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Archivio per Segnalazioni

Il SensoriumTour approda alla Miskatonic University, oggi a Reggio Emilia (last seal)


Il SensoriumTour prosegue il suo cammino e approda oggi alla Miskatonic University di Reggio Emilia, in via Squadroni 10/A; alle ore 17.00, con Ksenja Laginja come illustratrice e Giovanni De Matteo come moderatore, presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

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Resistenza – contro lo sgombero del Baobab a Roma | CriticaImpura


Sonia Caporossi segnala sul suo blog un intervento di Carola Susani sulla chiusura forzata del Baobab di Roma. Lo riporto qui sotto.

Non so se ho tenuto bene il conto. Il Baobab ha subito a mia memoria 22 sgomberi. Perché allora esiste ancora? Perché dopo il primo sgombero – quello della struttura di via Cupa – è diventato un’altra cosa, una organizzazione agile e leggera che dà aiuto, l’aiuto base, minimo, una tenda, sacco a pelo, coperte, abiti, cibo, relazione, a chi non ha dove andare, gente che arriva, perché la gente arriva ancora, gente ricacciata indietro dai paesi europei, gente che non ha più la tutela umanitaria e così via. Volontari, sostenuti nel tempo dalla solidarietà diffusa, dalle persone comuni, dalle pizzerie, ai supermercati, sono riusciti in questi anni a dare pasti ogni giorno, a proporre visite guidate, corsi, aiuto a stendere curriculum, ma sono riusciti anche a giocare a calcio, a correre maratone, ad ascoltare musica insieme. Moltissimi passati dal Baobab hanno trovato la loro strada, in Italia o all’estero, è un posto dove si sta per un tempo limitato, un posto di transito. Chi ci passa dirà magari: ma è spaventoso, gente senza un tetto, nelle tende, esposta alle piogge torrenziali, e poi al freddo. È vero, non è un posto dove desidereresti vivere. Ma le istituzioni che dovrebbero trovare posti migliori, tetti e possibilità, non lo fanno, non l’hanno fatto finora e sempre meno vogliono farlo. Il Baobab permette di trovare una socialità, non lascia le persone preda inerme dei pericoli della città, vittima dei delinquenti, senza speranza, con l’unica strada possibile per sfangare la giornata la delinquenza; permette persino di fare piani, visto che almeno non devi pensare ogni giorno a dove andrai a dormire. Avere la possibilità di fare piani, è la condizione per uscire dalla povertà, senza non puoi. Il Baobab è stato sgomberato. Come sempre le tende e gli oggetti del campo sono stati distrutti. Ma allora perché ne parlo al presente? Perché il Baobab è inevitabile, finché ci sarà gente che ha bisogno, ci sarà grazie a Dio gente che aiuta chi ha bisogno. Nessuno riuscirà a farci smettere; ormai abbiamo esperienza. Il Baobab aiuta a contenere il disagio, evita la violenza, rende più sicura la città. Se il Baobab non ci fosse, il dolore e la violenza sarebbero maggiori. Ce n’è già tanto, non si combatte rendendolo più atroce, ma risolvendo i problemi delle persone: il tetto, la socialità, il lavoro, la cultura, la possibilità di fare piani, la speranza. Chi sgombera il Baobab vuole evidentemente più dolore e più violenza in questa città.

Il SensoriumTour approda alla Miskatonic University, a Reggio Emilia il 17 novembre (second seal)


Il SensoriumTour prosegue il suo cammino e approda alla Miskatonic University di Reggio Emilia, in via Squadroni 10/A; sabato 17 novembre, alle ore 17.00, con Ksenja Laginja come illustratrice e Giovanni De Matteo come moderatore, presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Karma City Blues, un nuovo grande romanzo del Premio Urania Giovanni De Matteo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo di Giovanni De Matteo, Karma City Blues, che dopo una gestazione lunga perché Giovanni è certosino, un cesellatore delle parole e dei concetti, è arrivato sugli scaffali virtuali DelosDigital. Ed eccovi, qui sotto, le sontuose parole che descrivono l’opera; per mio conto, non vedo l’ora di leggerla.

Ambientato in una Napoli mezzo secolo nel futuro una vicenda che parte da uno spunto simile a quello di Altered Carbon, il romanzo di Richard Morgan dal quale è stata tratta l’omonima serie tv. Ma dentro c’è molto di più: ci sono le suggestioni indiane che ricordano Ian McDonald, ci sono le arroganti multinazionali che ricordano William Gibson. Tanta roba, per un romanzo da non prendere alla leggera.

Napoli, 2069. Il criminale informatico Rico viene risvegliato dal criosonno penitenziario per indebolire l’egemonia delle compagnie indiane. Ma Rico ha le sue ossessioni: indagare sul tradimento che lo ha condotto in prigione e ritrovare la sua amata Rulah. Su uno sfondo napoletano del terzo millennio, generato da commistioni etniche, contorsioni criminali e quotidianità tecnologiche, dove su tutto incombe la Barriera che tiene lontano il kipple e abitata dal Popolo alato dei nibbi, Rico dovrà venire a capo della sua ricerca, ma scoprirà l’esistenza di qualcosa molto più grande di lui. Un nuovo grande romanzo dal vincitore del Premio Urania Giovanni De Matteo, finalista al Premio Odissea 2018.

