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Archivio per Letteratura

Operazione Europa – Elara


È uscito oggi per la Elara un’antologia, Operazione Europa, che contiene i racconti di quattordici autori: Donato Altomare, Marina Betto, Alessio “Galessio” Brugnoli, Claudio Chillemi, Francesco Cinquemani, Filippo Colizza, Antonino Fazio, Mario “Black M” Gazzola, Claudia Graziani, Pier Luigi Manieri, Davide Roma, Ferruccio Serraglia, Adelmo Togliani e, sì, anche un mio piccolo racconto. Il tema è il futuro prossimo dell’Europa, diciamo entro i prossimi cinquant’anni, e ognuno di noi ha sviluppato la sua particolare visione; ha coordinato il tutto il bravo Pier Luigi Manieri, e io non posso che ringraziare per la bella provo cui mi hanno chiamato a partecipare, uno spicchio di mio futuro (poi capirete leggendo) incastonato tra le pagine di un’opera intrigante.

Giampietro Stocco recensisce Lithica e Non ci sono dei oltre il tempo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Giampietro Stocco, sul suo blog, regala a Kipple un paio di recensioni degli ultimi due Premi Kipple; parliamo di Lithica e di Non ci sono dei oltre il tempo, rispettivamente di Alessio Brugnoli e di Davide Del Popolo Riolo.

Ecco un estratto per Lithica:

Lithica, di Alessio Brugnoli, premio Kipple nel 2014 è un seguito sui generis di quel Canto Oscuro che tanto mi piacque. Visto attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, è un viaggio avventuroso fra velivoli steampunk, un’Europa alternativa fatta di nobili, avventure e quegli echi romani e papalini che tanto piacciono all’autore. Romanzo fatto di dettagli, angoli, panorami, citazioni e vedute, con due fortissime ispirazioni: Lovecraft – e anche un po’ di Poe – per l’impianto generale – senza trascurare un po’ di Segno del Comando – e Stephenson per la cura certosina dei particolari.

Tuttavia, proprio come Stephenson spesso si perde dietro al proprio complesso filo di pensiero, così fa Alessio, che si strugge dietro una gemma e poi dietro l’altra, e in questo modo si perde per strada anche il lettore. Francamente con una certa fatica sono riuscito ad arrivare a destino e a ricollegare tutti gli elementi di una trama per apprezzare la quale dovrò sicuramente rileggere tutto.

Ed ecco un estratto per Non ci sono dei oltre il tempo:

Davide dà del tu ai suoi protagonisti storici più famosi: Catone, Cicerone, Marco Antonio, Cleopatra, e soprattutto Giulio Cesare; quel Cesare che in De Bello Alieno fu il padre della svolta “steam” per le future insegne imperiali, e che qui invece è una creatura artificiale, manipolata da potenze oscure che guerreggiano tra loro per controllare il Tempo. Come tuttavia già in De Bello Alieno la parte meno soddisfacente del romanzo è secondo me proprio quella fantascientifica: lì i tripodi alla maniera di Wells che attaccano una Roma di cui sono gelosi. Ma perché mai gelosi, mi chiesi all’epoca, visto che era come per un essere umano ingelosirsi di un formicaio. Vero è che i bambini i formicai spesso li distruggono, ma questa è un’altra storia; tornando a quelle di Davide, in Non ci sono dei oltre il Tempo la parte meno convincente è questo sodalizio rissoso di entità che controllano il corso degli eventi e che lo influenzano. Già visto e già sentito anche questo, anche qui con una guerra tra armi fantascientifiche e armi magiche che alla fine risulta un po’ forzata.

Ma se questa parte un po’ delude, ciò che mi è piaciuto è l’ambientazione. Davide del Popolo Riolo è un grande conoscitore della Roma repubblicana e la sua Urbe puzzolente è così viva e materica che ci si possono mettere le mani dentro, senza meravigliarsi poi di sporcarsele e doversele lavare con la farina, alla maniera di chi il sapone ancora non lo conosceva.

