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Archivio per Letteratura

Un brindisi all’editoria indipendente! | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Tempo di festeggiamenti per tutta la redazione di Kipple Officina Libraria che in questi giorni ha raggiunto – permetteteci questo pizzico d’orgoglio – un importante traguardo: 10.000 ebook e 12.562 libri stampati (cifra che comprende, non solo le nostre pubblicazioni di collana, ma anche le riviste Avatar, NeXT, numerosi e vari gadget Kipple e tutte le pubblicazioni amatoriali) dal lontano inizio, eppur così vicino, datato 1995. Vent’anni di avventure sempre sull’onda della sperimentazione e della creatività in ogni senso e direzione.

Tanti numeri e tanti brindisi, come i 2000 ebook venduti in poco meno di un anno a partire da ottobre 2010 – data che segnò il nostro ingresso sul mercato digitale – fino al mese dicembre 2011! Questo piccola, ma grande, stima della nostra produzione comprende tutte le vendite effettuate sulle librerie online come Amazon, IBS, Kobo, SBF e – naturalmente – sul nostro sito www.kipple.it.

Permetteteci quindi di festeggiare questo giorno speciale con un GIVEAWAY di ringraziamento, dedicato a voi che sostenete l’editoria indipendente e continuare a farlo, un giorno dopo l’altro, nonostante i tempi e la crisi, nonostante il tutto. Ecco, a voi dedichiamo questo post, il nostro lavoro e tutte le notti insonni trascorse a progettare nuovi mondi letterari, sperando che queste parole siano di buono auspicio per un futuro ancora tutto da scrivere e vivere insieme.

Grazie a tutti!

Lukha B. Kremo
Sandro “zoon” Battisti
Luigi Milani
Roberto Bommarito
Alex “Logos” Tonelli
Ksenja Laginja

Gli angeli di Mons | Lankelot


Su Lankelot la recensione a Gli angeli di Mons, di Arthur Machen, un libercolo che il Nostro scrisse all’alba della Prima guerra mondiale vista con occhi Fantastici, una piccola perla che è bena conoscere, vista la levatura artistica di Machen.

“Tutto ebbe inizio lo scorso agosto, per essere precisi l’ultima domenica dello scorso agosto. In quella rovente domenica mattina, dopo colazione, lessi cose terribili e poi andai a messa.” (pag. 10). Cosa accadde nell’agosto del 1914? La prima guerra mondiale era appena cominciata e l’esercito inglese ebbe il suo battesimo di fuoco nei dintorni di Mons, sul fronte belga, battesimo che si concluse con una sconfitta sotto i colpi dei tedeschi. Da questo fatto Machen trasse spunto per il suo primo racconto, Gli arcieri, in cui narrò di come una schiera di arcieri divini soccorse e coprì il ritiro delle truppe britanniche. Una storia che lui stesso considerava di scarso valore, ma che portò conseguenze del tutto inaspettate. Poco più di 20 anni dopo qualcosa di simile sarebbe successo con la lettura radiofonica de La guerra dei mondi fatta da Orson Welles, e a questo punto si può già immaginare quali furono le conseguenze appena accennate: moltissime persone che lessero quell’articolo credettero a ciò che vi era scritto. L’autore cercò di smentire in ogni modo, di cui uno fu appunto la pubblicazione della raccolta con una sua introduzione esplicativa delle fonti d’ispirazione, da Kipling a altri interventi di schiere divine in letteratura. Riuscì così bene nel suo intento che Gli arcieri, si legge nel saggio conclusivo del curatore-traduttore Capuano, divenne una leggenda e “acquisì uno status di verità tale che, già durante il conflitto, metterla in dubbio era considerato un gesto poco patriottico, se non proditorio”.

Francesca Fichera vince il Premio Short-Kipple 2015 | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Anche quest’anno, la scelta del vincitore del Premio Short-Kipple è stata dificile; combattuti tra varie proposte interessanti e ben strutturate, alla fine il racconto Nella luce, di Francesca Fichera, ha soddisfatto le nostre aspettative, confezionando un cofanetto di emozioni poetiche legate da un filo apocalittico, emozionale, introspettivo.

