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Ecco il secondo Odissea Argento, In un altro paese di Robert Silverberg | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione per Delos Odissea Argento numero 2, In un altro paese di Robert Silverberg, un’opera che non conosco ma che ha subito catturato la mia attenzione. Ecco la quarta:

“L’estate la trascorsero a Capri, nella villa di Augusto, nel cuore della stagione più fulgida dell’imperatore all’apice del suo regno, mentre in autunno ci fu il pellegrinaggio alla dorata Canterbury. Dopo sarebbero andati a Roma per Natale, per vedere l’incoronazione di Carlo Magno. Ma adesso era primavera nel loro meraviglioso viaggio, era quel glorioso mese di maggio verso la fine del Ventesimo Secolo, destinato a finire con un improvviso ruggito di morte e un cielo rosso fumante.”

Così inizia In Another Country, il magnifico romanzo breve (finora inedito in Italia) che Robert Silverberg scrisse per la collana della Tor che riuniva in un unico volume un classico della fantascienza (in questo caso lo splendido Vintage Season del duo C.L.Moore/H.Kuttner) e un seguito composto da un autore contemporaneo.

Come dice lo stesso Silverberg nell’introduzione, lui preferì riscrivere la stessa storia da un altro punto di vista piuttosto che un seguito, ma cercò (a nostro modesto parere con grande successo) di riproporre lo stile lirico della Moore, riuscendo a ricreare un’atmosfera di pathos che ha pochi eguali nella sua immensa produzione.

IL KASO KREMO


Nell’estate scorsa, sul blog della NazioneOscuraKaotica sono andati online una serie di filmati e post in cui raccontavo le varie fasi del rapimento di Lukha B. Kremo, in cui presto si mischiavano eventi inesplicabili con evidenze sconvolgenti. Il tutto era stato raggruppato sotto il tag WhereIsKremo, e ora è uscito il film completo.
Il Kaso Kremo, scritto e diretto da Mariano Equizzi, in cui mi racconto apertamente, sconvolto dal rapimento di Lukha B. Kremo.
Per me, un’esperienza molto coinvolgente, un continuo concentrarsi sugli eventi e sulle implicazioni del Kaso.

Franci Conforti e il Premio Odissea 2020 – Associazione World SF Italia


Sul sito della WorldSF Italia è stata pubblicata una bella intervista di Filippo Radogna a Franci Conforti, fresca covincitrice con il suo romanzo Eden del Premio Odissea 2020. Uno stralcio della chiacchierata.

L’approccio di Franci Conforti con la scrittura e con la lettura è a tutto tondo: fantastico, scientifico e politico – sociale, dei diritti e della tutela della persona e dell’ambiente (è molto sensibile al movimento ecologista che rimane uno dei suoi cavalli di battaglia). Biologa, autrice di romanzi e racconti di fantascienza molto apprezzati, giornalista professionista, è docente all’Accademia di Belle arti di Milano, città dove vive da molti anni dopo essersi trasferita dal Cairo, la capitale dell’Egitto, dove è nata. Legge di tutto e adora i manuali e i saggi scientifici, colleziona libri e conchiglie, ama la conversazione e le uscite notturne, i giochi di ruolo e gli animali (ha passato la vita tra gli husky), sogna di viaggiare anche se è sempre in giro per lavoro, è sposata, ha un figlio, ascolta musica di vario genere, ha praticato vari sport dal nuoto, alla vela, allo sci sino all’equitazione e oggi quando ha tempo trae giovamento da lunghe e riflessive camminate (rigorosamente con la mascherina).

Per prima cosa mi sembra giusto farti i complimenti per la nuova vittoria al Premio Odissea 2020 -ex aequo con Nino Martino- con il romanzo, in pubblicazione da Delos, “Eden”. Avevi già vinto nel 2016, te lo aspettavi?
La verità? Sono profondamente pessimista, è una difesa dalle disillusioni. Quindi no, non me lo aspettavo; mi vietavo di sperarlo e anche di pensarlo. È stata una grande gioia. Grazie a Delos e a chi ha letto i nostri lavori.

