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ABEditore presenta “Il Gioiello dalle Sette Stelle” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine una recensione a un romanzo che lessi decadi fa, che mi lasciò l’amare in bocca proprio per le ultime due pagine; ora so perché: Il Gioiello dalle Sette Stelle, di Bram Stoker, riproposto ora da ABEditore.

Il signor Trewlany viene misteriosamente aggredito nel suo studio e cade in una strana catalessi di cui non si comprendono le cause. L’avvocato Malcolm Ross, la figlia Margaret, il medico di famiglia e un detective di Scotland Yard si adoperano fin da subito per capire cosa sia accaduto e ben presto scoprono che vi è una connessione tra quanto sta accadendo e la professione di egittologo della vittima. Tra diari di viaggio e resoconti dal passato, Ross scopre che Trewlany e un collega hanno dedicato gran parte della loro carriera a indagare sulla tomba e sulla figura della regina Tera, una sovrana egizia probabilmente dedita alle arti magiche. Dopo quattro giorni di sonno, l’egittologo si risveglia e rivela di voler mettere in atto un “grande esperimento” per ricongiungere lo spirito della regina con il suo corpo, conservato in un sarcofago a casa Trewlany. Durante lo svolgimento del rituale, però, qualcosa va storto…

È proprio il finale la particolarità del romanzo di Stoker: quando Il gioiello dalle sette stelle venne pubblicato per la prima volta nel 1903, l’epilogo proposto dall’autore irlandese, aperto e drammatico, aveva sconcertato e deluso i lettori portando a uno scarso gradimento dell’opera. Nel 1912 uscì poi una seconda versione del romanzo, che presenta un finale alternativo scritto da Stoker a seguito delle forti pressioni del suo editore. In questa edizione la storia si conclude con un lieto fine. ABEditore propone una nuova edizione dell’opera, che dà la possibilità al lettore di scoprire entrambe le versioni dello scritto di Bram Stoker.

L’incipit delle “Radici dell’orrore” @InnsMouth, Delos Digital


In esclusiva, ecco l’incipit del mio racconto lungo Radici dell’orrore, pubblicato pochi giorni fa nella collana weird “InnsMouth, per i tipi di Delos Digital; buona lettura!

Era comparso all’improvviso, come se svoltando l’angolo ci si ritrovasse davanti il suo viso affilato, il respiro del male come una zaffata di alitosi. Ma non c’erano angoli visibili, , non c’era nessuno spigolo di un qualche fabbricato o d’incroci stradali. Davanti a me c’era la via aperta, dritta, il giorno era pieno e nessuno mi era intorno; eppure lui era improvvisamente sbucato dal nulla, guardando aquilino alla mia sinistra: nemmeno mi aveva visto, né sembrava interessato a me.
I suoi baffetti erano inequivocabili, ma il suo vestiario e il cappello verde militare erano sobri e borghesi, come quello indossato dalla gente comune negli anni ’30; il colorito del volto era terreo e nemmeno il suo sorriso più solare avrebbe reso lieve il momento. Hitler era spuntato fisicamente da una sacca del reale che non potevo definire in nessun altro modo che quantica, e si dirigeva verso il centro del paese sopra Trento, dove mi trovavo per lavoro. Lui doveva essere morto da cent’anni almeno, calcolai, ma il viso che vedevo era quello di un uomo che si approssima alla mezz’età; la vertigine del reale mi toglieva il respiro, però la falcata della sua camminata era caratteristica e altrettanto reale: cosa stava succedendo?
— Ehi! — gridai. I passanti dell’altro marciapiede si voltarono bruschi verso di me, chiedendosi cosa volessi. — No, guardate, non dicevo a voi… — proferii a mo’ di scusa — è che…
“È che cosa?” mi dissi, prima di finire la frase. Cosa potevo dir loro, che “Dal nulla è sbucato fuori Adolf Hitler”?

L’ebook è acquistabile qui a 1.99€, mentre la quarta suona così:

In un borgo a nord di Trento, nel prossimo futuro, potrà davvero capitare di veder camminare un giovane Hitler, appena scampato alla Grande Guerra, diretto verso la birreria dove pronuncerà il suo primo discorso politico?
In un vortice di rimandi e ricordi, di populismi e di teorie indimostrabili sul passato arcaico terrestre, la storia di due antiche città romane riemerge dall’oblio e narra dell’energia mai sopita di due suoi anonimi abitanti, legati dal colore verde e perpetuati nel tempo dal gorgo occulto che governa l’economia postmoderna: il loro ruolo sarà davvero il collante di una speranza capace di bucare le illusioni dello spaziotempo?

