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Archivio per Alessandra Daniele

Limitless | scheggetaglienti


Sublime ennesima puntata da una magniloquente “Epopea del Cazzaro”. Dal blog di Alessandra Daniele.

L’uomo gli mostra la pasticca, tenendola fra il pollice e l’indice.
– Eccola, come ti avevo promesso. Questa ti consentirà di superare tutti i limiti fisiologici del tuo cervello.
– Diventerò super-intelligente? – Chiede il candidato premier.
– No. Diventerai un supercazzaro.
– In che senso?…
– Non ci saranno più limiti alle cazzate che saprai inventarti per guadagnare consenso e rastrellare voti. Prometterai a tutti praticamente tutto quello che vogliono, anche prima che sappiano di volerlo, e lo farai in modo così convincente che nessuno riuscirà a sbugiardarti. Sarai eletto con una percentuale da plebiscito, diventerai premier d’un monocolore senza opposizione, e sarai acclamato da tutti i media, che ti proclameranno l’incarnazione della leadership del terzo millennio.
Il candidato fissa la pillola con occhi sognanti. Poi chiede.
– Effetti collaterali?…
– Nessuno, a parte un po’ di pancia gonfia – l’uomo sorride – ma le donne adorano la pancetta negli uomini di potere.
Il candidato afferra la pasticca.
– La prendo.
– Non t’ho ancora detto il prezzo.
– La prendo comunque – si ficca la pillola in bocca, e l’inghiotte.
Qualche secondo dopo tossisce con violenza. Si piega in avanti. S’accorge di sputare sangue.
– Cosa m’hai dato? – Chiede rauco.
– Una tossina. Mortale.
– Ma mi avevi detto…
L’uomo sorride.
– Ho mentito.

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Idrogeno e Idiozia – Carmilla on line


Buona domenica da Alessandra Daniele, su CarmillaOnLine.

Il congiuntivo è cancerogeno. Chi lo adopera è chiaramente un untore asservito a Big Pharma, e vuole che tutti si ammalino, anzi si ammalano, per poter speculare sui farmaci della chemio.

Gli africani vengono dallo spazio. Sono arrivati nel deserto attraverso uno Stargate, e adesso stanno cercando di invadere tutto il resto del nostro pianeta.
Le alterazioni climatiche non sono causate dall’inquinamento, ma dal loro tentativo di adattare l’habitat terrestre alla sopravvivenza della loro specie, per estinguere e rimpiazzare la nostra.

La Seconda Guerra Mondiale non è mai esistita. È stata tutta una fiction prodotta dalla lobby giudaica di Hollywood per bollare ingiustamente il Nazifascismo come pericoloso. In realtà il Nazifascismo è molto meno pericoloso del congiuntivo, e sarebbe l’ora di riprovarlo.
Chi è contrario è chiaramente un nemico del Popolo.

Green Screen – Carmilla on line


L’opera di defacing del reale che opera la SF è lampante, geniale, in questo breve pezzo di Alessandra Daniele, su CarmillaOnLine. Lo riporto qui sotto, in tutto il suo splendore:

