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Archivio per Editoria

In attesa della Prima frontiera…


In questa foto sono con due autrici dei 21 presenti nella prossima antologia di strano weird “La prima frontiera”, di cui sono curatore, in uscita autunnale per KippleOfficinaLibraria. — con Ksenja Laginja e Mariasilvia Iovine.

Presto altre notizie sui prestigiosi nomi presenti nel progetto.

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LO STORICO INCONTRO DEI PINK FLOYD CON IL DOTTOR STRANGE


Su GiornalePop una storia che non conoscevo così bene: la fascinazione dei Floyd per il fumetto del Dr. Strange. Eccone un estratto, con dettagli interessanti sugli intrecci tra la band e il mondo dei fumetti:

Il bassista e compositore Roger Waters, incuriosito dalla vignetta, si diede in seguito a una lettura vorace del panorama fumettistico del periodo, derivandone l’idea per un cartone animato psichedelico, versione acida e fantascientifica di Sgt. Peppers’s dei Beatles che non fu mai realizzato. Incluse, inoltre, nel testo della stupenda “Cymbaline”, chiusa del primo lato dell’album-soundtrack del 1968 “More” (colonna sonora del film omonimo di Barbet Schroeder), un diretto riferimento al mago supremo della Marvel: “And Doctor Strange is always changing size”, dove forse lo confonde con Ant-Man, dato che il buon Dottore è solito uscire dal corpo materiale con la sua “forma astrale”, ma non modifica mai le proprie proporzioni fisiche.

L’interesse per il medium fumetto rimase latente nel gruppo sino al 1974, quando  Thorgerson propose la creazione di un inserto a fumetti in allegato al tour per l’hit mondiale “Dark Side of the Moon”. Ne nacque “The Pink Floyd Tour Program”, un albetto dalla copertina fantascientifica che racchiude un contenuto spassoso e artigianale, con il contributo del batterista Nick Mason, provetto calligrafo e disegnatore, già autore della fumettosissima copertina dell’antologia del 1971: “Relics”.

L’idea ispirò in seguito Spike Steffenhagen e Jay Sanford, autori della linea degli albi Rock’n’Roll Comics, che dedicarono ai Pink Floyd una cronistoria non autorizzata a fumetti in cinque numeri: “The Pink Floyd Experience”, serie in bianco/nero edita nel 1991 firmata da Ken Landgraf, disegnatore della Dc Comics e già illustratore di copertine di album rock. La collana è stata poi raccolta in un volume unico. Il Gruppo stesso le ha voluto dare una consacrazione ufficiale, includendola nella bibliografia allegata al box set del 25ennale “Shine On” del 1992. Un’altra biografia a fumetti è uscita sempre nel 1992 pubblicata dalla Personality Comics, firmata dai testi di Kevin Dwyer e la grafica di Garret Berner.

I videogames secondo William Gibson | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Jumbo in edicola: Inverso, l’ultimo romanzo di William Gibson, che non ha certo bisogno di presentazione – padre, assieme a Bruce Sterling, del cyberpunk, autore del romanzo manifesto Neuromante.

Questa è la quarta del romanzo:

Burton è un veterano della Elite Force Recon Haptic con danni permanenti per via degli impianti neurali che gli sono stati impiantati. Vive in America in un futuro prossimo, vivacchiando della pensione dell’esercito con la sorella Flynne. Una sera le dice di aver trovato un lavoro come beta tester per un nuovo gioco. Sembra una cosa semplice: trovare e correggere piccoli bug, si presume per aumentare la sicurezza. Questo è tutto. Burton offre un bel po’ di soldi alla sorella per prendere il suo posto, ma quello che Flynne trova in una Londra simile alla loro ma con alcune distorsioni è qualcosa che non si aspetta…

Buon Ferragosto dalla Kipple Family | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La redazione di Kipple Officina Libraria al completo (Lukha B. Kremo, Sandro Battisti, Roberto Bommarito, Ksenja Laginja, Luigi Milani, Alex Tonelli, Andrea Vaccaro) augura buon Ferragosto a tutti. Nella foto, l’editore e l’editor della casa editrice segnalano orgogliosi la propria presenza all’interno dell’Urania Strani Mondi, curata da Franco Forte, antologia che traccia il punto dell’attuale fantascienza italiana.

Restate sintonizzati su questi indirizzi per le novità che Kipple sta preparando per la nuova stagione editoriale, c’è molto da annunciare e da leggere!