 

 

Le mini recensioni di Horror Magazine – Notte di nozze | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la piccola recensione a Notte di nozze, di Marco Spelgatti, edito da Edizioni Hypnos; un estratto:

Si racconta L’Orrore di Dunwich di H.P. Lovecraft dal punto di vista del personaggio Lavinia Whateley. Spelgatti non vuole certo imitare o fare il verso al buon HPL, anzi se ne allontana e scava nei sentimenti, rimesta nella rabbia e nella tristezza e nelle speranze tirando fuori tutto quanto di non detto c’è in Lovecraft. Perché sono le cose taciute che creano aspettativa e sciupano il presente. E così Lavinia ci racconta com’è essere diversi e soli, cosa vuol dire non essere abbastanza per gli altri, quello che si prova a non avere posto in nessun luogo e in nessun tempo. Ma allo stesso tempo racconta che è possibile bastare a se stessi e che la vita risiede anche nel compromesso. Con Notte di nozze, Marco Spelgatti ci racconta una storia che da conosciuta si fa inedita con uno linguaggio che è carezza e furia. 

Radici dell’orrore @ InnsMouth, Delos Digital


Reitero la segnalazione di Radici dell’orrore, mio racconto lungo uscito nell’ambito della collana weird di DelosDigital, InnsMouth, diretta da Luigi Pachì. Questa è la quarta:

In un borgo a nord di Trento, nel prossimo futuro, potrà davvero capitare di veder camminare un giovane Hitler, appena scampato alla Grande Guerra, diretto verso la birreria dove pronuncerà il suo primo discorso politico?
In un vortice di rimandi e ricordi, di populismi e di teorie indimostrabili sul passato arcaico terrestre, la storia di due antiche città romane riemerge dall’oblio e narra dell’energia mai sopita di due suoi anonimi abitanti, legati dal colore verde e perpetuati nel tempo dal gorgo occulto che governa l’economia postmoderna: il loro ruolo sarà davvero il collante di una speranza capace di bucare le illusioni dello spaziotempo?

L’ebook è acquistabile qui e su altri store online al prezzo di 1,99€.

Edizioni Hypnos presenta “Un buio diverso. Voci dai Necromilieus” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Un buio diverso, antologia di Luigi Musolino edita da Hypnos, imperdibile:

Esistono geografie del macabro, luoghi in cui il Male ristagna e prolifera, varchi sull’inconcepibile. Necromilieus. Nelle cantine dei palazzi di periferia, nelle campagne infestate di cascinali, negli uffici, nelle scuole, nelle fabbriche, negli appartamenti dove consumiamo i riti quotidiani, gli araldi dell’ignoto premono sul reale e i loro volti hanno i lineamenti delle nostre paure, delle nostre mancanze e delle nostre nevrosi.

AndromacA – Cielo Cadmio


CieloCadmio è un magnifico esperimento di Stefano Bertoli e Ksenja Laginja, presentato al Festival Internazionale della Poesia di Genova dell’11 giugno scorso; questa è la magnifica performance del duo AndromacA, da incastonare…

Radici dell’orrore | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Radici dell’orrore, mio racconto lungo uscito nell’ambito della collana weird di DelosDigital, InnsMouth, diretta da Luigi Pachì. Questa è la quarta:

In un borgo a nord di Trento, nel prossimo futuro, potrà davvero capitare di veder camminare un giovane Hitler, appena scampato alla Grande Guerra, diretto verso la birreria dove pronuncerà il suo primo discorso politico?
In un vortice di rimandi e ricordi, di populismi e di teorie indimostrabili sul passato arcaico terrestre, la storia di due antiche città romane riemerge dall’oblio e narra dell’energia mai sopita di due suoi anonimi abitanti, legati dal colore verde e perpetuati nel tempo dal gorgo occulto che governa l’economia postmoderna: il loro ruolo sarà davvero il collante di una speranza capace di bucare le illusioni dello spaziotempo?

L’ebook è acquistabile qui e su altri store online al prezzo di 1,99€.

Hypnos Day: pronti per un sabato weird? | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’HypnosDay, che si terrà domani 11 giugno a Milano, alla UESM Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone 8. Un estratto:

Si potrà trascorrere un intero pomeriggio all’insegna del weird. Il fulcro nonché l’atto finale della manifestazione sarà rappresentato dalla proclamazione dei vincitori della IX edizione del Premio Hypnos, indetto annualmente dalla CE milanese; prima del piatto forte della giornata però si potrà assistere a una serie di “aperitivi” davvero stuzzicanti e non meno attraenti.

Come al solito l’evento sarà suddiviso in più fasi e comprenderà anche le presentazioni delle ultime opere pubblicate da Edizioni Hypnos, vale a dirsi L’anno delle volpi di Cristiano Demicheli e Un buio diverso di Luigi Musolino, non a caso due autori che in passato sono risultati entrambi trionfatori del Premio Hypnos; vi saranno anche importanti annunci quali il programma delle uscite previste per l’autunno/inverno e la possibilità di acquistare l’antologia “Strane Visioni Digital 3”, già uscita in formato digitale nei mesi scorsi nell’ambito della collana Strane Visioni Digital. Da notare che per chi ha effettuato l’abbonamento alla collana in questione in e-book la propria copia cartacea sarà in omaggio.
Dulcis in fundo, il curatore Andrea Gibertoni annuncerà quali saranno gli altri 6 racconti che andranno a unirsi agli 8 già selezionati (i finalisti del Premio vengono inclusi automaticamente) per comporre la griglia della seconda stagione di Strane Visioni Digital.

Weird Book presenta “La casa delle scolopendre e altri inferni” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di La casa delle scolopendre e altri inferni, di Nicola Lombardi, edito da WeirdBook; un estratto:

“Aveva una scolopendra fra i capelli. Le si insinuò sotto una ciocca, facendogliela ondeggiare come se fosse mossa da qualche spiffero inesistente. Col suo grappolo di zampette esili scomparve lesta, e la donna si ravviò con indifferenza la chioma stopposa”.

Raccolti per la prima volta in volume, questi tredici racconti ci accompagnano a sbirciare dagli spiragli aperti nelle pareti più buie della fantasia, fessure oltre le quali ardono le fiamme inquiete, invitanti, dei mille piccoli inferni che si nascondono nella nostra mente. Tra case infestate, mostruosi burattinai, possessioni, cadaveri che riemergono dal passato, creature informi e demoni divoratori di peccati, Nicola Lombardi ci invita a entrare nella dimensione delirante e sanguinaria della sua immaginazione.

Intervista a Cristiano Demicheli | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine una bella intervista a Cristiano Demicheli, autore di L’anno delle volpi, ma non solo; un estratto dalla chiacchierata;

Ciao Cristiano, innanzitutto grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande e benvenuto su Horror Magazine. Domanda per rompere un po’ il ghiaccio che, anche se banale, serve a togliermi una curiosità personale. Dopo la precedente antologia Cronache della Val Lemuria uscita ormai 3 anni orsono, come è nata l’idea di un romanzo? E in particolare, un romanzo dalla struttura così insolita, che potremmo quasi definire “a episodi”. Insomma, come ti è scattata la scintilla?

CD: Ciao e grazie dell’invito. L’Anno delle Volpi è nato proprio perché, dopo le Cronache, volevo tornare in Val Lemuria e continuare l’esplorazione di questa realtà che è vicina alla nostra eppure lontanissima. L’idea di un fantastico dietro casa è per me mille volte più affascinante di qualsiasi mondo perduto o dimensione parallela. Per quanto riguarda la scelta del romanzo, mi è sembrata quasi obbligata: dopo l’impressionismo delle Cronache volevo offrire una specie di grande affresco, un “Giudizio Provinciale” di ampio respiro (in questo, credo, mi ha influenzato anche la rilettura dei classici russi). Da qui è sorta l’idea del ballo delle volpi, che è poi la chiave del libro, perché, se ci pensi, i personaggi sono proprio come figure di un cotillon o qualche ballo del genere: si prendono, si lasciano, si riprendono senza fermarsi mai. Vivono, insomma.

Una delle prime caratteristiche che salta subito all’occhio è la qualità – elevatissima – della tua scrittura. Non che il precedente lavoro mancasse di questo, tutt’altro, ma ho riscontrato un livello ancora più alto di tecnica, unita a una maggiore voglia di comunicare col lettore, il non essere solo una semplice voce che narra le storie e gli avvenimenti. È così o mi sbaglio?

CD: In effetti ho lavorato abbastanza sul linguaggio. La difficoltà è la misura, ovviamente: se eccedi diventi ampolloso o compiaciuto, ti parli addosso; se lo limiti a pochi tocchi, l’effetto che ottieni è quello di un tappeto persiano in una baracca. Bisogna mescolare bene perché le parole desuete, gli arcaismi, gli idiotismi si amalgamino al resto, senza spiccare, senza stonare. Il risultato finale, se tutto va bene, è un dettato scorrevole ma “straniante”. Ho cercato di portare un po’ di atmosfera nella forma, oltre che nei contenuti. Non voglio che il lettore si senta a casa propria mentre legge: deve sentirsi in Val Lemuria.

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