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Archivio per Algernon Blackwood

L’ora degli spettri – Edizioni Hypnos | Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione a L’ora degli spettri, antologia di autori e racconti weird sconosciuti in Italia, edita dalla sempre eccellente Edizioni Hypnos. Un estratto.

Per l’occasione si è scelto di selezionare storie che non erano comparse in precedenti antologie in Italia. Ne è venuta fuori una raccolta di grande interesse che copre un lasso temporale che va dal 1944 al 1943 facendo una sorta di carrellata su un secolo di “storie di fantasmi”. Gli autori presentati, a conferma della teoria di cui si parlava, sono tutti anglosassoni: provengono in maggioranza del Regno Unito ma ci sono anche alcuni autori americani. Alcuni dei nomi presentati sono conosciuti e importanti come Algernon Blackwood – un maestro riconosciuto del”weird” classico – John Buchan, Marie Corelli – una scrittrice all’epoca molto famosa che “seppe vendersi bene” costruendo un personaggio artefatto – l’americano Stephen Crane, Edith Nesbit, Oliver Onions, W.W. Jacobs –  in realtà noto in Italia in quanto il suo racconto La zampa di scimmia è stato più volte antologizzato e R.H. Malden. Gli altri sono invece più oscuri e qui sta il grande pregio di questo libro: aver disseppellito dall’oblio una serie di storie di grande livello e per niente banali che fanno vedere la grande ricchezza e vitalità di un genere meno scontato di quel che si può pensare.

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Arriva L’ora degli spettri, antologia da brivido di Edizioni Hypnos | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una nuova uscita per Edizioni Hypnos:  L’ora degli spettri, 29 storie di fantasmi di autori dell’Ottocento e Novecento.

Può un vecchio monastero adibito a locanda dalle dubbie frequentazioni essere la dimora del diavolo? Quale sinfonia possono ordire i fantasmi per l’ignaro ospite di un attico? Che cosa succede quando le fantasie dell’ombra sembrano materializzarsi? Quale oggetto può destare i fantasmi più di un libro? E se per una volta fosse un vivente a fare la sua apparizione nel mondo degli spiriti? E chi ci dice che noi, per qualcun altro, non siamo i fantasmi?

Un antico detto recita che i trapassati devono restarsene in pace nelle loro tombe. E guai incolgano gli incauti che osino disturbare il sonno dei morti…

Doppelgänger, case infestate e infestanti, incarnazioni della paura, spiriti allegorici, fantasmi assenti, invadenti, innamorati, vendicativi, mistificazioni, false mistificazioni, istanti cristallizzati nel tempo infinito…

Le storie qui proposte percorrono un secolo di narrativa spettrale, che va dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento e presentano una carrellata di quei fantasmi che popolarono le pagine delle riviste e dei libri dell’epoca d’oro della ghost story.

Tra i tanti autori selezionati, c’è anche Algernon Blackwood, mio personale idolo.

Algernon Blackwood: La valle perduta – Dagon Press | VerSacrum


Su VerSacrum la recensione a La valle perduta, racconto del maestro Algernon Blackwood che è stato fortunatamente riesumato dall’oblio da Dagon Press. Ecco uno stralcio della rece:

Si tratta di una storia intensa e pregna di quel “terrore spirituale” che è forse una delle caratteristiche principali del maestro inglese: anche in quest’occasione la “natura” incontaminata e selvaggia –  come nel racconto capolavoro I salici – fa da sfondo a questa cupa vicenda ambientata nel Giura nella Francia meridionale. I protagonisti sono 2 gemelli – Stephen e Mark –  che vivono praticamente in simbiosi: ognuno è partecipe emotivamente della vita dell’altro ed quasi come se fossero una persona sola. C’è forse qualcosa di morboso in questo rapporto che sembra solidissimo. I due viaggiano molto – anche Blackwood d’altra parte è stato un grande viaggiatore traendone ispirazione per i suoi racconti – e giungono infine nel Giura, isolandosi in uno chalet in mezzo alla natura incontaminata. Passano le giornate facendo escursioni riportando scrupolosamente le loro impressioni. Qualcosa però all’improvviso si rompe: una fantomatica ed esotica presenza femminile distrugge il loro equilibrio. La loro vita ne sarà sconvolta e i due verranno infine drammaticamente divisi. Blackwood conferma di essere un artista dell’atmosfera perturbante: la descrizione della cosiddetta “valle perduta”, un non luogo in cui trovano riparo tutti gli spiriti invisi alle religioni tradizionali – sorta di limbo infernale carico di un’atmosfera tenebrosa appartenente ad un’altra dimensione del tempo e dello spazio – è qualcosa che rimane impresso e non che non lascerà indifferenti gli amanti del “weird”.

In appendice c’è un interessante articolo dello stesso Blackwood intitolato La psicologia dei luoghi molto attinente alla storia presentata oltre a un accurata bibliografia italiana comprensiva di illustrazioni di vecchie e storiche edizioni.

Onore alla Dagon Press per aver disseppellito questa gemma nascosta di un grande autore come Algernon Blackwood: l’auspicio è che magari, in futuro, vengano pubblicati anche altre inediti: parte della sua produzione è infatti ancora purtroppo inedita in Italia ed è un peccato in quanto si tratta di materiale di sicuro interesse come l’importante romanzo The Centaur (1911). Il volume è disponibile sullo store online della Dagon Press al seguente link: http://www.lulu.com/spotlight/DagonPress oppure scrivendo a studilovecraft@yahoo.it.

Algernon Blackwood: Discesa in Egitto – Edizioni Hypnos | VerSacrum


Bella recensione a Discesa in Egitto, racconto lungo dell’indimenticabile Algernon Blackwood recentemente edito da Hypnos. Eccone uno stralcio, da VerSacrum:

La storia narra le vicende di George Isley, una viaggiatore solitario che arriverà a trovare il lato oscuro della sua personalità nel mistico e magico universo del profondo Egitto. Accompagnato dall’egittologo Moleson troverà a Tebe il suo destino. Isley e il suo compagno Moleson sembrano aver cambiato personalità: è come se entità appartenenti ad una dimensione al di là del tempo e dello spazio si siano impossessate di loro. La storia di George Isley ci viene narrata dal punto di vista di un suo amico che ha avuto modo di notare la sua metamorfosi.

Si accennava prima all’importanza dell’atmosfera nella narrativa di Blackwood: in Discesa in Egitto è proprio l’atmosfera a costituire l’elemento principale della storia: grazie alle “magiche parole” dello scrittore inglese siamo in grado di rivivere i miti e i riti dell’Antico Egitto. Le “immagini” evocate dalla sua penna riportano alla luce i culti di Amon-Ra e di Anubi e ci parlano di una realtà trasfigurata in cui a dominare sono i Faraoni e i colossi di Memnone con tutto il loro carico di una storia millenaria, mitica e mitologica. È come fare una sorta di viaggio a ritroso nel tempo nei segreti dimenticati di una cultura leggendaria: l’effetto creato da Blackwood è ipnotico e fantasmagorico.

This is the end


Mi trovo ancorato alle bizzarre esequie del mio essere fisico, mentre sento aprirsi la comprensione di un interminabile abisso psichico.

Raschiare la mia anima


Il respiro sospeso, per l’angoscia di voler sentire troppo l’Oltre farsi vivo e addosso a me, sentirlo raschiare la mia anima…

Siouxsie and the Banshees – Night Shift


Come la notte strisciante, sento arrivare le cose; ho terrore dell’empatia sovrastante.

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Blogger e studente di Comunicazione e ricerca sociale. Scrivo di geopolitica, diritto e tematiche ambientali, attraverso un'ottica globale sulla società europea ed internazionale.

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