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Il sentiero dello sciamano – Commuovo la via


Il terzo estratto dalla mia silloge poetica Il sentiero dello sciamano. L’opera è edita da KippleOfficinaLibraria in ebook e cartaceo.

I testi che compongono questa raccolta diventano un caleidoscopio che non va compreso, non va scomposto perché ogni frammento ha in sé un universale che rimanda ad altro e viceversa, continuamente.

I Premi letterari che vedono protagonista il poeta Ettore Fobo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Ettore Fobo è un autore che pubblichiamo da lungo tempo, i suoi titoli usciti con Kipple Officina Libraria contengono poesie che rivelano ai lettori le sue qualità liriche e così Sotto una luna in polvere, Diario di Casoli e l’audiolibro Poesie allo stato brado, in cui Ettore declama se stesso, rappresentano l’apice espressivo di un poeta non comune. A testimonianza di ciò c’è il lungo elenco dei Premi in cui Fobo è stato vincitore o protagonista, cui si aggiungono questi recenti riconoscimenti:

– È fra i vincitori della seconda edizione del Premio Besio 1860.
– Vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria a l Premio Ossi di seppia 2021.
– Classificato al Primo posto al Premio Residenze Gregoriane 2020.

Ci sono anche altri risultati che il poeta definisce minori, come una Segnalazione al Premio Luzi, e anche in virtù di questi risultati la redazione della Kipple, che conosce bene l’intensità interiore ed espressiva di Ettore, desidera congratularsi pubblicamente con lui per tutto il lavoro che svolge ogni giorno sulla sua poetica e sulla sua arte.

Il sentiero dello sciamano – Il limite della percezione psichica


Un’altra poesia della silloge poetica Il sentiero dello sciamano, libro che ho dedicato al mondo mistico vicino alle entità disincarnate, che non è mediato da alcun ordine gerarchico politico. L’opera è edita da KippleOfficinaLibraria in ebook e cartaceo e, come spiegato nell’introduzione…

…i testi che compongono questa raccolta diventano un caleidoscopio che non va compreso, non va scomposto perché ogni frammento ha in sé un universale che rimanda ad altro e viceversa, continuamente.

I Ching & Tarocchi quantistici


Apprendo che le sospensioni del tuo ideogramma si annidano oltre il tuo dominio, lì dove le architetture che puoi vedere sono decise da algoritmi inumani di cui tu, nessuno, potremo mai avere idea.

Il sentiero dello sciamano – la poesia di apertura


Incollo qui sotto l’apertura della personale silloge poetica Il sentiero dello sciamano, opera edita da KippleOfficinaLibraria in ebook e cartaceo. Come è spiegato nell’introduzione…

…i testi che compongono questa raccolta diventano un caleidoscopio che non va compreso, non va scomposto perché ogni frammento ha in sé un universale che rimanda ad altro e viceversa, continuamente.

Recensione a Capitalpunk, di Lorenzo Davia – Andromeda SF | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su AndromedaSF, a firma di Mariasilvia Iovine, è comparsa la recensione a Capitalpunk, romanzo di Lorenzo Davia finalista al Premio Urania 2019 e uscito di recente nella collana eAvatar, di Kipple Officina Libraria.

In questo mondo, il libero mercato è diventato una religione a tutti gli effetti e le leggi del successo economico sono dogmi che regolano la vita di tutto il pianeta: tutto è business, dalle lotte a colpi di hashtag alla guerriglia urbana, e ne sono il massimo esempio i protagonisti, supereroi/testimonial in una continua gara tutti contro tutti. Tra i tanti, spicca Captain Capitalism, che ben presto sarà costretto a fare parte di un’eterogenea e improvvisata coalizione per affrontare gli immancabili “supercattivi”, tra i quali il misterioso Democrazy, deciso a distruggere la società contemporanea rivelando i segreti di chi controlla l’economia mondiale. Tuttavia, a differenza della maggioranza degli altri supereroi, poco più che impiegati dai poteri sovrannaturali, proni alle politiche aziendali, alcuni decidono di combattere una battaglia più giusta, oltre il profitto a tutti i costi: tra di loro, HeavyMetal, il Barbaro e lo stesso Captain Capitalism, la cui storia personale si interseca alle gesta dimostrative di Democrazy e a quelle future della Bestia, dittatore del mondo che verrà.

