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Trieste Science+Fiction 2018, ecco i primi titoli della selezione ufficiale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la lista dei film selezionati per la proiezione al Trieste Science+Fiction 2018. Ce ne sono di davvero intriganti, vi lascio ad alcune sinossi:

Ederlezi Rising di Lazar Bodroža

Opera d’esordio del regista serbo Lazar Bodroža, il film verrà presentato in anteprima nazionale in concorso nella selezione ufficiale del Trieste Science+Fiction. In un futuro distopico il socialismo ha ormai soppiantato il capitale, mentre le grandi industrie stanno colonizzando nuovi pianeti. L’astronauta Milutin (Sebastian Cavazza) viene inviato in missione su Alpha Centauri da parte della Ederlezi Corporation. Ad accompagnarlo in questo viaggio interstellare una androide di nome Nimani (Stoya), dotata di un avanzato sistema operativo che le permette di fargli compagnia e assisterlo. Una storia d’amore surreale nello spazio intergalattico, in cui l’ambientazione fantascientifica offre una perfetta cornice attraverso cui raccontare intense vicende personali, che costituiscono anche una metafora sociale di ampio respiro, allontanandosi al contempo dalle molte convenzioni della realtà.

Prospect di Chris Caldwell e Zeek Earl

Sempre fuori concorso è il titolo di Chris Caldwell e Zeek Earl, che danno vita a un universo originale, ricco e dettagliato, raccontandolo dal punto di vista degli emarginati che vivono ai confini della civiltà. Persone che si addentrano nelle insidiose frontiere dello spazio, spinti da una insostenibile situazione economica, mettendo a rischio la propria vita in cerca di un’occasione di riscatto. Al centro della vicenda una ragazzina in viaggio col padre verso una luna aliena alla ricerca di fortuna: i due, infatti, hanno ottenuto un contratto per estrarre da un enorme deposito delle gemme particolarmente sfuggenti, nascoste nella tossica foresta della luna. Ma non sono i soli a percorrere questo mondo ostile in un western fantascientifico che ci parla di lotta per la sopravvivenza e nostalgia di casa. Dalla line-up del SXSW, un’opera prima ricca di fascino e suggestioni.

Await Further Instructions di Johnny Kevorkian

Il regista inglese Johnny Kevorkian, qui al suo secondo lungometraggio, dirige un thriller fantascientifico, che verrà proiettato in anteprima italiana in concorso al Trieste Science+Fiction 2018. Un’opera inquietante e ricca di fascino, in perfetto stile Cronenberg. La storia ruota attorno alla famiglia Milgram che, intenta a celebrare il Natale, si accorge di una misteriosa sostanza nera che ha circondato la loro casa. Qualcosa di terribile sta per accadere, ma cosa? Un disastro ambientale, un attacco terroristico, una guerra nucleare? In mezzo a discussioni sempre più infervorate viene accesa la TV, alla disperata ricerca di informazioni. Ma sullo schermo c’è solo una scritta che lampeggia sinistramente: “Restate in casa in attesa di ulteriori informazioni”. Mentre i messaggi televisivi diventano sempre più minacciosi, paranoia e tensione si accumulano. Nel cast David Bradley (Il Trono di Spade), Sam Gittins (The Smoke), Holly Weston (Howl), Kris Saddler (The Hour) e Grant Masters (Silent Witness).

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YouWorld, il sesso artificiale del futuro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova edizione per YouWorld, il romanzo breve di Giovanni De Matteo e Lanfranco Fabriani già uscito anni fa su Urania e ora riveduto e ampliato per Delos Digital. Due Premi Urania assieme, e il risultato è deflagrante, disturbante.

Se l’apertura di una casa di tolleranza con donne di plastica vi ha sconcertato, aspettate di vedere cosa accadrà in futuro, quando pagando bene potrete avere le grandi dive del cinema, da Marilyn Monroe a Gwineth Paltrow, in versione artificiale ovviamente. Senza più freni, senza più limiti, come cambierà la società il mercato del sesso sintetico? Due grandi autori italiani, entrambi vincitori del Premio Urania, vi raccontano uno scenario tanto allucinante quanto plausibile.

IL CANONE DI BOLAÑO. Spirito e corpo della fantascienza – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione a Lo spirito della fantascienza, di Roberto Bolaño, in uscita per Adelphi, notizia di per sé fantastica, nel senso che la casa editrice di sovente non fa uscire titoli legati al genere SF. Un estratto della rece:

