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Il mio addio a FaceBook


Oggi ho dato l’addio alla piattaforma social più famosa, sugli altri luoghi di fraternizzazione esasperata nemmeno ci sono, ho davvero il vomito per come veniamo spiati, trattati, manipolati, resi a volte delle leve involontarie nelle mani di chi possiede tali social; ecco quindi il testo che ho lasciato sul mio wall di FaceBook:

Questo è l’ultimo post sul wall personale di FaceBook. Avrei voluto chiudere il profilo, ma c’erano degli annessi e connessi spiacevoli per cui ho preferito far così, sciogliendo le amicizie in ottica FB ed elidendo i miei post più recenti, continuando a leggere gruppi e pagine cui sono attualmente collegato, poiché delle info buone le trovo sempre; come detto, però, non posterò più nulla e manterrò il mio presidio sul mondo digitale e non solo esclusivamente tramite il blog hyperhouse.wordpress.com.

Il costante vomito che mi genera FaceBook e tutto il mondo dei social m’illumina la via da percorrere, ma prima voglio ringraziare tutti – sappiate che vi adoro – ed esprimervi l’augurio di vederci sulle pagine del mio blog (in ogni caso, vi vorrò sempre bene) 🙂

Un abbraccio grande.

Ci si legge in giro, sappiate che ho sempre piacere e curiosità nell’assorbire i vostri pensieri, e opere.

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Altrisogni.it recensisce Il demone di carta | Luigi Milani


Sul blog di LuigiMilani la segnalazione di una nuova recensione a un suo racconto, Il demone di carta, edito un po’ di tempo fa da Graphe. Eccone un estratto (e complimenti a Luis!).

Lo stile di Luigi Milani è accattivante e misterioso e induce il lettore a leggere la storia tutta d’un fiato, poiché racconta, passo dopo passo, la discesa di un uomo disperato e preda della sua fissazione verso lidi sconosciuti e incomprensibili. La storia, pur essendo brevissima (circa 15 pagine), risulta scorrevole e coinvolgente, con un finale aperto che calza a pennello

Excalibur nel Cocito: esisteva un fantasy nel Medioevo? | L’indiscreto


Un saggio corposo sulla questione fantastica del Medioevo, sulle sue opere letterarie e sulla suggestione che ne è discesa e che si è sviluppata nel Fantastico moderno, abbinato alle istanze antropologiche dei miti delle Fate, del Cristianesimo e del codice cavalleresco che ne è derivato. Insomma, un bel guazzabuglio che è da studiare attentamente, perché è molto interessante. Un estratto da L’Indiscreto:

“Profondo è il pozzo del passato. O non dovremmo dirlo imperscrutabile?” Si chiedeva Thomas Mann. Ogni sguardo gettato alle nostre spalle, alla ricerca di storie singole o collettive, gli pareva rivelare solo un’infinita distesa di colline. Non importa quanto avanti ti spingi, la salita successiva ne rivela sempre altre, e poi altre ancora.

È così anche per la storia dei generi letterari, forse. Alcune nostre modalità di raccontare il mondo probabilmente coincidono con la nostra stessa comparsa come stirpe biologica. Persino i nostri racconti più antichi si appellano sempre ad altre fonti, a tradizioni precedenti. Secondo quanto narrano le antiche storie… è così che inizia il Racconto del Cavaliere di Chaucer. Romeo e Giulietta era già contenuto in Ovidio, il vero Ur-Faust non è la precedente stesura dello stesso Goethe, ma un coacervi di motivi e immagini che risale ad Alberto Magno, senza per questo arrestare il moto controcorrente, sempre indietro, verso una fonte invisibile. Borges scrisse che in fondo raccontiamo sempre (solo?) alcune storie. E in parte ciò è vero anche del modo in cui le raccontiamo, in quale orizzonte immaginativo le collochiamo. Perché i generi letterari sono ben più d’una trama o una ambientazione (ciò è vero solo dei prodotti peggiori). Sono una possibilità dello sguardo.

ksenja laginja on Behance


L’artista grafica e poetessa Ksenja Laginja ha ora il suo portfolio online: lo trovate su Behance. La piattaforma permette una visione tematica delle varie opere esposte ed è a tutti gli effetti una valida presentazione del lavoro grafico di Ksenja, che potrete tra l’altro ascoltare nell’altra sua incarnazione artistica, quella di poetessa e performer, a Bologna giovedì 14 dicembre, alle ore 21.00, nell’ambito della manifestazione Voci di Genova che si terrà presso CostArena, in Via Azzo Gardino 48 (qui l’evento FaceBook). Chi può vada!

@burnedyourtweet, flaming the inflamer | Neural


[Letto su Neural]