Vogliamo quindi ringraziare tutti i partecipanti al Premio e congratularci con la vincitrice, dandovi appuntamento per l’imminente pubblicazione de Nella luce.

Deepcon 2015: De Matteo vince il premio Cassiopea ∂ Fantascienza.com


Adoro queste occasioni, in cui i miei compagni del Movimento si aggiudicano qualcosa d’importante. È il caso della vittoria al Premio Cassiopea di Giovanni De Matteo, un amico fraterno prima ancora di uno stimolante compagno di riflessioni, scrittura, progetti, di avanzate verso la barriera dei limiti pronti da essere superati.

Giovanni è riuscito a raggiungere un altro dei suoi traguardi, e conoscendo la sua giovane età che è assolutamente incompatibile con la sua elevata conoscenza e competenza letteraria e scientifica, ciò non può che farmi immenso piacere; mi complimento con lui per il suo romanzo che è risultato vincitore, quel Corpi spenti che tanto ha dato, nella scorsa stagione, al mondo della SF italica, rinvigorendola. Presto una bella bevuta per festeggiare, carissimo; assenzio connettivo, of course!

Recensione a L’ombra del dio alato, su IndiceDiLettura | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Su Indicedilettura è comparsa la recensione a L’ombra del dio alato, saggio di Danilo Arona dedicato alla divinità mesopotamica Pazuzu e uscito per la Kipple Officina Libraria nell’ambito della nuova collana esoterica eXoth.

Un estratto della interessante disamina:

Il momento presente: forze dal profilo indecifrabile – mettendo tra parentesi ogni ipotesi genetica collegata allo stato della politica mondiale, e guardando la cosa stessa- imperversano nell’area che da millenni ospita entità transfughe dall’area indo-iranica e destinate in epoca protostorica ad una precoce reversione; un’area in cui sopravvivono culti preziosissimi e oscuri come quello praticato dal popolo degli Yezidi, a rischio di genocidio; dove riposano le testimonianze della più antica civiltà mesopotamica: le città mitiche di  Ninive, Mossul… Ci chiediamo se il dio alato protagonista del saggio (saggio? romanzo? rivelazione?) aroniano  (pubblicato nel 2003 per i tipi di Tropea e attualmente edito in formato digitale da Kipple – officina libraria) possa assolvere la sua funzione apotropaica di “male che scaccia il male”, ma se ne può dubitare. Danilo Arona torna qui a riannodare tutti i fili dell’interpretazione sincronica e analogica della realtà che in tutt’altro contesto aveva fatto vibrare le  Cronache di Bassavilla (considerazioni che esulano dalla cronologia della bibliografia aroniana e hanno a che vedere solo con l’ordine di lettura).Il metodo è quello di trovare fili e relazioni tra il locale, il micrologico e le grandi correnti che attraversano tutto il pianeta, facendo emergere schemi, trame, disegni:  “l’altro dio”, per usare un titolo dello storico delle religioni Stoyanov, qui il demone mai nominato nel film di Friedkin,  si riaffaccia un bel giorno all’inizio dei Settanta, da quei fatali minuti di cinema nel prologo de L’Esorcista, e non ci abbandona più, finendo per migrare da una fabulazione all’altra, da un delirio visuale a un’allucinazione collettiva. L’indagine di Arona si aggira nel territorio di quelli che sono a tutti gli effetti miti religiosi del presente, mantenendo un’ambiguità vitale sullo statuto di un testo che ora è saggio ora invece finzione fantastica. Ma, come si legge nel prologo di Malapunta del compianto Morgan Perdinka, la sospensione dell’incredulità appare come una modalità in crisi del patto autore-lettore da quando la cronaca quotidiana saccheggia il nostro più sfrenato immaginario – forse di inquinamento si tratta e  anche di addomesticamento su direttrici prestabilite.