La fantascienza di questo romanzo, in effetti, non è fantascienza (se non indirettamente, come riflesso di un riflesso: il riflesso dei racconti di fantascienza scritti da uno Jan ragazzino e che il suo professore di letteratura, “un uomo in buona fede, innamorato selvaggiamente di Scott Fitzgerald e in modo più tranquillo della Repubblica delle Lettere”, liquida con un’alzata di spalle, esclamando mestamente: “Caro Jan, spero che tu non stia fumando”), ma ciò che il titolo puntualizza: ancora una volta, lo spirito della fantascienza, il senso di una realtà fluida, soggetta a cambiamenti, pervasa da un dinamismo che mette in relazione le leggi della fisica con i moti della psiche umana. Il tutto innervato da una scrittura elettrica che alterna quadri narrativi tradizionali (dal punto di vista dell’amico e coinquilino di Jan, Remo, nell’appartamento che condividono a Città del Messico) a inserti dialogici, interviste, funambolismi visionari il cui riferimento concettuale è proprio quello del grande serbatoio fantastico-fantascientifico novecentesco. Fin dalle prime pagine: nei topi che Jan sente brulicare sopra o dentro il tetto della stanza in cui vive (“Allora […] disse che il soffitto della nostra stanza era infestato di topi mutanti, non li senti?, sussurrò con la mia mano sulla fronte e io gli dissi sì, è la prima volta che sento dei topi squittire sul soffitto di una stanza sul tetto a terrazza all’ottavo piano. Ah, disse Jan”) echeggia il Lovecraft dei Ratti nel muro, con un’ironia che smorza gli eccessi metafisici dello scrittore americano e al contempo ricostruisce l’orrore in dimensioni molto più accessibili e concrete, presenza tangibile nella realtà di bohémiens emarginati che vivono l’esperienza quotidiana come enigma insensato e straniante, su cui aleggia l’ombra di minacce tutt’altro che soprannaturali (il professore che disprezza la fantascienza finisce spazzato via mentre è intento a una passeggiata “alla luce di luna durante il coprifuoco”, nel Cile di Pinochet).

Il fantasma di Eymerich di Valerio Evangelisti arriverà a ottobre | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della prossima uscita per Valerio Evangelisti e il suo Magister: Il fantasma di Eymerich. Un estratto dall’articolo.

1378. Evaso dalla prigione in cui il re d’Aragona lo aveva fatto rinchiudere, Eymerich raggiunge Roma, dove papa Gregorio XI ha trasferito la sede pontificia. Gregorio sta morendo, e attorno a lui inizia la contesa che condurrà al Grande Scisma d’Occidente. L’inquisitore si accorge che le risse tra cardinali nascondono dell’altro. Un culto pagano bizzarro e dimenticato è risorto dall’oblio e ha contagiato l’alto clero. Solo la proverbiale spietatezza di Eymerich, alle prese con un fantasma che gli è identico, saprà averne ragione.

In un’epoca più prossima alla nostra, ma futura, la repubblica di Catalogna è l’unico Stato europeo che si è mantenuto neutrale in un conflitto mondiale devastante. Vi trova rifugio lo scienziato Marcus Frullifer, portatore di teorie capaci di sconvolgere la fisica e la nozione di tempo. Solo che la Catalogna non è lo Stato perfetto che lui crede. Ciò non gli impedisce di costruire l’astronave Malpertuis, mossa da forze psichiche, vista in Nicolas Eymerich, inquisitore, il romanzo iniziale del ciclo.

In un futuro lontanissimo, l’umanità si sta evolvendo in qualcosa d’altro. Si muove oltre i limiti fisici conosciuti nel passato, e si trova a ridosso del Punto Omega, l’estremo dell’universo teorizzato dal gesuita Teilhard de Chardin e da alcuni scienziati moderni. Un misterioso Magister, di leggendaria memoria, regola l’ultimo sospiro del genere umano. Ma sarà l’ultimo, in un cosmo spiraliforme?

C’è posta per lui – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il consueto lunedì di Alessandra Daniele, che insiste – a ragione, aggiungo io – sul concetto che chi controlla la percezione del reale controlla poi la realtà, adagio dickiano assai vero e perverso, ma la perversione è propria del sistema economico mondiale attuale, che ci piaccia o no.

