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Sulla Luna, tra scienza e fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un saggio scritto da Carmine Treanni per ricordare il cinquantenario dell’allunaggio: Sulla Luna. Ecco la quarta, che esplica molto bene il tono della pubblicazione:

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Con queste parole, l’astronauta americano Neil Armstrong, e con lui tutta l’umanità, metteva piede sulla Luna il 21 luglio del 1969.
Nel cinquantesimo, storico, anniversario dell’allunaggio, il saggio ripercorre le tappe fondamentali della corsa allo spazio: dal lancio del satellite Sputnik da parte dei sovietici nel 1957 allo sbarco sulla Luna degli americani. Il libro, poi, approfondisce anche come siano infondate le tesi dei cosiddetti “complottisti”, ossia di coloro che asseriscono che sulla Luna non ci siamo mai andati, e racconta cosa ci riserva il futuro dell’esplorazione spaziale e il ruolo centrale che avrà il nostro satellite. A corollario della storia dello sbarco sulla Luna, il libro apre anche una finestra sull’immaginario, raccontando di come la fantascienza abbia rappresentato la conquista della Luna, attraverso romanzi.

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Quando camminavamo sulla Luna | Holonomikon


Giovanni De Matteo, sul suo blog, apre le danze connettive al 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna, e lo fa citando Primo Levi, in un suggestivo endorsement dell’epoca che sconfessava chi non voleva aprirsi ai tempi nuovi, al futuro, a qualsiasi cosa ciò avesse voluto dire. Ve lo riporto, e vi allego di nuovo lo spettacolo live che i Floyd fecero in quella mistica giornata alla BBC…

Alla base di tutti i possibili motivi del viaggio nello spazio, si intravede un archetipo; sotto l’intrico del calcolo, sta forse oscura obbedienza a un impulso nato con la vita e ad essa necessario, lo stesso che spinge i semi dei pioppo ad avvolgersi di bambagia per volare lontani nel vento, e le rane, dopo l’ultima metamorfosi, a migrare ostinate di stagno in stagno, a rischio della vita: è la spinta a disseminarsi, a disperdersi su un territorio vasto quanto è possibile.

Nelle edicole Strani Mondi, un’antologia che farà storia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Millemondi di luglio, intitolato StraniMondi. Una raccolta di 17 autori e 15 racconti che segnano lo stato d’avanzamento della SF nostrana; a bordo mi trovo in ottima compagnia di molta crema attuale fantascientifica, come Lukha B. Kremo, Giulia Abbate ed Elena Di Fazio, Franci Conforti, Davide Del Popolo Riolo, Nicola Fantini, Clelia Farris, Lorenzo Fontana e Andrea Tortoreto, Maico Morellini, Piero Schiavo Campo, Dario Tonani, Claudio Vastano, Alessandro Vietti, Alain Voudì. L’iniziativa di Franco Forte, con la cover di Franco Brambilla e l’appendice di Silvio Sosio, testimonia l’impegno editoriale di chi crede nel genere, cui ognuno di noi autori coinvolti ha cercato di rispondere il più professionalmente possibile. Ora la parola passa a voi lettori, calatevi numerosi in questo strano mondo che vi aspetta, composito e tentacolare: è un momento importante per il genere, chi può risponda! Grazie a tutti, coinvolti editoriali e lettori.

Nell’articolo di Fantascienza.com sono riportati gli incipit di ogni racconto; qui sotto potete leggere parte del mio, ambientato nel metamondo Impero Connettivo. Permettetemi di vibrare di gioia…