Il giovane vicepremier del Movimento inizia la diretta Facebook con un ampio sorriso.
– Buon anno! Come vedete, oggi vi parlo dal futuro – indica lo skyline avveniristico alle sue spalle – grazie alla nostra stampante 3D tachionica mi sono teletrasportato nel 2020, per constatare di persona gli effetti della Manovra del Popolo, e sono davvero fantastici – Il sorriso s’allarga – povertà e vecchiaia sono state abolite per sempre…
L’immagine alle sue spalle sparisce improvvisamente, sostituita da quella d’un tramonto sul mare con palmizi in controluce. Il vicepremier si blocca con aria perplessa. Traffica sulla tastiera fuori campo. Poi ricomincia.
– L’emergenza inquinamento e le conseguenti alterazioni climatiche sono state completamente risolte dall’introduzione del nostro eco-bonus…
Lo sfondo cambia di nuovo, trasformandosi in un cielo stellato.
Il vicepremier esita. Smanetta nervosamente sulla tastiera. Poi riparte.
– Spazio! Ultima frontiera! Coi fondi tagliati dagli stipendi dei parlamentari, il Movimento ha finanziato la prima missione interplanetaria tutta italiana, raggiungendo Marte. Incaricato della terraformazione il ministro ai teletrasporti Toninelli…
L’immagine stellata svanisce. Al suo posto una rapida sequenza di sfondi per il desktop.
Selfie assortiti del viceministro con amici e parenti.
Meme e vignette.
Qualche foto porno.
Alla fine, uno sfondo completamente verde.
Il vicepremier pesta sulla tastiera con aria stizzita. Poi torna a guardare verso l’obiettivo. Stira un sorriso forzato.
– E tutto questo è possibile grazie al Contratto di Governo col nostro leale partner, la Lega.
Continua a sorridere. L”immagine della sua faccia si congela. Poi si contorce in una serie di scatti alla Max Headroom.
Si freeza un’altra volta.
Si dissolve, lasciando solo lo schermo verde.

Vuoto all’Interno – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine gli auguri di Alessandra Daniele, e alcune piccole considerazioni sul fake di questo vomitevole Governo del Cambiamento (e dell’incompetenza elevata a potenza).

Salvini È una maschera. E sotto la maschera, niente.
Non ha vere idee politiche, soltanto un paio di slogan razzisti da stadio.
È passato direttamente dal secessionismo di “Padania is not Italy”, al nazionalismo di “Prima gli italiani”.
Ha speso tutta la campagna elettorale a promettere meno tasse per tutti, e poi ha firmato una manovra finanziaria che le aumenta.
Sventola il Vangelo ai comizi, e respinge i profughi la notte di Natale.
Salvini È un guscio. Vuoto.

Il Fantasma del Cazzaro passato – Carmilla on line


Periodicamente Silvio Berlusconi viene dato per politicamente morto.
I primi che lo hanno fatto sono fisicamente morti da almeno un decennio.
E se questa fosse veramente la volta buona?
Gli esseri umani non sono eterni.
Berlusconi però non è un essere umano, è un logo, come Walt Disney. E ha fatto dell’Italia la sua Disneyland. Con le topoline al posto di Topolino.
In quest’impero di cartapesta e di promesse farlocche, questo Cirque du Sòla d’impresari cazzari e pagliacci sinistri, domatori di pulci e giocolieri incapaci, noi siamo ancora prigionieri, a prescindere dalla sopravvivenza politica o fisica di Berlusconi.
Questo grottesco sub-universo ha comunque il suo marchio.
“Meno tasse per tutti”.
“Un milione di posti di lavoro”.
“Un nuovo Miracolo Italiano”.
Come Matteo Renzi, anche Matteo Salvini viene dai telequiz Mediaset, ed è stato portato al successo dall’occupazione bulimica di tutti i talk show.
Rocco Casalino, onnipresente PR e media manager del Movimento 5 Stelle, viene dal Grande Fratello, e ne incarna completamente la logica.
Antonio Ricci di Striscia la Notizia è stato il primo autore di Grillo.
La vittoria elettorale Grilloverde nasce anche (e al Nord soprattutto) dagli Allarmi Immigrazione e dalle Emergenze Criminalità di TG4 e Studio Aperto. E dalle inchieste delle Iene, che oggi non a caso gli si ritorcono contro.
Come Jory di Ubik, Berlusconi è il demiurgo non-morto d’un universo che cade a pezzi nel quale siamo ancora prigionieri, perché quelle che ci vengono spacciate per vie d’uscita, e che così tanti imboccano, sono in realtà solo porte girevoli che riportano dentro.
A Silvioland.

Questo un brano del post del lunedì di Alessandra Daniele, su Carmilla. Ieri era il compleanno di P.K. Dick, e la sua devastante attualità è tutta nel post, a partire dall’incipit fino all’epilogo; in mezzo, l’incubo di una distopia vera e infinita da cui sembra impossibile uscire.