Il romanzo di Davia è molto piacevole da leggere: nel corso dei capitoli si scoprono a poco a poco i vari personaggi, tra sparatorie con kaijū geneticamente modificati e dialoghi tra sciami di nanorobot e uomini-schermo, in un’alternanza di scene d’azione e parodie. Molte le sottotrame, alcune divertenti, un paio tralasciate in fretta, come il tema dell’ecologia che, sviluppato con poca convinzione, sfiorisce nella lotta finale con la Bestia. In generale, comunque, “Capitalpunk” ha una presa di posizione nettamente anti-capitalistica, ma non per questo è un romanzo didascalico o noioso: al contrario, si tratta di un’opera ben strutturata e originale, nella quale riecheggiano suggestioni da romanzi, film, serie tv e fumetti, che il lettore troverà molto divertenti da scoprire.

LA QUARTA
In un mondo dove il Capitalismo è l’unica religione, la risorsa postumana Captain Capitalism si batte per il trionfo del Libero Mercato. Ma tra gli esuberi e i disoccupati sorge una nuova minaccia: Democrazy, che conosce i più oscuri segreti dell’economia mondiale.
L’elemento destabilizzante dà l’avvio a una carrellata di eventi, personaggi e supereroi che immergono la storia in un immaginario pop capitalistico a tratti delirante e spassoso.

L’AUTORE
Lorenzo Davia (Trieste, 1981) è ingegnere, giramondo e topo di biblioteca. Suoi racconti sono apparsi in varie antologie: Ascensione Negata si è classificato secondo alla prima edizione del Premio Urania Shorts mentre Il Tempo che Occorre a una Lacrima per Scendere ha vinto il Premio Viviani 2019. In Delos Digital è uscito il romanzo cyberfantasy New Camelot con protagonista la Fata Mysella, cinica protagonista di molti suoi racconti. Ha creato con Alessandro Forlani il progetto di scrittura condivisa “Crypt Marauders Chronicles”, il primo universo fantasy open source italiano, per il quale è uscita l’antologia Thanatolia (Watson). Assieme al Collettivo Italiano di Fantascienza ha pubblicato l’antologia Atterraggio In Italia (Delos). Il suo romanzo Capitalpunk è arrivato finalista all’edizione 2019 del Premio Urania.

LA COLLANA
eAvatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Lorenzo Davia | Capitalpunk
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 182 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-39-2

Link

FantaTrieste e dintorni di Roberto Furlani – Fantasy & Fantascienza


Su NuoveVie una lunga dissertazione di Roberto Furlani, curatore della recente antologia triestina FantaTrieste – edita da KippleOfficinaLibraria – sulle contaminazioni che Trieste ha avuto nel corso delle epoche, culturalmente e nell’immaginario di genere (tipicamente, la SF). L’incipit e un estratto:

Una delle questioni che più appassionano chi segue la fantascienza, e in particolare il cosiddetto fandom, è cosa sia la fantascienza.
Non staremo qui a enunciare definizioni, un po’ perché ne sono state coniate già moltissime da firme ben più autorevoli di quella del sottoscritto e un po’ perché non è questa la sede più idonea per affrontare l’argomento, però un accenno a uno dei caratteri distintivi vale la pena farlo.
Credo che possiamo convenire sul fatto che la fantascienza sia un genere (o un’incursione tra i generi, (per dirla come Renato Pestriniero) di confine, che vive e si alimenta sulla linea di demarcazione tra due sensibilità spesso viste come distanti, se non addirittura conflittuali: quella scientifica e quella umanistica.