Ringraziamo Giampietro per aver recensito i nostri due (su tre) Premi Kipple, confidiamo che anche voi diciate presto la vostra, con l’arguzia e conoscenze che vi competono. KeepTalking!

Il Settimino | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un romanzo di Fabrizio BorgioIl settimino, una nuova avventura di Stefano Drago, agente speciale del Dipartimento Indagini Paranormali.

Il romanzo è intrigante, perché è un crossover tra paranormale e thriller. Un riassunto dell’opera:

Nel folklore piemontese, un bambino nato prematuro al settimo mese viene chiamato setmìn, Settimino. Secondo la tradizione, è dotato di oscuri e terribili poteri sovrannaturali. Davide Bo è un Settimino e questa è la sua storia.

I misteri di Stato. Le stragi. Gli anni di piombo. La strategia della tensione. I terroristi. La massoneria. I servizi deviati. È l’Italia e questa è la sua storia. E quando la storia del più potente ESP al mondo si sovrappone alla storia di una nazione dalle mezze verità, dove dominano mafie, logge, rigurgiti totalitaristi e poteri occulti di ogni genere, il finale non può che essere catastrofico.

Edgar Allan Poe: un americano fuori posto | Sherlock Magazine


1848 Daguerreotype of Edgar Allan Poe at 39, a...

Su SherlockMagazine un bell’articolo che traccia il profilo storico e artistico di Edgar Allan Poe. Un caposaldo della letteratura fantastica mondiale analizzato e sviscerato, reso vivido tramite la esegesi delle sue opere come un Bignami digitale.

Nel 1849 gli Stati Uniti si preparano a dar forma al ‘destino manifesto’, cioè a spingersi verso ovest confidando aprioristicamente nella ‘superiorità’ della civiltà europea (bianca) nei confronti della civiltà dei nativi d’America (gli indiani selvaggi). Nello stesso anno, a Baltimora, un uomo muore appena quarantenne in preda a uno stato d’incoscienza; quell’uomo è un famoso poeta e scrittore si chiama Edgar Allan Poe.

Mentre la giovane nazione statunitense si volta all’ovest, lo scrittore, poeta e giornalista Edgar Allan Poe si volge all’est; Inghilterra, Germania, Francia, Italia e Grecia sono i luoghi dei suoi autori, dei suoi interessi poetici e letterari.

È stato D.H. Lawrence a far notare la profonda differenza tra J.F. Cooper, lo scrittore che crea il mito della frontiera americana (per cui l’ovest) e Poe, tra i più europei degli scrittori americani.

La sua breve vita si articola in un binario immaginario, ma lineare, che unisce Richmond, Baltimora, Filadelfia, New York e Boston; tutte queste città sono posizionate lungo un percorso di una certa linearità, da sud verso nord lungo la costa orientale degli Stati Uniti, il lettore più disciplinato può tentare una verifica su una qualsiasi cartina geografica.

Kipple presenta “Hai trovato orgasmi nel collettore?”, antologia di sesso quantico – Special guest Ian Watson e Roberto Quaglia | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria si conferma casa editrice di avanguardia con questa raccolta di racconti scritta da un nugolo di autori assai particolare: Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

coverIl tema dei componimenti, raccolti dall’editore di Kipple Lukha B. Kremo e dal Premio Urania 2014 Sandro Battisti, verte sul sesso quantico; ma cos’è? È un miscuglio caotico di suggestioni erotiche, spesso molto spinte da confinare e sconfinare con l’immaginario pornografico; il meccanismo che ha originato l’antologia è stato sovente un gioco escogitato dagli autori, un racconto erotico rivisto in chiave fantastica in cui è stata inserita una qualche componente quantica, intesa nel termine più ampio e personale possibile. Illustrare, a quel punto, le implicazioni sessuali estreme originate dalle interazioni con le dimensioni attigue, caotiche e quantiche, ha significato ridisegnare per ognuno degli autori coinvolti l’immaginario sessuale postumano, operazione mai tentata prima e che fa rivendicare loro il ruolo di sperimentatori assoluti e seminali.
Gli autori presenti sono: Ian Watson e Roberto Quaglia, Emanuela Valentini, Valeria Barbera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Francesca Fichera e Sandro Battisti, autore della prefazione; la copertina è di Ksenja Laginja.

