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Archivio per Aldous Huxley

Immagini del conflitto / Spazi – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione a Immagini del conflitto. Corpi e spazi tra fantascienza e politica, di Antonio Tursi. È una cavalcata tra molti dei topoi fantascientifici, sociali e postumani di questo tempo corrente, interessante e stimolante per le considerazioni sul luogo dove stiamo tutti allegramente andando, oscillando tra i paradigmi di Aldous Huxley, Neal Stephenson, Matrix e William Gibson.

La questione del carattere politico del nuovo mondo tecnologico con cui ci troviamo a fare i conti viene affrontata da Tursi recuperando alcuni celebri esempi di narrazione di “mondi nuovi” del passato per poterli confrontare con i nuovi scenari contemporanei. L’analisi prende il via dalla constatazione di come a partire dalle grandi scoperte geografiche cinquecentesche si originino due grandi narrazioni metaforiche caratterizzate da differenti connotazioni socio-politiche: «da un lato, verso il consolidamento di un utopismo popolare, soprattutto contadino, che aveva radici nel medievale Paese di Bengodi e che si manifestava nelle tante variazioni sull’antico tema del Paese di Cuccagna; dall’altro, verso l’elaborazione di costruzioni colte e moderne come l’Utopia di Tommaso Moro e la Città del Sole di Tommaso Campanella» (p. 101). La prima direzione, che si protrae addirittura fino all’epoca illuminista con Candido e l’Eldorado, insiste con il descrivere utopisticamente un mondo paradisiaco. Per quanto riguarda il secondo filone lo studioso si sofferma sul celebre Libellus relativo all’isola di Utopia di Moro in cui il mundus novus, nella sua volontà di neutralizzare ogni tipo di “lotta di parte”, «si pone come tramite tra la Repubblica disegnata da Platone […] e il Leviatano di Hobbes» (p. 106).

Dopo tali premesse storiche Tursi approda al romanzo di genere distopico di Aldous Huxley, Brave New World (1932), in cui si narra di uno Stato Mondiale che genera i suoi abitanti in provetta per poi collocarli in rigide caste pianificandoli ed educandoli a mantenere e desiderare l’ordine stabilito. In ossequio all’obiettivo della stabilità sociale, in cambio dell’apatia a questi cittadini del nuovo mondo, prodotti attraverso una sorta di catena di montaggio, viene garantita la felicità materiale e fisica. Huxley avrà modo, diverso tempo dopo aver steso il romanzo, di puntualizzare il ruolo della comunicazione di massa e dell’intrattenimento nel creare e soddisfare gli appetiti dell’uomo moderno soffocandone ogni minima propensione politica.

Attraverso queste tappe lo studioso giunge a ragionare sulla definizione di Metaverso proposta da Neal Stephenson nel suo romanzo Snow Crash (1992), opera che tocca questioni che hanno a che fare con l’intrecciarsi di arcaico e contemporaneo, con i linguaggi, la religione, i cyborg, i migranti, la cultura popolare e le urgenze ambientali. A essere preso in esame è soprattutto il rapporto tra «realtà (o meglio ciò che siamo abituati a considerare tale) e Metaverso, tra territorio e nuovo mondo virtuale per cogliere il tracciamento politico di entrambe queste dimensioni [al fine di comprendere] la cifra politica che emerge dal loro inestricabile intreccio» (p. 114-115). Diversamente dalle utopie e dalle distopie moderne, «il Metaverso (o ciberspazio) richiede una pratica politico-polemica proprio perché non è scisso degli spazi della nostra vita quotidiana» (p. 115). Rispetto alle narrazioni utopiche e distopiche della modernità in questo caso occorre fare i conti con l’ambiguità del rapporto tra il territorio e la simulazione del ciberspazio.

Aldous Huxley: tecnodittatori, dittatura mediatica e propaganda, lo stupendo video animato che fa riflettere | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Realizzato dal canale YouTube Blank on Blank, il video che vi mostriamo oggi contiene diversi estratti tratti dalle interviste fatte al grande autore e filosofo britannico Aldous Huxley. Huxley spiega il ruolo fondamentale svolto dai media nel modificare le opinioni della popolazione in modo tale da renderla felicemente schiava. Una forma di dittatura basata non tanto sulla paura, come quelle nazionalsocialiste e comuniste del secolo passato, ma al contrario sull’edonismo. Un inquietante scenario, insomma, simile – forse anche troppo – alla realtà che viviamo oggi nella nostra società occidentale. La voce originale di Huxley è accompagnata da stupende animazioni. Buona visione!