Risulta quasi naturale che Trieste sia permeata da una vocazione fantascientifica, in quanto essa stessa città di confine. Non tanto un confine geografico, tra l’Italia e la Slovenia, tra cultura latina e quella slava, quanto uno spartiacque tra due aree del sapere che impreziosiscono Trieste esattamente alla stessa maniera nella quale impreziosiscono la fantascienza. Parliamo di una città, infatti, in cui hanno vissuto figure salienti della nostra letteratura, come Joyce, Svevo, Saba e Slataper, fino a grandi autori della narrativa contemporanea del calibro di Claudio Magris e Paolo Rumiz.

L’incrocio tra Trieste e la fantascienza non era un fatto episodico, ma un sodalizio che in seguito si sarebbe fortificato. Nel 1977 un nucleo di giovani appassionati che facevano base a Trieste diede vita alla prima fanzine italiana dedicata al fantastico anziché alla fantascienza in senso stretto: Il Re in Giallo. A favorire la rinascita furono senz’altro le nuove tecnologie informatiche: i modem 56K che gracchiavano a ogni connessione cominciavano a popolare le case degli Italiani, dando loro accesso a realtà e a possibilità fino ad allora precluse. Tra i figli della rivoluzione telematica ci fu Continuum, fondata dal sottoscritto con Fabio Calabrese nel ’99.
La linea editoriale era di tipo “generalista” e contemplava la pubblicazione di opere ascrivibili alla fantascienza di qualsiasi filone, ma senza incursioni negli altri generi del fantastico (horror, fantasy, weird e via dicendo non rientravano nella proposta di Continuum).

Vista la nutrita schiera di collaboratori più o meno fissi provenienti da ogni parte d’Italia, è difficile affermare che Continuum sia stata una rivista triestina tout court, tuttavia l’ossatura era indubbiamente riconducibile al territorio: a grandi linee, la curatela a Furlani, la pagina di saggistica gestita da Calabrese, le recensioni a cura di Ursini. Pochi mesi dopo, interrompendo vent’anni di assenza, rinacque il Festival della Fantascienza, sempre organizzato dall’encomiabile Cappella Underground che aveva deciso di ribattezzare la manifestazione col nome di Science plus Fiction.

Iniziata un po’ in sordina con l’edizione zero, una sorta di spin-off di quello che sarebbe stato in seguito, S+F negli anni ha registrato una crescita che lo ha portato a diventare uno degli appuntamenti di maggior rilievo per i cultori di genere. Una crescita, occorre dirlo, che è passata attraverso dei momenti di flessione, come nei primissimi anni 2000, quando ci sono state delle annate in cui il programma era orientato in modo sensibile verso i film sulle apocalissi zombie, spesso del tutto superflui.
Ma, al di là dei passaggi a vuoto che fanno parte di ogni processo di maturazione, il giudizio sulla seconda vita del Festival non può che essere positivo, soprattutto per le capacità della Cappella Underground che a lungo termine ha saputo rafforzare la rassegna sotto ogni aspetto: i contenuti, l’organizzazione, la promozione.

*** Pubblicati i francobolli del 2021 | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

La casa editrice ufficiale della Nazione Oscura, Kipple Officina Libraria, pubblica (grazie alla Kipple Officina Filatelica) annualmente una serie di francobolli dal 2000, che dal 2009 comprende anche i francobolli ufficiali della Nazione Oscura Caotica.
Questo è il VENTIDUESIMO anno di emissione. Dal 2000, sono stati emessi ben 326 francobolli diversi per 20 copie ciascuno.

Esce l’ebook “Anabasi – Tutte le ferite del mondo” di Irene Drago e Marco Milani | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Anabasi e Tutte le ferite del mondo di Irene Drago e Marco Milani escono oggi in digitale per la collana Capsule di Kipple Officina Libraria. Due tra i racconti più suggestivi del Premio Short Kipple: il mondo inferiore è collegato a quello superiore. Un’apocalisse ha generato un nuovo sistema di rapporti in cui la speranza continua ad avere il suo posto. Ogni cosa in questo nostro mondo contemporaneo ha una potenzialità commerciale da esplorare o rimodernare. Anche il pantheon che vive da eoni ha necessità di rinverdire la propria comunicazione, e qual è la via migliore per farlo?
L’eBook è disponibile sul sito www.kipple.it e sui principali store online.

