcosa Svelata (di cui abbiamo già parlato qui e qui), saggio Mimesis di Marco Maculotti sugli aspetti esoterici e non solo della serie TV True detective, che si riflette in un’altra serie fondamentale, la Twin Peaks di David Lynch.

True Detective è diventata serie di culto grazie soprattutto a una sceneggiatura letteraria di grande impatto che propone personaggi a tutto tondo, le cui vite sembrano gravate da una sorta di maledizione che ha a che vedere con il mistero del tempo e dell’eterno ritorno dell’uguale. La lettura esoterica offerta dall’opera di Maculotti, come recita il sottotitolo, fa leva su una narrazione che si distingue per il non detto e per le atmosfere arabescate di simbolismi dotati di una storia millenaria. A questo riguardo, si possono rilevare certe similitudini con Twin Peaks, soprattutto per la capacità di entrambe le serie tv di proiettare lo spettatore in una dimensione ‘altra’, esulante la dimensione del quotidiano. Commenta l’autore:

“Nel libro viene inquadrata la figura del Re in Giallo, adorato dalla setta, mettendolo a confronto con alcune divinità della storia antica, proponendo un’analisi maggiormente filosofica delle tematiche più profonde del serial televisivo, vale a dire quella del mistero del tempo divoratore e dell’eterno ritorno dell’uguale, e più per esteso del destino riservato, similmente a una maledizione fatale, ai vari personaggi del serial”.

Basandosi sugli strumenti dell’antropologia del sacro e della storia delle religioni, l’opera di Maculotti consente di comprendere al meglio tutto ciò che nella nuda narrazione dei fatti degli otto episodi della prima stagione rimane silente e inespresso, occultato e implicito. Analizzando il significato profondo dei simboli disseminati durante le otto del serial di Pizzolatto, il libro intende gettare luce sul tipo di culto, di credenze e di forma mentis che sta dietro al lato meramente esteriore degli accadimenti mostrati allo spettatore. Spiega nell’introduzione Maculotti:

“In un contesto poliziesco con elementi paranormali perfettamente integrati nella storia, l’approccio al caso del detective protagonista Rust Cohle è eccentrico e surreale almeno quanto quello dell’agente Dale Cooper in Twin Peaks, e la sua esistenza decisamente più cupa. La sua immersione nei delitti della Setta della Palude ha i crismi di una vera e propria discesa negli inferi, un viaggio esistenziale e metafisico, a cui seguirà, durante il coma, l’ascesa al mondo superno e la sua liberazione dalla ‘trappola samsarica della vita’”.

Somnium Hannibalis di Chiara Prezzavento – Club GHoST


Su ClubGHoST una mia recensione a Somnium Hannibalis, romanzo storico di Chiara Prezzavento su Annibale visto dopo la disfatta di Zama. Eccola qui:

Scrivere un romanzo storico presuppone un paio di forti capacità del narratore: rigoroso contesto storico (history), collegato a una storia (story) in grado di colpire profondamente il lettore. Ovvero:

  1. La verosimiglianza storica del romanzo – o del racconto – deve essere stringente; lo scrittore deve conoscere molto bene il periodo storico su cui intende innestare gli eventi romanzati, studiando a fondo ciò che accadde in quei luoghi nel momento preso in esame.
  2. L’autore deve saper tratteggiare bene i protagonisti, esistiti o meno, con tutte le verosimili suggestioni e condizionamenti culturali di quell’epoca.