La scorsa volta trionfasti con “Spettri e altre vittime di mia cugina Matilde” (Delos Digital) un testo urban fantasy con spettri e storie di misteri, un omaggio a Dino Buzzati. Come mai proprio all’autore de “Il deserto dei Tartari”, cosa ti accomuna a lui?
È uno degli scrittori che porto sempre con me. Anzi, è l’unico che Spettri vive con me. Anni fa scoprii che la casa in cui abito è stata sua. Qui ha scritto proprio “Il deserto dei Tartari” che hai appena citato e il suo fantasma infesta la mia cucina. Una presenza critica, sia chiaro. Mi guarda perplesso, abbassando gli angoli della bocca. Ha da ridire sulla qualità del mio lavoro, non sul genere. La fantascienza gli piace. Per il resto credo avrebbe preferito una convivente diversa. Che so, una donna di mondo o una cultista di Osiride. Avere me la considera un po’ una sfiga. Però, qualche giorno fa è stato il suo compleanno (il 16 ottobre) e come sempre abbiamo festeggiato. Luci soffuse, candele, un buon bicchiere. Sono le serate in cui si fa pace.

Alessandro Gatti vince il Premio ShortKipple 2020 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]
E il vincitore del Premio SHORT-KIPPLE 2020 è 🏆 ALESSANDRO GATTI 🏆 con il racconto “Il concorso che non vincerò”.
La motivazione: “Alessandro Gatti ha vinto il #Premio #ShortKipple con un racconto sorprendente, una delusione d’amore che prende una piega inattesa; un bellissimo omaggio alla SF, al pop, all’ucronia, al ricordo di un’artista che non c’è più. Una storia commovente.”

Recensione a Rizomi del sole nascente, di Aa. Vv. – InfinitiUniversiFantastici | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul blog InfinitiUniversiFantastici è uscita una puntuale recensione a Rizomi del sole nascente, antologia curata da Gian Filippo Pizzo che ha come tema l’Oriente e la SF. Ecco alcuni stralci, al netto della critica a ogni racconto, che la blogger Alessandra ha redatto.

I racconti ispirati, ambientati, o con un richiamo alle terre dell’Est sono stati raccolti e curati da Gian Filippo Pizzo, una garanzia; sono di vario genere e stile, mai banali.

L’editing è perfetto; la cover meravigliosa nella sua semplicità, una delle migliori che mi sia capitato di vedere ultimamente.

Consiglio vivamente quest’eccellente antologia a tutti gli amanti della fantascienza e non solo!

La quarta

Storie fantastiche, misteriose o semplicemente belle; un richiamo orientale, quasi un sapore o un’essenza che pervade l’antologia senza mai essere davvero protagonista. Una nuova selezione di racconti curata da Gian Filippo Pizzo che descrive mondi dello spazio, luoghi misteriosi della Terra e realtà mentali si fondono, creando quell’essenza che è la narrativa stessa.

Gli autori

Attivo da più di quarant’anni nell’ambito del fantastico e della fantascienza, con numerosi articoli e recensioni, Gian Filippo Pizzo ha pubblicato assieme ad altri autori 13 volumi di saggistica per editori quali Gremese e Odoya, presso il quale sono apparsi gli ultimi Guida agli scrittori italiani del fantastico (2018) e La Luna nell’immaginario (2019). Ha curato, spesso in collaborazione, 16 antologie, le più recenti delle quali sono Futuro criminale (La Ponga), Mogli pericolose (Watson) e Fantaetruria (Carmignani) tutte del 2019.

Gli autori che hanno scritto per questa raccolta sono: Danilo Arona, Serena M. Barbacetto, Sandro Battisti, Stefano Carducci, Irene Drago, Alessandro Fambrini, Antonino Fazio, Lukha B. Kremo, Franco Ricciardiello e Monica Serra.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa.vv. | Rizomi del sole nascente A cura di Gian Filippo Pizzo

Kipple Officina Libraria Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 155 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-24-8 Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 152 – € 15 — ISBN 978-88-32179-24-8

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L’uomo artificiale – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un saggio di Antonio Caronia, che ricordiamo sempre con affetto e nostalgia per le larghe e acute vedute che ha sempre avuto; in questo caso Caronia fa il punto sulle definizioni di robot, replicanti e vie di mezzo che quasi s’identificano con lo status umano. Un estratto:

Lautoma moderno, in Hoffmann come in Villiers de lIsle-Adam, in Jean Paul come in Mary Shelley, in Goethe come in Jarry fino alla fantascienza degli anni 30, 40 e 50, affonda la sua ragione dessere in quellinterrogativo e nelle inquietudini che esso suscita. È un dubbio squisitamente moderno”, nel senso che è inconcepibile senza la nascita della scienza moderna, senza il drastico taglio tra razionalità e irrazionalità, senza la separazione delluomo dal suo ambiente e la nascita della nostalgia per la Natura. E tuttavia sbaglieremmo se iscrivessimo le figure dellautoma e del robot, dellandroide e del cyborg (esseri a volte molto diversi, ma che per comodità di esposizione sono stati qui accomunati in una sola categoria) nei ruoli della modernità, come se fossero nati nel secolo dei lumi o, al massimo, alla fine del Medioevo. Moderna è la sensibilità con cui luomo si è rapportato con queste figure dellimmaginario: ma esse già esistevano, e anche la loro storia nelletà moderna e nella contemporaneità sarebbe incomprensibile se non ne cogliessimo i tratti che le connotavano nelle società antiche.
In condizioni così mutate, esse conservano qualche caratteristica arcaica, profonda e sedimentata nelle origini dellimmaginario collettivo: del tutto laicizzate, secolarizzate come la società che le ospita, recano ancora i segni del sacro che in altri tempi le attraversava. Ancora una volta la straordinaria sensibilità di Poe ci offre una traccia: il protagonista di un suo racconto umoristico sullalchimia si chiama proprio come il costruttore dellautoma Giocatore di scacchi (e lautore stesso suggerisce che si tratti della stessa persona).

