HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Ricordi

La chiusa


L’oceano si è richiuso sopra ai ricordi e alle realtà, lasciando morire un fragore di silenzio immenso, e di dolore.

Alberto Radius – Un Amore Maledetto


Un vecchissimo brano che avevo dimenticato, totalmente, da almeno quarant’anni e che ho casualmente riscoperto; come il buon vino, questa song si è impreziosita col tempo, e rimanda nella mia psiche le immagini di un breve clip associato in cui il degrado interiore della tossicodipendenza veniva reso con frame sgranati in bianco e nero, mandati lentamente…

Tracce di un passato remoto


Tracce sotterranee di una chiamata che sembra un film onirico, bellissimo, nascondersi nel punto di origine e rivivere ogni istante affondato nel passato più remoto.

Muovendo piano gli occhi


Mi aspetto una decisione sulla tua linea identificativa, qualcosa che mi faccia capire subito cosa resta di un’intera vita vissuta così tanti eoni fa.

Il signore delle furie danzanti di Luigi De Pascalis – Club GHoST


Sul Club G.Ho.S.T. la mia recensione a Il signore delle furie danzanti, di Luigi De Pascalis. Eccola qui:

Come si viveva a Roma verso la fine del IV secolo d.C., nel caos sociale e politico determinato dalla decadenza dell’Impero Romano e dall’affermazione del Cristianesimo, quando gli antichi dèi perdevano rapidamente importanza e gli imperatori, sempre più deboli e ininfluenti, finivano spesso per morte violenta? Il degrado sociale colpiva soprattutto le fasce basse della popolazione, che vivevano in un contesto di miseria incipiente e violenza sempre più accentuate, ed è proprio in questo scenario che Luigi De Pascalis colloca il romanzo Il signore delle furie danzanti, edito nuovamente da La Lepre Edizioni e che prelude a una trilogia dove la figura dell’investigatore, cardine di molte pubblicazioni del Fantastico – penso banalmente a Sherlock Holmes, ma anche Carnacki, dr. Silence, senza contare tutti gli inquirenti che hanno attraversato la storia del Giallo – viene incarnata da Caio Celso e dal suo braccio destro Alipio i quali, proprio attraverso una trama Gialla che assume le tinte esoteriche della declinante religione pagana, si misurano con una figura sovrannaturale che risponde al nome del dio Dioniso.

Non è facile muoversi tra le case romane di quell’epoca, e non nascondo che una grande fascinazione di tutto il romanzo passa proprio per la stratificazione della Roma di allora con quella dei secoli a noi più vicini, fino a tratteggiare strade e ciottoli che usualmente calpestiamo in questi anni 2000; nel romanzo, però, tutto è appunto una detective story quasi noir, e questa considerazione certo non svilisce una storia scritta molto, molto bene e che a volte sfocia nel sovrannaturale e che, in fondo, rende tutta la nostra esistenza come un immenso sensorio weird.
De Pascalis rende vivido un mondo che non c’è più dicendoci però, con un sussurro, che alla fine non è che adesso ci siano molte differenze rispetto a 1.500 anni fa; che le trame per prendere il potere discendono dalla Filosofia, che viene presto dimenticata per la sete di comando che è crudele, che non ringrazia ma fagocita l’ego con un senso del religioso che invece dovrebbe essere elevazione, comunanza, amore.

Ricordatevi di queste verità quando qualcuno, in nome di un dio o di una supposta ragione qualsiasi, vi chiederà di distruggere un amico, un congiunto o qualsiasi altra persona che voi avete avuto a cuore: tutto quel male vi tornerà indietro e vi polverizzerà, e chi ne gioverà sarà soltanto un sistema inumano di potere. Questo è il messaggio insito nel Signore delle furie danzanti e a noi resta il compito di farne tesoro, nei secoli dei secoli.

2774 volte auguri, Roma


Compleanno di Roma. È il 2.774° anniversario, e ciò che vedo è un luogo che si ammanta di mistico fascino e splendore, ogni anno di più, nutrendosi del suo stesso passato ancora vivo – un immenso genius loci.
Energie affastellate su se stesse, incipienti, fino a quella che sarà la completa trascendenza.

Il sigillo imperiale | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione dell’uscita di un mio racconto in ebook per la collana weird InnsMouth, Delos Digital, diretta da Luigi Pachì. Il titolo è Il sigillo imperiale e narra di vicende weird nell’Impero Connettivo; la quarta:

Andronico e Xendra sono degli psiconauti postumani al servizio dell’Impero Connettivo. La loro missione è sul filo delle dimensioni e dei riti sciamanici che i popoli arcaici del Centro Italia officiavano, evocando energie dei luoghi, della natura e soprannaturali. Si troveranno a interagire con le entità dei boschi sacri, lì dove il senso di realtà è labile; ma cos’è, esattamente, la realtà?

Il libro digitale è acquistabile sul market di DelosBooks al prezzo di 1.99€ e su altri store, come Kobo e Amazon. Buona lettura!

Nino Sable – Allordieside


Attraverso la memoria i brandelli del dolore salgono a tratti, brevi informazioni, estensioni di una storia che ha tagliato le anime in te.

The Final Cut, l’addio di Roger Waters ai Pink Floyd | OndaMusicale


Su OndaMusicale un articolo dedicato all’ultimo disco di Roger Waters coi Floyd: The final cut, uscito nel 1983 (me lo ricordo, quel giorno) Un estratto:

I Pink Floyd, fin dai loro inizi, hanno rotto gli schemi del rock in particolare in due aspetti. Il primo è l’incredibile cura grafica delle copertine, vere e proprie opere d’arte grazie allo studio Hipgnosis; l’altro è legato agli spettacoli dal vivo, esperienze che chiamano in causa tutti i sensi dello spettatore. The Final Cut fallisce in questi due obiettivi.
La copertina è tra le più scarne e graficamente poco gradevoli, e al disco non segue nessun tour, cosa che penalizza le vendite già di per sé non all’altezza.

La copertina paga l’ennesima lite di Waters, stavolta con Storm Thorgerson, mente della Hipgnosis e amico dei musicisti dai tempi di Cambridge. Quanto al tour mancato, la responsabilità è di nuovo del dispotico Roger; bizzarramente, Gilmour e Mason sono all’epoca molto favorevoli, probabilmente per ragioni meramente pecuniarie.

The Final Cut, se depurato da questi aspetti, è tuttavia un bellissimo disco. Suona molto diversamente dai Pink Floyd iconici, quelli delle lunghe cavalcate psichedeliche e degli assoli pieni di pathos di David Gilmour; pare quasi un disco di cantautorato, equamente bilanciato tra testi – validissimi – e musica. La voce di Roger sembra divisa sui soli due registri contemplati: il sussurro quasi recitato e le urla dissennate. Gilmour assesta qualche bel colpo di coda, ma il suo apporto è molto limitato. Tanti sono i contributi esterni alla band.

CHTHONIA – Asphodel


Attraverso lo spazio o il tempo, attraverso le dimensioni, rimane il tuo infinito spleen abissale di ricordi.

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

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Jakob Iobiz

Scrittore

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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