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Archivio per Presentazioni

Eymerich si scrive da sinistra | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com il resoconto della presentazione del Fantasma di Eymerich, ultimo romanzo della saga ideata da Valerio Evangelisti, svoltasi il mese scorso a Bologna.

“Questo studio arriva in un momento particolare, in cui torna Eymerich. Ma il ciclo dell’inquisitore è l’ossatura di un progetto molto più ampio, uno One Big Novel: un unico, grandissimo discorso politico svolto attraverso la letteratura. Una narrazione distribuita tra i secoli, dal medioevo di Eymerich al far west dello stregone Pantera, dai pirati del ciclo di Tortuga fino alla trilogia socialista de Il sole dell’avvenire, che arriva infine al nostro presente del “realismo capitalista”, quello del motto there is no alternative. Non c’è però solo il discorso politico, ma anche il bello di scoprire perché il lettore si innamora di un personaggio negativo come Eymerich. Certo non si tratta di un mostro monolitico, è un individuo che cambia nel corso della sua vita letteraria. C’è un viaggio dell’eroe esterno ma ce n’è anche uno interno, psicanalitico”.

Vi ritroviamo, nel romanzo, un Eymerich più stanco.

“Perché io sono più stanco: ho un rapporto quasi autobiografico col mio personaggio, che è la parte peggiore di me. Un cattivo, come è stato detto, ma un cattivo affascinante. Anche nella serie televisiva The Man in the High Castle, tratta da La svastica sul sole di Philip Dick, il personaggio più interessante è un nazista. Chiaro che non per questo uno diventa nazista; anzi, da un certo punto di vista può riflettere sul nazismo. Anch’io fin dall’inizio ho voluto creare il male affascinante. Eymerich non è sadico: è duro, inflessibile (anche con se stesso), gioca con la crudeltà, rappresenta l’autoritarismo e la volontà di inquadrare il prossimo”.

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Immaginari alterati – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la segnalazione di una pubblicazione che vede coinvolta buona parte della sua redazione; il libro, Immaginari alterati, verrà presentato il 24 gennaio alle ore 21.00 presso la libreria Comunardi, via Bogino 2 a Torino. Ecco un estratto dalla prefazione di Valerio Evangelisti.

Nel primo numero della rivista politico-letteraria “Carmilla” (1995), allora in forma cartacea, e con diffusione da fanzine, si sosteneva che l’immaginario sarebbe stato uno dei campi di battaglia a venire, per la sinistra di classe e per le forze antagoniste. Questa previsione è stata ampiamente confermata. Oggi basta gettare uno sguardo sullo scenario socio-economico, o anche sul nostro semplice quotidiano, per scoprire quale peso vi abbiano l’immateriale, la costruzione fantastica, il sogno a occhi aperti (o anche chiusi).

È storia antica, impossibile da ripercorrere in una paginetta. Sta di fatto che gli Stati Uniti furono tra i primi (sebbene non i primissimi, preceduti dai fascismi) a intuire l’importanza di quel terreno di scontro. Nel secondo dopoguerra nacquero ovunque loro agenzie (USIS) intente a imporre, soprattutto attraverso il cinema, il modello di vita americano come il migliore e il più desiderabile. Simultaneamente la pubblicità si incaricò di trasferire l’attenzione dal valore d’uso al valore di scambio, potenziando quest’ultimo con un carico d’informazione, divulgato a livello mediatico (se mi troverò di fronte a una merce di marca nota, vista in televisione, e a una di marca oscura, quasi sempre sceglierò la prima, al di là della qualità effettiva). Le leggi tradizionali del valore andrebbero riformulate tenendo presente un fattore informativo in apparenza impalpabile.

L’esito di questi processi l’abbiamo sotto gli occhi. Almeno in Occidente, l’economia vede tra i suoi colossi imprese gigantesche che producono esclusivamente informazione, e nulla di concretamente utile. Assicurano vite parallele con brevi escursioni nella fantasia. Occupano l’attività onirica sostituendo sogni fasulli a quelli naturali.

I paesi detti a socialismo reale sono quasi tutti caduti non solo per contraddizioni interne, ma anche per il fascino, accuratamente studiato, di cui ha saputo ammantarsi l’Occidente. Per lo stesso fascino, più che per disagio o pericolo, si sono avviate gigantesche migrazioni attraverso il mondo, solo in parte collegate a cause materiali. D’altro canto, i vari sistemi di potere sono stati bene attenti a evitare l’emergere di un immaginario ribelle, che scatenasse moti di rivolta incontrollabili. È recente la repressione, attuata dalla magistratura spagnola, contro gruppi rock, o addirittura ai danni di una piccola compagnia di burattinai. Si cade, su questo fronte, facilmente nel grottesco, eppure esiste una logica di fondo, malamente indagata.

