HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Segnalazioni

Lankenauta | Canti d’Amnios


Su Lankenauta una recensione di Giovanni Agnoloni a Canti d’Amnios, silloge di Ettore Fobo immersa nel flusso delle “specchiature cosmiche, aperte tanto sull’universo quanto sul momento e il luogo presenti”. Un estratto delle percezioni del recensore:

È una forma di gloria, io credo,
la luccicanza dell’abbandono in tenebroso serpente,
in fantasioso stordimento di forme,
laggiù, spazzate via…

(da “Vertigine”, pag. 7)

Dialoga, quasi flirta con i limiti dell’esistenza umana e con la stessa idea della morte, che nel turbinio della riflessione poetica si ricollega all’esterna ciclicità del tutto. In questo senso, mi viene da visualizzarla come una poesia filosofica, forse perfino “kundalinica”, come i rimandi al simbolo del serpente lasciano immaginare.

Questo ricordo di fiamme nel sangue,
quando l’alchimia del verbo evaporava
rugiada su uno stelo di preghiera,
e la mente era un alterco
fra la mia caricatura sediziosa
e il fantasma di me stesso,
tacendo il limite di morte
spesse volte in estasi truccate.
Vidi natività di serpe nel fogliame
farsi auspicio di sapienza,
nei bassifondi stregata
dell’eterno mutamento;
e una candela rischiarava
fogli pieni di illeggibile
scrittura in cerca di visione.
E poi ricordo che c’era una ragazza,
che chiamava il mare goccia
d’infinito, e poi rideva.

(“Adolescenza”, pag. 8)

I versi di Fobo sono carichi di disincanto, ma anche di un’intensità di pathos nostalgico dall’impronta romantica e vagamente simbolistica. Ci sento echeggiare La terra desolata di T. S. Eliot, ma anche la visione del mondo e del tempo di Giacomo Leopardi, insieme a una remota ascendenza dantesca. È in questo cocktail di mood descrittivi che si sostanzia il rimando a una dimensione estetico-percettiva “amniotica”, contenuto nel titolo della silloge.

FiPiLi Horror Festival: la X edizione vi aspetta il 29, 30 e 31 ottobre | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione della nuova edizione del FiPiLi Horror Festival, che si svolgerà a Livorno dal 29 al 31 ottobre. Ormai si è alla edizione X!

Unico nel suo genere, il festival è una manifestazione culturale che affronta la “paura” in tutte le sue sfumature: attraverso proiezioni di film in anteprima, grandi classici e di cortometraggi in concorso di genere horror, thriller, fantastico e di fantascienza; nella letteratura con presentazioni e reading di libri e graphic novel, incontri e tavole rotonde; nell’arte con mostre e performance teatrali.
Nutrito è il programma delle pellicole che verranno proiettate, palinsesto che potrete scorrere sulla segnalazione.

MMLibri | T.C.W. & L.W. Diary… by Marco Milani


Sul blog di Marco Milani una notizia interessante; vi lascio alle sue parole, un annuncio che indica una svolta nella produzione dell’autore:

Nel mio percorso di vita una certa passione mi ha portato a scrivere, con discrete soddisfazioni, positivi riscontri e qualche buon riconoscimento. Continuerò a farlo. Ora, con il marchio personale di Marco Milani LIBRI, ripropongo aggiornata tutta la mia produzione, quella svincolata da CE e non più reperibile o sparsa per raccolte e portali web, sfruttando la possibilità di un canale distributivo come AMAZON.
Il riferimento è su https://mmlibri.wordpress.com, dove troverete nel frattempo in barra laterale 4 free ebooks direttamente scaricabili; inizierò a breve con TWO. Due racconti di ‘sci-fi in prog’ di riferimenti voluti e in matrice australiana: ENCELADO, con il compimento inatteso di un viaggio interplanetario verso il relativo satellite naturale di Saturno, e UFFICIO ASSUNZIONI, ovvero nuovi modi di offrire e cercare un lavoro in un futuro non così prossimo. Racconti originariamente scritti con gli alias letterari di James R. Tricarico e di Emma-Jane Walker.

Carl McCoy, the Fields Of The Nephilim interview


Un’intervista di molto tempo fa a Carl McCoy e ai FieldsNephilim di allora – parliamo di un trentennio fa, circa. Però le cose che dice sono interessanti, e in una decina di minuti scarsi c’è l’intero immaginario esoterico attuale.