La visione di una vallata rocciosa si aprì improvvisa sotto di lui. Il plenipotenziario Sillax si trovò impreparato nel gestire la vertigine di luce che lo abbacinò con violenza: la schermatura ionica della cabina di pilotaggio dell’Apostata non bastò a proteggere lui e l’equipaggio e vibrò di bassa frequenza per alcuni istanti, mentre Sillax se ne restava impettito in plancia. Non poté fare a meno di ammirare, per qualche fuggevole istante, la selvaggia suggestione del panorama desertico sottostante e poi, più in là, lo spazioporto che si apriva al loro attracco: sedici dimensioni quantiche erano avvolte in un lago di collasso frattalizzato e l’orizzonte si rincorreva nei suoi impianti craniali per istanti successivi, collazionati in landscape di matematica esoterica. Il vettore imperiale, l’Apostata, era uscito dalle officine dell’imperatore Totka_II e utilizzava la tecnica a induzione olografica, raffinata tecnologia all’avanguardia, anche se non così esasperata come ci si sarebbe aspettati da uno Stato di tale potenza, esteso su ogni magnificazione dell’illusorio reale. L’olografia, in un momento assai prossimo alla singolarità postumana, appariva come un esotismo tecnologico improbabile; ai tempi dell’Impero Connettivo, invece, era assurta a ostentazione tecnologica dell’élite governativa, un’estetica desueta da nomenklatura Soviet.
Mentre i pensieri degli impegni governativi occupavano gran parte della sua attenzione, Sillax si accorse che un meraviglioso senso di solitudine lo stava sopraffacendo: con il fiato interrotto, si stava lasciando rapire dall’impervia intensità del deserto di sabbia e luce, avvertibile ben oltre il trasudo degli schermi ionizzati. Le parole gli morirono in gola, il fascino della sopraffazione psichica che provò per qualche istante gli fece ripercorrere le gioie di lui bambino mentre con la madre, ancora entrambi umani in un ecumene già vasto di postumani, osservava le giostre disegnare giochi da baraccone. Erano spassosi e pregni di trucchi da realtà virtuale da quattro soldi, che però avevano il gran pregio di divertirlo e renderlo curioso, inestimabile risorsa mentale per un futuro che non avrebbe mai immaginato, ma nemmeno sospettato, di longevità.
«Potente, siamo in prossimità dello spazioporto, la prego di accomodarsi nella nicchia di decelerazione.»

Sandro Battisti, intervista/INTERVIEW: tra Postumano e Poetica della Fantascienza (between Post-human and Poetics of Science Fiction) | Neofuturismo


Sul blog di Roberto Guerra è possibile leggere l’intervista che mi ha recentemente fatto. Un grazie vivissimo a Roberto.

Sulla Luna, scienza e fantascienza in libreria | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Sulla luna, libro scritto da Carmine Treanni che traccia la storia e fa il punto sui 50 anni che sono passati dal celebre sbarco sul nostro satellite naturale. Ecco la quarta:

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità”. Con queste parole, l’astronauta americano Neil Armstrong, e con lui tutta l’umanità, metteva piede sulla Luna il 21 luglio del 1969. Nel cinquantesimo, storico, anniversario dell’allunaggio, il saggio ripercorre le tappe fondamentali della corsa allo spazio: dal lancio del satellite Sputnik da parte dei sovietici nel 1957 allo sbarco sulla Luna degli americani. Il libro, poi, approfondisce anche come siano infondate le tesi dei cosiddetti “complottisti”, ossia di coloro che asseriscono che sulla Luna non ci siamo mai andati, e racconta cosa ci riserva il futuro dell’esplorazione spaziale e il ruolo centrale che avrà il nostro satellite. A corollario della storia dello sbarco sulla Luna, il libro apre anche una finestra sull’immaginario, raccontando di come la fantascienza abbia rappresentato la conquista della Luna, attraverso romanzi, film e serie televisive.

Le porte del cosmo: rock e fantascienza al di fuori del mondo anglosassone


Su Delos207 un bell’articolo che indaga la commistione tra SF e Rock, cosa peraltro ben investigata da Mario Gazzola ed Ernesto Assante con il loro FantaRock, fresco vincitore del Premio Vegetti 2019. Un estratto:

Viene da Düsseldorf, in Germania, uno dei gruppi che ha avuto maggiore influenza sulla musica moderna: i Kraftwerk. La musica elettronica che caratterizza la loro produzione non solo è ancora attuale ma ha ispirato molti artisti saliti alla ribalta dagli anni ottanta in poi. A differenza dei Tangerine Dream e degli altri gruppi tedeschi citati sopra, producono musica più vicina al pop che alla sperimentazione e, quindi, più orecchiabile.

