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Archivio per Editoria

1000° post: adunanza connettivista a Torriglia! | NAZIONE OSCURA CAOTICA


Come detto sul blog della NazioneOscura, nel prossimo weekend i connettivisti si ritroveranno a “Villa Kremo”, presso Torriglia in provincia di Genova, nella residenza presidenziale del Presidente della Nazione Oscura ed editore di Kipple Officina Libraria, Lukha B. Kremo.

Come in tutte le cose complicate e articolate, i contorni di una e dell’altra entità si mischiano, così i connettivisti sono in buona parte nell’organico della NazioneOscura mentre essa ha nella sua linea governativa elementi esterni al Movimento; la casa editrice, poi, è un coacervo degli uni e degli altri, ma osserva una linea editoriale autonoma e spesso non coincidente con nessuna delle altre due entità artistico_creative_politiche.

In tutto ciò, nel prossimo weekend ci si ritroverà a numero chiuso per una sorta di NeXT-Con privata, da cui

da questi tre giorni usciranno le nuove decisioni prese, che saranno presto diramate.

Le decisioni, ovviamente, riguarderanno la triade di entità che nemmeno gli schizofrenici potrebbero gestire con giusta integrità referenziale e mentale; e sì, sarà un delirio tale che Villa Diodati impallidirà al solo confronto. KeepTalking!

Cliquot Edizioni presenta “La cosa marrone chiaro” di Fritz Leiber | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’antologia dedicata a Fritz Leiber intitolata La cosa marrone chiaro. L’autore è noto per le sue mappe urbane, per l’esaltazione dei particolari e significati esoterici, fattori memetici legati al luogo e ai simboli occulti. Un estratto della segnalazione:

La cosa marrone chiaro e altre storie dell’orrore ripercorre per intero la carriera artistica di uno dei più eclettici maestri del fantastico, dalle storie degli anni Quaranta di scienziati pazzi e uomini atomici uscite direttamente dalle pagine della mitica rivista Weird Tales, agli orrori più maturi ed elaborati dei decenni successivi, attraverso tutte le fasi artistiche dello scrittore come il periodo lovecraftiano e quello junghiano per concludere con l’esperienza postmoderna degli anni Settanta e Ottanta, e passando in rassegna i suoi temi più cari compreso quello che l’ha reso maggiormente famoso: l’incubo urbano delle oscure entità “paramentali” generate dagli umori mefitici delle megalopoli moderne.

Recensione ad Adyton, di Diana Maat – Su Finziʘni | KippleBlog


Sul blog Finziʘni è apparsa una recensione ad Adyton, la silloge di Diana Maat edita da KippleOfficinaLibraria. Ci piace notare come nella critica sia stata colta l’essenza dell’autrice, ecco parte della recensione:

Diana Maat in questi suoi versi misterici ci invita ad intraprendere un viaggio, un viaggio segreto e a tratti destabilizzante. Quella che si snoda tra le diverse sezioni è una poesia della natura, una poesia magica abitata da dei, animali, erbe e piante. Spunta un «bucaneve tra le torri», «palme», ortiche, la rosa canina, il basilico, il timo, le more, i mirti; bestie selvagge, cigni, lepri, vipere… serpenti guardiani della saggezza, custodi del sapere, abitanti del ventre della Madre Terra.

È «Eden» e poi «Inferno»,  serafini ed «angeli obliqui», polpastrelli e sangue e riti magici. È una poesia selvaggia e pacificante allo stesso tempo, detentrice di verità e di misteri, una poesia terrificante e rassicurante. I versi della Sacerdotessa contengono l’«eco notturno», il canto, il silenzio, promesse e sacrifici, la morte e la rinascita. Decifrare è inutile, bisogna leggere, sedersi nel cerchio, partecipare al cosmo, sentire scorrere la musicalità dei versi, accogliere le parole semplici eppure potenti. Io ho fatto così. Ho permesso a Diana Maat di essermi da guida nel viaggio sapiente, e sto ancora camminando nella Natura.

Nella parte finale della recensione compare un’intervista all’autrice.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli e interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Diana Maat, Adyton
Kipple Officina Libraria

Collana Versi Guasti – Pag. 68 – 9.99€
Formato Cartaceo – ISBN 978-88-98953-45-5

Collana Versi Guasti – Pag. 37 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-39-4

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Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien, a cura della Società Tolkeniana Italiana. Un’opera assolutamente irrinunciabile per chi ama muoversi nei mondi tolkeniani, nella Terra di Mezzo, in ogni anfratto appena rivelato della saga del Signore degli Anelli.

