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Archivio per Alessio Brugnoli

Carmen e Amleto | ilcantooscuro


Sul blog di Alessio Brugnoli una riflessione postmoderna sulle rimappature cognitive proprie del Postmoderno. Tema dibattuto: Carmen e Amleto.

La mia piccola riflessione sulla Carmen, ha, in maniera inaspettata, scatenato un piccolo dibattito, con diversi interventi interessanti: il primo è di Lanfranco Fabriani, uno dei pezzi da novanta della fantascienza italiana. Tra l’altro, Lungo i vicoli del tempo è uno dei primi Urania che ho comprato..

Lanfranco affronta un tema molto importante, nel postmoderno, il rapporto tra originale e citazione.

Infatti, ci sono voluti quasi duecento anni per avere di nuovo uno Shakespeare fedele all’originale. Io vengo dall’epoca della filologia, in cui ci si danna per restituire l’esatto significato di ogni parola di un testo. Si può giocare con i testi, il postmoderno ce lo ha insegnato, lo faccio anche io, ma il gioco deve essere assolutamente riconoscibile e non coinvolgere l’originale.

Ragionando per assurdo, uno che non abbia mai visto la Carmen, e non ne conosca la storia (ed è possibilissimo che ciò accada, visto che si tratta di un’opera lirica) e l’avesse vista per la prima volta in quella circostanza, considererebbe ciò che ha visto come la vera vicenda illustrata dal testo di Meilhac e Halevy e musicata da Bizet?

E poi, proprio un appassionato di fantascienza che ha scoperto che per anni ha letto classici tagliati, parzialmente riscritti, a volte “migliorati” con traduzioni infiorettate e svolazzanti, tanto da non essere certo della paternità di quello che ha letto, dovrebbe condonare certe operazioni?

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Numero 15 di Short Stories | ilcantooscuro


Sul blog di Alessio Brugnoli la segnalazione di una sua partecipazione alla celebrazione decennale della Edizioni Scudo, che si traduce in un tomo cartaceo multiautoriale (e che autori!) acquistabile qui. Auguri, cari Scudo, ve li meritate!

Il numero quindici di Short Stories – rivista antologica illustrata di letteratura fantastica con racconti scritti da autori noti e meno noti, che spesso non trovano pubblicazione nel nostro paese. Questo numero di 250 pagine, contiene 20 racconti ed altrettante tavole in bianco e nero a tutta pagina, appositamente realizzate per illustrarli. Con racconti di: Pierre Jean Brouillaud, Alessio Brugnoli, Fabio Calabrese, Paolo Durando, Alberto Henriet, Bruno Lazzari, Maurizio Matassi, Giovanni Mongini, Paolo Ninzatti, Francesca “Biomekkanoid” Paolucci, Sandro Pellerito, Giorgio Sangiorgi, Paolo Secondini, Enrico Teodorani, Dario Tonani, Dino Toniolo, Luca Valmont, Bruno Vitiello, Cesare Zanasi.

Saturnalia | ilcantooscuro


Alessio “Galessio” Brugnoli, sul suo blog, traccia con la solita conoscenza approfondita della Storia i dettagli salienti dei Saturnali (appena terminati) così com’erano percepiti nell’antica Roma. Eccovi un estratto, così, tanto per farvi capire il senso pagano delle feste.

Nei Saturnalia, in cui si riproponeva un tempo sacro, fuori delle regole di quello ordinario, si celebrava questa realtà primigenia, antecedente alla diffusione dell’agricoltura e alla creazione della Civiltà, in cui tutte le convenzioni del quotidiano erano sospese: non viene celebrato Saturnus, ma il tempo ante Saturnos.

