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Le vite segrete di Twin Peaks | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine una bella segnalazione per quanto riguarda Le vite segrete di Twin Peaks, scritto da Mark Frost, ovvero uno dei due creatori della serie TV omonima (l’altro è ovviamente David Lynch). Cose c’è dentro?

Si tratta di un romanzo scritto sotto forma di dossier assemblato da un misterioso archivista e annotato da un agente dell’FBI che si firma semplicemente TP. Fra le altre cose queste pagine contengono frammenti dei diari di alcuni abitanti di Twin Peaks capaci di risolvere avvenimenti rimasti misteriosi dall’epoca della seconda stagione televisiva.

L’universo lynchiano continua, in attesa della nuova serie…

Immaginari seriali. Game of Thrones. Una mappa per immaginare mondi – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un articolo corposo che tratta l’epica e l’immaginario di Games of Thrones, la celebre serie TV nata dall’altrettanto celebre saga di George R. R. Martin. Per chi ama l’argomento, credo sia un articolo davvero imperdibile.

L’interminabile Game of Thrones prodotto dalla HBO rappresenta uno dei casi esemplari di come la serialità televisiva contemporanea tenda, ormai da qualche tempo, a produrre opere complesse che si aprono ad una miriade di linee interpretative.

Il volume qua preso in esame si presenta «come un’introduzione (una mappa) al mondo (o ai mondi) della serie, che trova nel tema della complessità spaziale e narrativa (e della sua gestione) il filo rosso lungo il quale si dispongono i saggi raccolti» (p. 10).

1000° post: adunanza connettivista a Torriglia! | NAZIONE OSCURA CAOTICA


Come detto sul blog della NazioneOscura, nel prossimo weekend i connettivisti si ritroveranno a “Villa Kremo”, presso Torriglia in provincia di Genova, nella residenza presidenziale del Presidente della Nazione Oscura ed editore di Kipple Officina Libraria, Lukha B. Kremo.

Come in tutte le cose complicate e articolate, i contorni di una e dell’altra entità si mischiano, così i connettivisti sono in buona parte nell’organico della NazioneOscura mentre essa ha nella sua linea governativa elementi esterni al Movimento; la casa editrice, poi, è un coacervo degli uni e degli altri, ma osserva una linea editoriale autonoma e spesso non coincidente con nessuna delle altre due entità artistico_creative_politiche.

In tutto ciò, nel prossimo weekend ci si ritroverà a numero chiuso per una sorta di NeXT-Con privata, da cui

da questi tre giorni usciranno le nuove decisioni prese, che saranno presto diramate.

Le decisioni, ovviamente, riguarderanno la triade di entità che nemmeno gli schizofrenici potrebbero gestire con giusta integrità referenziale e mentale; e sì, sarà un delirio tale che Villa Diodati impallidirà al solo confronto. KeepTalking!

Cliquot Edizioni presenta “La cosa marrone chiaro” di Fritz Leiber | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’antologia dedicata a Fritz Leiber intitolata La cosa marrone chiaro. L’autore è noto per le sue mappe urbane, per l’esaltazione dei particolari e significati esoterici, fattori memetici legati al luogo e ai simboli occulti. Un estratto della segnalazione:

La cosa marrone chiaro e altre storie dell’orrore ripercorre per intero la carriera artistica di uno dei più eclettici maestri del fantastico, dalle storie degli anni Quaranta di scienziati pazzi e uomini atomici uscite direttamente dalle pagine della mitica rivista Weird Tales, agli orrori più maturi ed elaborati dei decenni successivi, attraverso tutte le fasi artistiche dello scrittore come il periodo lovecraftiano e quello junghiano per concludere con l’esperienza postmoderna degli anni Settanta e Ottanta, e passando in rassegna i suoi temi più cari compreso quello che l’ha reso maggiormente famoso: l’incubo urbano delle oscure entità “paramentali” generate dagli umori mefitici delle megalopoli moderne.

Recensione ad Adyton, di Diana Maat – Su Finziʘni | KippleBlog


Sul blog Finziʘni è apparsa una recensione ad Adyton, la silloge di Diana Maat edita da KippleOfficinaLibraria. Ci piace notare come nella critica sia stata colta l’essenza dell’autrice, ecco parte della recensione:

Diana Maat in questi suoi versi misterici ci invita ad intraprendere un viaggio, un viaggio segreto e a tratti destabilizzante. Quella che si snoda tra le diverse sezioni è una poesia della natura, una poesia magica abitata da dei, animali, erbe e piante. Spunta un «bucaneve tra le torri», «palme», ortiche, la rosa canina, il basilico, il timo, le more, i mirti; bestie selvagge, cigni, lepri, vipere… serpenti guardiani della saggezza, custodi del sapere, abitanti del ventre della Madre Terra.

