HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Adolf Hitler

Occhi serrati


Ne ascolto ancora due o tre, fino alla rescissione controllata del regime in cui m’infilo fiducioso, con l’istinto di chi sa vedere con gli occhi serrati.

Sai cosa può succedere se


Sull’orlo delle brume le ombre si sono già portate vie le loro spoglie, entrambi vittime. Non succede per caso, nulla, così sai cosa è possibile avvenga quando si abbandonano i sicuri sentieri tridimensionali, noiosi come la morte.

Kipple blog: George Orwell spiega in una lettera perché ha scritto 1984


Su KippleBlog viene riportata una lettera di George Orwell che tratteggia dei pericoli insiti nel futuro che noi stiamo vivendo ora e che, in definitiva, non è così distante dalle previsioni dello scrittore britannico. Certo, alcune derive imposte dalla paura del regima nazista di allora sono state sgonfiate, ma English: Picture of George Orwell which appear...

anche lì l’autore distopico non si è tenuto così lontano dal pauroso abisso sociale in cui tutti stiamo scivolando. Vi riporto un passo saliente:

Devo dire che credo, o temo, che nel mondo intero questo genere di cose siano in aumento. Hitler, senza dubbio, scomparirà presto, ma al prezzo di rafforzare (a) Stalin, (b) i milionari Inglesi e Americani e (c) ogni sorta di piccoli “fuhrer” come De Gaulle. Tutti i movimenti nazionalistici in tutto il mondo, anche quelli che nascono dalla resistenza alla dominazione tedesca, sembrano assumere forme non democratiche, raggruppandosi attorno a qualche figura superomistica (Hitler, Stalin, Salazar, Franco, Gandhi, De Valera, sono tutti esempi di diverso tipo) e adottando la teoria che il fine giustifica i mezzi. Ovunque il mondo sembra tendere a economie centralizzate, che possono gestire la cosa pubblica in un senso economico, ma che non sono organizzate democraticamente, stabilendo un sistema di caste. Questo può portare con sé gli orrori del nazionalismo più emotivo e la tendenza a non credere più all’esistenza di una verità oggettiva perché tutti i fatti sono in sintonia con le parole o le profezie di qualche “fuhrer” infallibile.

Hitler può affermare che a iniziare la guerra siano stati gli ebrei, e se dovesse sopravvivere diventerebbe storia ufficiale. Non può dire che due più due fa cinque, perché ai fini della balistica, per esempio, deve fare quattro. Ma nel tipo di mondo che temo possa davvero presentarsi, un mondo con due o tre grandi super-stati che non possono conquistarsi l’un l’altro, la somma di due più due potrebbe diventare cinque, se solo il “fuhrer” lo desiderasse. Questa è, per quanto ne posso vedere, la direzione che stiamo prendendo, anche se, naturalmente, il processo è reversibile.

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Liebe macht nicht frei, baby! di Francesco D’Isa, un “fumetto impubblicabile”? – Lo Spazio Bianco, nel cuore del fumetto


Ancora una recensione per Francesco D’Isa, grafico e scrittore, vecchia conoscenza di noi connettivisti. Parliamo di Liebe macht nicht frei, baby!, una graphic novel che ha al centro Hitler e l’amore e di cui abbiamo già parlato, recensita ora da LoSpazioBianco.

Il pamphlet è ostico, difficile, quanto può esserlo sapersi parte di un’umanità che ha fatto scelte sbagliate, che potrebbe ancora farne e, al contempo, volersene allontanare. Il nazismo, nei suoi richiami, repelle, così come insopportabili sono una serie di concetti che è difficile non associarvi subito: la dittatura, la violenza fisica e mentale che ha inflitto, la guerra, lo sterminio. Leggere queste pagine, inframmezzate da immagini che vanno dalle fotografie modificate a illustrazioni neo-liberty dal tratto nitido e soggetti inquietanti, è una continua lotta contro l’avversione per l’argomento: i pensieri di Hitler, il punto di vista interno di un ‘mostro’, o semplicemente di un “umano troppo umano”.

Francesco D’Isa, con il suo esperimento letterario e mentale, ci conduce nei pensieri più reconditi di un uomo totalitario in tutto, che si è continuamente spinto all’iperbole, che voleva l’estremo in ogni cosa e che cerca di spiegare il perché delle proprie azioni, il proprio punto di vista sulla vita e persino sull’amore, vissuto con la stessa infinita brama di potere, troppo per un essere per definizione finito. L’umanità ‘carissima’ di cui ci parla l’autore e cui il dittatore si rivolge è pietosa: sola, disorientata, impaurita, tanto da credere che sia giusto appoggiare quell’uomo pazzesco e le sue idee, da sperare che queste ultime si avverino, da avvallarle come sensate, per quanto contraddittorie siano. Delle contraddizioni che ora sono note a tutti, ma che probabilmente allora non lo erano abbastanza.
Quanto ci vuole per poter arrivare a quel punto? Quanta paura? Quanta disperazione?
Quanto serve per dare fiducia all’ennesimo mostro affascinante e impenetrabile i cui piani non ci sono troppo chiari ma che ha un ascendente tale da “rendere vero il falso“?

