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Il Fantasma del Cazzaro passato – Carmilla on line


Periodicamente Silvio Berlusconi viene dato per politicamente morto.
I primi che lo hanno fatto sono fisicamente morti da almeno un decennio.
E se questa fosse veramente la volta buona?
Gli esseri umani non sono eterni.
Berlusconi però non è un essere umano, è un logo, come Walt Disney. E ha fatto dell’Italia la sua Disneyland. Con le topoline al posto di Topolino.
In quest’impero di cartapesta e di promesse farlocche, questo Cirque du Sòla d’impresari cazzari e pagliacci sinistri, domatori di pulci e giocolieri incapaci, noi siamo ancora prigionieri, a prescindere dalla sopravvivenza politica o fisica di Berlusconi.
Questo grottesco sub-universo ha comunque il suo marchio.
“Meno tasse per tutti”.
“Un milione di posti di lavoro”.
“Un nuovo Miracolo Italiano”.
Come Matteo Renzi, anche Matteo Salvini viene dai telequiz Mediaset, ed è stato portato al successo dall’occupazione bulimica di tutti i talk show.
Rocco Casalino, onnipresente PR e media manager del Movimento 5 Stelle, viene dal Grande Fratello, e ne incarna completamente la logica.
Antonio Ricci di Striscia la Notizia è stato il primo autore di Grillo.
La vittoria elettorale Grilloverde nasce anche (e al Nord soprattutto) dagli Allarmi Immigrazione e dalle Emergenze Criminalità di TG4 e Studio Aperto. E dalle inchieste delle Iene, che oggi non a caso gli si ritorcono contro.
Come Jory di Ubik, Berlusconi è il demiurgo non-morto d’un universo che cade a pezzi nel quale siamo ancora prigionieri, perché quelle che ci vengono spacciate per vie d’uscita, e che così tanti imboccano, sono in realtà solo porte girevoli che riportano dentro.
A Silvioland.

Questo un brano del post del lunedì di Alessandra Daniele, su Carmilla. Ieri era il compleanno di P.K. Dick, e la sua devastante attualità è tutta nel post, a partire dall’incipit fino all’epilogo; in mezzo, l’incubo di una distopia vera e infinita da cui sembra impossibile uscire.

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Torna l’Impero Connettivo con Punico, di Sandro Battisti


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita, per DelosDigital, del mio nuovo romanzo Punico, seguito del Premio Urania 2014 L’impero restaurato, storie tutte ambientate nell’oloverso dell’Impero Connettivo. Il libro esce in ebook per DelosDigital ed è acquistabile nel DelosStore e su Amazon a 3.99€. La splendida copertina è di Ksenja Laginja.

Dopo essersi separato dalla sua parte trascendentale, nel New Connective Empire guidato da Sillax la logica iperliberista regola le vite e i guadagni dei postumani che continuano a vivere su Nèfolm, la capitale che l’imperatore Totka_II aveva costruito poco prima di passare a un più alto livello di energia.
Qualcosa però va storto in questo disegno di perfezione: Sillax sente la pressione delle forze estremiste e la sua attitudine al comando si sfalda nel momento in cui non riesce più a interagire con l’imperatore. Contemporaneamente, emerge da un passato informe la figura di Annibale Barca, condottiero e Generale dell’esercito cartaginese che per lustri interi tenne in scacco Roma e la sua potenza militare, proprio sul suolo italico.
Anche Teodora, moglie dell’imperatore bizantino Giustiniano I e protagonista del precedente romanzo L’impero restaurato, è alla ricerca di una riscossa, dopo essere stata ripudiata da Totka_II e successivamente presa in sposa da Sillax, ma la sua ricerca di dignità e amore si scontra con i riverberi delle realtà e le interpretazioni che i due imperiali connettivi danno a esse.
Chi sarà in grado di dominare tra le aspre contrapposizioni di Annibale, che odia ogni forma d’impero, e l’Impero Connettivo guidato dai due condottieri? Quale risvolto energetico e strategico potrà avere una legione romana fantasma, persa nello spazio e nel tempo e in grado di orientare gli esiti dell’incipiente guerra psichica e quantica?
Cosa sarà degli abitanti di Nèfolm e di tutte le incarnazioni possibili, dell’Impero e di tutte le sue speranze di gloria e di espansione all’infinito nei continuum spaziotemporali? Totka_II saprà, con uno dei suoi abili colpi di coda, far tornare la situazione a suo vantaggio e a continuare la sua crescita indefinita?