Come navi nella notte | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione a Come navi nella notte, romanzo di Tullio Avoledo in salsa Giallo, e anche distopica noir. Un estratto:

In Come navi nella notte, uscito per Marsilio lo scorso agosto,il romanzo noir/poliziesco si fa distopico. Siamo in anni di poco successivi alla pandemia che ha lasciato tracce profonde, sia nella psiche dei sopravvissuti che nel sistema-paese. Il protagonista, un ex poliziotto italiano, diventato scrittore di successo in Germania, torna dopo anni in una località balneare del Friuli dove la sua famiglia possedeva una villetta che vorrebbe vendere per chiudere i ponti una volta per tutte con il paese d’origine. Si accorge ben presto che tutto è cambiato: la regione è stata colonizzata economicamente (e non solo) dalla Cina, al punto che il commissario di polizia Feng, cinese, percepisce un’indennità di missione per operare in una “sede disagiata”. L’Italia è ormai una lontana provincia del Celeste Impero.

Marco Ferrari è fortuito testimone del rapimento di uno sconosciuto e del ferimento del suo cane. Una serie di circostanze, più o meno fortuite, lo portano a indagare. Sulla sua strada incontrerà una veterinaria che lo aiuterà nella sua ricerca e molti altri personaggi doppiogiochisti. Dalla seconda metà in poi il romanzo diventa un spy story e un intrigo internazionale, con tanto di ricerca di un documento che spunta da un lontano passato.

I colpi di scena si susseguono con il classico ribaltamento di ruoli da“amici” e “nemici”, delitti, attentati e retroscena di ogni tipo. L’Eroe e l’Eroina riusciranno a salvarsi, come vuole il canone, a prezzo però di molte altre vite.Il fine lieto non è contemplato, per cui tutti a loro modo riporteranno ferite difficili da rimarginare perché ormai una metaforica pandemia (che non cito per non rovinare la sorpresa) sta dilagando in Europa.

Un racconto per Halloween – Il caso dell’uomo che origliava | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione, nell’ambito dell’imminente Halloween, del racconto Il caso dell’uomo che origliava di Algernon Blackwood, contenuto nell’antologia Gli inquilini del piano di sopra. Case infestate nelle ghost stories.

Da un maestro come Blackwood non possiamo che aspettarci un racconto essenziale eppure ricco di sfumature, in grado di lasciare addosso al lettore un senso di disagio che non si esaurisce con la lettura del brano.

Sinossi: Jim Shorthouse arriva in una grande città americana per fare il giornalista. È costretto perciò a mettersi alla ricerca di un alloggio, ma le sue scarse finanze gli consentono di affittare solo la camera di una malandata pensione. L’estetica dell’edificio non è però l’unico problema, dopo che Jim si trova – suo malgrado – a fare la conoscenza della famiglia Steinhardt.

Estetiche inquiete. Joy Division e dintorni. Contesto e radici – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione a Our Vision Touched the Sky. Fenomenologia dei Joy Division, saggio di Alfonso Amendola e Linda Barone che analizza la breve stagione dei Joy Division raffrontandola col maelstrom sociale che in UK si respirava in quegli anni, grazie all’omicida neoliberismo thatcheriano. Un estratto dalla rece:

Se il punk può essere visto come una sorta di risposta rabbiosa e nichilista all’incertezza sociale e politica del periodo in cui esplode espressa dai rimasugli di comunità in disarmo soprattutto in ambito londinese, il post-punk si presenta come un fenomeno proprio di alcune città del Nord dell’Inghilterra caratterizzate dalla cupezza urbanistico-architettonica ereditata dagli anni Sessanta.
Città industriali in declino come Manchester, Liverpool e Sheffield che hanno conosciuto la violenza della rivoluzione industriale sembrano ormai capaci di offrire ai figli della working class e della piccola borghesia soltanto il senso di alienazione e di inquietudine della grigia periferia lontana dal punk della Capitale presto trasformatosi in patinato fenomeno di consumo. Nelle città industriali del Nord nasce dunque una “generazione post-punk che al nichilismo dell’annientamento del futuro e al fascino della moda irriverente [del punk londinese] rispondevano con l’inquietudine e l’incertezza del presente e con il racconto dell’apatia della periferia. Allo stesso modo dei Fall, anche i Joy Division, seppur con diversi riferimenti dichiarati, dipingevano attraverso la musica e la lirica un paesaggio industriale periferico che portava con sé solo immagini di fallimento, gelo, perdita del controllo, smarrimento (p. 32)”.

