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Tutto quel buio: il nuovo romanzo di Cristiana Astori | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un nuovo romanzo di Cristiana Astori, Tutto quel buio, che segue il filone della sua serie “Tutto quel…”. Da non perdere.

Susanna Marino, una studentessa disoccupata laureata in cinema, viene inviata a Budapest alla ricerca del film e, immersa in un’atmosfera da horror espressionista, verrà coinvolta in un’avventura tra cinici cacciatori di pellicole, folli collezionisti e il misterioso gruppo noise ungherese dei Bela Lugosi’s Quartet. La ricerca la porterà a vivere situazioni che metteranno in pericolo la sua stessa vita: la pellicola pare infatti maledetta, in quanto una mano misteriosa uccide chiunque può indirizzare Susanna alla sua scoperta, coinvolgendola in un gioco mortale, che affonda le radici in un oscuro passato. Ma il Conte Dracula non è presente soltanto come soggetto della pellicola ma pur non sempre nominato intriderà il romanzo con le sue pericolose suggestioni.

Susanna Marino non è una vera investigatrice, né una donna d’azione, anzi, una ragazza quasi trentenne come tante altre che vive la situazione odierna del precariato e trova un modo originale per farvi fronte. È una persona curiosa e testarda, ma con le sue debolezze, tra cui la narcolessia che la coglie spesso nelle situazioni più estreme e impensabili. Suo contraltare è il personaggio di Steve Salvatori (tra Tarantino e i Manetti Bros), cercatore di pellicole, stuntman e truffatore dal passato oscuro, che bazzica gli ambienti del cinema sotterraneo e di serie B; Susanna volente o nolente si troverà spesso a collaborare con lui. Susanna Marino è stata finora la protagonista della trilogia di thriller cinefili.

Tutto quel nero, Tutto quel rosso e Tutto quel blu editi dal Giallo Mondadori. Peculiarità delle storie è la commistione tra realtà e fantasia: le pellicole scomparse di cui si narra sono tutte esistenti, e appartengono ai misteri della storia del cinema, anzi, le ricerche dell’autrice per la stesura dei romanzi in due casi (Un día en Lisboa e L’Autuomo) le hanno riportate alla luce.

Tutto quel buio è un thriller ispirato a una pellicola degli anni Venti realmente scomparsa, il Drakula halála del regista ungherese Károly Lajthay; si dice che sia questa, e non il Nosferatu di Murnau, la prima trasposizione sullo schermo del Dracula di Bram Stoker.

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Il nuovo assetto di Urania in un’intervista con Giuseppe Lippi | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com il nuovo assetto della testata Urania, annunciato da un’intervista sublime a Giuseppe Lippi resa a Fumettologica. Sembra una svolta interessante, la struttura si allarga e di questo ne siamo tutti felici.

 

Qual è la giornata media del curatore di Urania? Qual è la parte del lavoro più impegnativa e quale la più piacevole per te?

Visto che mi fai una domanda così intima, devo premettere che dal gennaio 2018 Urania non ha più un curatore ma un Responsabile editoriale, un Direttore responsabile, un Editor e un “Consulente” che sarei io: un quadrumvirato che si sforzerà di mandare avanti le collane facendo fronte ai problemi e alle sfide che si pongono oggi; ed è la prima volta che questo accade dal 1952.

I miei colleghi non so, ma la giornata tipo del consulente è caratterizzata dal fatto che si alza al mattino e non va in ufficio. Lavora in casa, legge, guarda la posta, scorre le ultime novità sui giornali e sulla stampa specializzata, quindi si dedica ai compiti più urgenti, che possono essere decidere su un nuovo titolo da acquisire, scrivere una quarta di copertina, mandare delle indicazione all’illustratore, il bravissimo Franco Brambilla, eccetera.

Di queste attività la più grata è quella che consiste nello scrivere introduzioni, fare editoriali, eccetera, che naturalmente sono possibili solo in base alle esigenze della redazione e allo spazio disponibile. Ma da tempo il mio lavoro non riguarda soltanto Urania: mi occupo molto degli Oscar e in particolare dei cartonati Draghi, che sono una vera biblioteca di narrativa fantastica generata dai famosi tascabili. La stiamo mettendo a punto con una cura certosina.

