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Archivio per Letteratura

Nicola Pesce Editore presenta The Black Cat di Edgar Allan Poe adattato da Nino Cammarata | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del fumetto Black cat, tratto dal celebre racconto di Edgar Allan Poe, su adattamento di Nino Cammarata. La quarta:

The Black Cat è un racconto fra i più celebri di Edgar Allan Poe, pubblicato per la prima volta nell’agosto del 1843 sul «The Saturday Even Post».

La storia assume le vesti della confessione di un omicida condannato a morte. Si tratta di un uomo che – pur sapendo che non verrà creduto – vuole rivelare al mondo il tragico resoconto di quanto accadutogli, per sgravarsi la coscienza e condividere l’orrore vissuto: un espediente letterario che si ritroverà spesso in molti fra i racconti brevi di Howard Phillips Lovecraft.

Una tragica catena di eventi aveva infatti portato il suo animo gentile a mutare in quello di un assassino intemperante e perverso, vittima delle sue stesse paranoie. Egli racconta, infatti, di essere stato un uomo perbene, di aver avuto una grande passione per gli animali, in particolare per il suo gatto nero. Poi però, lo spettro dell’alcool ha cominciato ad aleggiare sulla sua vita, peggiorandone l’indole e rendendolo via via più succube, finché una sera…

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Dracula, il manoscritto ritrovato | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di I poteri delle tenebre. DRACULA, il manoscritto ritrovato, un bizzarro manoscritto che in origine era, in Islanda agli inizi del ‘900, la traduzione del Dracula di Bram Stoker; solo che il traduttore, Valdimar Ásmundsson, mentre traslava aggiungeva parti di suo pugno, e di questo ci si è accorti soltanto in questi anni. Imperdibile per gli amanti del genere.

Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson tradusse Dracula, il celebre capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Lo pubblicò in Islanda lo stesso anno con una prefazione di Stoker, sul giornale da lui fondato e diretto, «Fjallkonan». In realtà però il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo… Eppure nessuno si era mai accorto di nulla, fino a quando, più di un secolo dopo, il ricercatore olandese Hans de Roos ha fatto una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma ne aveva scritta una versione del tutto diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell’originale. Tanti sono i misteri che circondano il manoscritto: l’apparato critico a corredo dell’opera fornisce indizi interessanti su un enigma che metterà alla prova gli appassionati di questo classico della letteratura di tutti i tempi.

Il lunedì dei fratelli Strugatskij | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di ironia e SF, dilagante nel Fantastico tutto: Il lunedì inizia sabato, dei fratelli russi Strugatskij. La quarta:

Pubblicato per la prima volta in Russia nel 1964, Lunedì inizia sabato in patria è considerato il romanzo più popolare dei fratelli Strugatskij; poggia saldamente sulla tradizione nazional-popolare russa, ed è pervaso da un’aura fiabesca di schietto ottimismo e comicità.

È una fantascienza che sconfina nel fantasy, giocosamente visionaria e ricca di ottimismo, quella che scorre nelle pagine di Lunedì inizia sabato, romanzo del 1964 dei fratelli russi Arkadij e Boris Strugatskij (1925-1991; 1933-2012): un autentico bestseller in patria, che per la prima volta approda in Italia, tradotto e curato da Andrea Cortese, come nuovo titolo di Attravèrso, la neonata collana di narrativa contemporanea firmata da Ronzani Editore (a pochi giorni appena dall’uscita del giallo Il diavolo d’estate di Giovanni Accardo).

Fin dal sottotitolo “Favola per collaboratori scientifici di livello base”, il libro degli Strugatskij prepara il lettore a un viaggio fuori dagli schemi, da assaporare con il sorriso sulle labbra; e con in più il piacere unico di leggere una “storia” calata nella “Storia”: scoprendo, cioè, una Russia che non ti aspetti, qual è quella che fa da scenario alle pagine dei due fratelli ebrei scampati all’assedio di Leningrado, l’uno astronomo, l’altro studioso di cultura cinese, che insieme furono – e continuano a essere – uno straordinario caso editoriale, autentiche icone per gli appassionati della fantascienza, dal primo libro del 1959 fino all’ultimo, datato 1988, tradotti in tutto il mondo e ispiratori di film e videogames.

Tra umorismo e ideologia, filosofia e fantascienza, gli Strugatskij creano i loro mondi immaginari a metà strada fra Star Wars e la saga di Harry Potter. Lo sa bene Sasha Privalov, giovane programmatore di Leningrado che, mentre guida tra le foreste della Russia settentrionale per raggiungere alcuni amici e godersi una vacanza, raccoglie un paio di autostoppisti. I due lo convincono a lavorare all’Istituto di Ricerca Scientifica e Tecnologica per la Magia e la Stregoneria, dove incontrerà ogni genere di creatura fantastica e avrà a che fare con oggetti animati e aggeggi stravaganti.

