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Archivio per Letture

Una piccolissima morte – Francesca Del Moro


Ho avuto il piacere di leggere integralmente la silloge Una piccolissima morte, di Francesca Del Moro, in cui un impalpabile lutto aleggia nelle frasi, nelle immagini, nei racconti di un legame rescisso traumaticamente, con dolore, senza possibilità di recupero; un lutto, come dicevo, senza dimensione perché non ne ha, ogni lutto è un brusco cambio di esistenza.

Lasciatevi avvolgere dalle volute oscure e doloranti, lasciatevi ammaliare dal pianto irrefrenabile della fine, sarà una morte molto piccola quella che proverete ma, davvero, vi servirà per le dipartite più grandi.

Il libretto è edito da EdizioniFolli, ed è stato tirato in rigorosa edizione limitata a 100 copie.

Una voglia adunca
di morire
il dito che mi scava
nel sesso che hai disabitato.

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Le donne nel mito, parte quinta: Elettra. – Paveseggiando


Su Paveseggiando un lungo post sulla figura mitologica di Elettra e i suoi riferimenti emozionali e semantici con altre figure della Tragedia Greca. Un estratto:

La giustizia sola può consolare l’essere umano, non più gli dei, i quali si ritrovano addirittura a votare per comprendere se Oreste sia o meno da considerare colpevole del matricidio da lui commesso. Il mondo degli dei è messo in dubbio, lasciando così spazio all’uomo di prendere coscienza della sua libertà, benché non sia ancora in grado di gestire appieno il peso della responsabilità derivante dalle sue azioni.
Al contrario di Eschilo, che ci mostra sia Ifigenia che Elettra come semplici vittime di un infausto destino, incapaci di ribellarsi, completamente nelle mani del ramo maschile della loro famiglia, Euripide ci descrive Ifigenia, in Tauride salvata da Artemide, e un’ Elettra molto distante dal mito.

“[…] E da Atreo nacquero Menelao ed Agamennone, il padre mio. Io sono Ifigenia. Mi fu madre la figlia di Tindaro. […] Agamennone sovrano radunò lo stuolo ellenico di mille navi, lui che per gli Achei voleva cogliere il serto del trionfo sulla città di Troia e trarre vendetta a favore di Menelao delle oltraggiate nozze con Elena fuggiasca. Ma bloccato dall’ assenza di venti, […] cercò soccorso in vittime ardenti sull’ ara e fu questo il responso che gli diede Calcante: ‘ […] mai non sarà che da questa terra tu dia l’ abbrivio alla tua flotta, prima che Artemide si prenda, immolata vittima , tua figlia Ifigenia’ .[…] Così, per le astuzie di Odisseo, mi strapparono alla madre col pretesto di darmi in sposa ad Achille. E invece, come giunsi in Aulide, fui afferrata, sollevata in alto al di sopra della pira e sgozzata con la spada. Però Artemide mi trafugò dall’ ara, sostituendomi con una cerva; poi mi mandò per l’ etere splendente e mi depose qui, perché abitassi questa terra di Tauri.”
[Ifigenia in Tauride, vv 39-51 – Euripide, trad. a cura di F. Ferrari]

Il mito di Ifigenia è assente nei poemi Omerici, ma era ben conosciuto come antefatto della Guerra di Troia. La versione più nota della storia ci giunge attraverso i Canti di Cipro, nei quali è narrato il sacrificio di Ifigenia in Aulide e di come Artemide, mossa a compassione, la salvò portandola, in seguito, nella regione dei Tauri. A questa versione del mito si ricollega Euripide per la sua tragedia, ‘Ifigenia’, dove viene contrapposta la selvaggia terra dei Tauri con la Grecia, che viene descritta come una patria ove il padre è ben felice di sacrificare la figlia per avere venti favorevoli e dove il matricidio è un modo per lavare l’ ira dei figli.
Euripide, quindi, rivisita il mito, andando a scovare delle varianti rare, e donando a queste nuovo significato.

L’equazione | Reader For Blind


Un mio racconto inedito sulla piattaforma ReaderForBlind, degli amici D Editore. L’equazione.

Berlusconiverso – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine l’articolo del lunedì di Alessandra Daniele, che si getta a capofitto nella campagna elettorale ma lo faomaggiando ed evocando Philip Dick e il suo Palmer Eldritch. Non ci avete mai pensato? Io sì, e ho messo nel calderone anche Elon Musk.

T H E : N e X T : S T A T I O N | Dove eravamo rimasti?


È online il numero 4 della webzine NeXT-Station.org, curato come sempre da Giovanni De Matteo e Salvatore Proietti. In effetti, come dice Giovanni stesso nell’editoriale, è passato un po’ di tempo dal numero precedente della zine, che non vuol dire che si è stati fermi, ma tutt’altro. Il risultato è in calce all’editoriale, con una serie di articoli e rubriche (qui e qui i miei contributi) che appianano un po’ l’abisso del tempo passato, e dopo che NeXT è in stasi forzata da un eone più o meno simile a quello di NeXT-Station, ritrovare la voglia di fare informazione organizzata sulle volumetrie di una rivista è qualcosa che ci mancava, che mancava pure a me. Datevi da fare, leggete le novità che abbiamo disseminato nel tempo e preparatevi al salto quantico connettivo, si prevedono emancipazioni cognitive notevoli.

Estratti da Giovanni Agnoloni, “L’ultimo angolo di mondo finito” (Galaad Edizioni 2017)


Dal blog di Sonia Caporossi, un estratto di L’ultimo angolo di mondo finito, il romanzo di Giovanni Agnoloni che chiude la sua trilogia sulla fine di Internet.

«I rami salivano intrecciandosi progressivamente in una griglia filiforme, come ragnatele di diramazioni genealogiche perdute in un labirinto di infinite possibilità. Ascendevano in arabeschi ipnotici, creando una tessitura sottile, leggera quanto l’aria, simile a una nota impalpabile, stratificata, metafisica. Un reticolo di antenne estremamente recettive, capaci di catturare ogni sospiro latente nell’aria e di intuire i pensieri nel loro informe abbozzarsi.

Ognuno di quei terminali, alle sue estremità, diventava pressoché invisibile, perdendosi nell’atmosfera in un’enigmatica transizione dallo stato solido allo stato gassoso. E in ognuno di essi era impressa l’anima di un significato precedente alla nascita della vita e del linguaggio.

Osservai a lungo quella scena, rendendomi conto poco a poco che non si trattava di uno spettacolo statico, ma di una frenesia dinamica, in cui micro-componenti sospesi tra massa ed energia si muovevano incessantemente, in una danza senza posa, ricevendo

Strani giorni: Carte nel vento


Ettore Fobo, sul suo blog, referenzia la prosa e la nota critica che gli ha permesso la segnalazione al Premio Montano (qui). Ancora complimenti a Ettore.

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

N I G R I C A N T E

blog esperienziale di Michele Nigro

Flavio Torba

Scrittore con predilezione per l'horror.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Crudo e Cotto

Blog di cucina vegana

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo.

Chiara Prezzavento

editing, scrittura, lettura

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LIFESTYLE BLOG - appunti e brevi considerazioni su economia circolare, slow life, trasporto sostenibile, cucina del riuso e ... quantistica

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«L'attualità tra virgolette»

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protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

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"Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata." Gustave Flaubert

ArcheoTime

il tempo dell'archeologia. il tempo di guardare, vedere, scoprire, conoscere, viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso il tempo dell'archeologia

Somnium Hannibalis

L'ultimo dei Barca, la cenere e il sangue

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