Non c’è assoluzione né perdono per chi ha condiviso il sogno di un uomo terribile non capendo che sarebbe potuto diventare il peggior incubo in cui vivere; c’è solo la morte e il conseguente essere seppelliti. Questa dolorosa riflessione sull’umanità forse non è per tutti, ma coloro che sono soliti interrogarsi sul mondo in cui stiamo vivendo e le sue molteplici e truci sfaccettature troveranno l’opera di sicuro interessante: è molto lirica e smuove profonde riflessioni.

Dal punto di vista estetico il pluristilismo dell’autore ci permette voli pindarici fra l’iconologia della storia dell’arte, riveduta e corretta con maestria attraverso computer graphic. Talvolta sembra un gioco a spasso nel tempo e negli stili, che, lungi dall’avere piglio leggero, ci svela particolari in più della Weltanschauung del protagonista.

“Liebe macht nicht frei, baby!”: graphic novel di Francesco D’Isa. – Una recensione | unbuonpostoperriprovarci


Altra recensione per Liebe macht nicht frei, baby!, di Francesco D’Isa, che ha realizzato questa splendida graphic novel già segnalata qui, qui e qui. È la volta ora di UnBuonPosto; un estratto:

Un  ritorno del Führer  per via ultraterrena o per la mancata dipartita non è esercizio particolarmente originale, ma porlo al centro di un quadro parodistico, a tratti comico, in un mondo – l’attuale – dominato dal potere dei social network piuttosto che da sobillatori di folle (anche se questo è un punto sul quale potremmo tornare, in effetti), deve aver convinto l’editore, o chi per lui, che forse valeva la pena correre il rischio del peso che una tale scelta può avere a Berlino, diversamente che a Roma o a Copenaghen. La percezione di ciò che il potere nazista ha rappresentato, del dominio esercitato ai danni dell’umanità tutta,  non può essere la stessa ovunque se esiste un terreno fertile che ha visto quel potere muovere i primi passi e consolidarne il successo. Probabilmente solo il popolo ebraico può comprendere il profondo abisso – ma da un punto, quello delle vittime, umanamente opposto – il senso della vita di un uomo che tutti vorremmo liquidare come un demone lucido e folle o uno scherzo della Storia. Ciò che conta è provare una volta ancora a comprendere, resettando i nostri sguardi e i nostri giudizi, il modo in cui il consenso popolare nella Germania della prima metà del secolo scorso, coincise con le fondamenta di quell’incubo. Di come quel consenso fu chiesto al popolo tedesco e pienamente ottenuto: tema che ancora oggi resta tra i grandi del ‘900, come recentemente sottolineava Paolo Mieli nel bel documentario “Hitler: illusione e inganno”, proposto dalla Rai all’interno de “La grande Storia”.

Un nostro bravo autore, un illustratore quale Francesco D’Isa, un’idea con al centro Adolf Hitler e il suo mistero interiore, l’aveva già pensata e messa in opera nel 2006, forse con meno tedio autoreferenziale che solo un autore tedesco può sentirsi addosso, ma sicuramente con il carico di rischio, non da poco, che una scelta tale comporta. Una breve  graphic novel, impubblicabile per tema, lunghezza e stile – come lo stesso artista trentatreenne ammette – che oggi rivede la luce in una nuova edizione, grazie alla collaborazione con la Retina Comics  di Davide Catania e Elena Orlandi, piattaforma di distribuzione e promozione di fumetti in formato digitale.  L’intento, come spiegato dall’autore nelle righe introduttive, è quello della realizzazione di un’ovvietà che la Storia stessa pare negare: se come Albert Eistein ci convinciamo che l’unica razza al mondo è quella umana (contrariamente a quanto la propaganda nazista voleva far credere), allora dobbiamo accettare il fatto che il Grande Dittatore non apparteneva ad una stirpe di mostri ma alla nostra.

Opera a fumetti di Francesco d’Isa su Hitler e l’amore


Altra recensione a Liebe macht nicht frei, baby! di Francesco D’isa. Su FinzioniMagazineGraphic novel che parla di Hitler e della sua forma d’amore.

Il titolo. Liebe macht nicht frei*, ribaltamento del celebre Arbeit macht frei**.

L’amore e Hitler. Che cosa ne sa Hitler dell’amore? La grande sfida di Francesco D’Isa è proprio questa, ribaltare il punto di vista e raccontare il prima persona i deliri di un personaggio così scomodo. Il tutto in prima persona: Hitler si rivolge ai suoi amati – Eva e la Germania prima di tutto – ed ecco che diventa pittore, ballerino, amante.

Ed è in questa frase terribile e geniale che D’Isa condensa il dramma più profondo, che ogni volta che la rileggo ci scappa un brivido:

“eppure per un attimo tutti, persino i miei più accaniti nemici, tutti hanno creduto nell’impossibile. È di quell’istante che approfittai, è attraverso la vostra speranza che sono entrato.”