ORWELL 2016 | Roma, Oggi 20/02/2016


Il Grande Fratello e i Pink Floyd cosa hanno in comune? Sapevate che quello che avviene oggi era già stato previsto? Avete mai sentito parlare di: Distopia, Orwelliano, Controllo delle Masse, Pensiero Unico, Condizionamento 12669646_950218988401707_4306190028517274576_nMentale? Conoscete le reali differenze fra maiali, pecore e cani?
Per la prima volta in Italia un evento dedicato a George Orwell da ogni possibile punto di vista: Cinematografico, Musicale, Letterario, Visuale e Teatrale. Ci vediamo lì?

Programma completo (qui l’evento su FaceBook):
17:30 * ORWELL NELL’IMMAGINE *
Mostra di opere, copertine e iconografia ispirate a Orwell (con opere originali di Giampaolo Atzeni, Fernando Di Nucci, Paolo Torella, Guido Laudani, Viviana Mauriello e Lucio Fabale)

17:30 * ORWELL NEL CINEMA *
Proiezione del film: “Orwell 1984”

19:30 * ORWELL NELLA LETTERATURA *
Orwell: distopia o premonizione? Eredità e influenze sull’immaginario
Sandro Battisti: Huxley e Orwell: la fantascienza sociologica come chiave per interpretare l’Europa del 21o secolo: condizionamenti e droghe di massa
Alessio “Galessio” Brugnoli: Bradbury e Orwell: oscurantismo e sublimazione
Emmanuele “Peja” Jonathan Pilia: L’architettura e la tecnologia di Regime
Carlo Roberti: Grande Fratello su Grande Schermo: Orwell al cinema
Vittorio Varano: Analisi del pensiero Orwelliano e fondamenti filosofici tra catastrofismo e complottismo
Pier Luigi Manieri: Da Brazil a V – per vendetta. Totalitarismi e immaginario
(Modera Pier Luigi Manieri)
Reading del Decalogo da “La Fattoria Degli Animali” e reading delle Regole della Società di “1984”
Libreria distopica

20:45 * ORWELL NEL CINEMA *
Proiezione del film: “La Fattoria degli Animali”
Propaganda Cartoon: rassegna di cartoni animati di regime degli anni ’30-’40

21:00 * ORWELL NELLA MUSICA ROCK *
Selezione di Musica Rock ispirata ad Orwell
22:30 * Esecuzione integrale di ANIMALS *
il capolavoro ORWELLIANO dei PINK FLOYD, da parte dei LAB70 il gruppo che meglio di tutti ha saputo ricostruire il concept album del 1977. A seguire, i LAB70 eseguiranno alcuni classici dei Pink Floyd, concludendo l’evento Orwell 2016

ORWELL 2016
Sabato 20 febbraio 2016
DEFRAG
Via delle Isole Curzolane 75 – Roma

ORWELL 2016 | Roma, 20/02/2016


Il Grande Fratello e i Pink Floyd cosa hanno in comune? Sapevate che quello che avviene oggi era già stato previsto? Avete mai sentito parlare di: Distopia, Orwelliano, Controllo delle Masse, Pensiero Unico, Condizionamento 12669646_950218988401707_4306190028517274576_nMentale? Conoscete le reali differenze fra maiali, pecore e cani?
Per la prima volta in Italia un evento dedicato a George Orwell da ogni possibile punto di vista: Cinematografico, Musicale, Letterario, Visuale e Teatrale. Ci vediamo lì?

Programma completo (qui l’evento su FaceBook):
17:30 * ORWELL NELL’IMMAGINE *
Mostra di opere, copertine e iconografia ispirate a Orwell (con opere originali di Giampaolo Atzeni, Fernando Di Nucci, Paolo Torella, Guido Laudani, Viviana Mauriello e Lucio Fabale)

17:30 * ORWELL NEL CINEMA *
Proiezione del film: “Orwell 1984”