Ciao Giuseppe Lippi. Un piccolo saluto…


La notizia è corsa rapida, oggi. È morto Giuseppe Lippi, era ricoverato da un paio di settimane e, repentino, il peggioramento da qualche giorno a questa parte ha avuto il suo risolvimento. Ne danno notizia un po’ tutti in Rete, tutto l’angolo del Fantastico e della SF italica lo piange, tutto questo spicchio di genere torna a ricordare un suo alfiere, come sta succedendo di continuo da un po’ di anni a questa parte – la NazioneOscura fa un triste elenco di queste recenti dipartite e dichiara un giorno di lutto.

Io… io sono annichilito. Nei giorni scorsi avevo avuto paura di quest’epilogo, quando le notizie relative alla salute di Giuseppe cominciavano a farsi preoccupanti. E ora mi ritrovo, ci ritroviamo tutti a guardarci dentro, a sentire la mancanza di quest’uomo fantastico in ogni senso; ogni sua parola e occasione in cui ci siamo ritrovati si riaffaccia alla memoria: mr. Urania non c’è più, e ora non ha più senso difenderlo dagli attacchi di cecità del fandom, ormai sarà automaticamente incensato anche da chi non lo supportava.

Ti accompagniamo in questo viaggio fantastico, non dimentichiamo il nostro amato curatore e ci ritroveremo in qualche iato dimensionale, continueremo a tratteggiare le parallassi possibili di quest’illusione. Grazie Giuseppe, di tutto. Grazie per averci creduto. Ci manchi già.

Comunismi paralleli e altri viaggi nell’utopia – Quaderni d’Altri Tempi


Un romanzo complesso, la trama che s’innesta su verità storiche per esplorare situazioni verosimili, fino allo sfolgorio della vertigine fantastica, fantascientifica; la suggestione della Rivoluzione d’Ottobre e della decadenza che è sopraggiunta dopo alcuni tempi di governo rivoluzionario, la fascinazione anarchica, i tentativi d’utopia che si trasformano in incubo e delitti, repressioni, pogrom…

Tutto questo e molto altro nell’ultimo romanzo del rimaneggiato collettivo WuMing: ProletKult. Nella recensione di Giovanni De Matteo. Su QuadernoAltriTempi.

Siamo nel 1927 e in tutta l’Unione Sovietica fervono i preparativi per i festeggiamenti del decennale della Rivoluzione d’Ottobre. Denni è una ragazza dal passato misterioso che arriva a Mosca dalle sperdute regioni del sud. Sta seguendo le tracce di un padre scomparso e, quando si presenta alla porta dell’Istituto Trasfusionale, per il direttore Aleksandr Bogdanov (figura storica realmente esistita), che già si sta misurando con gli esiti frustranti della rivoluzione, comincia la sfida più incredibile della sua carriera che lo porterà a fare i conti sia con il suo ruolo personale nella Storia che con un caso medico che da subito rivela caratteri straordinari.
Il personaggio immaginario di Leonid Voloch, il padre che Denni non ha mai conosciuto, è stato delegato al soviet di San Pietroburgo, militante irriducibile e compagno di lotta di Bogdanov: scomparso nel 1907 dopo una rapina a Tbilisi a cui prendeva parte lo stesso Stalin, sarebbe riapparso solo a distanza di diversi mesi, sottoposto a giudizio dai compagni in esilio a Capri per sospetto tradimento e graziato da Bogdanov, che aveva riconosciuto nel suo comportamento i segni di un disturbo post-traumatico riconducibile alla conclusione violenta proprio di quella rapina. La ragazza versa in condizioni di salute precarie e, dagli accertamenti condotti all’istituto, risulta portatrice di un batterio apparentemente legato a una forma sconosciuta di tubercolosi. Trovare Voloch diventa così una corsa contro il tempo, non solo per permetterle di ricongiungersi con quello che resta della sua famiglia, ma anche per salvarle la vita.

Bogdanov resta in silenzio. Quella sfida lo affascina. Un elemento sconosciuto è giunto a turbare le loro certezze. Ora li attende un periodo eccitante, fatto di disordini e divergenze, di contraddizioni e aggiustamenti, finché il sistema non troverà una nuova stabilità. Crisi, differenziazione, equilibrio. La dialettica in versione tectologica, che muove ogni progresso”
(Wu Ming, 2018).