Può sembrare a prima vista azzardato ricondurre alla categoria del sacro, a un atteggiamento religioso, per esempio la colomba di Archita (per citare il primo automa storico” di cui si abbia notizia nella Grecia classica) o le elaborate macchine semoventi, a corda o a vapore, di Erone alessandrino, che tanto interesse dovevano destare nel Rinascimento italiano. Ma una serie di altri dati attenuano il dubbio. Labilità dellartigiano, la sua capacità di costruire ordigni e macchine prodigiosi, è celebrata in quasi tutti i miti, simbolizzata nella figura di un fabbro celeste. Il più vicino a noi è il dio del fuoco e della fucinatura della mitologia greca, Efesto (Vulcano a Roma).
Efesto, figlio deforme di Zeus ed Era (Giove e Giunone), è un artigiano robusto e abilissimo. Fabbrica vergini semoventi e tripodi animati, doro, per i banchetti degli dei (come si legge nellIliade), è il costruttore della prima donna, Pandora, anchessa un essere artificiale (ne parla uno degli autori più misogini della Grecia classica, Esiodo). Spesso disprezzato dagli altri dei, persino da sua madre che se ne vergogna, (è questo un sintomo della scarsa considerazione in cui la cultura greca tiene le attività tecniche), Efesto mette le sue arti al servizio di una raffinata vendetta, come quando manda in dono a Era un trono semovente che incatena la madre e la porta in giro a suo capriccio, o quando immobilizza la moglie adultera Afrodite e il suo amante Ares (Venere e Marte) con sottilissime corde doro. In alcune pitture vascolari greche Efesto è indicato come Dedalo, labilissimo ingegnere umano costruttore del labirinto cretese e della vacca di legno nella quale si nasconde la regina Pasifae per congiungersi col toro: da questa unione nascerà il Minotauro. Dedalo fuggirà poi a volo dallisola col figlio Icaro, con le note tragiche conseguenze.

Blade Runner 2049 Ambient Mix


Il futuro che non è mai stato, che forse verrà da altrove.

Blade Runner 2049 – Sea Wall


Le angosce postumane rivelano derive sintetiche.

Esce “Giallo come il cielo”, di Eleonora Zaupa, Premio Kipple 2020 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Giallo come il cielo, romanzo vincitore del Premio Kipple 2020, segna l’esordio della giovane autrice Eleonora Zaupa nella narrativa fantastica. In un futuro in disfacimento per le alterazioni apportate all’ecosistema, chi ha prodotto i disastri ambientali continua indisturbato a devastare il pianeta con i suoi esperimenti. Il volume è disponibile su www.kipple.it, nei principali store online e nelle librerie, in formato cartaceo ed eBook. La copertina è di Ksenja Laginja.

SINOSSI

Eleonora Zaupa in Giallo come il cielo, il romanzo vincitore del Premio Kipple 2020, ci accompagna nel futuro di un mondo in disfacimento dove le corporazioni dominano gli Stati e gli eserciti fiancheggiano gli interessi delle aziende, ormai padrone dell’economia mondiale. Evelyn Nakata, Explorer arruolata in un corpo paramilitare, si muove in un mondo globalizzato e trasfigurato dall’innalzamento dei mari. Le sorti del futuro passano per gli interessi della Compagnia, tra segreti e brevetti che, come un vaso di Pandora, non andrebbero rivelati. I risultati di sinistri esperimenti si riversano sulla metropoli di New Afrik ed Evelyn Nakata dovrà dar fondo a tutto il suo coraggio per sopravvivere e tenere in vita un’umanità sull’orlo dell’estinzione.

