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Archivio per Sociale

Orientati alla corruzione


Impermeabile alle ideologie ti attardi sull’erba, quella più selvaggia, e guardi le rifrazioni di un cielo limpido, cristallino, assolutamente onesto; ti domandi, allora, cos’è la Natura a cui apparteniamo, cercando in te una ragione sulla nostra devianza orientata alla corruzione.

MINISTRY – ANTIFA


C’è bisogno di aggiungere altro? No!

Da una Rete all’altra | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la corposa segnalazione – qui e qui – di una nuova uscita editoriale per Giovanni Agnoloni che propone, per Galaad Edizioni, il tomo Internet. Cronache della fine che contiene la sua quadrilogia della Fine di Internet, libri usciti singolarmente nel corso dell’ultimo decennio.
Copertina elegante e un’introduzione dello stesso Agnoloni costituiscono il sigillo di un’operazione che mette in risalto un’opera simbolo di un momento storico trasformato rapidamente in altro, prossimo allo sfascio sistemico e interiore descritto dall’autore. Queste sono alcune note dell’introduzione:

Sono passati oltre dieci anni da quando iniziai a scrivere Sentieri di notte, il primo romanzo di quella che allora ignoravo che sarebbe diventata una quadrilogia. E il mondo è profondamente cambiato. Non solo per la diffusione capillare della Rete in tutto il pianeta – soprattutto sub specie social media – e per l’accentuarsi e il dilagare delle dinamiche della globalizzazione, ma anche per il radicalizzarsi dei problemi ecologici e degli aspetti deteriori del capitalismo finanziario; e, inoltre, per l’emergere sempre più frequente di governi sia pur democraticamente eletti, ma dai tratti autoritari e propugnatori di ideologie nazionalistiche. È come se il mondo fosse stato steso e strizzato tra due estremi, l’uno tendente a un universalismo in gran parte deviato, e l’altro a una frammentazione di questo “tutto” in isole egoisticamente concentrate su se stesse.
Oggi, voltandomi indietro per un attimo e contemplando rapidamente tutto questo, mi rendo conto di una verità che inizialmente – e ancora per tanto tempo – non avevo voluto accettare, un po’ forse per modestia, ma soprattutto per paura: i miei romanzi si sono rivelati profetici. Non perché la Rete sia crollata o stia per farlo, ma perché le dinamiche di potere globale nascoste dietro il Sistema descritto in questi libri si sono realmente manifestate nel mondo, dentro e fuori del web, facendo del pianeta un unico contenitore privo di isole di silenzio, e al contempo lo hanno parcellizzato, rendendo la comunicazione tra gli esseri umani da un lato più agile e istantanea, dall’altro più autoriferita: come se fossimo – e in effetti, per tanti versi, siamo – monadi iperconnesse ma fondamentalmente sole.

Il nemico è arrivato – Emanuele Manco


Emanuele Manco segnala sul proprio sito ufficiale l’uscita del suo ebook per i tipi DelosDigital: Il nemico. Emanuele è conosciuto, oltre che per la sua direzione di FantasyMagazine, anche per le doti matematiche e per un certo tipo di saggistica che prende le mosse proprio dalla scienza esatta per antonomasia; qui, invece, è in una veste che ha frequentato troppo poco, e lui sa quante volte gli ho chiesto narrativa…

È un racconto di fantascienza sia militare che sociale. Il tema portante è l’immigrazione, al quale ho mescolato fonti diverse che mi piacerebbe esporvi, ma temo che possa anticiparvi troppo della trama e dei suoi colpi di scena. D’altra parte, io ho fatto la mia parte come meglio credo possibile, insieme alle editor e all’editore. Ora spetta a voi lettori giudicare se questo lavoro merita il vostro tempo e, detto pragmaticamente, i vostri soldi.

In guerra, l’arma più efficace è la parola. Il nemico è un pezzente, un immigrato indesiderato e un po’ patetico. Il nemico è un essere sconosciuto, incomprensibile e inutile. Il nemico va isolato, cacciato… a dirla tutta, va eliminato. Peccato che non sia così semplice.

