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The Last Temptation: Neil Gaiman incontra Alice Cooper | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un fumetto di Neil Gaimon che ripercorre i passi di una collaborazione di un po’ di anni fa tra lo stesso Gaiman e Alice Cooper: The last temptation. Eccone una descrizione:

Nel 1994 uscì un concept album intitolato The Last Temptation. L’autore era il leggendario Alice Cooper, uno degli showman e delle rockstar più importanti della scena contemporanea sin dagli anni ’70. A quell’album aveva lavorato un altro straordinario autore e narratore: Neil Gaiman. Il creatore di Sandman, contattato dalla casa discografica di Cooper, aveva accettato di dar forma al Teatro del Reale e alle sue creature, raccontando insieme a Cooper un mondo al confine tra questa dimensione e il regno degli incubi, tratteggiando in filigrana il profilo dell’America contemporanea. Nello stesso anno – e in parte all’interno dell’album – uscì The Last Temptation in versione graphic novel.

The Last Temptation (pagg. 168, euro 19.90) racconta la storia di Steven, un ragazzino che ha paura. Paura delle storie di fantasmi, paura di crescere, paura degli altri: solo paura. Poi, un bel giorno, incontra l’uomo destinato a cambiare la sua vita per sempre. È il misterioso Showman, che lo introduce alla scoperta del suo straordinario Teatro della Realtà. Steven riceve il biglietto e assiste a uno spettacolo sull’orrore e il coraggio, ma ben presto si accorge che uscire da quella performance è molto più complicato di quanto potesse immaginare. Un’esperienza destinata a insegnargli una volta per tutta cosa sia davvero la paura.

Roma perde la sua voce più bella, Lando Fiorini | Luigi Milani


Come segnala il buon Luigi Milani, due giorni fa è morto Lando Fiorini, cantore folk di una Roma andata, scomparsa, evaporata nei meandri di una Storia a volte inedita a volte ripetuta; a Lando è legato il ricordo del brano Cento campane, sigla di chiusura del serial TV Il segno del comando, qualcosa di molto weird che andò in onda quasi cinquant’anni fa sulla TV italiana (l’unica rete di allora). Mi basta ciò per ricordarlo e salutarlo, con affetto.

Gotici per le feste – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un lungo articolo di Franco Pezzini che indaga il genere gotico – da Frankenstein ma, a ritroso, anche da Il castello di Otranto. Questo rivolo artistico che tanto amiamo riempie presto l’anima e l’immaginario dell’intero globo, da duecento anni a questa parte si modifica arricchendosi, autofagocitandosi anche, ma sempre rinascendo più geniale e fantasioso di prima. Il Fantastico, suo grande papà, ringrazia generosamente.

Il lettore che nel periodo successivo all’11 marzo 1818 nota sul bancone del libraio un’opera fresca di stampa di cui ha letto alcune recensioni, non può immaginare che quel romanzo, tirato da Lackington, Hughes, Harding, Mavor, & Jones nel modesto numero di cinquecento copie, sia destinato a cambiare parecchie cose nell’immaginario collettivo. Sul termine “fresca di stampa” dobbiamo intenderci, perché materialmente il volume è uscito dalla tipografia a Capodanno: ma è vero che nei primi due mesi, e nonostante un certo movimento (rilascio di esemplari, consegna di quelli per il copyright, invio ai giornali o a scrittori amici, e naturalmente alle librerie), non sembra filarselo quasi nessuno, e solo a marzo la novità editoriale inizia ad avere il botto di recensioni. Se ne parla su “La Belle Assemblée, or Bell’s Court and Fashionable Magazine” e “The Edinburgh Magazine and Literary Miscellany; A New Series of ‘The Scots Magazine’” in date non specificate del mese, sul “Blackwood’s Edinburgh Magazine” (con la recensione di Walter Scott) il 20 marzo a Edimburgo e il 1° aprile a Londra, su “The British Critic”, “The Gentleman’s Magazine” e “The Monthly Review” in date non specificate di aprile… Al punto che ottime edizioni (Oxford World’s Classic, University Chicago Press…) lo danno per edito decisamente nel marzo o aprile, e magari proprio il citato 11 marzo. In realtà sarebbe bizzarro perché in quella data la famiglia dell’autore – anzi autrice, che ovviamente ha voluto vedere l’avvio editoriale – chiude le borse per partire verso il Continente, imbarcandosi il giorno dopo a Dover per Calais: ma la data che associa alla partenza resta simbolicamente significativa e di svolta. Nel libro, Frankenstein di Mary Shelley (ancora coperta da un pudico anonimato), la Creatura, dopo una fase di vita defilata, inizia a colpire in assenza e anzi a notevole distanza geografica dal suo creatore; ma anche il romanzo, dopo il primo periodo defilato, dopo l’11 marzo inizia a “colpire” in assenza e a notevole distanza dalla sua autrice. A colpire i recensori, i lettori da loro indirizzati a quelle pagine, gli uomini di teatro che si approprieranno dell’opera iniziando a trasformarla…

Kryseis


Eleganza di una surrealtà dominante, feticista.

Chthulhu vegetale


…i suoi tentacoli…

Evanescente, così ricordo


Mi lasci sorpreso quando non raggiungi più i miei ricordi, quando scopro che la linea del passato esiste soltanto in un angolo remoto della mia coscienza. Mi lasci quindi il senso di qualcosa di vissuto, di cui non sono così intimamente sicuro…

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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