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Il Centro Studi Giorgio Manganelli chiude? | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

Si parla tanto di cultura. Eppure il Centro Studi Giorgio Manganelli (uno dei massimi autori e letterati italiani del XX secolo) sta per chiudere. Ho deciso così di organizzare (contribuendo anche economicamente) con questa raccolta fondi. Basta poco, e chi proprio non se la sente, condivida questo post. Se amate i libri e la cultura, date un segno.

Grazie di ❤️.

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Scatta la promo “A Natale siamo… tutti più Weird”! | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

A Natale siamo… tutti più Weird

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BE WEIRD BE KIPPLE

Esce The City’s Return, di Sandro Battisti, per la collana SpinOff | KippleBlog


Un’uscita che mi riguarda. [Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta The City’s Return, nuova, potente incursione nel mondo dell’Impero Connettivo dal creatore della saga Sandro Battisti, Premio Urania 2014.
L’autore esplora, definendone gli sfuggenti confini, quella che sembra un’illusione maturata all’interno del territorio imperiale; lo fa richiamando sottilmente i massimi esponenti di un mondo che appare onirico e rarefatto, attraversato dalle venature verbali che assumono i contorni di un sogno sciamanico olografico.
La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il dominio psichico di un alieno, un Nephilim.

Sinossi

L’Impero Connettivo, Stato che come l’Impero Romano domina sullo spazio, ma anche sul tempo, è divenuto un’entità politica divisa in due: la prima metà è votata alle politiche più materiali, mentre l’altra sembra aspirare alla trascendenza; alla prima fa capo il funzionario postumano Sillax, mentre la seconda continua a far riferimento all’alieno nephilim Totka_II.
Efrem è compresso nei meandri di una città imperiale che incarna visceralmente l’illusione massima dello spazio e del tempo; i suoi cittadini, le figure di riferimento che devono far rispettare l’ordine pubblico, non esprimono un senso diverso dallo smarrimento che Efrem vive costantemente, la sua impressione di evanescenza e di alienità dalle vicende del luogo va di pari passo con l’illusione di un senso sfuggente di appartenenza: dov’è situato il punto di discontinuità tra l’esistenza interiore ed esteriore? Efrem è in attesa di un segnale…

Estratto

La confusione lo segnava. Efrem non riconosceva i luoghi, o meglio, aveva troppe chiavi di cognizione per ogni singola location, non sapeva a quale situazione appartenesse e così gli si confondevano i contesti.
Ogni volta che entrava nei territori dove ora si trovava maturava convinzioni di percezioni, gli si disponevano dentro animosità interiori di pura dislocazione e il suono che aveva in sé risuonava fino all’esterno della pelle, mostrandogli ectoplasmi estemporanei, vivi di energia senziente: la sua.
– Ha perso qualcosa?
Una guardia imperiale di prossimità, dotata di cingoli rutilanti, guadagnava rapidamente i suoi pressi, fagocitando lo spazio che prima li divideva. Il protocollo che egli usava per comunicare era uno standard misto di tecnologia booleana e frammenti di liberismi neofuzzy, qualcosa che risultava simile a slang provinciali lontani unità energetiche dal dominio culturale di Totka_II.
– No, agente, osservo soltanto.
– Posso aiutarla, se le occorre – la puntigliosità della guardia diveniva subito fastidiosa, il poliziotto manifestava la sua tossicità caratteriale come veleno a contatto.
– M’indichi soltanto il cardo e il decumano, per favore…
Durante quell’interlocutorio, la necessità di concentrarsi sul luogo assumeva per Efrem i connotati di un quadro astratto e astrale, realtà illuminanti improvvisamente significative al pari di una conoscenza memetica, una supernova illuminante quadranti estesi di cielo siderale. Doveva liberarsi dell’entità militare fastidiosa e petulante, ottusa, ma non sembrava una cosa facile.
– Ho qui il database di tutti gli abitanti della sobolla localizzata, aggiornato a tre minuti. Posso indicarle dove abita anche l’ultimo arrivato.
Efrem soffiava via l’insofferenza per quello sceriffo reazionario.
– No, le ripeto, non cerco nessuno. Seguo soltanto i miei sensi maggiorati dal momento siderale. – Si girò di 180 gradi, come per focalizzare un particolare che l’aveva colpito, o per troncare la comunicazione.
Gli istanti di silenzio si susseguirono in fasi significative, la guardia stava elaborando oltre le sue possibilità strutturali l’immagine del momento siderale suggerita da Efrem, un overflow cognitivo era in atto e il costrutto ideale che ne risultava doveva apparire allo sbirro sbilenco e tarlato. Poi si pronunciò, nel momento esatto in cui realizzò di aver fatto passare troppo tempo.
– Voleva sapere dove sono il cardo e il decumano?
Sono un postumano. Da un numero incalcolabile di anni terrestri, quello che ero biologicamente si è evoluto nell’essenza di ciò che sono. Ma chi sono adesso mi è sconosciuto. So al servizio di chi opero e per cosa lavoro. Eppure, ignoro dove tutto ha avuto inizio.