19:30 * ORWELL NELLA LETTERATURA *
Orwell: distopia o premonizione? Eredità e influenze sull’immaginario
Sandro Battisti: Huxley e Orwell: la fantascienza sociologica come chiave per interpretare l’Europa del 21o secolo: condizionamenti e droghe di massa
Alessio “Galessio” Brugnoli: Bradbury e Orwell: oscurantismo e sublimazione
Emmanuele “Peja” Jonathan Pilia: L’architettura e la tecnologia di Regime
Carlo Roberti: Grande Fratello su Grande Schermo: Orwell al cinema
Vittorio Varano: Analisi del pensiero Orwelliano e fondamenti filosofici tra catastrofismo e complottismo
Pier Luigi Manieri: Da Brazil a V – per vendetta. Totalitarismi e immaginario
(Modera Pier Luigi Manieri)
Reading del Decalogo da “La Fattoria Degli Animali” e reading delle Regole della Società di “1984”
Libreria distopica

20:45 * ORWELL NEL CINEMA *
Proiezione del film: “La Fattoria degli Animali”
Propaganda Cartoon: rassegna di cartoni animati di regime degli anni ’30-’40

21:00 * ORWELL NELLA MUSICA ROCK *
Selezione di Musica Rock ispirata ad Orwell
22:30 * Esecuzione integrale di ANIMALS *
il capolavoro ORWELLIANO dei PINK FLOYD, da parte dei LAB70 il gruppo che meglio di tutti ha saputo ricostruire il concept album del 1977. A seguire, i LAB70 eseguiranno alcuni classici dei Pink Floyd, concludendo l’evento Orwell 2016

ORWELL 2016
Sabato 20 febbraio 2016
DEFRAG
Via delle Isole Curzolane 75 – Roma

Il nuovo mondo


La segnalazione è rappresa oltre le resistenze insite alle dicotomie espanse. Niente si trattiene sulle novità semantiche del nuovo mondo.

Prova a realizzare


Ecco i sogni diventati materia da palpare, ed ecco l’onirico trasformare il reale e mostrare ogni sua inflessione, incrinatura, sostanza. Benvenuto nel nuovo mondo, infine, cerca di realizzarlo meglio del vecchio.

CALL CENTER: METAFORA E METAMORFOSI DEL LAVORO PARA-SUBORDINATO! | N I G R I C A N T E


Recensione al racconto Call center di Michele “Dottore in Niente” Nigro, segnalata sul suo blog. La redenzione è leggibile qui mentre la segnalazione del racconto è qui. Uno stralcio:

Da un forte disvelamento del proprio non essereè il lavoratore che, sopprimendo ogni forma di velleità individualista, deve sincronizzare la propria esistenza interiore e fisica con i tempi della Produzione… l’individuo è morto, il lavoratore trova la chiave di volta e la via d’uscita al suo disagio ed alla sua condanna.

Analizzando così i suoi “corsivi mentali” coglie quale sia il vero ed efficace strumento di difesa contro i “kapo imprenditoriali…che attuano una costante azione di disturbo psicologico nei confronti di noi, piccoli ingranaggi in bilico tra il bisogno materiale e la mancanza di un sogno. Credono, così facendo, di spronarci, di aizzarci contro i consumatori indecisi e di renderci produttivi”.

Alla cieca devozione ai dogmi di un capitalismo freddo e malato si sostituisce la naturalezza e la spontaneità dell’essere umano troppo spesso sacrificate alle logiche del profitto, restituendo dignità e ragion d’essere all’errore “l’errore è la pausa dalla regola, la distrazione dal Piano, è l’aberrazione che sfida la Noia, è la fuga dello Spirito dall’impegno del Materialismo, è il fiore che spacca l’asfalto, è le “Tredici variazioni sul tema” di Jill Sprecher… È la vita.

Kipple.it: Propaganda e fantascienza: sono inestricabili? Parte II


La seconda parte dell’approfondimento di Roberto Bommarito sulle connessioni sociali, o meglio del controllo sociale, che alcuni scrittori SF hanno indagato più di altri. La trovate su KippleBlog.

Differenti autori hanno differenti modi di concepire il significato di libertà. Le convinzioni di alcuni di loro potrebbero sorprenderci. Aldous Huxley, ad esempio, per quanto criticò il despotismo, al contempo non fu però contrario a una forma di controllo sociale che sarebbe proprio potuta risultare nell’incubo da lui stesso descritto. In Ritorno al nuovo mondo scrisse: «Nella seconda metà del ventesimo secolo noi non organizziamo sistematicamente la riproduzione; e il nostro sregolato capriccio non solo tende a sovrappopolare il pianeta, ma anche, sicuramente, a darci una maggioranza di umani di qualità biologicamente inferiore.»

