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Archivio per Ricordi

Sangue e Impero, due romanzi per il premio Urania 2014 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un bell’articolo di Carmine Treanni (grazie infinite) che tratteggia assai bene trama e suggestioni del mio romanzo, covincitore del penultimo Premio Urania, L’impero restaurato. Ecco ciò che mi riguarda:

Il volume si apre con il romanzo di Battisti, la cui storia parte da quella con la S maiuscola dell’Impero Bizantino per approdare a quella di un ipotetico impero postumano.

L’imperatore bizantino Giustiniano I tenta di riaccendere i fasti dell’Impero Romano, ritenendo di essere l’erede diretto dei Cesari che hanno governato Roma. L’Impero di Bisanzio, grazie anche alle campagne militari del suo generale Belisario, sta riconquistando alcuni dei territori che appartenevano all’impero romano, come parte dell’Africa. Ma Giustiniano I deve anche scontrarsi con l’autorità del Papà a Roma che non ritiene l’imperatore degno di governare su un dominio che ha nella religione cristiana una delle sue fondamenta. Giustiniano I è anche un osservato speciale dal futuro, dove l’imperatore alieno Totka_II ed il suo plenipotenziario Sillax tentano di modificare il continuum spazio-temporale ed espandere L’Impero Connettivo, costituito da postumani. Totka_II, in particolare, intreccia una relazione sessuale a “distanza” con Teodora, moglie di Giustiniano e imperatrice di Bisanzio, sottomettendola anche dal punto di vista mentale.

Sillax e Totka_II, attraverso un tool dimensionale, possono osservare e influenzare il continuum spazio-temporale, interagendo anche con coloro che vivono nel passato. Totka_II appartiene ad una razza di alieni che ha sempre agito sulla vita e la storia dell’umanità, fin dal più remoto passato e adesso l’imperatore vuole espandere il suo potere anche dal punto di vista dimensionale, su tutte le varie realtà. C’è un rischio, però, che le varie dimensioni possano collassare. È per questo che l’imperatore Totka_II e Sillax inviano un loro emissario per interpellare un aruspice, ossia un sacerdote che attraverso le interiora di un animale è in grado di prevedere il futuro. Nella previsione sugli obiettivi di espansione dell’Impero Connettivo il responso è ambiguo. L’imperatore può dare seguito alle sue mire espansionistiche, ma non è chiaro se avrà successo.

Totka_II intuisce che c’è una nuova forza in campo, un altro impero che cerca di conquistare a sua volta l’impero connettivo in una guerra psichica che si combatte nel continuum spazio-temporale.

Nel momento in cui Totka_II decide di dare il via alla conquista di altre dimensioni del suo impero, i suoi soldati e i postumani cadono vittima di uno strano virus che si rivela essere la peste. L’impero connettivo sembra subire le stesse sorti dell’impero di Bisanzio. Il progetto di conquista, alla fine, riesce e l’impero connettivo si espande grazie anche al sacrificio di Teodora che si immola per permettere a Totka_II di rientrare in possesso delle conoscenze che la sua razza ha donato nel corso della storia all’umanità, consentendo a quest’ultima di evolversi.

Romanzo originale che gioca su più piani temporali, in cui Battisti crea un intrigo che va dalla storia reale dell’impero di Bisanzio a quella parallela e inventata dell’impero Connettivo del futuro. Interessante il parallelo che l’autore fa tra il tentativo di Giustiniano, imperatore di Bisanzio, di ripristinare il territorio che una volta era dell’Impero Romano, riconquistando i territori che erano nelle mani dei barbari, e l’espansione del territorio che l’imperatore Totka_II, a capo dell’Impero Connettivo, verso altre dimensioni spazio-temporali, di cui l’Impero di Bisanzio ne rappresenta una.

Il romanzo è ben scritto, con una prosa ricercata, che però non appesantiscono la lettura.

Ricordi quantici


Risplendono le movimentazioni di surrealtà espansa, mostri di perfezione matematica aliena che suddividono gli istanti in strani perversi momenti di ricordi quantici.

Erano romani i Neanderthal più antichi d’Europa – Terra & Poli – ANSA.it


L’antichità estrema dell’antropizzazione a Roma, e mi rivengono in mente le sensazioni di quei luoghi che inconsapevolmente ho vissuto, come un ritornare, come emancipare e rendere più vere le mistiche cerimonie arcaiche; affondando negli sciamani di allora, percependo la complessità emozionale di una vita lontana dalla nostra, contemplando i luoghi e le paure di una vita breve che si confronta con la morte facile e veloce… Dal sito ANSA:

Viveva a Roma la più antica comunità di Neanderthal di cui sia mai stata trovata traccia in Europa: lo dimostra la datazione di ossa umane e animali ritrovate lungo la valle dell’Aniene e risalenti ad almeno 250.000 anni fa. Li hanno analizzati i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con i paleontologi delle Università della Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre. I risultati, pubblicati sulla rivista Plos One, aprono nuovi scenari sulle tappe dell’evoluzione dell’uomo e sui flussi migratori attraverso il Vecchio Continente.

Lo studio conferma la datazione che era stata fatta del sito di Saccopastore dove negli anni ’30 erano stati ritrovati due crani di Homo neanderthalensis. Studiando la correlazione tra cicli sedimentari e variazioni globali del livello del mare, si era capito che i terreni erano più antichi di quanto ipotizzato: 250.000 anni contro gli 80.000-125.000 delle stime precedenti. La conferma è venuta ora dal riesame dei resti fossili di daini appartenenti alla sottospecie Dama dama tiberina, raccolti insieme ai resti umani e conservati presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.

