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Referendum Costituzionale in Italia? Per noi è NO | NAZIONE OSCURA CAOTICA


[Letto su NazioneOscura‘s blog]

NAZIONE OSCVRA CAOTICA
GOVERNO OSCVRO
QVESITO XLI

giorno 2 complementaro 139

* Siete favorevoli o contrari che il nostro Paese confinante approvi la riforma Costituzionale della riduzione dei Parlamentari?

Il Governo Oscuro respinge il Referendum Costituzione per la riduzione dei Parlamentari in Italia

L’interesse non è al massimo, come dimostra l’alta astensione, e comunque il Governo Oscuro non soltanto suggerisce di non ridurre i Parlamentari, ma suggerisce di portarli a 60 milioni, o comunque pari alla popolazione votante italiana. In questo modo nessuno sarebbe pagato e il risparmio sarebbe davvero maggiore, visto che il Parlamento non ha dato negli ultimi anni i risultati sperati.

La voce del padrone – Carmilla on line


Alessandra Daniele torna a graffiare su CarmillaOnLine. Riporto integralmente il post, condividendolo ideologicamente su ogni parola espressa.

Nella pubblicità le banche sono generose. Il prosciutto è dietetico. La plastica è ecologica. La Chiesa Cattolica è povera.
Nella pubblicità le automobili si materializzano in un attimo, sbucando direttamente dalla realtà virtuale, mentre i biscotti vengono preparati a mano uno per uno personalmente dal fornaio.
Nella pubblicità tutti hanno un lavoro sicuro e gratificante, e un giardino enorme dove pranzare all’aperto in trenta.
La pubblicità mente, e nessuno s’indigna.
C’è qualche segnalazione di “pubblicità ingannevoli”, ma in realtà tutta la pubblicità è ingannevole.
E nessuno si aspetta il contrario.
Nessuno s’aspetta che uno spot dica “Questo petto di pollo non è un petto di pollo. È una specie di polpetta fatta al 20% di carcasse macinate, il resto è farina di mais e olio di palma. Il pollo sei tu, se la mangi”.
Nessuno chiede alla pubblicità di essere sincera.
Eppure questo flusso inarrestabile di suadenti cazzate che ci scorre addosso costantemente, che invade ogni spazio mediatico, che interrompe, frantuma e disarticola ogni programma TV che guardiamo, che ha sempre la precedenza su qualsiasi argomento in discussione, che non si ferma neanche durante le peggiori crisi, e anzi ne approfitta, le sfrutta, se ne serve, questo flusso è la spina dorsale del drago.
È il volto del vero nemico.
La pubblicità è l’unico programma che non può essere interrotto.
La pubblicità è tassativa.
È la voce del padrone.

di Pier Paolo Pasolini


L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.
Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società. Non esiste solo il potere che si esercita nelle decisioni, ma anche un potere meno visibile che consiste nel fatto che certe decisioni non sono neanche proposte, perché difficili da gestire o perché metterebbero in questione interessi molto stabili. La grande differenza tra i valori proclamati e i valori reali della società, l’omologazione, fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza degli esseri umani, non più l’ingegno delle élites culturali o l’attività dei politici.
L’identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente a esso dei tratti “moderati”, dovuti alla tolleranza e a un’ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è, infatti, falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all’edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà – se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia – una forma “totale” di fascismo. Ma questo Potere ha anche “omologato” culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l’imposizione dell’edonismo e della “joie de vivre”.
Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto a essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare.

Le storie di ieri, i racconti di domani | Holonomikon


Giovanni De Matteo, nell’anniversario della strage di Bologna – di cui proprio domani ricorreranno i quarant’anni – traccia sul suo blog le coordinate del racconto cui è più legato, Cenere alla cenere. Poi continua:

Nei giorni scorsi è poi uscito il nuovo numero di Futuri. (disponibile anche in PDF). Sono trascorsi quasi sei anni dal primo numero della rivista dell’Italian Institute for the Future, sulle cui pagine uscivo con un racconto di stampo postumanista. Roberto Paura, direttore della testata nonché fondatore e presidente dell’istituto, ha voluto ospitare un mio nuovo racconto, che al momento rappresenta anche l’ultima cosa che abbia scritto: un racconto su un’Italia del sud (Bassitalia, again) prossima ventura, in un entroterra sconvolto dai cambiamenti climatici e svuotato da successive ondate di profughi ambientali, alle prese con space junk, IA, indentured system e intrighi geopolitici. S’intitola La sindrome di Kessler, ha un forte debito di riconoscenza “formale” verso Frammenti di una rosa olografica di William Gibson e contiene più o meno tutto quello che volevo metterci dentro mentre lo scrivevo.

