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L’inverno più nero | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la recensione a L’inverno più nero, romanzo di Carlo Lucarelli che indaga la realtà di Bologna nel 1944; un capolavoro anche la recensione, a cura del sempre eccellente Fabio Lotti.

Tutti i personaggi sono ben delineati con le loro diverse peculiarità e creano un coro di voci, umori e situazioni diverse. Ecco quindi che la recensione stava per prendere corpo come sempre…

Ma a un certo punto ho smesso di prendere appunti e mi sono lasciato avvolgere dal contesto, dal momento storico, dal dramma nel suo complesso che mi faceva ritornare alla mente certe storie ascoltate da ragazzo in famiglia e che circolavano nel mio paese. Certe storie che ora si ripetevano in una Bologna squallida,  con bambini infagottati, donne in cerca di cibo, lotte immani per la sopravvivenza, in una Bologna di freddo e gelo che sa di fumo vecchio, di cenere, di sporco e canzoni a rammentarci il triste periodo. Al diavolo  le indagini, al diavolo controllare se tutto torna, se tutto quadra. Al centro il dramma della guerra, della miseria, dell’uomo, lo schifo delle sue azioni, l’odio, la brutalità, il tradimento, la violenza, un misto di orrore, di paura e vergogna. Solo ogni tanto, dal vaso dell’orrido esce fuori, a stento e timida, qualche goccia di umanità, qualche goccia di commozione. Anche in quell’inverno “ruvido e freddo.” Nero.

La prima frontiera – a cura di Sandro Battisti


Nell’autunno scorso è uscita per KippleOfficinaLibraria l’antologia di strano weird La prima frontiera, un lavoro che ho curato – è stata la mia seconda esperienza di curatore unico – chiamando a raccolta autori di SF e weird; perché il tema era molto particolare, e mi stava molto a cuore:

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.
Il risultato è sotto i vostri occhi, e io sono lieto di esserne stato soltanto il tramite – un medium sarebbe il caso di dire, visto il tema trattato – arrivando infine alla vostra consapevolezza che qualcosa d’incombente, non scorto, è su di noi e precipita dallo strapiombo di innumerevoli e ignote dimensioni in cui l’umanità – per dirla alla Lovecraft – non è nemmeno contemplata.

Cosa contiene, quindi, questa atipica antologia?

Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja; mia, come dicevo, è la curatela.

Disponibile in cartaceo e digitale sullo store Kipple, al costo rispettivamente di 15.00 e 3.95€.

Elogio del fantastico. Tolkien, Howard, Machen e altri demiurghi dell’Immaginario | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la recensione a cura di Tea C. Blanc di Elogio del fantastico. Tolkien, Howard, Machen e altri demiurghi dell’Immaginario, saggio di Jacques Bergier. Alcuni passi della critica:

L’edizione italiana si avvale di esaustive note al testo del curatore e di alcune appendici, tra cui un articolo a firma di Bergier, dal titolo Lovecraft, questo genio venuto da fuori! che apparve sulla mitica rivista Planète (n. 1 dell’ottobre-novembre 1961), e poi sull’altrettanto mitica Pianeta, la versione italiana, nel n. 2 del maggio-giugno 1964, a chiudere il cerchio degli autori esaminati da Bergier. Oltre a un saggio conclusivo di Andrea Scarabelli, Jacques Bergier, o del realismo fantastico, note biografiche e bibliografia italiana delle opere pubblicate in Italia. A introdurre Elogio del fantastico è il giornalista, saggista e scrittore italiano Gianfranco de Turris, studioso e critico di letteratura del fantastico.

Dice De Turris, a un certo punto della sua introduzione:

In questo suo Elogio del fantastico, Jacques Bergier passa dal Realismo Fantastico de Il mattino dei maghi al Realismo Magico: che significa, che senso ha? Direi questo: il primo è qualcosa di oggettivo, il secondo soggettivo, il primo è una metodologia interpretativa, una tesi da applicare e verificare, il secondo una sensazione personale.

Con queste parole De Turris coglie e spiega mirabilmente il senso ultimo del libro di Bergier, il cui intento è far conoscere dieci autori fantastici da lui scoperti di cui il pubblico dei suoi tempi, gli anni Settanta, sa meno di nulla. Dieci scrittori magici, spiegherà Bergier, perché sono costruttori di mondi:

Con questo termine intendo scrittori la cui penna è un potente scettro […] Nell’ambito della scrittura, la nozione di magia è soggettiva […] Uno scrittore magico è colto da un certo demone e cessa di esserlo per ragioni non più limpide di quelle della psicologia o del genio o della conversione […] L’universo di un autore magico genera una gestalt soddisfacente.