La seconda novità dello studio riguarda alcuni frammenti di ossa umane rinvenuti insieme a resti faunistici e numerosi strumenti in selce in quattro località vicine: Ponte Mammolo, Sedia del Diavolo, Casal de’ Pazzi e Monte delle Gioie. I ricercatori sono riusciti a stabilire l’età dei terreni in cui furono ritrovati, datandoli tra i 295.000 e i 245.000 anni fa.

”I resti della Valle dell’Aniene costituiscono la più antica evidenza diretta della presenza dell’uomo di Neanderthal sul continente europeo”, precisa Marra. ”Gli uomini di Neanderthal potrebbero essere stati pertanto i protagonisti di una nuova antropizzazione dell’Europa avvenuta più di 250.000 anni fa: anche allora passando attraverso un’Italia ospitale, almeno dal punto di vista climatico, dove proprio nella sua capitale avrebbero stabilito una delle prime comunità”.

Path of Ruins


Il fascino della Classicità, impera. Vive accanto.

Nacqui / Nací (Poesia da Tijuana, Messico) – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine è segnalata una poetessa messicana, Cynthia Franco, che narra del suo Paese con una connotazione a metà tra la protesta e lo sciamanico, quando ricorda le lande psichiche del suo passato ancestrale dove il fungo rende il mondo come qualcosa di più aderente al punto di origine.

Nacqui con le ossa fragili dentro una sacca di piombo
non lo posso negare
mi hanno insegnato fin da piccola a divorare le ceneri dei miei avi
dei loro calpulli, potrei dare in prestito lacrime
mia madre fu intuita in orizzonti meridionali, avvolta nei sette mais
bevve il pianto dei huichioles, dandomi alla luce partorì uomini morti
gli divennero cenere gli occhi e all’interno dell’iride cercammo un secondo parto, non lo posso negare
il mestiere ereditato dai miei nonni fu migrare come fanno gli uccelli
meditare la rotta con un’ala sul petto e l’altra in direzione del vento
i miei fratelli impararono a collocare rametti funebri nei loro rizomi
papà nacque nella culla degli amputati
scelse di lasciare l’impiego ed essere vedente
non lo posso negare.

Nacqui a Tijuana
sono del nord, sacrificio della frontiera, ho vissuto spaccata tra casinò e gringos leccando puttane
punto di fuga che richiede transgenici per lascito
iniezioni per saziare la mancanza d’incroci, dal seno latte gringo per alimentare nuovi frutti
faccio domande in inglese, all’asilo imparai l’inglese, mangiai in inglese, aprii le gambe in inglese,
non lo posso negare.

Nacqui un 10 novembre e a novembre assassinarono 10.000 bambini
nel tempo che ci misi per cominciare a parlare
furono torturate madri con frutti in grembo, zitte zittite
durante i miei primi passi le visioni furono di santi rifugiati
esigevano amore con monete, nessuno da amore gratis
in incognito il loro lavoro è uccidere, uccidere per amore
nel mio quartiere adornavano le strade con narcomessaggi, la gente rideva nei bar
cantando narcocanzoni, non lo posso negare.

Lasciai il cristianesimo per celebrare le mie proprie messe, cantare le mie proprie lodi
credere nel mio intimo chiamato Dio, Dio nel Nord e nel Sud, Dio esiliato e messo da parte
aprii le porte in grande, i miei calvari, non lo posso negare.

Nacqui
vidi madri cullando ninnenanne in tzotzil
con i piedi aderenti alla terra, con unghie divorate dal fango e per metà dal freddo
capii cos’è la fede, cos’è il canto, la contemplazione del tempo, la rabbia
non lo posso negare.

Nacqui
e fui capace di rendermi conto
abitando quel tutto nel quale tutto si muove
al vedersi si negano l’uno all’altro, costruiscono maquilas e industrie per sabotare popoli
si sta creando una nuova frontiera nel linguaggio
si cuoce una pentola di fagioli che sarà il pane di ogni singolo giorno
mentre un nuovo presidente impara a disincarnare il proprio popolo.

Nacqui
e fu il vento sopra i bambù, lo scricchiolare del fiume divorando se stesso
nel frattempo finirono i funerali, si sincronizzano i momenti preziosi:
una nuova linea della mano si forma in milioni di uteri, un nuovo cuore
comincia a palpitare in milione di grembi, un altro canto sciamanico trapassa il ventre del sole
fui capace di rendermene conto
piccole cose succedono
alla luce colando tra le ciglia
mentre un altro suicida appare tra le notizie
senza che nessuno se lo aspetti, con tutto il diritto
un battesimo consegna il mio nome al mondo
molti nomi, molti cognomi si crivellano tra loro.
Dove nascono i morti?

Esclusioni estemporanee


Dare esclusioni di puro estemporaneo seme equivale a mostrarsi rappreso e raggrinzito, avvizzito dall’uso antico non più rinnovato.

Roma e il disabitato


Amo questi risvolti macchiati da larghe consunzioni, grasse come macchie di lipidi nella minestra. Tutto appare come un’ordalia di povertà opulenta, e il risultato lo si può vedere nelle borgate sparse lungo le campagne un tempo disabitate.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

Parole Loro

"L'attualità tra virgolette"

Ottobre

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Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

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Foglie da collezione, cm 12 x 12 x 3 - By Mayoor

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Come un angelo da collezione.

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