HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Letture

Faccia da Trump – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine questo post di Alessandra Daniele, che incollo integralmente anche se non sento di condividere del tutto l’analisi, più che altro perché qualcosa ancora mi sfugge. Ma Alessandra ha spesso dimostrato di aver ragione, quindi a futura memoria tutto ciò:

Del suo blitz sulla Siria, Donald Trump non ha avvertito nessuno.
Ha scavalcato il Congresso, ha ignorato l’ONU, se n’è fottuto dell’Europa.
C’è un solo leader che è stato avvertito preventivamente dalla Casa Bianca.
Putin.
Il quale a sua volta ha allertato la base siriana, che è stata sgomberata in tempo per subire danni minimi, e tornare operativa il giorno dopo.
Dei 59 missili lanciati sulla base soltanto un terzo ha raggiunto il bersaglio.
Di recente c’è stato un rimpasto alla Casa Bianca, e gli imperialisti hanno riguadagnato terreno, ma dal blitz sulla Siria non hanno ottenuto nessun reale vantaggio nell’area, né tattico, né strategico.
L’attacco durante la cena con Xi Jinping è stato essenzialmente un avvertimento alla Cina, bersaglio dei nazionalisti, proprio come le immediatamente successive manovre navali attorno alla Corea, e la teatrale superbomba mollata nel deserto.
Chi accusa Trump d’un voltafaccia ai danni di Putin non considera questo elemento, ma soprattutto non ne considera un altro molto più importante.
Trump non ha la faccia.
E proprio in questo consiste l’autentica svolta rappresentata dalla sua presidenza.

Trump è un trafficone che si barcamena fra la lobby nazionalista che l’ha portato al trono, e quella imperialista che vorrebbe cacciarlo.
È un boss del Queens ai materassi in una guerra di mafia planetaria, che non si combatte tanto fra stati quanto fra ideologie e corporazioni, e che oggi spacca la stessa Casa Bianca.
È un supercazzaro che ha fatto un milione di promesse irrealizzabili, ma sa che non può tradire impunemente quella fatta a Putin.
Trump è un fascista, un satrapo, uno squalo che non può fermarsi o muore, e tutto quello che è si vede.
Chiaramente.

Chi controlla la percezione della realtà, controlla la realtà.
Non è una cosa nuova della cosiddetta Era dell’immagine. La Chiesa ha dominato il mondo per un millennio controllando gli uomini dall’interno delle loro coscienze.
Hollywood ha riscritto la Storia dell’umanità dando a ogni eroe, ogni genio, ogni profeta, reale o immaginario, passato, presente e futuro, un volto, un sistema di valori, e un accento americano.
Da Spartacus a Siddharta, da Leonardo da Vinci a Motoko Kusanagi di Ghost in the Shell.
La Faccia dell’impero è la sua forza, la sua arma più potente, il suo scudo.
La faccia del Presidente ne è sempre stata un tassello fondamentale.
E quella faccia, quella maschera, oggi non c’è più.

Una Tomba per gli alieni: Gli scrittori morti


Dal blog di Uduvicio “LeoBulero” Atanagi. Un’altra perla…

Al culmine della disperazione, inebriato da un’ansia impetuosa, iniziai a frequentare chiese e cimiteri, a dormire nelle bare dei morti, a cospargermi il volto della sabbia che producevano i loro corpi.
Riuscivo così a sentire mondi e parole nuove, disteso anche io in una valle di lapidi che pareva non avere fine, perché solo i morti sono in grado di dire le cose chiaramente, per accenni.
Bisognerebbe leggere solo scrittori morti. solo la morte nella sua assolutezza è capace infatti di rendere una parola importante, solo chi ci parla dal vuoto, dalla fine, dalla rovina, può dire qualcosa di un qualche valore. Quindi non mi ascoltate, lasciate perdere questa bocca scheletrica, questa faccia tinta da morto con la polvere che fanno i morti. lasciate che gli spettri prendano vita e forma in una caccia a qualcosa di immenso che è già stato arpionato, abbattuto, che già giace in qualche profondità a consumarsi vacuo, immenso e solo, la sua carne che già inizia a mostrare le ossa bianche e splendenti, la carne che si ritrae sconfitta, rosicchiata dal tempo.

Una Tomba per gli alieni: Le tombe


Un’altra lettura dal blog di Uduvicio “LeoBulero” Atanagi. Adoro questi scritti…

Quando tornavamo a casa sporchi, luridi, con addosso l’odore di morte, di solito i nostri genitori si arrabbiavano.

