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17 October 117 – Hadrian arrives in Tyana (#Hadrian1900) – FOLLOWING HADRIAN


Sul blog FollowingHadrian il racconto in tempo reale – traslato però di 1900 anni e in lingua inglese – del viaggio che l’imperatore Adriano fece dalla Siria verso Roma, proprio in questi esatti giorni, per prendere possesso del trono dopo che il suo predecessore, Traiano, morì improvvisamente lontano dalla Capitale. Emozioni storiche, ed empatiche, oltre le suggestioni letterarie, qui, qui, qui e qui. Il viaggio continuerà nei prossimi giorni, v’invito a seguirlo

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Violente tempeste per ridisegnare il “volto” di Titano – OggiScienza


Su OggiScienza un post che spiega le tempeste di metano liquido su Titano, un paesaggio esotico, affascinante, alieno che ogni volta esalta la mia empatia. Un estratto:

I ricercatori hanno così scoperto che la superficie ghiacciata di Titano è incredibilmente simile a quella del nostro pianeta, con zone desertiche localizzate alle basse latitudini, quelle prossime all’equatore, e regioni caratterizzate da mari e laghi di metano liquido che vengono spazzate da tempeste simili ai monsoni nelle latitudini più alte e in prossimità dei poli. Tempeste simili a quelle terrestri a eccezione di un elemento: a precipitare nelle stesse quantità portate da uragani come Harvey, che si è abbattuto sul Texas questa estate, è metano liquido e non acqua.

Altra similarità con la Terra non è solo la quantità di precipitazioni, ma anche il loro effetto sulla superficie del corpo celeste. Se l’acqua infatti scava coni alluvionali portando via sedimenti e innescando smottamenti e frane nella crosta terrestre rocciosa, il metano liquido scava il ghiaccio di Titano scavando a sua volta coni alluvionali che ne ridisegnano la superficie e che sono stati osservati dagli scienziati e confrontati con i risultati delle simulazioni al computer del gruppo di Mitchell.

Il Nodo di Eymerich | scheggetaglienti


Alessandra Daniele analizza sul suo blog ScheggeTaglienti la narrativa di Valerio Evangelisti quando scrive dell’inquisitore Eymerich. Riporto integralmente e ringrazio per l’omaggio.

I romanzi Eymerichiani hanno sempre almeno tre livelli di lettura che possono essere risaliti come gradini d’un percorso di autocoscienza individuale e collettiva.

Al primo livello, quello narrativo, l’intreccio delle trame mescola fantascienza cybergothic e feulletton dumasiano in un’originale architettura piranesiana che trascende i generi.
Al secondo livello, quello metastorico, la ricostruzione puntuale e accurata degli eventi passati serve a esaminare la dinamica di quelli presenti che rispecchiano.
Al terzo livello, quello cosmologico, l’analisi della psiche di Eymerich svela la reale struttura dell’universo che l’inquisitore plasma a sua immagine. Il nostro.
Che la sua timeline si sia chiusa come un Ouroboro quindi non può che rimandare a riflessioni sulla natura ciclica della nostra realtà, e del nostro tempo.

La saga letteraria di Eymerich, come la sua stessa vita, adesso è un nodo di Moebius, che non ha bisogno d’un finale perché nello stesso tempo ce l’ha già, e non l’avrà mai.

Il disprezzo per il cosiddetto reale


Nelle fessure di un reale reso oleoso, ti ritrovi a destinare i tuoi supporti mnemonici alla complessità lessicale dell’elevazione psichica; tutto è Fantastico e appare come visto dall’altra parte, verso le altre parti, disprezzando ogni storia che consacra solo il reale.

Philip K. Dick: la stupenda intervista di Charles Platt | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Philip K. Dick è senza alcun dubbio uno dei più grandi (e originali) autori americani del secolo passato. Oggi vi presentiamo questa intervista, una delle poche che esistono dell’autore californiano, registrata nel 1979. Charles Platt intervista Dick, parlando di tanti argomenti diversi, dagli autori che lo hanno ispirato alle sue esperienze con sostanze allucinogene.

IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE > I MILLENNIALS E IL CONTESTO


Un discretamente lungo articolo di Marco “Antares666” Moretti sui Millennials, le generazioni cresciute all’ombra del digitale e della connessione perenne. Un estratto:

In questo macrosistema possiamo identificare la Generazione Y, o Millennials, come quella che prova a emergere, ritagliandosi tra mille difficoltà uno spazio fra le consolidate gerarchie lavorative e sociali. Questa generazione è quella composta da ragazzi nati dal 1980 fino ai primi anni 2000. Si parla di giovani che hanno goduto di ottime condizioni di partenza e hanno potuto dedicarsi allo studio; infatti una buona percentuale di loro è laureata ed è depositaria di un sapere e un saper fare ignoti ad altri gruppi di popolazione.

Cosa impedisce ai Millennials di prendere il posto che spetterebbe loro di diritto? Tra le tante cause possibili c’è senz’altro la situazione di contesto. La tecnologia e la globalizzazione hanno contratto lo spazio e il tempo e stanno trasformando la società da stazionaria (lavoro a tempo indeterminato, casa di proprietà, comunità locali) a nomade (lavoro a progetto, continui traslochi, comunità online). Questo influisce fortemente sulle abitudini delle nuove generazioni, che faticano a trovare stabilità economica, sociale, affettiva, spirituale ed emotiva. Come osserva Zygmunt Bauman: “La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche quella afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza e d’impotenza.”

Seguono conclusioni dettate da convinzioni personali, che in questa fase sono altrettanto validi dei percorsi cognitivi ufficiali, che magari celebrano quest’ondata connettiva che può rinnovare il nostro modo di vivere; e voi, cosa ne pensate?

Filmhorror.com – L’inferno dell’editoria horror: “Vanity Press” di Samuel Marolla!


Su FilmHorror la segnalazione del nuovo racconto di Samuel Marolla, Vanity Press. Roba davvero forte e particolare…

“Quello dell’editoria è un mondo complesso, intricato e in cui si rischia di incappare in qualche trappola, se non si è sufficientemente accorti. Ed è ciò che capita ad Alessio, giovane e promettente scrittore horror che sigla un accordo con una casa editrice a dir poco ambigua. In seguito però, grazie alla consulenza di un’affascinante e spregiudicata avvocatessa, scopre suo malgrado che – ben nascoste tra le righe del contratto – ci sono alcune piccole e sfuggenti clausole. Di cosa si tratta? Niente di che, è solo un codice segreto per vincolare lo scrittore all’editore; per sempre, fino alla morte. Anzi, soprattutto dopo la morte…”

La prima cosa che salta all’occhio è il tono con cui la storia è raccontata: un impasto particolarmente riuscito di ironia e suspense (accade di rado che assieme diano un buon amalgama; mi vengono ora in mente, a titolo di paragone indicativo, alcune belle storie di Dampyr, un paio di racconti contenuti nei barkeriani Libri di Sangue, un autore semisconosciuto in Italia come Ron Goulart, il fumetto Hellblazer). Siamo davanti a un racconto che è pieno di brio senza che per questo i meccanismi della tensione vengano allentati: le armate infernali, ad esempio, sono un serio pericolo per i protagonisti, ma le loro gerarchie, i loro mezzi, il modo in cui compaiono in scena risultano tutti molto divertenti. Il genio è anche questo: andare oltre i cliché di un genere, utilizzarli secondo i propri scopi, anche in senso ironico.
Poi, bisogna dirlo, qui c’è un mondo fantastico originale e tutto da scoprire, frutto di un worldbuilding veramente azzeccato. Volete sapere cos’è la scrigiura negra? Cosa sono i bibliozoi? Vorremmo davvero che questi elementi tornassero in altre opere; anche, perché no, in un romanzo lungo.
Ironia, horror, tensione, magia… eppure non è finita qui. Si parla di scrittura e di case editrici; questo dà occasione all’autore di nascondere nella narrazione uno spassoso discorso satirico sull’editoria italiana e in particolare sul milieu tutto particolare dell’horror. Con qualche frecciatina, mai però pesante e fuori luogo. Curiosi? Compratevi il racconto!!!

Vanity Press è costituito da molti elementi che stanno insieme in un’alchimia perfettamente riuscita. Ma il racconto è molto più della somma di questa parti. Non è solo un “prodotto ben fatto”. C’è dentro la personalità e l’anima dello scrittore, come testimoniano anche l’ambientazione milanese dark, e la presenza di alcuni personaggi già comparsi in altri racconti e appartenenti al suo universo narrativo.

Quel cinema invisibile...

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Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

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