ESTRATTI
Avevano trovato la tana in uno dei tunnel laterali: il bozzolo, accartocciato nella rientranza sopra un groviglio di tubi e cavi elettrici, sarebbe stato distrutto dalla seconda squadra, mentre loro avrebbero continuato la caccia.
Aya e Artos correvano davanti a lui, ai lati; alle sue spalle, i fruscii di Kore e i passi pesanti di Lana scandivano il ritmo del gruppo più di tutte le informazioni sui visori e i circuiti della tuta potenziata. Kal, in realtà, avrebbe preferito spegnere tutto e affidarsi solo all’altro senso: il calore delle tubature che s’incrociavano sotto le terme lo invitò a chiudersi alle coscienze che, pigre, formicolavano qualche chilometro più in alto, e si estese attorno al gruppo, insinuandosi nelle imperfezioni delle pareti. Ignorò le scintille più piccole, scarafaggi, topi, qualche ragno innervosito dal loro passaggio: le emozioni della creatura in fuga si dipanavano davanti a lui e gli indicavano la strada. Venti minuti dopo, ne sentirono il gorgoglio rabbioso: Kal si legò a lei prima ancora che il visore notturno mostrasse a tutti e cinque i denti affilati, gli occhi grandi, il muso scuro e il corpo privo di peli. Era bloccata in un angolo, acquattata contro le pareti umide di liquami maleodoranti, non aveva scampo. Ringhiò.
La squadra si aprì in una formazione a ventaglio; Kal, al centro, allargò le braccia e fece un passo in avanti. Il legame con la creatura bruciava di paura: si costrinse a percorrerlo, avanti e indietro.
Guardami. Non voglio farti del male.

(Anabasi – Irene Drago)

Cammino nella precarietà della sabbia, cerea di rialzi e depressioni affini a frangenti oceanici in un basso fondale, tra schegge di pietre simili a denti rotti o cariati. Vedo ancora talune inverosimili cornici in cielo, semplici linee in verità, ma allo stesso tempo un preannuncio ostile come solo la paura dell’ignoto può indurre all’anima scossa. È una notte di luna esangue, priva di brezza.Non ho un obiettivo, se non camminare ancora un po’ fino al confine. Lo percepisco poco avanti in una ben distinta riga d’orizzonte. Procedendo, la sabbia cambia in caliginosa tonalità, e alle pietre esposte se ne contrappongono alcune sovradimensionate: di taglio alieno, evidentemente…
L’inesorabilità scandisce i miei passi fino alla strada: è la linea di confine tra i miei sogni e quelli di qualcuno o qualcos’altro. È notte, il mattino è ancora distante e l’altra parte forse ancora un’utopia.
La retta d’asfalto balugina davanti a me, slavata delle quattro lune vermiglie e di quella bianca alle mie spalle, il silenzio è interrotto solo da un appena percepibile brusio non localizzabile. Tentenno un solo momento prima di appoggiare il piede sull’asfalto: visioni di sabbie mobili; scaccio il pensiero. Una sequenza di deflagrazioni mi accoglie con abbacinanti balenii metallici tra le due lune rossastre mediane, in qualcosa che non sembra un messaggio di benvenuto.
Quando sono al centro della strada, giusto sulla linea di demarcazione delle corsie, il brusio si trasforma in un sinistro fragore d’insieme. Al passo successivo la superficie trema e il cielo è uno sfolgorio abbacinante di sequenze elettriche argento. Sembra una minaccia; che i sogni di qualcuno mi stanno avvertendo di tenermi alla larga?

(Tutte le ferite del mondo – Marco Milani)

LA QUARTA
Due tra i racconti più suggestivi del Premio Short Kipple: il mondo inferiore è collegato a quello superiore. Un’apocalisse ha generato un nuovo sistema di rapporti in cui la speranza continua ad avere il suo posto. Ogni cosa in questo nostro mondo contemporaneo ha una potenzialità commerciale da esplorare o rimodernare. Anche il pantheon che vive da eoni ha necessità di rinverdire la propria comunicazione, e qual è la via migliore per farlo?

