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Archivio per Letteratura

Hakkakei | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Hakkakei, romanzo di Luigi Rinaldi finalista al Premio Urania 2011 in uscita ora nella collana weird InnsMouth di DelosDigital. La sinossi:

Grazia Toma è una chimica romana che si risveglia in un albergo in cui il numero otto è ovunque, finanche nella struttura immersa in un nulla nero. Presto apprende di non essere sola. L’Albergo ha altri occupanti. Tutti hanno un braccialetto che attraverso un led colorato indica il tempo di permanenza, al termine del quale si sparisce in un “pop” di atomi, e tutti devono sottostare a regole semplici e rigide. L’Albergo è una struttura creata per selezionare i leader che dovranno impedire il lento degrado della civiltà umana, destinata a un’uniformità che nel futuro la renderà schiava di se stessa.

Hakkakei è stato finalista al Premio Urania 2011. Un romanzo eccezionale in quanto a incastro e fabula. Ha il sapore di certe trovate à la Joe R. Lansdale La notte del Drive-In o di certi meccanismi politici riconducibili, alla lontana, all’Ender di Orson Scott Card.

La zona | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di La zona, racconto di Matteo Mancini uscito per la collana weird InnsMouth di DelosDigital. La quarta:

Un evento non meglio specificato, riconducibile a un qualcosa di piovuto dallo spazio, porta alla quarantena di Pripia. Ogni legge della fisica, compresa la legge di gravitazione, è stravolta. Mutazioni genetiche e sospetti di morbi contagiosi allarmano il governo. Nella zona rossa, sorvegliata da militari, si parla della presenza di strani reperti, dotati di poteri alieni, che divengono mercanzia per mercenari e disperati. Penetrare là dentro, però, significa compiere un viaggio nell’inferno, tra mutanti, trappole e un ambiente in perenne evoluzione. Arcadi, mercenario di professione, sarà il virgilio della situazione, alla caccia di una fantomatica sfera in grado di esaudire i più reconditi desideri dell’uomo.

The Wertzone: RIP Storm Constantine


Pochi giorni fa, il 14 gennaio, la scrittrice fantastica Storm Constantine ha passato la soglia, dopo una lunga malattia; ne dà notizia, tra tanti, il blog WertZone.
Da Wikipedia: Storm Constantine era un’autrice britannica di fantascienza e fantasy, nota principalmente per la sua serie Wraeththu, che è iniziata come una trilogia ma ha generato molti lavori successivi. A partire dagli anni ’80, i racconti di Constantine sono apparsi in dozzine di riviste e antologie di narrativa di genere.

Nel mondo goth era conosciuta per la sua amicizia coi FieldsNephilim, per la sua ricerca sulle figure bibliche dei nephilim e per la sua relativa attitudine a contaminarne il mondo del Fantastico, con gli stessi germi che posso riconoscere anche nella mia opera. Qui il suo blog.

Lankenauta Rock Lit | Lankenauta


Su Lankenauta la segnalazione di Rock Lit, sorta di saggio di Liborio Conca che indaga le commistioni tra Letteratura e Rock. Interessante, in qualche modo similare a quello Rock e SF, Fantarock, che qualche tempo fa ha curato Mario Gazzola. Un estratto:

Bando alle etichette, sempre stucchevoli e parziali, infatti Conca nel volume ne fa un uso parsimonioso (per non dire inesistente), il percorso tracciato dal saggio inizia da un party svoltosi a metà degli anni Ottanta al Limelight di New York, una chiesa sconsacrata, festa alla quale prenderanno parte tra gli altri William Burroughs, David Bowie, Sting. Già il trovarsi vicini il “Padrino” della beat generation e alcuni fra i maggiori interpreti del panorama “rock” degli anni successivi (fra i quali al Limelight anche Lou Reed e Patti Smith) è sintomo di una possibile contaminazione fra musica e letteratura. Nello specifico burroughsiano (aggettivazione che è anche il titolo del primo capitolo del volume), analizzando le influenze sulla musica di alcuni grandi firme del panorama a musicale di quelli e degli anni successivi, una particolare attenzione è posta ai R.E.M., il gruppo di Athens – Georgia, che da metà degli anni Ottanta del secolo scorso al 2011 (anno del loro scioglimento) ha calcato i palcoscenici mondiali, focalizzando l’autore l’attenzione proprio sull’influenza della poetica dell’autore de Il pasto nudo sui testi delle canzoni scritte da Micheal Stipe, il quale infatti dirà “le parole devono volare”, un chiaro prestito dal cut-up di William Burroughs. Sempre su prestiti, derivazioni e influenze significativo è quanto detto dallo stesso leader dei R.E.M.: “Ho letto tutto Rimbaud a causa di Patti Smith”, una frase che racchiude uno dei nuclei di tutto il libro, ammette Conca.

Nella scia “burroughsiana” si inserisce anche la parabola di Kurt Cobain, il leader dei Nirvana morto suicida nell’aprile del 1994, anche lui “contaminato” dal “Padrino” della beat generation con il quale ha anche collaborato. Il valore aggiunto di Rock Lit  è anche e soprattutto la ricchissima aneddotica frutto certamente di una certosina documentazione dell’autore, la quale ha un effetto straniante e avvolgente al tempo stesso, lasciando in un certo modo in sospeso il giudizio del lettore sul confine fra la realtà (evidentemente documentata) di quanto narrato e la possibile invenzione di tanti piccoli grandi eventi musical-letterari che escono fuori dal volume come tante perle scintillanti, e questo è un piccolo miracolo del libro, che poi questa fra invenzione e realtà è da sempre la stessa dicotomia che affascina gli amanti della letteratura. Il ricorso alle note a piè di pagina (mai didascalico) ricorda David Foster Wallace e dà il giusto tocco “postmoderno” per quanto questo possa significare a un volume che già per la sua stessa essenza lo è.

È online il bando per il Premio Hypnos 2021 | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione del nuovo Premio Hypnos, contest indetto da HypnosEdizioni e riservato ai racconti weird italiani. Eccolo qui:

Premio Hypnos  per il miglior racconto inedito di letteratura fantastica e weird – Bando VIII edizione (2021)

– La partecipazione al concorso è gratuita.
– Tutte le opere devono essere presentate in lingua italiana, e devono essere inedite, ovvero non devono mai essere state pubblicate, neppure on-line.
– La lunghezza massima delle opere dev’essere di 60.000 battute (spazi compresi).
– Ogni autore può partecipare con un massimo di DUE opere.
– I racconti devono appartenere al genere weird o fantastico, o comunque contenerne elementi identificativi.
– I racconti devono essere inviati esclusivamente on-line all’indirizzo concorsi@edizionihypnos.com in formato .rtf o .doc, e devono riportare nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico dell’autore.
– La giuria esaminerà tutte le opere pervenute e alla fine eleggerà i racconti finalisti ed eventuali segnalati, di cui verrà data notizia presso la pagina Facebook e il sito delle Edizioni Hypnos. Le scelte della giuria sono insindacabili.
– La giuria sceglierà tra i finalisti un racconto vincitore, che sarà pubblicato sulla rivista Hypnos Magazine.
– La giuria si riserva il diritto di non assegnare il premio in caso il livello dei racconti non sia soddisfacente e di squalificare eventuali racconti non attinenti al genere fantastico.
– La giuria è composta da Andrea Gibertoni, Francesco Lato, Laura SestriAndrea Vaccaro.
– Il limite ultimo per l’invio dei racconti è il 31 marzo 2021.

