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E il vincitore del Premio SHORT-KIPPLE 2019 è… | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

🏆 ALESSANDRO NAPOLITANO 🏆 con il racconto “Grand Vintage Bazaar”.
Napolitano, per due volte finalista al premio, quest’anno è riuscito nell’impresa. Complimenti anche agli altri finalisti, il livello dei racconti di quest’edizione è stato davvero eccelso.
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Esce “La prima frontiera”, antologia di Strano Weird – Bruce Sterling, Danilo Arona, AA.VV. – Curatela di Sandro Battisti


LA PRIMA FRONTIERA è da oggi disponibile, nella mia curatela antologica, su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo.
Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja.

Sinossi

Cosa può spaventare l’inumano, il bizzarro, il diverso? Quali sentimenti permeano le energie così lontane dall’umanità che osserviamo ogni giorno? Le suggestioni e le storie contenute in questa antologia rispondono, ognuna a modo suo, a tutte queste domande dove significati e simboli si mescolano tra loro, senza un ordine predefinito. Ci siamo chiesti se il diverso sia capace di provare la stessa paura che proviamo noi di fronte a esso; quali rivelazioni si mostrano attraverso lo spazio siderale, lo studio della fisica e delle rifrazioni quantiche che ci insegnano a dubitare di noi stessi e a piegare il concetto di superiorità umana sulle differenti specie dell’universo. Lovecraft stesso ha minato questa umana dittatura, inserendola in un pantheon di orrore terrificante, dove le antiche energie sono state capaci di trascendere il concetto di tempo e dimensione irrompendo nel reale. A cosa pensa l’inumano quando guarda a noi nell’attraversamento dimensionale? A questo, e molto altro, hanno risposto gli autori intervenuti nell’antologia, ognuno col proprio codice di pensiero e scrittura.

Estratto

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.
Gli autori chiamati qui a rispondere a tali quesiti sono tra i migliori che conosco; l’aver suscitato in loro la curiosità e l’interesse nello sviscerare il concetto sopra esposto è per me motivo d’immenso orgoglio, perché accanto a firme giovani ma già in grado di rivelare la loro notevole cifra stilistica, potrete trovare molte firme affermate, conosciute perché estremamente brave nell’arte del raccontare. È con infinito senso di gratitudine che ringrazio quindi ognuno dei partecipanti, con tutti ho instaurato uno stretto rapporto di confidenza per spiegare meglio cosa volevo dalle loro storie, e così da ciascuno di loro ho voluto tirar fuori la personale visione di un weird non antropocentrico; essendo questo un concetto di frontiera, di difficile idealizzazione, a volte è stato necessario predisporre da parte loro delle modifiche alle convinzioni, attraverso sessioni di brain storming in cui one to one ci siamo confrontati su come si potesse sviscerare al meglio il tema di quest’antologia. Il risultato è sotto i vostri occhi, e io sono lieto di esserne stato soltanto il tramite – un medium sarebbe il caso di dire, visto il tema trattato – arrivando infine alla vostra consapevolezza che qualcosa d’incombente, non scorto, è su di noi e precipita dallo strapiombo di innumerevoli e ignote dimensioni in cui l’umanità – per dirla alla Lovecraft – non è nemmeno contemplata.

Sandro Battisti – Introduzione

La quarta

La prima frontiera è il limite che si incontra trascendendo in direzione dell’inumano, in tutte quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza si astrae divenendo materia sfuggente. In tale dimensione come si trasforma la percezione del weird? Nel momento stesso in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà una paura che non potrà esplicare, cosa verrà considerato strano? La prima frontiera sarà lì, per mostrarsi in tutta la sua luminosa essenza.

Gli autori

Bruce Sterling, Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo, Giovanna Repetto, Luigi Musolino, Alessandro Forlani, Pee Gee Daniel, Mario Gazzola, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Federica Leonardi, Matt Briar, Linda De Santi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja e Danilo Arona. A cura di Sandro Battisti. Traduzione del racconto La lampada da lavoro (Bruce Sterling) di Salvatore Proietti.

Il curatore

Sandro Battisti è uno dei fondatori del movimento letterario Connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto “Florian”, successivamente nei romanzi “PtaxGhu6” (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e “Olonomico” (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’IMPERO RESTAURATO. Scrive quotidianamente sul blog https://hyperhouse.wordpress.com.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La prima frontiera

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 215 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-10-1
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 204 – € 15 — ISBN 978-88-32179-09-5

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Kipple Officina Libraria a StraniMondi 2019 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Stranimondi stiamo arrivando! Per noi si tratta del quinto anno di partecipazione consecutiva e non vediamo l’ora di presentarvi tutte le nuove pubblicazioni, incontrare gli autori e amici che ci sostengono, curiosare negli stand e far nascere nuove collaborazioni. Non diciamo altro, ci apprestiamo a chiudere gli ultimi scatoloni, libri in spalla e borse capienti, ci si vede lì.