Se le storie di ieri sono ciò di cui si nutrono i racconti di domani, in entrambi questi casi lo sguardo di domani scruta tra le pieghe del presente. Buone letture!

Sandro Battisti – Un estratto dal mio racconto presente…


Dalla mia pagina autoriale FB presento un estratto dal mio racconto presente nell’omaggio che Kipple Officina Libraria, i curatori Giovanni De Matteo, Alessio Lazzati e tutto il mondo del Fantastico italiano hanno tributato a Sergio “Alan D.” Altieri. L’antologia è Cronache dell’Armageddon e il mio racconto s’intitola Nekroeconomy; l’opera è acquistabile qui – ma ne parlo diffusamente qui.

Codici arcaici e inumani segnarono istantaneamente la coscienza di Alan; interi universi di simboli occulti e di articolate grammatiche semantiche, incomprensibili agli umani, sembrarono raccontargli strani episodi di ciò che poteva accadergli. Si sentì coinvolto in un terribile gorgo di evocazioni orrende, non sapeva fino a che punto sgorgate scientemente dai suoi interessi per le divinazioni magiche. Prima ancora di operare una sola profezia, l’intero sistema occulto di quegli universi gli lanciava dei moniti inequivocabili, come se gli si volesse presentare con la gran potenza dell’insondabile; subvocalizzò nel sonno dei mugugni, echi superficiali di un orrore molto più profondo, mentre le mosse scomposte che assumeva nel letto in cui dormiva completavano l’incubo in cui era precipitato.
Klelia gli era accanto, lo scosse: – Alan, cos’hai, stai bene? – Lui aprì gli occhi, era ancora immerso nell’abisso di raccapriccio in cui ancora si dimenava. – Hmmm – disse, e tentò di sorriderle, ma si sentiva immobile come il cadavere del mago che continuava a penzolargli addosso, nella sua coscienza trascendentale.
– Stai bene? – gli reiterò.
– Solo un brutto sogno; è così difficile riconoscere il reale – le sussurrò, ancora stordito dalle immagini orride e nere che galleggiavano nella sua psiche – Che ore sono? – le chiese poi improvviso, scorgendo la luce solare filtrare dalla serranda.
– Le 8.45! – gli rispose allarmata, doveva essersi svegliata anche lei poc’anzi; preoccupata dai lamenti di Alan, non doveva aver considerato l’orario.
Un banner olografico s’insinuò tra loro, avvolgendoli in spire di caldo citazionismo sintetico: “Alan e Klelia, il momento delle opportunità professionali è in attesa di sviluppo, non lasciamo soffrire ulteriormente le linee di business”. L’appello veniva reiterato ogni quindici secondi; era martellante, ossessivo. “Il business sta soffrendo”, era poi aggiunto in tono neutro, lasciando però filtrare dal messaggio un senso di allarme angoscioso. Il risultato dei richiami alla produttività del mondo iperliberista era opprimente, affliggeva con gli inviti di un Mercato divenuto vivo e in perenne espansione, lontano dal realizzarsi e per questo ancora più pressante nei suoi richiami.
– Gli incubi divengono veri – notò cupo Alan – un po’ troppo spesso.

I vivi abitano la stessa terra dei morti – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto è comparso un racconto di Matteo Trevisani, scritto recentemente in relazione alla pandemia da cui non siamo ancora completamente usciti. S’intitola I vivi abitano la stessa terra dei morti, e vi allego l’incipit, per capire il mood che Matteo esprime, la ricchezza della sua prosa.

È così che succede, mi sono detto. Sono morto. 

Era il decimo giorno di quarantena, poco prima dell’alba. Affacciandomi alla finestra sulla notte quieta ho percepito con esattezza di essere finito in un altro mondo. Non ero io a essermene andato – ero indubitabilmente vivo – ma anche se riconoscevo me stesso come facente parte dei vivi, mi davo una nuova cittadinanza, il mondo in cui abitavo aveva di colpo assunto tratti diversi, irriconoscibili.