Alien Virus Love Disaster, la fantascienza elettrica di Abbey Mei Otis | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’antologia di Abbey Mei Otis uscita per Zona42: Alien Virus Love Disaster. Sembra qualcosa di epocale; la quarta:

“Niente più luci, niente più brillantini. Solo il cielo nero, sporco di stelle normali. Per ognuna che conto, ce n’è un’altra. Per ogni mondo che ti delude ce n’è un altro, e un altro ancora, a prometterti la redenzione. È strano guardarle dal basso. Tremolano e pulsano e dal mio interno rispondono altre pulsazioni e so senza saperlo che quello che ho dentro è la stessa cosa che c’è lassù. Di me non rimane che un sottile confine di pelle tra due campi stellari.”
Esistono periferie fisiche, fatte di zone industriali, caseggiati anonimi o cantieri abbandonati, e poi c’è la periferia: un concetto, una zona di frontiera, un luogo universale e universalmente riconoscibile che trascende i caratteri nazionali per diventare rifugio per i reietti, gli invisibili, i marginali. È in questa terra di nessuno che prende vita l’universo di Alien Virus Love Disaster, una costellazione di fabbriche magiche e centri di smaltimento rifiuti, autostrade sopraelevate che conducono a un altrove lontano e migliore, chiese orribili dai muri color salmone e case che richiedono sacrifici umani. Un luogo dove gli alieni non solo esistono, ma vivono insieme a noi e pagano per vederci lottare; dove i ricchi organizzano feste stravaganti e i bambini giocano dentro scheletri di case mai finite; dove creature misteriose compaiono in supermercati occupati e melanconiche ragazze lunari si struggono in riva al mare. Abbey Mei Otis presta la sua voce a queste parabole di sussistenza e resistenza, cronache di un mondo sconosciuto e insieme troppo familiare, che riesce simultaneamente a essere e non essere quello che abitiamo noi; un mondo dal quale è possibile fuggire, ma le cui cicatrici ci porteremo addosso per sempre, ovunque.

Fuga psicogena omaggia Fiori per Algernon | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Fuga psicogena, novelette di Erica Tabacco che esce per DelosDigital e che racconta in modo molto intenso una degenerazione mentale assai comune in tarda età. Ecco la quarta:

Tra le pareti di Villa Palmax le persone scompaiono un giorno alla volta, un ricordo alla volta, sotto la falce impietosa dell’Alzheimer. Sara, ottantasette anni, seguirà la stessa sorte. Quando a suo figlio Thomas viene offerto di inserirla in un innovativo trial clinico che può curarne la malattia, si riaccende la speranza. Ma i ricordi possono essere più dolorosi della loro assenza…

Con un racconto delicato che omaggia il classico Fiori per Algernon, Erica Tabacco ci regala un viaggio dentro il labirinto di una mente che sbiadisce; ricordandoci, come scrisse Cicerone, che “la memoria è tesoro e custode di tutte le cose”.

La pallina nella stanza | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di La pallina nella stanza, racconto weird di Diego Matteucci uscito per la collana Innsmouth di DelosDigital. Ecco la quarta:

Un gruppo di quattro amici – due coppie – si ritrovano a passare un weekend in una casa in campagna. Al primo piano dove si trovano le camere da letto, le due ragazze notano che c’è una stanza con la porta sprangata con delle assi di legno. Durante la cena gli amici sentono una pallina rimbalzare al piano di sopra e subito una delle due ragazze ha le convulsioni e muore. Brutte sensazioni e una forza malvagia permeano tutta la storia.

Lockdown | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine una recensione a un autore e a un romanzo che non conoscevo, e che sembra davvero interessante: Lockdown, di Peter May. Ecco perché:

Lockdown: fino a un anno fa dovevamo cercarne la traduzione sul dizionario, poi a causa della pandemia è diventato un termine purtroppo familiare al punto che le traduttrici del romanzo di Peter May hanno lasciato il titolo originale in inglese. Nella prefazione lo stesso autore racconta la genesi del libro, che risale al 2005.