Fracchia contro Dracula – Carmilla on line


La democrazia occidentale s’è rivelata la peggiore truffa a schema piramidale del millennio.
Votare è inutile, nella migliore delle ipotesi.
Perché non c’è nessun vero cambiamento politico e sociale possibile senza cambiamento del modello economico.
Questa pantomima è l’unica “democrazia” consentita dal capitalismo.

Uno stralcio da un articolo di Alessandra Daniele, uscito per CarmillaOnLine, da incorniciare, così pregno di verità taglienti da essere appena visibili nella pur loro capitale importanza. Vi lascio a qualche altra perla.

“Non si può votare per abolire la legge di mercato, come non si può votare per abolire la legge di gravità”Carlo Alberto Carnevale Maffè, Università Bocconi.

Intanto il cadavere del PD aspetta d’essere rianimato dal morso di Minniti. Le conduttrici “progressiste” lo adorano, Gruber, Panella, Merlino, Berlinguer, lo intervistano con occhi sognanti, lo supplicano di salvare la nazione dai fascisti impresentabili.
E riconsegnarla a quelli beneducati.

Il Tassativo | scheggetaglienti


Dal blog di Alessandra Daniele. Incollo, che è bello e istruttivo.

In qualsiasi talk show, chiunque stia parlando – un premier, un premio Nobel, il superstite d’una strage – qualunque sia l’argomento in discussione – una guerra, una crisi economica, una riforma costituzionale – c’è sempre un momento, di solito ogni dodici minuti, nel quale il conduttore o la conduttrice lo interrompe in modo categorico ed irrevocabile, dicendo “devo mandare la pubblicità”.
A volte la chiama addirittura “il tassativo”.
Di solito l’ospite non protesta, al massimo chiede che al rientro in studio gli venga consentito di finire il suo ragionamento, cosa che non succede quasi mai.
E parte la pubblicità.
Più o meno gli stessi spot su tutti i canali, più o meno con lo stesso messaggio implicito: siate belli, siate giovani, siate efficienti, sposatevi, fate bambini, tanti bambini.
Crescete e moltiplicatevi.
Comprate una macchina e una casa più grande.
Il familismo non è soltanto il principale strumento usato per vendere prodotti, il familismo è il principale prodotto che viene venduto, perché da esso deriva tutto il resto, è la pietra d’angolo di tutto il sistema. Per questo i ruoli di genere negli spot restano pietrificati. Gli uomini inventano ed esplorano, le donne smacchiano e dimagriscono.
E fanno bambini.
Nella pubblicità il familismo è legge divina. Le rare eccezioni durano poco, vengono subito rettificate. La tizia che aveva osato rifiutare al compagno un figlio come scusa per comprare una macchina nuova è stata messa incinta di due gemelli.
La gravidanza è l’unica pancia che risparmia alle donne l’inesorabile prova costume, mentre gli uomini “dominano la strada” sul loro nuovo SUV scolpito dal vento.
Negli spot, le automobili non vengono mai banalmente costruite. Sorgono da superfici di metallo liquido, si condensano da luccicanti vortici di frammenti, si materializzano magicamente al sollevarsi d’un vaporoso drappo da prestigiatore.
Nell’immaginario pubblicitario gli operai non esistono.
Gli unici lavoratori visibili negli spot sono realistici come gli elfi di Babbo Natale. Commessi che sgusciano di casa alle tre di notte per andare a riordinare gli scaffali, contadini che accarezzano i pomodori e limonano i limoni, cuochi che parlano con le galline, tappezzieri invaghiti dei divani.
L’ambientazione è sempre onirica, patinata e retrò.
Evidentemente nessuno di loro lavora per denaro. Lo fanno per passione.
Per amore.
Finito il break pubblicitario, si torna in studio a parlare di guerra, di crisi economica, di riforma costituzionale.
E tutto sembra solo rumore di fondo, chiacchiera da bar senza importanza.
Perché lo è.

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