La mamma mi proibiva di tornare al cimitero, mi diceva che suo nonno le aveva detto che una volta sua madre le aveva detto che se andavi troppo al cimitero prima o poi i morti ti sarebbero venuti a cercare in casa o nei sogni o nei campi o a tirarti le lenzuola mentre dormivi, oppure saresti diventato direttamente te un morto, un giorno ti svegliavi a bum! Eri dentro una bara o sotto la terra oppure eri a casa tua ma eri morto e ti cadeva il naso e i denti e i capelli.

Di solito poi mi mandava a letto senza cena o mi faceva mangiare le verdure più puzzolenti che aveva, altre volte il babbo mi dava un ceffone e mi diceva, coglione non ci andare mai più e lascia stare le anime di quei disgraziati e poi stringeva il pugno e me lo poggiava sulla fronte per farmi capire che mi avrebbe spaccato la testa.

Nel complesso a me andava piuttosto bene, perché quando andavamo al cimitero e venivamo scoperti, per qualche giorno Sebastian Barsoldi non si vedeva più in giro. Però la notte da casa mia si sentivano delle urla, arrivavano dalla villa Barsoldi, urla ritmiche, di una precisione chirurgica, seguite da un suono affilato di frusta che rimbombava per tutta la valle. Io mi affacciavo alla finestra, annusavo l’aria, le stelle, poi annusavo le urla di Sebastian Barsoldi.

Una Tomba per gli alieni: Gli animali


Dal blog di Uduvicio “LeoBulero” Attanagi. Pure perle emozionali…

Il mondo è pieno di dolore, gli animali lasciano le loro case e si incamminano verso le montagne. Ci sono gatti, cani, criceti, uccellini, serpenti, topini, ci sono bestie di ogni tipo, alcuni hanno dei collarini scintillanti altri cappottini, cose per proteggerli.

I padroni si svegliano nella notte, trovano le cucce, i divani, le sedie, i cuscini, le coperte, i tappeti, le poltrone, le amache, le mensole, i tavoli vuoti, ci sono tracce di calore, forme, piccoli sprofondamenti sulla superficie, ci sono segni delle creature che amavano.

Escono fuori e trovano altri padroni, sono usciti anche loro, si guardano, non dicono niente, ci sono centinaia di persone in pigiama, tremano dal freddo, hanno paura, guardano verso le montagne, il cielo sta diventando blu scuro, dentro di loro sentono crescere una strana nostalgia, un senso di fallimento e di cose perdute, una gigantesca disperazione.

H.P. Lovecraft: L’immagine nella Casa, l’audioracconto | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

H.P. Lovecraft è ritenuto oggi uno dei più grandi autori horror nella storia della letteratura occidentale. I suoi racconti continuano ancora oggi, a quasi un secolo di distanza, ad affascinare e terrorizzare i lettori. L’immagine nella casa (The Picture in The House), ultimato nel 1920 e pubblicato per la prima volta da “The National Amateur”, è un ottimo esempio di come Lovecraft riuscisse a creare delle atmosfere capaci di catturare il lettore e non lasciarlo andare fino all’ultima parola. Sul canale YouTube “Ménéstrandise Audiolibri” è possibile ascoltare l’intero racconto, narrato fra l’altro in modo egregio.

Anima Persa | scheggetaglienti


Ieri avevo segnalato un breve racconto cross-over di Alessandra Daniele tra Eymerich e Star Trek, e ora ne segnalo un altro forse anche più bello, sempre tra Eymerich – l’inquisitore uscito dalla Storia e dalla penna di Valerio Evangelisti – e Lost, il serial TV che dieci anni fa fece impazzire tre quarti di mondo per i splendidi enigmi. Eccolo qui:

– Vi auguro di non avermi mentito – disse Eymerich in tono minaccioso, scendendo da cavallo. Il pingue frate benedettino gli corse incontro trafelato.
– Magister, ve lo giuro, è comparso dal nulla parlando una lingua infernale!
– Almeno tre o quattro lingue infernali – aggiunse un confratello.
– Comparso dove? – Chiese Eymerich.
– Nella radura dietro il convento, sembrava piovuto dal cielo – disse il primo frate.
– Dall’inferno! – Lo corresse il confratello.
– Basta, portatemi da lui. – tagliò corto l’inquisitore. Quei benedettini lo innervosivano. Sembravano davvero convinti d’aver catturato una creatura infernale, cosa che a guardarli gli sembrava altamente improbabile. Lo condussero a una cella. Incatenato in un angolo giaceva quello che a prima vista sembrava solo un fagotto di stracci.
– Volete interrogarlo Magister? – Chiese il primo frate.
– M’avete detto che parla in demoniese – rispose Eymerich, sarcastico.
– No, parla anche un po’ di catalano – rispose il secondo – anche per questo abbiamo chiamato voi.
– Un po’ di catalano? Me lo farò bastare.
L’inquisitore entrò nella cella. I benedettini si dileguarono. L’uomo rannicchiato nell’angolo sollevò la testa. Eymerich notò i suoi occhi chiarissimi nonostante la penombra. L’uomo lo fissò.
– Padre, vi prego, aiutatemi – disse in catalano, con un filo di voce – questi frati sono pazzi. M’ hanno incatenato qui dicendo che gli servivo per voi.
– Per me?
– Sì, li ho sentiti parlare d’un inquisitore che volevano attirare qui dicendogli d’aver catturato – scosse la testa, e la chinò – un demone – la sua voce si spense in un sussurro incredulo.
Eymerich avvicinò la torcia al prigioniero. L’uomo trasalì, appiattendosi contro il muro. L’inquisitore vide ch’era ferito al braccio destro.
– Chi o che cosa sei? Bada di non mentirmi. Io sono Nicolas Eymerich. Questo non è ancora un interrogatorio formale, ma può diventarlo, e credimi, qualsiasi cosa tu abbia subito finora non sarà niente al confronto di ciò che posso farti infliggere io.
Il prigioniero deglutì.
– Mi chiamo Enrique Gallus, e vengo dalla Catalogna. Sono un pellegrino. Ho chiesto riparo per la notte a questi frati, e loro m’hanno imprigionato, dicendo che sarei stato perfetto come esca. Che sareste venuto qui, e m’avreste preso davvero per un demone.
Alla luce della torcia i suoi occhi sgranati scintillavano di bagliori rossastri.
– A quale scopo?
Il prigioniero allungò lentamente il braccio sinistro per quanto glielo consentiva la catena, e indicò la porta.
– Imprigionare anche voi.
Eymerich si voltò. La porta era chiusa e priva di maniglia.

* * *

Leggi il seguito di questo post »

Il Potere della Parola | scheggetaglienti


Uno scritto – datato – di Alessandra Daniele, che tenta di coniugare – assai bene, secondo me – il mondo di Star Trek con quello dell’inquisitore Eymerich, il personaggio che identifica maggiormente l’attività di Valerio Evangelisti. Qui sotto, da leggere tutto d’un fiato:

Deanna finì di sistemarsi il lungo abito di foggia trecentesca.
– Su cosa è basato questo tuo nuovo programma olografico, William? Si direbbe una saga medievale.
Riker accennò un sorriso sornione.
– È molto di più. Una serie di romanzi scritti fra il XX° e il XXI° secolo in Italia da Valerio Evangelisti.
– C’era ancora l’Italia nel XXI° secolo?
– Solo nei primi anni, prima di sparire sotto il livello del mare per lo scioglimento dei ghiacciai.
– Sono pronta – annunciò Deanna sorridendo. Riker le offrì il braccio, e insieme entrarono sul ponte ologrammi. Deanna si mostrò subito ammirata per la precisione dei dettagli.
– È una tipica caratteristica dei romanzi che ho voluto trasporre fedelmente nel programma – disse Riker, con una punta d’orgoglio – Il protagonista è ispirato a un personaggio storico realmente esistito,  d’origine ispanica come gli antenati conquistadores del capitano. Ti sorprenderà – aggiunse ammiccando.
– Non vedo l’ora – sorrise Deanna.
Una freccia trapassò la gola di Riker.
Il primo ufficiale emise un rantolo soffocato, poi crollò di schianto.
Deanna urlò, e si chinò su di lui, sconvolta.
– Emergenza sul ponte ologrammi! – Gridò – Computer! Blocca il programma!
Fu inutile.

*  *  *

Eymerich era furibondo.
– Magister, era l’unico modo per fermarlo – disse il balestriere – l’abbiamo visto apparire dal nulla, e lo sapevamo capace di sparire in un attimo. Era un demone!
– I demoni sono spiriti incorporei, questo invece è un cadavere che non può rivelarci più nulla – scandì Eymerich – E vi siete anche fatti scappare la femmina!
– Sì Magister – ammise il balestriere, visibilmente spaventato dalla furia dell’inquisitore – però stavolta non è riuscita a dissolversi, s’è solo confusa tra la folla.
– Perché ho scoperto le loro formule, e so come invertirle. Non sono demoni, solo negromanti – si rivolse al resto delle guardie – è il momento di agire.