Sinossi

Questa raccolta tratta dell’erotismo, più o meno spinto ma non volgare, del sesso visto con ottica olografica e quantistica non necessariamente limitata alla sfera umana, bensì pregna di un respiro polidimensionale, un possedere e farsi possedere dai codici delle matematiche superiori, dalle sfere di realtà che non ci appartengono e che segnano la nostra libido, immaginazione, libertà dell’immaginario erotico. Illustrare quindi la sessualità nel postumano, l’erotismo alieno, ridisegnando la libido e l’orgasmo a contatto con le energie e gli incontri intrecciati attraverso le dimensioni, è stato l’orizzonte degli eventi di ognuno di ogni autore coinvolto.
Grande merito va a Ian Watson e Roberto Quaglia, che hanno calato il loro asso decisivo con un racconto che misura il postmoderno con le chiavi del piacere trasfigurato, futuribile e connesso. Grande merito va alle autrici coinvolte nel progetto – Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini – senza le quali questo lavoro sarebbe stato uno sterile atto di autoerotismo maschile, senza le quali non avremmo avuto quest’incredibile varietà di visioni dimensionali pari all’enorme vastità di ogni microcosmo femminile. Grande merito va agli altri autori presenti – Sandro Battisti, Lukha B. Kremo, Domenico Mastrapasqua – che hanno scelto di misurarsi con un tema così desiderabile eppure così scomodo. Infine, dai curatori – l’editore di Kipple Lukha B. Kremo e il Premio Urania 2014 Sandro Battisti – un grazie e grande merito anche a Ksenja Laginja, che con la sua copertina ha centrato perfettamente il tema e l’ha reso in modalità grafica.

Estratto

L’unione di un gigolò e un golem… è un gigolem. Lui/Lei può essere maschio, femmina, o entrambi i sessi contemporaneamente (e forse anche altri sessi ancora sconosciuti). A dire il vero, un gigolem può cambiare sesso più volte in un minuto nel caso in cui il suo partner sia insicuro dal punto di vista sessuale; cosa che può essere disorientante o interessante.
Tuttavia, ciò che Jànos cercava a Praga era un gigolem privato di qualità, capace di rimanere femmina un lasso di tempo ragionevole per appagarlo, e viceversa. Ovviamente aveva già scopato numerose volte con gigolem nei bagni pubblici di Budapest, ma era sempre stata una cosa piuttosto impersonale, anche quando rispecchiavano i suoi gusti. A dirla tutta, per le sue disponibilità finanziarie i migliori gigolem di Budapest erano quei geisha-gigolem molto usati dai turisti giapponesi. Tuttavia era un Jànos, non uno Yukio, e desiderava un euro-gigolem tutto per sé.
Viaggiò da Budapest con la Magyar Alom Vasutak, la Ferrovia del Sogno Ungherese. In passato si chiamava Magyar Allam Vasutak, la Ferrovia Statale, ma i passeggeri avevano richiesto un nome più fantasioso – ah, il fascino del viaggio.
La sua amica Silvia era l’autista della locomotiva MAV e lo lasciò sedere in cabina per tenerle compagnia. Andava matta per il cioccolato perché produce endorfine nel cervello, così Jànos ne aveva portate diverse barrette da offrire a Silvia en route. Il percorso era piuttosto semplice, poiché la linea ferroviaria collegava inesorabilmente Vienna a Praga, inevitabilità che avrebbe potuto rivelarsi noiosa. Di conseguenza le endorfine erano d’aiuto – sebbene Silvia allo stesso tempo non avesse la patente per un mezzo banale come l’auto; era unicamente interessata a guidare veicoli che pesassero più di trenta tonnellate.
– Sei sicuro che sarai felice di vivere con lo stesso gigolem per tutta la vita? – gli aveva chiesto quando le aveva spiegato il suo piano. – Io col mio sono contenta, ma le donne tendono a essere fedeli, e tu sei un uomo.
– Lo so. Be’, la scelta è tra un gigolem o una donna molto vecchia – esitò. – O una colostomia.
– Come potrebbe aiutarti una colostomia?
– Servirebbe da vagina sostitutiva in una posizione fissa.
Silvia s’illuminò. – Oh, capisco, intendi una colostomia per lei, non per te.
– Se la donna fosse d’accordo – fece spallucce Janos. – Chiunque essa sia!
– A quante donne lo hai chiesto, della colostomia?
– Ad alcune. Nessuna di loro voleva una tale seccatura.