Definizioni come “umani di qualità biologicamente inferiore” non possono non far scattare, giustamente, qualche campanello d’allarme nel lettore d’oggi.
Per correttezza bisogna anche sottolineare però che lo stesso Huxley, più che offrire soluzioni, si limitò a provocare il senso critico del lettore. Proprio per questa ragione è importante tenere conto anche del contesto storico che ha condizionato le idee degli autori. Huxley fu probabilmente influenzato dai concetti del darwinismo sociale.

Kipple.it: Propaganda e fantascienza: sono inestricabili? Parte I


Roberto Bommarito continua l’analisi sociale della SF sul modello di controllo che viene attuato, di volta in volta, dai Governi mondiali, con una prima puntata. Ecco qui sotto un brano:

Fin dagli inizi la fantascienza è servita da strumento di propagazione delle idee anche politiche.
H. G. Wells, importante membro della British Fabian Society, associazione che aveva il compito di diffondere l’ideologia socialista, scrisse La macchina del tempo, pubblicato nel 1895, in cui immaginava nel futuro un’umanità definita dalle classi sociali al punto da svilupparsi in due diverse specie, una sotterranea e l’altra ridotta a ruolo di preda in superficie.
 In Nei giorni della cometa, lavoro meno noto dello stesso autore, l’impronta socialista è molto più marcata. Una cometa sparge una sostanza che annichilisce l’istinto di competitività nell’uomo, promuovendo la cooperazione fra i governi del mondo e ponendo fine alla miseria.
Promotore non solo del socialismo ma anche del pacifismo, l’autore scrisse: «Se non poniamo fine alla guerra, la guerra porrà fine a noi.»
Aldous Huxley, dal canto suo, si oppose invece alla visione socialista promossa da Wells, ritenendo che una struttura sociale del genere sarebbe inevitabilmente sfociata in dittatura. Al contempo nel suo Il mondo nuovo espresse la preoccupazione per gli effetti che un cattivo uso della tecnologia avrebbe potuto avere, dando forma nel suo libro a una tecnodittatura scientifica che rischiava di soffocare il potenziale umano invece di svilupparlo ulteriormente. Come sembrò voler sottolineare l’autore, bisogna tener a mente che la tecnologia è neutra. Solo l’uso che se ne fa le conferisce un valore, trasformandola in strumento di liberazione oppure, al contrario, di oppressione. […]

Reality show « false percezioni | Arrivano i marziani! « CarmillaOnLine


Due segnalazioni richiamano un paio di post scritti ieri qui e qui (per segnalare altre cose) e il mood susseguente: la paura del controllo delle masse più o meno subdolo da parte degli organismi statali e delle multinazionali. Parlo oggi, invece, di Luigi Milani e del download gratuito del suo eBook per la casa editrice La mela avvelenata, Reality Show:

Quando la finzione diventa realtà? Abituati a osservare le cose più assurde attraverso lo schermo della televisione, diventa difficile riconoscere quando siamo vittime di finzione o quando davanti a noi sta davvero accadendo l’inevitabile (download qui)

e di un interessante articolo di Danilo Arona apparso su CarmillaOnLine:

Il pomeriggio dell’11 settembre del 2001 rientrai nel mio posto di lavoro intorno alle quindici. Premetto che in quei locali non esisteva come non esiste tuttora alcuna televisione. E per combinazione il mio computer si trovava in riparazione. C’era soltanto e c’è ancora una radio in FM sintonizzata più o meno stabilmente su qualche stazione privata che trasmetteva senza troppe parole a commento della buona musica rock di tempi andati. Credo che allora l’apparecchio rimanesse fisso su Radio Capital, ma potrei sbagliarmi. Il che non ha molta importanza.

Entrambi gli spunti puntano a uno stato di sudditanza alla Huxley, non c’è cioè una dittatura fisica e muscolosa come quella nazista e fascista bensì vige un regime che inonda di informazioni il cittadino medio costringendolo all’immobilità cerebrale, alla morte per anossia ideologica (vedi i reality TV). Ma anche la parte della dittatura di forza, alla Orwell, è presente, almeno in metà dell’articolo di Arona, quando viene citato il celebre scherzo radiofonico di Orson Welles del 1938 quando annunciò l’invasione aliena con conseguente oppressione del genere umano. C’è una terza strada al controllo delle masse? È forse arrivato al momento di teorizzare questa nuova via, tanto per pararsi e quindi prepararsi al peggio?

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SCIVOLO.

J. Iobiz

Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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