Se già il punk, operando una sorta di opera di bricolage, aveva saputo attingere da diversi stili e sottoculture britanniche del dopoguerra, il post-punk, sostengono Amendola e Troianiello, ha ulteriormente ampliato i confini allargandosi all’ambito europeo attingendo, ad esempio, dai suoni metallici dei tedeschi Kraftwerk e da esperienze alle prese con sonorità sintetizzate. In una contesto urbano sempre più caratterizzato dal frantumarsi delle comunità sono spesso i mass media a proporre/costruire nuovi ambiti identitari.

“In questo modo è possibile intendere l’immagine delle culture giovanili figlie della working class protagoniste del movimento sottoculturale del post-punk (così com’è stato per la corrente punk) come l’immagine coesa di una cultura della resistenza. Pertanto se il dolore, l’introspezione, il disagio post-industriale e l’assenza di bellezza così come la sua ricerca, l’uso di droghe, la disoccupazione e l’inesorabile declino di una nazione potente diventavano le colonne portanti del discorso sottoculturale del post-punk, l’estetica, i luoghi di consumo della musica e i luoghi di creazione di nuovi network dove esercitare pratiche condivise di ascolto e condivisione secondo rituali consolidati, rappresentavano il linguaggio necessario, coerente e coeso di un movimento che, partendo da un desiderio di costruzione alternativa al rock classico, ha finito per dar vita a una nuova ondata di produzioni mainstream degli anni Ottanta (p. 30)”.

La scena discografica post-punk di Manchester si contraddistingue anche per un’eleganza e pulizia formale – sconosciute all’ambiente musicale londinese dell’epoca – che richiama palesemente le estetiche di alcune avanguardie europee primonovecentesche. Se a Manchester, al passaggio tra gli anni Settanta e gli Ottanta, gruppi come Joy Division, A Certain Ratio, Durutti Column, The Fall, cresciuti attorno alla Factory Records, si mostrano più inclini a sonorità cupe, a Liverpool, altra città in declino alle prese con la disoccupazione, band che gravitano attorno all’Eric’s Club, come Echo and the Bunnymen, ricavano dall’angoscia, dalla solitudine e dal dolore atmosfere decisamente meno fosche.
Un caso un po’ diverso è rappresentato da Sheffield, uno dei centri nevralgici della rivoluzione industriale: nonostante nell’immediato gli effetti del thatcherismo si rivelino meno devastanti dal punto di vista occupazionale rispetto alle alte città del Nord, anche questa realtà non manca di pagare il suo tributo in termini culturali. Se nel cuore della lavorazione dell’acciaio e dell’orgoglio operaio il punk rimane un fenomeno sostanzialmente di superficie tra i figli della working class, maggior interesse viene invece da questi riservato all’universo delle sonorità sintetizzate. Il fenomeno post-punk di Sheffield ha nell’esperienza del laboratorio creativo Meatwhistle, da cui provengono gruppi come Music Vomit, un riferimento importante sebbene non l’unico, visto che anche per altre vie nascono band destinate alla notorietà (es. Cabaret Voltaire).

“Dal racconto della periferia post-industriale al centro della cultura globale condivisa dai grandi pubblici, dai focal places, luoghi di costruzione di relazioni e rapporti, il post-punk nella sua veste eversiva eppure reificata perché inserita nei processi produttivi e distributivi, è un forte esempio di identità culturale che si muove continuamente dai bordi del racconto sovversivo verso il centro del consenso comune, creando nuove metafore, racconti e atmosfere (pp. 35-36)”.

Hardware (1990) 30 anni di cyber-plagio | Il Zinefilo


Lucius Etruscus qualche mese fa – colpevole mia svista – ha analizzato a fondo Hardware, la pellicola che Richard Stanley girò una trentina di anni fa, dal sapore cyberpunk ma non solo; potete trovare le sue argomentazioni sul blog Il zinefilo, vi incollo quindi stralcio e vi invito a leggere tutta la (meravigliosa) storia dietro alla realizzazione del lungometraggio, che non conoscevo:

Malgrado sia un’opera non originale, comunque Stanley deve inventarsi un modo per riempire un film avendo per le mani solo qualche pagina di fumetto, quindi ci dà dentro e onestamente tira fuori oro puro, costruendo fili narrativi da tirare al momento giusto, introducendo personaggi che faranno comodo in momenti chiave e inventando modi perché la protagonista possa sfuggire ad un robot assassino in una casa minuscola. Mi sento di dire che Stanley è riuscito pienamente nell’intento, e ancora oggi credo che  Hardware sia un film che funzioni, quasi del tutto privo com’è di riferimenti al momento particolare in favore di temi universali. L’ambiente claustrofobico regala grande emozione al tutto: all’epoca chi rimaneva assediato in casa aveva centinaia di metri quadrati dove scappare, ma la povera Jill a giusto una camera e cucina da condividere con il suo carnefice, quindi si apprezzano ancora di più le idee per far andare avanti la storia, riuscite o meno che siano.