Su Urania di agosto 2019, LA LUCE DI ORIONE – Eymerich.com


Sul sito di Valerio Evangelisti la segnalazione della riedizione, per Urania di questo mese, del romanzo di Valerio Evangelisti “La luce di Orione”, appartenente al ciclo dell’inquisitore Eymerich. Ecco le notizie aggiuntive rispetto alla segnalazione di qualche giorno fa presa da Fantascienza.com.

Il romanzo qui presentato, La luce di Orione, ebbe un’origine curiosa. La prima parte, fino all’imbarco di Eymerich da Venezia, verso una presunta crociata di dubbia eticità, mi fu commissionata dall’università di Padova. Ne fecero un libretto, diffuso in ben 250 mila copie, destinato a convincere gli studenti di tutt’Italia a iscriversi a quell’ateneo.

Mentre scrivevo quella storia, identica alla presente salvo le vicende intermedie di Marcus Frullifer e gli squarci sul futuro, avevo già in mente una bozza di trama per un romanzo a venire. Ciò che poi ne uscì non lo considero tra le cose migliori del ciclo di Eymerich (un paio di critici invece sì), ma c’è qualcosa di cui vado fiero. Già è complicato scrivere dell’impero detto impropriamente “bizantino” nei secoli della sua fioritura. Molto peggio trovare documentazione sulla sua decadenza.

Ebbi il torto di non accludere una bibliografia, come comunemente faccio. Sta di fatto che una ricerca faticosa mi permise di mettere assieme il quadro di un’antica potenza in pieno declino, impoverita e prossima a soccombere, dotata di una cultura che confinava con la bizzarria.

Nulla è inventato, i testi di magia che cito esistono per davvero, i rituali religiosi o di corte vengono dai pochi testimoni che ne hanno lasciato memoria scritta. Anche il tema di fondo, che non anticipo, deriva da leggende e credenze di origine mitica o mistica.

Per questo non amo che si parli, a mio riguardo, di fantasy. È un genere nobilissimo, ma non è il mio. La fantascienza ha rapporti tenui con la favola. È piuttosto la proiezione nel futuro, attraverso ipotesi tecnologiche, economiche, sociali, di eventi accertati o di credenze collettive. Anche se riferiti a un passato che pare remoto, come il medioevo che provo a tratteggiare.

Uironda di Luigi Musolino – Recensione a cura del Club GHoST | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul sito del Club GHoSt è apparsa una bella recensione a Uironda, raccolta di racconti di Luigi Musolino. Ne estraiamo un brano:

Un perfetto esempio dello stile vivido e descrittivo prediletto da Luigi ci viene dato dal primo racconto, L’isola e l’abisso, il cui incipit è la cruenta e scioccante descrizione di un disastro aereo. Ma se lo sparuto ed eterogeneo gruppo di superstiti a mollo nell’Oceano crede di essersi lasciato il peggio alle spalle dovrà ricredersi quando approderanno su una misteriosa e stranissima isola. Questo primo racconto è l’unico della raccolta che attinge dichiaratamente a un topos tradizionale dell’immaginario e delle leggende (lo zaratan o isola vivente), mentre per il resto le storie contenute pur rielaborando in sostanza archetipi dell’horror si abbandonano a suggestioni perturbanti che hanno la loro radice nella modernità.

Sinossi

Esplorazione. Cos’è la letteratura se non l’esplorazione, la ricerca e il superamento di nuovi confini? Uironda di Luigi Musolino è anche un luogo, ma in primis è un confine, un confine tra la luce e l’oscurità, tra il noto e l’ignoto. Uironda è la Paura, ma non quella dell’oscurità o dell’ignoto stessi, ma quella più grande, quella della scelta. Scegliere se compiere il salto, assumersi la responsabilità, o più semplicemente reificare le proprie paure e cedere all’orrore. Difficile trovare un nero più nero (come una “notte nella notte”, proprio per citare uno dei racconti della raccolta) di quello in cui ci troviamo “impeciati” in queste dieci storie, dai toni cupi e spesso disperati (spesso ma non sempre, a volte s’intravede un flebile spiraglio di speranza, magari proprio nell’accettazione di quel nero più nero). A rendere questo nero ancora più oscuro e affascinante è il linguaggio, lo stile di questi racconti, che pur partendo da un tessuto realistico nonché contemporaneo, si contorce, come una pianta rampicante, sino ad avvolgerci e catturarci per poi scaraventarci in una nuova dimensione, grazie anche all’uso di termini desueti, di onomatopee, con il loro richiamo a suoni ancestrali.