È da queste premesse che muove l’ultimo romanzo di Wu Ming, quanto mai atteso dopo il cambio di assetto compiutosi tra il 2015 e il 2016, con l’uscita di scena di Riccardo Pedrini (cfr. Wu Ming, 2016) che come Wu Ming 5 aveva firmato alcune delle incursioni soliste più fantascientifiche del collettivo bolognese (Libera Baku ora, Havana Glam, Free Karma Food). Messo da parte il progetto del Trittico Atlantico (Manituana, L’armata dei sonnambuli), annunciata addirittura la chiusura della fase del romanzo storico in cui il gruppo artistico-militante si era mosso fin dall’acclamato esordio con Q (quando ancora si riconosce nel progetto Luther Blissett), Wu Ming torna adesso con quello che è al momento il più fantascientifico dei romanzi a firma comune:

Rock e fantascienza, inossidabili – Libri – ANSA.it


Addirittura l’Ansa s’interessa al meraviglioso lavoro di Mario Gazzola ed Ernesto Assante, Fantarock. A testimonianza del gran lavoro che i due hanno fatto per modellare l’immaginario che intercorre tra Rock e SF e, più in generale, col Fantastico.

 

La fantascienza come strumento sociologico per leggere la realtà | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com l’editoriale del nuovo numero di Delos, a cura di Carmine Treanni. Cos’è il reale? Ce lo spiega assai bene…

La fantascienza è uno strumento sociologico molto potente. Leggete un romanzo della cosiddetta Età dell’Oro, più o meno quel periodo che va dal 1938 al 1950 (ma anche la decade successiva, i mitici anni Sessanta sono stai memorabili), e troverete tanti romanzi che sono intrisi di una potente visione sul futuro, ma che parlano anche della realtà sociale, politica ed economica del periodo in cui sono stati scritti e pubblicati. Facciamo qualche esempio. Prendiamo I mercanti dello spazio (The Space Merchants), il romanzo di fantascienza distopica scritto da Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth nel 1952.

Non stiamo a raccontare la trama, ma quello che ci interessa è che il romanzo racconta di un futuro in cui l’umanità ha dato fondo a tutte le riserve naturali ed è ormai in preda a un consumismo di massa senza eguali nella storia dell’uomo, il tutto dovuto anche al lavoro efficace delle agenzie pubblicitarie mondiali, che manipolano i cittadini, spingendoli a consumare i prodotti delle aziende. Il tutto avviene anche attraverso alcaloidi inseriti nei prodotti alimentari oppure facendo largo uso di messaggi subliminali, ricerche di mercato e ipnosi. In questo scenario, non solo la democrazia esiste solo sulla carta, ma si misura solo attraverso la ricchezza. Il protagonista è Mitchell “Mitch” Courtenay, un pubblicitario che viene messo a capo di un progetto per favorire, attraverso la pubblicità, la colonizzazione di Venere e risolvere così il problema della sovrappopolazione.

Progetto Jennifer – Parte Prima di Charles Stross | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com una bella recensione alla prima parte di Progetto Jennifer, romanzo Urania appartenente al Ciclo della Lavanderia di Charles Stross. Eccone un passo:

Tra le varie cose da molti anni mi occupo di un filone del fantastico che potremmo chiamare, a grandi linee, quello dei Detective dell’occulto. Non è questa la sede per approfondire un discorso vasto e complesso che potremmo sintetizzare così. A inizio Novecento l’argomento viene trattato da grandi scrittori del fantastico da Howard a Lovecraft, passando anche per nomi oggi meno conosciuti come Le Fanu, Blackwood, Machen ma che, persino nel nostro Paese, solitamente così restio al fantastico, sembrano attraversare una nuova piccola età dell’oro. A livello mondiale, purtroppo, questa corrente si arresta negli anni settanta. Da allora la letteratura sembra abdicare questo filone a favore di un realismo dominante. A prenderne l’eredità saranno il fumetto, che, proprio in questi anni, passa per una rivoluzione totale sia tematica che formale, e, in tempi più recenti, serie tv come Supernatural. Da quell’epoca mitica escono capolavori come Hellblazer, Hellboy, Preacher, solo per nominare i più conosciuti, e due fenomeni nostrani come Dylan Dog e Martin Mystere (recentemente Black Monday rinverdisce ancora il filone). A inaugurare il nuovo cambio di rotta, e a far tornare alla letteratura, contribuisce in maniera decisiva proprio il grande Charles Stross, col suo celeberrimo Ciclo della Lavanderia.

Conosciuto in Italia più come autore di fantascienza post cyberpunk, Stross da noi è stato, ovviamente direi, trascurato per la sua produzione più tipicamente Pop, tra cui questo ciclo. Grande errore della nostra critica, perché è proprio questo il prodotto che, nel mondo, ha dato fama e successo al suo creatore.

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