Roger Waters ha mandato affanculo Facebook, letteralmente | Rolling Stone Italia


Su RollingStone il fatto nudo e crudo, bellissimo e che incontra il mio totale appoggio: Roger Waters, senza mezzi termini, ha mandato a cagare Mark Zuckerberg – il patron di Facebook – che gli aveva fatto una proposta commerciale irrinunciabile. A cui invece Waters ha rinunciato sonoramente.

Durante un evento pro-Assange, Roger Waters ha raccontato alla stampa di essere stato contattato da Facebook con la richiesta di usare il classico dei Pink Floyd Another Brick in the Wall Part 2 per una futura pubblicità per Instagram.

La richiesta, ha detto Waters, «è arrivata stamattina, abbinata all’offerta di una vagonata di denaro. La risposta è: andate affanculo, non se ne parla proprio. Lo racconto perché penso sia pericoloso che questi prendano il controllo di praticamente ogni cosa. Non sarò parte di queste stronzate, Zuckerberg».

Waters ha letto una lettera che dice provenire da Facebook: «Vi ringraziamo per aver preso in considerazione il progetto. Pensiamo che il messaggio centrale di questa canzone sia ancora rilevante e necessario, un segno del fatto che si tratta di un’opera senza tempo».
La replica di Waters: «Eppure vogliono usarla per rendere Facebook e Instagram ancora più potenti di quanto non siano già in modo che possano continuare a censurare tutti noi in questa stanza e impedire che il grande pubblico venga a conoscenza di questa storia su Julian Assange e possa dire: “Cosa? No, mai più”».

Waters ha concluso citando FaceMash, il sito pre-Facebook creato da Zuckerberg ad Harvard nel 2003 per dare voti all’aspetto delle ragazze del campus, una storia narrata nel film del 2010 The Social Network. «Perché mai abbiamo dato tanto potere a questo cazzone che ha iniziato con “È carina, le diamo quattro su cinque”?», chiede Waters. «Eppure eccolo qui, uno degli idioti più potenti al mondo».

E per l’occasione pubblico anche il video di una song di Waters che non conoscevo: Hello I Love You.

Attori oppressivi


Lascio disquisire i miei pensieri in rivoli frattali di realtà e a ognuno di loro affido la rabbia affilata da distribuire contro gli attori oppressivi.

Il cinema di Giovanni Coda – Streeen


Nell’ambito del mese del Pride segnalo, su streen.org, una rassegna cinematografica che ripercorre i film di Jo Coda:

In tutto il mondo il mese di giugno è attraversato da manifestazioni e celebrazioni che dal 1970 promuovono i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, queer, transgender, asessuali e anche Streeen si unisce alla comunità LGBTQIA+ mostrando worldwide una selezione di titoli del videoartista, fotografo e regista cinematografico Giovanni Coda.

Film e cortometraggi importanti per il regista cagliaritano, che ha raccontato a tinte vere il calvario di chi sente e vive diversamente la propria intimità, nello sbocciare di tante possibili sfumature che solo chi è invasato – o represso – può sbeffeggiare o peggio.

Cagliaritano, classe 1964, Giovanni Coda in 30 anni di attività si è distinto per uno sguardo autoriale personale e provocatorio che, cimentandosi con diverse forme d’arte tra cinema, teatro, fotografia e performance in Italia e all’estero, l’ha portato a comporre una filmografia contaminata e sensoriale, dal forte impegno sociale che incarna perfettamente gli ideali e gli obiettivi di Streeen.

Tre lungometraggi firmati dall’artista saranno visibili in tutto il mondo su streeen.org dall’11 giugno (on demand singolarmente a 2,8 euro oppure in abbonamento mensile a 6,50 euro): dal più recente Mark’s Diary, film del 2019 presentato in anteprima assoluta streaming su Streeen, ai precedenti Bullied To Death (2016) e Il Rosa Nudo (2013), tutti accomunati da un successo di critica e pubblico a livello internazionale e da una volontà di fare del cinema uno strumento di difesa/denuncia dei diritti violati, delle ingiustizie sociali, soprattutto quelle legate all’universo LGBT.

La personale di Coda che Streeen propone per il Pride Month include anche i cortometraggi Xavier (in visione gratuita) e Behind the scenes – Mark’s Diary (bonus track per tutti gli abbonati), oltre all’esclusiva del trailer del suo prossimo film Histoire d’Une Larme.