Mi sono detto che era colpa della situazione che il mondo stava attraversando e che la soglia della suscettibilità si era abbassata per tutti, ma anche se le cose che componevano la realtà sembravano a un primo sguardo le stesse di sempre, a un’indagine più attenta mi accorgevo che differivano quel tanto che bastava per rendermele assolutamente estranee. Ma uno sguardo che si posi con troppa insistenza sulle cose finisce per deformarle e quello che non riuscivo a dirmi era che non si trattava di una sensazione del tutto nuova. Forse era così dal primo giorno del mondo e io non me ne ero mai accorto. 

Eppure eravamo vivi, potevo esserne certo. La mia compagna e mio figlio erano vivi e dai loculi della casa di fronte le solite ombre vaghe cominciavano il loro stentato vivacchiare mattutino. Ma nonostante la pallida alba di marzo la sensazione di essere finito nell’Ade non riusciva ad abbandonarmi, anzi, il giorno rendeva ancora più evidente quella dissonanza. Presto la città dei morti non fu solo una città: non si erano fatte le dieci che la sensazione di abitare nel Tartaro si era allargata fino a comprendere la nazione, e poi il continente, e a sera tutto il pianeta. Un pianeta in un cono d’ombra, figlio di nessun sole, che naviga al buio sballottato da forze gravitazionali alla cui lotta non giova nessuna orbita. Vivevamo su pianeta alla deriva, naufragato in un mare bianco come la sclera di un occhio che non si è mai visto chiuso.

Sole nero – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il post del lunedì di Alessandra Daniele. Condivisibile, come sempre.

“Nessuna notte è così lunga da impedire al sole di sorgere”. Questa è una gran bella metafora consolatoria, che però funziona solo per i sistemi che ruotano attorno a una stella viva.
Al centro del nostro sistema socio-economico c’è un sole morto. Un buco nero capace solo di divorare e distruggere tutto quello che riesce a catturare nella sua orbita letale. Vite umane, specie animali, risorse planetarie, tutto finisce risucchiato nel gorgo cieco del profitto senza futuro dal quale niente sfugge, nemmeno il tempo.
Siamo nelle tenebre.
Quello che periodicamente ci viene spacciato come un’alba non è che il sinistro baluginio dell’orizzonte degli eventi. L’orlo del pozzo.
Quest’occhio oscuro che ci fissa tutti è ormai privo di maschera. Il Velo di Maya è stato definitivamente strappato dalla pandemia. E non c’è più nessuno che possa sostenere in buona fede il contrario.
Le miserabili risse dei politicanti suonano solo come un ronzio d’insetti, le loro menzogne non sono che carta straccia nel vento.
La verità ci fissa innegabile.
Dobbiamo scegliere adesso se tentare di raggiungere la velocità di fuga per scampare al sole morto, o finirne inghiottiti e schiacciati per sempre.

“L’amore al tempo del Covix-64” letto più di 200 volte


Il mio racconto L’amore al tempo del Covix-64, liberamente scaricabile in PDF qui, ha abbondantemente superato in una settimana le 200 letture, un vero free best-sellers

Il racconto è stato selezionato al contest del collettivo teatrale Grand Guignol de Milan e nei giorni scorsi ne ho postato il magistrale reading, proprio a cura di uno degli attori del GrandGuignol: Lorenzo Andrea Paolo Balducci.

Voglio davvero ringraziarvi tutti, a presto.

L’amore al tempo del Covix-64 – di Sandro Battisti


Il mio racconto L’amore al tempo del Covix-64 è liberamente scaricabile in PDF. Il racconto è stato selezionato al contest del collettivo teatrale Grand Guignol de Milan e nei giorni scorsi ne ho postato il magistrale reading, proprio a cura di uno degli attori del GrandGuignol: Lorenzo Andrea Paolo Balducci.

Qui quindi il libero download del racconto, il mio regalo per la Notte di Valpurga (o Calendimaggio). Grazie a tutti voi.

Ritorno a Villa Diodati #1: «L’amore al tempo del Covix-64» di Sandro Battisti


Sulla pagina FaceBook del Grand Guignol de Milan è possibile ascoltare e vedere l’interpretazione del mio racconto L’amore al tempo del Covix-64, selezionato al contest Ritorno a Villa Diodati del collettivo teatrale milanese. Magistrale lettura e interpretazione di Lorenzo Andrea Paolo Balducci. Presto altre notizie

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

corruptio pessima optimi

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

nerxes.com

- Daily mindfood to go.

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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