L’intervista va letta interamente, è molto vasta e tocca parecchi temi della SF e Fantastico italiano. Qui la leggete tutta.

Edizioni Hypnos pubblica due inediti di Arthur Machen | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di due inediti per Arthur Machen in uscita per Edizioni Hypnos; Machen, scrittore weird a cavallo del ‘900 di elevato valore, è molto conosciuto dagli amanti del genere. Imperdibile appuntamento, quindi, anche per me.

Sarà presto disponibile il nuovo volume della collana Biblioteca dell’Immaginario di Edizioni Hypnos, dedicato a due opere di Arthur Machen: si tratta di Frammento di Vita, finora inedito in Italia, e Il Popolo Bianco, considerato uno dei più grandi capolavori dell’autore. Il volume comprende anche il racconto breve Un doppio ritorno, anch’esso inedito in Italia.

Il volume sarà ufficialmente reperibile nelle librerie dal 28 di febbraio ma è già disponibile per il preorder, con uno sconto del 15%.

Il libro sarà presentato ufficialmente sabato 3 marzo (in occasione del 155° anniversario della nascita di Arthur Machen), alle ore 16.00 presso il Mondadori Store di Pavia, con l’Editore Andrea Vaccaro e un ospite davvero speciale, Giuseppe Lippi.

Dintorni di Roma o Toscana? | Luigi Plos


Sul sito di Luigi Plos sono stati pubblicati, nel tempo, un bel po’ di post interessanti riguardo i luoghi rimasti incontaminati intorno a Roma. Ringrazio Luca Bellincioni per la segnalazione, eccovi un estratto dall’articolo:

A pochi chilometri da Roma, Monterotondo si stacca dalla sequenza di morbide colline, e veramente sembra un paese toscano con lo skyline dei paesi sabini e dei monti Lucretili a chiudere alla grande questo paesaggio. Vicino Monterotondo troviamo peraltro la “toscana” Torre Fiora.

Poi c’è, per esempio, il pezzo di campagna prospiciente la Cassia, nei pressi de La Storta, appena fuori Roma: filari di pini a perdita d’occhio, strade ondulate, colline, colori stupendi e il solito skyline dei monti Lucretili, che potrebbero benissimo essere la corona del Pratomagno, il gruppo montuoso che sovrasta la valle dell’Arno sopra Arezzo e che fa da sfondo a tanti celebri dipinti di Leonardo.

Per inciso percorrere la via Veientana in bicicletta, da via di Grottarossa fin dove questa sbuca in via della Giustiniana, è un percorso di grande fascino: sono ancora visibili alcuni tratti dell’antica strada romana con i classici basolati solcati dai carri. Questo percorso può essere prolungato a piacere discendendo la solitaria e boscata via Giustiniana fin dove questa incontra la Cassia Bis e risalendo poi l’altrettanto solitaria e boscata via Prato della Corte, fin dove questa penetra nel cuore del parco di Veio.

Ma è il paesaggio nel quale si snoda la Veientana a essere strepitoso. Appena fuori Roma: strade bianche ondulate con filari di pini a ombrello, campi color terra di Siena, fossi ombrosi e nascosti dalla ricca vegetazione.

Matematica Nerd – Emanuele Manco


Emanuele Manco, sul suo sito, annuncia l’uscita del suo saggio Matematica Nerd, per Delos Digital:

Matematica Nerd è la raccolta, riveduta e ampliata, di alcuni articoli pubblicati su FantasyMagazine che si pongono domande matematiche su tematiche legate al fantastico.

Ecco quindi la sinossi dell’opera, intrigante come solo la Matematica sa essere, che non è un’arida materia ma una descrizione esaustiva e inumana del nostro mondo. Anche di altri mondi, a pensarci bene…

Ma i draghi di Game of Thrones possono volare? Che portanza devono avere le ali per sostenere il loro peso? E quanto bisogna spendere per avere tutti i Rollinz?