Tolkien, alla maniera dei cantori dell’antichità, non si è accontentato di scrivere storie avvincenti, di creare personaggi icastici ricollegabili, in modo più o meno diretto, alle leggende e alle tradizioni di riferimento: egli ha inteso edificare una sorta di teatro del mito, una cornice, o per continuare con l’immagine drammaturgica, un proscenio, in cui far muovere i suoi personaggi e mettere in scena i loro drammi. E come ogni teatro che si rispetti, anche il suo è completato da delle Quinte che danno su d’un fondale scuro e misterioso. Tolkien come un impresario immaginoso e onnipotente, ha imbastito le sue Quinte fantastiche in cui si parlano lingue sconosciute, eppur perfettamente coerenti, che narrano di leggende dal grande fascino. Questo “teatro” è connaturato da una ricchissima e variopinta articolazione filosofica, sociale  e culturale atta a rendere verosimile ciò che a rigor di logica non potrebbe esserlo. Il suo edificio mitologico è una sorta di Eden privato – e mai completamente perduto –, rappresenta una formidabile apoteosi che, come dianzi detto, giunge a sfiorare i vertici della maggiore tradizione letteraria europea. Tuttavia una costruzione così ambiziosa e complessa, rischia in chi vi si avventura d’ingenerare confusione, perfino sgomento. Ed ecco, allora, che s’avverte l’esigenza di una guida che ci aiuti a orientarci nei meandri della sua più straordinaria invenzione geografica, la Terra di Mezzo. È in ragione di ciò che Bompiani ha inteso riproporre quello che può essere non a torto considerato un classico nel suo genere, il Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien. Questa nuova versione segue quelle editate da Rusconi (1999), e della stessa Bompiani (2003). Si tratta in realtà d’una versione corretta, aggiornata e ampliata, capace di soddisfare anche i palati più esigenti in fatto di narrativa fantasy, e in special modo di quella tolkieniana.

A metà strada fra la formula del dizionario e quella enciclopedica, il Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien, si allontana dal didascalismo tipico di questo genere di pubblicazioni, configurandosi come un’agile, puntuale, ed esaustiva guida (una sorta di navigatore, per usare le parole di Gianfranco de Turris) al cosmo immaginifico dello scrittore britannico.

Dalla mitica Anduril che fa il paro con l’ariostesca Durlindana, ai celeberrimi Anelli del Potere, passando per la placida contea Hobbit solcata dal fiume Brandivino (altro elemento in comune con i cicli e le narrazioni dell’antichità), ai mitici Elfi, fino alla dettagliatissime schede dedicate a Frodo Baggins e agli altri suoi compagni di ventura: questo e tanto altro ancora compone il meraviglioso puzzle contenuto nelle pagine di questo tomo, un contenitore magico, una sorta di vaso pandoriano colmo di prodigi e meraviglie.

Il Paradiso degli Orchi: Freakshow | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su IlParadisoDegliOrchi è apparsa una bella recensione al Premio Kipple 2016, FreakShow, di Pee Gee Daniel. Eccone un estratto:

Il piacere comincia dalla copertina, con il fascino ipnotico della straordinaria illustrazione di Ksenja Laginja. E per chi ha scelto il formato cartaceo il piacere continua al tatto (ah, il contatto fisico col libro!) con quella consistenza opaca, quasi gommosa, che pare qualità intrinseca all’immagine della chioma polipoide. Una copertina irresistibile.

Poi c’è la bella sorpresa del linguaggio. Linguaggio color seppia, antichizzato, col sapore della Belle Époque, costruito sapientemente sulla lingua antica depurata dalla pletora e recuperata nella cerimoniosa fluidità. Operazione raffinata e precisa dall’effetto piacevolissimo. Ben si addice allo spirito del tempo dei baracconi e del circo Barnum, e di quel capolavoro di Tod Browning che è Freaks (1932).

Proiettata di duecento anni nel futuro, e non avendo trovato competitori alieni, l’umanità ha colonizzato tutto il possibile nel sistema solare, diffondendo il proprio bagaglio di pregi e virtù senza che nulla cambiasse. Allevatori e contadini, i coloni sono quanto di più tradizionale esista, pur vivendo su lune e pianeti terraformati con opportune bonifiche. In particolare a Demopolis, cittadina di Europa (il ben noto satellite di Giove) la vita trascorre nella più noiosa e antiquata routine. Così, quale provvidenziale forma di distrazione e svago, è ben gradito l’arrivo del Circo Korallo con le sue attrazioni. Non si tratta di numeri acrobatici, quanto del tipico ottocentesco carrozzone degli scherzi di natura: il nano, le gemelle siamesi separate solo dalla vita in su, l’uomo tricheco, l’uomo mezzobusto, la donna barbuta, la donna cannone, l’uomo stecco e gli idioti sapienti. A cui si aggiungono personaggi più “normali” come il ventriloquo, il super forzuto e il mangiatore di prede vive, tutte abilità talmente mostruose da non sfigurare in mezzo agli altri fenomeni. Lo spettacolo ha grande successo perché, da che mondo è mondo, il “normale” ha bisogno del “diverso” per provare una svariata gamma di emozioni. L’orrore, per sentirsi rassicurati dall’essere nella norma. La pietà, per sentirsi più buoni. Il disprezzo, per sentirsi protetti. Così la sfilata della brava gente davanti ai baracconi dei fenomeni offre ai fenomeni stessi una bella carrellata delle miserie umane. A orchestrare il tutto c’è l’astuto impresario Korallo, che nella sua identità di sfruttatore/benefattore si fa interprete di tutta l’umana ambiguità. Così ogni giorno lo spettacolo ricomincia.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 200 – € 15.00 — ISBN 978-88-98953-68-4
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

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Il libro segreto. Magnus Chase e gli dei di Asgard | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione de Il libro segreto. Magnus Chase e gli dei di Asgard, di Rick Riordan, ovvero una corsa sfrenata tra le mitologie norrene. Una spiegazione esaustiva di cosa c’è nel libro è qui:

Anche la mitologia norrena ora ha il suo Libro segreto. Dopo aver iniziato a narrare le avventure di Magnus Chase, un sedicenne entrato nel Valhalla a seguito del combattimento con un gigante, Rick Riordan ha deciso di far conoscere meglio ai suoi lettori le gesta di Odino, Thor, Loki e di tutte le varie creature che compongono il pantheon nordico. Ecco quindi la pubblicazione di Il libro segreto. Magnus Chase e gli dei di Asgard, guida che illustra le caratteristiche del mondo – o meglio dei nove mondi sorretti dai rami di Yggdrasil – e di coloro che lo abitano. Il formato è lo stesso di Il libro segreto. Eroi dell’Olimpo, pubblicato in italiano all’inizio del 2017. Riordan, non va dimenticato, prima di iniziare la sua attività di romanziere ha insegnato per parecchi anni, e fra le materie di cui si occupava c’era anche la mitologia. I suoi romanzi, ambientati in un contesto moderno, nascono da una profonda conoscenza di quelle antiche storie e dal desiderio di avvicinarle ai suoi alunni.

Ecco quindi che vari personaggi, a partire da Helgi, direttore di quell’Hotel Valhalla frequentato anche da Magnus Chase, raccontano in modo molto disinvolto le gesta, non sempre nobili, di divinità, entità magiche e creature fantastiche, in attesa della prossima, eroica morte.

“INIZIO E FINE”, DI LUIGIA SORRENTINO | La poesia e lo spirito


Su LaPoesiaELoSpirito una bella recensione di Giovanni “Kosmos” Agnoloni a Inizio e fine, silloge di Luigia Sorrentino che, devo dire, mi ha ammaliato con le sue liriche. Ringrazio Giovanni per avermi reso palese questa poetessa, che conoscevo solo di nome.

Le liriche di Luigia Sorrentino raccolte in Inizio e fine sono impregnate dell’intensa verità e dell’inequivocabile puntura di significato dei sogni più nascosti, quelli più difficili da decifrare, ma dove, se ci entri, afferri, come un insetto colto al volo, un’irrefutabile risposta. Al tempo stesso, ogni parola delinea una molteplicità di percorsi, creando così reticoli di immagini che sembrano diffondersi ad alone intorno ai versi. Quasi che ognuna di esse fosse il precipitato di tutta una costellazione di possibilità rimaste inespresse, e pur tuttavia presenti.

per tutta l’estate gli alberi piansero
sangue vischioso
l’occulto si era disciolto sulla corteccia
bruna

venne a renderci omaggio
l’opacità delle cose ultime

l’ultima stagione ci lasciò
in un’angoscia secca
eravamo caduti nell’ordine
della fine

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

Parole Loro

"L'attualità tra virgolette"

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

“Non so niente della coscienza”, disse Suzuki. ” Io cerco solo d’insegnare ai miei studenti ad ascoltare il canto degli uccelli”.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

Dungeons&Dragons

La storia di Esma cirith

mondo dolce

Food Lover.

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improvvisazioni di poesia

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Torte del passato riviste in chiave moderna

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Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

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