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Il fascino discreto della macchina di Turing, gran ritorno di Greg Egan | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita per Greg Egan, edita da DelosDigital per la curatela di Sandro Pergameno: Il fascino discreto della macchina di Turing. La quarta:

Dan, il protagonista della storia, è un giovane australiano sposato e con una figlia piccola che viene licenziato in tronco dalla società dove lavora come consulente finanziario e addetto al recupero crediti. La società non gli offre nessuna spiegazione, nonostante l’ottimo lavoro da lui svolto nel corso del tempo. Dan sospetta che la ditta abbia dato in outsourcing il suo lavoro a qualche tipo di macchina o intelligenza artificiale.
Il giovane si guarda un po’ in giro alla ricerca di qualche lavoretto con cui sopravvivere e pagare le rate del mutuo della casa, ma riesce solo a scoprire che non è il solo a trovarsi in una situazione di questo genere. Quello che tuttavia non torna e lascia Dan assai perplesso sono le bizzarre soluzioni con cui molti amici si ritrovano a convivere, come ad esempio scrivere romanzi pornografici per un unico cliente, peraltro mai visto o conosciuto.

Egan questa volta non offre una storia basata su complessi algoritmi matematici. Mostrandosi autore vario e multiforme racconta una ironica, intrigante versione del conflitto tra uomo e macchina, da sempre al centro dell’attenzione degli scrittori di fantascienza. A differenza dei futuri catastrofici spesso immaginati da autori come Harlan Ellison (Non ho bocca e devo urlare), delle rivolte dei robot o della dominazione da parte di computer ultrapotenti, Egan propone una visione riflessiva e in fondo più speranzosa delle problematiche causate dall’automazione nel mondo del lavoro e nella vita della razza umana. Questo Il fascino discreto della macchina di Turing (The Discrete Charm of the Turing Machine), uscito su Isaac Asimov SF Magazine nel 2017 è stato candidato al premio Locus e a tutti i più importanti riconoscimenti fantascientifici dell’anno.

Clonazione: l’uomo e il suo doppio nella narrativa di fantascienza


Su Delos235 un’approfondita riflessione di Franco Piccinini sul doppio, sull’automa, sul clone, e di come la letteratura di genere abbia affrontato questa tematica; vi lascio a un passo esplicativo:

I metodi con cui la fantascienza produce questi Doppelgänger sono svariati: androidi perfettamente uguali a un essere umano, duplicati virtuali nella memoria di un computer, paradossi temporali per cui un individuo incontra più volte se stesso, scivolamenti attraverso universi paralleli, trasmettitori di materia oppure apparecchi che trasformano direttamente l’energia in materia. Per ognuno di questi metodi, possiamo scegliere tra moltissime opere di valore. Se però parliamo di clonazione, dal punto di vista scientifico la maggior parte delle opere che ho letto si mostra imprecisa e superficiale: magari sono affascinanti sotto l’aspetto speculativo e dello studio psicologico dei personaggi, ma ha ben poco a che fare con la clonazione vera e propria. Succede anche quando gli autori sono scrittori di grandi qualità. Kate Wilhelm, per esempio, ha scritto un romanzo d’esordio assieme a T. L. Thomas dal titolo The Clone (1965), noto da noi come Dalle fogne di Chicago. Ora, la combinazione di batteri e sostanze chimiche che si rimescola nelle fognature e poi ne emerge, producendo un gigantesco, impressionante “blob” capace di assorbire gli esseri viventi che incontra, è tutto fuorché un clone. Clonazione, in biologia, indica la creazione asessuata, naturale o artificiale, di un secondo organismo vivente o anche di una singola cellula che ha tutte le caratteristiche genetiche del primo. Per estensione, oggi è chiamata così anche la copia genetica di un individuo (chiamato “matrice originale”). La domanda principale infatti è: se possiamo duplicare mediante clonazione un animale, oppure un uomo, che cosa ce ne facciamo? La risposta più concreta e più facile da realizzare è la seguente: pezzi di ricambio. Provate a pensarci: per ogni essere umano si potrebbero ottenere una o più copie in grado di fornire organi e tessuti intatti, da sostituire al bisogno. Badate che questa non è più fantascienza: qualcuno ci sta concretamente pensando. In fondo, le tecniche di trapianto ci sono già da tempo e sono abbastanza semplici. Il vero problema è la reazione di rigetto, ma con un clone questo non avverrebbe, come hanno provato i trapianti fra gemelli identici; purtroppo però questi cloni sono pur sempre esseri viventi, magari dotati di coscienza. Che ce ne facciamo dopo che li abbiamo “smontati”? Segnalo in quest’ottica Ricambi (Spares, 1994) di M. Marshall Smith e I segreti dello scorpione (The house of the Scorpion, 2002) di Nancy Farmer, entrambi raccontati dal punto di vista del clone, che non ci sta a fare da fornitore di pezzi di ricambio. Le spaventose implicazioni morali di una simile operazione ci riportano ovviamente al peccato di hybris del dottor Frankenstein di Mary Shelley o del dottor Jekyll di Stevenson. Forse è questo che ha spinto Kazuo Ishiguro, scrittore scozzese ma di origine giapponese, recentemente insignito del premio Nobel per la letteratura, ad occuparsene nel suo romanzo Non lasciarmi (Never let me go, 2005). Sono protagonisti due ragazzini, che vengono educati nel più perfetto dei college inglesi come se fossero destinati a far parte della futura classe dirigente britannica: solo nelle ultime pagine scoprono qual è il vero destino loro riservato. Fornire ricambi, per l’appunto.

Small Town in Wonderland – LiquidSky Agency


Anticipazione di LiquidSkyAgency per WonderLand in onda martedì sera su Rai4, dove nell’angolo “SoundInvaders”, curato da Mario Gazzola si parlerà di P. K. Dick e di Blade Runner, perché è il quarantennale del film.

La puntata sarà dedicata a celebrare il quarantennale dell’uscita nei cinema di Blade Runner, alla memoria di Philip K. Dick (qui sotto a sinistra), il suo autore letterario scomparso proprio 40 anni fa (di cui Mondadori sta ripubblicando tutte le opere in Oscar Cult), e di Vangelis, autore (anche lui scomparso purtroppo pochi giorni fa) della non meno memorabile colonna sonora del capolavoro cinematografico diretto da Ridley Scott.
Scorreranno sullo schermo tre video clip di altrettante band italiane ispirate dal titanico scrittore californiano, mito della fantascienza mondiale: il primo sarà Mondi Paralleli della PFM, dall’ultimo album Ho sognato pecore elettriche, poi seguirà V.A.L.I.S. dei milanesi Amplifire, ispirato all’omonimo romanzo fantamistico della fase finale di Dick. Quindi sarà la volta Small Town, New Town dei bresciani Mugshots, che presenteranno in anteprima mondiale a Wonderland il videoclip della canzone ispirata al racconto del 1954 Piccola Città, opera del team creativo di LiquidSky.
Anticipato dal servizio pubblicato sul ReWriters Mag Book di aprile – di cui QUI vi presentiamo in esclusiva l’estratto in quadricromia – il videoclip diretto e montato da Walter L’Assainato si basa su un’animazione 2D vintage dei disegni realizzati da Roberta Guardascione, che per gli scenari urbani ha rielaborato le foto scattate da Mario Gazzola, autore anche della sceneggiatura e delle foto del gruppo; e sfoggia una scala cromatica “rugginosa”, che punta a rievocare anche i minacciosi scenari di un classico come Metropolis di Fritz Lang, che notoriamente fu d’ispirazione per la Los Angeles futurista di Blade Runner.