A quali forza è stata sottoposta la spina dorsale di Gwen Stacy quando l’Uomo Ragno cercò di salvarla dalla drammatica caduta dal ponte? Quanto bisogna spendere al supermercato per avere buone probabilità di completare la raccolta dei Rollinz? Che probabilità hanno di sopravvivere i personaggi di Game of Thrones, e davvero un drago può volare? Sono domande sulle quali normalmente le persone normali sorvolano. Ma i nerd no, e soprattutto non i matematici nerd, che hanno pronta un’equazione per verificare calcoli alla mano. Se siete anche voi matematici nerd apprezzerete questo libro; se siete nerd non matematici, troverete uno stimolante modo nuovo per affrontare il mondo dell’immaginario.

Il Terrore Cosmico da Poe a Lovecraft – Parte seconda | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la seconda parte di cinque de Il terrore cosmica da Poe a Lovecraft (la prima è qui). Un estratto:

Nella difficile esegesi relativa all’immaginario lovecraftiano non v’è l’esigenza di dover dare spiegazioni scientificamente dimostrate a tutto ciò che accade perché ciò minerebbe la naturale inclinazione immaginosa della letteratura fantastica ma, invece, si cerca di far leva sull’impossibilità umana, nonostante vi siano i mezzi e le conoscenze scientifiche, di dominare  una Natura  talmente meccanicistica e caotica da diventare  pericolosamente  imprevedibile fino a generare orrore cosmico. «Per tutta risposta, mi limiterei a dire che nessuno dei miei racconti aspira a precisione scientifica o a dichiarata universalità, essendo ciascuno di essi, più che altro, una mera trascrizione d’un singolo stato d’animo o di un’idea con relative ramificazioni fantastiche». Anche se Lovecraft tenta sempre, comunque, di rendere credibile il fantastico, ovvero di pervadere l’aspetto scientifico con quello ultraterreno in modo da far diventare  più coinvolgente e suggestivo il racconto. Difatti, la paura umana viene alimentata proprio dal fatto che l’avvenimento mostruoso potrebbe  anche accadere se si verificano certe combinazioni scientificamente probabili, i cui esiti sono  a noi incogniti.
Se per Schopenhauer l’uomo è almeno un “animale metafisico” che si domanda in continuazione il senso dell’esistenza,  per Lovecraft  invece l’uomo è un  misero “animale intrappolato” e abbandonato solo a se stesso nella sperduta giungla dell’universo, senza la Provvidenza perché la vita viene inesorabilmente aggredita da sconosciuti travolgimenti cosmici, infestati da tenebrose creature mostruose, senza che la vittima abbia almeno  la speranza di salvezza in una  vita ultraterrena. L’unica possibilità di salvarsi  è legata solo alle esclusive capacità e alle forze dell’aggredito.

I Tarocchi Quantistici, con 64 tarocchi allegati – di Lukha B. Kremo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Per i tipi di Kipple Officina Libraria esce oggi in formato digitale e in cartaceo I Tarocchi Quantistici, uno studio accurato e innovativo sui Tarocchi a cura di Lukha B. Kremo, eseguito applicando le leggi e le suggestioni della Fisica Quantistica.
Non solo: la già spettacolare versione cartacea dell’opera è ulteriormente impreziosita da uno stupendo mazzo di Tarocchi Quantistici.
Nel libro sono discussi gli aspetti più comuni delle carte da divinazione, spaziando fino a quelli più reconditi, passando per i semi, gli Arcani maggiori e quelli minori, suggerendo le possibilità d’interpretazione delle figure estratte durante l’interrogazione.
In appendice sono presenti un piccolo memorandum riassuntivo e una ispirata postfazione di Sandro Battisti.

Il volume esce nell’ambito della collana esoterica eXoth, un contenitore che rivela continuamente nuove e profonde sorprese agli adepti delle scienze esoteriche e occulte.