ESTRATTO

Avevo recuperato quei dannati fogli che di lì a poco su costrizione avrei riempito di cose inutili. In quell’inferno avevo corso contro il tempo e in gioco c’era la mia vita.
Ma adesso il nascondiglio di fortuna non era più sicuro: mi avevano trovato, stavano venendo a prendermi. Nella mia testa, i loro passi m’inseguivano ancora e non mi davano tregua nemmeno per un momento, le immagini che mi tempestavano la mente erano ancora vivide: disgustosi, correvano tra le vie deserte e le macerie degli edifici. Quella cavalcatura raccapricciante era saltata su una parete di cemento, facendola crollare. Nemmeno l’orrenda bestia nera era stata in grado di stargli dietro.
Sarei sopravvissuta a un’altra fuga?
Tutti lo sapevano, eppure nessuno aveva dato ascolto. I segnali di avvertimento erano stati davvero tanti. Tuttavia, perché cambiare? Se lo status quo non ci porta alla distruzione in questo esatto momento, perché farlo? Poi fu troppo tardi. Non c’erano più ma. Non c’erano più se. Per tutto il XXI secolo il fumo delle fabbriche, il petrolio e tutto il resto non avevano fatto altro che rendere l’aria irrespirabile.
Il degrado che stavo vedendo nel monitor spiccava più di quella volta che il lago di rifiuti tossici straripò inondando la capitale di Abbingard, la vecchia Grecia. Mi disgustava tanto quanto farsi un bagno nella fogna: stare in alcune zone del pianeta era davvero come farlo.
L’Explor-Time su cui viaggiavo mi mostrava come il nostro globo fosse appassito fino a quel punto. I fiumi di melma si vedevano pure da quell’altezza. Anche se da qualche anno le maschere d’ossigeno non erano più necessarie, nell’aria persisteva il miasma rarefatto di zolfo, smog e molto altro.
Verso l’anno 2050 smisero di produrre le finestre con le maniglie per permettere a quegli antiestetici filtri di purificazione dell’aria di compiere il loro lavoro. Aprirle sarebbe stato solo dannoso e la privazione dei pomelli era una sicurezza in più, quadri surreali di un mondo che precipitava verso il suo epilogo; il senso di progresso assumeva un significato corrosivo, amaro, non obbligatoriamente rivolto a qualcosa di migliore bensì di necessario.
Le maschere d’ossigeno, ora non più necessarie per la sopravvivenza, erano colorate per renderle più accattivanti. Per un certo periodo non era nemmeno più stato possibile passeggiare tra gli alberi, nei boschi e tanto meno nella natura. In quelle zone non c’era altro che terra secca, dove la vita era già spirata da tempo; le crepe erano profonde come ferite. Qualche alga sopravvissuta produceva ancora ossigeno, ma la vita verde sulla terraferma non c’era quasi più.

LA QUARTA

Evelyn Nakata è una Explorer arruolata in corpi paramilitari, fa la guardia a colossali interessi corporativi accettando le regole e controllando che siano seguite. Ma quando si rende conto che qualcosa di mostruoso sta minando il futuro dell’umanità, Evelyn si butta a capofitto in un’operazione di salvataggio globale, che appare come l’ultima spiaggia del genere umano.

L’AUTRICE
Eleonora Zaupa nasce a Valdagno (Vi) nel 1994, frequenta nel 2011 un corso di fumetto a Vicenza, nel 2012 uno di scrittura creativa a Salerno e nel 2017 uno di Reiki a Padova. Nel 2020 frequenta un corso per correttori di bozze e disegno digitale. Nel 2018 vince il concorso “Racconti dal Veneto” e con Giallo come il cielo il “Premio Kipple” 2020. Ha pubblicato Vademecum esoterico, Infernal – Gli eredi del Male, Il compendio della strega, vol. 1 e 2, L’antica magia norrena e Guida alla tavola Ouija.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Eleonora Zaupa | Giallo come il cielo
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 163 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-38-5
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 152 – € 15.00 — ISBN 978-88-32179-37-8

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Con Specie inferiore Lukha Kremo compie cento racconti | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita per Lukha B. Kremo: il suo centesimo racconto, Specie inferiore. Si festeggia con questa quarta, per i tipi di DelosDigital, in attesa di una nuova saga?

Nella città di Leg Horn, i quartieri sono chiaramente suddivisi a seconda degli abitanti. Ma nei giardini i piccoli giocano insieme, ed è normale mescolarsi: le mosche giocano con i grilli, i ragnetti con gli scarabei, gli umani con le mantidine, le vespe con i primati e i granchi… e le amicizie superano le differenze. Almeno fino a quando non ci si mettono i grandi.

Dal Premio Urania Lukha B. Kremo, un racconto antispecista toccante, la voce di un cucciolo che ci richiama a domande fondamentali.

La Ragazza con la Valigia

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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