Altre notizie riguardo la rubrica, le potrete leggere sempre sul post; ci vediamo su WonderLand?

PROGETTO TERRA | T.C.W. & L.W. Diary… by Marco Milani


Marco Milani illustra il remake di un suo lavoro di qualche anno fa, Progetto Terra, ora di nuovo disponibile in ebook su Amazon, per la personale label di Marco:

“C’è un genere di narrativa che adoro, quella che ha, come caratteristica principale, la capacità di creare immagini. È questa una peculiarità che pochi posseggono e che necessita di una grande fantasia e un grandissimo mestiere. Scrivere per immagini.
Tutti i critici concordano sul fatto che la mia scrittura sia appunto così, quindi sono sempre felicissimo quando incontro altri autori che permettono al lettore di vedere la storia, arricchendola di minuziosi particolari, mai stucchevoli, e non trascurando di caratterizzare i personaggi e le ambientazioni. Marco Milani ci riesce ottimamente narrandoci di una Terra ambita da altri dei e trattando questo argomento, che riprende antichi sospetti, in maniera originale, con una umanizzazione degli stessi dei i quali, seppur potentissimi, sono tanto antropomorfi da sembrare niente di più che nostri padri antichi, fortemente evoluti e padroni delle più ardite tecnologie bio-robotiche.
Prendete così l’apposito contenitore per cocktail, metteteci dentro la Pianura Padana, un gruppo di ragazzi scanzonati e pragmatici, non facilmente impressionabili, una avventura dietro l’altra, immagini tra l’onirico e il fantascientifico puro, aggiungete una spruzzatina di horror e di tecnologia, poi scecherate il tutto e tirerete fuori qualche ora di piacevole lettura capace di sradicarvi dal banale quotidiano e di condurvi oltre le nubi terrestri, in quell’oltre tanto più grande di noi da non poter neanche essere immaginato.
Alla fine però della storia ci restano gli uomini… pardon, i ragazzi, che combattono la lotta cosmica tra i Creazionisti e gli Arcaici, Altri dei si contendono la Terra. Chi vincerà o chi perderà poco importa, l’autore vuole dimostrare che, in fondo, i più forti sono proprio gli umili, quelli che non vogliono usare la violenza, ma che, se proprio tirati per i capelli, sanno reagire da autentici combattenti senza arrendersi mai. Un insegnamento più o meno implicito di cui dovremmo fare tesoro.”

Donato Altomare

La pillola per lavorare il doppio | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di La pillola verde, ebook di Ilaria Pasqua per DelosDigital, in cui si racconta di come il sistema economico abbia trovato il modo di riprendere a guadagnare come prima della pandemia. La quarta:

Dopo la pandemia era necessario che la Lombardia ingranasse una marcia in più per recuperare lo svantaggio accumulato, per portare un’Italia sofferente fuori dalla crisi. Mara, una ragazza umbra trapiantata a Milano, ha accettato l’unica regola imposta: per vivere e lavorare deve prendere la pillola verde. È questa la soluzione per trainare il paese. Una pillola apparentemente innocua, che permette ai cittadini di dormire solo due ore e mezza e lavorare sedici ore di fila. Ma a quale prezzo?

La geopolitica e il mondo del fantastico esplorati in AnthropoChains. Distopie geopolitiche nella fantascienza | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di AnthropoChains. Distopie geopolitiche nella fantascienza, di Damiano Greco. Ma che cos’è? Ecco la quarta:

Il mondo contemporaneo risulta essere sempre di più difficile lettura e il domani con più incognite che certezze. Ma come è possibile interpretare le attuali dinamiche e intuire i possibili sviluppi?
Il volume intende indagare – attraverso la lente di ingrandimento della fantascienza – la stretta correlazione esistente tra i molteplici aspetti tra loro incatenati (Chains) ripercorrendo la complessità dei mutamenti politici, sociali, culturali e ambientali (Anthropo) che hanno rapidissimamente rivoluzionato l’organizzazione della nostra società. Passato, presente e futuro si fondono grazie a una lettura approfondita del dibattuto genere narrativo mediante la geopolitica.
Per comprendere le più raffinate opere Sci-fi è infatti indispensabile conoscere gli avvenimenti storici e il nostro presente antropocentrico (contraddistinto in maggior misura dalle decisioni prese dall’uomo capaci di ripercuotersi sugli ecosistemi naturali e di conseguenza su tutti noi). Solo così sarà possibile individuare non solo il messaggio principale che queste opere intendono trasmettere, ma ogni loro minima sfaccettatura donando una nuova percezione alla categoria, liberandola, infine, da facili e superficiali preconcetti.

Ecco i finalisti del Premio Robot 2022 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dei finalisti al Premio Robot 2022, tra cui spiccano nomi interessanti e celebrati tra finalisti e segnalati; ecco un parziale elenco dei nomi vicini a Kipple e al Connettivismo:

Lorenzo Davia, Della mia eredità un’abominazione; Lukha B. Kremo, Incommunicado. Una storia chthulupunk. Tra i segnalati invece troviamo Fabio Aloisio, The void; Lorenzo Davia, Il demone della Mecca; Roberto Furlani, Laggiù, dove navigano i pescatori celesti; Simonetta Olivo, Contrasto; Marco Passarello, Ascidia.

Il vincitore e forse alcuni altri finalisti saranno pubblicati su Robot 95, in uscita in primavera; gli altri finalisti, e probabilmente alcuni segnalati, saranno pubblicati nel corso dell’anno.

 

GALASSIA MADRE | T.C.W. & L.W. Diary… by Marco Milani


Letture sul blog di Marco Milani: un piccolo racconto già pubblicato in ebook su Indeed Stories 6 (2012 e 2021) e nel libro 50 sfumature di sci-fi (2013). Buona lettura!

GALASSIA MADRE

Quasar. Acronimo di Quasi Stellar Radio Source (sorgente radio quasi stellare). Corpo celeste con una rilevante emissione di onde radio dall’aspetto affine a una stella.

Il mio errore più grande… soprattutto dando per scontato che fosse veritiero il mio credere, indotto. Ho vissuto tutta la vita considerando scienza e poesia assolutamente non compatibili, agli antipodi del modo di essere e pensare.
“Invece qui…”
L’orizzonte mi parla, e mi dice quello che ho sempre voluto sentire. L’orizzonte si esprime seguendo lo scorrere dei suoi pensieri, ora li capisco… sono i miei pensieri. L’orizzonte è il confine, lo specchio dell’anima… e di tutte le anime, che ci prospetta i nostri desideri e le nostre paure, perché quello abbiamo voluto vedere.
Deliri allucinanti! Assolute bugie!
L’orizzonte sono io. L’orizzonte siamo noi…
L’orizzonte è.
E il suo soffio vitale… è Quasar.

Qui scienza e poesia sono uno stato ‘naturale’ unificato, posso esprimermi in ‘poetico’ o dibattere in ‘scientifico’ e non ritrovo differenza in quello che provo. “E vedo le quasar…”
Le quasar non sono corpi celesti leggendari posti a chimeriche distanze incalcolabili. Ci appaiono come normalissime stelle e, in rapporto, sono a noi molto vicine. Sono galassie-figlie partorite da galassie-madri, unite tra loro da veri e propri collegamenti materiali come un cordone ombelicale di cui rimane traccia, anche quando diventano “adulte” e si allontano dal “nido” di origine per compiere il loro destino universale.
Questo comportamento delle giovani quasar e l’essenza della loro relazione più che confidenziale con la galassia madre, comprova fuori d’ogni dubbio che l’universo stesso non si sarebbe manifestato qualche miliardo di anni fa deflagrando con un unico e immane botto, ma si tratta bensì di un processo continuativo – eterno – per un universo incessantemente simile a se stesso. Simile al parto? Poi alla vita e alla morte? Come noi umani, né più né meno?