Un estratto

L’idea dei Tarocchi Quantistici è quella di connettere la sapienza antica, classica e medievale raccolta nei Tarocchi di Marsiglia, con quella prettamente scientifica e astrofisica, sviluppatasi dal Seicento in poi, in modo particolare con la scoperta novecentesca della Meccanica Quantistica. Il mio intento è stato primariamente quello di rispettare gli archetipi antropomorfizzati e naturalizzati dei Tarocchi classici, agganciandoli ai loro corrispettivi astrofisici. Era importante eliminare i residui più formalmente e superficialmente umani, quindi primariamente la base decimale (legata al numero di dita delle mani), per sostituirla con una base binaria, quindi più vicina all’essenza dell’Universo. Il risultato è stato la divisione del mazzo in 32 Arcani Maggiori e 32 Arcani Minori, per un totale di 64 carte. La tradizionale maggioranza numerica degli Arcani Minori rispetto ai Maggiori è data dalla concezione antica della società gerarchica, per cui al maggior valore corrisponde la minore quantità. Noi abbiamo voluto superare questa concezione a favore di una democratica suddivisione in due parti uguali.
Gli Arcani Maggiori Quantistici sono numerati con base binaria, quindi da 0 a 11111 (da 0 a 32) e seguono l’ordine tradizionale dei Tarocchi di Marsiglia (a eccezione delle ultime due carte, il “Giudizio” e il “Mondo”, che sono invertite), nel cui mazzo sono 22. Ne consegue che alcuni Arcani Maggiori tradizionali sono associati a 2 o 3 Arcani Maggiori Quantistici.
Gli Arcani Minori Quantistici sono divisi come i classici in quattro semi: Spazio, Tempo, Massa, Energia al posto di Coppe, Denari, Bastoni, Spade; sono numerati da 0 a 111 (da 0 a 8) e richiamano l’antropomorfizzazione tipica delle figure degli Arcani Minori classici, ovvero Re, Regina, Cavaliere, Fante, qui sostituiti da Bambino, Bambina, Signora, Signore, Saggio, Saggia, a cui sono aggiunti lo “Zero” e l’“Unità fondamentale”. Le corrispondenze tra le figure, in quanto in numero diverso (4 negli Arcani Classici, 6 negli Arcani Quantistici), sono completate con Arcani dei primissimi mazzi rinascimentali, come quelli viscontei, in cui figuravano anche la “Fantesca” (o “Donzella”) e la “Cavallerizza” (o “Dama a Cavallo”).

La quarta

Questo manuale affonda le sue origini nel tempo immemore dei secoli andati, ha in sé un metodo antico d’indagine del reale che, come l’ourobros, si unisce all’estremo futuro postulato dalle attuali misure della realtà, che sono basate sulle inesattezze scientifiche non garantite dalle discipline caotiche e quantistiche, baluardi dell’insondabile grazie a teoremi che fanno dell’indeterminazione la propria bandiera.
Ovviamente, di quelle scienze esatte e quindi immaginarie qui non c’è nulla, e quale metodo migliore esiste per comprendere cosa siamo se non quello di coniugare l’estremo antico e l’estremo futuro in un cortocircuito che annulla il tempo stesso, lasciando così trasparire l’inesistenza delle dimensioni in cui galleggia soltanto l’energia, cioè noi stessi, ciò che siamo e quello che ci accade, per lasciarci interpretare istintivamente, come se fossimo indefinite particelle quantiche, la nostra stessa esistenza e ciò che ci è intorno?

L’autore

Lukha B. Kremo è autore di fantascienza, insegnante, mail-artista e musicista non professionista, ha vinto il Premio Urania con Pulphagus®, pubblicato nel 2016 con Mondadori.

La collana eXoth

eXoth è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata agli studi del mondo esoterico e dell’occulto. Un contenitore di eccellenze filosofiche e medianiche, di esperimenti e astrazioni che spostano continuamente il confine del Reale e del Possibile. È l’altro lato delle nuove scienze Fisiche applicate alle antichissime scuole mistiche, in cui ogni aspetto della vita assume sembianze trascendenti e inumane.

Lukha B. Kremo, I Tarocchi Quantistici
Postfazione di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Digitale — Pag. 103 — 3,99€ – ISBN 978-88-98953-88-2
Collana eXoth — Formato Cartaceo con Tarocchi — Pag. 160 — 25.52€ – ISBN 978-88-98953-89-9

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