La quarta

La perfezione di un’esistenza lineare si stravolge quando il caos quantico di più livelli di esistenza si mescola nel contemporaneo, mistificando ogni percezione di sé e dell’esogeno. Chi potrà definirsi a ragione vivo, quanti potranno fregiarsi di quello status particolare di autoconsapevolezza vibrante?

L’autore

Sandro Battisti. Il suo esordio è del 1993 con il racconto Il gioco pubblicato da Stampa Alternativa.
Tra i primi blogger attivi in Italia, noto in rete con lo pseudonimo di “Zoon”, nel 2004 è stato uno dei fondatori del movimento letterario connettivista. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, noto come “Impero Connettivo” (uno Stato modellato sull’esempio dell’Impero romano il cui il dominio si estende su spazio e tempo, governato da una stirpe di alieni semieterni), dapprima con racconti apparsi inizialmente su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto Florian, successivamente in due romanzi: PtaxGhu6, scritto in collaborazione con Marco Milani (2010), e Olonomico (2012).
Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con il romanzo L’impero restaurato.

La collana

La collana Spin-off è dedicata alla diffusione di storie ambientate nell’Impero Connettivo – creazione connettivista che narra gli eventi di un Impero Postumano con forti similitudini a quello Romano – in cui lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno, un Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione, mentre l’Imperatore di stirpe aliena Totka_II governa con le sue capacità occulte sull’evoluzione tecnologica dell’umanità: i postumani.

Sandro Battisti | The City’s Return
Kipple Officina Libraria
Collana Spin-off — Formato ePub e Mobi — Pag. 12 – € 0.95 — ISBN 978-88-98953-99-8

Link

Pulphagus®, ultimo episodio | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’ultimo episodio della saga di Pulphagus®, il mondo sublunare creato dalla geniale mente di Lukha B. Kremo e che ha visto, oltre alla vincita del Premio Urania, anche il piazzamento nell’ultima edizione del Premio Odissea con un altro romanzo inedito; altri nove racconti, invece, hanno dato vita a sfumature assai ricercate di un universo degradato e futuribile, movimenti della vita postumana in un’orbita di fetore da Kipple. Qui l’intera saga pronta da acquistare; le copertine sono di Ksenja Laginja, mentre le cover relative ai romanzi sono di Franco Brambilla.

Pulphagus®, con la ® che indica le parole che per essere pronunciate vanno pagate nell’universo, è creato dalla vulcanica creatività di Lukha B. Kremo. Che a questa ambientazione ha dedicato due romanzi, uno dei quali (Pulphagus® Fango nei cieli)  vincitore del Premio Urania e l’altro (Korchin e l’odio) da poco uscito in Odissea Fantascienza, e questo serial in nove episodi, illustrata dalle visionarie illustrazioni di Ksenja Laginja. Con I figli di Pulphagus® è uscito in questi giorni l’ultimo episodio.

I golemizzati aumentano in tutto il pianeta, ma Raskal, Adone e Shevek intuiscono che non si tratta di una malattia deleteria, anzi, il futuro del pianeta potrebbero essere proprio loro. Così richiamano tutti i golemizzati alla ribellione. Mentre Marlin™ e CalcaTerra™ continuano a contendersi il predominio su Pulphagus® , all’assemblea dell’Onu Raskal aizza i golemizzati alla rivolta, con l’effetto di moltiplicare le violenze nei confronti dei non infetti. Ma la sua strategia, progettata insieme con Adone e Shevek, prevede di far seguire un appello alla pace, in modo da dimostrare al mondo di avere il controllo sugli infetti. Ma servirà un’azione drastica per cambiare davvero le sorti del mondo. E ci proverà Mirea.

Macchine Mortali: il trailer italiano del nuovo film distopico Sci-Fi | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Dopo un primo assaggio, è ora possibile vedere il trailer completo in italiano del nuovo film prodotto da Peter Jackson: Macchine mortali (Mortal Engines). Diretto da Christian Rivers, il film si svolge in un mondo distopico dove le città su muovono su ruote. Il film è basato su sull’omonimo romanzo di Philip Reeve. Macchine mortali dovrebbe arrivare nei cinema italiani il 13 dicembre 2018.

Opera sonora, quadro e musica: KwamaL Back to 2018 by Krell, Wournos Aileen, Magnetica Ars Lab & Ksenja Laginja | NAZIONE OSCURA CAOTICA


Sul blog della NazioneOscura la segnalazione di un esperimento creativo, prettamente in linea con lo spirito connettivista della Kipple, costituito da piccole tavolozze dipinte, da una penna USB e dalla musica sperimentale più all’avanguardia d’Italia. Eccovi la descrizione:

Opera d’arte sonora, 2018 – penna USB 2GB e acrilico e tempera su tela, 45:44 m.