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PINK FLOYD: AGGIORNAMENTO SULLA NUOVA EDIZIONE DI “ANIMALS” | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia aggiornamenti sull’uscita del remix 5.1 – concordato con tutta la band – di Animals, iconico disco dei Floyd. L’occasione è stata la data dalla presentazione del libro Through The Prism, di Aubrey “Po” Powell che è una delle due menti dello studio grafico Hipgnosis, che ha storicamente curato quasi tutta la parte grafica della band (lo fa tuttora). Un estratto:

Sì, uscirà a breve. In effetti ci stavo lavorando oggi. Lo sto preparando per la pubblicazione. In effetti c’è una copertina completamente nuova. È stata girata alla Battersea Power Station in tarda serata e ha un aspetto fantastico, ma è davvero molto diversa. Mi interessa molto che la gente possa vederla.
Animals è uno dei miei album preferiti dei Pink Floyd proprio per le storie che vi sono legate. Sai, il maiale che vola via. La gente dice che deve essere una trovata pubblicitaria, ma non è così. Quando vedi la foto del maiale nel libro pensi: “Oh Dio, sono davvero io il responsabile?” Ma non era una trovata pubblicitaria, ora non si potrebbe fare. Ricordo che andai alla Battersea Power Station ed era una discarica. Era piena di carbone, detriti e macchine rotte. Era assolutamente orribile. Bussai alla porta e mi rispose un ragazzo. Dissi che stavo cercando qualcuno di importante e il tipo disse: “Beh, sono io”, e io dissi che volevo far volare un maiale. Mi disse che andava bene, ma che al giorno d’oggi non la faresti franca con la salute e la sicurezza.
Ricordo di aver parlato con Roger e Storm quando abbiamo fatto volare il maiale, perché accanto a Battersea c’era l’ambasciata americana, che l’ha visto sulle telecamere a circuito chiuso e ha detto: “Tiratelo giù, tiratelo giù”. Non molti lo sanno, ma i media hanno riportato che la band è stata accusata di aver fatto volare un oggetto volante non identificato. Per fortuna, un contadino del Kent ha messo fine a tutto questo quando ha telefonato dicendo: “State cercando un maiale?” e io ho risposto di sì. È stato un sollievo, non c’è che dire. È tutto nel libro.

Il sole e la luna (solarpunk) di Franco Ricciardiello | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della nuova proposta editoriale di Franco Ricciardiello, Sole distante, Luna di sale, un titolo bellissimo in linea con la particolarità del Franco autore che tutti conosciamo. La quarta:

La laguna a nord di Venezia è sotto il livello del mare a causa dello scioglimento dei ghiacci artici, protetta soltanto da un sistema di gigantesche dighe. Lucio Aldani deve convincere gli abitanti delle isole a trasferirsi sulla terraferma, perché la zona sarà abbandonata alle acque, in attesa di un metodo per raffreddare la temperatura globale del pianeta. Ma le isole sono abitate dai rousseau, persone che hanno rinunciato alle grandi città per tornare a contatto con la terra, e che non hanno intenzione di andarsene: è infatti nella laguna che riescono a ricevere messaggi dal lontano mondo di Anthea, una civiltà extraterrestre estinta ormai da anni a causa di una catastrofe ecologica planetaria. Negli ultimi giorni di vita, gli antheani hanno affidato a trasmissioni interstellari un tragico monito contro l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente. Prima di Aldani un’altra inviata, Naima, è giunta per far rispettare le decisioni dal parlamento, ma ha finito per immedesimarsi nel punto di vista dei rousseau, suggestionata dalle struggenti immagini di antheani ormai morti da tempo, che continuano a raggiungere la Terra dallo spazio profondo come fantasmi di vite bruciate.

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"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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