Su questa base, il romanzo Somnium Hannibalis di Chiara Prezzavento soddisfa potentemente ogni presupposto. Parliamo della storia di Annibale, inserito nel contesto successivo alla sconfitta della Seconda Guerra Punica, quando era alla corte di Antioco III re di Siria.
La quarta:

Il luogo è Apamea, l’anno il 191 avanti Cristo.
Annibale Barca vive da esule alla corte seleucide, avvolto in un alone di leggenda, dubbio e amarezza.
Il Re di Siria, Antioco III il Grande, sconfitto in una sconsiderata campagna contro Roma, si rivolge proprio al vecchio generale che aveva predetto inascoltato il disastro, e per tutto un pomeriggio e una notte d’estate lo interroga impietosamente sui suoi sogni pericolosi, sulla vittoria e sulla sconfitta.
In cerca di ragioni per la sua disfatta, il Re troverà invece una storia fiammeggiante e tormentosa, senza respiro, colma di sangue, di battaglie, di sogni e di solitudine, una storia sulla guerra, il destino, la paura e il prezzo che si paga per la gloria.

Il pretesto del romanzo è quindi Annibale che racconta al Re la sua Campagna d’Italia, finita indegnamente dopo trionfi su trionfi, dopo epiche battaglie che ancora fanno storia. Barca cova il suo inesauribile risentimento per Roma e vuole coinvolgere il re siriaco nell’eterna pugna contro la Città Eterna, e per questo gli racconta fin nei minimi dettagli venti anni di Campagna svelando istanti, misteri, drammi, dubbi, esitazioni, esaltazioni, vittorie, passi falsi, grandi ingegni, tessendo una trama sottile talmente verosimile da farci apparire Annibale di fronte ai nostri occhi, mentre sbirciamo oltre il libro per ascoltarlo raccontare ogni evento avvenuto allora, quando Roma sembrava sull’orlo della sconfitta finale e il modo razionale di combattere dei Romani soccombeva al suo modo levantino di dare battaglia, creativo ed elevato alle potenze della sua mente che nemmeno Scipione l’Africano, pur alla fine vittorioso, seppe eguagliare.
Annibale sarà un vostro amico, al termine del libro, e il desiderio di ricominciare la lettura della Prezzavento vi sembrerà un ottimo modo per penetrare ancora più a fondo in quei tempi lontani per respirare ancora una volta l’atmosfera cruenta, antichissima e reintegrata di ogni entropia che il tempo le ha fatto perdere.

Le mini recensioni di Horror Magazine – Nostra signora delle scaglie


Su HorrorMagazine una piccola recensione a Nostra signora delle scaglie, di Francesco Corigliano, uscito per la collana weird di DelosDigital. Eccola qui sotto:

Nostra signora delle scaglie di Francesco Corigliano è un piccolo gioiello. Asciutto, senza inutili divagazioni, il racconto segue una trama lineare che costringe il lettore a continuare nella lettura perché la verità ci venga finalmente presentata. Pagina dopo pagina, l’incredibile si mescola a una realtà così ben delineata da risultare familiare: un Sud assolato e polveroso che è in realtà ogni luogo e che una volta riconosciuto, lo si afferra perché rimanga impresso nella memoria.

Tra donne che hanno scelto di prendere il verde e una comunità legata a più riconoscibili – ma non per questo meno oscuri – culti, si compie infine quel che non può essere raccontato. Nostra signora delle scaglie è un weird delizioso che non deluderà gli appassionati del genere.

Tom Reamy: San Diego Lightfoot Sue – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione di Cesare Buttaboni a San Diego Lightfoot Sue, di Tom Reamy, antologia weird dell’autore uscita per Hypnos. Un estratto:

Ci sono autori che, per svariate ragioni, non hanno raggiunto la notorietà meritata. Uno di questi casi è quello dell’americano Tom Reamy (1935-77), scomparso prematuramente a 42 anni a causa di un infarto. Si tratta indubbiamente di un autore particolare come si può notare leggendo il suo straordinario romanzo Le voci cieche e la sua sola antologia di racconti San Diego Lightfoot Sue appena ristampata, per il mercato italiano, dalle meritorie Edzioni Hypnos (mentre sembra che in America sia oggi fuori catalogo). Reamy si inserisce a pieno titolo nella tradizione letteraria americana rappresentata da William Faulkner e da un romanzo come Uomini e topi. Anche se è stato considerato un autore di fantascienza, leggendo la sua produzione ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, qualcosa che tende molto verso quel filone oggi denominato “weird”. Al centro della sua narrativa c’è la figura dell’emarginato, del diverso e troviamo anche la tematica della perdita dell’innocenza.

