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Archivio per Editoria

Negli Oscar Mondadori il vol. 3 de “Il sole dell’avvenire”: “Nella notte ci guidano le stelle” – Eymerich.com


Novità per Valerio Evangelisti, ne parla qui:

Gli Oscar Mondadori, collana 451, hanno appena ristampato il vol.3 del romanzo di Valerio Evangelisti Il sole dell’avvenire, intitolato Nella notte ci guidano le stelle. Le tre parti del romanzo possono essere lette in maniera indipendente, sebbene si tratti delle vicende di uno stesso gruppo di famiglie romagnole, dall’età post-risorgimentale al 1950.

La nuova ristampa del romanzo fa parte di un progetto di riproposizione dei tre volumi con nuove copertine.

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Sensorium, il sesso quantico


Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.
Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

Questa è la quarta di Sensorium, racconti di sesso quantico scritti da me. La pubblicazione edita da Delos Digital è disponibile in ebook e in cartaceo, in autunno altre date di presentazioni per il SensoriumTour. KeepTalking!

Lankenauta | I Ching


Seconda recensione per I Ching, di Aleister Crowley. Questa è molto più completa, dettaglia di molte note esplicative (anche tecniche) l’approccio misterico, occulto ed enegretico che Perdurabo operava sull’argomento. Un estratto della rece:

Comunque stiano le cose quanto pubblicato da “Tre Editori” rappresenta Aleister Crowley nella sua versione di studioso e l’aspetto della “Grande Bestia” non viene contemplato se non in riferimento alla prima appendice biografica al libro, “Crowley, I Ching e Mussolini”, a cura del traduttore Giorgio Ritter. Stephen Skinner nell’indispensabile presentazione a “I Ching” di Aleister Crowley semmai ha voluto precisare come quella del “mago” inglese non sia una vera e propria traduzione dell’antico sistema divinatorio cinese, piuttosto “una modifica della traduzione di [ndr: James] Legge” (pp.19). Mentre fino ad allora “Il libro dei mutamenti”, sotto l’influsso del pensiero confuciano, veniva considerato un classico taoista o letterario, “nel contesto della filosofia, dell’etica e della morale” (pp.10), le cose cambiano con Crowley che, significativamente, volle tornare allo spirito dei suoi creatori originali e quindi ad un vero e proprio strumento di divinazione. Skinner ricorda quindi Carl Jung, che sviluppò una teoria della sincronicità volta a spiegare quello che la razionalità occidentale non poteva contemplare, il significato degli esagrammi e dei trigrammi, il rapporto yang con yang, yin con yin, la versione “magica” di Crowley alla luce della Cabala. Così infatti scrive “To Mega Therion” subito ad introduzione del suo adattamento: “L’I Ching ha forma matematica e filosofica. La sua struttura è affine a quella della Cabala. Gli strumenti sono semplici e cinque minuti sono sufficienti per ottenere una risposta esauriente a qualsiasi domanda, tranne gli interrogativi più oscuri” (pp.25).

Interventi e parafrasi che riconducono “I Ching”, nella versione del “mago”, a una coltissima saggistica, ad una sorta di proposta manualistica, piuttosto che ad una semplice traduzione di letteratura arcaica cinese. E con una sua logica Crowley, come ricorda Ritter citando John Symonds, già prima dal 1920, consultava regolarmente Il Libro dei Mutamenti: “L’oracolo cinese aveva parlato e Crowley annotò enfaticamente nel diario che soltanto la risposta dell’I Ching lo aveva indotto a partire per Cefalù” (pp.159). L’esito del soggiorno non fu dei migliori, le profezie che furono annotate successivamente nel suo “Diario magico” si realizzarono solo in parte, mentre “aveva ben visto che i comunisti e il resto dell’opposizione della politica italiana sarebbero stati trattati da Mussolini proprio come era stato trattato lui” (pp.162). Al di là dei risultati si comprende ancora una volta come in Crowley lo studio di questi antichi testi fosse finalizzato a supportare la sua attività di indovino; e difatti Skinner ci ricorda come si sentisse tutt’al più in sintonia “con l’orientamento filosofico del Taoismo che con la visione confuciana della vita […] forse Crowley vide l’etica confuciana come riflesso della rigida struttura sociale dell’Inghilterra vittoriana, da lui assai disprezzata” (pp.21). Del tutto coerente con la personalità anarchica della “Grande Bestia”.

Resistenza: una lotta dimenticata e una vittoria tradita – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione a Sotto l’ombra di un bel fiore. Il sogno infranto della Resistenza, di Cecco Bellosi, resoconto storico romanzato degli anni postguerra italiani e delle dinamiche politiche reazionarie che si sono innescate. Un estratto:

Nelle considerazioni iniziali ed introduttive, così come in tutto il romanzo, risuona l’eco delle analisi di Claudio Pavone, tanto quelle che articolano la Resistenza sui tre piani della “guerra patriottica”, “di classe” e “civile” e che a inizio anni Novanta – all’uscita del suo Una guerra civile – hanno suscitato soprattutto a sinistra accese discussioni, poi ampiamente superate, quanto quelle che dettagliano lo scontro “civile” all’interno del Paese dall’8 settembre ’43 al 25 aprile ’45 come una contrapposizione tra la continuità con il passato e la rottura con esso, tra chi avrebbe desiderato mutare in profondità le strutture economico-sociali e la basi giuridico-politiche di un’Italia finalmente repubblicana che usciva dal ventennio fascista, dai suoi crimini e dalle sue guerre e coloro che, abbandonato il regime al suo ineluttabile destino, auspicavano una sostanziale continuità tra il vecchio e il nuovo Stato.