L’amato del gigolemIan Watson e Roberto Quaglia

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

***

Ian Watson e Roberto Quaglia, Valeria Barbera, Francesca Fichera, Emanuela Valentini, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo e Sandro Battisti | Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?

Kipple Officina Libraria
Curatori: Lukha B. Kremo e Sandro Battisti
Prefazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 91 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-54-7

Link

Bestiario lovecraftiano – Dagon | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine compare una nuova rubrica dedicata alla campionatura dell’immaginario lovecraftiano. In questa iterazione si parla di Dagon:

Dagon passa gran parte del suo tempo a dormire in un crepaccio sul fondo dell’oceano sotto strati di fango, emergendo soltanto per presenziare ai riti in suo onore organizzati dai deep one o dagli umani. Leggenda vuole che Dagon non possa oltrepassare la linea di bassa marea, anche se almeno in un’occasione è riuscito a toccare terra.

Si è supposto che Dagon sia solo una delle rappresentazioni di Cthulhu, una porzione dell’essere che non è stata intrappolata dotto R’lyeh. I testi di Lovecraft sembrano però suggerire che Dagon sia semplicemente un deep one troppo cresciuto e che i nomi Dagon e Hydra siano i nomi dati ai più grandi esemplari della loro specie.

Dagon è venerato, insieme alla sua compagna Hydra, dai deep one e dagli esseri umani.  Il culto di Dagon è esistito per millenni, sembra infatti che i Fenici abbiano conquistato la loro potenza grazie all’influenza provvidenziale di Dagon, tanto che la fine della loro supremazia è arrivata quando hanno voltato le spalle al dio e hanno iniziato a venerare altre divinità. Uno dei culti moderni, l’Ordine Esoterico di Dagon nella cittadina di Innsmouth, è stato distrutto dagli agenti del governo nel 1927, dopo che erano stati riportati degli strani casi di sparizioni e attività illegali in quella città.

Le lettere di rifiuto ricevute da George Orwell, Stephen King e altri giganti della letteratura | Kippleblog


Interessante post su KippleBlog dove  si fa un piccolo campionario dei rifiuti ricevuti da autori ora famosi e venerati. Come dire, non mollate mai! Un estratto:

Quando si parla di autori che hanno segnato la storia della letteratura come George Orwell e Herman Melville, o che continuano a farlo come Stephen King, spesso ci si dimentica che una volta anche loro erano autori in cerca di un editore disposto a pubblicarli. George Orwell fu fortunato: la sua lettera di rifiuto fu educata e rispettosa. Ma altri autori hanno spesso incassato dei rifiuti tutt’altro che simpatici. Seguono quelli ottenuti da Orwell per La fattoria degli animali, divenuto uno dei classici della letteratura mondiale, e quello ottenuto dal Re dell’horror per il suo primo romanzo Carrie. Quello di Moby Dick ricorda invece alcune logiche di mercato molto attuali, mentre uno dei peggiori rifiuti è senza dubbio quello ottenuto da Sylvia Plath.

Molto concisa quella di rifiuto per Carrie ricevuta da Stephen King: “Non siamo interessati alla fantascienza distopica. Non vende.”

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