GLI AUTORI
Irene Drago è nata a Genova nel 1990. Ha iniziato a scrivere da adolescente, con articoli per il giornalino del liceo Andrea D’Oria, Dragut. Ha pubblicato per La Ponga Edizioni, Altrimedia Edizioni, Delos Digital, Kipple Officina Libraria e Watson Edizioni, mentre sotto lo pseudonimo di Oskar Felix Drago ha scritto racconti per Cordero Editore, Delmiglio Editore, Liberodiscrivere, Edizioni Tabula Fati, Edizioni della Sera. Sempre sotto pseudonimo ha collaborato a Guida alla letteratura fantastica e Guida alla letteratura esoterica (Odoya Edizioni), entrambe a cura di Claudio Asciuti, e a Io Scrivo per Voi, iniziativa dello scrittore Andrea Franco dedicata alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016, alle quali sono stati devoluti tutti i fondi raccolti. Con il suo vero nome, infine, ha scritto per Thrillernord e PULP Libri. Medico, vive a Genova: il suo sito internet, dedicato a libri, film e serie tv, è www.igattidiulthar.it.

Marco Milani è nato a Como il 5 maggio 1964. Residente a Stienta, provincia di Rovigo. E-writer e scrittore principalmente di science-fiction, fantastic e horror. Tra i fondatori del movimento Connettivista (con Sandro Battisti e Giovanni De Matteo) e della rivista NeXT. Fino al 2013 editore e curatore con EDS e webmaster di DOMIST – Letteratura e Pace, nel cui ambito ha collaborato con varie associazioni, editori, e-zines e siti. Finalista Premio Urania 2017, Premio Kipple 2014 e finalista 2017. Finalista Premio ShortKipple 2020.

LA COLLANA
Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Irene Drago e Marco Milani, Anabasi – Tutte le ferite del mondo
Kipple Officina Libraria – Collana Capsule – Pag. 35 – 0.95€
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-32179-45-3

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Esce per la collana VersiGuasti, Canti dei Senzapadre, di Yanuk Lurjiame | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La nuova proposta della collana Versiguasti è Canti dei Senzapadre, di Yanuk Lurjiame, con un’introduzione di Alex Tonelli. Il volume è disponibile in edizione digitale su www.kipple.it e nei principali store online.

Dalla sinossi: I Senzapadre sono un gruppo di bambini internato presso l’Istituto Psichiatrico numero Cinque, chiamato Teremon, uno dei complessi costruiti dall’OIGE, Organizzazione Internazionale per la Garde des Enfants, sparsi per il territorio svizzero. In Teremon ho raccolto questi fanciulli particolari, cercandoli in tutto il mondo. In apparenza sembrano orfani come tanti altri, figli della strada e della Crisi. Ma a lungo andare, studiandoli, mi sono accorto che fanno parte di qualcosa di diverso dall’umanità. Vivono nascosti nelle viscere della maggior parte delle grandi città d’Europa, cercando di fuggire alla fame dei Mercanti di Carne, depravati che catturano i piccoli orfani nutrendo un mercato infernale. I bambini di cui seguo le tracce, perlustrando le metropoli della terra, sono in realtà spiriti incarnati di anime antiche, sono caduti nel nostro mondo combattendo un’entità cosmica che abita negli abissi al centro del nostro universo, che si è risvegliata durante gli anni della Crisi, generando spiriti perversi, i quali, incarnandosi nel ciclo delle nascite umane (e non umane) hanno sprofondato i mondi imprigionati, in una cupa esistenza simile a quella di una foresta in putrefazione.