  • PANEL > Tolkien, new weird e altre frontiere: il nuovo corso editoriale Kipple; all’interno della presentazione:
  • PROCLAMAZIONE > Vincitore del Premio SHORT-KIPPLE 2019. Ecco i finalisti, in rigoroso ordine alfabetico:

👽 Mattia Bassani
👽 Gilbert Gallo
👽 Alessandro Napolitano
👽 Stefano Spataro
👽 Monica Tessarin

Quando ci sarà il panel? Sabato 12 OTTOBRE – ore 16.00. Dove? Casa dei Giochi, via Sant’Uguzzone 8 – 20126 Milano @SALA PRESENT. Poi, naturalmente, saremo presenti per tutto il weekend allo stand Kipple!

Esce Malasacra, antologia per k_noir di Francesco Corigliano | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Grandi ritorni per Kipple Officina Libraria nella collana k_noir che accoglie nelle sue oscure fila la raccolta di Francesco Corigliano, autore calabrese che padroneggia con sapienza i territori dell’ombra e le sottili paure che percorrono la sua terra. Malasacra narra di luoghi pervasi da un weird intenso, come solo i più grandi del genere riescono a fare.
L’introduzione è di Danilo Arrigoni, che ne ha curato l’edizione, la copertina è di Franco Brambilla, grande illustratore del Fantastico contemporaneo, già copertinista della collana Urania Mondadori. L’opera esce in formato digitale e in formato cartaceo.

Sinossi

È consuetudine, all’apparire di un nuovo, promettente nome, all’interno di un genere letterario, evocare l’apparizione di una nuova “stella”, così come è prassi elogiarne l’opera prima con roboanti aggettivi a supporto (e spesso a sproposito). Nel caso della prima raccolta di Francesco Corigliano che ci si accinge a licenziare, più che il termine “stella” si addice quello di “costellazione” e il masochista lettore che ancor si attardi a leggere questa prefazione, inutile e necessaria come tutte, invece di fiondarsi tra le pagine e lasciarsi sommergere dai loro flutti, si accorgerà prima del termine della lettura che raramente si è trovato di fronte a un testo antologico più compatto e unitario, quale una costellazione appunto. Ogni stella-racconto qui inserita ha il suo perché, la sua precisa posizione, ma solo dal confronto con tutte le altre e solo al termine di questo labirinto circolare apparirà nella sua forma autentica la conformazione della galassia-Corigliano. Appassionato cultore sia dei deliri metafisici borgesiani che delle rovine pre-umane di lovecraftiana memoria, l’autore si è divertito a incastonare il meglio della sua produzione breve in una raccolta che strizza l’occhio al “capolavoro circolare” del maestro gallese Machen come alle storie marinare di Hodgson, passando attraverso le brulle taverne nordiche evocate da Jean Ray, le fosche abbazie del “monaco” Lewis per planare sulle apparenti placide pianure di Eraldo Baldini; ma talmente fitta sarebbe la trama dei rimandi che annoda tutte le storie, che svolgerla e illustrarla significherebbe privare il lettore del lampo improvviso sorto dall’assaggio di una madeleine d’abisso.