È «Eden» e poi «Inferno»,  serafini ed «angeli obliqui», polpastrelli e sangue e riti magici. È una poesia selvaggia e pacificante allo stesso tempo, detentrice di verità e di misteri, una poesia terrificante e rassicurante. I versi della Sacerdotessa contengono l’«eco notturno», il canto, il silenzio, promesse e sacrifici, la morte e la rinascita. Decifrare è inutile, bisogna leggere, sedersi nel cerchio, partecipare al cosmo, sentire scorrere la musicalità dei versi, accogliere le parole semplici eppure potenti. Io ho fatto così. Ho permesso a Diana Maat di essermi da guida nel viaggio sapiente, e sto ancora camminando nella Natura.

Nella parte finale della recensione compare un’intervista all’autrice.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli e interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Diana Maat, Adyton
Kipple Officina Libraria

Collana Versi Guasti – Pag. 68 – 9.99€
Formato Cartaceo – ISBN 978-88-98953-45-5

Collana Versi Guasti – Pag. 37 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-39-4

Link

Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien, a cura della Società Tolkeniana Italiana. Un’opera assolutamente irrinunciabile per chi ama muoversi nei mondi tolkeniani, nella Terra di Mezzo, in ogni anfratto appena rivelato della saga del Signore degli Anelli.

Tolkien, alla maniera dei cantori dell’antichità, non si è accontentato di scrivere storie avvincenti, di creare personaggi icastici ricollegabili, in modo più o meno diretto, alle leggende e alle tradizioni di riferimento: egli ha inteso edificare una sorta di teatro del mito, una cornice, o per continuare con l’immagine drammaturgica, un proscenio, in cui far muovere i suoi personaggi e mettere in scena i loro drammi. E come ogni teatro che si rispetti, anche il suo è completato da delle Quinte che danno su d’un fondale scuro e misterioso. Tolkien come un impresario immaginoso e onnipotente, ha imbastito le sue Quinte fantastiche in cui si parlano lingue sconosciute, eppur perfettamente coerenti, che narrano di leggende dal grande fascino. Questo “teatro” è connaturato da una ricchissima e variopinta articolazione filosofica, sociale  e culturale atta a rendere verosimile ciò che a rigor di logica non potrebbe esserlo. Il suo edificio mitologico è una sorta di Eden privato – e mai completamente perduto –, rappresenta una formidabile apoteosi che, come dianzi detto, giunge a sfiorare i vertici della maggiore tradizione letteraria europea. Tuttavia una costruzione così ambiziosa e complessa, rischia in chi vi si avventura d’ingenerare confusione, perfino sgomento. Ed ecco, allora, che s’avverte l’esigenza di una guida che ci aiuti a orientarci nei meandri della sua più straordinaria invenzione geografica, la Terra di Mezzo. È in ragione di ciò che Bompiani ha inteso riproporre quello che può essere non a torto considerato un classico nel suo genere, il Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien. Questa nuova versione segue quelle editate da Rusconi (1999), e della stessa Bompiani (2003). Si tratta in realtà d’una versione corretta, aggiornata e ampliata, capace di soddisfare anche i palati più esigenti in fatto di narrativa fantasy, e in special modo di quella tolkieniana.

A metà strada fra la formula del dizionario e quella enciclopedica, il Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien, si allontana dal didascalismo tipico di questo genere di pubblicazioni, configurandosi come un’agile, puntuale, ed esaustiva guida (una sorta di navigatore, per usare le parole di Gianfranco de Turris) al cosmo immaginifico dello scrittore britannico.

Dalla mitica Anduril che fa il paro con l’ariostesca Durlindana, ai celeberrimi Anelli del Potere, passando per la placida contea Hobbit solcata dal fiume Brandivino (altro elemento in comune con i cicli e le narrazioni dell’antichità), ai mitici Elfi, fino alla dettagliatissime schede dedicate a Frodo Baggins e agli altri suoi compagni di ventura: questo e tanto altro ancora compone il meraviglioso puzzle contenuto nelle pagine di questo tomo, un contenitore magico, una sorta di vaso pandoriano colmo di prodigi e meraviglie.

Arthur C. Clarke spiega in un’intervista il concetto dell’ascensore spaziale | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Arthur C. Clarke, uno dei più grandi autori di fantascienza nella storia della letteratura, propose diversi concetti tecnologici, alcuni dei quali divenuti realtà, come ad esempio l’utilizzo dell’orbita geostazionaria per la comunicazione satellitare. Un altro di questi concetti, l’ascensore spaziale, è rimasto solo sulla carta, ma il concetto potrebbe un giorno rivelarsi fattibile: si tratterebbe di un sistema capace di trasportare merci e persone dalla superficie del pianeta allo spazio, senza l’utilizzo dei razzi. Nel video che segue, Clarke spiega in dettaglio la sua idea.

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

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… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

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“Non so niente della coscienza”, disse Suzuki. ” Io cerco solo d’insegnare ai miei studenti ad ascoltare il canto degli uccelli”.

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