Quando gli studi su Trump, che inevitabilmente avverranno, saranno incorporati nei corsi di comunicazione/media nel prossimo anno o al massimo due, uno dei progetti più importanti del programma di base sarà probabilmente “@burnedyourtweet” di David Neeval. Si tratta di un progetto lanciato in maniera anonima a Marzo di quest’anno, all’altezza dei tweet esaltati di Trump, con un desiderio dolcemente ironico di “dare ai Tweets di Trump l’attenzione che meritano”; dopo due giorni i video di robot che stampano delle copie leggibili delle declamazioni di POTUS e che alla fine gli danno fuoco in tempo reale diventano meritatamente virali. Il canale è stato seguito immediatamente da ventimila persone e i principali media hanno riportato con tempestività il successo dell’azione di Neeval. Neevel ha postato 175 tweet fino al 30 aprile: il progetto si trova adesso perfettamente stabile all’indirizzo https://twitter.com/burnedyourtweet con 34k di follower, inoltre un archivio di combustioni giornaliere è ancora disponibile per chi desidera assaporare appieno e con precisione la loro auto-distruzione. Anche in questo caso non è chiaro se il bot ha deciso che sia finita qui. Non puoi fare a meno di sentire una calda ondata di piacere, scorrendo a ritroso i vari post, e guardando le parole arroganti e provocatorie di Trump diventare cenere, seguite da un’altra e poi da un’altra ancora. È un esempio perfetto che rimanda indietro gli strumenti di aggressione all’aggressore. Neevel ha progettato molte opere precedenti che si potrebbero considerare come la struttura seminale di questo intervento; alcune opere si possono collocare nella tradizione del “maker” – ad esempio il progetto “Robot Hand” (2016) che esegue gesti politicamente scorretti; un altro come “Cloud Report” (2016) unisce insieme l’evanescente esperienza dei media contemporanei con la rappresentazione poetica dei cieli mutevoli in differenti località. Il tempismo dell’azione di @burnmytweet arriva subito dopo la morte di due personaggi pionieri della media art (entrambi sembravano incarnare una personalità attivista dagli anni sessanta). Gustav Metzger, che è deceduto a Marzo a quasi 91 anni, con l’uso dell’acido sulla tela agli inizi degli anni sessanta, presente al simposio di Destruction in Art del 1966 e scrittore di articoli e manifesti durante quel decennio sperimentale, è stato uno dei primi a dire agli artisti di diventare criticamente impegnati con il coinvolgimento dell’automazione e delle macchine, piuttosto che giocare in un “nuovo contesto tecnologico”. Ho ascoltato una sua intervista a Londra nel 2009 di Armin Medosch, parte della ricerca di Armin sull’esposizioni riguardanti la corrente “New Tendencies” del 1960. Armin, che era nato quando Metzger iniziava per primo le sue performance auto.distruttive, ha sottolineato che il contributo di Metzger nell’arte e nella tecnologia avesse bisogno di un maggiore riconoscimento. Armin è morto solo pochi giorni prima di Metzger nonostante faccia parte di un’altra generazione – di quella che un tempo era “new” piuttosto che “old” media. Alla fine tutto sembra essere parte di un continuum che ora è in reale pericolo di una perdita di effetto, al di fuori della memoria insita nell’Accademia e nella storia dell’arte. Sono sicuro che entrambi avrebbero trovato conforto nelle fiamme distruttive così facilmente generate dai collaboratori robotici attivisti di Neevel e nella velocità della cura con cui afferrano per appropriarsi e trionfare intenzionalmente la propria distruttività di Trump. Questo progetto di Neevel merita di essere attentamente esaminato, per incoraggiare ulteriori azioni artistiche efficaci sui social media; ci sono molti altri esempi della sua capacità di interventi delicati, sovversivi e/o umoristici nel sito http://davidneevel.com. Date un’occhiata a Cube Game (2015) e a Up Down Desk (2017) per cominciare. Da provare quest’ultima sullo psycho-president.

Strani giorni: Mescolanze


Ecco la poesia con cui Ettore Fobo è giunto finalista al Concorso Internazionale “Città di San Giuliano Milanese” Il Picchio 2017, nella sezione “Giuseppe Ungaretti”, per poesie a tema libero. La riporto perché mi ha conquistato, e quindi qui faccio ancora i miei complimenti a Ettore.

Mescolanze

Qui si viene per adorare un segno
per ardere senza nome nelle variazioni cromatiche dell’erba.
Questo verde che albeggia sotto l’azzurro dissonante.
Questa quercia che possiede la mia infanzia resa musica
di foglie agitate dal vento.
Qui si viene per dimorare nell’incertezza
di una parola che esplora lo spazio
lasciato incautamente libero dal silenzio.
Questo verde è un segno di un pittore fiammingo
lasciato spegnersi nel gelo,
sotto un grigio che ha divorato l’azzurro,
dove si mischiano le bufere e inizia il canto.

The Last Temptation: Neil Gaiman incontra Alice Cooper | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un fumetto di Neil Gaimon che ripercorre i passi di una collaborazione di un po’ di anni fa tra lo stesso Gaiman e Alice Cooper: The last temptation. Eccone una descrizione:

Nel 1994 uscì un concept album intitolato The Last Temptation. L’autore era il leggendario Alice Cooper, uno degli showman e delle rockstar più importanti della scena contemporanea sin dagli anni ’70. A quell’album aveva lavorato un altro straordinario autore e narratore: Neil Gaiman. Il creatore di Sandman, contattato dalla casa discografica di Cooper, aveva accettato di dar forma al Teatro del Reale e alle sue creature, raccontando insieme a Cooper un mondo al confine tra questa dimensione e il regno degli incubi, tratteggiando in filigrana il profilo dell’America contemporanea. Nello stesso anno – e in parte all’interno dell’album – uscì The Last Temptation in versione graphic novel.

The Last Temptation (pagg. 168, euro 19.90) racconta la storia di Steven, un ragazzino che ha paura. Paura delle storie di fantasmi, paura di crescere, paura degli altri: solo paura. Poi, un bel giorno, incontra l’uomo destinato a cambiare la sua vita per sempre. È il misterioso Showman, che lo introduce alla scoperta del suo straordinario Teatro della Realtà. Steven riceve il biglietto e assiste a uno spettacolo sull’orrore e il coraggio, ma ben presto si accorge che uscire da quella performance è molto più complicato di quanto potesse immaginare. Un’esperienza destinata a insegnargli una volta per tutta cosa sia davvero la paura.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Crudo e Cotto

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Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn

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GIACOMO BERTOLINO

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

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Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

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Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

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Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

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Chiacchiere sui libri e altre amenità

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VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

il tempo dell'archeologia. il tempo di guardare, vedere, scoprire, conoscere, viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso il tempo dell'archeologia

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

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