Mentre cercava un editore per altri suoi romanzi, iniziò la ricerca per un poliziesco ambientato a Londra durante una pandemia. Al tempo gli scienziati studiavano le eventuali terribili conseguenze che l’aviaria avrebbe scatenato a livello mondiale.

Iniziai a indagare sul caos che ne sarebbe conseguito, e sulla potenziale, rapida disintegrazione della società per come la conosciamo.”

La Londra che descrive è completamente isolata dal resto del mondo, la pandemia ha ucciso migliaia di persone, compreso il primo ministro, alcune zone della città sono chiuse per preservarle dal contagio e gli abitanti hanno licenza di uccidere gli estranei che si avvicinano. Le vie commerciali del centro sono presidiate dall’esercito e negozi e locali hanno le porte inchiodate da assi di legno; nonostante ciò operano durante la notte gli sciacalli e i cecchini sui tetti sparano a qualsiasi cosa si muova. In questo scenario da film di fantascienza si inserisce la trama del poliziesco: nello scavo di un cantiere per erigere un nuovo ospedale a tempi di record, viene ritrovata una borsa che contiene le ossa di un bambino. È incaricato dell’indagine MacNeil, al suo ultimo giorno di lavoro in polizia. Per dare un nome al mandante e al sicario il poliziotto, in un giorno e una notte di indagini serrate e sopralluoghi non autorizzati, riesce a scoprire cosa c’è dietro la morte della bambina e di tutti i testimoni di un crimine orrendo, di cui l’omicidio della piccola è soltanto uno degli effetti.

Si tratta di un thriller serratissimo, con una trama ben costruita e personaggi molto convincenti in tutte le loro sfaccettature. Nel mezzo del racconto dell’azione, May usa dei flashback per raccontare episodi della vita dei personaggi che li hanno portati ad essere quello che sono. Nessun personaggio è stereotipato, come spesso avviene. La scena più potente, da inferno dantesco, è quella della zona lungo il Tamigi dove enormi fornaci bruciano ininterrottamente i cadaveri dei morti a causa della pandemia.

La scena in basso era quasi inimmaginabile. Migliaia di corpi nudi giacevano su pallet di legno che si estendevano a perdita d’occhio, accatastati in tre strati, come manichini in una fabbrica di bambole, con braccia e gambe intrecciate, stranamente luminosi, a malapena umani. La foschia causata dalla fumigazione oscurava i dettagli, come la nebbia sul Tamigi nelle mattine d’autunno. Macabre figure in tute protettive blu, senza volto dietro i visori in plastica fumè, si muovevano fra quegli arabeschi al rallentatore, come astronauti sulla luna, tirando giù cadaveri dai furgoni e impilandoli su ancora altri pallet. Una delle fornaci pareva riservata a vestiti e biancheria da letto. Muletti colossali infilavano i corpi nelle altre tre, ancora sui pallet. Nei pochi istati in cui gli sportelli della fornace rimanevano aperti, il fuoco all’interno proiettava una luce arancione vaporosa sulla foschia della fumigazione; poi i giganteschi sportelli di ghisa si richiudevano, provocando vibrazioni che si sentivano in tutto l’edificio come scosse sismiche.”

Delos Digital presenta “Il casolare senza nome” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Il casolare senza nome, racconto di Massimiliano Prandini uscito per la collana weird InnsMouth, edita da Delos. La quarta:

Anno 1915, sull’Italia spirano i venti della Grande Guerra. Alfredo, fresco di laurea, accetta un incarico per effettuare rilievi geologici nelle valli dei torrenti Dolo e Dragone, nell’Appennino modenese, per apire la strada alla costruzione di una diga. Sorpreso da un temporale e disarcionato da cavallo viene soccorso da una misteriosa ragazza chiamata Fea che lo conduce alla sua fattoria. Lì Alfredo farà la conoscenza della sua famiglia che vive isolata nei boschi, nascosta agli occhi del mondo. Una comunità di individui dalla forza eccezionale, governata dal volere di una misteriosa entità…

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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