Un’opera che fa da ponte tra pittura e musica, una tela dipinta in stile informale, con allegata una chiavetta USB con brani di musica elettronica ambientale, sperimentale e noise per un’atmosfera aliena e contemporanea. In offerta qui: http://www.kipple.it/prodotto/kwamal-back-to-2018-krell-wournos-aileen-magnetica-ars-lab-ksenja-laginja/

Per la collana Versi Guasti esce alethe, di Lital Khaikin | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria rafforza la propria collana VersiGuasti con alethe, opera di Lital Khaikin, poetessa dalla cifra stilistica particolare, autentica sperimentatrice e ricercatrice del linguaggio più puro e astratto, capace di raggiungere l’immagine condivisa subliminalmente dei concetti e delle idee. La poetessa si fa portatrice nella sua indagine poetica di una nuova lingua\sapere e, al tempo stesso, del suo profondo e drammatico fallimento. La poesia di Lital Khaikin realizza ciò che molte altre poesie, molti altri tentativi artistici tentano vanamente: la sua parola penetra realmente l’essere. Lo scava oltre i confini dell’ontologia, del tempo\spazio e persino della sua teologia. Come un braccio meccanico, la parola di Khaikin entra negli strati segreti e profondi della realtà, oltre la patina sottile su cui è costruita la nostra quotidiana esistenza e perseveranza, ma ciò che riesce ad afferrare e a portare indietro con sé per rivelarlo a noi nei suoi versi, è solo confusione, incomprensione, astruse immagini, portatrici inconsapevoli di un senso che non possono comunicare.
La bella introduzione è opera di Alex Tonelli, la traduzione è Valerio Cianci e la copertina è realizzata da Francesca Macor.

Dall’introduzione

Chi è Lital Khaikin?
Non intendiamo nel senso biografico, che possiamo rintracciare dai blog attraverso cui opera l’artista; la definizione sarebbe facile e riassumibile in un semplice: “Writer, editor, publisher, printer, muckraker, paper-maker, mill-rat, sometimes bartender, leaf-kicker”. Non è dunque una poetessa canadese, una performer, un’artista o una giornalista.
Non è questo ciò che vorremmo sapere. Chi è Lital Khaikin è una domanda più profonda, più antica, originaria.
Potremmo chiederci da dove arriva la sua scrittura, il connubio caotico di prosa e poesia, il versificare sfrenato e senza condizioni, le trame oscure e confuse, il coacervo di immagini che creano dimensioni al di là della stessa surrealtà. Immaginare che vi sia una fonte di pura creatività dentro la poetessa, un nocciolo profondo di assoluta ispirazione magmatica e incontrollabile, una demoniaca possessione della parola poetica. Ma non sarebbe ancora ciò che andiamo cercando, Lital Khaikin infatti non è una poetessa surrealista, non trae la propria forza espressiva dalla dimensione inconscia del proprio sé, da quel magma che è l’Es freudiano, così potente, però così chiuso in una individualità monadica. Nulla è più personale e non condivisibile dello spazio nascosto che giace in fondo alla seconda topica di Freud.
La poesia di Khaikin non è affatto un viaggio personale alla ricerca dei segreti recessi della sua personalità multiforme: non c’è Breton fra le sue fonti, né l’Eluard più ispirato.
La risposta alla domanda “chi è Lital Khaikin” non può essere allora ricorsivamente Lital Khaikin: non è lei, né nella sua parte cosciente, né in quella inconsapevole, l’oggetto e il fine della sua indagine poetica.
Lital Khaikin non fa poesia di se stessa, non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

La quarta

Lital Khaikin non attinge a sé per trovare la fonte dell’apparente confusione che riversa senza esitazione sul lettore, non è nell’inner space ballardiano che trova esito il suo lavoro. Khaikin fa l’operazione opposta: la sua poesia è apertura al mondo, all’outer space, è il disvelamento della realtà, è una forma di sapere scientifico sconosciuto e completamente nuovo, è una conoscenza profonda, un antico abbandono.

L’autore

Lital Khaikin è una scrittrice ed editrice russo canadese con base a Montréal. Il suo chapbook, “Outplace” (Altrove), è stato pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Solar Luxuriance, con sede a San Francisco e Oakland. Sue poesie e prose sono state pubblicate, fra le altre, su 3:AM Magazine, Queen Mob’s Teahouse, Berfrois, e sulla collana “Vestiges” di Black Sun Lit. Ha contribuito, con pezzi di giornalismo d’inchiesta, a pubblicazioni come Briarpatch, Media Co-op (Canada) e Warscapes. È inoltre fondatrice ed editrice di “The Green Violin”, una stampa in stile samizdat per la distribuzione gratuita di poesia, saggistica, prosa e annessi e connessi letterari.

La collana VersiGuasti

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Lital Khaikin, aletha
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Francesca Macor
Traduzione: Valerio Cianci

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Pag. 65 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-98-1

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