Tempo sacro, la cui fine è scandita dal rito dell’accensione della ceri e dell’apertura delle porte dei granai, le ianua, e la distribuzione del farro alla cittadinanza: da una parte, per citare Macrobio

hoc principe ab incomi et tenebrosa vita quasi ad lucem et bonarum artium scientia editi sumus (le candele stanno a significare che grazie a quel principe ci elevammo da una vita informe e oscura alla luce e alla conoscenza delle arti liberali)

Dall’altra si ristabilisce il domino di Giano, il signore del divenire e del Tempo Ordinario, con i suoi ritmi e regole.

San Polieucto | ilcantooscuro


Un condensato di Storia romana, imperiale, bizantina, relativamente al primo periodo del Crisitanesimo quando ancora era mischiato all’Impero Romano d’Occidente e sarebbe rimasto legato per un millennio a quello d’Oriente. Un estratto dal blog di Alessio Brugnoli.

La basilica di San Polieucto era un’antica chiesa di Costantinopoli, eretta inizialmente da Eudocia, moglie di Teodosio II, santa e pessima poetessa, per custodire il cranio dell’omonimo martire, soldato della XII Legio Fulminata stanziata a Melitene, in Armenia, ucciso sotto l’imperatore Decio (249-251) attorno al 250, sia per la sua fede cristiana, sia per la sua opposizione alle complesse regole della burocrazia imperiale: si narra infatti che all’ennesimo modulo da compilare in triplice per ottenere il libellus, certificato che attestava il rispetto degli antichi culti e quindi la fedeltà a Roma, abbia cominciato a insultare e fare gestacci ai funzionari preposti.

Essendo Eudocia, nonostante la sua spropositata ricchezza, anche alquanto tirchia e avendo quindi lesinato sui materiali e sulla manodopera, la chiesa crollò in poco tempo: così la nipote Anicia, figlia dell’inutile imperatore d’Occidente Olibrio, decise di ricostruirla.

Il motivo era semplice: Anicia, come discendente di Teodosio, riteneva che il marito Areobindo meritasse la porpora imperiale: il fatto che lui non fosse d’accordo, quando nel 512, la plebe di Costantinopoli, in rivolta contro la politica religiosa e le tasse di Anastasio I, lo andò a prendere a casa per incoronarlo,  lui si diede alla macchia, per non avere rogne, era un particolare insignificante.

Ambizione sempre frustrata: così, quando Anastasio nominò Giustino, un soldato tanto valoroso, quanto ignorante,  Anicia la prese sul personale: per cui divenne lo scopo primario della sua vita dimostrare come la famiglia imperiale fosse costituita da caproni privi del minimo buon gusto, cosa che, tra l’altro provocò numerosi mal di testa e complessi di inferiorità al povero Giustiniano.

L’Eusebio che non era Eusebio | ilcantooscuro


Dal blog di Alessio Brugnoli un vivace resoconto storico dei primi cristiani, primi intesi subito dopo aver preso il potere imperiale, ai tempi successivi a Costantino I. Leggete, fatevi una cultura, altro che carità e benevolenza…

Tornando al nostro Eusebio era ariano e trattò con papa Liberio per convincerlo ad accettare i risultati del concilio di Sirmio, in cui i vescovi amici dell’imperatore Costanzo II ribaltarono le conclusioni del concilio di Nicea: proprio questa vicenda potrebbe essere stata distorta dalla tradizione, portando alla creazione dell’Eusebio santo.

Il suo omonimo, infatti, era un personaggio assai poco raccomandabile. Nascose il testamento di Costantino, preparando poi quella specie di notte dei lunghi coltelli, in cui gran parte membri maschili della dinastia costantiniana e degli alti funzionari imperiali che potevano aspirare al trono, furono sterminati. Organizzò il colpo di stato contro l’imperatore Costanzo Gallo.

Si arricchì impossessandosi delle proprietà di coloro che erano messi a morte per essere stati accusati di tradimento. Nel 355, secondo quanto racconta Ammiano Marcellino, Eusebio e il prefetto del pretorio Volusiano Lampadio utilizzarono una spugna per alterare una lettera inviata dal magister militum Claudio Silvano ad alcuni suoi amici a Roma; la lettera corrotta suggeriva che Silvano stesse provando a guadagnarsi supporto in città per un colpo di Stato, e, sebbene gli amici di Silvano riuscissero a respingere le accuse, il magister militum, all’oscuro dell’assoluzione, si ribellò e venne sconfitto.