Un estratto

Su questo pianeta, a volte, capitano degli eventi strani. Fatti che ne implicano altri e altri ancora e così via, dei quali è difficile farsi un’idea e che, per quieto vivere o per semplicità, etichettiamo come bugie o deliri; ma la natura di questi avvenimenti impedisce di per sé di accogliere tanto facilmente una soluzione al loro riguardo. La verità è che ogni tanto succedono cose per le quali la spiegazione razionale è la più probabile, nonostante la sua assurdità, mentre altre volte l’unica alternativa è quella irrazionale, nonostante: be’, nonostante l’irrazionale si neghi da sé.
Di questo ero convinto anche prima di incontrare il capitano Gunnar Hagen e lo fui ancora di più dopo che ebbi sentito cosa avesse da dire sul caso della Carolus Rex. Il motivo per cui mi ero interessato a quella storia non aveva invece nulla di eccezionale: nell’ottobre del 2016 mi trovavo a Bergen per raccogliere informazioni su un certo vescovo spagnolo che aveva avuto una vita avventurosa – per quanto può esserla quella di un ecclesiastico – e che aveva finito i propri giorni in quella città della Norvegia. Il mio albergatore, un bestione tanto alto quanto loquace, mi raccontava in inglese diversi piccoli avvenimenti curiosi che conosceva e nonostante mi facesse perdere un sacco di tempo ogni giorno riusciva sempre a divertirmi (e a farmi bere qualche birra in più, che finiva dritta dritta sul mio conto). Mi aveva sempre riportato faccende di poco conto, finché, un sabato pomeriggio, non s’era messo in testa di spiegarmi quello che era accaduto alla Carolus Rex. Io non avevo mai sentito nulla su quella storia e a dire il vero anche lui non pareva saperne moltissimo: mi disse che si trattava di una nave mercantile svedese, armata all’inizio degli anni Sessanta e sparita in circostanze misteriose nel 1974 – o era il ’75? – mi aveva chiesto un paio di volte, dubbioso, mentre transitava nell’Oceano Pacifico, tra Lima e Manila. Non c’erano stati segnali d’allarme né comunicazioni sulle frequenze radio: la nave era semplicemente sparita e non se n’era saputo nulla per quasi quarant’anni.

La quarta

Nelle solitudini mentali di luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza lessicale e sensoriale verso la profondità degli abissi disumani, indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita; sono corpi estranei che galleggiano nella deflagrazione dei limiti e che, in qualche occasione, sublimano inviti alla modestia, alla trascendenza delle miserie umane.

L’autore

Francesco Corigliano (Vibo Valentia, 1990) è docente di italiano, storia e geografia nella scuola media. Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dedicata ai racconti del terrore, mentre nel 2019 ha conseguito un Dottorato di Ricerca con un lavoro sulla letteratura weird. Ha pubblicato diversi articoli di critica letteraria dedicati al fantastico, in raccolte e riviste specializzate.
Nel 2015 con il racconto “Ex machina” (Hypnos 5, 2015; Strane Visioni, 2016) si è classificato al primo posto al Premio Hypnos, concorso in cui negli anni successivi è stato più volte finalista. Nel 2018 è stato vincitore della XIV edizione del concorso NASF, dedicato ai racconti di fantascienza e finalista nella XXIV edizione del Trofeo RiLL. Malasacra è la sua prima antologia personale.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Andrea Vaccaro, dedicata alle contaminazioni noir con le espressioni più innovative del weird, alle sue mutazioni e ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Francesco Corigliano, Malasacra
Curatela e introduzione di Danilo Arrigoni
Copertina di Franco Brambilla

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir
Formato ePub e Mobi – Pag. 236 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-12-5
Formato cartaceo – Pag. 224 – 3.95 € – ISBN 978-88-32179-11-8

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Ecco il bando per il Premio Kipple 2020 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2020
la XIII edizione
del Premio Kipple per il miglior romanzo di genere fantastico

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, digitale e sul web. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 100 cartelle dattiloscritte e massima di 400 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.
I generi ammessi sono:
Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk, anticipazione, ecc.)
Weird (new weird, neo-noir, horror, urban fantasy, ecc.)
Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 15 per ogni opera, da accreditare entro il 30 aprile 2020 in uno dei seguenti metodi:

I) con accredito sull’indirizzo paypal: kol@kipple.it
II) con accredito sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Kipple 2020”
III) con bonifico alle coordinate bancarie: IBAN IT95W 07601 01600 000043103274 intestate a Gianluca Cremoni con causale “Premio Kipple 2020”

5) La scadenza è fissata per il 30 aprile 2020.

6) I romanzi devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Kipple 2020”.
Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, nome cognome (ed eventuale pseudonimo) dell’Autore e la dicitura: “dichiaro che l’opera allegata non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti a esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196” e “Autorizzo il trattamento dei dati personali in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.

In allegato dovrà esserci il testo salvato come: “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email anche sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.
La redazione risponde sempre alla ricezione delle email, in caso di mancata ricezione della ricevuta controllare nello spam.

7) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del romanzo in formato CARTACEO nella collana “Avatar”, distribuito nelle librerie online, e in versione DIGITALE nella collana “eAvatar” distribuito su tutti i portali online quali Kobobooks, IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon IT, US, UK, DE, FR, ES, JP, CA, IN, MX, e AppleStore (iTunes).