L’ebook è acquistabile qui al modesto costo di 3,95€ – buona lettura!

Giovanni De Feo e Francesco Corigliano vincono il Premio Hypnos ∂ FantasyMagazine


Da FantasyMagazine apprendiamo che la vittoria del Premio Hypnos di quest’anno è andata, pari merito, a Giovanni De Feo e a Francesco Corigliano.

Sabato 21 marzo 2015 a Fiuggi, durante la Deepcon16, la convention organizzata annualmente dal club DeepSpaceOne, sono stati comunicati i vincitori della seconda edizione del premio Hypnos. Abbiamo scritto al plurale perché si è verificato un ex aequo tra i seguenti racconti:

I Pallidi, di Giovanni De Feo

Ex Machina, di Francesco Corigliano

3° Classificato è Vettore Eden, di Paolo Durando. I racconti vincitori saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista Hypnos.

Complimenti ai vincitori, la realtà Hypnos è una delle più belle in Italia e va grandemente supportata.

Il Grande Avvilente: Un’intervista su “Nocturnia”


Bella intervista ad Alessandro Forlani, vincitore del Premio Kipple 2011 (nonché Urania dello stesso anno), su Nocturnia. Uno stralcio della chiacchierata con uno dei più valenti e complessi autori nostrani.

Sempre a proposito de I Senza-Tempo, la lettura di quel romanzo (ed anche di altre tue opere) mi ha fatto riconoscere alcuni punti fermi della tua narrativa: tanto per cominciare a livello stilistico, la ricerca di uno stile forbito e barocco. Mentre a livello letterario l’utilizzo di forme di cultura popolare quali i manga, i giochi di ruolo, il cinema di genere. È una ricostruzione sbagliata la mia?
No, è giusto. Riguardo alla lingua, non si tratta solo di un esercizio di bello stile e di gusto barocco, la gratuita ostentazione di cui spesso mi accusano (quasi, per giunta, che usare cultura ed un ricco vocabolario sia oggi una colpa): ritengo che ognuno debba contribuire, negli ambiti che gli competono, a migliorare la società in cui vive; io cerco di farlo – come docente universitario e scrittore – restituendo ai miei lettori e/o studenti una lingua che è stata loro rubata, perché il furto fosse pure di un solo verbo, sinonimo, aggettivo, comporta ben altre perdite. Per esempio: oggi abbiamo sostituito con la sola “showgirl” le ballerine, cantanti, presentatrici ed attrici della tv di anni fa… e il risultato è che, rispetto a quando da una cantante si pretendeva per definizione che sapesse cantare; da una ballerina ballare; da un’attrice recitare, eccetera, ora ci accontentiamo di showgirl che in realtà non si capisce che cosa sappiano davvero fare; benché di conseguenza stipendiate. Oppure, pensiamo ai danni procurati all’economia da non meglio definiti “manager” e/o “imprenditori” dalle vaghe e generiche competenze (ricordate? c’era un periodo in cui tutti erano tali…). È una causa di quell’inane mediocrità che svilisce ogni ambito: non solo la narrativa, lo spettacolo, la cultura. La lingua ha effetto su chi legge, lo cattura, lo coinvolge nel verisimile e la fisicità del racconto: se scrivo “sedia” ne vedo una generica, un mobile per sedersi e nient’altro; se scrivo “seggiola” ne sento il legno e forse lo scricchiolio; se scrivo “visceri” suscito ribrezzo, se scrivo “budella” suscito un riso splatter… eppure sto scrivendo delle medesime cose. È anche vero, come noti, che il terreno sul quale gioco è quello della mia formazione, dei miei hobby, di ciò che mi appassiona e diverte. Sono nato nel 1972: gli anime, il roleplay, e pietre miliari del cinema di genere anni ’80 e ’90, sono stati il companatico degli studi scolastici.
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