Quando Marlene Dietrich ipotizzò di uccidere Hitler | false percezioni


Segnalazione d’obbligo per il bravo Luigi Milani per una sua nuova produzione, presto online per le tipi della Mela Avvelenata: Quando Marlene Dietrich ipotizzò di uccidere Hitler.

Cosa sarebbe accaduto se Marlene Dietrich, la grande diva del cinema, avesse ucciso Adolf Hitler? La sua azione avrebbe potuto impedire lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale? La storia prende le mosse dalle affermazioni fatte da Douglas Fairbanks JR, all’epoca amante della star, secondo cui la Dietrich avrebbe contemplato l’ipotesi di assassinare il fondatore del Terzo Reich. Ne dà notizia la scrittrice Charlotte Chandler nella biografia da lei dedicata alla celebre attrice, Marlene a personal biography.

Grande Luigi, come sempre un ottimo lavoro.

Liebe macht nicht frei, baby! – Francesco D’Isa | 2000battute


Recensione al lavoro di graphic novel di Francesco D’Isa, Liebe macht nicht frei, baby!, sul blog 2000battute (segnalato pochi giorni fa qui).

Il soggetto e voce narrante è niente di meno che Adolf Hitler, il quale rivolgendosi prima ai suoi devoti di un tempo, poi all’amante Eva Braun, ci parla di amore, che non rende liberi per l’appunto.
Se qualcuno inizia ad agitarsi per la presunta eresia, oltraggio o intollerabile leggerezza può fermarsi qui e passare ad occupazioni più consone del proprio tempo, visto che io non assecondo in nessun modo tali nervosismi, anzi, a me è piaciuto, nella sua semplicità, ovviamente, ma D’Isa è bravo a giocare sui contrasti apparentemente estremi incrociandoli, ibridandoli, facendone una treccia che si avvita e si stringe di tavola in tavola. Dico di più, prendere Hitler e farne il soggetto di un discorso amoroso, molto ambiguamente amoroso, e politico, molto chiaramente politico, è stata una gran trovata di Francesco.

Come in I. la storia mette insieme una traccia narrata e un collage di immagini e disegni, l’una e gli altri si mescolano nel contrasto, cozzano e restituiscono il senso di surrealtà ma, tavola dopo tavola, ci si accorge del filo che lega la narrazione con le immagini, una con l’altra, una doppia elica narrativa, una treccia per l’appunto e alla fine, tutto torna, tutto trova la collocazione e tutto, da surreale, diventa reale, anzi, termina con la più reale delle realtà. Alla fine del bizzarro racconto di Hitler sull’amore, rimane solo l’unica cosa certa: la morte.

Leggendo Liebe macht nicht frei, baby!, come per I., la mia impressione è di trovarmi di fronte non a un fumetto, per come intendo io un fumetto nella mia scarsa esperienza, ma ad una rappresentazione teatrale, una commedia di maschere o burattini, ogni tavola è una scena, con le immagini a riempire il palcoscenico mentre i testi sono recitati da una voce fuori campo, e insieme, alla fine mi lasciano come se fossi stato uno spettatore in sala, invece che un lettore. È una sensazione piuttosto nuova per me, direi.

Ancora un’ottima prova per Francesco, nell’attesa della sua personalizzazione del prossimo NeXT 18.

Liebe macht nicht frei, baby! | Francesco D’Isa


Ancora novità per Francesco D’Isa, grafico e illustratore che si cimenta in un progetto di graphic novel che aveva lasciato nel cassetto. Lascio le parole a lui, per illustrare meglio il concetto:

Chi non ha un fumetto impubblicabile nel cassetto? Per quel che mi riguarda nel 2006 scrissi una breve opera che possiede tutte le caratteristiche. La brevità, solo 15 tavole, la trama, Adolf Hitler che scrive una lettera d’amore, il tema, una sorta di pamphlet filosofico/allegoria sull’amore che utilizza la categoria esistenziale del dittatore e infine il titolo “Liebe macht nicht frei, baby! – Bildstreifen zum Kampf um die Wahrheit” parodia di due slogan nazisti, uno fin troppo noto e l’altro preso dal settimanale antisemita Der Stürmer, che si professava, appunto “settimanale in lotta per la verità”. Anche la copertina che ho fatto, lo ammetto, non si presenta benissimo.

Eppure sono molto affezionato a questo lavoro e ho approfittato della nascita di questa interessante progetto editoriale per rinnovarne la veste grafica, aggiustare qualche dettaglio qua e là e riproporlo (uscì per la prima volta in tiratura limitatissima in occasione della mia mostra personale presso la Galleria Mio Mao a Perugia). Qualora vi interessi, lo trovate qua al prezzo di 2€.

1945


La notte in cui il nero portò via tutto. Quel nero che era stato il tratto distintivo di un regime, quel nero che aveva attinto a piene mani dalla tradizione pagana e occulta; quel nero che imponeva il rispetto dell’inumano sopra ogni cosa. Quella notte, ogni vento fu intorno al buco nero creatosi sotto il bunker, e assorbirono nelle fetide viscere della terra ogni abisso.

Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

http://waitforthericochet.blogspot.com/

Buxus

(Bretella Seduta)

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

ADESSO-DOPO

SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

Unclearer

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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