Riepilogo:

Lunghezza: min 100 max 400 cartelle
Scadenza: 30 aprile 2020
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o docx.
Quota di partecipazione: 15 ogni romanzo

“La prima frontiera”, antologia a cura di Sandro Battisti – Intervista


Sul blog di Romina Braggion, in concomitanza con l’uscita odierna dell’antologia di strano weird La prima frontiera, è uscita un’intervista al sottoscritto che Romina ha magistralmente orchestrato, principalmente proprio sul tema antologico. Nel ringraziare la gentile ospite, vi invito a leggere integralmente la chiacchierata che fornisce ulteriori dettagli sul nuovo progetto editoriale che ho curato.

D. perché un lettore dovrebbe leggere “La prima frontiera”

R. Posso spiegare meglio incollando lo strillo che la casa editrice ha approntato in questi giorni per l’opera:

“Ventuno racconti del Fantastico esplorano, con forza e fascino, cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, dove regna l’inumano, lo strano, il diverso”.

In altre parole mi sono posto sul limite estremo dell’umano, sulla frontiera delle nostre stesse esistenze, e mi sono domandato cosa potrebbe inquietare ciò che inquieta noi: le energie inumane hanno anch’esse qualcosa di paragonabili ai nostri sentimenti? Ha senso per loro aver paura? Qual è il significato di trascendenza in quei territori psichici e dimensionali che per noi rappresentano il concetto stesso di trascendenza?
È un discorso antitetico all’antropocentrismo quello che ho improntato, gli umani sono così pieni di sé da ritenersi la razza superiore di tutto l’universo; probabilmente non è così, lo spazio siderale è lì a ricordarcelo, la Fisica è lì a segnalarcelo, le infinite rifrazioni quantiche dell’estremamente piccolo c’insegnano a dubitare di noi stessi, e Lovecraft ha minato la nostra superiorità positivista incastonandola in un contesto terrificante, dove energie talmente antiche da aver trasceso il concetto di tempo e di dimensione irrompono nel nostro piano reale e ne dispongono a piacimento, così come fanno con noi semplici esseri viventi tridimensionali, biologici, tutt’altro che provvisti di spiccati sensi psichici…
E allora, mi sono chiesto, questi esseri terribili, avranno mai paura? Si sorprenderanno? Nella loro vita a tredici dimensioni cosa penseranno, cosa faranno, sogneranno a loro volta di trascendere?

Questi temi sono personali, li sto sviluppando da anni, e a un certo punto mi sono chiesto se fossi soltanto io a setacciare questo particolare anti/antropocentrismo o se, magari, qualcun altro stava sperimentando qualcosa di simile; o se, magari, autori che normalmente non percorrono tali sentieri erano disposti a mettersi in gioco e a fare il passo verso l’abisso inesplorato.

Ecco, La prima frontiera ha questo senso, ed è un approccio liminare, è soltanto l’inizio…

Ovviamente, alcuni autori sono rimasti stupiti dal tema, hanno faticato un po’ a entrarci; altri invece hanno recepito subito il messaggio e altri ancora hanno deciso che per qualche motivo non potevano o volevano passeggiare su quel confine; tutti, però, sono rimasti affascinati da quel bagliore oscuro che da un altrove balugina verso il nostro mondo, e chissà se lo strano weird avrà ancora bisogno in futuro di ogni singolo artista qui coinvolto, e se questi saranno stati irrimediabilmente contaminati dal meme.

Esce “La prima frontiera”, antologia di Strano Weird – guest star Bruce Sterling e Danilo Arona – Curatela di Sandro Battisti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

LA PRIMA FRONTIERA è da oggi disponibile, nella mia curatela antologica, su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo.
Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall’umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano e lo strano. “La prima frontiera” è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di “diverso” si allontana da quello che abbiamo sempre immaginato.

Hanno partecipato all’antologia: Luigi Musolino, Alessandro Forlani, PeeGee Daniel, Mario Gazzola, Giovanna Repetto, Lukha B. Kremo, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Giovanni De Matteo, Matt Briar, Federica Leonardi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Linda De Santi, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja. Accanto a questi grandi nomi della narrativa fantastica italiana, sono presenti due guest star d’eccezione: Danilo Arona e Bruce Sterling (nella traduzione di Salvatore Proietti); la copertina è a cura di Ksenja Laginja.