*  *  *

– Uno dei personaggi ha preso il controllo del ponte ologrammi? Di nuovo? – Picard si girò verso Data.
– Dev’essere diventato senziente, com’era accaduto a Moriarty – rispose l’androide.
– Come stanno Deanna e William?
– Entrambi i loro segnali vitali sono cessati – rispose Beverly, pallida – ma potrebbe essere perché l’ologramma è riuscito a schermare il ponte, interrompendo ogni comunicazione
– Ma com’è possibile che il computer gli obbedisca così? – Protestò Worf – Conoscere i codici d’accesso non basta…
Le porte s’aprirono. Eymerich marciò deciso in plancia.
Picard s’alzò e lo fissò.
– Adesso capisco – disse – William t’ha dato il mio aspetto. Una sorta di omaggio, probabilmente – aggiunse malinconico – anche per questo il computer ti riconosce come un’autorità legittima.
– Io sono l’unica autorità legittima – disse l’inquisitore, sprezzante – E sei tu che stai imitando il mio aspetto. Ma non ingannerai più nessuno.
– Suppongo che tu sia riuscito anche ad accedere ai protocolli del Dottore Olografico per riuscire a materializzarti al di fuori del ponte ologrammi.
– Ti riferisci al fatto che posso spostarmi dove voglio? Posso anche trasferire ciò che voglio. Computer, sicurezza! – Ordinò. Un paio di balestrieri si materializzarono al suo fianco, tenendo sotto tiro il resto della plancia.
– Sei stato abile – commentò Picard.
Eymerich accennò un sogghigno.
– In realtà non è stato difficile. Tutto il vostro potere non è che una ragnatela di parole. Ogni volta che uno di voi si manifestava, io ne annotavo o facevo annotare ogni frase, specialmente quelle che suonavano prive di senso. Così ho scoperto tutte le vostre formule, e come usarle contro di voi.
Picard scosse la testa.
– Credi di sapere tutto? Non hai idea di quello che non sai. Non hai idea di dove ti trovi né del danno che potresti fare se prendessi davvero il controllo di questa… unità.
– Non preoccuparti di quello che non so – rispose l’inquisitore – perché lo scoprirò. Computer! – Ordinò – Programma Quaestio Eymerich Uno. Eseguire!

Gwynto

Aspirante scrittrice, lettrice avida, amante delle parole

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

the green path

… Dorothy si trova in un mondo colorato con delle piccole casette e una stradina dorata, in viaggio verso la città di smeraldo. Il mago di Oz (1939)

The Darkest Art

A journey through dark art.

Parole Loro

"L'attualità tra virgolette"

Ottobre

giornale dei lavoratori

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Diario Esoterico

Un diario non è altro che un registro di viaggio.

mayoor

“Non so niente della coscienza”, disse Suzuki. ” Io cerco solo d’insegnare ai miei studenti ad ascoltare il canto degli uccelli”.

kyleweatwenyen

Come un angelo da collezione.

Come mi va...

E si femò a raccontare le sue storie al mare e il vento

eliomarpa

Scrittore fantasma

Maelstrom

Un moto ondulatorio nel fluido e lineare scorrere dei miei pensieri

Dungeons&Dragons

La storia di Esma cirith

mondo dolce

Food Lover.

poesiaspontanea

improvvisazioni di poesia

di Ruderi e di Scrittura

Il blog di Gaetano Barreca

La Biblionauta

Chiacchiere sui libri e altre amenità

Archeocake

Torte del passato riviste in chiave moderna

VERDE RIVISTA

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

ArcheoTime

il tempo dell'archeologia. il tempo di guardare, vedere, scoprire, conoscere, viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso il tempo dell'archeologia

Laboratorio di poesia povera

Versi essenziali per cuori semplici

Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

Michele Valente |Blog

Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di politica ed economia, europea e internazionale, attraverso un'ottica globale dei fenomeni della società

Sonia Cenceschi

La musica è una pratica occulta dell'aritmetica, dove l'anima non sa di calcolare - Leibniz

Necrologika

Se muori te lo diciamo noi.

ITINERARI LAZIALI

borghi, castelli, ville, città perdute, monasteri ed abbazie, leggende e segreti, paesaggi fantastici e luoghi insoliti della regione di Roma e dei territori limitrofi.

CollettivoD

Il punto di vista delle donne

GamberoSolitario

A great WordPress.com site

Perversamente Tua

Come stelo mi piego e ti raggiungo, angelo nel tuo inferno, demone di un perverso paradiso.

PINK FLOYD ITALIA

Il primo blog italiano sui Pink Floyd, news e non solo. Fatto da un fan... per i fans!

lucangreenwaters

Lucania dalle Verdi Valli e dalle Acque Cristalline

L'AlTrO (lato)

" Per sentire e sognare in pace, bisogna spegner la luce della ragione... almeno per un po'. "

Simone Morana Cyla Official Blog

Blog ufficiale dell'artista digitale Simone Morana Cyla.

LA FLOTTA DI VEGAN

Cucina verde e ispirazioni nerd

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: