HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Aleister Crowley

Love under will


La scelta delle suggestioni si arricchisce di surrealtà a contatto, desideri che divengono immagini e scene che costruiscono universi: lo scatenante sei tu.

Campo di azione


L’estensione dei tuoi diritti modifica il campo di azione della tua volontà.

Pubblicità e magia. Dalla guerra non convenzionale agli algoritmi del caos – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un lungo post sulle interazioni tra pubblicità e occultismo, Crowley sugli scudi, dove le ovvietà sono ridotte al minimo e, al contempo, evidenziate. Un estratto:

La pubblicità spesso annoia, occasionalmente diverte e a volte fa un po’ paura. Ti bevi qualche bicchiere con un amico parlando di vacanze e, magicamente, nei giorni seguenti la tua mail viene invasa da proposte di viaggi low cost.. Allora ti ritrovi a domandarti se l’orecchio indiscreto del Grande Profilatore ti ascolti anche quando non dovrebbe. Probabilmente sì. La comunicazione contemporanea è bulimica di indiscrezioni, seguendo il semplice principio che più cose sai della persona a cui parli, più è facile convincerla. O meglio ancora, cambiarla.
Che cosa faccia la pubblicità lo ha chiarito bene Palahniuk oltre vent’anni fa. “La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno.” Quello di cui poche persone sono  a conoscenza però, è come riesca a compiere quest’opera persuasiva. Alla professione di coloro che si occupano di realizzarla è stato attribuita la dote della creatività, un’etichetta un po’ guascona di cui si fregiano i cosiddetti creativi, professionisti pagati per avere idee: generare simboli e formule abbastanza potenti da modificare la realtà.

“Se prendo la pubblicità come esempio di attività umana, non dovrebbe sorprendere il fatto che, dal mio punto di vista, la considero una forma di Magia” scrive Lionel Snell nel suo trattato esoterico dal difficile nome S. S. O. T. B. M. E.

Lionel Snell, meglio conosciuto con lo pseudonimo Ramsey Duke, è un profeta contemporaneo della Chaos Magick, una pratica magica sviluppata nel sottobosco esoterico inglese da associazioni come gli Illuminates Of Thanateros (IOT), di cui Duke è stato membro di spicco. Per chi non lo sapesse, la Chaos Magick ha la missione di exoterizzare i rituali magici tramandati nella ristretta cerchia degli occultisti fin dall’antichità, rendendoli accessibili a tutti. Acquistando comodamente su Amazon Liber Null di Peter J. Carroll, chiunque può cimentarsi nel controllo della mente, nell’evocazione e nella metamorfosi.
A farci capire quanto sia facile ci pensa Grant Morrison, rockstar scozzese della graphic novel, che oltre a essere uno degli autori Marvel e DC Comics più amati al mondo è anche un convinto praticante di Chaos Magick. Basta farsi un giro su youtube per assistere a una delle sue conferenze in cui, spesso ubriaco, mette a nudo il suo percorso di crescita interiore alla luce di autori come Burroughs e Castaneda, per poi invitare lo spettatore a cimentarsi con la Chaos Magick. Che ci vuole? Esprimi un desiderio, qualcosa di semplice, tipo vincere alla lotteria. Scrivilo su un foglio, togli qualche lettera, trasforma quelle rimaste in un simbolo e il gioco è fatto. Quel disegno è diventato un “sigillo”. Un potente incantesimo che, come un hack nel sistema, realizzerà ciò che desideri.

Dietro l’apparente semplicità delle pratiche di Chaos Magick si cela una scuola esoterica che fa risalire le sue radici allo sciamanesimo primordiale, come evidenzia Carroll nello schema sulla sopravvivenza della tradizione magica che delinea nel suo Liber Null. Se pare impossibile attribuire un effettivo valore storico al suo schema, è interessante notare come gli Illuminates of Thanateros si dichiarino diretti discendenti di Aleister Crowley, controverso e affascinante fondatore del culto di Thelema, nonché autore del comandamento “do what thou wilt shall be the whole of the law”, che parafrasato suona come: sii il tuo dio.
Da essere un dio ad averne i poteri il passo è breve, perché la realtà si piega al volere dell’individuo che ha le conoscenze adatte. Conoscenze che fino a Crowley sono appartenute a una schiera ristretta di adepti di culti esoterici, ma che con l’avvento della Chaos Magick sono alla portata di tutti. Il cambiamento epocale, per stessa ammissione di Morrison, sembra derivare dal rinnovato interesse sociale per la psiconautica, secolare porta iniziatica verso le potenzialità latenti dell’uomo. In una visione escatologica nietzschiana che sfocia nel complottismo di alto livello, Morrison con il libro Pop Magick ci prepara a una rivelazione che porta a comprendere la nostra vera natura di superuomini, come i suoi protagonisti di The Invisibles, scoprendo così quanto la Chaos Magick influenzi da sempre la nostra vita. Da quando nasciamo, senza che ce ne rendiamo conto, le multinazionali sfruttano pratiche magiche per arricchirsi a nostre spese. Avete presente la M gialla di Mac Donald’s o il celebre swoosh di Nike? Sono sigilli. Gli stessi che Carroll insegna a fare nel suo Liber Null.