Attraverso uno stile frizzante e comprensibile, semplice senza risultare banale, con un’analisi rivoluzionaria e approfondita, personale, mai noiosa, con una scelta poliedrica che rispecchia i suoi molteplici interessi e una visione al di là delle parti, con quegli stessi errori in cui a volte incorre scrivendo sulla base dei suoi personali ricordi, Bergier ci conduce alla scoperta di dieci giganti che hanno dato grandi opere alla letteratura fantastica: quattro inglesi o di lingua inglese, quattro statunitensi, un russo, un polacco. Ci conduce in un modo tale che, per ogni autore descritto, altri mondi fantastici, altre penne arricchiscono questa avventura, descrivendo un ventaglio di universi e di scoperte che, uniti all’approfondimento delle note del curatore, fanno del presente saggio un vero e proprio manuale di lettura, spunto inesauribile non solo per chi si approccia a questa letteratura per la prima volta, ma anche per chi già la conosce e voglia approfondirla.

Chi sono, questi autori magici? E perché Bergier sceglie proprio loro? Sul chi sono lo vedremo brevemente poco più avanti. Sul perché, le motivazioni che Bergier dà sono tre: in Francia sono pressoché sconosciuti; i loro universi non sono sprovvisti di rapporti, seppure talvolta bizzarri, con il nostro; la quasi totalità della loro opera possiede qualità magica.

Esce per la collana Versi Guasti l’ebook Domotica del Labirinto, di Carlo Bellinvia | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La domotica del labirinto è lo studio e la descrizione del labirinto come luogo abitativo e di come si possa vivere dentro il confine intricato di questo perfetto non-luogo.
Con questo concetto del curatore di collana Alex Tonelli veniamo introdotti alle tematiche sviluppate in Domotica del labirinto, di Carlo Bellinvia. Uscito per la collana Versi Guasti, l’ebook del poeta livornese si aggiunge alla già eccellente lista di artisti pubblicati dalla Kipple Officina Libraria.

Dall’introduzione

Cos’è il contesto per me, ora? È il vociare dei gabbiani sui tetti che pare più stridulo, più insistente nel silenzio di questo pomeriggio di prima primavera. Il silenzio ovattato, nessun suono umano, se non il rumore dei tasti di questa tastiera e… eccoli!, i versi gridati dei gabbiani sempre più intensi. Sono uccelli predatori, cattivi, che ben raccontano il momento nel quale leggo queste poesie.
È necessario specificarlo? È davvero necessario fare riferimento all’ambito emozionale in cui, sprofondato, mi trovo immerso?
Forse non lo è; forse la poesia, la parola poetica ha la capacità, quasi magica, di essere scollegata dal reale, da ciò che la circonda e, libera, di stagliarsi sulla nostra esistenza di ogni giorno.
Forse invece lo è perché la poesia, viva e dinamica, trova senso solo nella perenne interazione fra il lettore e la parola, lo scambio reciproco che diventa perenne dialogo. Io “converso” con le parole vergate da Carlo Bellinvia ed esse mi rispondono, e in questo dialogo io non posso che essere condizionato da ciò che mi sta attorno, da ciò che mi confina.
Fra questi due opposti, indipendenza\dipendenza, oggettività\soggettività, analisi\emozione, mi muovo in queste pagine che vorrei scrivere. Perdonerà il lettore se questo oscillare causerà un po’ di disorientamento, di squilibrio. Mi scuserà, sin d’ora, per la continua mia intromissione, ma credo di essermi smarrito nel labirinto e di essere ancora alla ricerca della strada per uscirne.

La quarta

Se si entra in un labirinto da un’entrata, allora si dovrà necessariamente andarsene da un’uscita. L’entrata in sé porta alla necessità di un’uscita, di un ulteriore transito. Ciò è semplicemente riconoscere l’evidenza del fatto. Ma è così ora? Ora che io sono dentro, perso, e che non ricordo neppure più l’entrata che qui mi ha condotto, come posso pensare che vi sia, necessariamente, anche un’uscita.