Così Eusebio poté impadronirsi delle sue immense proprietà, comprese le domus all’Esquilino. Nel 359 fece richiamare il generale romano Ursicino e lo fece sostituire nella carica di magister equitum da Sabiniano, solo perché questi si era rifiutato di regalargli un palazzo ad Antiochia.

Come un uomo del genere potesse andare d’accordo con Costanzo II è un mistero. L’imperatore non era un grande generale come suo padre Costantino. Aborriva le guerre. Ma aveva un grande senso del proprio dovere e si sentiva l’erede del grande genitore per cui,con tutte le cautele e senza arrischiare mai oltre misura, combatteva con coraggio e sacrificio.

Forse la causa di ciò era nei difetti di Costanzo: l’essere senza calore umano, taciturno,malinconico, che nascondeva dietro a una maschera di superbia e arroganza la sua insicurezza e la paura di non essere all’altezza del suo genitore. Questo lo rendeva sensibilissimo alle adulazioni, ne aveva bisogno come l’aria per avere una sorta di rassicurazione per se stesso e per il proprio operato. Ed Eusebio eccelleva in quest’arte, diventando per dieci anni il vero padrone dell’Impero, tanto che Ammiano Marcellino sarcasticamente scrisse che Costanzo godeva di un certo credito presso Eusebio.

Gli affreschi perduti di Gentile e Pisanello | ilcantooscuro


Il buon Alessio Brugnoli sul suo blog scrive sempre degli eccellenti post, ogni giorno ci delizia con perle storiche misconosciute, dettagli di mondi scomparsi che non è facile conoscere; ieri, però, si è superato, parlando dei Bizantini, non riuscivo a togliermi dagli occhi quei personaggi così lunari nei modi e nelle estetiche, venuti da un mondo in dissolvenza eppure antico, carico di cultura, pregno di astrazioni ancora oggi inimmaginabili… Grazie Alessio!

Nel 1424, Pisanello che stava completando gli affreschi di Gentile al Palazzo Ducale di Venezia, è incaricato di affrescare il Castello di Pavia con scene di caccia, in previsione dell’arrivo di Giovanni VIII di Bisanzio. Pisanello accetta e all’improvviso, si ritrova circondato da decine di funzionari bizantini, rimanendo affascinato dai loro vestiti, usi e costumi. Pisanello,che è un disegnatore compulsivo, rappresenta di tutto, da opere romane antiche a dipinti di Giotto e Altichiero e opere all’epoca d’avanguardia come quello l’Angelico, Fra Filippo Lippi, Donatello, Luca della Robbia, li comincia a ritrarre; non lo avesse mai fatto ! In men che non si dica, si ritrova a svolgere il ruolo di pittore ufficiale dei Paleologhi.

Novità dalla computazione quantistica


Due post quasi contemporanei sono apparsi oggi sulla piattaforma WordPress, a indicare i progressi fatti nel campo della computazione quantistica. Il primo segnala, su OggiScienza, un nuovo tipo di componente per i computer che può ovviare a problemi di realizzazione e affidabilità degli stessi: i cristalli liquidi quantistici tridimensionali. Il problema principale dei computer quantistici è, infatti, il mantenimento dell’informazione, che non deve collassare prima del dovuto; con questo nuovo componente sembra che la caratteristica ricercata venga trovata in modo soddisfacente (qui l’articolo intero, per chi ha sete e voglia di sapere).

Altro riferimento odierno è il buon Alessio “Galessio” Brugnoli, che sul suo blog opera una disamina sulle applicazioni commerciali dove tali elaboratori potranno trovare largo e soddisfacente impiego. Il futuro è davvero un’ipotesi… quantica, direi.

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