Fields Of The Nephilim guitar demo – DawnRazor, Elyzium style + Aleister Crowley “At Sea” live, rare


Come sarebbe una rivisitazione dello stile dei vecchi FieldsNephilim? Qualcosa del genere, probabilmente, con l’addizione di Hardware, the movie

Quanto profondi?


La perizia usata nelle distonie raccoglie istantanee evanescenti direttamente da calanchi profondi più della Volontà.

I ramoscelli d’oro | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a cura di Cesare Buttaboni a I ramoscelli d’oro, raccolta di racconti di Aleister Crowley uscita per i tipi di Arcoiris; un estratto:

I ramoscelli d’oro è una raccolta completa che ha visto la sua prima pubblicazione nel 1988, anche se la stesura delle storie risale al 1916 (scritte con il “non de plume” di Mark Wells) per la rivista statunitense “The International”. L’intenzione era quella di pubblicare un volume nel 1930 ma il progetto non andò mai in porto.
Il volume racchiude otto racconti ispirati al lavoro del grande antropologo scozzese James G. Frazer (1854-1941), autore del noto Il ramo d’oro (The Golden Bough: A Study in Magic and Religion), un’opera di importanza cruciale per quanto concerne l’antropologia culturale e la storia delle religioni. Tra l’altro Il ramo d’oro viene anche citato nel racconto capolavoro di H.P. Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu.

Il primo racconto Il re del bosco (The King Of The Wood) verte sul tema centrale del Rex Nemorensis, sacerdote di Diana nel tempio di Nemi, sopravvivenza di un antico culto all’interno del contesto storico dell’antica Roma. Questa tematica fondamentale viene qui riproposta da Crowley tramite un simbolismo cruento e pagano in cui infine il re del bosco di Nemi sarà sacrificato.
La pietra di Cibele è invece probabilmente il vertice di questa raccolta. La storia è basata sulla contrapposizione fra cristianesimo e paganesimo. La protagonista Cotys si troverà a scoprire di essere la sacerdotessa dell’antico culto della dea Cibele e finirà con il sottomettere in schiavitù e uccidere (mediante i poteri occulti acquisiti) i sacerdoti del culto cristiano. Troviamo anche la figura di Claude de Crillon, cugino di Cotys e, molto probabilmente, autoritratto dello stesso Crowley.

Gerard Sorme e l’Ordine della Fenice – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un’approfondita recensione di Franco Pezzini a due romanzi di Colin Wilson, Il dio del labirinto e Religione e ribellione, nella cui lettura – della recensione, intendo – trovo anche gli estremi del mio esperimento di sesso quantico e postumano, Sensorium.
In particolare, per quanto riguarda Wilson, nel passo sottostante ho la percezione di un Fantastico che esperimento attraverso strali di sesso estremo o quasi:

“Il nostro scopo – Esmond parla qui da membro della Setta della Fenice, cui ha impresso la sua svolta filosofica – non è quello di degradare e inquinare i sentimenti religiosi con il piacere sessuale, ma di elevare il piacere sessuale al livello di un sentimento religioso”.
E appunto con Esmond in corpo, Sorme affronterà i vertici della Setta, ancora esistente a livello internazionale… Una nota finale di Wilson riflette sul rapporto tra il suo libro, la letteratura e ciò che è percepito come pornografia, ma rappresenta più un (interessante, senza dubbio) documento d’epoca che una riflessione calzante alla complessità della situazione odierna. Per il resto il romanzo presenta ciò che i lettori di Wilson già conoscono: una scintillante qualità di scrittura, bozzetti godibilissimi e molto vari di outsider, alcune riflessioni (specie nel rapporto tra i sessi) in cui l’autore resta nonostante tutto debitore di pregiudizi del suo tempo, una vaga ambiguità che nulla toglie al piacere della lettura.

È brandendo tali sviluppi fiction sull’abbinamento sesso & religione – possessione compresa, visto che “l’outsider cessa di essere tale solo quando è posseduto, quando diventa ossessionato in modo fanatico dal bisogno di scappare” – che possiamo ora aprire il secondo volume di Wilson, stavolta un saggio, e precedente di vari anni: qualcosa che alla ricerca di Esmond fornisce una virtuale cornice, o piuttosto un precedente illuminante. Religione e ribellione (Religion and the Rebel) esce nel 1957 (qui una contestualizzazione): e viene massacrato dalla critica, che non ha perdonato il successo di The Outsider all’autore ventiquattrenne privo di studi universitari. Invece il libro è davvero interessante: come commenta Wilson in un’introduzione a distanza di tanti anni (1984), presenta le ingenuità e i manicheismi di un’età, con un’eccessiva enfasi sul profilo dell’outsider – nei fatti, gran parte dei personaggi di cui parla sono stati anche parallelamente insider da altri punti di vista. Come lo stesso Esmond del romanzo esaminato.

Eppure, a ben vedere, quell’introduzione più moderata e “ragionevole”, fortemente individualistica come di moda negli Ottanta (anche se Wilson le mode le fondava piuttosto che seguirle – ma va detto che all’epoca è già iniziata la sua fase in calando) pare più fastidiosa del radicalismo onesto del giovanissimo che esplora forme di ribellione e ne racconta l’alba a colpi anche di esperienze personali. Dove a colpirci – perché in fondo succede anche a noi di agganciare le svolte esistenziali a letture o sorprese culturali – è il fatto che a distanza d’anni egli ricordi quella frase o quel libro che hanno dato la spinta, come pure invece le fasi di frustrazione e depressione. Leggere Wilson oggi, in un’Italia depressa che non riesce più neppure a desiderare di riacquisire sapore alla propria vita, raspato via a grandi numeri da politica ed economia scellerate, è di grosso interesse, al netto del mutare dei tempi e di qualche ingenuità da ventenne.

 

Rivisitando “La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera”


Concludo la carrellata delle mie recenti uscite (Il sentiero dello sciamano, Schegge di ossidiana, Il sigillo imperiale, Death economy e Psiconauti dimensionali) con la segnalazione dell’ultima arrivata, l’antologia di AA. VV., La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera, da me curata ed edita da KippleOfficinaLibraria.

Undici racconti esplorano gli universi delle interazioni che rendono vive, ai nostri occhi, istanze inumane e invisibili, o impossibili.
Ridefinire il weird attraverso l’uso della SF e del fantastico in senso lato è ciò che rende quest’antologia un ponte tra l’umano e l’inumano, una descrizione di sintassi e grammatiche ancora sconosciute.

Hanno partecipato all’antologia: Paolo Di Orazio, Alessandro Gatti, Francesca Fichera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Yanuk Lurjiame, Roberto Furlani, Uduvicio Atanagi, Giovanna Repetto e Giovanni De Matteo; l’inserto VR sul brano Anubi di Krell è un QRCode creato dal Sandro Battisti. La copertina è a cura di Ksenja Laginja.

“Le caratteristiche di un oggetto sono il modo in cui esse interagiscono su altri oggetti. L’oggetto stesso non è che un insieme di interazioni su altri oggetti. La realtà è questa rete di interazioni, al di fuori delle quali non si capisce neppure di cosa staremmo parlando. Invece di vedere il mondo fisico come un insieme di oggetti con proprietà definite, la teoria dei quanti ci invita a vedere il mondo fisico come una rete di relazioni in cui gli oggetti sono i nodi.
Equivale a dire che è necessario pensare che ogni cosa sia solamente il modo in cui agisce su qualcos’altro. Quando l’elettrone non interagisce con alcunché, non ha proprietà fisiche. Non ha posizione, non ha velocità”.

Carlo RovelliHelgoland

Nero Press Edizioni presenta “Pizze indemoniate e come mangiarle” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Pizze indemoniate e come mangiarle, di Fernando Camilleri, simpatico lavoro di Fernando Camilleri – di Cefalù, e questo apre un ventaglio di suggestioni che lascio interpretare a ognuno, visto che la storia lì è ambientata. La quarta:

Michela ama le pizze. Una non le basta, ne deve mangiare almeno tre al giorno, ma tre pizze sono una spesa proibitiva per una cameriera diciottenne che vive da sola in un appartamento in affitto. Quando un suo cugino scienziato le regala del lievito capace di triplicare il volume di ogni panetto, il suo sogno sembra realizzarsi. Purtroppo non tutto va per il verso giusto: le pizze, grandi il triplo e buone il triplo, si rivelano possedute da demoni assetati di anime. Michela ama anche Vito, il pizzaiolo della pizzeria in cui lavora, ma Vito preferisce le ragazze col fisico da modella piuttosto che quelle in carne come lei. Lottare insieme contro i gustosi demoni che hanno invaso Cefalù – la città in cui vivono entrambi – potrebbe essere l’occasione giusta per conquistare il suo cuore. Ma mentre Vito cerca di distruggere le pizze, Michela invece le vorrebbe allevare per mangiarle e per venderle ai clienti in una pizzeria tutta sua. E questo non fa che peggiorare la situazione. Cosa sceglierà alla fine Michela? Le pizze o l’amore?

AA. VV. – La Volontà trasgressiva. Seconda frontiera | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera è da oggi disponibile, nella curatela antologica di Sandro Battisti, su www.kipple.it e nelle principali librerie online, in formato digitale e cartaceo.
Undici racconti esplorano gli universi delle interazioni che rendono vive, ai nostri occhi, istanze inumane e invisibili, o impossibili. Ridefinire il weird attraverso l’uso della SF e del fantastico in senso lato è ciò che rende quest’antologia un ponte tra l’umano e l’inumano, una descrizione di sintassi e grammatiche ancora sconosciute.

Hanno partecipato all’antologia: Paolo Di Orazio, Alessandro Gatti, Francesca Fichera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Yanuk Lurjiame, Roberto Furlani, Uduvicio Atanagi, Giovanna Repetto e Giovanni De Matteo; l’inserto VR sul brano Anubi di Krell è un QRCode creato dal curatore. La copertina è a cura di Ksenja Laginja.

SINOSSI

I cardini su cui vive l’antologia che vi apprestate a leggere nascono dalla lettura di Helgoland, di Carlo Rovelli, e delle Nozze chimiche di Aleister Crowley, di Franco Pezzini; vincoli che sanno di fisico, di etereo, di Filosofia, di Scienza, di correlazioni che si attivano solo in determinati momenti, di vita che ha senso soltanto se tutto si allinea verso le nostre percezioni. Come infatti sottolinea Rovelli, che cita Nāgārjuna, “Se nulla è esistenza in sé, tutto esiste solo in dipendenza da qualcos’altro, in relazione a qualcos’altro. E io che vedo una stella esisto? No, neppure io. Chi vede la stella allora? Nessuno. Vedere la stella è una componente di quell’insieme che convenzionalmente chiamo il mio Io, perché le cose sono vuote, nel senso che non hanno realtà autonoma ed esistono grazie a, in funzione di, rispetto a, dalla prospettiva di qualcos’altro. Quello che articola il linguaggio non esiste. Il cerchio dei pensieri non esiste”.
Rovelli definisce in seguito, sempre in Helgoland, il suo pensiero ancora più approfonditamente: “Non c’è nessuna essenza ultima o misteriosa da comprendere. ‘Io’ non è altro che l’insieme vasto e interconnesso dei fenomeni che lo costituiscono, ciascun dipendente da qualcos’altro. Secoli di speculazione occidentali sul soggetto e sulla coscienza svaniscono come brina nell’area del mattino”.
Nāgārjuna – ci dice sempre Rovelli – distingue due livelli, come fa tanta filosofia e tanta scienza: la realtà convenzionale, apparente, con i suoi aspetti illusorio e prospettici, e la realtà ultima. Ma porta questa distinzione in una direzione inaspettata: la realtà ultima, l’essenza, e assenza, è vacuità. Se ogni metafisica cerca una sostanza prima, un’essenza da cui tutto dipenda, il punto di partenza da cui poi derivare, il resto allora non esiste. L’unica realtà è quindi la vacuità? È questa la realtà ultima? No, scrive vertiginosamente Nāgārjuna, ogni prospettiva esiste solo in dipendenza da altro, non è mai realtà ultima, e questo vale anche per la prospettiva: pure la vacuità e vuota essenza, è convenzionale. Nessuna metafisica sopravvive. La vacuità è semplicemente vuota.
A quel punto, la Seconda frontiera diviene il frutto finalmente vivo di ciò che viene plasmato dalla personale Volontà trasgressiva.

L’ascensione delle parole rese in formato grafico si attesta sulle coordinate di uno specchio irregolare, in cui ribollono le dimensioni allo stato puro.
Nel profondo di una visione a specchio, l’abisso lucidamente nero si apre come una sibilla sull’antro dimensionale delle possibilità.