L’autore

Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino. All’attività di scrittore affianca quella di editor e traduttore. Nel 2008 inizia a collaborare con la Dagon Press per cui cura e si occupa delle traduzioni delle raccolte Rivelazioni in nero (2010) e Ritratti al chiaro di luna (2010), di Carl Jacobi. Tra le sue altre traduzioni più importanti i romanzi I vermi conquistatori di Brian Keene (Edizioni XII, 2011; Mondadori, 2014) e Torture sottili di Lisa Mannetti (Kipple Officina Libraria, 2016).
Come scrittore si impone all’attenzione del pubblico come vincitore di molti concorsi letterari, tra cui il trofeo RiLL due volte, nel 2010 e nel 2012, e il premio Hypnos nel 2016. Nel 2014 e nel 2015 vengono pubblicati due volumi dal titolo Oscure Regioni, antologia di venti racconti in due volumi edita da Wild Boar Edizioni, che si configura come un disturbante viaggio regionale alla scoperta delle leggende e delle creature dell’immaginario folcloristico italiano.
Suoi racconti sono stati pubblicati in America, Irlanda e Sud Africa.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Luigi Musolino, Uironda
Copertina di Franco Brambilla
Introduzione di Andrea Vaccaro

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato cartaceo – Pag. 248 – 15.00 € – ISBN 978-88-98953-93-6
Formato ePub e Mobi – Pag. 272 – 3.95 € – ISBN 978-88-98953-94-3

Link

Tutta «culpa» del climate change, così è caduto l’Impero Romano – Il Sole 24 ORE


Sul Sole24Ore una recensione a un libro storico particolare, che indaga le cause della caduta dell’Impero romano d’Occidente e le individua – non è la prima volta che sento ciò – nei cambiamenti climatici dell’epoca, alternanze tra freddo e caldo che pare siano state effettivamente riscontrate nei carotaggi in giro per l’Europa e non solo. Kyle Harper, autore di Il destino di Roma, sembra trovare tra le pieghe nascoste della Storia e delle dinamiche sociopolitiche ed economiche di quell’era il senso delle costrizioni dettate, alla popolazione umana, dagli sconvolgimenti climatici e dalle relative carestie e pestilenze. Un estratto:

L’Impero Romano progredì demograficamente ed economicamente fino al 150 d.C., grazie a un optimum climatico iniziato intorno al 200 a.C. Una fase di breve durata, quasi perfetta, con un clima caldo e umido che consentiva un ciclo economico virtuoso. I raccolti erano abbondanti e sempre più terreni messi a coltura. La popolazione poteva crescere e sfamarsi. L’estensione e la pacificazione delle rotte di navigazione e del sistema viario consentì un incremento del commercio che fece aumentare i redditi reali, tenendo in scacco la trappola malthusiana.
L’intensificazione degli scambi commerciali, con il flusso verso Roma di persone e animali esotici, e l’addensarsi nella città di un milione di abitanti, in condizioni igieniche precarie, generava anche l’opportunità per la diffusione di nuovi e aggressivi agenti infettivi.
L’esplosione di aggressività degli agenti infettivi coincise con l’inizio, intorno al 150 d.C. di una fase climatica di «transizione», che arrivò fino al 450, durante la quale si verificarono siccità, raffreddamenti, aridità e interruzioni nelle inondazioni del Nilo. I cristiani/pagani (a scelta) erano messi sotto accusa. Ma le cause furono i sistemi meteorologici nell’Atlantico, El Nino, l’effetto monsonico e l’attività solare. Intorno al 450 arrivò una piccola glaciazione, che proseguì fino all’ottavo secolo, con diversi anni senza stagione estiva, in coincidenza di un minimo di attività solare e un massimo di attività vulcanica. Le temperature crollarono e le inondazioni aumentarono. La dea Fortuna aveva voltato le spalle a Roma.

Quante analogie riuscite a trovare con la nostra epoca, così progredita, come mai è capitato nella storia dell’umanità, e quel periodo lontano e non così lontano dall’oblio? È una domanda che mi faccio spesso: sarà vero che siamo soltanto noi la causa del riscaldamento globale? E se fosse, invece, un ripetersi ciclico di variazioni e il business verde risultasse soltanto, quindi, un solo nuovo modo di far business? Il Liberismo sarebbe capace di ciò…

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

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