Si affacciano sulla scena internazionale con il terzo disco Autobahn (1974), occupato nella prima facciata dalla suite omonima, seguito l’anno successivo dal concept album Radio-Activity. Il successo arriva nel 1977: il disco Trans Europe Express è pubblicato in tre lingue (tedesco, inglese e francese) e contiene Schaufensterpuppen (Showroom Dummies in inglese, Les Mannequins in francese), primo saggio della fantascienza che diventerà cara ai Kraftwerk negli anni a venire: l’interazione tra uomini e automi. In questo brano si narrano le vicende di un gruppo di manichini che prendono vita e finiscono in una discoteca.

L’interazione uomo-macchina (e, più in generale, uomo-tecnologia) trova il suo compimento nel disco successivo pubblicato l’anno dopo. Già dal titolo: Die Mensch Maschine (The Man-Machine nella versione per il mercato internazionale). Non è un concept album di fantascienza, ma ci manca poco. Si comincia con The Robots, con il vocoder protagonista (We are the robots) di una delle commistioni più riuscite tra musica e fantascienza. Così riuscita che nelle esecuzioni dal vivo i quattro di Düsseldorf si fanno sostituire da manichini-robot. Il secondo brano è Spacelab, una delle rare incursioni dei Kraftwerk al di fuori dell’atmosfera terrestre. Metropolis è un esplicito omaggio all’omonimo film di Fritz Lang, pietra miliare del cinema di fantascienza. Dopo le splendide (ma non fantascientifiche) The Model e Neon Lights, il disco si chiude con l’evocativa title track (Man Machine, pseudo human being / Man Machine, super human being).

L’album seguente, Computerwelt (Computer World nell’edizione internazionale, 1981), pur essendo un ottimo lavoro, non raggiunge le vette artistiche dei due dischi precedenti. Come si evince dal titolo, si tratta di un concept album dedicato al mondo dell’informatica, in forte espansione all’inizio degli anni ottanta grazie all’avvento dei personal computer. Questo disco può essere considerato una prosecuzione del precedente nell’ambito dell’esplorazione del legame tra uomo e tecnologia; una tecnologia che può portare tanto al benessere quanto all’alienazione: I’m the operator / With my pocket calculator sono le parole ripetute ciclicamente in Pocket Calculator, canzone della quale esiste anche una versione in italiano (Mini calcolatore) presentata per la prima volta a Discoring.

Delos 207 e l’IA


Su Delos 207 lo speciale dedicato all’intelligenza artificiale. Segnali questi tre link, uno più bello e interessante dell’altro: L’intelligenza artificiale è (già) tra noi, L’intelligenza artificiale: protagonista del nostro futuro e L’immaginario dell’Intelligenza Artificiale: intervista a Giovanni De Matteo. In particolare, l’intervista offre spunti stimolanti perché è il punto di vista di un autore letterario che si misura continuamente con l’immaginario, appunto, del futuro misto a tecnologia e Storia, anche contemporanea. Un estratto della chiacchierata:

Oggi le IA cosiddette deboli sono presenti nei telefoni cellulari o sono gli assistenti vocali delle nostre case. Sempre avendo come orizzonte il futuro, come interagiranno le IA nella nostra vita quotidiana, quella del tempo libero o comunque non legata al tempo del lavoro? 

Difficile prevederlo senza scadere anche qui nel pronostico facile da disattendere, ma personalmente auspico che il maggiore impatto derivi direttamente dall’ottimizzazione del nostro tempo lavorativo: un effetto benefico sull’efficienza ci aiuterebbe a evitare inutili sprechi, consentendoci contemporaneamente di riappropriarci di almeno una parte del nostro tempo “privato”, che è stato sempre più eroso e colonizzato dalle dinamiche del ciclo capitalista di produzione e consumo. Quando non produciamo consumiamo, e viceversa, che è l’assunto da cui parte l’illuminante studio di Davide Mazzocco da poco pubblicato da D Editore: Cronofagia. Mi piacerebbe essere smentito, ma a meno di cambiamenti radicali nel sistema economico su cui si regge la nostra società, gli avanzamenti in questo campo finiranno comunque per renderci consumatori più efficienti, piuttosto che il contrario. In questo scenario, mi accontenterei già di un agente in grado di aggiornare autonomamente in corsa gli impegni della giornata a fronte degli inevitabili cambiamenti di programma che vanificano qualsiasi possibile pianificazione: un’esperienza che sono sicuro condividiamo in molti da alcuni anni a questa parte.

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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La porta su un'altra dimensione

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