Origines | ilcantooscuro


Sul blog di Alessio Brugnoli un’approfondita analisi sulla genesi di Roma e sulle fonti antiche che, in qualche modo, hanno gettato sia luce che mitologia su quei lontanissimi tempi. Da bersi fino in fondo.

È possibile che la politica nella fase iniziale della vita dell’Urbe, sia stato condizionata dal rapporti, a volte collaborativi, a volte conflittuali, tra due gruppi gentilizi: il primo, che la tradizione considera di
origine sabina, a cui sono associate le figure semi mitologiche di Numa Pompilio e Anco Marzio, la cosiddetta gens Hostilia, con le figure di Osto e Tullio Ostilio; in particolare la storicità di quest’ultimo potrebbe essere confermata dalla oinochoe con l’iscrizione mi hustileia rinvenuta a Vulci, databile a questa età, e da riferire forse a scambi di doni tra i ricchi signori di Vulci e di Roma. Proprio al regno di Tullio, datato dalla tradizione al 672-640 a. C. è attribuita la ricostruzione il muro alle pendici del Palatino e la fondazione del primo pavimento del Foro, che comincia così il suo processo di monumentalizzazione.

 

Il Romanticismo e la nascita del Fantasy | L’indiscreto


Su L’indiscreto una lunga digressione sul Romanticismo e sull’impatto che ha avuto anche in Italia nell’800 e la genesi che ha causato nel Fantasy.

La situazione italiana è particolare come lo è il suo rapporto in generale col Romanticismo. Le due grandi voci letterarie del nostro inizio ‘800, Manzoni e Leopardi, rispondono infatti in modi diversi e parimenti complessi agli stimoli della cultura loro contemporanea, apportandovi elementi che sono al tempo stesso eredità precedenti (settecentesche e classiciste) oppure complesse anticipazioni. Ciò si riflette anche nella loro valutazione e nel loro impiego del fantastico.

Intendendo la vocazione poetica come una chiamata sempre più esigente al servizio del  “Santo Ver”, Manzoni guarda con profondo interesse alla rinnovata attenzione romantica per la storia nazionale, ma non alla predilezione per il folklore e l’immaginario. In una celebre lettera al D’Azeglio (meritoriamente ripresa da Mazza Galanti in una sua importante riflessione sul “weird” italiano su “Not”) egli infatti riduceva il fantastico a un “non so qual guazzabuglio di streghe, di spettri, un disordine sistematico, una ricerca stravagante, un’abiura in termini del senso comune”. Tuttavia, la sua stessa penna pare ironicamente tradire e ribaltare tale condanna senza appello, dal momento che il lettore accorto avrà notato la presenza di quel “guazzabuglio”, termine che spiccherà poi in altra e ben più celebre pagina manzoniana:  il Capitolo X de I Promessi Sposi, dedicato alla Monaca di Monza e nel quale il cuore umano di ieri, oggi e sempre viene definito appunto un “guazzabuglio”. Quasi a suggerire inconsciamente che forse sono proprio quelle tumultuose immagini apparentemente incoerenti a riflettere davvero l’animo umano, ben oltre diverse e piú rigide e rassicuranti cornici concettuali e rappresentative.

Anche in questo contesto Giacomo Leopardi risulta radicalmente “altro”. La sua riflessione e la sua scrittura comprende e assimila molti stimoli della cultura a cavallo tra i due secoli, e al tempo stesso la critica e supera. Ateo e materialista, attribuisce alla verità e alla ragione l’ingrata responsabilità di aver reso gli europei dei barbari privi di ogni entusiasmo. Cantore del “caro imaginar”, a differenza dei romantici egli non crede affatto che i nostri sogni e speranze contengano un’eco della nostra natura divina e immortale, ma siano solo illusioni necessarie al vivere. Un tempo l’universo ci parlava con ninfe e fauni, nella gloriosa adolescenza della nostra specie, ma ormai abbiamo addentato l’albero della conoscenza e abbiamo scoperto che il mitico dialogo era solo il monologo di un bambino con i suoi amici immaginari. Questa straziante e siderale lucidità, e la radicale differenza dall’orizzonte spirituale circostante, si riflette anche nella più importante scena “fantastica” della sua opera, il dialogo post-umano nelle Operette Morali tra un folletto e uno gnomo, dove i due spiritelli conversano amabilmente, come due gentiluomini al café, tra gelati e riviste, della scomparsa del genere umano. Anche Puck faceva nuovamente capolino in conclusione di Sogno d’una notte di mezza estate, solamente che stavolta palco e platea sono vuoti. Attori e spettatori sono tutti morti. Estinti i sognatori, restano i sogni con cui popolavamo un universo che credevamo fatto in nostro onore.

La didattica della fantascienza, il mio intervento a Stranimondi 2018 – Emanuele Manco


Sul sito di Emanuele Manco il suo intervento, in audio, al panel di StraniMondi sulla Didattica della fantascienza. Ascoltatelo, ne ha parecchie da dire sugli approcci che gli scrittori dovrebbero avere, anche e soprattutto con gli editor…

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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