DALL’APERTURA

Ho iniziato a pubblicare quei Canti dei Senzapadre ascoltati dalla bocca stessa del loro custode Ion Milkheev, un vecchio dagli occhi grigi, il cui sguardo fisso quali ne rivelava la completa cecità. I suoi canti erano un atto di puro ricordo. La sua voce fiaccata dalla vecchiaia stillava dalle sue labbra ed ebbi chiara l’impressione che in un Altrove sottile, un’isola di Memoria nello stesso luogo dove stavo assisa ad ascoltarlo, l’uomo stesse incontrando davvero i suoi antichi Fratelli scomparsi. Scoprii le sue storie e il luogo da cui veniva mentre cantava i poemi, seduto al centro del cortile in quell’afosa estate, poco dopo la discesa del sole negli inferi notturni. Eravamo pochi ad essere stati invitati ad ascoltarlo, non perché fossimo speciali, ma pochi erano rimasti gli orecchi dell’anima in grado di udire il richiamo dei Senzapadre, una voce sottile, una vibrazione dolce ma forte allo stesso tempo, che si muoveva aliena sui fili taglienti intrecciati dai ragni cosmici dell’Oltretomba, come un equilibrista bendato, capace di non ferirvisi e di non scuoterli, destando l’attenzione dei temibili artefici. Il Vecchio non era in fuga, era divenuto un pellegrino dopo che le cose presero una piega inquietante nel sistema di mondi in cui visse la sua carne. Le persecuzioni furono feroci e una volta disperse anche le più segrete comunità di Senzapadre, i Guardiani di Casmandund si gettarono alla caccia dei loro fratelli umani e di chiunque li avesse anche soltanto avvicinati. Milkheev riuscii a resistere alle purghe, aiutato dalle anime veglianti dei suoi Eterni, dagli spiriti dei Fratelli che gli rimasero vicini e dai pochi simpatizzanti ancora vivi, perché i Canti venissero trasmessi agli spiriti di buona volontà, effusi ai quattro angoli dell’universo e ancora sconosciuti ai Guardiani, affinché attraverso loro continuasse a vivere il Ricordo.

Yanuk Lurjiame

LA QUARTA

I Canti sono testimonianze vive di una realtà lontana o null’altro che componimenti poetici, l’inneggiare lirico dell’immaginazione? Potrebbe essere che crediate nell’una o nell’altra ipotesi, in perfetta alternanza. A volte potreste essere persino certi che entrambe siano vere, contemporaneamente, come se i Canti avessero creato i Senzapadre e la poetessa Yanuk Lurjiame; come se Yanuk Lurjiame avesse creato una realtà alienata popolata da creature fantastiche e da città inesistenti. Come se Ion Milkheev avesse creato i Senzapadre, la poetessa e forse persino queste note. Potreste non capire più dove inizia l’inganno e
dove finisce la verità.

L’AUTRICE

Yanuk Lurjiame nasce in una dimensione collocata secondo gli umani parametri su una linea spaziotemporale parallela a quella di Alessandra Biagini, la persona che in questo mondo scrive usando il suo nome. AB nasce a Roma, nel 1975, dopo la maturità classica intraprende qualche studio in forma privata di lingua ebraica, araba e si dedica a imparare la scrittura cinese. Manifesta interesse per le antiche religioni, per lo sciamanesimo, per gli antichi maestri gnostici. Si sposa, va a vivere in Lombardia. Approda alla Calligrafia, ma non ne segue le orme consuete, scegliendo di camminare su impervi sentieri che l’allontanano dal mondo dei suoi maestri. Il suo Scriptorium diviene l’antro di un vulcano segreto, un’officina ove si forgiano in parole e forme selvagge mondi ed esperienze interiori. Approda poi nella Tuscia e qui si trova oggi.

LA COLLANA

VersiGuasti è la collana di Kipple Officina Libraria diretta da Alex Tonelli interamente dedicata alla poesia e alla letteratura lirica in versione digitale, alla costante ricerca di connessioni e poetiche appartenenti al Connettivismo e non solo.

Yanuk Lurjiame, Canti dei Senzapadre
Introduzione: Alex Tonelli
Copertina: Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Versi Guasti – Formato ePub e Mobi – Pag. 58 – 0.95€ – ISBN 978-88-32179-44-6

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