“Ci fanno rivedere sempre lo stesso film” – Philip K. Dick

Dopo un decennio di proclami giustizialisti, la Banda degli Onesti grillini si ritrova socia d’un partito in bancarotta per truffa, che in pieno stile berlusconiano accusa la magistratura di trame golpiste.
Il loro ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è indagato anche per sequestro di persona, un reato che prevede fino a 30 anni di galera. Come in un reality Mediaset, Salvini ha aperto in diretta la busta dell’avviso di garanzia, bevendoci su (product placement) e coinvolgendo in una chiamata di correo tutti i suoi elettori.
Nessuno però, neanche gli stessi magistrati, s’aspetta davvero che venga processato, né tantomeno condannato, perché tutti sanno che allo stato attuale delle cose, la sua condanna provocherebbe una crisi di sistema, un esplosivo conflitto istituzionale, e forse addirittura scontri di piazza.
Grazie alla sua popolarità, dovuta a una serie di promesse irrealizzabili, e di ferini appelli ai peggiori istinti fascio-razzisti del paese, oggi Salvini è di fatto al di sopra della legge.
L’Italia non è uno Stato di Diritto, né una Democrazia moderna, e non lo è mai stata.
È un’oligarchia tribale nella quale il Cazzaro che la spara più grossa, e diventa più popolare, acquisisce così totale impunità.
Finché è popolare.
Questo quindi non significa che Salvini non possa essere rimosso. Significa che prima di essere rimosso dev’essere disinnescato.
Che quegli stessi media che l’hanno reso popolare facendogli da megafono, dovranno smascherarlo. Se e quando i loro proprietari lo riterranno conveniente per i loro interessi. Berlusconi, Zuckerberg, Murdoch.
Finora il cosiddetto Governo del Cambiamento è di fatto in totale continuità col governo precedente. Sull’Ilva è passato l’accordo stipulato da Calenda, sull’immigrazione si prosegue la linea Minniti, sui vaccini resta in vigore il decreto Lorenzin.
Il Reddito di Cittadinanza s’annuncia come un semplice ampliamento del renziano Reddito d’Inclusione, la presunta Flat Tax sarà soltanto un’agevolazione fiscale per le imprese come quella del governo Gentiloni.
Tutti i grilloverdi ora promettono il rispetto d’ogni vincolo economico imposto dall’Unione Europea.
TAV e TAP restano confermati.
Le concessioni autostradali restano ai Benetton.
Nell’incontrare Salvini, Tony Blair aveva senz’altro di che sorridere.
La vulgata mediatica però rimane quella dei Nuovi Barbari distruttori del Vecchio Ordine, e secondo i sondaggi gli elettori continuano ad abboccare.
Il compito affidato a Salvini è quello di dirottare qualsiasi malumore  popolare su profughi, mendicanti, e sfrattati.
In Italia – e non solo – non esiste più la montesquiana separazione fra i poteri, perché c’è rimasto un solo vero potere, controllato dal denaro, ed è la Propaganda.
L’unica vera sovrana d’un paese rincoglionito che vede invasori alieni dappertutto, e continua ad acclamare un Cazzaro dopo l’altro.
La capacità di manipolare il prossimo dall’interno della sua stessa mente è l’essenza del potere.
È quello l’interno che conta amministrare.
“Chi controlla la percezione della realtà, controlla la realtà” – Philip K. Dick
Esattamente come Renzi, Salvini non ha in realtà nessun controllo sulla fonte della sua impunità, e del suo potere.
Quella che la magistratura gli punta alla testa per adesso è una pistola scarica. Saranno i media a decidere se e quando metterci le pallottole.
Chi controlla la percezione di Salvini, controlla Salvini.
E l’Italia.

Quando si avvicina un buco nero: l divoratore di mondi di Gregory Benford | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Il divoratore di mondi, romanzo di fantascienza hard di Gregory Benford. La sinossi:

Channing, ex astronauta e ora astronomo, moglie dell’astrofisico Benjamin Knowlton, sta morendo. Proprio quando stavano per fare la loro più grande scoperta. Qualcosa, infatti, è comparso sul bordo estremo del Sistema Solare: un buco nero con massa paragonabile a quella della Luna e un diametro di appena pochi metri punta dritto sulla Terra, “consumando” tutto quello che trova sul suo cammino. Sembra un’anomalia del cosmo, eppure i suoi segreti più grandiosi e devastanti devono ancora essere rivelati… e temuti.

Torna la Lavanderia di Charles Stross | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova puntata della Lavanderia di Charles Stross, l’unità investigativa segreta che prende per vero le minacce lovecraftiane dei Grandi Antichi. Perché realmente esistenti. Progetto Jennifer, su Urania, prima parte però…

Come nel lungo e cupo racconto Guerra gelida (A Colder War, 2000), che ha fornito l’idea di base della serie, i vari governi non solo conoscono l’esistenza di altre dimensioni e della magia ma hanno intenzione di usarle come armi. Tutte le varie agenzie di spionaggio cercano di entrare in possesso di manufatti magici o essere mostruosi da impiegare in guerra, nel contempo devono nascondere la verità alla popolazione e impedire che la Terra venga invasa da creature vogliose di succhiarci i cervelli.

In Progetto Jennifer – parte uno l’agente Bob Howard si trova alle prese con un caso complesso e pericolosissimo, anche se va detto che nel mondo della Lavanderia anche giocare a un videogame è pericolosissimo. Pare che i sovietici abbiano recuperato dalle profondità abissali un’arma aliena, ma il sottomarino che la trasportava è stato affondato. Inglesi e americani hanno deciso di unire le forze per contrastare un miliardario che intende recuperare il sottomarino e l’arma che contiene, l’agente Howard deve collaborare con una collega non del tutto umana.

Charles Stross ha scritto un tributo a Ian Fleming e a H. P. Lovecraft colmo di ironia e pericoli, ma con l’agente Howard l’umanità è in buone mani.

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