Già vedono l’orizzonte


Potrei modificare gli istanti resi melliflui dalla compressione delle idee, ma non sarebbe una soluzione valida bensì una limitazione, ulteriore, che porta sempre più verso il finale che si erge già oltre lo scenario.

La comodità di un’antologia “scomoda” – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine una bella segnalazione ragionata a Libertaria. Una antologia scomoda. Vol. I, a cura di Gian Piero de Bellis per i tipi amici di D Editore. Un estratto:

Per la collana “Eschaton” diretta da Raffaele Alberto Ventura, l’editrice romana D editore ha pubblicato il primo dei cinque volumi dell’antologia Libertaria, con l’obiettivo di rinverdire il pensiero libertario – da qui il nome dato all’antologia, sulla scia del Libertaire di Dèjacque e Faure, entrambi presenti nella raccolta dei documenti qui proposti – ponendo a confronto i testi classici dell’anarchismo scritti da Malatesta, Bakunin, Goldman, Kropotkin, Berneri, Nettlau e tanti altri, con autori moderni e contemporanei del vasto arcipelago libertario quali Paul Goodman, Amedeo Bertolo, David Graeber, Bob Black.
Il progetto, curato da Gian Piero de Bellis, si propone in tempi brevi [il secondo volume è già in stampa] di tradurre oltre trecento documenti suddivisi in più di ventidue temi, fra i più coevi e i più disparati. Infatti, come si evince dal piano dell’opera1 c’è di che far tremare le vene e i polsi, soprattutto per l’eterocliti degli argomenti individuati, sebbene il filo conduttore che li lega, «quello della libertà dell’essere umano, la libertà di sperimentare vari stili di vita e aderire dappertutto a una o più comunità autonome, sulla base di scelte libere e volontarie» abbia la pretesa – secondo De Bellis – di porre in primo piano ciò che accomuna, non ciò che separa, l’anelito di difendere e rivendicare la libertà del singolo come «presupposto, necessario e indispensabile, per la nascita di molteplici e variegate comunità volontarie, al posto degli attuali stati cosiddetti nazionali, che uniformano le persone e centralizzano le decisioni, imposti a tutti coloro che vivono in un dato territorio».

Proprio la strenua difesa della libertà del singolo, strettamente connessa alla più aperta tolleranza nei confronti di tutte le espressioni ed esperienze in grado di praticare forme di organizzazione in cui i singoli associati scelgono liberamente le regole, i vincoli e gli obiettivi che li uniscono – nella libertà, ovviamente, di scindere l’accordo se questo non rispetta i patti comuni, o se il singolo non vi si riconosce più in essi – sembra essere la bussola che guida la presente antologia, al punto da mostrarsi «scomoda», soprattutto a « taluni cosiddetti anarchici, o presunti tali, visti – secondo il curatore di Libertaria – come i sostenitori di un’ideologia inventata (anarchismo) invece di essere gli sperimentatori di una pratica di libertà (anarchia)». Per tacere dei detrattori dell’anarchia, da sempre impegnati nel considerarla un’utopia, cui guardare con tenerezza e compassione, se non temere più della peste, in quanto caos, disordine, violenza.

Orgasmo del profitto, morte e devastazione per la comunità umana – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un articolo di Sandro Moiso che prende le mosse dal recente disastro avvenuto in Val d’Ossola per considerarne le cause, le colpe, le tragiche truffe che hanno un solo nome, mandante, ideologo: il sistema economico mondiale. Un estratto:

L’orgasmo della ripresa economica accompagna immagini da snuff movie in cui i corpi maciullati delle vittime degli incidenti sul lavoro si mescolano a quelli dei gitanti offerti come vittime sacrificali al Dio del denaro oppure a quello dei corpi esposti ai manganelli e ai lacrimogeni sparati sulla faccia dei manifestanti. L’eccitazione imprenditoriale e politica istituzionale si affianca così a quella più contenuta e grigia delle mafie già al lavoro sui cantieri, le grandi opere, le speculazioni sugli appalti e i rimborsi, in un ballo pornografico di violenza, sadismo sociale, razzismo e opportunismo senza limiti. In cui le vittime designate continueranno a essere le uniche a non conoscere il sicuro finale dello spettacolo.

AERIA VIRTUS

"l'unico uccello che osa beccare un acquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'acquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

it takes a fool to remain sane

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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