Lankenauta | Il manuale del baffi


Su Lankenauta una bella recensione a Il manuale del baffi, opera di PeeGee Daniel successiva al suo Premio Kipple. Un estratto:

Se la commistione di colte citazioni e sfottò, in questo caso dedicati ai cultori dell’ombreggiatura pelosa, forse non apparirà del tutto inedita dalle parti della letteratura umoristica,  ben altro discorso con quelle parti del libro che mostrano al meglio lo stile disinvolto e l’incontenibile fantasia di Pee Gee Daniel. Ci riferiamo ai raccontini, nonché agli sviluppi alternativi di miti senza tempo; che tra l’altro ricordano le vicissitudini fiabesche e irrefrenabili di “Un’infilata di onesti accidenti” (2016). Ovvero un Don Giovanni parecchio rivisitato che, una volta sprofondato all’Inferno, scopre cosa voglia dire “un buon diavolo”; e soprattutto cosa significhi vivere (da morti) privi di quelle pelosità che non sono soltanto estetica e vanità ma piuttosto efficaci strumenti, capaci di assorbire e ricreare le più recenti godurie. Oppure ancora “I baffi del Maharaja”, una sorta di fiaba straziante e cattivissima che ancora una volta mette in scena quelli che sono veri e propri “accidenti”; e tra l’altro nemmeno “onesti”.

Red Dust di Giovanni De Matteo – Club GHoST


Sul Club G.Ho.S.T. il ritorno di Giovanni De Matteo – anche lui, come me, è tornato a casa – che presenta nuovamente un suo vecchio cavallo di battaglio: Red dust, racocnto comparso ormai ere geologiche fa sul suo primo libro, Revenant, edito proprio dallo stesso G.Ho.S.T. Da leggere tutto d’un fiato, senza sosta.

Da qualche parte là fuori, ormai sepolto dalla sabbia granulosa, si trovava il rover di superficie Biyouma con cui era fuggito dall’avamposto di Marsport. L’uragano che imperversava sull’altopiano aveva ormai cancellato le sue tracce. Ma l’Inseguitore, Kafir ne era più che certo, avrebbe trovato il modo per arrivare fino a lui.
Un sospiro rassegnato allentò la tensione dei suoi muscoli. Kafir rivolse uno sguardo di apprensione al fucile d’assalto akm appoggiato contro il muro. I suoi pensieri, in quel frangente, gli apparivano come fossili stratificati sotto tonnellate di roccia. Si sentiva lento, pesante, spossato e, cosa ancora peggiore, pronto ad accettare il suo arrivo come l’unica conclusione necessaria e quindi accettabile di quella lunga, inutile fuga.
La sua sorte era segnata come quella dei suoi compagni, non serviva l’istinto dell’oungan per capirlo…

Gli Shoggoth secondo Elizabeth Bear | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Shoggoth in fiore, racconto di Elizabeth Bear che ha vinto nel 2009 il Premio Hugo e che Delos Digital rende disponibile ai lettori. Indubbiamente, parliamo di qualcosa di magnifico…

Shoggoth in fiore è apparso originariamente nel numero di marzo 2008 della rivista americana Asimov’s Science Fiction, ed è stato successivamente ripubblicato nella collezione omonima della Bear e in varie raccolte dei migliori racconti dell’anno.

Ambientato sulle coste atlantiche di New Haven (Maine) e ispirato al celeberrimo ciclo lovecraftiano dei Grandi Antichi, il racconto narra la vicenda del professor Harding, uno studioso di colore che si occupa di flora preistorica,  e ribalta con estrema originalità le tematiche del maestro di Providence, inserendole, con grande umanità e visione storico-sociale, nel contesto degli anni successivi alla Grande Guerra e nel periodo dell’ascesa al potere di Hitler e delle problematiche razziali in America.

Sonia Caporossi, “Hypnerotomachia Ulixis”, domenica 12 maggio al Pentatonic | CRITICA IMPURA


Segnalo, dal blog di Sonia Caporossi, la presentazione del suo Hypnerotomachia Ulixis presso l’Associazione Culturale Pentatonic di Roma, Viale Oscar Sinigaglia 18, domenica 12 maggio ore 17.00.

Ho avuto modo di leggere l’opera, davvero molto molto particolare e attinente all’animo di Sonia, una singolarità in grado di rilevare e rileggere la letteratura e la filosofia attuale e passata. Un must!

Viaggi dai confini dilatati fino al limite del sopportabile, sogni e incubi in alternanza e, talvolta, perfino in alterco, cozzare di visioni in una contesa che zampilla da fonti-passioni copiose, esterne e interne: alla composizione, al gioco reciproco e alla contaminazione di questi elementi la scrittura di Sonia Caporossi non è nuova, e i racconti Opus metachronicum, volume uscito nel 2014, ne sono un esempio illuminante. Con il romanzo onirico Hypnerotomachia Ulixis – il cui titolo richiama esplicitamente il romanzo rinascimentale Hypnerotomachia Poliphili – i confini della scrittura di Sonia Caporossi si spostano ulteriormente in avanti e, contemporaneamente, conducono “oltre” le colonne d’Ercole del conte philosophique.

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