404, visioni pericolose italiane | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita su Amazon di 404, antologia a cura di Alessandro Forlani che coinvolge alcuni nomi noti del panorama editoriale fantastico italiano. Di cosa si parla in quest’atipica antologia?

Si parla di cyberpunk, di Blade Runner e persino di Jovanotti nell’introduzione di 404, la nuova antologia curata da Alessandro Forlani e pubblicata in modo indipendente su Amazon, ma non di Dangerous Visions. Eppure a noi sembra, leggendo la quarta di copertina ancora prima dei racconti, che il filo conduttore sia molto simile a quello della famosa antologia curata negli anni sessanta da Harlan Ellison. Un’antologia di rottura, senza limiti imposti di alcun genere. Nelle pagine che leggerete ci sono argomentazioni forti: troverete almeno un racconto, almeno un paragrafo che vi farà storcere il naso, che vi costringerà a fermarvi a pensare a quello che state leggendo dice, ed è difficile non raccogliere la sfida.

I racconti sono dieci, di alcuni degli autori più validi del momento nella fantascienza italiana – Linda De Santi, Alberto Della Rossa, Irene Drago, Giuliana Leone, Maico Morellini, Ilaria Petrarca, Ambra Stancampiano, Fabio Ulcigrai (Lorenzo Davia), Andrea Viscusi, Simone Volponi, e per ognuno di essi c’è una diversa copertina: il libro infatti è acquistabile su Amazon in dieci versioni diverse.

Weird Book presenta “Dario Argento. Le tenebre del mondo” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Dario Argento. Le tenebre del mondo, saggio di Roberto Lasagna in uscita per Weird Book che indaga l’opera del Maestro romano. La sinossi:

Un viaggio tra le ossessioni e i personaggi del cineasta italiano che più ha saputo far conoscere la raffigurazione della paura sul grande schermo. Dario Argento non smette di sorprendere, diventando persino attore a ottant’anni per il film Vortex di Gaspar Noé, e questo libro ci porta dentro il suo mondo di tenebre raccontando i film, le influenze, i successi e il rapporto con tra la critica e con la censura del maestro del brivido.

Da soggettista per Sergio Leone a regista di gialli e thriller che hanno fatto scuola come L’uccello dalle piume di cristallo e Profondo rosso sino alla definitiva affermazione come autore di horror quali Suspiria e Inferno, Dario Argento non ha mai smesso di trasformarsi, di trasgredire le regole per rinnovare il linguaggio del cinema, influenzando l’opera di altri autori.

Con le interviste ad alcuni dei collaboratori di Dario Argento che si raccontano in un libro completo, dove ogni film, da quello divenuto un cult al lavoro più controverso, viene collocato in un divenire che testimonia la vitalità di un cineasta unico al mondo.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

An Online Design Making Site

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

Duff Beer, feeling no pain / Made from Canadian rain

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

Unclearer

Enjoyable Information. Focused or Not.

Free Trip Downl Hop Music Blog

Free listening and free download (mp3) chill and down tempo music (album compilation ep single) for free (usually name your price). Full merged styles: trip-hop electro chill-hop instrumental hip-hop ambient lo-fi boombap beatmaking turntablism indie psy dub step d'n'b reggae wave sainte-pop rock alternative cinematic organic classical world jazz soul groove funk balkan .... Discover lots of underground and emerging artists from around the world.

boudoir77

"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

MITOLOGIA ELFICA

Storie e Leggende dal Nascondiglio

Stories from the underground

Come vivere senza stomaco, amare la musica ed essere sereni

Luke Atkins

Film, Music, and Television Critic

STAMPO SOCIALE

Rivista di coscienza collettiva

La Ragazza con la Valigia

Racconti di viaggi e di emozioni.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

osirisicaosirosica e colori

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Oui Magazine

DI JESSICA MARTINO E MARIANNA PIZZIPAOLO

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, oppure...

Gallerie da Vinci

Paesaggi dell'Anima

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

Tra Racconto e Realtà

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: