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Nostra signora delle tenebre


Semplice movimentazione delle urla, a districare le parole in un groviglio di paranoie di falsi significanti.

Valico Festival, il festival del libro fantastico a Roma | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del prossimo Valico Festival, che si svolgerà a Roma il 22 e 23 febbraio in alcuni luoghi del Vecchio Mattatoio di Testaccio, a Roma presso la Città dell’Altra Economia. Di cosa si tratta? Ecco le prime notizie:

Conferenze che vedono la presenza di molti nomi noti del fantastico italiano: da Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco a Luigi Cozzi, da Elisabetta Di Minico a Giulia Abbate, e di numerosi scrittori anche di primissimo piano come Franco Forte, Leonardo Patrignani, Enrico Luceri, Giulia Gubellini, Francesco Gungui. Poi Paolo Musso, docente dell’unico corso di laurea in fantascienza in Italia, lo sceneggiatore Antonio Tentori, il “mentalista” Francesco Busani.

Un appuntamento da non mancare che nasce dall’idea di voler parlare di fantasy, fantascienza e horror utilizzando la chiave dell’intrattenimento e della divulgazione grazie all’intervento di illustri personaggi del panorama nazionale tra cui: editori, scrittori, giornalisti, cultori, curatori, collezionisti, registi e sceneggiatori, musicisti e illusionisti.

Al Festival si potrà partecipare agli incontri su Lovecraft, organizzato con Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, godere della musica tradizionale e folkloristica celtico/irlandese, ascoltare un seminario del CICAP, conoscere le novità del LIBROGAME, assistere allo spettacolo creato per l’occasione da uno dei più noti mentalisti italiani: Francesco Busani, apprendere i concetti che uniscono Scienza e Fantascienza con il dott. Paolo Musso, conoscere di persona alcuni tra gli scrittori più noti del panorama nazionale tra cui Leonardo Patrignani, Giulia Gubellini, Francesco Gungui, Franco Forte e molti altri, partecipare al seminario esoterico con La fata brigante, curiosare tra i banchi della libreria che ospiterà novità e classici della narrativa e della saggistica di genere, insomma una serie di appuntamenti esclusivi che vi coinvolgeranno come non mai!

Un Festival fuori dalle righe, pensato per il pubblico, per scoprire il fantastico vivendolo.

La manifestazione è patrocinata dalla Watson Edizioni; per informazioni e richieste: info@valicofestival.com, ufficio stampa: ufficiostampa@valicofestival.com.

L’angelo di Monaco | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di L’angelo di Monaco, romanzo di Fabiano Massimi che rievoca un fatto non troppo noto, ma ancora inquietante. La quarta:

Monaco, settembre 1931. Il commissario Sigfried Sauer è chiamato con urgenza in un appartamento signorile di Prinzregentenplatz, dove la ventiduenne Angela Raubal, detta Geli, è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo esanime c’è una rivoltella: tutto fa pensare che si tratti di un suicidio.
Geli, però, non è una ragazza qualunque, e l’appartamento in cui viveva ed è morta, così come la rivoltella che ha sparato il colpo fatale, non appartengono a un uomo qualunque: il suo tutore legale è «zio Alf», noto al resto della Germania come Adolf Hitler, il politico più chiacchierato del momento, in parte anche proprio per quello strano rapporto con la nipote, fonte di indignazione e scandalo sia tra le file dei suoi nemici, sia tra i collaboratori più stretti. Sempre insieme, sempre beati e sorridenti in un’intimità a tratti adolescenziale, le dicerie sul loro conto erano persino aumentate dopo che la bella nipote si era trasferita nell’appartamento del tutore.
Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, L’angelo di Monaco è un thriller in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal.

Craxi e Ricraxi – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il suo pensiero su Craxi e i ritorni cui stiamo assistendo in questi giorni vomitevolmente celebrativi. Incollo integralmente, giusto per non dimenticare che qui, la memoria fa difetto a troppi:

L’installazione dei missili nucleari NATO a Comiso.
Le complicità neocolonialiste in Somalia.
Lo smantellamento della Scala Mobile che adeguava i salari al costo della vita.
La retorica delle Riforme adoperata per cancellare diritti e garanzie.
Il doppio accordo spartitorio con la Democrazia Cristiana a livello nazionale, e col PCI a livello locale, per l’occupazione bulimica di tutti i posti di potere raggiungibili, la cosiddetta “politica dei due forni”.
L’epurazione del Partito Socialista Italiano da qualsiasi traccia di socialismo, e la sua trasformazione in lista personale, Cerchio Magico di fedelissimi, cortigiani e miracolati.
Il minaccioso disprezzo per critiche e dissenso. La vanagloria faraonica.
La corruzione elevata a sistema, a infrastruttura statale, e rivendicata come imprescindibile strumento di azione politica.
Bettino Craxi non è soltanto una delle più perniciose incarnazioni dell’arroganza del potere che la Storia d’Italia ricordi. È anche l’origine dell’orrido timeloop nel quale siamo prigionieri.
Un sub-universo che si forma negli anni ’80. Come quello di Donnie Darko.
Risvegliando il nefasto archetipo mussoliniano del cosiddetto “uomo forte”, Bettino Craxi il Decisionista dà inizio a quella serie di Cazzari, a quella spirale discendente di Re Sòla che arriva fino a Matteo Salvini.
Negli anni ’80, Craxi consegna tutta la televisione commerciale a quello che sarà il primo dei suoi successori nella spirale, Silvio Berlusconi, facendone il Demiurgo del sub-universo italico appena formato. Mentre i viceré craxiani alla Rai, per una barzelletta, ordinano il Daspo TV per Beppe Grillo, accreditandolo come martire della satira, dell’onestà e del libero pensiero agli occhi dei futuri grillini.
Craxi è il punto d’origine.
Per questo il suo spettro continua ad apparire per indicare la strada (sbagliata) ai suoi successori, gusci sempre più vuoti.
Matteo Salvini non lavora per i russi.
Non lavora per gli americani.
Matteo Salvini non lavora.
Si esibisce.
Ha cominciato come concorrente Mediaset de Il Pranzo è Servito, adesso batte le campagne – elettorali – baciando mortadelle e rosari (in quest’ordine) e mangiando tutto quello che gli passa davanti, nell’attesa spasmodica di tornare Re Sòla.
Anche Matteo Renzi, che di Craxi si ritiene l’unico erede legittimo, non si rassegna che il suo giro di giostra come Cazzaro in carica sia già finito, e continua ad azzannare le caviglie del bisConte.
Mentre la spirale decade però le iterazioni diventano sempre più rapide, il sub-universo s’avvia all’implosione.
Che sia salvino o sardino, il prossimo a svegliarsi come Donnie Darko al richiamo dello spettro del Duce Decisionista potrebbe non fare neanche in tempo ad alzarsi dal letto.

Su IL PICKWICK Luca Cangianti recensisce 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Recensione molto puntuale e acuta a 1849, i guerrieri della libertà, ultimo romanzo in ordine di tempo di Valerio Evangelisti, ambientato nella repubblica romana del 1849, con Garibaldi e Mazzini – e non solo – alla guida. Uno stralcio:

1849. I guerrieri della libertà è un libro molto topografico, gli eventi sono sempre geolocalizzati mediante un’avvincente street view narrativa. Possiamo inoltre cogliere vari riferimenti al presente o alla storia dei movimenti di lotta della Capitale (si vedano per esempio i chiodi a tre punte utilizzati anche dai partigiani durante l’occupazione nazifascista). Ma lo scrittore, da storico quale è stato all’inizio della sua carriera, gioca sempre con il sostegno delle fonti, per altro esibite dettagliatamente nella nota bibliografica. Ancora una volta Evangelisti utilizza gli strumenti del romanzo popolare per offrirci non solo un viaggio salgariano nel tempo, ma anche la simulazione avvincente di un percorso coscienziale: fa letteratura e al tempo stesso attività politica; ci disvela un mondo di significati e di sentimenti mettendoci di fronte alle nostre responsabilità; distrugge i nostri equilibri inerziali, fa filtrare nel triste presente un raggio di speranza blochiana.
Ritornano quindi molti temi che abbiamo incontrato nel ciclo de Il Sole dell’Avveniredel quale quest’ultimo romanzo costituisce il prequel: le osterie, al pari delle “cameracce” emiliano-romagnole, come luoghi della ricomposizione di classe; il potere salvico della rivoluzione (“Noti vigliacchi si trasformarono in eroi, farabutti diventarono combattenti tra i più arditi”); il riemergente protagonismo femminile nei momenti di rivolgimento sociale (decisamente affascinati le figure della rivoluzionaria Adelaide Quaglierini e delle prostitute repubblicane in armi: la Bocciuta, la Buciona e la Carabiniera); il connubio tra festa e rivoluzione (“Si danzavano il salterello e la tarantella. Le osterie erano gremite, l’Urbe era in festa”).
Con ironia, senza retorica e pietismi, Evangelisti ha grattato via la superficie cinica e fatalista del popolo romano portando alla luce il suo desiderio di riscatto, che ancora oggi potrebbe ardere sotto le ceneri.

I dispacci imperiali – raccolta di racconti di Sandro Battisti


Un’altra mia pubblicazione sempre disponibile sui vari store online è I dispacci imperiali, raccolta di racconti edita in ebook da KippleOfficinaLibraria che esplora il mondo dell’Impero Connettivo nei suoi rivoli secondari, che hanno poi determinato il corso di alcuni romanzi imperiali; il cofanetto si estende dalla genesi del ciclo (2004) fino al romanzo L’impero restaurato, Premio Urania 2014. Ne esiste anche una versione cartacea che include però pure racconti non imperiali.

Una raccolta di racconti che indagano minuziosamente il mondo imperiale connettivo, retto dall’alieno Totka_II e dal suo plenipotenziario Sillax che realizzano una diarchia di fatto dove le ampie vedute dell’alieno vengono attuate dal suo funzionario principale, dove si muovono in sottofondo altre figure minori dell’apparato imperiale in cui convergono, come ogni storia minuta e vissuta, personaggi del popolo postumano connettivo consci di vivere un’esperienza indimenticabile, storica, lì dove il Tempo e lo Spazio non hanno significato.

Come contestare (pacificamente) un macello: a lezione da Libération Animale – Il richiamo della Foresta – Blog – Repubblica.it


Dal blog_Repubblica di Margherita D’Amico, come boicottare i macelli:

Cento attivisti del collettivo internazionale 269 Libération Animale occuparono, il 28 gennaio 2019, il corridoio della morte nel macello di Torino, struttura al centro di un famoso processo per gli atroci maltrattamenti inflitti agli animali, che si è di recente concluso con la sconfortante prescrizione dei reati.

Così sabato 18, a un anno dall’incursione che si concluse con 97 denunce (in tre furono pure accusati di resistenza a pubblico ufficiale) a Grugliasco, in provincia di Torino, avranno luogo una conferenza sull’azione diretta e una serata di sostegno ai rifugi per gli animali liberati.

L’appuntamento è presso la sede della cooperativa TerraMia a partire dalle 17 e interverrà, fra gli altri, Tiphaine Lagarde fondatrice con Ceylan Cirik di 269 Libération Animale, che dal 2016 ha  organizzato il blocco di 17 macelli europei e salvato dalla morte più di 400 animali, ricollocati presso santuari.

Gli attivisti racconteranno la propria esperienza e illustreranno strategie e criteri nell’occupazione dimostrativa dei luoghi dove milioni di creature vengono quotidianamente massacrate.

Sabato inoltre i visitatori potranno ammirare una mostra fotografica sul blocco del mattatoio di Torino, girare fra stand di libri e materiali illustrati, nonché partecipare a una cena vegana a offerta libera per sostenere oasi e rifugi.

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