L’autore

Carlo Bellinvia è nato a Reggio Calabria il 9/7/1985 e vive a Livorno. Ha studiato Sceneggiatura e Photodesign. Nel 2006 ha pubblicato Per i vicoli, macellai di piccioni e spettri di carta per Cicorivolta Edizioni. Quindi, dopo un lungo periodo di abbandono della scrittura, a partire dal 2013 è presente nell’antologia critica Poem Shot vol. 1 a cura di Davide Castiglione su Poesia 2.0. Nel 2014 ha pubblicato Il lastrico per LietoColle Edizioni. Per due volte, nel 2015 e nel 2017, è risultato semifinalista al Premio Nazionale Elio Pagliarani per l’opera inedita. Nel 2018 è risultato tra i candidati per la selezione del XIV Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea, mentre nel 2019 ha ricevuto una segnalazione al Premio Lorenzo Montano per la prosa inedita. Suoi scritti sono apparsi su Nazione Indiana.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Carlo Bellinvia, Domotica del labirinto
Introduzione: Alex Tonelli
Fotografia di copertina: Iscrizione nella casa di Marco Lucrezio, Pompei, 79 d.C.

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 30 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-26-2

Link:

Miglieruolo, la sf ai tempi del Coronavirus – Associazione World SF Italia


Su WorldSfItalia una bella intervista a Mauro Antonio Miglieruolo, su cosa significa avere una visione sociale del mondo e su come intervenire per migliorarlo, nei limiti delle possibilità individuali; in tutto ciò, la visione SF dello scrittore compendia magnificamente la sua visione. Un estratto:

Come stai affrontando questo difficile periodo dovuto all’emergenza Coronavirus?
Preparandomi psicologicamente al peggio che seguirà la fine della pandemia. Ai problemi che l’italiano qualunque dovrà affrontare quando l’infausta Europa chiederà conto delle attuali spese e delle altre che saremo costretti a fare. Alle difficoltà mia, membro di una coppia che vanta attualmente 160 anni e passa, con problemi specifici di salute e vive a Roma in un settimo piano con vista sul parco della Caffarella, con la lontananza del Palazzo della civiltà del Lavoro a destra e la Tomba di Cecilia Metella a sinistra. Un tempo fortunato privilegio ora, col passare degli anni, inferno delle consegne, gli addetti che recalcitrano a salire, c’è da discutere, da trattare; e non capita che non funzioni l’ascensore?

La fantascienza ha evocato tante volte scenari apocalittici e oggi con la pandemia generata dal Covid-19, che si estende nel nostro pianeta, in un certo modo ci siamo dentro. Cosa pensi di questo nemico invisibile?
Che si tratta dell’inevitabile che tanti scrittori avevano presentito; e descritto peraltro con buona approssimazione. La catastrofe atomica tanto temuta non si è verificata, gli Usa non hanno voluto distruggere il mondo del quale erano padroni (ma ora, con la Cina imperante?). Attenzione: non è di capacità di previsione che sto parlando, di acutezza d’ingegno e simili. La Meccanica Quantistica ci insegna che in ogni sistema possono sorgere eventi che ne cambiano bruscamente le caratteristiche. Possiamo noi dirci sicuri che domani non tornerà a inquietarci il terrore atomico? La fantascienza prevede, la storia condensa.

Sperando che la situazione si risolva al più presto e, malgrado tutto, nel migliore dei modi, tu che prediligi finali positivi, come concluderesti un racconto di questo angosciante periodo?
a) C’è un giusto a ‘Ninive’. Per lui Dio decide di risparmiarci; b) Il virus produce una caduta verticale della credibilità del liberismo. Le masse si muovono per imporre ricette economiche molto diverse da quelle finora attuate. L’Europa cambia, cosicché cambia il mondo. Gli uomini decidono di salire all’altezza della loro umanità. E l’umanità è salva; c) E se fosse vero che il virus è stato distribuito per eliminare un po’ di gente, particolarmente gli anziani? Non sarà facile agli gnomi della finanza aver a che fare con una popolazione più giovane, più impaziente, più bramosa di libertà.

ANARCOCCULTISMO – D Editore


Per D Editore è uscito Anarcoccultismo, opera che nel solco delle altre pubblicazioni della casa editrice di Architettura transumana, indaga la trama del reale da punti di vista non ortodossi. La sinossi:

Nel corso della storia, un filo rosso ha sempre legato i circoli occulti ai movimenti politici: dalla massoneria ai movimenti operai internazionali, dagli alchimisti ai culti esoterici, la storia del contropotere ha sempre mostrato le zone d’ombra invisibili allo sguardo del comune pragmatismo. Non a caso, il simbolismo riveste un ruolo centrale per definire la geografia e gli equilibri delle forze tra loro in competizione.

In Anarcoccultismo, Erica Lagalisse analizza come le teorie politiche, i simboli e la storia dell’anarchismo e del socialismo affondino le proprie radici anche nell’occultismo, passando attraverso la caccia alle streghe (detentrici di una scienza medica empirica), maghi rinascimentali e massoni rivoluzionari. Tenendosi alla larga da improbabili teorie del complotto e avvalendosi di una minuziosa bibliografia, Anarcoccultismo mostra come i sentieri oscuri dell’eresia di ogni epoca sono incrociati con la lotta alle disuguaglianze, all’oppressione patriarcale e alle coercizioni del potere.

Il libro è in promozione a 11.90, cliccando qui. Visti gli argomenti trattati, mi sento di consigliarlo, ho una predilezione da lettore per i lavori di questa casa editrice.

Più pop del pop – Recensione a Pop-politics | Pulp libri | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su PulpLibri e apparsa una recensione a Pop-politics, il pamphlet di Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di cogliere l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti. Un estratto della critica:

Leggere questo agile pamphlet di Pee Gee Daniel e Lukha B. Kremo fa lo stesso effetto di assistere a uno spettacolo pirotecnico. È costruito come una galleria di ritratti di leader politici contemporanei, non solo italiani, con un processo linguistico che sembra ricalcare la satira più cinica e intelligente, quella che fino dai tempi di Cuore faceva ridere a denti stretti l’intelligencija radicale e gli studenti universitari. Per gustarlo in pieno, bisogna leggere il libretto parola per parola, con attenzione, perché è farcito di doppi sensi, riferimenti storici, eventi di cronaca di qualche anno fa, giochi di parole, inciampi linguistici — una potenza di fuoco tale da richiedere un delizioso (e spassoso) apparato di note che di per sé è un pamphlet nel pamphlet, quasi un sesto della lunghezza totale del libro.

E non c’è da stupirsi se gli autori l’hanno definito pamphlet, perché ha tutte le caratteristiche della parte migliore dell’invettiva, quella che non si limita a demolire, ma che sostiene con dati di fatto le argomentazioni. Gli autori si accaniscono infatti su una galleria di personaggi emblematici della degenerazione populista delle democrazie occidentali, ricordando eventi che ormai fanno parte del buon senso comune e portandone a galla altri molto meno conosciuti, o ignorati a bello posta dai media se non da un pubblico sempre più arroccato sulle proprie convinzioni.

“Nulla è inventato, anche se a volte ci piacerebbe, anche se vorremo che gli autori avessero scritto un libro di fantascienza o almeno di fantapolitica e non una rappresentazione della realtà, a volte folle, assurda, ma realtà.”. E così è da leggere il libro, seguendo appunto l’intuizione di Lietta Manganelli, accettando il gioco che mescola realtà e irrealtà, provocazione e terrore.

Gli autori

Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976. È stato poliziotto, impiegato, camionista, bibliotecario, direttore di sale-scommesse. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Il politico, Lo scommettitore, Ingrid e Riccione, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, Freakshow, Un’infilata di onesti accidenti, Il messia di Orogrande, Ego e libido, Yellow Kid, Pistolero e i saggi Il riso e il comico, Breve compendio sopra gli umani caratteri e Il manuale dei baffi. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria).

Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Vincitore del Premio Urania 2016 con Pulphagus® – Fango dei cieli, del Premio Cassiopea, del Premio Vegetti, del Premio Robot e di quattro Premi Italia. Ha pubblicato molti racconti e i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la Trilogia degli Inframondi e Korchin e l’odio. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria) e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell, organizzando il progetto Sonora Commedia.

Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli, da anni porta avanti un lavoro incessante per la diffusione e la valorizzazione dei lavori del padre. Ha pubblicato Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, e ha curato Intervista a Dio, di Manganelli, pubblicato, tra gli altri, da Kipple Officina Libraria.

La collana

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Pee Gee Daniel & Lukha B. Kremo | Pop-politics. Batracomiomachia cinobalanica
Prefazione di Lietta Manganelli

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato cartaceo — Pag. 128 – € 12.00 — ISBN 978-88-32179-20-0
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 123 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-21-7

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