Perché il capitalismo si regga bene in piedi, deve invadere anche le aree non sottoposte al suo dominio diretto, economico e politico. La tripartizione della giornata teorizzata dai socialisti di un tempo (“otto ore per lavorare, otto ore per istruirci, otto ore per riposare”) va abolita – ed è ovvio, se si pensa che l’immaginazione è diventata produttiva. Lo spazio per “istruirsi” è il primo a dover essere colonizzato, essendo quello maggiormente insidioso per il potere. Dunque informazione manipolata, distrazioni eterodirette e funzionali, luoghi di studio addomesticati (quanti docenti furono licenziati o emarginati, dopo i cosiddetti “anni di piombo”, non solo in Italia?).

Le ore per lavorare tendono a diventare illimitate, con la rapida soppressione dei tradizionali momenti di riposo, dalle pause pranzo ai giorni festivi. Quanto al puro sonno, alzi la mano chi dorme effettivamente le otto ore canoniche. Se poi sogna, potrà trovare nella sua “fase REM” brandelli del mondo mercantile e spietato a cui si cerca di condizionarlo nella veglia.

L’immaginario è dunque tra i terreni salienti di battaglia, per chi voglia sottrarsi alla dittatura più insinuante, senza scrupoli e invasiva che la storia ricordi. Occorre però conoscerne le forme. Alcuni redattori di “Carmilla”, nei saggi o nei racconti contenuti nel presente volume, provano a farlo. Resistenza inutile? Resistere non è mai inutile, e di per sé contrasta il velo di anomia e di alienazione che sta calando su noi tutti.

Due mostre collettive a dicembre | Daniele Cascone


Daniele Cascone segnala due Mostre cui partecipa collettivamente, di prossima inaugurazione (26 e 28 dicembre) che si terranno nella sua Sicilia. I dettagli sul suo sito; i complimenti a Daniele, sempre bravo.

A Merry Little Christmas


A Merry Little Christmas è una mostra collettiva che si chiude oggi a Roma presso i locali di Afnakafna” (Via della Fontana 19, vicino Villa Paganini) e che propone grandi opere d’arte di piccole dimensioni, di artisti straordinari, perfette per essere impacchettate e messe sotto l’albero. Lo spazio è aperto dalle 10.00 di mattina alle 20.00, tante piccole opere di tanti grandi artisti a prezzi abbordabili. Un’ottima occasione per regalare, o regalarsi, un’opera unica originale e certificata. Affrettatevi!

Nel novero degli espositori, tra i nomi che cito spesso qui, Gerlanda Di Francia, Silvia Faieta, Ksenja Laginja; ma tutti gli artisti che partecipano presenteranno grandi opere. Ci vediamo lì, al vernissage? Qui l’evento FB.

Sabato 15 dicembre alla libreria Ubik di Bologna: Valerio Evangelisti e Alberto Sebastiani – Eymerich.com


Lo so, è un appuntamento passato, però l’ho saputo solo oggi, e la portata dell’evento lo fa risaltare anche a presentazione avvenuta: il Magister, Valerio Evangelisti, ha presentato a Bologna il suo ultimo romanzo, Il fantasma di Eymerich, accanto ad Alberto Sebastiani che presentava il saggio Nicolas Eymerich. Il lettore e l’immaginario in Valerio Evangelisti. Roba da leccarsi le labbra

A Merry Little Christmas – Vernissage domani 16/12


A Merry Little Christmas è una mostra collettiva che si svolgerà a Roma presso i locali di Afnakafna” (Via della Fontana 19, vicino Villa Paganini) e che propone grandi opere d’arte di piccole dimensioni, di artisti straordinari, perfette per essere impacchettate e messe sotto l’albero. L’appuntamento e’ per domani 16 dicembre alle ore 18 (ma lo spazio è aperto dalle 10.00 di mattina alle 20.00, fino al 23 dicembre), Tante piccole opere di tanti grandi artisti a prezzi abbordabili. Un’ottima occasione per regalare, o regalarsi, un’opera unica originale e certificata.

Nel novero degli espositori, tra i nomi che cito spesso qui, Gerlanda Di Francia, Silvia Faieta, Ksenja Laginja; ma tutti gli artisti che partecipano presenteranno grandi opere. Ci vediamo lì, al vernissage? Qui l’evento FB.

A Merry Little Christmas


A Merry Little Christmas è una mostra collettiva che si svolgerà a Roma presso i locali di Afnakafna” (Via della Fontana 19, vicino Villa Paganini) e che propone grandi opere d’arte di piccole dimensioni, di artisti straordinari, perfette per essere impacchettate e messe sotto l’albero. L’appuntamento e’ per domenica 16 dicembre alle ore 18 (ma lo spazio è aperto dalle 10.00 di mattina alle 20.00, fino al 23 dicembre), Tante piccole opere di tanti grandi artisti a prezzi abbordabili. Un’ottima occasione per regalare, o regalarsi, un’opera unica originale e certificata.

Nel novero degli espositori, tra i nomi che cito spesso qui, Gerlanda Di Francia, Silvia Faieta, Ksenja Laginja; ma tutti gli artisti che partecipano presenteranno grandi opere. Ci vediamo lì, al vernissage? Qui l’evento FB.

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