Per Cecco Bellosi, come per Pavone, la continuità con il passato fascista e la conservazione dello Stato pre-repubblicano hanno prevalso nettamente sulle istanze di rinnovamento e di trasformazione di cui il movimento partigiano si era fatto portavoce e per le quali aveva coraggiosamente combattuto. E perché sia successo questo lo si può spiegare con le stesse parole di Mussolini, che – riporta l’autore – aveva detto «per una volta non a torto: “Io non ho creato il fascismo, l’ho solo tratto dall’inconscio degli italiani”» (p.9).

In sostanza, per indiretta ed inconsapevole ammissione del suo duce, il fascismo sarebbe “l’autobiografia della nazione”, per dirla alla maniera di Piero Gobetti, la sintesi delle sue storiche malattie, che purtroppo non sono state sanate dal passaggio del Paese attraverso la lotta partigiana, ma si sono conservate per poi manifestarsi sotto diverso aspetto sintomatico nella storia repubblicana. Il fascismo – riflette Bellosi – «in sonno, ma mai estirpato, giace nel ventre molle della gente fino a quando gli apprendisti stregoni lo risvegliano», come può accadere ancora oggi in Italia, in «un Paese senza dignità e senza memoria» (p. 9).

E quello della memoria è uno dei grandi temi del romanzo di Cecco Bellosi, che ricostruisce e narra le vicende delle formazioni partigiane delle Brigate Garibaldi nell’area dell’Alto Lago di Como ed in particolare le cruciali giornate dei fatti di Dongo, dell’arresto e della fucilazione di Mussolini, dei gerarchi di Salò e della Petacci. E come spesso succede per i grandi eventi della storia, le molteplici versioni dell’accaduto non coincidono, talvolta addirittura divergono, talaltra si intrecciano e si confondono, soprattutto quando la memoria storica è in stretta correlazione con la narrazione politica che si vuole dare della realtà. Il libro che Cecco Bellosi scrive in forma di romanzo intende pertanto fornire un contributo alla ricostruzione dei fatti e delle vicende della Resistenza nella regione dell’Alto Lago di Como e lo fa partendo dalla ferma convinzione che siano soprattutto le memorie dirette, i racconti e le parole dei protagonisti a costituire il materiale più autentico con il quale ricostruire la cornice e il quadro del passato storico, per ovviare tanto alle storture di letture ideologicamente prevenute e tendenziose o semplicemente conformiste, quanto all’ufficialità cattedratica della storiografia accademica, rispetto alla quale Bellosi in più punti del libro tende a voler segnare le distanze. E forse eccessivamente, perché se è pur vero che il ricordo del vissuto di chi la storia l’ha fatta ha un valore prezioso, quasi inestimabile, è altresì evidente che il lavoro dello storico, per punto di osservazione, metodo di analisi e finalità di ricerca, sia e debba opportunamente essere altro dalla memoria diretta di chi fu attore di un evento storico, anche grande e di cruciale importanza come la lotta partigiana in Italia.

Anticipazioni mondadoriane di agosto 2018 | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine le anticipazioni da edicola di Mondadori; in evidenza, alcuni numeri di Urania che riguardano, tra gli altri, Paul Di Filippo e il già citrato Ian McDonald.

Delos Digital presenta “La pelle del Re” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione de La pelle del Re, romanzo di Fabio Lastrucci edito da Delos Digital. Parliamo di una storia particolare, che coinvolge Stephen King in persona; eccovi la sinossi:

L’infernale villain di un libro di Stephen King è saltato fuori dalle pagine del suo romanzo per attuare una vendetta sanguinaria cresciuta all’ombra delle classifiche dei bestseller mondiali. Dietro il naso finto del killer si nasconde l’avversario di una vita, sguinzagliato nella lugubre villa del Re dell’horror in cerca di soddisfazione e, in un vorticoso inseguimento, cercherà di attuare i propri propositi andando a caccia della gatta-portafortuna Sally.
Basta non si risveglino gli altri “colleghi” che infestano gli incubi dello scrittore, tutti maledettamente somiglianti ai tranquilli abitanti del quartiere residenziale. Come l’infermiera Wilkes del 37 A, o il prete da un occhio solo oppure Cojo, l’enorme cagnaccio affamato di natiche umane e la sua passione insaziabile per i clown.

In edicola il primo romanzo del ciclo della Luna futura di Ian McDonald | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Jumbo di questo mese: Luna nuova, di Ian McDonald. È la prima di tre puntate ed eccovi, qui sotto, una breve descrizione dell’opera e della saga chiamata Luna:

Si tratta di un thriller fantascientifico ambientato in un futuro non tanto lontano che assomiglia molto al periodo feudale del medioevo, pieno di intrighi e lotte di potere.
La Luna, territorio pericoloso e ostile, è sotto il dominio di cinque potenti corporazioni, i “Cinque Draghi”, che controllano le preziose risorse naturali presenti sul nostro satellite.
Le famiglie a capo di queste gilde sono violente e aggressive, gli scontri tra corporazioni (ma anche tra membri della stessa famiglia) sono all’ordine del giorno, per chi viene sconfitto non c’è scampo, la posta in gioco in questa partita è la vita stessa.
Completa il volume il racconto La guerra di Ain di Enrica Zunic, opera con tematiche molto differenti da quelle del romanzo di McDonald ma altrettanto affascinante.

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

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