La morte viola | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a La morte viola, raccolta di racconti di Gustav Meyrink. Un estratto:

Nonostante Meyrink sia oggi noto soprattutto per Il Golem – testo ricco di oscuri simboli e pregno di un’atmosfera “magica” derivata dalle leggende ebraiche – e per diversi romanzi molto interessanti, tutti intrisi di teorie occulte (Il Volto verde, Il Domenicano Bianco), in realtà lo scrittore iniziò la sua carriera letteraria come autore di racconti sulla celebre rivista tedesca politico-satirica Simplicissimus, le cui tematiche spaziavano dal grottesco all’atmosfera orrorifica alla Poe, autore da Meyrink ben conosciuto.

La sua produzione in questo filone è di assoluto rilievo e non è quindi ancora appesantita dall’interesse per l’occultismo che caratterizza l’ultimo periodo della sua opera, tanto che qualcuno trova più interessanti proprio i racconti rispetto ai romanzi. In queste storie macabro, bizzarro e orrore si fondono proficuamente e alcune sono ancora oggi dei piccoli gioielli della letteratura fantastica. Il libro raccoglie quindi il meglio della narrativa breve “meyrinkiana” e mette in mostra le particolari qualità di questo scrittore nel creare una convincente atmosfera di genuino terrore.
Fra i racconti più efficaci qui presentati, sono da segnalare sicuramente La morte viola, storia di ambientazione esotica in cui viene sviluppata una tematica apocalittica quasi “lovecraftiana”; il famoso Il baraccone delle figure di cera; L’urna di San Gingolph, in cui viene affrontato il tema secondo cui certi edifici mantengono i ricordi di antichi e tremendi avvenimenti. Il soldato bollente è invece un buon esempio appartenente al filone satirico dove, nello specifico, si prende di mira la scienza medica. Di sicuro, uno dei racconti più terrificanti e memorabili da lui mai scritti e presenti in questa raccolta è L’Albino, in cui si narra dell’avverarsi di un’oscura profezia e in cui viene evocata la “maschera” come simbolo di morte. Da segnalare anche il macabro e raccapricciante Le piante del dottor Cinderella, ambientato in una spettrale Praga che prefigura Il Golem, e il già citato Bal Macabre, dove vi sono degli echi di La maschera della morte rossa di Poe, anche se Meyrink mantiene comunque un suo stile originale.

Consigliato ai cultori di Meyrink e agli appassionati di letteratura fantastica e mitteleuropea.

Pink Floyd – Set The Controls For The Heart Of The Sun (1968) Take 2


Una delle migliori performance, in assoluto, dei Floyd alle prese con uno dei loro migliori brani. 1968…

Epifanie | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una nuova uscita per la collana InnsMouth di Delos Digital, diretta da Luigi Pachì e dedicata al weird: Epifanie, di Ian Delacroix. La quarta:

Epifanie è una storia ambientata (e scritta) a Praga e ricrea le atmosfere di Kafka e Gustav Meyrink, strizzando l’occhio anche ai poeti francesi. È divisa in cinque capitoli, con storie che si intrecciano (un uomo sconfitto dalla vita apre una porta del proprio palazzo che non deve aprire e si trova catapultato suo malgrado a Praga; un collezionista di oggetti strani mette le mani sulla Collana di Unghie citata in un racconto antico; una donna – morta ma sognante – si vendica dell’uomo che l’ha lasciata per scegliere gli abiti talari; un pittore porta la sua ispirazione e l’amata perduta dentro un quadro…) sino all’epilogo finale tutto da scoprire.

Pink Floyd – Set The Controls For The Heart Of The Sun (1968)


Nel gorgo della perfezione psichedelica.

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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