Sinossi

Cosa può spaventare l’inumano, il bizzarro, il diverso? Quali sentimenti permeano le energie così lontane dall’umanità che osserviamo ogni giorno? Le suggestioni e le storie contenute in questa antologia rispondono, ognuna a modo suo, a tutte queste domande dove significati e simboli si mescolano tra loro, senza un ordine predefinito. Ci siamo chiesti se il diverso sia capace di provare la stessa paura che proviamo noi di fronte a esso; quali rivelazioni si mostrano attraverso lo spazio siderale, lo studio della fisica e delle rifrazioni quantiche che ci insegnano a dubitare di noi stessi e a piegare il concetto di superiorità umana sulle differenti specie dell’universo. Lovecraft stesso ha minato questa umana dittatura, inserendola in un pantheon di orrore terrificante, dove le antiche energie sono state capaci di trascendere il concetto di tempo e dimensione irrompendo nel reale. A cosa pensa l’inumano quando guarda a noi nell’attraversamento dimensionale? A questo, e molto altro, hanno risposto gli autori intervenuti nell’antologia, ognuno col proprio codice di pensiero e scrittura.

Estratto

La prima frontiera. Ovvero, il primo limite che s’incontra trascendendo, disincarnandosi; la prima barriera con cui s’impatta accedendo a luoghi inumani. E allora, quando si è in quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza diviene un concetto astratto e sfuggente, indefinita nel suo intuito senziente, come si svilupperà la percezione del weird? Come si modificherà il paradosso, il creeping, lo stacco del Fantastico nel momento in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà paura per qualcosa che nemmeno lui potrà esplicare? Allora, la prima frontiera sarà già lì, nel suo tentativo di raccontarci cosa contiene.
Gli autori chiamati qui a rispondere a tali quesiti sono tra i migliori che conosco; l’aver suscitato in loro la curiosità e l’interesse nello sviscerare il concetto sopra esposto è per me motivo d’immenso orgoglio, perché accanto a firme giovani ma già in grado di rivelare la loro notevole cifra stilistica, potrete trovare molte firme affermate, conosciute perché estremamente brave nell’arte del raccontare. È con infinito senso di gratitudine che ringrazio quindi ognuno dei partecipanti, con tutti ho instaurato uno stretto rapporto di confidenza per spiegare meglio cosa volevo dalle loro storie, e così da ciascuno di loro ho voluto tirar fuori la personale visione di un weird non antropocentrico; essendo questo un concetto di frontiera, di difficile idealizzazione, a volte è stato necessario predisporre da parte loro delle modifiche alle convinzioni, attraverso sessioni di brain storming in cui one to one ci siamo confrontati su come si potesse sviscerare al meglio il tema di quest’antologia. Il risultato è sotto i vostri occhi, e io sono lieto di esserne stato soltanto il tramite – un medium sarebbe il caso di dire, visto il tema trattato – arrivando infine alla vostra consapevolezza che qualcosa d’incombente, non scorto, è su di noi e precipita dallo strapiombo di innumerevoli e ignote dimensioni in cui l’umanità – per dirla alla Lovecraft – non è nemmeno contemplata.

Sandro Battisti – Introduzione

La quarta

La prima frontiera è il limite che si incontra trascendendo in direzione dell’inumano, in tutte quelle regioni indefinite, dove anche la coscienza si astrae divenendo materia sfuggente. In tale dimensione come si trasforma la percezione del weird? Nel momento stesso in cui qualcosa ci farà sussultare nella settima dimensione, o quando un essere alieno proverà una paura che non potrà esplicare, cosa verrà considerato strano? La prima frontiera sarà lì, per mostrarsi in tutta la sua luminosa essenza.

Gli autori

Bruce Sterling, Lukha B. Kremo, Giovanni De Matteo, Giovanna Repetto, Luigi Musolino, Alessandro Forlani, Pee Gee Daniel, Mario Gazzola, Uduvicio Atanagi, Domenico Mastrapasqua, Irene Drago, Roberto Furlani, Federica Leonardi, Matt Briar, Linda De Santi, Alex Tonelli, Maico Morellini, Marco Milani, Marco Moretti, Ksenja Laginja e Danilo Arona. A cura di Sandro Battisti. Traduzione del racconto La lampada da lavoro (Bruce Sterling) di Salvatore Proietti.

Il curatore

Sandro Battisti è uno dei fondatori del movimento letterario Connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto “Florian”, successivamente nei romanzi “PtaxGhu6” (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e “Olonomico” (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’IMPERO RESTAURATO. Scrive quotidianamente sul blog https://hyperhouse.wordpress.com.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La prima frontiera

Introduzione e curatela di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja
Traduzione di Bruce Sterling: Salvatore Proietti

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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✏ Drawings are the window to the soul 📚 Book cover artist 📌 Edizioni Underground? 📌 Edizioni Open 📌 Panesi edizioni 💬 Cartoonist 📌 SkuolaNet 📌 SeiAlTuristico 👩🎨 Facebook / Twitter / Instagram: @EvelynArtworks

Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

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