ESTRATTO – Dall’introduzione del curatore

Le caratteristiche di un oggetto sono il modo in cui esse interagiscono su altri oggetti. L’oggetto stesso non è che un insieme di interazioni su altri oggetti. La realtà è questa rete di interazioni, al di fuori delle quali non si capisce neppure di cosa staremmo parlando. Invece di vedere il mondo fisico come un insieme di oggetti con proprietà definite, la teoria dei quanti ci invita a vedere il mondo fisico come una rete di relazioni in cui gli oggetti sono i nodi.
Equivale a dire che è necessario pensare che ogni cosa sia solamente il modo in cui agisce su qualcos’altro. Quando l’elettrone non interagisce con alcunché, non ha proprietà fisiche. Non ha posizione, non ha velocità.

Carlo Rovelli – Helgoland

Gli autori che ho chiamato a raccolta in questa Volontà trasgressiva hanno tracciato, partendo dalle indicazioni che ho dato loro, una serie di coordinate in cui ciò che era creduto inanimato è diventato vivo, soprattutto perché entrato in contatto con noi antropomorfi, avvitati attorno a un ombelico di assurda cecità autoreferenziale; le loro storie che hanno preso vita si dipanano da e verso l’oltrefrontiera del nostro ecosistema dimensionale e della nostra percezione. Nelle loro fantastiche visioni quantiche enormi serpentoni, tunnel di probabilità che divengono semplicemente realtà, altre realtà, diverse realtà, ex impossibili realtà, emergono dal mare del nulla come isole prima sommerse in abissi sconosciuti.
Abbiamo abbandonato due anni fa la Prima Frontiera (precedente antologia di strano weird in cui ci si chiedeva cosa l’inumano considera strano) e ora siamo in un luogo più esterno e indefinito, dove una porta dimensionale ci connette con un luogo in cui interagiscono sistemi incompatibili: il biologico e l’inumano, il tridimensionale e le infinite trasgressioni matematiche del continuum.

Il mondo dei quanti è quindi più tenue di quello immaginato dalla vecchia fisica, è fatto solo di interazioni, accadimenti, eventi discontinui, senza permanenza. È un mondo con una trama rada, come un merletto di Burano. Ogni interazione è un evento, e sono questi gli eventi lievi ed effimeri che costituiscono la realtà, non i pesanti oggetti carichi di proprietà assolute che la nostra filosofia poneva a supporto di questi eventi.

Carlo Rovelli – Helgoland

LA QUARTA

Cos’è la realtà? È una domanda con cui dobbiamo fare i conti quando decidiamo di abbandonare la comfort zone delle certezze, delle convenzioni e delle convinzioni, dell’usuale mondo che plasma di continuo la nostra esistenza. Abbandonare il senso del reale che ci appare solido, granitico, immodificabile, implica che la nostra esistenza non è così definita e, a quel punto, nemmeno così fisica. Undici storie che narrano ciò che c’è oltre la frontiera, a cavallo tra weird e SF, tra Volontà e aliti vitali, con un occhio a quello che Crowley, il più grande esoterista del XX secolo, ha sperimentato e creato.

GLI AUTORI

Paolo Di Orazio, Alessandro Gatti, Francesca Fichera, Domenico Mastrapasqua, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Yanuk Lurjiame, Roberto Furlani, Uduvicio Atanagi, Giovanna Repetto e Giovanni De Matteo. A cura di Sandro Battisti, che nella pubblicazione ha ideato e realizzato l’inserto VR sul brano Anubi di Krell, oltrepassando la frontiera tramite un QRCode.

IL CURATORE

Sandro Battisti: è uno dei fondatori del connettivismo. A partire dal 2004 si è dedicato allo sviluppo di uno scenario comune a molti suoi lavori successivi, l’Impero Connettivo, dapprima con racconti apparsi su NeXT, la fanzine del movimento, e con il fumetto Florian, successivamente nei romanzi PtaxGhu6 (2010), scritto in collaborazione con Marco Milani, e Olonomico (2012). Ha vinto il Premio Urania 2014 e il Premio Vegetti 2017 con L’Impero restaurato; è curatore dell’antologia di strano weird La prima frontiera (2019). Scrive quotidianamente sul blog https://hyperhouse.wordpress.com/.

LA COLLANA

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

AA.VV. | La Volontà trasgressiva. Seconda frontiera
Curatela e VR di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana eAvatar — Formato cartaceo — Pag. 160 – € 15.00 — ISBN 978-88-32179-61-3
Collana eAvatar — Formato ePub — Pag. 160 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-62-0

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